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Posts Tagged ‘museo’

I nuovi servizi digitali di accessibilità al Museo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

Firenze 25 settembre ore 12.00 Sarà presentato presso la Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze Via Giuseppe Giusti, 29 “High Tech vs High Touch”: i nuovi servizi digitali di accessibilità al Museo, un progetto realizzato grazie al contributo della Fondazione CR Firenze nell’ambito del bando “Laboratori Culturali – innovazione digitale e nuovi pubblici nei musei”, che si pone l’obiettivo di implementare l’offerta museale e ampliare il bacino di utenti attraverso l’uso di innovativi linguaggi multimediali. All’incontro saranno presenti Donatella Lippi e Stefano Caramelli, rispettivamente Presidente e Direttore della Fondazione Scienza e Tecnica, e Donatella Carmi Vicepresidente della Fondazione CR Firenze.Il Museo della Fondazione Scienza e Tecnica, grazie al valore delle sue collezioni storico-scientifiche, attrae studiosi e ricercatori, studenti e appassionati di tutta Italia. Già da qualche anno, il Museo ha potenziato la comunicazione tradizionale e digitale con la creazione di nuovo materiale comunicativo cartaceo, l’inserimento di QR code all’interno del percorso espositivo, la messa a punto del nuovo sito web e la realizzazione di una specifica Audioguida. Il Museo si rivolge a tipologie di target diversificate: famiglie, invitate nel week-end a partecipare a eventi e laboratori, scuole di ogni ordine e grado, che hanno a disposizione un programma dedicato durante tutto l’anno, studenti e ricercatori, visitatori, turisti, categorie protette.
Le azioni sono state pensate per categorie di pubblico standard (studenti, docenti, famiglie, turisti), con particolare attenzione verso il pubblico scolastico. Determinati interventi, invece, sono rivolti a categorie difficilmente raggiungibili con i linguaggi tradizionali, attraverso la valorizzazione di quelle parti delle collezioni che offrono spunti di interesse specifici. Particolare attenzione è stata dedicata a persone con disabilità uditiva.
Per conseguire questi obiettivi, sono ora messi a disposizione dei visitatori del Museo nuove funzionalità e nuovi supporti multimediali e interattivi alla visita. Tra questi: un Video generale di approfondimento, con sottotitoli e audio in italiano e Video in LIS, Lingua dei Segni Italiana; 9 Video in LIS con sottotitoli e audio in italiano, relativi alle varie sezioni del Museo; una Mappa interattiva di orientamento della struttura e dei servizi del Museo, dotata di tasti audio e con una versione anche in inglese; un monitor touch per la mappa interattiva installato all’ingresso, una postazione fissa di monitor per proiezione video generale a ciclo continuo; il perfezionamento dell’Audioguida del Museo, attraverso la realizzazione di una English Version. Un lavoro di implementazione è stato fatto anche sui canali social attraverso la creazione di pagine dedicate al Museo sul canale Instagram e su Google+. Orario Museo 15 settembre – 14 giugno: da lunedì a venerdì 9.00 – 16.00; sabato e domenica 10.00 – 18.00 15 giugno – 14 settembre: da martedì a domenica 10.00-13.00.

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Capo Colonna (Crotone). A conclusione della stagione estiva riprendono le attività di manutenzione e sistemazione del parco archeologico di Capo Colonna che consentiranno il riassetto della fruibilità del sito. Dopo i lavori che nel corso dell’anno hanno visto via via migliorare le condizioni del museo annesso, le attività del MiBAC si concentreranno ora sull’area archeologica. Mentre è già in corso la revisione dell’impianto di videosorveglianza andato in tilt a causa di un forte temporale estivo, contemporaneamente verrà attivato il cantiere di allestimento della terrazza prospiciente la colonna del tempio di età classica con il contributo del FAI. La postazione permetterà ai visitatori di avvicinarsi più possibile al manufatto garantendone la tutela e senza pregiudizio per la sicurezza delle persone. Altri lavori seguiranno per migliorare la funzionalità dei percorsi.
Tra i siti più affascinanti della Calabria anche per la sua posizione naturalistica e noto soprattutto per l’unica colonna superstite di uno dei principali templi della Magna Grecia, dedicato alla dea Hera Lacinia e risalente al V secolo a.C., il Museo e Parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone), diretto da Gregorio Aversa, afferisce al Polo museale della Calabria, guidato da Antonella Cucciniello. Il grande valore dell’area, anche a seguito delle importanti tradizioni che lo vogliono frequentato dal filosofo samio Pitagora, sede probabile della Lega Italiota che riuniva tutti i Greci d’Occidente e punto di partenza del condottiero Annibale per il suo ritorno a Cartagine, dopo aver lasciato memoria delle sue gesta su una iscrizione in greco e in punico, pone il Parco Archeologico di Capo Colonna al centro di una rinnovata attenzione che, a partire dalla rimozione della recinzione che impediva la visibilità della colonna, nel lungo periodo permetterà di migliorare la complessa coesistenza tra problematiche ambientali ed esigenze della fruizione e della tutela.

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Inaugurazione del parco museo di Malga Zonta e base tuono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

La sede del Parco, con i suoi allestimenti interni, sarà inaugurata pubblicamente sabato 10 agosto, alle ore 11.00. Fin dai tempi più remoti l’area di Passo Coe, a Folgaria, è stata zona di frontiera. Le alture, i pascoli e le ampie foreste di abeti che caratterizzano la zona, sono stati luogo di aspre e secolari contese confinarie.
Hanno conosciuto i contenziosi tra la Repubblica di Venezia e il Principato vescovile. Qui sono avvenuti duri scontri di prima linea nel 1915-1916 culminati con la fase più violenta dell’Offensiva di primavera. Questi luoghi sono stati l’ambientazione di fatti legati alla Resistenza, contrassegnati dalla strage di Malga Zonta del 12 agosto 1944. Sempre qui, negli anni Sessanta e Settanta del scorso secolo, le vicende nucleari della Guerra Fredda si sono intrecciate con la presenza della Base missilistica di Malga Zonta – Monte Toraro, oggi testimoniata da Base Tuono, allestimento museale, nel suo genere unico in Europa.
Per riportare l’eccezionalità di un luogo qual è Passo Coe che a 1600 m di quota, in una pregiata cornice alpestre, sa raccontare secoli di storia, in particolare i grandi conflitti che hanno lacerato il Novecento, la Fondazione Museo storico del Trentino, la Provincia autonoma di Trento e il Comune di Folgaria hanno avviato da due anni il progetto di un parco museo denominato Parco museo Malga Zonta – Base Tuono.
Ci si pone quindi l’obiettivo di raccontare il “Secolo breve”, soffermandosi sulle tappe principali di cui è stata teatro la zona di Passo Coe. Si tratta di presentare una ricostruzione storica avvincente e basata sulle fonti, che fornirà una ricostruzione equilibrata degli avvenimenti e di queste importanti pagine della nostra storia, attraverso un percorso caratterizzato da un allargamento dell’orizzonte temporale e da uno sguardo d’insieme. Tale progetto si è ora concretizzato con la realizzazione di un percorso espositivo, allestito nell’edificio che fu il Corpo di Guardia dell’ex base missilistica, a pochi metri da Base Tuono.

