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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘mutui’

Il lockdown non scalfisce la richiesta di mutui

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

Nonostante lo stop legato al periodo del lockdown, la richiesta di mutui è rimasta complessivamente solida nei primi 9 mesi del 2020 e addirittura, secondo i dati emersi dall’osservatorio congiunto realizzato da Facile.it e Mutui.it su un campione di oltre 133.000 domande di finanziamento, da gennaio a settembre 2020, l’importo medio erogato dalle banche ai mutuatari è cresciuto del 5,8% in un anno arrivando a 136.630 euro.Un aiuto concreto per gli aspiranti mutuatari è arrivato dal mercato e dagli indici internazionali: a partire da maggio i tassi proposti dalle banche alla clientela finale, soprattutto quelli fissi, hanno ripreso a scendere, stabilizzandosi a settembre su livelli ancor più bassi rispetto a inizio anno. Conti alla mano, sottoscrivere oggi un mutuo a tasso fisso da 126.000 euro con LTV al 70% e piano di restituzione di 25 anni costa circa 6.000 euro in meno rispetto a inizio 2020. Il calo rilevante dei tassi fissi ha portato la quasi totalità di chi ha presentato domanda di finanziamento tra gennaio e settembre (97%) a scegliere questa tipologia di mutuo; era l’87% lo scorso anno. In aumento anche il peso percentuale delle surroghe: più di 1 richiesta su 3 (36%) presentata nel periodo analizzato è stata destinata alla surroga, valore in aumento rispetto allo scorso anno quando la percentuale era pari al 22%.

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Barometro mutui e prestiti di CRIF dati aggiornati a fine agosto 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

Dalle istruttorie, nel mese di agosto emergono incrementi significativi per le richieste di credito da parte delle famiglie italiane. La performance risulta particolarmente positiva per quelle di nuovi mutui e le surroghe, che fanno segnare un eloquente +33,7% rispetto allo stesso mese del 2019. Anche i prestiti sono cresciuti (+6,7% nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati), ma l’incremento è totalmente ascrivibile ai prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (+22,2%, contro una flessione del -11,1% dei prestiti personali).Inoltre, nel mese di agosto è cresciuto anche l’importo dei crediti richiesti: per i mutui e le surroghe l’incremento è stato pari a +0,2%, che ha portato il valore medio ad assestarsi a 129.967 Euro. Anche per quanto riguarda i prestiti (nel complesso dei prestiti personali più finalizzati) l’importo richiesto risulta in crescita rispetto all’agosto 2019 (+2,7%), incremento che porta il valore medio a 8.885 Euro. Entrando nel dettaglio, per i prestiti finalizzati l’importo medio è stato pari a 7.070 Euro (+24,0% rispetto all’agosto 2019) mentre per i prestiti personali si è attestato a 11.758 Euro (-2,5%).

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Codici: la beffa dei mutui ventennali

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Prospettive allettanti, spese minime e guadagni. Sono tanti i risparmiatori che, su queste basi, hanno sottoscritto un mutuo ventennale legato ad un contratto di assicurazione. Le segnalazioni ricevute dall’associazione Codici riguardano clienti di Unicredit e Aviva Assicurazioni, ma inizialmente erano concessi da Abbey National Bank e Commercial Union Life. Il problema sorge al termine del mutuo.Il contratto di mutuo nelle premesse specifica che “il contratto di assicurazione è vincolato alla banca erogante, costituendo così una garanzia per il rimborso del capitale erogato”. Naturalmente non è andata in questa maniera.Chi ha sottoscritto un mutuo ventennale con le caratteristiche descritte può richiedere l’assistenza dell’associazione Codici, che con i suoi esperti verificherà il contratto, garantendo il rispetto dei dati personali.

