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Il Museo Ugo Guidi incontra nuovamente la Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Il Museo Ugo Guidi – MUG è stato invitato dal Centro Sino-Italiano di Design Shanghai – Firenze ad organizzare insieme a loro una serie di mostre d’arte online.La prima mostra della serie si intitola “Toro ed Emozione” e vede coinvolti tre artisti: il Maestro Ugo Guidi, Achille Pardini e Armand Xhomo con alcune opere pittoriche presentate on line. Curatore Vittorio Guidi responsabile del MUG.La mostra che sarà presentata il 20 settembre alle ore 12 a Firenze e alle 18 in Cina sarà promossa coinvolgendo i principali media cinesi. Investito e gestito dal cinese DoBe Group, che è dedicato allo sviluppo e al funzionamento del cluster dell’industria culturale e creativa, il Centro Sino-Italiano di Design, ha base a Firenze dal 2014 nella Villa Strozzi. Il Centro ha già organizzato una serie di attività su vasta scala e di alto livello relative allo scambio interculturale sino-italiano, che sono state approvate e apprezzate dai due popoli. In occasione del 50 ° anniversario della fondazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, nonché dell’anno culturale e turistico sino-italiano, il Centro sino italiano di design gestito dal gruppo DoBe organizza, a causa del COVID-19, la mostra online. al fine di stabilire più programmi di scambio tra i due paesi.La mostra gode di un manifesto bilingue e vedrà la proiezione delle opere su più di 400 grandi schermi a LED in tutte le aree del gruppo cinese con comunicazione e promozione su WeChat, la principale piattaforma di messaggistica cinese, e altre piattaforme di social.Col patrocinio del Comune di Firenze, Quartiere 4, Shanghai Promotion Center for City of Design. Supporto tecnico: VR, He Chao Arts & Culture. Media: Art China, Art Zejiang, Art CM, Art-orart.Una nuova occasione per il Museo Ugo Guidi di sviluppo di rapporti internazionali, dopo la precedente collaborazione con l’Università di Nanchino che aveva ospitato quattro artisti segnalati dal Museo.

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La Galleria Borghese riapre la visita al deposito del museo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Roma Piazzale Scipione Borghese 5 con visite guidate gratuite ogni mercoledì e giovedì alle ore 16.30.La Galleria Borghese è uno dei pochi musei al mondo ad avere un deposito delle opere concepito come una vera e propria “seconda pinacoteca” e per ampliare l’offerta, data la grande affluenza di pubblico – tutti i 5 turni di visita, portati da 80 a 100 persone ciascuno, sempre completi – viene riaperto alla visita del pubblico con la novità delle visite guidate gratuite svolte dal personale del museo, ogni mercoledì e giovedì alle ore 16.30. La prenotazione è obbligatoria, nel rispetto delle misure di sicurezza, al numero 06 67233753
Tutti i dipinti sono esposti nel deposito su due livelli seguendo i canoni delle gallerie seicentesche, ordinati per scuole di pittura e per aree tematiche e completi di tutti gli apparati espositivi. Qui si conserva quella parte della collezione che non trova posto nei due piani sottostanti per via della revisione strutturale e decorativa del tardo Settecento che ha modificato gli allestimenti rispetto all’assetto voluto dal Cardinale Borghese. Da luoghi chiusi e inaccessibili i depositi divengono spazi aperti e accoglienti che svelano opere di grande valore artistico e che restituiscono la storia della collezione, dell’edificio e del gusto delle epoche. Ad esempio lo spazio centrale ospita i dipinti di grande formato del cinquecento veneto, della pittura tardo manierista e del primo seicento romano, diviso tra classicismo carraccesco e naturalismo di Caravaggio. Ne sono esempi la tela di Sassoferrato raffigurante le tre età dell’uomo, copia da Tiziano, oppure la Sacra famiglia con Santa Elisabetta di Scipione Pulzone, facente parte del primissimo nucleo della collezione del cardinale Borghese, l’opera fu definita da Zeri paradigmatica del lavoro di Pulzone e rappresentativa, per la sua funzione moraleggiante, del clima controriformistico; o ancora Un mendicante di Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto, tra i primi caravaggeschi per l’uso tagliente delle luci. Al piano superiore sono conservate le opere di piccolo formato che dimostrano il gusto eclettico di Scipione. Oltre a dipinti su tavola e tela, infatti, sono presenti olii su rame, su lavagna, micromosaici e commessi di pietre dure, come ad esempio il Cardinale Rosso, un piccolo quadro con un uccellino realizzato accostando pietre semi preziose di diverso formato e colori.
http://www.galleriaborghese.beniculturali.it,

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Attività letteraria al Museo Ugo Guidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Quest’anno il giardino della Casa Museo Ugo Guidi di Vittoria Apuana sarà aperto per tenere una serie di eventi che avranno come filo conduttore il tema del corpo, così importante anche nei lavori scultorei e pittorici di Guidi. Questo tema sarà esplorato in vari settori delle arti e della cultura: avremo incontri a carattere filosofico, poetico, narrativo, sociologico, teatrale.
Il format generale sarà quello del dialogo con autori che, nella maggior parte dei casi, presenteranno anche al pubblico i loro libri, che sarà possibile acquistare in loco grazie alla collaborazione con la Libreria del Forte, l’unica libreria indipendente di Forte dei Marmi. Vi sarà anche una performance teatrale sul “corpo dell’attore” a cura di Federico Barsanti, fondatore del Piccolo Teatro della Versilia, con la quale si inaugurerà il microfestival.
Tutti gli eventi si svolgeranno questo mese, nell’atmosfera intima e familiare del giardino, alle 21:30 di sera e in pieno rispetto delle normative anti covid-19. I posti saranno limitati (20) e la prenotazione obbligatoria. Al termine degli eventi sarà possibile, su richiesta, effettuare una visita guidata alla Casa Museo. La rassegna è a cura della Prof. Francesca Giannelli. http://www.ugoguidi.it

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Democrazia e fascismo. Confondere l’ideologia col museo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