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“Io vado al Museo

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2019

Venezia Domenica 7 luglio 2019 ingresso gratuito alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (ingresso da Piazzetta San Marco 13/a) (orario: 10.00 – 19.00, ultimo accesso alle ore 18.00). La Biblioteca Nazionale Marciana aderisce all’iniziativa ministeriale “Io vado al Museo” in applicazione del nuovo piano di gratuità voluto dal Ministro Alberto Bonisoli, con l’obiettivo di aumentare le giornate gratuite d’ingresso ai musei, siti archeologici e monumenti italiani modulandoli però secondo le necessità di ogni diversa realtà.
Domenica 7 luglio 2019 tutti potranno accedere gratuitamente alle Sale Monumentali della biblioteca.
Sarà l’occasione anche per visitare la mostra “Portfolio – Wild Thought. Johannes Brus, Ottmar Hörl” con il contributo di Dierk Maass, in concomitanza con la 58. Esposizione Internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia.

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Presentazione di Giffoni2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Paestum Lunedì 8 luglio, alle ore 11:00, presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum (Via Magna Graecia 917/919) si terrà la presentazione di Giffoni2019. Una scelta innovativa e suggestiva: in pieno stile Giffoni, infatti, non sarà una tradizionale conferenza stampa, bensì un racconto, itinerante e condiviso negli ambienti del museo. Il percorso affronterà tappa per tappa il programma della 49esima edizione del Giffoni Film Festival, in programma dal 19 al 27 luglio, attraverso una narrazione atipica e coinvolgente: dalla riproduzione della statua di Hera al dipinto de “Il Tuffatore”, per poi concludersi nell’auditorium.
“Cari amici, #Giffoni2019 si avvicina – dichiara il direttore di Giffoni Experience, Claudio Gubitosi – Siamo pronti per presentarvi i vari programmi di un progetto che, quest’anno, giunge al 49esimo anno di vita. Ho scelto un luogo di particolare suggestione: il Museo Archeologico Nazionale di Paestum. In pieno stile Giffoni, non si tratterà di una tradizionale conferenza stampa ma di un racconto, itinerante e condiviso, negli ambienti del museo: il percorso ci condurrà fino al dipinto de “Il Tuffatore” per poi concludersi nella sala cella. Avremo il quadro completo di tutte le attività, alcune annunciate e che in parte conoscete. Ci siamo, tuttavia, riservati per l’occasione alcune particolari novità molto importanti. Attraverso di voi parliamo ai cittadini e alla società: vi è ben noto che non li abbiamo mai delusi. Vi aspetto con il piacere di sempre e con il desiderio di potervi comunicare la gioia di una nuova grande avventura”.

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Gli Avori del Museo Nazionale del Bargello

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Firenze Martedì 18 giugno alle 17.30 al Museo Nazionale del Bargello, nel Salone di Donatello, verrà presentato il Catalogo dedicato alla raccolta degli avori del Museo Nazionale del Bargello. La collezione degli avori del Museo è tra le più prestigiose oggi esistenti, con oltre 250 esemplari di incomparabile rilievo storico e artistico. Raccoglie raffinati manufatti, realizzati lungo un arco temporale di oltre 15 secoli, che stupiscono per la perizia tecnica delle lavorazioni (con intagli microscopici e perfetti) e che testimoniano un’ampia circolazione di stili e tecniche tra le diverse civiltà.
Vi sono compresi capolavori come il Dittico Denon (fine IV – inizi V secolo), il Pastorale di Yves de Chartres (fine XI) o il Flabellum (fine IX) il grande ventaglio liturgico carolingio di cui esistono solo 3 esemplari al mondo. E poi decine di esemplari a soggetto sacro e profano medievale, pedine e pezzi per gli scacchi, valve di specchio, cofanetti gotici e rinascimentali, manufatti islamici, selle da parata e molto altro ancora.
Al Bargello questi capolavori dell’arte eburnea giunsero sia dalle collezioni mediceo-granducali, al momento della fondazione del museo (1865), sia dalla ricca raccolta privata che il collezionista francese Louis Carrand, defunto nel 1888, donò al museo col suo lascito testamentario.Da allora la collezione degli avori del Bargello ha stupito i visitatori e raccolto l’interesse di studiosi e specialisti del settore. Mancava ancora, tuttavia, un catalogo che raccogliesse in modo unitario, esaustivo e aggiornato la descrizione sistematica della preziosa collezione.Il Catalogo degli avori del Museo Nazionale del Bargello, curato da Ilaria Ciseri ed edito da Officina Libraria, colma oggi questa lacuna e raccoglie, dopo un meticoloso lavoro di ricerca e schedatura durato quattro anni, i frutti dell’impegno di prestigiosi specialisti della materia. Il volume è suddiviso in 12 capitoli e comprende 226 schede scientifiche ma, grazie alla ricchezza di immagini, risulta fruibile anche da un pubblico di non addetti ai lavori.All’evento, presenziato da Paola D’Agostino (Direttore dei Musei del Bargello), Ilaria Ciseri (curatrice del volume) e Francesco Steidl (vice Presidente della Fondazione Il Bargello Onlus), interverranno Martina Bagnoli, Fulvio Cervini e Fabrizio Crivello.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