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Mutui: dopo il lockdown cresce del 9% l’importo medio erogato

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Dopo i mesi di lockdown, la richiesta dei mutui è ripartita a grandissima velocità; secondo l’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it le banche sembrano aver adottato una politica di grande apertura nella concessione di credito alle famiglie tanto che l’importo medio erogato dagli istituti di credito tra l’1 maggio e il 15 giugno 2020 è cresciuto del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo i 134.315 euro,La disponibilità delle banche ad erogare finanziamenti per l’acquisto di un immobile si evidenzia anche nella scelta fatta da molti istituti di credito di allentare i criteri di valutazione dei richiedenti, in primis in riferimento alla cassa integrazione, solitamente ritenuta un elemento ostativo alla concessione del finanziamento, ma oggi guardata con minore rigidità se connessa alla pandemia. Ad agevolare ulteriormente la situazione concorrono anche i tassi di interesse; i valori rilevati a giugno rimangono estremamente bassi e, in alcuni casi, addirittura inferiori di quelli di inizio 2020.

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Banche: sospensione del mutuo negata e interpretazione eccessivamente restrittiva delle norme

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

Federconsumatori ha richiesto oggi un intervento urgente da parte dell’ABI in merito alla sospensione delle rate dei mutui per i lavoratori posti in Cgi ordinaria o in deroga.Sono molte le segnalazioni che stiamo ricevendo da parte di cittadini in difficolta, a cui le banche negano tale sospensione, limitando possibilità di accedere a tale beneficio solo per coloro i quali siano sottoposti al trattamento di cassa Integrazione per 30 giorni consecutivi.Nella grande parte delle aziende, così come previsto dalla legge, il ricorso alla CIG si accompagna allo smaltimento delle ferie arretrate, pertanto in molti casi il datore di lavoro provvede ad alternare o a interrompere la CIG per uno o più giorni, ponendo in ferie forzate i lavoratori.Questa circostanza determina una grave anomalia, che a nostro avviso va sanata al più presto: il lavoratore, infatti, in tal modo non rimanendo in CIG per trenta giorni consecutivi si vede negata la sospensione.“L’interpretazione troppo restrittiva dell’accordo sta creando problemi enormi a migliaia di famiglie che stanno pagando un costo salatissimo per questa crisi.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. – “Ritengo che sia interesse di tutti superare questa situazione e sanare un vulnus che sta mettendo moltissime persone in difficoltà.”Per questo attendiamo dall’ABI e del Governo un intervento in tal senso, che permetta di inoltrare e accettare le domande anche in caso di CIG per 30 giorni non consecutivi. Sarebbe un importante segno in direzione della ripresa del Paese, che consentirebbe a migliaia di famiglie di affrontare con dignità e senza eccessivi sacrifici le gravi conseguenze che la pandemia ha determinato e sta determinando sul piano economico e sociale.

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Antitrust: istruttorie su stop mutui

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

L’ Antitrust ha avviato 4 istruttorie e 12 moral suasion nei confronti di sedici tra banche e società finanziarie per condotte relative alla sospensione dei mutui-prestiti ed all’erogazione di nuovi finanziamenti.”Bene, si faccia chiarezza!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ un fatto che ci sono stati ritardi intollerabili nella sospensione dei mutui e nell’erogazione dei finanziamenti, ora si tratta di individuare le responsabilità” prosegue Dona.”Il faro acceso dall’Antitrust potrà consentire di capire cosa non ha funzionato e continua a non funzionare nelle banche e cosa nei decreti Cura Italia e Liquidità” conclude Dona.

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Mutui: in Italia tassi fra i più bassi al mondo a maggio

