Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘mutui’

Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

Anche nel mese di aprile è proseguito il rallentamento delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, che fanno registrare una contrazione del -10,8% rispetto allo stesso mese del 2018, dato che accentua ulteriormente la brusca frenata che aveva caratterizzato il I trimestre dell’anno (-7,9%).Si segnala, tuttavia, la costante crescita dell’importo medio richiesto, che fa segnare un +3,7% per attestarsi a 130.311 Euro: a livello di singole rilevazioni mensili si tratta del 2° valore medio più elevato registrato dall’inizio del 2013 ad oggi. Relativamente alla distribuzione per fasce di importo, ad aprile le richieste si sono concentrate prevalentemente nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro, con una quota pari al 29,4% del totale ma va sottolineato come i mutui di importo inferiore ai 75.000 euro rappresentino un quarto del totale.

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Barometro CRIF delle richieste di mutui e surroghe da parte degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

Anche durante lo scorso mese di febbraio è proseguito il rallentamento delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF), con un calo del -7,8% rispetto al corrispondente periodo febbraio 2018. A mitigare la performance negativa delle richieste si segnala la crescita dell’importo medio, che fa segnare un +2,9% per attestarsi a 129.702 Euro. L’andamento osservato è spiegabile con il progressivo ridimensionamento dell’incidenza dei mutui di sostituzione, già iniziato nel corso degli anni precedenti.
Relativamente alla distribuzione per fasce di importo, a febbraio le richieste si sono concentrate prevalentemente nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro, con una quota pari al 29,3% del totale.

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Richieste di mutui e prestiti da parte delle famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Lo studio ha evidenziato che l’anno appena concluso si è caratterizzato per una crescita complessiva delle richieste di credito da parte delle famiglie italiane. Per quanto riguarda i prestiti, nell’aggregato di personali più finalizzati, il numero delle richieste è cresciuto del +5,0% rispetto al 2017. La buona performance del comparto è determinata principalmente dai prestiti personali, ma anche quelli finalizzati si sono posizionati in territorio positivo. Relativamente al comparto dei mutui, invece, è stato positivo il recupero delle interrogazioni relative ai nuovi mutui di acquisto seppur non completamente compensato dal ridimensionamento di quelle per surroghe e sostituzioni, che nel complesso ha determinato una lieve flessione delle richieste, pari a -0,6% rispetto all’anno precedente.
Per quanto riguarda l’importo medio dei prestiti, considerando sia quelli finalizzati che personali, nel 2018 con 9.459 Euro richiesti si tratta del valore medio più alto da quando CRIF ha iniziato ad analizzare in modo sistematico le informazioni relative alle istruttorie di credito. Entrando maggiormente nel dettaglio, relativamente ai prestiti finalizzati nel 2018 l’importo medio richiesto è risultato pari a 6.512 Euro (+9,2% rispetto al 2017) a fronte dei 12.940 Euro dei prestiti personali, valore sostanzialmente in linea con quello rilevato nell’anno precedente.Nel corso del 2018 si è inoltre assistito a una ripresa costante dell’importo medio delle richieste di mutuo, anche in virtù del minor peso delle surroghe, che per natura hanno un importo medio più contenuto. Nello specifico, a dicembre a dicembre il valore medio è risultato pari a 130.154 Euro, con una crescita pari a +2,0% rispetto allo stesso mese del 2017, mentre a livello di intero anno si è attestato a 127.502 Euro.

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Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Il Barometro CRIF ha messo in evidenza che le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative alla richiesta di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) in ottobre segnano un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente pari a +5,7%. Il mese di ottobre si caratterizza positivamente anche per il consolidamento della crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 128.255 Euro (+2,6% rispetto al corrispondente mese del 2017). Dall’inizio dell’anno in corso il numero maggiore di richieste (il 29,6% del totale, per la precisione) si concentra ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 Euro. Aggregando le classi di importo più contenuto emerge che quasi la metà delle richieste di mutuo non supera i 100.000 Euro, fornendo una conferma indiretta alla perdurante debolezza dei prezzi di compravendita degli immobili residenziali che consentono alle famiglie di contenere l’esposizione debitoria per finanziare l’acquisto della casa.

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Casa:Ag.Entrate,mutui per 93,5mld su 917 mila immobili

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Secondo l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate sono circa 917 mila gli immobili ipotecati a garanzia di mutui nel 2017, circa il 4% in più del 2016, mentre il valore monetario dei finanziamenti garantiti da ipoteche immobiliari nel 2017 è pari a 93,5 miliardi, il 9,1% in più del 2016.”Dati ottimi, anche se l’incremento è inferiore rispetto al boom del 2016. La politica monetaria della Bce e la condizione migliorata delle banche, che hanno ridotto le loro sofferenze, ha consentito un maggiore accesso ai mutui e le famiglie hanno potuto comperare casa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La speranza, ora, è che le tensioni sui mercati e l’innalzamento dello spread cessino al più presto, altrimenti questa situazione è destinata a peggiorare, come ha attestato ieri il presidente della Bce Draghi, secondo il quale il rialzo dello spread non sta solo intaccando il patrimonio delle banche, cosa che avrà comunque effetti sull’accesso al credito, ma sta già sta causando un rialzo dei tassi a famiglie e imprese” conclude Dona.