Alcuni consiglieri della città di Roma avevano paventato la costruzione di un museo del fascismo. E’ subito partita un’onda di disgusto e dissenso cosiddetto antifascista che, anche la Sindaca della Capitale (dello stesso partito dei proponenti) è intervenuta per far ritirare la richiesta. Tutto in nome dei valori dell’antifascismo. Il rischio paventato da più parti è che il museo porti ad una sorta di celebrazione di questo periodo storico che il nostro Paese ha vissuto nel secolo scorso.Per capire di cosa stiamo parlando.Prima di tutto riportiamo la definizione della Treccani per la parola museo:
“Raccolta di opere d’arte, o di oggetti aventi interesse storico-scientifico, etno-antropologico e culturale; anche, l’edificio destinato a ospitarli, a conservarli e a valorizzarli per la fruizione pubblica, spesso dotato di apposito corredo didattico…..” e nella definizione dei vari tipo di museo: “.. musei storici, contenenti documenti e cimelî d’interesse per la storia civile e politica;..”. Poi facciamo un salto a Berlino, dove è nato il nazismo, ispiratore, fratello e commilitone del fascismo italiano. E’ notorio che il nazismo fu decisamente più truce e tragico del fascismo, e la sua eliminazione comportò sostanzialmente l’eliminazione di un Paese, anche in senso fisico, e il passaggio da due Germanie, DDR e RFT, fino alla caduta del muro di Berlino per arrivare alla Germania odierna, motore determinante della nostra democrazia ed economia in Ue e non solo.A Berlino ci sono musei sul nazismo di tutti i tipi: da quelli che mostrano le atrocità, a quelli puramente storici. Tutti fatti con dovizia di particolari e informazioni che calano il visitatore dentro la realtà storica e politica. Alcuni dei più famosi: Museo Storico tedesco, Museo della storia di Berlino, lo Schwerbelastungskörper, il Museo delle Spie, i vari bunker in tutta la città compreso il giardino dove sorgeva quello di Hitler. Musei a cui si affiancano quello ebraico, delle varie vittime del nazismo come omosessuali e rom e sinti e tutti i musei dei vari campi di sterminio raggiungibili anche con la metropolitana dal centro della città. Insomma sono stati quello che sono stati e se lo raccontano e lo raccontano al resto del mondo.
Torniamo al nostro paventato museo romano sul fascismo.
Cosa c’è da non far sapere? Immaginiamo che tutti, pure i più virulenti antifascisti che si oppongono alla sua realizzazione, risponderanno: niente. Il problema sorge quando si deve capir come far conoscere questi fatti. Virtù culturale indica che dovrebbe essere il metodo museale con cui si parla della storia: che quando ha a che fare con narrazioni tragiche, non richiede necessariamente la condanna continua di queste tragedie, ma sono i fatti tragici in sé che dovrebbero stimolare il giudizio dell’osservatore. Ma questo metodo non piace alla Sindaca di Roma e a tutti quelli che, in diverse occasioni anche istituzionali, ci ricordano che siamo una repubblica antifascista, anche quando apostrofano i deliri anti-immigrati e sovranisti di alcuni esponenti di alcune destre. Metodo che induce a dire che del diavolo non se ne deve parlare, non bisogna farlo conoscere, anche se tutto il nostro Paese fino al 1943 andava a braccetto con questo diavolo. Un colpo di spugna e tutti
allegri e contenti? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Museo Didattico del Libro Antico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Il Museo Didattico del Libro Antico, all’interno della Villa d’Este a Tivoli, è gestito dall’associazione FANNIUS, diretta dal Professor Antonio Basile, che svolge attività di ricerca nel settore della conservazione e restauro dei documenti antichi, papiri, pergamene e cartacei. FANNIUS gestisce anche un Centro di Archeologia Libraria e Bibliotecaria all’interno della Villa Adriana. L’elevata qualità degli studi è testimoniata dalla collaborazione con istituzioni quali i Musei Vaticani e il British Museum, e dalle convenzioni stipulate con il C.N.R. e con la competente Soprintendenza. L’ associazione svolge anche una notevole attività didattica in collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado di tutto il Lazio, che organizzano visite che suscitano notevole interesse tra gli studenti. Organizza anche conferenze e mostre. Lo scorso 5 luglio l’agenzia di stampa nazionale ANSA, settore ANSA Viaggi.Art, ha dedicato al Museo Didattico del Libro Antico un interessante articolo. Nonostante i suoi indubbi meriti, lo scorso autunno FANNIUS è stata sfrattata da entrambi i locali dal direttore della Soprintendenza Speciale Villa Adriana-Villa d’Este, senza che sia stata indicata una sistemazione alternativa. Un’applicazione di direttive ministeriali per rendere “produttivi” gli immobili, liberandoli da concessioni più o meno gratuite ad associazioni culturali.Sembra una politica poco consona ad enti culturali, tanto più, che, in questo caso, se non si trova una soluzione alternativa, una preziosa attività culturale viene a cessare, vanificando i cospicui investimenti pubblici, soprattutto con fondi regionali, spesi per allestire e attrezzare i locali gestiti dalla FANNIUS. L’associazione ha presentato un ricorso al T.A.R. del Lazio, tuttora pendente, e si è appellata alla Regione Lazio. E’ sperabile che intervenga almeno la Regione, che con i suoi fondi ha reso possibile l’attività della FANNIUS. Anche se qualche dubbio può nascere dal fatto che la nuova giunta Zingaretti ha ritenuto di dover fare a meno di una delega alla cultura (ne mantiene però, per il momento, una per la “cultura del cibo”).Lo scorso mese una raccolta firme tra le scuole del Lazio, che hanno avuto contatti con l’associazione, ha raggiunto l’obiettivo di circa 14.000 firme di studenti e 2.000 di insegnanti.E’ auspicabile che la Regione tenga almeno conto di questo.