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A Pisa il ministro Bonisoli apre il Museo delle Navi Antiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Pisa La cerimonia di inaugurazione è fissata domenica 16 giugno alle 18 agli Arsenali Medicei, mentre dalle 21 alle 23, in concomitanza con le luminare di San Ranieri, sarà possibile visitare gratuitamente il museo. 4700 metri quadri di superficie espositiva e 47 sezioni divise in 8 aree tematiche nelle quali saranno esposte sette imbarcazioni di epoca romana, databili tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C. e circa 8000 reperti: apre ufficialmente al pubblico il Museo delle Navi Antiche di Pisa, dopo un percorso di ricerca e restauro durato vent’anni. La cerimonia di inaugurazione alla presenza di Alberto Bonisoli, ministro per i Beni e le attività culturali, si terrà domenica 16 giugno alle 18 presso gli Arsenali Medicei, in Lungarno Ranieri Simonelli, 16. Dalle 21 alle 23, in occasione delle luminare di San Ranieri, sarà possibile visitare gratuitamente il museo mentre, dal giorno successivo, l’esposizione sarà aperta al pubblico (0508057880). La concessione del museo è affidata a Cooperativa Archeologia, che ha seguito negli ultimi anni lo scavo archeologico e il restauro delle navi e dei reperti, sotto la direzione scientifica di Andrea Camilli, responsabile di progetto per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno.
A dare l’annuncio dell’attesa inaugurazione è Andrea Muzzi, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio di Pisa e Livorno, insieme al sindaco di Pisa Michele Conti. Si tratta di una tappa fondamentale per un percorso iniziato nel 1998, anno in cui nei pressi della stazione ferroviaria di San Rossore vennero alla luce i resti della prima nave. Nacque così il grande cantiere di scavo e restauro realizzato grazie all’importante e costante impegno del MiBAC e di un ricco ed eterogeneo gruppo di professionisti archeologi e restauratori.Il Museo, allestito all’interno degli Arsenali Medicei sul lungarno pisano, espone le navi di età romana e i reperti a esse riferiti rinvenuti nel cantiere delle Navi Antiche e restaurati presso il Centro di restauro del Legno Bagnato. L’adiacente complesso di San Vito ospiterà a breve il Centro di restauro del Legno Bagnato, struttura di rilievo internazionale nel restauro delle sostanze organiche, attualmente ospitata provvisoriamente presso il cantiere di scavo.
Il progetto di scavo e restauro delle antiche navi di Pisa rappresenta uno dei più interessanti e ricchi cantieri di scavo e ricerca degli ultimi anni. La particolare condizione di conservazione dei reperti racchiusi in strati di argilla e sabbie ha richiesto un considerevole sforzo economico, organizzativo e tecnologico, mettendo a disposizione della ricerca laboratori, depositi, strumentazioni all’avanguardia e logistica devoluti al recupero degli oltre trenta relitti individuati e dei materiali ad essi associati. Il cantiere delle Navi Antiche è quindi diventato un centro dotato di laboratori, depositi e strumentazione che ha visto la collaborazione di decine di istituzioni universitarie e di ricerca italiane e straniere.

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La Disputa sull’Immacolata Concezione: Giornata di studio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 Mag 2019

Firenze lunedì 13 maggio 2019 Galleria dell’Accademia di Firenze Via Ricasoli, 58 una giornata di studio dedicata al tema della Disputa sul dogma dell’Immacolata Concezione.
La giornata, desiderata dal Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze Cecilie Hollberg, si articolerà in due sessioni. La sessione mattutina, con inizio dei lavori alle ore 9.30, vedrà interventi di eminenti figure in rappresentanza della Chiesa cattolica con gli ordini francescano, domenicano, gesuita e della Chiesa ortodossa e avrà come moderatore Angelo Tartuferi. La sessione pomeridiana, con inizio alle ore 14.00, sarà dedicata a approfondimenti del tema da parte di rappresentanti del mondo accademico e della ricerca scientifica, con la presenza di noti studiosi e di docenti da università e accademie italiane e straniere; moderatore sarà Donatella Fratini, storica dell’arte del Dipartimento dipinti e sculture XVI-XVIII secolo del museo.
L’Immacolata Concezione di Maria, ovvero la dottrina della Chiesa secondo la quale la Vergine è stata preservata immune dal peccato originale, iniziò ad apparire in opere artistiche fin dal Medioevo, quando si accese un aspro dibattito teologico che vedeva schierati da una parte i Francescani e l’Ordine Benedettino e, dall’altra, i Domenicani, fedeli al pronunciamento contrario di san Tommaso d’Aquino. A partire dalla seconda metà del Quattrocento, il pontificato di Sisto IV (1471-1484) diede grande impulso al culto della Vergine. Contemporaneamente, i sovrani spagnoli si impegnarono in un’intensa campagna volta alla promulgazione del dogma per ragioni politiche legate alla Riforma protestante. Agli inizi del Cinquecento, all’apice del contrasto dottrinale con l’Ordine Domenicano, venne elaborato in Toscana, in ambito francescano, un tema iconografico originale, quello della Disputa dei Dottori della Chiesa sull’Immacolata Concezione, in cui gli artisti ritraevano il loro parere contrastante. I Francescani, in particolare, utilizzavano queste immagini sacre come ‘palinsesto’ per la loro predicazione.L’ingresso alla giornata di studi è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Ragogna: boom di prenotazioni per il Museo degli Amanuensi