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2020

Uno dei settori economicamente più colpiti dagli effetti collaterali del Coronavirus è stato quello immobiliare; il lockdown imposto a causa della pandemia ha, di fatto, determinato uno stop temporaneo alle compravendite e, con esse, alla richiesta di mutui.
L’analisi, realizzata a metà maggio, è stata effettuata prendendo in considerazione un immobile di valore pari a 180.000 euro, una richiesta di mutuo di 120.000 euro ed un piano di restituzione ventennale. Come detto, nessuno tra gli Stati considerati per l’indagine batte l’Italia; nel nostro Paese questo tipo di finanziamento è indicizzato con TAEG tra 0,75% e 0,80% se fisso e fra 0,73% e 0,77% se variabile. L’Italia si assicura anche un secondo primato: è l’unico Paese tra quelli analizzati dove, di fatto, la distanza in termini di punti percentuali tra tasso fisso e variabile si è azzerata e, in alcuni casi, il primo risulta addirittura più conveniente rispetto al secondo. In Europa, guardando al tasso fisso, si avvicinano ai valori italiani solo la Francia, dove il mutuo viene indicizzato allo 0,80% e la Germania (0,83%). Fanno peggio, invece, alcuni Paesi europei che, tradizionalmente, avevano tassi di interesse più contenuti o comunque simili a quelli italiani: è il caso della Spagna, dove il finanziamento è indicizzato all’1,20%. Sempre restando entro i confini del Vecchio Continente, si vede come le indicizzazioni del tasso fisso (considerando il TAEG) vadano dall’1,40% della Danimarca, al 2,02% della Norvegia sino al 3,20% rilevato nel Regno Unito.
Sebbene per queste due nazioni sia stato possibile rilevare solo il TAN e non il TAEG, è evidente come anche in Svizzera e in Grecia i mutuatari si trovino a pagare tassi notevolmente maggiori e pari, rispettivamente, all’1,26% e al 4,82%.
Anche rispetto al tasso variabile, in Europa, tra i Paesi analizzati, nessuno fa meglio dell’Italia e le offerte rilevate vanno dallo 0,80% della Spagna, fino al 3,10% del Regno Unito.
L’analisi di Mutui.it e Facile.it non si è fermata alla sola Europa e ha verificato quali siano le condizioni applicate ai finanziamenti anche in altre parti del mondo, considerando però, come indice di riferimento rilevabile in ciascuna nazione, non il TAEG, ma il TAN. Guardando ai tassi fissi, gli indici variano dall’1,85% di Singapore al 2,60% del Giappone, dal 3,24% del Canada al 4,65% della Cina. Negli Stati Uniti, nonostante i valori siano scesi ai minimi storici nelle ultime settimane, il fisso resta intorno al 3%, vale a dire sei volte quello italiano (0,50%). Guardando ai tassi variabili, invece, si va dall’1,68% di Singapore al 2,10% rilevato in Canada, dal 2,50% di Hong Kong al 2,69% dell’Australia.
Discorso a parte meritano economie emergenti come il Brasile o la Russia; nonostante siano ancora nel pieno della Pandemia, i tassi fissi rilevati, se paragonati a quelli italiani, risultano davvero proibitivi; rispettivamente il 7,15% e il 10%.
«Uscendo dall’Unione Europea gli indici di riferimento che determinano i tassi applicati ai mutui variano da zona a zona e questo, in parte, spiega una situazione così disomogenea tra una nazione e l’altra», commenta Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it.

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Mutui: 2 milioni di famiglie stanno pensando di sospenderlo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Facile.it ha voluto indagare, con l’aiuto degli istituti di ricerca mUp research e Norstat, non solo quanti fossero i nuclei familiari che avevano chiesto la sospensione del mutuo, ma soprattutto quanti fossero quelli che, vista la situazione economica, ci stavano seriamente pensando. Ha così scoperto che fra quelle che hanno un mutuo per la casa attivo, più di una famiglia italiana su due (ovvero il 53%, pari a quasi 3 milioni di famiglie) ha già sospeso o sta pensando di sospendere il finanziamento.Nello specifico, hanno già proceduto a compilare la richiesta di sospensione il 17,3% dei nuclei familiari (958.027 famiglie) con mutuo e stanno pensando di farlo addirittura il 35,7% (1.977.466 famiglie).La situazione diventa ancora più pesante nel Meridione dove la percentuale di chi ha intenzione di ricorrere alla sospensione del mutuo arriva a sfiorare il 40% (39,3%) (761.509 famiglie).La scelta, peraltro, va valutata con estrema attenzione, non solo perché in realtà, per via degli interessi che si pagheranno in futuro, una volta sbloccato il finanziamento costerà di più al mutuatario, ma anche perché dall’osservatorio di Facile.it è emerso chiaramente come in passato diversi istituti di credito si siano rifiutati di concedere una surroga a chi, negli anni precedenti, aveva sospeso il pagamento delle rate; la stessa cosa potrebbe quindi accadere anche a chi sospende ora.In ultimo, ancora una volta guardare i dati per “professione” offre uno spaccato molto interessante; si è spesso raccontato di piccoli imprenditori o liberi professionisti in difficoltà per la situazione Covid, ma adesso quelle difficoltà si stanno allargando a macchia d’olio.Se liberi professionisti, titolari di partita Iva e piccoli imprenditori sono quelli che più di chiunque altro, percentualmente, hanno già fatto ricorso alla sospensione del mutuo (36,5% – ovvero – 270.213 famiglie in questa categoria professionale vs una media nazionale del 17,3%), la crisi ora sta bussando molto forte alla porta dei lavoratori dipendenti e se leggiamo i numeri di chi, pur non avendo fatto ancora la richiesta, sta valutando la sospensione del mutuo, fra chi lavora con busta paga il dato è pari al 35,1% (1.019.439 famiglie) vs 27,9% (208.801 famiglie) rilevato fra liberi professionisti/piccoli imprenditori/p.iva).