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Trapani: “Mare Nostrum”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

La mostra, con il patrocinio del Comune di Trapani, si potrà ammirare dal 25 luglio sino al 15 settembre 2020, presso il cortile del Palazzo della Vicaria in Via S. Francesco D’Assisi, 45, durante gli orari di apertura del museo. ll titolo “Mare Nostrum” esprime l’attualità e la complessità di un territorio in trasformazione con una storia antica quanto il mondo. Meta ambita di migranti e vacanzieri, è oggi più che mai protagonista di emergenze umanitarie, naufragi, epidemie, stragi; il Mar Mediterraneo è la culla della civiltà europea e il luogo in cui il mito si rinnova sempre. La forma di “Nave”composta da Gio Montez per l’occasione è un omaggio alla città di Trapani, alla sua gente e alla sua storia. La scultura modulare anamorfica di Gio Montez è caratterizzata dalla assenza di una forma fissa. Anamorfica per l’appunto. Si genera così un paradosso logico di una forma senza forma che è sostanzialmente e costitutivamente movimento, azione. In questo senso la forma “Nave”ormeggiata nel cortile del museo è archetipo del viaggio, una celebrazione dell’esistenza e del divenire atto di tutte le cose. Questa rappresentata in un momento di quiete, come se fosse appena rientrata da un lungo viaggio e al contempo anche in procinto di salpare per uno nuovo. Il viaggio di Gio Montez con la sua “Nave” sembra risalire indietro la storia fino alle origini, al mito, che è materia viva costantemente ridiscussa, reinterpretata. II tema del viaggio certamente rimanda ai celebri miti fondativi della civiltà Europea come l’Iliade, l’Odissea o l’Eneide; in particolare Enea era in viaggio verso il Lazio; l’approdo di Enea a Drepano, dopo che l’oracolo di Apollo lo esortò a trovare le antiche radici della sua stirpe e destinandolo a fondare una nuova civiltà.

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Il Forest Sound Track diventa un “Museo a cielo aperto”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Malborghetto-Valbruna (Udine), 23 giugno 2020 – Nel cuore della Val Saisera, dove da centinaia di anni gli abeti rossi di risonanza crescono aspettando di diventare musica, arriva la tecnologia di “Maca”, una fusione che offre la possibilità di conoscere uno dei luoghi più affascinanti della Valcanale in un modo tutto nuovo.“Maca” (acronimo di Museo A Cielo Aperto) nasce nel dicembre del 2019 come start-up indipendente che si prefigge lo scopo di far conoscere le bellezze della Valcanale tramite un sistema innovativo e divertente. Infatti, bastano uno Smartphone, un lettore di QR-Code e un paio di cuffiette per accedere subito ai contenuti: racconti e approfondimenti, una vastissima galleria di foto inedite, video su musiche originali e un’audioguida realizzata in quattro lingue che condurrà l’escursionista all’interno di un’esperienza unica. Entrando in Val Saisera sarà facilissimo individuare i “Maca”, i cartelli colorati che danno accesso ai contenuti, che guideranno i visitatori alla scoperta del “Forest Sound Track”. Il percorso, realizzato nell’ambito del Festival Risonanze grazie al contributo della Fondazione Friuli, sarà inaugurato domenica 12 luglio.“Maca” è un gioco che permette a tutti di scoprire i segreti di un territorio in modo divertente e personalizzabile. È possibile, dopo la scansione dei QR-Code, scegliere se fermarsi per una pausa e approfondire tutti i contenuti, continuare a camminare accompagnati solamente dalle informazioni dell’audioguida, oppure rivivere successivamente le tappe del percorso da casa. Grazie a questo innovativo strumento, le visite guidate si arricchiscono di nuovi contenuti multimediali che la stessa guida può utilizzare durante il percorso per arricchire di testimonianze, immagini, video la propria offerta divulgativa e informativa.

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Leonardo da Vinci e il moto perpetuo

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 ottobre 2019

Firenze, Museo Galileo, 10 ottobre 2019 – 12 gennaio 2020. Fin dal Medioevo l’idea di riprodurre con dispositivi meccanici il moto perpetuo delle sfere celesti ha stimolato l’immaginazione e l’ingegno di tecnici, ingegneri e filosofi naturali, che si sono confrontati con la sfida di costruire macchine che, una volta messe in movimento, potessero funzionare perennemente senza applicazione di forza.Un nodo fondamentale di questa storia plurisecolare è rappresentato dagli studi nei quali Leonardo ha cercato di stabilire se sia davvero possibile realizzare macchine a moto perpetuo. Le sue ricerche mostrano la serietà e l’impegno con i quali il Genio di Vinci si applicò nella ricerca di soluzioni praticabili. Egli giunse tuttavia alla conclusione che il moto perpetuo non può esistere in natura, anticipando così di oltre tre secoli la dimostrazione definitiva della verità di quel principio fornita da James Clerk Maxwell, protagonista dell’affermazione della termodinamica nella seconda metà del secolo XIX.La mostra presenta un’esaustiva galleria degli spettacolari disegni di Leonardo e dei principali protagonisti delle ricerche sul moto perpetuo, affiancata dai modelli di alcuni tra i più intriganti di quei dispositivi e da suggestivi filmati ne illustrano il presunto funzionamento.Un elemento di grande novità è la sezione dedicata alla realtà aumentata: grazie a questa tecnologia rivoluzionaria, i visitatori potranno interagire con l’ambiente circostante, visualizzando come se fossero reali le macchine a moto perpetuo concepite da Leonardo e dagli altri ingegneri e scienziati. Chi lo desidera, potrà cimentarsi in un divertente gioco didattico, dedicato ai princìpi fisici in base ai quali si ritenne a lungo che il moto perpetuo fosse possibile.La mostra, a cura di Juliana Barone e Andrea Bernardoni, è realizzata dal Museo Galileo in collaborazione con Birkbeck–University of London e Ravensbourne University, nel quadro del progetto di ricerca FISR “Scienza, storia, società in Italia. Da Leonardo a Galileo alle ‘case’dell’innovazione”, promosso e sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e si avvale del patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