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

Ragogna (Ud) Arrivare in un castello medievale, essere accolti da persone in costume d’epoca e poi immergersi in un mondo fatto di carta e pergamena, penne d’oca, inchiostri e strumenti per la rilegatura realizzati con sapienza artigiana tramandatasi nei secoli. Vedere e toccare con mano come nasce un libro fatto a mano. È l’esperienza unica che attira sempre più visitatori nel castello di Ragogna: 30mila in cinque anni sono quelli che hanno varcato la soglia dell’Opificium Librorum, il museo che fa riviere l’arte degli amanuensi gestito dallo Scriptorium Foroiuliense, associazione di San Daniele del Friuli dedita al recupero e alla diffusione della calligrafia e dei mestieri del libro. «Per l’anno prossimo abbiamo già registrato un boom di prenotazioni di visite delle scolaresche – conferma il direttore dello Scriptorium Roberto Giurano –. Sono già confermati circa duemila gli studenti, dalle elementari alle superiori, soprattutto delle scuole del Nord Italia, che parteciperanno alle nostre visite guidate nella fabbrica del libro. Molte classi ci hanno chiesto inoltre di abbinare dei workshop di calligrafia». L’associazione infatti tiene anche dei corsi di scrittura, miniatura e legatura che si tengono nella sede di San Daniele.Agli alunni delle scuole si aggiungono i visitatori di ogni età, in gruppo o singoli, provenienti da tutto il mondo, che nel castello trovano uno staff poliglotta, in grado di guidarli in tutte le fasi della realizzazione di un libro artigianale. Insomma, il recupero di quest’arte antica è diventato dal 2013, anno di apertura dell’Opificium Librorum, anche sinonimo di sviluppo turistico per il territorio, nonché di lavoro per le sei persone che seguono stabilmente le attività del museo.E non è intenzione dello Scriptorium fermarsi qui. «Il sogno è quello di poter replicare l’Opificium al Centro e al Sud, in modo da poter servire le scolaresche anche di queste aree – racconta Giurano –. Per il momento siamo attrezzati con un laboratorio mobile che può portare parte delle attrezzature e dei materiali dove ci viene richiesto, soprattutto per eventi e manifestazioni: quest’estate siamo stati nel borgo di Elice (Pescara), ma in passato anche all’estero, per esempio a Dubai, per tenere le nostre dimostrazioni e lezioni di scrittura amanuense». All’Opificium Librorum di Ragogna i visitatori, assieme alle guide abbigliate in costume medievale, possono sedersi sugli scranni dei copisti, vedere come si realizza a mano la carta, preparare i fogli per la scrittura, tracciare le parole con penne d’oca e inchiostri naturali, cimentarsi nella rilegatura. «Le persone sono affascinate dalla bellezza, dalle cose fatte bene e dalla manualità – conclude Giurano –. Credo che il successo del nostro museo, amplificato da promozione e passaparola, sia dovuto proprio nella possibilità di fare un’esperienza interattiva, che riavvicina alle cose semplici e al valore del nostro Made in Italy».

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Vacanze al Museo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Cosenza Dal 25 giugno 2018 Palazzo Arnone Galleria Nazionale di Cosenza. Concluso l’anno scolastico, le vacanze estive promettono ora esplorazioni e momenti di svago anche se si resta in città. La Galleria Nazionale di Cosenza potrà essere la destinazione ideale per laboratori, giochi istruttivi e nuove scoperte, fra dipinti e sculture. La partecipazione dei bambini in piccoli gruppi li vedrà coinvolti in un divertimento contagioso.
L’iniziativa è organizzata dai Servizi educativi del museo ed è completamente gratuita. Sarà possibile aderire dal 25 giugno al 3 agosto e dal 28 agosto al 14 settembre, da lunedì a venerdì, dalle ore 10.00 alle11.30 e dalle ore 11.30 alle 13.00, prenotando data e fascia oraria preferita al seguente numero: 0984 795639.
Ecco i passatempi per i bambini, ma anche per i loro accompagnatori, se gradiranno mettersi in gioco. Facciamo che eri un Artista? Come fanno gli Artisti a descrivere la gioia o la tristezza,la paura o il coraggio? Prima osserviamo bene le loro opere e poi… facciamo che anche tu eri un Artista? Per dare vita ai personaggi, prova a interpretarne i sentimenti. Potrai farlo con le espressioni del viso, le movenze del corpo e con “oggetti molto speciali” che ti aspettano nel museo. Gioca con l’Arte. Con le filastrocche saprai riconoscere nei dipinti divinità o eroi, storie o leggende, e potrai scoprire tanti piccoli segreti nascosti. Cerca il quadro! Tutti investigatori! L’indagine parte da un dettaglio minuscolo. A quale dipinto appartiene? Aguzzate la vista! Chi sarà il primo a scoprirlo?Si ricorda che la Galleria Nazionale di Cosenza può essere agevolmente raggiunta con la “Circolare dei Musei”; orari e fermate della navetta sono consultabili sul sito http://www.amacospa.it.La Galleria Nazionale di Cosenza, diretta da Domenico Belcastro, è afferente al Polo Museale della Calabria guidato da Angela Acordon. Ingresso gratuito.

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Quando la musica si mostra: Una nota al museo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 Mag 2018

Bologna sabato 12.05.2018 ore 18.30 con live show alle ore 20.00 presso la Sala Eventi del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna Strada Maggiore 34 personale di Francesco Tricarico a cura di Olivia Spatola in collaborazione con Fabbrica EOS Milano. Il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna ospiterà per un mese – a partire dal12 maggio – la personale di Francesco Tricarico dal titolo “Quando la musica si mostra. Una nota al museo” curata da Olivia Spatola in collaborazione con la galleria Fabbrica Eos di Milano. La mostra propone di fornire un’esperienza multisensoriale tramite un percorso tematico che guiderà i visitatori attraverso alcune del- le sale del percorso espositivo del Museo. La location del Museo internazionale e biblioteca della musica è stata scelta per la centralità non solo geografica ma anche per il ruolo culturale che riveste: il Museo, che ha sede in un palazzo affrescato del centro storico, espone le prestigiose collezioni di beni musicali della città di Bologna, in un percorso espositivo che si snoda attraverso nove sale a ripercorrere sei secoli di storia della musica europea, con oltre un centinaio di dipinti, più di ottanta strumenti musicali antichi ed un’ampia selezione di documenti storici di grande pregio. L’intento di Quando la musica si mostra. Una nota al museo è quello di far dialogare l’arte con la musica all’interno di uno stesso spazio che è al contempo sia fisico che metaforico: il concetto della musica in quanto segno espresso – scritto, di contenitore di significanti e di significati che suonano anche quando gli strumenti non sono sfiorati dalle dita del musicista. In questo spazio che potremmo definire del ‘silenzio cageano’, in cui lo spettatore ha la sensazione di ascoltare qualcosa anche se tutto tace, le opere di Francesco Tricarico andranno a mostrare in quale modo è possibile controllare e organizzare le nostre percezioni.Le opere scelte sono sette come il numero delle note musicali e le sale del museo in cui il percorso artistico si dispiegherà. Ed è così che le stanze, abbandonando temporaneamente la loro consueta numera- zione, diverranno – attraverso i dipinti dell’artista – la “Stanza del Do”, la “Stanza del Re”, la “Stanza del Mi”; la “Stanza del Fa”, la “Stanza del Sol”, la “Stanza del La” e la “Stanza del Si”. Ma non solo. In questo caso, il segno – ovvero la relazione tra significante e significato – rappresentato dalla denominazione delle stanze, diventerà anche simbolo: vale a dire una realtà altra, che va oltre e da ricomporre; l’espressione dell’inconscio collettivo da cui emergono processi di trasformazione tra ciò che è noto e ciò che non lo è, coinvolgendo lo spettatore. La “Stanza del Do” dunque – in questo gioco fra segno e simbolo – non sarà soltanto la sala in cui Tricari- co omaggerà la prima nota musicale, ma anche del Dominus; la “Stanza del Re” del Regnare; la “Stanza del Mi” del Mi-stero; la “Stanza del Fa” del Fare; la “Stanza del Sol” del Solo; la “Stanza del La” del Lavoro e la “Stanza del Si” del Silenzio, che chiude concretamente e allegoricamente la mostra.
I quadri di Francesco Tricarico sono frutto di una ricerca interiore unita alla necessità di produrre cose dal valore universale, che lo uniscano agli altri nel concetto di bellezza condivisa. Per Tricarico dipingere non è un tentativo di fuga dalla realtà ma un modo di esserci: “è un modo di essere nella realtà interpretandola. Osservandola in altri modi, osservandola su una tela, innesca un un modo diverso di pensare e l’atto creativo rappresenta un momento che altrimenti non si fermerebbe ed invece si ferma. Tutto ciò mi susci- ta stupore”. L’arte di Tricarico è un grande caos ordinato, come afferma l’artista stesso. I soggetti delle sue opere cambiano, non sono mai gli stessi. La sua è una ricerca continua, legata a tutti i sensi, alla vista e soprattutto a ciò che non si vede: Tricarico è affascinato dalle cose che non sono visibili ma che allo stesso tempo possiamo intuire, percepire. I suo quadri sono delle chiavi d’accesso, piccole magie che aprono altre porte: “la tela mi svela qualcosa che prima non c’era, aiuta a farmi capire cose che proba- bilmente ancora non so”.Quando la musica si mostra. Una nota al museo è per Tricarico una grande possibilità di realizzare una storia in un luogo affascinante come il Museo della Musica. “Ogni tela sarà caratterizzata da una nota accompagnata da una parola e da uno strumento. È per me un momento di autocelebrazione”.www.museibologna.it/musica
Ingresso incluso nel biglietto del Museo: € 5.00 intero | € 3.00 ridotto.

