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UNICEF: 200 milioni di donne e ragazze con FGM (Mutilazioni Genitali Femminili)

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2016

unicefAlmeno 200 milioni di donne e ragazze che oggi vivono in 30 paesi nel mondo hanno subito Mutilazioni Genitali Femminili (FGM) – che possono provocare terribili sofferenze fisiche e psicologiche, emorragie, HIV, infertilità e morte.Secondo gli ultimi dati dell’UNICEF, circa due terzi degli uomini, delle donne, dei ragazzi e delle ragazze – nei paesi in cui le Mutilazioni Genitali Femminili (FGM) sono comuni – dicono di voler porre fine a questa pratica. Nei paesi in cui i dati sono disponibili, il 67% delle ragazze e delle donne e il 63% dei ragazzi e degli uomini sono contrari all’uso di questa pratica nelle loro comunità.I dati mostrano che in molti paesi gli uomini si oppongono alle FGM molto più duramente rispetto alle donne. In Guinea – il paese con il secondo più alto tasso al mondo – il 38% degli uomini e dei ragazzi sono contro la pratica delle MGF, rispetto al 21% delle ragazze e delle donne. Lo stesso scenario in Sierra Leone dove il 40% degli uomini e dei ragazzi vuole che la pratica finisca, rispetto al 23% delle ragazze e delle donne.La più grande differenza tra la percezione degli uomini e delle donne sulle MGF si riscontra in Guinea, dove il 46% degli uomini e dei ragazzi ritiene che le FGM non portino alcun beneficio, rispetto a soltanto il 10% delle donne e delle ragazze. I dati mostrano anche che in oltre la metà dei 15 paesi in cui i dati sono disponibili, almeno 1 ragazza o donna su 3 pensa che le FGM non porti benefici.Oltre ad una vasta maggioranza di persone che si oppongono a questa terribile pratica lì dove si concentra, ci sono anche esempi di un crescente slancio e impegno per porre fine alle FGM.Nel 2015, sia in Gambia che in Nigeria sono state adottate leggi nazionali che criminalizzano la pratica delle FGM. Oltre 1.900 comunità, con una popolazione corrispondente a circa 5 milioni di persone, nei 16 paesi con dati disponibili, hanno presentato pubblicamente dichiarazioni di rinuncia alle FGM. Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati dalle Nazioni Unite a settembre 2015 comprendono anche l’obiettivo di eliminare entro il 2030 tutte le pratiche più terribili come le Mutilazioni Genitali Femminili e i Matrimoni Precoci.La ricerca dell’UNICEF rileva anche una possibile connessione tra l’istruzione materna e la probabilità che una figlia possa subire mutilazione/escissione. Tra i 28 paesi con dati disponibili, circa 1 su 5 tra le figlie di donne che non hanno ricevuto un’istruzione è stata sottoposta a FGM, rispetto ad 1 su 9 tra le figlie di madri che avevano almeno un’istruzione secondaria.“Nonostante le Mutilazioni Genitali Femminili siano associate alle discriminazioni di genere, i nostri dati mostrano che la maggior parte dei ragazzi e degli uomini attualmente sono contrari”, ha dichiarato Francesca Moneti, Specialista UNICEF per la Protezione dell’Infanzia. “Sfortunatamente, il desiderio del singolo di porre fine alle mutilazioni genitali femminili è spesso nascosto e molte donne e uomini continuano a credere che la pratica sia necessaria affinché queste donne possano essere accettate nelle loro comunità.” “I dati possono giocare un ruolo importante nel far venire a galla le vere opinioni delle comunità sulle Mutilazioni Genitali Femminili,” ha continuato Moneti. “Quando gli individui diventano coscienti che altre persone non supportano la pratica, diventa più semplice per loro porre fine alle FGM. E’ necessario continuare a lavorare con i giovani, gli uomini, le donne, le comunità, i leader religiosi e politici per sottolineare questi importanti traguardi e i terribili effetti delle MGF, per accelerare il progresso e porre fine alle FGM.”
L’UNICEF e l’UNFPA portano avanti congiuntamente il più grande programma a livello globale per porre fine alle FGM. Attualmente è sostenuto in 17 paesi, in cui si lavora ad ogni livello nazionale e comunitario.