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I nuovi servizi digitali di accessibilità al Museo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

Firenze 25 settembre ore 12.00 Sarà presentato presso la Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze Via Giuseppe Giusti, 29 “High Tech vs High Touch”: i nuovi servizi digitali di accessibilità al Museo, un progetto realizzato grazie al contributo della Fondazione CR Firenze nell’ambito del bando “Laboratori Culturali – innovazione digitale e nuovi pubblici nei musei”, che si pone l’obiettivo di implementare l’offerta museale e ampliare il bacino di utenti attraverso l’uso di innovativi linguaggi multimediali. All’incontro saranno presenti Donatella Lippi e Stefano Caramelli, rispettivamente Presidente e Direttore della Fondazione Scienza e Tecnica, e Donatella Carmi Vicepresidente della Fondazione CR Firenze.Il Museo della Fondazione Scienza e Tecnica, grazie al valore delle sue collezioni storico-scientifiche, attrae studiosi e ricercatori, studenti e appassionati di tutta Italia. Già da qualche anno, il Museo ha potenziato la comunicazione tradizionale e digitale con la creazione di nuovo materiale comunicativo cartaceo, l’inserimento di QR code all’interno del percorso espositivo, la messa a punto del nuovo sito web e la realizzazione di una specifica Audioguida. Il Museo si rivolge a tipologie di target diversificate: famiglie, invitate nel week-end a partecipare a eventi e laboratori, scuole di ogni ordine e grado, che hanno a disposizione un programma dedicato durante tutto l’anno, studenti e ricercatori, visitatori, turisti, categorie protette.
Le azioni sono state pensate per categorie di pubblico standard (studenti, docenti, famiglie, turisti), con particolare attenzione verso il pubblico scolastico. Determinati interventi, invece, sono rivolti a categorie difficilmente raggiungibili con i linguaggi tradizionali, attraverso la valorizzazione di quelle parti delle collezioni che offrono spunti di interesse specifici. Particolare attenzione è stata dedicata a persone con disabilità uditiva.
Per conseguire questi obiettivi, sono ora messi a disposizione dei visitatori del Museo nuove funzionalità e nuovi supporti multimediali e interattivi alla visita. Tra questi: un Video generale di approfondimento, con sottotitoli e audio in italiano e Video in LIS, Lingua dei Segni Italiana; 9 Video in LIS con sottotitoli e audio in italiano, relativi alle varie sezioni del Museo; una Mappa interattiva di orientamento della struttura e dei servizi del Museo, dotata di tasti audio e con una versione anche in inglese; un monitor touch per la mappa interattiva installato all’ingresso, una postazione fissa di monitor per proiezione video generale a ciclo continuo; il perfezionamento dell’Audioguida del Museo, attraverso la realizzazione di una English Version. Un lavoro di implementazione è stato fatto anche sui canali social attraverso la creazione di pagine dedicate al Museo sul canale Instagram e su Google+. Orario Museo 15 settembre – 14 giugno: da lunedì a venerdì 9.00 – 16.00; sabato e domenica 10.00 – 18.00 15 giugno – 14 settembre: da martedì a domenica 10.00-13.00.

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Capo Colonna (Crotone). A conclusione della stagione estiva riprendono le attività di manutenzione e sistemazione del parco archeologico di Capo Colonna che consentiranno il riassetto della fruibilità del sito. Dopo i lavori che nel corso dell’anno hanno visto via via migliorare le condizioni del museo annesso, le attività del MiBAC si concentreranno ora sull’area archeologica. Mentre è già in corso la revisione dell’impianto di videosorveglianza andato in tilt a causa di un forte temporale estivo, contemporaneamente verrà attivato il cantiere di allestimento della terrazza prospiciente la colonna del tempio di età classica con il contributo del FAI. La postazione permetterà ai visitatori di avvicinarsi più possibile al manufatto garantendone la tutela e senza pregiudizio per la sicurezza delle persone. Altri lavori seguiranno per migliorare la funzionalità dei percorsi.
Tra i siti più affascinanti della Calabria anche per la sua posizione naturalistica e noto soprattutto per l’unica colonna superstite di uno dei principali templi della Magna Grecia, dedicato alla dea Hera Lacinia e risalente al V secolo a.C., il Museo e Parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone), diretto da Gregorio Aversa, afferisce al Polo museale della Calabria, guidato da Antonella Cucciniello. Il grande valore dell’area, anche a seguito delle importanti tradizioni che lo vogliono frequentato dal filosofo samio Pitagora, sede probabile della Lega Italiota che riuniva tutti i Greci d’Occidente e punto di partenza del condottiero Annibale per il suo ritorno a Cartagine, dopo aver lasciato memoria delle sue gesta su una iscrizione in greco e in punico, pone il Parco Archeologico di Capo Colonna al centro di una rinnovata attenzione che, a partire dalla rimozione della recinzione che impediva la visibilità della colonna, nel lungo periodo permetterà di migliorare la complessa coesistenza tra problematiche ambientali ed esigenze della fruizione e della tutela.

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Inaugurazione del parco museo di Malga Zonta e base tuono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