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Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Lo studio ha mostrato che le interrogazioni registrate nel mese di settembre sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative alle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online), confermano il trend in ripresa, facendo segnare un +5,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un altro dato rilevante che emerge dalla rilevazione di settembre è rappresentato dalla crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.359 Euro, con un +3,1% rispetto al corrispondente mese del 2017, confermando la ripresa in atto nell’ultimo trimestre dell’anno, dopo i primi 6 mesi sostanzialmente piatti.
Nel periodo di osservazione il numero maggiore di richieste si concentra ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 Euro, con il 29,6% del totale delle richieste (+0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017). Nel complesso, meno di un quarto delle richieste di mutuo supera i 150.000 Euro, coerentemente con l’attuale scenario di mercato in cui i prezzi di compravendita degli immobili residenziali stentano a riprendere vigore.

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Mutui: possibili aumenti se rimanesse alto lo spread Btp – Bund

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

La situazione economica in Italia sta vivendo un momento particolare; dopo un lungo periodo in cui le Banche hanno giocato al ribasso con i tassi di interesse, con gran beneficio per i consumatori, da pochi giorni alcuni istituti hanno ritoccato al rialzo gli spread applicati ai mutui a tasso fisso con un incremento vicino allo 0,1%. Oltre a questo, l’attualità politica ha fatto tornare sotto i riflettori l’andamento di un altro spread, quello fra Btp e Bund, e sono molti gli italiani che, spaventati dalle possibili conseguenze legate all’aumento dell’indice, temono ripercussioni sulle proprie finanze, non ultimo un aumento delle rate del mutuo. Ma quali sono i legami tra spread Btp-Bund e mutui, quali le possibili conseguenze su mutuatari o aspiranti tali e ancora, i due fenomeni sono connessi fra loro? Ecco l’analisi diFacile.it.
«Per rispondere alla prima domanda, la connessione fra mutui e spread Btp – Bund, è necessario affrontare l’argomento da due differenti prospettive» – spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it – «quella di chi il mutuo lo ha già e quella di chi, invece, ha intenzione di chiederlo in futuro.». «I primi» continua Cresto «possono tirare un sospiro di sollievo. Sia se hanno sottoscritto un finanziamento a tasso fisso – che in quanto tale garantisce una rata costante per tutta la durata del contratto – sia se hanno scelto il tasso variabile perché, in questo caso, a guidare l’andamento e le variazioni degli interessi è l’Euribor; indice non connesso all’andamento dello spread Btp-Bund». L’Euribor è legato, da un lato ai tassi a cui un panel di banche europee si scambiano denaro tra loro e, dall’altro, al tasso sui depositi stabilito dalla BCE. «Paradossalmente», sottolinea Cresto «visto che l’Euribor è dipendente dalla politica dei tassi applicata dalla BCE, qualora lo scenario di tensione dei mercati dovesse prolungarsi e contagiare altri Paesi europei, la Banca potrebbe addirittura decidere di intervenire ulteriormente sugli indici, se non per ridurli – visto che sono ormai da tempo in negativo – quantomeno per rimandarne l’aumento che, stando alle previsioni, potrebbe arrivare a partire da settembre 2019».
Lo scenario potrebbe invece cambiare se si prendono in considerazione i mutui che verranno erogati in futuro. Questi potrebbero effettivamente scontare un aumento dei tassi di interesse, così come spiega Cresto «quello che accadrà ai nuovi mutui dipenderà molto da quanto lo spread Btp-Bund aumenterà e, soprattutto, dal periodo di tempo in cui rimarrà alto. È comunque possibile ipotizzare un aumento dei tassi di interesse per i mutui che verranno erogati in futuro, ma anche in questo caso il rincaro non sarà determinato direttamente dall’andamento dello spread Btp-Bund, né tantomeno dall’aumento di Euribor o Eurirs, quanto piuttosto dalla politica applicata dalle singole banche».Il costo del mutuo che il cliente deve sostenere, è bene ricordarlo, è determinato da due componenti; il tasso derivante dagli indici europei (Eurirs o Euribor a seconda che si tratti di un tasso fisso o di uno variabile) e lo spread bancario, diverso da quello Btp – Bund, rappresentante una maggiorazione dell’interesse che definisce il guadagno che l’istituto di credito otterrà dalla concessione del finanziamento.
Sebbene non in modo diretto ed immediato, un legame tra lo spread bancario e quello Btp – Bund esiste.Negli ultimi anni il mercato italiano dei mutui, grazie anche alla diffusione delle surroghe e ad una più serrata competizione tra gli istituti di credito, è stato caratterizzato da una graduale riduzione, se non in alcuni casi addirittura l’azzeramento, degli spread bancari (e dei guadagni) dei singoli istituti sui finanziamenti erogati ai privati per l’acquisto di un immobile.Se lo spread Btp – Bund dovesse rimanere alto a lungo, il costo del denaro sarebbe maggiore e questo potrebbe avere delle conseguenze negative sui bilanci delle banche che, per far fronte alla situazione, potrebbero decidere di aumentare il loro margine di guadagno sui mutui e quindi aumentare gli interessi pagati dai futuri mutuatari.