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Sospensione delle rate di mutui e prestiti

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Secondo un’analisi prodotta da CRIF sulla base delle informazioni contribuite in EURISC, il principale Sistema di Informazioni Creditizie attivo in Italia, nelle prime settimane dopo l’entrata in vigore del decreto ‘Cura Italia’ (nel corso del mese di marzo) le famiglie italiane hanno presentato 162.307 richieste di accesso alla moratoria per la sospensione del pagamento dei propri finanziamenti rateali.
Di queste, circa 65.000 richieste riguardano mutui immobiliari ma sono state più di 55.000 quelle relative ai prestiti personali. A seguire, quasi 19.000 le richieste di moratoria sui prestiti finalizzati, 13.000 quelle sui mutui di liquidità mentre le restanti 10.000 si riferiscono a contratti di leasing e altri prodotti rateali. Dallo studio di CRIF emerge anche che i contratti relativi ai consumatori che sono stati sospesi grazie alla moratoria sono mediamente risultati essere più onerosi in termini di rata mensile e debito residuo, confermando la necessità da parte delle famiglie di sospendere il pagamento di rate che rappresentano un impegno significativo rispetto al budget disponibile. Ad esempio, per i mutui immobiliari per i quali è stata ottenuta la sospensione dei rimborsi grazie alla moratoria la rata media mensile è pari a 753 Euro mentre l’importo residuo ancora da rimborsare per estinguere il finanziamento è di 144.600 Euro. Per gli altri mutui la rata mensile dei contratti per i quali è stata ottenuta la moratoria è pari a 882 Euro contro i 384 Euro dei prestiti personali e i 238 Euro dei prestiti finalizzati.
Un’altra importante evidenza che emerge dallo studio di CRIF riguarda l’applicazione della moratoria a livello regionale: fatto 100 il totale nazionale, il 13,6% dei contratti che hanno beneficiato della sospensione delle rate nel mese di marzo riguarda consumatori del Veneto, che precedono quelli della Sicilia, che mostrano una incidenza del 12,7% sul totale, e quelli del Trentino Alto Adige, con il 12,2% malgrado la modesta incidenza dei contratti attivi sul totale. Seguono la Lombardia, con un peso del 10,1% sul totale, l’Emilia Romagna, con l’8,8%, il Piemonte, con l’8,6%, e il Lazio, con il 7,7%.
Ragionando in termini di numerosità dei contratti sospesi rispetto al numero di finanziamenti attivi, la media nazionale è pari allo 0,8%, con un’accentuazione evidente in Trentino Alto Adige, dove l’incidenza è addirittura pari al 4,7%. Più alta della media l’incidenza anche in Sicilia e in Veneto, entrambe con l’1,3%. Perfettamente in linea con la media nazionale l’Emilia Romagna, le Marche e la Val d’Aosta, mentre l’incidenza in Piemonte risulta pari allo 0,7% contro lo 0,6% della Lombardia.