La sede del Parco, con i suoi allestimenti interni, sarà inaugurata pubblicamente sabato 10 agosto, alle ore 11.00. Fin dai tempi più remoti l’area di Passo Coe, a Folgaria, è stata zona di frontiera. Le alture, i pascoli e le ampie foreste di abeti che caratterizzano la zona, sono stati luogo di aspre e secolari contese confinarie.
Hanno conosciuto i contenziosi tra la Repubblica di Venezia e il Principato vescovile. Qui sono avvenuti duri scontri di prima linea nel 1915-1916 culminati con la fase più violenta dell’Offensiva di primavera. Questi luoghi sono stati l’ambientazione di fatti legati alla Resistenza, contrassegnati dalla strage di Malga Zonta del 12 agosto 1944. Sempre qui, negli anni Sessanta e Settanta del scorso secolo, le vicende nucleari della Guerra Fredda si sono intrecciate con la presenza della Base missilistica di Malga Zonta – Monte Toraro, oggi testimoniata da Base Tuono, allestimento museale, nel suo genere unico in Europa.
Per riportare l’eccezionalità di un luogo qual è Passo Coe che a 1600 m di quota, in una pregiata cornice alpestre, sa raccontare secoli di storia, in particolare i grandi conflitti che hanno lacerato il Novecento, la Fondazione Museo storico del Trentino, la Provincia autonoma di Trento e il Comune di Folgaria hanno avviato da due anni il progetto di un parco museo denominato Parco museo Malga Zonta – Base Tuono.
Ci si pone quindi l’obiettivo di raccontare il “Secolo breve”, soffermandosi sulle tappe principali di cui è stata teatro la zona di Passo Coe. Si tratta di presentare una ricostruzione storica avvincente e basata sulle fonti, che fornirà una ricostruzione equilibrata degli avvenimenti e di queste importanti pagine della nostra storia, attraverso un percorso caratterizzato da un allargamento dell’orizzonte temporale e da uno sguardo d’insieme. Tale progetto si è ora concretizzato con la realizzazione di un percorso espositivo, allestito nell’edificio che fu il Corpo di Guardia dell’ex base missilistica, a pochi metri da Base Tuono.

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“Io vado al Museo

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2019

Venezia Domenica 7 luglio 2019 ingresso gratuito alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (ingresso da Piazzetta San Marco 13/a) (orario: 10.00 – 19.00, ultimo accesso alle ore 18.00). La Biblioteca Nazionale Marciana aderisce all’iniziativa ministeriale “Io vado al Museo” in applicazione del nuovo piano di gratuità voluto dal Ministro Alberto Bonisoli, con l’obiettivo di aumentare le giornate gratuite d’ingresso ai musei, siti archeologici e monumenti italiani modulandoli però secondo le necessità di ogni diversa realtà.
Domenica 7 luglio 2019 tutti potranno accedere gratuitamente alle Sale Monumentali della biblioteca.
Sarà l’occasione anche per visitare la mostra “Portfolio – Wild Thought. Johannes Brus, Ottmar Hörl” con il contributo di Dierk Maass, in concomitanza con la 58. Esposizione Internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia.

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Presentazione di Giffoni2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Paestum Lunedì 8 luglio, alle ore 11:00, presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum (Via Magna Graecia 917/919) si terrà la presentazione di Giffoni2019. Una scelta innovativa e suggestiva: in pieno stile Giffoni, infatti, non sarà una tradizionale conferenza stampa, bensì un racconto, itinerante e condiviso negli ambienti del museo. Il percorso affronterà tappa per tappa il programma della 49esima edizione del Giffoni Film Festival, in programma dal 19 al 27 luglio, attraverso una narrazione atipica e coinvolgente: dalla riproduzione della statua di Hera al dipinto de “Il Tuffatore”, per poi concludersi nell’auditorium.
“Cari amici, #Giffoni2019 si avvicina – dichiara il direttore di Giffoni Experience, Claudio Gubitosi – Siamo pronti per presentarvi i vari programmi di un progetto che, quest’anno, giunge al 49esimo anno di vita. Ho scelto un luogo di particolare suggestione: il Museo Archeologico Nazionale di Paestum. In pieno stile Giffoni, non si tratterà di una tradizionale conferenza stampa ma di un racconto, itinerante e condiviso, negli ambienti del museo: il percorso ci condurrà fino al dipinto de “Il Tuffatore” per poi concludersi nella sala cella. Avremo il quadro completo di tutte le attività, alcune annunciate e che in parte conoscete. Ci siamo, tuttavia, riservati per l’occasione alcune particolari novità molto importanti. Attraverso di voi parliamo ai cittadini e alla società: vi è ben noto che non li abbiamo mai delusi. Vi aspetto con il piacere di sempre e con il desiderio di potervi comunicare la gioia di una nuova grande avventura”.

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Gli Avori del Museo Nazionale del Bargello

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Firenze Martedì 18 giugno alle 17.30 al Museo Nazionale del Bargello, nel Salone di Donatello, verrà presentato il Catalogo dedicato alla raccolta degli avori del Museo Nazionale del Bargello. La collezione degli avori del Museo è tra le più prestigiose oggi esistenti, con oltre 250 esemplari di incomparabile rilievo storico e artistico. Raccoglie raffinati manufatti, realizzati lungo un arco temporale di oltre 15 secoli, che stupiscono per la perizia tecnica delle lavorazioni (con intagli microscopici e perfetti) e che testimoniano un’ampia circolazione di stili e tecniche tra le diverse civiltà.
Vi sono compresi capolavori come il Dittico Denon (fine IV – inizi V secolo), il Pastorale di Yves de Chartres (fine XI) o il Flabellum (fine IX) il grande ventaglio liturgico carolingio di cui esistono solo 3 esemplari al mondo. E poi decine di esemplari a soggetto sacro e profano medievale, pedine e pezzi per gli scacchi, valve di specchio, cofanetti gotici e rinascimentali, manufatti islamici, selle da parata e molto altro ancora.
Al Bargello questi capolavori dell’arte eburnea giunsero sia dalle collezioni mediceo-granducali, al momento della fondazione del museo (1865), sia dalla ricca raccolta privata che il collezionista francese Louis Carrand, defunto nel 1888, donò al museo col suo lascito testamentario.Da allora la collezione degli avori del Bargello ha stupito i visitatori e raccolto l’interesse di studiosi e specialisti del settore. Mancava ancora, tuttavia, un catalogo che raccogliesse in modo unitario, esaustivo e aggiornato la descrizione sistematica della preziosa collezione.Il Catalogo degli avori del Museo Nazionale del Bargello, curato da Ilaria Ciseri ed edito da Officina Libraria, colma oggi questa lacuna e raccoglie, dopo un meticoloso lavoro di ricerca e schedatura durato quattro anni, i frutti dell’impegno di prestigiosi specialisti della materia. Il volume è suddiviso in 12 capitoli e comprende 226 schede scientifiche ma, grazie alla ricchezza di immagini, risulta fruibile anche da un pubblico di non addetti ai lavori.All’evento, presenziato da Paola D’Agostino (Direttore dei Musei del Bargello), Ilaria Ciseri (curatrice del volume) e Francesco Steidl (vice Presidente della Fondazione Il Bargello Onlus), interverranno Martina Bagnoli, Fulvio Cervini e Fabrizio Crivello.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