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A Monreale l’inaugurazione del ‘Museo del Mosaico’

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Palermo. Mercoledì 21 febbraio prossimo alle ore 9.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Monreale (PA) avrà luogo l’inaugurazione del Museo dell’Arte del Mosaico (MAM), importante realtà museale, unica in tutto il centro e sud Italia.Un significativo percorso per recuperare i valori della tradizione culturale italiana che hanno visto, nel mosaico, importanti momenti di rappresentazione in tutte le epoche storiche del nostro paese ed in tutti i luoghi, da Pompei alla cattedrale di Monreale.Monreale è oggi “Città del Mosaico”, grazie all’attività incessante del Dirigente e del gruppo docenti del liceo artistico D’Aleo, che hanno sostenuto in questi anni l’importanza che il percorso dell’arte realizza attraverso il mosaico, e per l’azione del Sindaco Piero Capizzi e della Sua Giunta che hanno concesso gli spazi per realizzare questa iniziativa.
Grazie a queste iniziative Monreale è diventata un percorso ideale per la storia del mosaico. Dalla prestigiosa cattedrale alla industriosa scuola artistica, passando attraverso il Museo, il mosaico diventa in questo modo “cosa viva”, che rappresenta l’essere più sincero dell’espressione artistica dei giovani ragazzi.La presenza delle autorità, sia civili che religiose, della associazione dei commercianti e di tutta la cittadinanza rappresenta, in modo forte ed univoco, come questa tradizione mosaicista sia l’essenza di una cultura che, in primis dai giovani, non è mai stata dimenticata. Il Museo ospiterà mostre personali di mosaicisti di fama nazionale e internazionale, presentazione di libri, riviste, cataloghi del settore e verranno realizzati gemellaggi con le scuole del mosaico di Ravenna, Firenze, Spilimbergo (PN), Chartres (FR), seminari, convegni, dibattiti e mostre didattiche.Il museo accoglierà anche il raduno dei mosaicisti associati A.I.M.C., l’Associazione Internazionale mosaicisti Contemporanei, e la prestigiosa Biennale del Mosaico.(Non siamo in grado di pubblicare le foto inviate in quanto sono coperte da copyright)

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L’artista Teresa Santinelli ospite del Micro Museo di Monza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

Teresa SantinelliMonza. L’artista Teresa Santinelli sarà ospite, dal 18 al 31 gennaio 2018, del MiMuMo, il Micro Museo di Monza, piccolo spazio espositivo di 2,29 metri quadrati di superficie aperto 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. In mostra la grande tela dal titolo “Pausa”, accompagnata da opere di piccole dimensioni realizzate site-specific, tutte dedicate al tema della poltrona, ricorrente nella sua ultima produzione, e parte di un intero ciclo pittorico denominato “…e adesso siediti”. L’esposizione va ad inserirsi nel fitto programma del MiMuMo, che prevede un susseguirsi di mostre della durata massima di due settimane e che, a partire dal 2014, ha portato a Monza oltre cento tra artisti, designer, architetti e stilisti. Artista di Saronno, Teresa Santinelli nel corso della sua carriera ha realizzato numerose mostre personali e partecipato a collettive e concorsi sia regionali che nazionali, ottenendo consensi di critica, oltre che premi e riconoscimenti. Tra gli ultimi, nel 2016 la targa di merito alla Biennale d’arte contemporanea di Salerno con l’opera “Rosso è il colore”. Nel 2017 ha esposto al centro d’arte Malgnini di Saronno, allo Spazio Donizetti 50 di Monza e alla Galleria Cascina dell’Arte di Busto Arsizio. Alcuni suoi lavori sono in permanenza a Saronno presso il Museo “Giuseppe Gianetti” e nel Piccolo Fondo Artistico del Liceo Legnani. Dal 2010 è tra gli artisti del Museo della Permanente di Milano. Collabora con l’emittente locale Radiorizzonti, conducendo i programmi “Arte e artisti” e “Incontri con l’arte”, in cui presenta mostre, intervista artisti e dialoga con esperti sulle più importanti tematiche della storia dell’arte occidentale.
Il MiMuMo si trova al piano terra della Casa della Luna Rossa, una delle abitazioni più antiche di Monza, nelle vicinanze della centrale piazza Duomo. L’idea del MiMuMo è stata concepita dai due architetti Luca Acquati, proprietario dell’abitazione di via Lambro 1, e Felice Terrabuio, membro fondatore dell’associazione culturale Streetartpiu. Lo scopo è quello di offrire una vetrina a talenti giovani e meno giovani, «catalizzando un campo di forze creative e rigenerando una qualità dello spazio urbano come luogo di meditazione inattesa. L’insorgere di improvvise occasioni di bellezza gratuita. Un contenitore di materia, luce, forma, ossigeno immaginativo. Un campo di azione per interrogarsi sul senso e risvegliare una sensibilità consapevole, un territorio di sfida per gli artisti, per imparare a reggere l’urto delle interpretazioni dei cittadini, perché le trovate apparentemente assurde e le scommesse paradossali dell’arte contemporanea sono autentiche bussole per trovare una via d’uscita dal caos.» (foto: teresa santinelli)