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Andamento delle richieste di mutui e prestiti da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

Lo studio ha mostrato che il mese di agosto non ha frenato la ritrovata propensione degli italiani a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare i propri acquisti e gli investimenti sulla casa. Nello specifico, le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF relativamente alle richieste di mutui e surroghe hanno fatto segnare un incremento pari a +4,6% rispetto al corrispondente mese del 2017 mentre quelle relative ai prestiti (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) hanno visto una crescita del +9,3%.In particolare, i mutui hanno registrato un consolidamento del trend di crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.547 Euro (+2,5% rispetto al corrispondente mese del 2017).Per quanto riguarda i prestiti, le richieste di prestiti personali sono cresciute del +14,0%, con la crescita mensile più robusta degli ultimi 10 anni, mentre i prestiti finalizzati sono aumentati del +5,3%. Per il settore buone notizie arrivano anche dall’importo medio richiesto, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati si attesta a 8.825 Euro (+1,0% rispetto all’agosto 2017, mese che già aveva fatto segnare una ottima performance). Nello specifico, nel periodo di osservazione per i prestiti finalizzati il valore richiesto è risultato pari a 5.868 Euro mentre per i prestiti personali si è attestato a 12.020 Euro.

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Mutui: 2,4 milioni di italiani lo hanno estinto prima della scadenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Sono 2,4 milioni gli italiani che hanno estinto il mutuo casa prima della scadenza e, secondo l’indagine commissionata da Facile.it e Mutui.it a mUp Research, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana, chi è riuscito a restituire alla banca il prestito in anticipo ha impiegato, in media, in 9,3 anni, molto meno della durata media dei mutui in Italia (circa 23 anni).Guardando ai valori nazionali, nel 27% dei casi l’estinzione anticipata è avvenuta addirittura entro i primi cinque anni dalla stipula, mentre nel 45% dei casi sono trascorsi tra i 6 e i 10 anni; su base territoriale, invece, emerge che i mutuatari del Nord Est risultano essere i più veloci (8,4 anni), mentre al Sud e Isole per estinguere un mutuo in anticipo occorrono, in media, più di 10 anni.Ma come sono riusciti a recuperare la liquidità necessaria per rimborsare il finanziamento prima della scadenza? Nel 25,6% dei casi sono stati utilizzati altri risparmi che i mutuatari stessi, in prima battuta, avevano deciso di non impiegare nell’acquisto della casa; nel 13,3% è stata usata la liquidazione dei genitori in pensione mentre, altrettanti, hanno fatto affidamento sul proprio TFR. E se l’11% dei rispondenti ha dichiarato di aver venduto un’altra proprietà, poco più di 1 (ex) mutuatario su 10 ha potuto contare su un’eredità.Non sempre, però, saldare il mutuo prima della scadenza si traduce in un vantaggio economico.

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Mutui: aumentano importi e valori per le seconde case

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

I mutui richiesti in Italia per comprare seconde case rappresentano il 7% del totale di quelli per l’acquisto e, secondo un’analisi fatta da Facile.it e Mutui.it su un campione di oltre 15.000 domande di finanziamento presentate nel 2017, gli importi richiesti sono aumentati del 3,6% rispetto al 2016 (121.636 euro la media).Sempre in riferimento al medesimo periodo, cresce anche il valore degli immobili oggetto della domanda: 191.691 euro (+4,7% rispetto al 2016). Forte, dall’analisi dei dati, la voglia di investimento, soprattutto nelle grandi città: a Milano, ad esempio, il 74% dei richiedenti mutuo per seconda casa punta ad acquistare un immobile in città, mentre solo il 17,8% cerca in un’altra regione. Situazione analoga a Roma, dove il 72,7% di coloro che si rivolgono ad una banca per un mutuo seconda casa intendono comprare in città, mentre solo il 14% delle richieste è legata a un immobile fuori dai confini regionali.

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Richieste mutui: Crescono le domande da parte delle fasce di popolazione più giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Il mese di marzo vede una nuova contrazione (-8,4%) del numero di richiesta di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte delle famiglie italiane, dato che porta la performance cumulata nel primo trimestre dell’anno ad un calo complessivo del -8,9%, rispetto allo stesso periodo del 2017.
Tuttavia, tale flessione è più contenuta rispetto a quanto rilevato nei 3 trimestri precedenti essendosi ormai consolidata la frenata delle surroghe, fenomeno iniziato oltre un anno fa a seguito del progressivo ridursi del bacino potenziale di mutuatari per i quali l’operazione di rottamazione del finanziamento è ancora economicamente conveniente.
Di seguito sono riportate in forma grafica le variazioni mensili in valori ponderati (cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi) su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie.Alla flessione del numero di richieste si contrappone, però, una crescita dell’importo medio richiesto, che nei primi tre mesi del 2018 fa segnare un confortante +1,7%, portando il valore medio a 126.025 Euro. Anche in questo caso il dato è influenzato dalla minor incidenza delle surroghe, che per natura presentano un importo medio inferiore a quello dei nuovi mutui.
Nello specifico, l’importo richiesto nel mese di marzo si è attestato a 126.256 Euro, leggermente al di sopra del valore rilevato nel corrispondente mese del 2017 (+0,5%).
Andando ad analizzare la distribuzione delle richieste, nei primi tre mesi dell’anno si osserva uno spostamento graduale dalla classe di importo inferiore ai 75.000 Euro verso quelle al di sopra dei 150.00 Euro.Per quanto riguarda invece la distribuzione delle richieste di nuovi mutui e surroghe per classe di durata, nel I trimestre si registra uno slittamento verso le fasce comprese tra i 16 e i 30 anni (+3,3 punti percentuali) a cui corrisponde una parallela contrazione della classe compresa tra i 10 e 15 anni (-3,1 punti percentuali rispetto al 2017).
Le richieste di mutuo di durata inferiore ai 5 anni (tipicamente associate alle surroghe) mantengono una posizione marginale e in ulteriore riduzione di -0,8 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
L’analisi prodotta da CRIF sulla distribuzione per età del richiedente, infine, conferma che ancora una volta è la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni ad essere quella maggiormente rappresentata, con una quota pari al 34,5% del totale.Si osserva, però, un aumento delle richieste da parte delle fasce di età più giovani di popolazione, con quella compresa tra i 25 e i 34 anni che cresce di +1,2 punti percentuali rispetto al I trimestre 2017.
“In uno scenario del mercato immobiliare che sta manifestando segnali di recupero sul fronte delle compravendite (l’unico indicatore che sta languendo è quello dei prezzi degli immobili usati, ancora in calo, mentre le case di nuova costruzione hanno già intrapreso un percorso di recupero), le aziende di credito stanno sviluppando prodotti sempre più vicini alle reali esigenze e capacità dei consumatori, basati sulle peculiarità territoriali in termini di potenzialità e caratteristiche socio-demografiche – conclude Capecchi -. Al contempo rimane opportuna la corretta valutazione degli immobili e del rischio di credito associato alla richiesta del finanziamento per garantire un sano sviluppo del mercato, tanto per le aziende di credito quanto per le famiglie in termini di affidamento responsabile”.