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A Pisa il ministro Bonisoli apre il Museo delle Navi Antiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Pisa La cerimonia di inaugurazione è fissata domenica 16 giugno alle 18 agli Arsenali Medicei, mentre dalle 21 alle 23, in concomitanza con le luminare di San Ranieri, sarà possibile visitare gratuitamente il museo. 4700 metri quadri di superficie espositiva e 47 sezioni divise in 8 aree tematiche nelle quali saranno esposte sette imbarcazioni di epoca romana, databili tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C. e circa 8000 reperti: apre ufficialmente al pubblico il Museo delle Navi Antiche di Pisa, dopo un percorso di ricerca e restauro durato vent’anni. La cerimonia di inaugurazione alla presenza di Alberto Bonisoli, ministro per i Beni e le attività culturali, si terrà domenica 16 giugno alle 18 presso gli Arsenali Medicei, in Lungarno Ranieri Simonelli, 16. Dalle 21 alle 23, in occasione delle luminare di San Ranieri, sarà possibile visitare gratuitamente il museo mentre, dal giorno successivo, l’esposizione sarà aperta al pubblico (0508057880). La concessione del museo è affidata a Cooperativa Archeologia, che ha seguito negli ultimi anni lo scavo archeologico e il restauro delle navi e dei reperti, sotto la direzione scientifica di Andrea Camilli, responsabile di progetto per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno.
A dare l’annuncio dell’attesa inaugurazione è Andrea Muzzi, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio di Pisa e Livorno, insieme al sindaco di Pisa Michele Conti. Si tratta di una tappa fondamentale per un percorso iniziato nel 1998, anno in cui nei pressi della stazione ferroviaria di San Rossore vennero alla luce i resti della prima nave. Nacque così il grande cantiere di scavo e restauro realizzato grazie all’importante e costante impegno del MiBAC e di un ricco ed eterogeneo gruppo di professionisti archeologi e restauratori.Il Museo, allestito all’interno degli Arsenali Medicei sul lungarno pisano, espone le navi di età romana e i reperti a esse riferiti rinvenuti nel cantiere delle Navi Antiche e restaurati presso il Centro di restauro del Legno Bagnato. L’adiacente complesso di San Vito ospiterà a breve il Centro di restauro del Legno Bagnato, struttura di rilievo internazionale nel restauro delle sostanze organiche, attualmente ospitata provvisoriamente presso il cantiere di scavo.
Il progetto di scavo e restauro delle antiche navi di Pisa rappresenta uno dei più interessanti e ricchi cantieri di scavo e ricerca degli ultimi anni. La particolare condizione di conservazione dei reperti racchiusi in strati di argilla e sabbie ha richiesto un considerevole sforzo economico, organizzativo e tecnologico, mettendo a disposizione della ricerca laboratori, depositi, strumentazioni all’avanguardia e logistica devoluti al recupero degli oltre trenta relitti individuati e dei materiali ad essi associati. Il cantiere delle Navi Antiche è quindi diventato un centro dotato di laboratori, depositi e strumentazione che ha visto la collaborazione di decine di istituzioni universitarie e di ricerca italiane e straniere.

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La Disputa sull’Immacolata Concezione: Giornata di studio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 maggio 2019

Firenze lunedì 13 maggio 2019 Galleria dell’Accademia di Firenze Via Ricasoli, 58 una giornata di studio dedicata al tema della Disputa sul dogma dell’Immacolata Concezione.
La giornata, desiderata dal Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze Cecilie Hollberg, si articolerà in due sessioni. La sessione mattutina, con inizio dei lavori alle ore 9.30, vedrà interventi di eminenti figure in rappresentanza della Chiesa cattolica con gli ordini francescano, domenicano, gesuita e della Chiesa ortodossa e avrà come moderatore Angelo Tartuferi. La sessione pomeridiana, con inizio alle ore 14.00, sarà dedicata a approfondimenti del tema da parte di rappresentanti del mondo accademico e della ricerca scientifica, con la presenza di noti studiosi e di docenti da università e accademie italiane e straniere; moderatore sarà Donatella Fratini, storica dell’arte del Dipartimento dipinti e sculture XVI-XVIII secolo del museo.
L’Immacolata Concezione di Maria, ovvero la dottrina della Chiesa secondo la quale la Vergine è stata preservata immune dal peccato originale, iniziò ad apparire in opere artistiche fin dal Medioevo, quando si accese un aspro dibattito teologico che vedeva schierati da una parte i Francescani e l’Ordine Benedettino e, dall’altra, i Domenicani, fedeli al pronunciamento contrario di san Tommaso d’Aquino. A partire dalla seconda metà del Quattrocento, il pontificato di Sisto IV (1471-1484) diede grande impulso al culto della Vergine. Contemporaneamente, i sovrani spagnoli si impegnarono in un’intensa campagna volta alla promulgazione del dogma per ragioni politiche legate alla Riforma protestante. Agli inizi del Cinquecento, all’apice del contrasto dottrinale con l’Ordine Domenicano, venne elaborato in Toscana, in ambito francescano, un tema iconografico originale, quello della Disputa dei Dottori della Chiesa sull’Immacolata Concezione, in cui gli artisti ritraevano il loro parere contrastante. I Francescani, in particolare, utilizzavano queste immagini sacre come ‘palinsesto’ per la loro predicazione.L’ingresso alla giornata di studi è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Ragogna: boom di prenotazioni per il Museo degli Amanuensi