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Ti presento un museo. Archeologia Pubblico Musei

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

Roma Giovedì 14 Dicembre 2017, ore 15:00 Scuola di Lettere Filosofia e Lingue, Sala Professori Via Ostiense 234 Incontro di studio su musei archeologici di ‘ultima generazione’, presenti nel territorio del Comune di Roma, che mette a confronto le prospettive degli studenti con quelle degli addetti ai lavori al fine di stimolare il dibattito sulle tipologie di rapporto, oggi possibili, tra ricerca scientifica e società.

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Il Museo del Balsamico Tradizionale festeggia con un open day

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

botti balsamicoSpilamberto (Modena)domenica 26 novembre è in programma un open day e dalle 10.30 alle 17.30 per tenere viva la tradizione del Balsamico, a costo zero, è partecipare alla festa di compleanno del Museo. L’ingresso al Museo è gratuito. Sarà possibile anche visitare l’Acetaia e partecipare a degustazioni guidate di Balsamico Tradizionale, insieme ai maestri della Consorteria; verrà proposta anche una dolce novità: i cioccolatini al balsamico tradizionale DOP della Pasticceria Turchi di Sestola, realizzati con l’aceto della Consorteria.
E’ un lungo percorso quello del Balsamico Tradizionale e della sua valorizzazione, proprio come i suoi tempi di invecchiamento: il cammino inizia con la nascita della Consorteria nel 1966, seguita da quella del Consorzio Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena; nel 2000 la certificazione DOP e nel 2001 nasce l’Associazione Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale, che il 24 novembre 2002 dà ufficialmente vita al Museo, all’interno della settecentesca Villa Fabriani di Spilamberto.Da 15 anni varcando la soglia di Villa Fabriani si entra in una dimensione temporale particolare, scandita dal trascorrere delle stagioni e legata all’invecchiamento dell’aceto secondo una sapienza plurisecolare. L’allestimento del Museo, molto caldo e scenografico, ricostruisce le diverse fasi di produzione del Balsamico, a partire dal vigneto fino alla storica acetaia della Consorteria, collocata nei solai della Villa che in passato ospitavano l’acetaia della famiglia Fabriani.
Un piccolo museo di provincia dedicato a un prodotto unico al mondo, che ha raggiunto risultati sorprendenti: in questi 15 anni il Balsamico Tradizionale ha richiamato a Spilamberto oltre 120mila visitatori, di cui il 40% stranieri, a cui vanno aggiunte le scuole in visita, le delegazioni straniere e i tour operator nazionali e internazionali. “Il Museo è cresciuto costantemente – spiega Gian Paolo Sala, Presidente dell’Associazione Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale – grazie all’ampliamento degli orari e dell’offerta, ma soprattutto grazie alle tante collaborazioni con le realtà culturali ed enogastronomiche del territorio, come il Museo Casa Artusi di Forlimpopoli, ambasciatore del nostro Balsamico Tradizionale nelle loro trasferte, e gli Ecomusei della Regione Emilia Romagna. Nel 2010, poi, è arrivato il riconoscimento di Museo di Qualità da parte dell’Istituto per i Beni Artistici e Culturali e Naturali dell’Emilia Romagna. Ma rimane ancora tanto da fare per portare la tradizione del Balsamico nel futuro e nel mondo”.

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I giovedì della Villa: Un nuovo museo a Parigi

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

museo parigi1Roma 9 novembre ore 19 Accademia di Francia a Roma – Villa Medici viale Trinità dei Monti, 1 Per I Giovedì della Villa, ideati dalla direttrice Muriel Mayette-Holtz e curati da Cristiano Leone, Martin Bethenod racconterà gli obiettivi del nuovo ambizioso progetto culturale della collezione Pinault per il museo della Bourse de Commerce a Parigi, seguito alle 20.30 dal concerto del celebre clavicembalista francese Pierre Hantaï che eseguirà le Suite di Bach e di Händel. Direttore dal 2010 di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, Martin Bethenod sarà il responsabile del futuro museo della Bourse de Commerce a Parigi. Questa nuova fase della collezione Pinault verrà inaugurata nel 2019 nello storico edificio restaurato dall’architetto Tadao Ando. Il progetto culturale della collezione Pinault si sviluppa, dal 2006, secondo un triplice principio. Innanzitutto una rete di musei permanenti sul territorio di Venezia: Palazzo Grassi cui, dal 2013, è stato integrato un auditorium, Il Teatrino, e Punta della Dogana, tutti e tre concepiti – o riadattati – da Tadao Ando. In secondo luogo un programma di mostre fuori le mura, in collaborazione con diverse istituzioni in Francia e all’estero. Infine, lo sviluppo di iniziative di sostegno alla creazione e di promozione della storia dell’arte, come la residenza artistica di Lens o il premio Pierre Daix. Pierre Hantaï, clavicembalista nato nel 1964, inizia a studiare da museo parigiautodidatta la musica che più lo appassiona per poi proseguire il suo percorso formativo con il clavicembalista americano Arthur Haas. Viene in seguito invitato dal celebre Gustav Leonhardt a seguire un corso di due anni ad Amsterdam. Fin da giovanissimo, si esibisce con alcune delle personalità che più hanno segnato il piccolo mondo della musica antica: i fratelli Kuijken, Gustav Leonhardt, Philippe Herreweghe, Jordi Savall. La sua incisione delle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach lo consacrerà definitivamente al grande pubblico. Ha suonato e inciso gran parte del repertorio elisabettiano (Bull, Byrd, Farnaby, Bach, Couperin), e continua a portare avanti un fine lavoro di approfondimento dell’opera di Scarlatti, un compositore al quale ha dedicato numerose incisioni e alla cui divulgazione si dedica costantemente. I suoi dischi, incisi con varie etichette, si sono distinti per i numerosi riconoscimenti, dal Gramophone Award, al Grand Prix du Disque, il Prix de l’Académie Charles Cros, o il Diapason d’Or dell’anno. Alla direzione del suo ensemble orchestrale “Le Concert Français”, Hantaï affianca quella di numerose altre orchestre da camera. (foto: museo parigi)