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Mutui per bioedilizia: sono appena lo 0,47% delle richieste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

BioediliziaNonostante il settore delle case in legno sia in espansione – secondo dati ufficiali nel 2015 rappresentavano il 7% del totale costruito nell’anno – il mercato dei mutui green, ovvero i prodotti finanziari destinati all’acquisto o ristrutturazione di immobili in legno, stenta a decollare. Il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it che, monitorando oltre 15.000 richieste di mutuo raccolte attraverso i due siti dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, hanno evidenziato come appena lo 0,47% delle richieste riguardava un mutuo bioedilizia.
«Fino a qualche anno fa era di fatto impossibile comprare una casa in bioedilizia attraverso un mutuo», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Oggi, invece, le banche non solo sono disposte a erogare finanziamenti per questa tipologia di immobili, ma lo fanno attraverso prodotti del tutto equiparabili – in termini di condizioni – ai mutui tradizionali per l’acquisto di una prima casa. Quindi, pur trattandosi ancora di un mercato di nicchia, la strada percorsa è stata molta, e ancor più grandi sono i margini di crescita del settore».
Fra chi ha presentato richiesta di mutuo per bioedilizia attraverso i due portali, l’importo che si cerca di ottenere è mediamente pari a poco meno di 178.500 euro, equivalenti al 60% del valore dell’immobile. Nell’ 80% dei casi si sceglie il tasso fisso ed il piano di restituzione è previsto in 23 anni. L’età media del richiedente, infine, è pari a 40 anni.
Esaminando più da vicino le richieste raccolte da Facile.it e Mutui.it emergono alcune interessanti differenze a livello territoriale; la regione da cui provengono il maggior numero di richieste di mutui bioedilizia è il Veneto, che ha generato il 26% delle domande. Seguono in classifica la Lombardia e il Piemonte, entrambe con il 13% delle richieste.
I mutui bioedilizia sono prodotti finanziari che possono essere richiesti solo per l’acquisto, la ristrutturazione o costruzione di immobili in legno con specifici requisiti. La maggior parte degli istituti di credito richiede che l’edificio sia ancorato al terreno tramite fondamenta, abbia una classe energetica pari o superiore a B, una resistenza al fuoco almeno R30 e sia stato costruito per durare 50 anni o più.
Nel 2015 il mercato italiano della produzione di case in legno è cresciuto di quasi il 10%, sfiorando i 700 milioni di euro. Un valore che fa guadagnare all’Italia il quarto posto in Europa; alle spalle di Germania (1,8 miliardi di euro), Regno Unito (1,5 miliardi di euro) e Svezia (1,3 miliardi di euro). (Fonte: elaborazione Centro studi Fla su dati Eurostat e Federlegno Arredo Eventi per conto di Assolegno) (foto. bioedilizia)

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Bilancio Campidoglio: ok Giunta a estinzione mutui per circa 100 milioni di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 novembre 2017

campidoglioRoma: Via libera all’estinzione anticipata di mutui per un ammontare di circa 100 milioni di euro. È quanto ha stabilito la Giunta Capitolina approvando una variazione al Bilancio di previsione 2017-2019, l’ultima dell’anno, che ora verrà sottoposta al voto dell’Assemblea Capitolina entro il termine del 30 novembre. Il rimborso del capitale agli istituti di credito verrà finanziato da Roma Capitale mediante Avanzo di amministrazione da alienazione di immobili destinato allo scopo. Il pagamento della penale di estinzione prevista contrattualmente, che ammonta a 14,7 milioni di euro, viene rimborsato dal Ministero dell’Interno mediante un apposito fondo costituito per legge.
“Con questa operazione – spiega l’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti – il Campidoglio riduce il debito nei confronti delle banche e la relativa spesa per interessi, producendo un risparmio per le casse dell’Amministrazione. E questo senza definanziare opere e investimenti per le quali era originariamente previsto il ricorso ai mutui. Prosegue dunque la nostra azione di riduzione dei debiti ereditati dal passato e di messa in sicurezza dei conti: nella stessa variazione si accantonano ulteriori fondi per il riconoscimento di debiti fuori bilancio, per le passività potenziali e per i crediti deteriorati. Un’altra buona notizia è che le maggiori entrate che rendono possibili alcune di queste operazioni derivano da un miglioramento dell’attività di riscossione dei tributi”.Le maggiori entrate correnti previste in variazione ammontano a oltre 74 milioni di euro. Gli introiti più rilevanti derivano proprio dalla riscossione di arretrati Imu (39,9 mln) e Ici (9,6 mln), Cosap permanente e temporanea (6,6 mln), canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (6,2 mln). Tra le voci principali che si vanno così a finanziare ci sono 34,3 milioni di accantonamenti al fondo passività potenziali (di cui 15,4 milioni per debiti fuori bilancio) e 9,7 milioni al fondo crediti di dubbia esigibilità.