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

Ragogna (Ud) Arrivare in un castello medievale, essere accolti da persone in costume d’epoca e poi immergersi in un mondo fatto di carta e pergamena, penne d’oca, inchiostri e strumenti per la rilegatura realizzati con sapienza artigiana tramandatasi nei secoli. Vedere e toccare con mano come nasce un libro fatto a mano. È l’esperienza unica che attira sempre più visitatori nel castello di Ragogna: 30mila in cinque anni sono quelli che hanno varcato la soglia dell’Opificium Librorum, il museo che fa riviere l’arte degli amanuensi gestito dallo Scriptorium Foroiuliense, associazione di San Daniele del Friuli dedita al recupero e alla diffusione della calligrafia e dei mestieri del libro. «Per l’anno prossimo abbiamo già registrato un boom di prenotazioni di visite delle scolaresche – conferma il direttore dello Scriptorium Roberto Giurano –. Sono già confermati circa duemila gli studenti, dalle elementari alle superiori, soprattutto delle scuole del Nord Italia, che parteciperanno alle nostre visite guidate nella fabbrica del libro. Molte classi ci hanno chiesto inoltre di abbinare dei workshop di calligrafia». L’associazione infatti tiene anche dei corsi di scrittura, miniatura e legatura che si tengono nella sede di San Daniele.Agli alunni delle scuole si aggiungono i visitatori di ogni età, in gruppo o singoli, provenienti da tutto il mondo, che nel castello trovano uno staff poliglotta, in grado di guidarli in tutte le fasi della realizzazione di un libro artigianale. Insomma, il recupero di quest’arte antica è diventato dal 2013, anno di apertura dell’Opificium Librorum, anche sinonimo di sviluppo turistico per il territorio, nonché di lavoro per le sei persone che seguono stabilmente le attività del museo.E non è intenzione dello Scriptorium fermarsi qui. «Il sogno è quello di poter replicare l’Opificium al Centro e al Sud, in modo da poter servire le scolaresche anche di queste aree – racconta Giurano –. Per il momento siamo attrezzati con un laboratorio mobile che può portare parte delle attrezzature e dei materiali dove ci viene richiesto, soprattutto per eventi e manifestazioni: quest’estate siamo stati nel borgo di Elice (Pescara), ma in passato anche all’estero, per esempio a Dubai, per tenere le nostre dimostrazioni e lezioni di scrittura amanuense». All’Opificium Librorum di Ragogna i visitatori, assieme alle guide abbigliate in costume medievale, possono sedersi sugli scranni dei copisti, vedere come si realizza a mano la carta, preparare i fogli per la scrittura, tracciare le parole con penne d’oca e inchiostri naturali, cimentarsi nella rilegatura. «Le persone sono affascinate dalla bellezza, dalle cose fatte bene e dalla manualità – conclude Giurano –. Credo che il successo del nostro museo, amplificato da promozione e passaparola, sia dovuto proprio nella possibilità di fare un’esperienza interattiva, che riavvicina alle cose semplici e al valore del nostro Made in Italy».

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Vacanze al Museo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Cosenza Dal 25 giugno 2018 Palazzo Arnone Galleria Nazionale di Cosenza. Concluso l’anno scolastico, le vacanze estive promettono ora esplorazioni e momenti di svago anche se si resta in città. La Galleria Nazionale di Cosenza potrà essere la destinazione ideale per laboratori, giochi istruttivi e nuove scoperte, fra dipinti e sculture. La partecipazione dei bambini in piccoli gruppi li vedrà coinvolti in un divertimento contagioso.
L’iniziativa è organizzata dai Servizi educativi del museo ed è completamente gratuita. Sarà possibile aderire dal 25 giugno al 3 agosto e dal 28 agosto al 14 settembre, da lunedì a venerdì, dalle ore 10.00 alle11.30 e dalle ore 11.30 alle 13.00, prenotando data e fascia oraria preferita al seguente numero: 0984 795639.
Ecco i passatempi per i bambini, ma anche per i loro accompagnatori, se gradiranno mettersi in gioco. Facciamo che eri un Artista? Come fanno gli Artisti a descrivere la gioia o la tristezza,la paura o il coraggio? Prima osserviamo bene le loro opere e poi… facciamo che anche tu eri un Artista? Per dare vita ai personaggi, prova a interpretarne i sentimenti. Potrai farlo con le espressioni del viso, le movenze del corpo e con “oggetti molto speciali” che ti aspettano nel museo. Gioca con l’Arte. Con le filastrocche saprai riconoscere nei dipinti divinità o eroi, storie o leggende, e potrai scoprire tanti piccoli segreti nascosti. Cerca il quadro! Tutti investigatori! L’indagine parte da un dettaglio minuscolo. A quale dipinto appartiene? Aguzzate la vista! Chi sarà il primo a scoprirlo?Si ricorda che la Galleria Nazionale di Cosenza può essere agevolmente raggiunta con la “Circolare dei Musei”; orari e fermate della navetta sono consultabili sul sito http://www.amacospa.it.La Galleria Nazionale di Cosenza, diretta da Domenico Belcastro, è afferente al Polo Museale della Calabria guidato da Angela Acordon. Ingresso gratuito.