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Mostra “1938 La storia” nello 80° anniversario delle Leggi Razziali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

shoah-iLunedì 16 ottobre 2017 alle ore 12.00 la Fondazione Museo della Shoah di Roma presenta alla stampa, presso la Casina dei Vallati, Via del Portico d’Ottavia, 29 la mostra “1938 – La storia”, a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger realizzata in occasione dell’80esimo anniversario della promulgazione delle Leggi Razziali in Italia.
Intervengono Mario Venezia – Presidente Fondazione Museo della Shoah Marcello Pezzetti – curatore della mostra Sara Berger – curatore della mostraAttraverso fotografie, manifesti, documenti, giornali, oggetti e filmati, in gran parte inediti verrà ricordato uno dei periodi più bui della storia d’Italia (1938-1943).
La mostra si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni, dell’Attività Culturali e del Turismo, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e della Comunità Ebraica di Roma. Organizzazione generale: C.O.R. Creare Organizzare.

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Canti Gregoriani tra le antiche vestigia normanne

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

Museo Statale di MiletoMileto (Vibo Valentia) Museo Statale Sabato 23 settembre 2017, alle ore 19.00, nel suggestivo scenario del cortile del Museo Statale di Mileto, si terrà Canti Gregoriani tra le antiche vestigia normanne, atteso concerto del prestigioso Coro Polifonico “Gregorianum” Mileto.
Nato nell’Ottobre del 1989 il coro si è esibito in concerti di notevole livello artistico e in rassegne regionali e nazionali. Ha dato apporto con la sua presenza a riti sacri tenutesi nella cattedrale di Mileto e in altre chiese della Calabria. Ha, altresì, partecipato alla Solenne celebrazione presieduta da S. Santità Giovanni Paolo II il 18 maggio del 2000 in occasione del suo 80° genetliaco e del grande Giubileo dei Presbiteri del 2000. Il 21 agosto 1994 è stato insignito del premio “Città di Mileto”. Il suo repertorio spazia dal gregoriano alla polifonia antica e moderna e alla musica profana.
Questo, di seguito indicato, il programma che presenterà nel Museo Statale di Mileto, diretto da Faustino Nigrelli.
Faustino NigrelliSALVE MATER:POLIFONIA E GREGORIANO
AVE MARIA: GREGORIANO
AVE MARIA: M° LORENZO PEROSI
BENEDICIAMO IL SIGNORE: M° ANTONINO MAUGERI
SIGNORE DELLE CIME: M° BEPI DE MARZI
U IADDUZZU: P. BERNARDO MODARO
MADONNINA DEL MARE: Elab. M° DIEGO VENTURA
ROCK MY SOUL:NEGRO SPIRITUAL
TE DEUM: M° ENRICO BUONDONNO
CALABRISELLA: Elab. M° DIEGO VENTURA
L’iniziativa è indetta nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.Il Museo Statale di Mileto afferisce al Polo Museale della Calabria diretto da Angela Acordon. (foto: Museo Statale di Mileto, Faustino Nigrelli)

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Louvre Abu Dhabi: pronto ad accogliere i visitatori da novembre