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Mutui: il 6% di quelli erogati è destinato a cittadini stranieri

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

domanda mutuiEssi in media hanno ottenuto poco più di 109.800 euro, necessari a coprire il 68% del valore dell’immobile. Sono questi i primi dati emersi dall’indagine realizzata da Facile.it e Mutui.it che hanno analizzato un campione di oltre 3.500 pratiche concluse fra il 01 gennaio 2016 ed il 30 giugno 2017. Guardando la classifica dei mutuatari stranieri, al primo posto si trovano i cittadini della Romania, cui fa capo il 15,1% dei mutui erogati a richiedenti con nazionalità non italiana; seguono i cittadini di Albania (11,9%), Svizzera (11,4%), Moldavia (6,8%,) e Germania (5,9%).
Rispetto alla distribuzione territoriale dei mutui erogati a stranieri guidano le regioni del Nord e Centro Italia; al primo posto c’è la Lombardia, dove sono stati erogati il 29,7% dei mutui concessi a cittadini stranieri, seguita da Emilia Romagna (12,3%), Veneto (11%) e Lazio (10%).
Sperando che la notizia sia di vostro interesse e possa trovare spazio sulla testata alleghiamo la relativa nota stampa e rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore necessità di approfondimento. (foto: mutui)

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Mutui prima casa: in Italia servono in media 134 giorni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

casaDalla prima richiesta di informazioni sulla finanziabilità fino all’effettiva erogazione del mutuo prima casa, in Italia passano in media 134 giorni. A fare i calcoli sono stati Facile.it e Mutui.it che hanno seguito l’iter di quasi 1.800 pratiche concluse fra il 01 gennaio 2016 ed il 30 giugno 2017. Allargando poi l’analisi a tutte le tipologie di finanziamento si è evidenziato come esistano differenze importanti in base alla tipologia di mutuo richiesto; servono 115 giorni per il mutuo di liquidità, ben 140 per la surroga.
Concentrandosi ancora sulla sola prima casa, la regione in cui gli aspiranti mutuatari devono aspettare più a lungo è l’Umbria (153 giorni), mentre la maglia nera fra le province è conquistata da Pisa (204 giorni di media). I mutuatari più fortunati sembrano essere quelli residenti nel Friuli Venezia Giulia, “costretti” ad attendere solo 94 giorni prima di entrare nella loro nuova casa, la cifra scende addirittura ad 82 se si tratta di Udine.I cittadini stranieri che comprano in Italia, si legge ancora nell’analisi, hanno solitamente tempi più brevi, fino ad arrivare a soli 104 giorni per gli acquirenti di nazionalità extra europea.

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Mutui: aumentano dell’11,5% gli importi erogati