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Decreto legge “liquidità” sulle sospensioni mutui, agevolazioni prima casa e altro

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Come ampiamente noto e diffuso, il decreto legge “liquidità”, Dl 23/2020 entrato in vigore oggi 9 aprile 2020, è quasi esclusivamente dedicato alle imprese con le disposizioni di facilitazione per l’accesso al credito, di sospensione di adempimenti fiscali, ma anche di salute e lavoro.Ci sono tuttavia alcune disposizioni che sono di interesse di tutti, e nella fattispecie per quanto ci riguarda del cittadino/consumatore.
Accesso alla sospensione delle rate del mutui. Per quanto riguarda l’accesso alla sospensione delle rate dei mutui accesi per l’acquisto della prima casa viene precisato in particolare che per 9 mesi dall’entrata in vigore del decreto l’accesso all’agevolazione è permessa anche per i mutui in essere (in ammortamento) da meno di un anno.Tutte le informazioni e la modulistica per la richiesta, che va inviata alla banca/controparte contrattuale del mutuo, si trovano sul sito della Consap
Sospensione termini in ambito “agevolazioni prima casa” Vengono sospesi fino a fine 2020 (per la precisione dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020) alcuni termini riguardanti il beneficio:
– quello di 18 mesi entro cui trasferire la residenza nella casa acquistata o nel comune ove essa si trova;
– quello di decadenza dall’agevolazione che scatta se si vende una “prima casa” entro cinque anni dal suo acquisto, a meno che non venga acquistata un’altra “prima casa” entro un anno dalla vendita;
– di stretto collegamento col precedente, quello di un anno entro cui riacquistare una “prima casa” in caso di vendita della prima, con fruizione di un credito di imposta per l’imposta di registro pagata in relazione al primo acquisto.
Questa sospensione significa “blocco”, quindi il tempo trascorso fino al 23 febbraio andrà a sommasi con quello che trascorrerà dal 1 gennaio 2021.
Assistenza fiscale a distanza. Viene previsto che i CAF e i professionisti abilitati (commercialisti, per esempio) possano gestire a distanza le loro attività di consulenza in merito alla redazione/presentazione del 730 telematico, munendosi di una delega del cliente trasmessa telematicamente, anche eventualmente senza sottoscrizione della delega (se per esempio non si può usare uno scanner) ma con la sottoscrizione un’autorizzazione predisposta in forma libera. Le deleghe possono anche essere inviate per presentare domande/istanze all’INPS.
Pin INPS semplificato. Per il periodo di emergenza l’inps può rilasciare le proprie identità digitali in maniera semplificata acquisendo telematicamente gli elementi necessari per identificare il richiedente. Ciò ferma la successiva verifica con riconoscimento diretto (o facciale da remoto) una volta cessata la situazione emergenziale.
Differimento termini processuali e dei procedimenti amministrativi. Il termine di sospensione delle udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, già spostato dal 9 marzo al 15 aprile dal Dl 18/2020, è ulteriormente prorogato fino all’11 maggio 2020. Stessa cosa per i “termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali”.
Ci sono ovviamente delle eccezioni per alcuni procedimenti. Per il dettaglio si veda il Dl 18/2020 art.83. Sospesi ulteriormente fino al 15 maggio i termini dei procedimenti amministrativi e degli atti amministrativi. La sospensione riguarda le “pratiche” della pubblica amministrazione, ovverosia il computo di termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data. In pratica nei conteggi dei termini non non si tiene conto del periodo di tempo decorrente dal 23 febbraio al 15 maggio.
Lavoratori, cassa integrazione e integrazione salariale. Sempre in riferimento al Dl 18/2020, le disposizioni dell’art.19 (Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario) e dell’art. 22 (Nuove disposizione per la Cassa integrazione in deroga) si applicano anche ai lavoratori assunti dal 24 febbraio al 17 marzo 2020. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Canelli (ANCI) su rinegoziazione mutui CDP

