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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘mutilazioni genitali’

Mutilazioni genitali femminili

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2009

“Sensibilizzare e divulgare: questo il nostro compito”. Lo ha detto Emilio Verrengia, Segretario generale aggiunto dell’Aiccre nel corso dell’incontro che si è tenuto a Roma alla sede del Parlamento europeo “Sessualità e culture. Mutilazioni genitali femminili, risultati di una ricerca in ambito socio sanitario”. L’appuntamento, organizzato dall’ I.N.M.P. (Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto della povertà) è stato co-promosso dall’Aiccre nell’ambito degli impegni assunti con il protocollo di Intesa tra l’Associazione e l’I.N.M.P.  su “migrazioni, salute e ruolo degli Enti locali”. “Il rispetto dei diritti della donna – ha aggiunto Verrengia – è un aspetto fondamentale che ci pone al fianco del Dipartimento per le Pari Opportunità (presente all’iniziativa, ndr) che sta facendo un lavoro certosino in questa direzione”. Contro questa pratica culturale faremo “incontri a livello locale perché sempre deve essere salvaguardato il valore degli esseri umani e il rispetto della persona”. La responsabile dell’Aiccre Sociale per l’Europa Carla Olivieri, per l’occasione, ha assicurato l’impegno dell’Associazione a sostegno della Campagna informativa del Dipartimento per le Pari Opportunità, attraverso gli strumenti politici e gli organi di informazione dell’Aiccre, al fine di promuovere una sempre maggiore conoscenza della normativa vigente e dei progetti a contrasto della pratica delle Mutilazioni genitali femminili.

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Stop alle mutilazioni genitali femminili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

Non vi è nessuna giustificazione alle mutilazioni genitali femminili (MGF). Il Parlamento rileva infatti che si tratta di una violazione dei diritti umani fondamentali che deve essere bandita dall’UE. Gli Stati membri dovrebbero quindi considerare come reato qualsiasi forma di MGF e perseguire e punire chi le commetta. Occorre anche una strategia a tutela delle vittime che preveda meccanismi preventivi e educativi, mentre i medici dovrebbero denunciarne i casi alle autorità.  Secondo i dati rilevati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dai 100 ai 140 milioni di donne e bambine nel mondo hanno subìto mutilazioni genitali femminili (MGF) e, ogni anno, dai 2 ai 3 milioni di donne sono potenzialmente esposte al rischio di subire queste pratiche diffuse in almeno 28 paesi africani, in alcuni paesi asiatici e in Medio Oriente. Inoltre, in Europa sono circa 500 000 le donne che hanno mutilazioni. L’OMS ha identificato quattro tipi di MGF, che vanno dalla clitoridectomia (ablazione parziale o totale del clitoride) all’escissione (ablazione del clitoride e delle piccole labbra), che rappresenta circa l’85% delle MGF, fino all’infibulazione (ablazione totale del clitoride e delle piccole labbra nonché della superficie interna delle grandi labbra e cucitura della vulva per lasciare soltanto una stretta apertura vaginale) e l’introcisione (punture, perforazioni o incisioni del clitoride o delle labbra). Il Parlamento sollecita quindi l’elaborazione di una chiara strategia globale e dei piani d’azione nell’intento di «bandire le MGF nell’Unione europea» e, attraverso meccanismi giuridici, amministrativi, preventivi, educativi e sociali, consentire alle vittime reali e potenziali di ottenere una valida protezione. Esorta poi a respingere la pratica della “puntura alternativa” ed ogni tipo di medicalizzazione, proposte come soluzione di mediazione tra la circoncisione del clitoride e il rispetto di tradizioni identitarie, «poiché ciò significherebbe soltanto giustificare e accettare la pratica della mutilazione genitale» nel territorio dell’UE.

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