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

Louvre Abu DhabiAbu Dhabi. il Louvre Abu Dhabi aprirà le porte al pubblico l’11 novembre 2017. È il primo museo del suo genere nel mondo arabo: un’esposizione universale che si concentra su storie umane condivise attraverso civiltà e culture.La cerimonia di apertura includerà un’ampia gamma di programmi e iniziative aperte al pubblico, tra cui simposi, performance, concerti, spettacoli di danza e arti visive di rinomati artisti contemporanei e classici.
Situato ad Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti (EAU), il Louvre Abu Dhabi è stato progettato come una città-museo (medina araba) sotto una vasta cupola argentata dall’architetto francese Jean Nouvel, vincitore del premio Pritzker. I visitatori potranno passeggiare attraverso le promenade che si affacciano sul mare sotto la cupola che misura 180 metri, composta da quasi 8.000 singole stelle metalliche incastonate in un complesso disegno geometrico. Quando filtrano i raggi del sole creano una “pioggia di luce” (rain of light) in movimento sotto la cupola, che ricorda le foglie degli alberi di palma che si sovrappongono nelle oasi degli Emirati Arabi Uniti.Sarà in mostra una importante raccolta di opere d’arte e reperti del museo, oltre ai prestiti provenienti da selezionati musei francesi. Questi capolavori coprono la totalità dell’esistenza umana: dagli oggetti preistorici alle opere d’arte contemporanee commissionate, evidenziando temi e idee universali e segnando un nuovo inizio rispetto alla museografia tradizionale che spesso separa le esperienze artistiche in base all’’origine. Oltre alle gallerie, il museo offrirà mostre temporanee, un Museo per Bambini, un auditorium, un ristorante, una boutique e una caffetteria.
Abu Dhabi1Sua Eccellenza Mohamed Khalifa Al Mubarak, Presidente di Abu Dhabi Tourism & Culture Authority (TCA Abu Dhabi) e Tourism Development & Investment Company (TDIC), ha dichiarato: “Il Louvre Abu Dhabi incarna la nostra convinzione che le nazioni crescano sulla diversità e l’accettazione, con una testimonianza curatoriale che sottolinea come il mondo sia sempre stato interconnesso. Il museo rappresenta l’ultima innovazione in una lunga tradizione di conservazione culturale promossa dai leader fondatori degli Emirati Arabi Uniti.
La storia del Louvre Abu Dhabi inizia nel “Grande Atrio” dove i visitatori vengono introdotti a importanti temi, tra cui maternità e riti funerari. Il dialogo tra opere provenienti da diversi territori geografici, a volte lontani, mette in evidenza somiglianze tra i canoni, nonostante ciascuno abbia una propria modalità di espressione. Le gallerie saranno sia cronologiche che tematiche, e suddivise in 12 capitoli. L’esposizione includerà opere dei primi imperi, incluse le prime rappresentazioni figurative, come la Principessa Battriana, realizzata in Asia Centrale alla fine del III millennio a.C., pratiche funerarie dell’antico Egitto con opere come il complesso di sarcofaghi della principessa Henuttaui e la creazione di nuove economie con la Decadramma di Siracusa, una moneta realizzata dall’artista Eveneto. Una galleria dedicata alle religioni universali mostra testi sacri: un Foglio del “Corano Blu”, una Bibbia Gotica, un Pentateuco e testi del Buddismo e Taoismo. Gli scambi artistici sui percorsi commerciali durante i periodi medievali e moderni vengono messi in evidenza attraverso l’esposizione di un importante numero di opere in ceramica. Tra Asia e Mediterraneo e poi tra Europa e America, i visitatori apprezzeranno come l’orizzonte del mondo si sia ampliato gradualmente. Un gruppo di pannelli provenienti da Nanban in Giappone dimostra il dialogo tra Estremo Oriente e Europa. Dall’immagine del Principe in tutto il mondo, illustrata da un importante Turban Helmet ottomano fino a una visione più intima di una nuova arte del vivere, il museo espone un’eccezionale cassettiera in lacca rossa cinese creata da Bernard II Van Risenburgh (BVRB, 1696-1766), realizzata in Francia. In una sezione sulla Modernità, si trova la Zingara di Edouard Manet (1832-1883), Lotta tra bambini di Paul Gauguin (1848-1903), e Composizione con Blu, Rosso, Giallo e Nero di Piet Mondrian (1872-1944). L’esposizione comprenderà un’installazione monumentale dell’artista Ai Weiwei (1957) e il suo interrogativo della globalizzazione.
abudhabi1Installate nelle aree esterne del museo, le prime opere del Louvre Abu Dhabi realizzate da rinomati artisti contemporanei, interagiscono con lo spirito del museo e il tessuto dell’architettura. L’artista americana Jenny Holzer (1950) ha creato tre pareti in pietra incise denominate For Louvre Abu Dhabi (2017). Queste citano importanti testi storici, dal Muqaddimah di Ibn Khaldun, il testo bilingue (sccadico-sumero) di una Tavoletta del Mito della Creazione della Mesopotamia, fino all’edizione annotata del 1588 degli Les Essais di Michel de Montaigne.
L’artista italiano Giuseppe Penone (1947) ha realizzato diverse opere specificamente per il Louvre Abu Dhabi. Leaves of Light (2017) è un vasto albero di bronzo con specchi disposti sui rami che riflettono la “pioggia della luce” (rain of light). Propagation è un muro di piastrelle in porcellana che raffigurano cerchi concentrici disegnati a mano, provenienti dall’impronta digitale di Sheikh Zayed, il padre fondatore dell’EAU. L’opera è stata realizzata in collaborazione con i laboratori di Sèvres – Cité de la céramique in Francia.
Basato su un progetto scientifico e culturale innovativo che combina l’esperienza di 13 musei e istituzioni francesi guidati dall’Agence France-Muséums, il Louvre Abu Dhabi offrirà ai visitatori sicuramente un’esperienza unica: un nuovo viaggio attraverso le maggiori opere d’arte di diverse civiltà, che rispecchiano la nostra comune umanità. Il Louvre Abu Dhabi perciò porta un messaggio di tolleranza e di pace e ribadisce l’impegno costante dei nostri due Paesi nel promuovere la cultura e l’istruzione come uno scudo contro l’estremismo.
La settimana di inaugurazione sarà inoltre caratterizzata da due eventi prestigiosi programmati nell’ambito del French-Emirati Cultural Programme, iniziato oltre un anno fa dai nostri due Paesi e supportato dal momentum creativo generato dal Louvre Abu Dhabi.
Nelle gallerie saranno presentate importanti opere d’arte in prestito da 13 musei principali francesi. Tra le più celebri, La Belle Ferronnière di Leonardo da Vinci (1452-1519), (in prestito dal Musée du Louvre); l’Autoritratto di Vincent van Gogh (1853-1890) (Musée d’Orsay et de l’Orangerie); una rara saliera d’avorio dal Regno del Benin (Musée du Quai Branly – Jacques Chirac); un Globo di Vincenzo Abu DhabiCoronelli (1650-1718) della Bibliothèque Nationale de France; una coppia di recipienti (Musée National des Arts Asiatiques Guimet); Napoleone che attraversa le Alpi di Jacques-Louis David (1748-1825) (Château de Versailles); Jean d’Aire del gruppo Burghers of Calais di Auguste Rodin (1840-1917) (Musée Rodin); una cassa reliquiaria del XIII secolo (Musée de Cluny – Musée national du Moyen Âge); una caraffa cinese con forma persiana (Musée des Arts Décoratifs); la Corazza di Marmesse (Musée d’archéologie nationale – Saint Germain en Laye); la statua di Apollo del Belvedere di Primaticcio (1504-1570) dal Château de Fontainebleau; e la Donna in Piedi II di Giacometti (1901-1966) dal Centre Pompidou.
Il prezzo dei biglietti di ingresso per il museo sarà di 60 AED (circa 14 euro) per l’ammissione generale e 30 AED (circa 7 euro) per la fascia d’età compresa tra i 13 e i 22 anni, e anche per i professionisti dell’educazione negli Emirati Arabi Uniti. L’ingresso gratuito sarà previsto per gli iscritti al programma di fedeltà del museo, i bambini di età inferiore ai 13 anni, i membri ICOM o ICOMOS, i giornalisti e i visitatori con esigenze particolari nonché i loro accompagnatori. (foto: Louvre Abu Dhabi)

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Cinecittà: “Grazie a iniziativa Mibac, sorgerà il museo della cinematografia italiana”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

cinecitta“La cinematografia italiana ha fatto la storia della settima arte e in occasione degli 8° anni di Cinecittà dal Mibac è arrivata una notizia da tempo attesa da tutti i cinefili italiani e non solo : negli studios della capitale sorgerà il grande museo del cinema italiano. Un luogo che ospiterà anche i materiali dell’Istituto Luce e delle Teche Rai. Finalmente la rappresentazione della nostra grande storia cinematografica avrà un luogo ad essa dedicata, un luogo simbolo, quello dove è nata. Grazie quindi all’iniziativa del ministero alle attività culturali il luogo che a legato Roma al cinema che tornerà in mano pubblica. Con la nuova valorizzazione degli ‘studios’, telecittà tornerà a nuova vita e sarà punto di riferimento nazionale e internazionale di autori e giovani talenti dell’arte cinematografica”.
Così in una nota i consiglieri del Pd capitolino Ilaria Piccolo e Marco Palumbo.

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