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

House Of Model With Coins On Wooden TableContinua il trend di crescita degli importi richiesti dai mutuatari e quelli erogati loro dalle banche; è questo il primo dato importante che emerge dall’Osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che evidenzia come, a maggio 2017, l’importo medio richiesto in Italia sia stato pari a 131.112 euro, in aumento del 2,25% rispetto a dodici mesi prima.
L’analisi, realizzata su un campione di oltre 15.000 domande di finanziamento, ha registrato soprattutto un significativo aumento delle somme erogate dalle banche (+11,57%) che ha portato i valori concessi, mediamente, a 125.898 euro.
«La crescita dell’erogato medio», ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, «è un innegabile segnale di maggiore disponibilità da parte degli istituti anche se, a ben guardare, i valori sembrano rallentare nel corso dei mesi; nell’ultimo semestre l’erogato è cresciuto dell’1,91%, nel trimestre dell’1,79%.»
Il tasso fisso perde terreno Con i tassi di interesse ancora a valori piuttosto bassi, il mutuo a tasso fisso rimane di gran lunga quello preferito dagli italiani anche se, complici i segnali di ripresa mostrati dall’Irs – quello a 20 anni è passato dall’1.25 di dicembre 2016 all’1.39 di maggio 2017 – diminuisce la percentuale di italiani che opta per questa formula; se a dicembre 2016 era l’83% dei richiedenti, a maggio 2017 la percentuale è scesa al 70%, valore comunque maggiore rispetto a quello di un anno fa, quando a chiedere il tasso fisso era il 67%.La richiesta di mutui a tasso variabile, aumentando di 12 punti percentuali negli ultimi sei mesi, passa dal 14% di dicembre 2016 al 26% di maggio 2017.
Il Loan to Value cresce, soprattutto negli erogati. Guardando al rapporto tra valore dell’immobile e importo del mutuo richiesto, la domanda degli italiani a maggio 2017 rimane poco sotto il 60%, in leggero aumento sia nel trimestre (+0,99%), sia nel semestre (+1,07%) e sia nell’anno (+1,90%).
Incremento più importante, invece, nel rapporto tra il valore dell’immobile e l’importo effettivamente erogato dalle banche; a maggio 2017 gli istituti hanno finanziato in media il 57,22% del valore, in crescita di oltre 6 punti percentuali rispetto all’anno precedente (era 50,77% a maggio 2016) anche se, negli ultimi mesi, l’atteggiamento è stato più cauto, con incrementi meno incisivi (+1,37% nel semestre e +1,86% nel trimestre). Invariate, da oltre un anno, sia la durata media del piano di restituzione (22 anni), sia l’età del richiedente tipo (40 anni).
mutui1Facile.it ha monitorato anche l’andamento dei mutui prima casa registrando un aumento dell’importo medio richiesto con questa finalità, che a maggio 2017 è stato di 141.334 euro, il 4,02% in più rispetto a un anno fa.
Più importante, invece, è l’aumento delle somme erogate dalle banche per l’acquisto della prima casa; se a maggio 2016 gli istituti di credito hanno concesso importi medi pari a 118.189 euro (loan to value 56,90%), a maggio 2017 l’erogato è cresciuto del 9,76% toccando quota 129.719 euro (loan to value 62,47%).Anche per i mutui prima casa rimangono sostanzialmente identici l’età media dei richiedenti (38 anni, uno in meno rispetto a maggio 2016) e i tempi di restituzione (24 anni, erano 23). Ultimo dato interessante che emerge dall’Osservatorio è legato alle surroghe erogate che, nel corso dell’anno hanno avuto un trend altalenante; se rispetto a dodici mesi fa queste sono aumentate del 16,90%, nell’ultimo periodo l’andamento si è invertito, con una diminuzione del 12,63% nel trimestre marzo – maggio 2017. (foto: mutui)

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Rinegoziazione mutui con Cassa Depositi e Prestiti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

cassa depositi e prestitiRoma capitale. Rinegoziare i mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), liberando maggiori risorse per la città per circa 10 milioni di euro nel solo 2017. È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta Capitolina.Il provvedimento, che sarà sottoposto al voto dell’Assemblea Capitolina, autorizza la rinegoziazione di 75 posizioni di mutuo interamente a carico della gestione ordinaria, mediante l’adesione alla proposta di rimodulazione avanzata dalla stessa Cdp che mantiene tassi d’interesse sostanzialmente in linea a quelli attuali di mercato. Questa azione produrrà un minore esborso per il Campidoglio di 9.865.221 euro nel 2017: si libereranno così risorse che consentiranno di sfruttare spazi finanziari in misura corrispondente, per il finanziamento di nuove opere o il pagamento di debiti fuori bilancio.“La nostra amministrazione ha avviato un lavoro che punta a ridurre l’incidenza degli oneri finanziari sulle casse capitoline – dichiara l’assessore al Bilancio e Patrimonio di Roma Capitale Andrea Mazzillo – anche mediante operazioni di ristrutturazione del debito di sua competenza. Questa delibera si inserisce quindi in un’attività mirata a individuare le migliori soluzioni di rifinanziamento in un contesto di mercato caratterizzato da tassi di interesse ai minimi storici, così da liberare risorse che serviranno per la realizzazione o riqualificazione delle infrastrutture e per garantire servizi migliori ai cittadini”.

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Mutui: aumentano del 6,22% gli importi erogati