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Mutilazioni bambini

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

diffusione della praticaSei mesi dopo che gli intensi combattimenti hanno raggiunto Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana, dozzine di bambini sono stati uccisi, centinaia sono stati mutilati, migliaia sono sfollati. “Le violenze in Repubblica Centrafricana fanno torcere le budella per la loro brutalità e la loro ferocia ; i bambini non stati risparmiati”, ha dichiarato Souleymane Diabaté, Rappresentante UNICEF in Repubblica Centrafricana. “In media, negli ultimi sei mesi, almeno un bambino al giorno è stato mutilato o ucciso durante scontri. Il ciclo di brutalità e rappresaglie deve finire”. L’UNICEF ha verificato che 277 bambini sono stati mutilati e 74 uccisi negli ultimi sei mesi. I numeri attuali però sono molto più alti, comprese le morti e le malattie causati dal totale collasso dei servizi di base. A causa delle implacabili violenze e delle scarse condizioni di sicurezza in alcune parti del Paese, l’UNICEF non può verificare tutti i casi di violazioni nei confronti dei bambini.Un peggioramento della situazione nel paese, compresa la capitale, sta costringendo ancora una volta sempre più persone e bambini a lasciare le proprie case. Adesso più di mezzo milione di persone sono sfollate internamente, almeno la metà sono bambini.Altre 347.000 persone – due terzi delle quali bambini –hanno lasciato il paese e adesso vivono come rifugiati la maggior parte in Camerun, ma anche in Ciad, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo. L’UNICEF sta lavorando a stretto contatto con i suoi partner per proteggerei bambini dalle violenze, realizzando spazi sicuri per l’istruzione e il supporto psicosociale per i bambini più colpiti. I minorenni separati dalle proprie famiglie sono stati registrati per essere riunificati ai propri familiari il prima possibile. I negoziati con i gruppi armati che hanno reclutato bambini sono in corso per assicurare il loro immediato rilascio e il reintegro nelle comunità quando possibile. L’UNICEF sta anche aiutando a fornire assistenza umanitaria ai bambini e alle famiglie sfollate, con acqua pulita, servizi igienico sanitari adeguati e altri beni di base come teloni per rifugi, stuoie di plastica e taniche per l’acqua. La mancanza di fondi è ancora un punto cruciale. La crisi nella Repubblica Centrafricana e nei paesi vicini è l’emergenza regionale su larga scala meno finanziata. I fondi richiesti sono aumentati a 120 milioni di dollari per il 2014, ad ora finanziati solo per meno del 25%.“Siamo impegnati a mantenere la rotta e a fare tutto ciò che possiamo per i bambini della Repubblica Centrafricana,” ha detto Diabaté. “La comunità internazionale deve fare la sua parte”.

 

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Giornata di lotta alle mutilazioni genitali femminili

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

Il 6 febbraio la comunità internazionale celebra come ogni anno la giornata di lotta alle mutilazioni genitali femminili (MGF) “Tolleranza Zero”. L’associazione radicale Non c’è Pace Senza Giustizia, convinta della necessità di garantire un impegno su questo fronte anche a livello nazionale, dato che i flussi migratori hanno fatto delle MGF una realtà non solo africana, ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione a livello italiano dal titolo “Decidi tu che segno lasciare”. L’Agenzia PAN Advertising ha lavorato senza sosta e a titolo gratuito per realizzare tutto il materiale pubblicitario della campagna, che può contare sul contributo finanziario di eni ed Enel Cuore
e sul sostegno politico del Ministero degli Affari Esteri. Si tratta di far conoscere ai cittadini l’impegno di Non c’è Pace Senza Giustizia e del governo italiano nel sostenere gli sforzi del gruppo dei paesi africani per la calendarizzazione e l’approvazione di una Risoluzione di messa al
bando delle MGF da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU nel 2011, e di invitarli ad appoggiare questa priorità firmando un appello sul sito http://www.noncepacesenzagiustizia.org. La Vicepresidente del Senato e fondatrice di Non c’è Pace Senza Giustizia Emma Bonino, insieme al Portavoce del Ministero degli Esteri Maurizio Massari e a numerose personalità del mondo della cultura, delle
professioni e dell’arte, lancerà ufficialmente la campagna sabato 5 febbraio alle ore 12.00 presso la sede del quotidiano Il Tempo, che ha voluto contribuire mettendo gratuitamente a disposizione i propri spazi. Se i dieci anni di campagna internazionale guidata da Non c’è Pace Senza Giustizia e da altre organizzazioni arabe e africane è servita a fare il modo che la grande maggioranza dei Paesi interessati dalla pratica adottasse legislazioni nazionali e strategie di contrasto più efficaci,
adesso è arrivato il momento per la comunità internazionale di consolidare la lotta ultraventennale delle attiviste dichiarando le MGF una violazione dei diritti universali di donne e bambine, creando così i presupposti affinché questa pratica ancestrale scompaia una volta per tutte.