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Quando la musica si mostra: Una nota al museo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

Bologna sabato 12.05.2018 ore 18.30 con live show alle ore 20.00 presso la Sala Eventi del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna Strada Maggiore 34 personale di Francesco Tricarico a cura di Olivia Spatola in collaborazione con Fabbrica EOS Milano. Il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna ospiterà per un mese – a partire dal12 maggio – la personale di Francesco Tricarico dal titolo “Quando la musica si mostra. Una nota al museo” curata da Olivia Spatola in collaborazione con la galleria Fabbrica Eos di Milano. La mostra propone di fornire un’esperienza multisensoriale tramite un percorso tematico che guiderà i visitatori attraverso alcune del- le sale del percorso espositivo del Museo. La location del Museo internazionale e biblioteca della musica è stata scelta per la centralità non solo geografica ma anche per il ruolo culturale che riveste: il Museo, che ha sede in un palazzo affrescato del centro storico, espone le prestigiose collezioni di beni musicali della città di Bologna, in un percorso espositivo che si snoda attraverso nove sale a ripercorrere sei secoli di storia della musica europea, con oltre un centinaio di dipinti, più di ottanta strumenti musicali antichi ed un’ampia selezione di documenti storici di grande pregio. L’intento di Quando la musica si mostra. Una nota al museo è quello di far dialogare l’arte con la musica all’interno di uno stesso spazio che è al contempo sia fisico che metaforico: il concetto della musica in quanto segno espresso – scritto, di contenitore di significanti e di significati che suonano anche quando gli strumenti non sono sfiorati dalle dita del musicista. In questo spazio che potremmo definire del ‘silenzio cageano’, in cui lo spettatore ha la sensazione di ascoltare qualcosa anche se tutto tace, le opere di Francesco Tricarico andranno a mostrare in quale modo è possibile controllare e organizzare le nostre percezioni.Le opere scelte sono sette come il numero delle note musicali e le sale del museo in cui il percorso artistico si dispiegherà. Ed è così che le stanze, abbandonando temporaneamente la loro consueta numera- zione, diverranno – attraverso i dipinti dell’artista – la “Stanza del Do”, la “Stanza del Re”, la “Stanza del Mi”; la “Stanza del Fa”, la “Stanza del Sol”, la “Stanza del La” e la “Stanza del Si”. Ma non solo. In questo caso, il segno – ovvero la relazione tra significante e significato – rappresentato dalla denominazione delle stanze, diventerà anche simbolo: vale a dire una realtà altra, che va oltre e da ricomporre; l’espressione dell’inconscio collettivo da cui emergono processi di trasformazione tra ciò che è noto e ciò che non lo è, coinvolgendo lo spettatore. La “Stanza del Do” dunque – in questo gioco fra segno e simbolo – non sarà soltanto la sala in cui Tricari- co omaggerà la prima nota musicale, ma anche del Dominus; la “Stanza del Re” del Regnare; la “Stanza del Mi” del Mi-stero; la “Stanza del Fa” del Fare; la “Stanza del Sol” del Solo; la “Stanza del La” del Lavoro e la “Stanza del Si” del Silenzio, che chiude concretamente e allegoricamente la mostra.
I quadri di Francesco Tricarico sono frutto di una ricerca interiore unita alla necessità di produrre cose dal valore universale, che lo uniscano agli altri nel concetto di bellezza condivisa. Per Tricarico dipingere non è un tentativo di fuga dalla realtà ma un modo di esserci: “è un modo di essere nella realtà interpretandola. Osservandola in altri modi, osservandola su una tela, innesca un un modo diverso di pensare e l’atto creativo rappresenta un momento che altrimenti non si fermerebbe ed invece si ferma. Tutto ciò mi susci- ta stupore”. L’arte di Tricarico è un grande caos ordinato, come afferma l’artista stesso. I soggetti delle sue opere cambiano, non sono mai gli stessi. La sua è una ricerca continua, legata a tutti i sensi, alla vista e soprattutto a ciò che non si vede: Tricarico è affascinato dalle cose che non sono visibili ma che allo stesso tempo possiamo intuire, percepire. I suo quadri sono delle chiavi d’accesso, piccole magie che aprono altre porte: “la tela mi svela qualcosa che prima non c’era, aiuta a farmi capire cose che proba- bilmente ancora non so”.Quando la musica si mostra. Una nota al museo è per Tricarico una grande possibilità di realizzare una storia in un luogo affascinante come il Museo della Musica. “Ogni tela sarà caratterizzata da una nota accompagnata da una parola e da uno strumento. È per me un momento di autocelebrazione”.www.museibologna.it/musica
Ingresso incluso nel biglietto del Museo: € 5.00 intero | € 3.00 ridotto.

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A Monreale l’inaugurazione del ‘Museo del Mosaico’

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Palermo. Mercoledì 21 febbraio prossimo alle ore 9.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Monreale (PA) avrà luogo l’inaugurazione del Museo dell’Arte del Mosaico (MAM), importante realtà museale, unica in tutto il centro e sud Italia.Un significativo percorso per recuperare i valori della tradizione culturale italiana che hanno visto, nel mosaico, importanti momenti di rappresentazione in tutte le epoche storiche del nostro paese ed in tutti i luoghi, da Pompei alla cattedrale di Monreale.Monreale è oggi “Città del Mosaico”, grazie all’attività incessante del Dirigente e del gruppo docenti del liceo artistico D’Aleo, che hanno sostenuto in questi anni l’importanza che il percorso dell’arte realizza attraverso il mosaico, e per l’azione del Sindaco Piero Capizzi e della Sua Giunta che hanno concesso gli spazi per realizzare questa iniziativa.
Grazie a queste iniziative Monreale è diventata un percorso ideale per la storia del mosaico. Dalla prestigiosa cattedrale alla industriosa scuola artistica, passando attraverso il Museo, il mosaico diventa in questo modo “cosa viva”, che rappresenta l’essere più sincero dell’espressione artistica dei giovani ragazzi.La presenza delle autorità, sia civili che religiose, della associazione dei commercianti e di tutta la cittadinanza rappresenta, in modo forte ed univoco, come questa tradizione mosaicista sia l’essenza di una cultura che, in primis dai giovani, non è mai stata dimenticata. Il Museo ospiterà mostre personali di mosaicisti di fama nazionale e internazionale, presentazione di libri, riviste, cataloghi del settore e verranno realizzati gemellaggi con le scuole del mosaico di Ravenna, Firenze, Spilimbergo (PN), Chartres (FR), seminari, convegni, dibattiti e mostre didattiche.Il museo accoglierà anche il raduno dei mosaicisti associati A.I.M.C., l’Associazione Internazionale mosaicisti Contemporanei, e la prestigiosa Biennale del Mosaico.(Non siamo in grado di pubblicare le foto inviate in quanto sono coperte da copyright)

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