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

mutuiTornano a salire gli importi richiesti dai mutuatari e quelli erogati loro dalle banche; è questa la prima e più importante evidenza emersa dall’Osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it relativo ai mutui italiani nel periodo febbraio 2016 – febbraio 2017. (https://www.facile.it/mutui.html). Nello scorso mese la richiesta media di mutui in Italia, si legge nell’analisi condotta su un campione di oltre 13.000 pratiche, è stata pari a 134.900 euro, vale a dire il 7,35% in più rispetto ai valori registrati dodici mesi prima. L’incremento, però, sembra in qualche modo aver rallentato col passare del tempo visto che se si ferma l’analisi ai sei mesi l’aumento è pari al 5,34% e, nei tre mesi scorsi, al 4,21%.
All’aumento degli importi richiesti corrisponde anche quello nelle somme erogate dalle banche, anche se in questo senso la crescita è inferiore e, di conseguenza, si crea un certo scollamento fra quanto gli aspiranti mutuatari vorrebbero ricevere e quanto effettivamente ottengono; a febbraio 2017 l’erogato medio è stato pari a 121.039 euro, equivalente al 6,22% in più rispetto ad un anno fa. Considerando ancora una volta i valori in ottica semestrale e trimestrale vediamo come, nei sei mesi, la crescita ci sia effettivamente stata, sia pure in maniera più contenuta (+1,85%), mentre nell’ultimo trimestre le banche sembrano aver scelto una linea di maggior cautela e gli importi erogati si siano ridotti, da dicembre 2016, del 2,13%.
Con gli indici di riferimento ai valori più bassi di sempre, moltissimi italiani cercano di garantirsi per tutta la durata del mutuo le migliori condizioni possibili e, quindi, scelgono in massa il tasso fisso, cui sono indicizzati il 77% dei mutui richiesti a febbraio 2017; eppure qualcosa sembra cambiare all’orizzonte e, nel periodo compreso fra il 01 dicembre 2016 ed il 28 febbraio 2017, il tasso variabile torna a crescere guadagnando oltre 4 punti percentuali (+4,32%).
A spiegare il fenomeno è Ivano Cresto, responsabile della Business Unit mutui di Facile.it: «La percentuale di nuovi mutuatari che sceglie il tasso fisso è in leggera discesa rispetto a fine 2016 perché, nonostante ci siano ancora sul mercato delle offerte a tasso fisso molto competitive, l’aumento degli IRS degli ultimi mesi sta spingendo alcuni nuovi mutuatari ad orientarsi verso mutui1altre soluzioni più convenienti sul breve periodo, come i tassi variabili, ma anche quelli misti che consentono una maggiore flessibilità e capacità di godere delle variazioni di mercato».
Guardando al rapporto fra valore dell’immobile e importo del mutuo, se da un lato gli italiani continuano a tarare le proprie richieste su importi che sono pari a poco meno del 60% del prezzo della casa oggetto della compravendita, le banche ridimensionano le aspettative e finanziano in media il 53% del valore (era quasi il 56%) a dicembre, ma rimangono comunque anch’esse stabilmente al di sopra della soglia psicologica del 50%. Invariate, ormai da un anno, sia la durata media del piano di restituzione (22 anni), sia l’età del richiedente tipo (40 anni).Se a febbraio chi ha sottoscritto una richiesta di finanziamento per comprare la sua prima casa puntava ad ottenere appena meno di 143.000 euro (142.826, +8,85% rispetto all’anno prima), le banche hanno comunque scelto di essere più generose rispetto a febbraio 2016, concedendo mediamente 125.250 euro (+9,18%), ma notevolmente più parche in confronto ai valori di dicembre 2016, quando concedevano in media 136.100 euro, vale a dire l’8% in più.
Anche per i mutui prima casa rimangono sostanzialmente identici sia l’età media dei richiedenti (38 anni, uno in meno rispetto al febbraio 2016) e i tempi di restituzione del mutuo (24 anni, erano 23 dodici mesi fa). (foto: mutui)

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Il tempo dei tassi ai minimi storici per i mutui per privati e famiglie sta probabilmente iniziando a volgere al termine

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

bancaMentre sul fronte dei mutui a tasso variabile la situazione appare piuttosto stabile, lato mutui a tasso fisso gli indici di riferimento IRS hanno iniziato una rapida ascesa da fine settembre 2016 e hanno portato – con un ritardo di qualche mese- ad una sensibile revisione a gennaio 2017 dei tassi di offerta sui mutui a tasso fisso. Revisione che potrebbe continuare anche sui prossimi mesi iniziali di questo nuovo anno.Per una operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, i migliori tassi finiti per i mutui a tasso fisso si posizionano infatti a gennaio 2017 attorno all’1,70% contro un omologo 1,55% dello scorso ottobre 2016. E tale aumento non assorbe ancora completamente l’aumento registrato degli indici IRS che, per la durata 20 anni, sono aumentati nel periodo ottobre 2016 – gennaio 2017 di ben40 punti base (dallo 0,90% medio di ottobre all’1,30% odierno).Le condizioni restano comunque ancora estremamente favorevoli per privati e famiglie che intendono sottoscrivere un nuovo finanziamento per l’acquisto della propria casa o per la surroga del proprio mutuo in essere. Ma, al contempo, si registrano chiaramente i primi segnali di revisione al rialzo delle offerte di mutui da parte del sistema creditizio, dopo 12 mesi di contrazioni ininterrotte.A livello di nuove erogazioni di mutuo attraverso il canale online, la finalità surroga continua a rappresentare circa il 56% del totale delle erogazioni anche nel quarto trimestre 2016, dopo essere arrivata a spiegare anche il 65% del totale erogati nel terzo trimestre 2015. Sul canale tradizionale, invece, il peso delle surroghe si è attestato intorno al 25%, in progressiva contrazione dopo il picco degli anni precedenti.Sui prossimi trimestri si attende una ulteriore riduzione del peso della componente surroga, da ricondursi da un lato alla continua riduzione del bacino di potenziali mutuatari interessati a rottamare il mutuo, dall’altro al progressivo aumento dei tassi IRS iniziato a settembre 2016 e quindi dei tassi finiti per i mutui di surroga a tasso fisso, mutui che oggi sull’online spiegano la gran parte delle nuove operazioni di surroga.Dopo trimestri caratterizzati da un atteggiamento di cautela da parte dei nuovi mutuatari, tornano a crescere gli importi medi richiesti dei nuovi mutui: se nel quarto trimestre 2015 l’importo medio si assestava attorno ai 119.500 euro, nel quarto trimestre 2016 l’importo medio cresce e raggiunge i 124.851 euro.Parallelamente si registra un leggero aumento anche degli importi medi dei mutui erogati, che passano dai 111.000 euro del primo trimestre 2016 ai quasi 114.000 euro del quarto trimestre.
Lato preferenze dei nuovi mutuatari a riguardo della tipologia di tasso, nel quarto trimestre 2016 il peso del tasso fisso sul canale online spiega circa il 56% del totale delle richieste contro un 37% registrato nel terzo trimestre del 2015. A livello di sistema, le rilevazioni relative ai primi 9 mesi del 2016 evidenziano una incidenza del tasso fisso pari al 61% del totale dei mutui erogati.
Complice di tale aumento nel quarto trimestre 2016 risultano essere tassi finiti per i mutui a tasso fisso stabili e ancora prossimi ai minimi storici, nonostante indici di riferimento IRS in forte aumento da settembre 2016 (+0,40% nel periodo settembre 2016 – gennaio 2017) e il peso delle nuove richieste di mutuo con finalità surroga, che sul canale online risultano essere nel 77% dei casi a tasso fisso.
Lato mercato immobiliare, nel quarto trimestre 2016 si registra una ulteriore riduzione dei prezzi al mq degli immobili residenziali forniti in garanzia al mutuo pari a -3,3%.Analizzando le diverse tipologie di immobili residenziali, nel quarto trimestre 2016 il prezzo/mq per gli immobili usati registra una contrazione superiore, pari al -7,1%, mentre il prezzo/mq dei nuovi immobili subisce una riduzione del -2,0%.Approfondendo il trend dei prezzi/mq sul quarto trimestre 2016 a livello geografico, la contrazione maggiore si registra nel centro Italia con un -5,9% rispetto al quarto trimestre 2015, mentre nel nord est e nord ovest si registra rispettivamente un -2,5% e -2,6% e nel sud e isole un -2,9%.Osservando i 12 mesi del 2016, il prezzo/mq degli immobili oggetto di garanzia di mutuo ipotecario risulta diminuire quindi del -3,3% rispetto al 2015, facendo registrare sul periodo 2010/2016 una riduzione media dei prezzi/mq degli immobili pari a ben il -19,0%.
Queste le più significative evidenze che emergono dalla nuova edizione della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato CRIF eMutuiSupermarket.it che offre una panoramica aggiornata e completa delle tendenze in atto nel mercato italiano dei mutui residenziali e immobiliare.