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Mutilazione genitali femminili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Roma 27 settembre alle ore 11.00 presso la sede del Partito Radicale (via di Torre Argentina 76), una tavola rotonda dal titolo “La messa al bando universale delle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF): un obiettivo a portata di mano.” Organizzata da Pace Senza Giustizia.  Non c’è Pace Senza Giustizia è da lungo tempo impegnata al fianco delle attiviste arabe e africane nella lotta alle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF), una pratica tradizionale antichissima che colpisce 27 Paesi africani più lo Yemen, oltre che Europa e Nord America per via dei flussi migratori che hanno avuto l’effetto di “importare” il fenomeno da noi.  Oggi siamo prossimi ad un risultato di grande successo. La messa al bando universale delle MGF con una Risoluzione ad hoc della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite è davvero un obiettivo possibile.
Interverranno, tra gli altri, Elisabetta Belloni, Direttore Generale della DG per la Cooperazione allo Sviluppo, Mariam Lamizana, Presidente del Comitato Inter-Africano contro le pratiche tradizionali (CIA),  Ndèye Soukèye Gueye, Direttrice del Dipartimento della Famiglia, Ministero della Famiglia, Senegal,  Khady Koita, Fondatrice e Presidente dell’Associazione La Palabre, Senegal, e Marie Rose Sawadogo,  Segretaria del Comitato Nazionale di lotta contro la pratica dell’escissione, Burkina Faso. Questo incontro sarà l’occasione per conoscere coloro che nei vari Paesi si occupano a tempo pieno di creare le condizioni affinché nessun’altra bambina o ragazza debba più subire questa pratica, per condividere quanto è stato fatto in tutti questi anni e cosa c’è ancora da fare per raggiungere l’obiettivo finale.

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Mutilazioni Genitali Femminili

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Roma 30 settembre 2009dalle 10 alle 13, In via di Torre Argentina, 76, si terrà l’incontro sul tema delle mutilazioni genitali femminili (MGF), sulle misure politiche, giuridiche e sociali per arginare e prevenire tale pratica sia nei paesi della fascia sub-Sahariana dove vengono praticate, che nelle comunità immigrate in Italia e nel mondo. Inoltre, nel quadro più ampio dell’impegno pluriennale di Non c’è Pace Senza Giustizia, sarà presentato il progetto in corso che mira a favorire l’adozione e l’attuazione – nei paesi dell’Africa occidentale – di leggi efficaci per la messa al bando delle MGF, le quali possano essere anche strumenti propulsivi per il cambiamento sociale e comportamentale. Non c’è Pace Senza Giustizia è impegnata dal 2001 al fianco della attiviste africane che, nei loro paesi, combattono una battaglia quotidiana per sfidare ed eliminare questa pratica dannosa che viola i loro diritti umani fondamentali. Lo scopo del progetto – anche in prospettiva dell’incontro di Alto Livello che si terrà a Ouagadougou, in Burkina Faso, questo novembre – è quello di sollecitare un impegno politico e di sensibilizzare le istituzioni, i leader governativi e sociali in grado di influenzare le decisioni politiche e legali. Con questo si intende promuovere la cooperazione internazionale e regionale oltre che favorire le politiche istituzionali e legislative per l’eliminazione delle MGF, nel contesto più ampio della promozione e della protezione dei diritti umani delle donne e delle bambine. La Tavola Rotonda sarà presieduta dalla Vice Presidente del Senato Emma Bonino; Parteciperanno parlamentari, associazioni impegnate nella lotta alle mutilazioni genitali femminili, medici specializzati nella prevenzione e nella cura di tale pratica, membri della società civile.

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