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I costi dei mutui saliranno nei prossimi mesi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

soldi-e-casaCome ogni inizio d’anno si cerca di fare previsioni di mercato per indovinare gli scenari che si possono verificare in campo finanziario, ed è forte la tentazione di farlo anche per i mutui, all’indomani di un anno, il 2016, che ha visto tassi ai minimi storici, domanda in aumento (pur guidata dalle surroghe) ed erogazioni in crescita. Nell’anno appena iniziato dobbiamo aspettarci che i finanziamenti per l’acquisto della casa diventino più costosi; Mutui.it, in collaborazione con Facile.it, spiega il perché di questi aumenti.
Difficilmente anche il 2017 replicherà le performance, soprattutto ma non solo, dal punto di vista dei tassi. A diminuire tale possibilità c’è la decisione presa dall’agenzia canadese Dbrs di abbassare il rating dell’Italia da A a BBB, il che renderà più costoso per il nostro Paese chiedere prestiti emettendo obbligazioni, e impatterà quindi sui tassi di interesse applicati dalle banche ai prodotti finanziari, dal momento che gli istituti di credito dovranno affrontare costi più alti per i propri prestiti, e in qualche modo li dovranno recuperare. Il che si aggiunge al fatto che già da gennaio i mutui si preparavano, in vista di un possibile rialzo futuro del costo del denaro, ad aumentare gli spread applicati sui mutui. Se quindi può non essere il momento di correre senz’altro a sostituire il proprio mutuo a tasso variabile con uno a tasso fisso, certo è che la convenienza del tasso variabile sta per esaurirsi, e del resto il tasso fisso da tempo è la scelta preferita dagli italiani. Anche se bisogna notare che il tasso Eurirs a 10 anni, cui sono agganciati i mutui a tasso fisso, ha registrato un aumento di circa 40 punti a partire da luglio, in seguito alla riduzione della portata del quantitative easing, ovvero dell’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce. Il che vuol dire che un mutuo ventennale a tasso fisso è passato da un tasso dello 0,70% circa ad oltre l’1,25%, che tradotto significa un costo di 30/40 euro in più al mese per la rata.
Ad ogni modo, qualunque sia il tasso scelto, dallo scorso novembre sono in vigore le nuove tutele per i mutuatari, introdotte dalla direttiva europea 2014/17/Ue, recepita dal decreto legge 72/2016 che rende obbligatoria per le banche una comunicazione trasparente, soprattutto sui costi effettivi di mutui e polizze annesse, come anche il dare ai clienti la possibilità di confrontare le offerte presenti sul mercato prima di accendere il finanziamento. Ogni decisione dovrà essere presa previa lettura del cosiddetto Prospetto Informativo Europeo Standardizzato, che dovrà contenere tutte le informazioni esplicative sulle caratteristiche del mutuo, utili per il confronto oggettivo con altri emittenti.
Inoltre, con il nuovo decreto si sono stabilite definitivamente le regole per il pignoramento della casa da parte della banca in caso di insolvenza. Se infatti da un lato il Fondo Garanzia dello Stato permette di sospendere il pagamento delle rate fino ad un massimo di 18 mensilità, il pignoramento potrà scattare dopo il mancato pagamento di 18 rate, e senza procedura giudiziaria. Ciò tuttavia avverrà in automatico solo ed esclusivamente se questa clausola, detta anti insolvenza, verrà espressamente indicata e firmata nel contratto di mutuo.
(di Floriana Liuni)

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