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

“Una misura molto importante che va nella direzione giusta ovvero quella di dare la possibilità ai Comuni di affrontare meglio i prossimi mesi. I sindaci potranno recuperare risorse importanti da reinvestire sui territori per garantire la tenuta sociale delle città”.
Così Alessandro Canelli, sindaco di Novara e responsabile Finanza Locale di ANCI nazionale, sulla rinegoziazione dei mutui degli Enti territoriali annunciata da Cassa Depositi e Prestiti. Grazie a questa misura, gli Enti locali non dovranno corrispondere a CDP le rate dei mutui in scadenza al 30 giugno e al 31 dicembre ma soltanto gli interessi. Di conseguenza, la durata di molti dei mutui esistenti si allungherà automaticamente. “Tutto questo – ammonisce però Canelli – non basterà per far fronte all’emergenza: tantissimi Comuni non hanno più entrare e stanno sostenendo costi enormi. Bisognerà fare qualcos’altro, come rimodulare il Fondo crediti dubbia esigibilità e chiedere nuove risorse allo Stato, in particolare per far fronte alle crescenti esigenze nel sociale e nel welfare”.

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Richiesto al Ministero dell’Economia opt out per semplificare sospensione dei mutui e finanziamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Opt out per semplificare la sospensione dei mutui da allargare anche ai finanziamenti e blocco temporanea delle segnalazioni negative nei SIC. Sono alcune delle proposte indirizzate quest’oggi da Konsumer Italia al MEF, con una missiva a firma del Vice Presidente, l’Avv.Raffaella Grisafi, con l’intento di richiamare l’attenzione del Ministero sulla necessità ed urgenza di adottare modalità semplificate per agevolare la sospensione dei mutui. Si è in particolare suggerito di adottare un sistema di opt out per cui non sia necessario una attività del consumatore per sospendere il mutuo ma sia l’intermediario finanziario a dover contattare direttamente il titolare del rapporto di mutuo e per il tramite di una procedura di registrazione, telefonica con cui l’operatore illustri sinteticamente diritti e doveri del consumatore, sostanzialmente chiedere al consumatore se intenda avvalersi o meno della sospensione del mutuo. In assenza di espresso diniego, l’intermediario dovrà procedere all’automatica sospensione del piano rateale. In tale operazione gli intermediari potrebbero essere supportati dai call center di cui già generalmente si avvalgono. La richiesta è avvalorata dall’impossibilità in questo momento (e presumibilmente ancora per le prossime settimane) per i consumatori di poter procedere al più semplice adempimento formale che impedirebbe di beneficiare della misura. Si è inoltre rappresentato al Ministero come le famiglie non abbiano liquidità ma si trovino a dover saldare rate di finanziamenti che nell’attuale fase risultano impossibili da onorare anche nella loro porzione mensile e di cui il Cura Italia non tiene conto. Ciò indurrà inevitabilmente i consumatori ad interrompere il pagamento con il rischio che si avviino tutti i meccanismi di sollecito e recupero che già in tempi normali sono noti per criticità operative e che, nell’attuale contesto andranno ad aggravare un clima sociale già fortemente messo alla prova dall’emergenza sanitaria. Il mancato pagamento comporta inoltre la segnalazione nei Sistemi di Informazione Creditizia che registrando gli inadempimenti, restituiranno al mercato del credito nei prossimi mesi, una serie di “cattivi pagatori loro malgrado” che dunque avranno anche difficoltà nell’accesso al credito, alla ripresa. In tal senso si è chiesto di coinvolgere tutti gli stakeholders al fine di concordare procedure per sospendere le segnalazioni nei SIC o adottare sistemi di cancellazione in breve tempo. Da ultimo, forte preoccupazione Konsumer ha mostrato per l’attuale traffico di transazioni on line a mezzo carte di pagamento che potrebbero in questo momento registrare un picco anomalo per l’operatività media delle famiglie con rischio di ulteriore sovraindebitamento. A tale fine si è richiesto di attivare un sistema di monitoraggio del traffico di transazioni on line attenzionando quei clienti che solitamente hanno un’operatività più bassa e predisponendo un alert che richiami gli stessi ad una gestione ponderata delle proprie finanze. Si è inoltre richiesto di valutare l’opportunità di oscurare piattaforme di investimenti on line che, in questo momento di permanenza domiciliare forzata, potrebbero rappresentare un ulteriore grave pericolo di indebitamento di soggetti non muniti delle dovute competenze e del richiesto livello di avvedutezza. Konsumer auspica che il MEF intervenga tempestivamente e con misure concrete ed efficaci a supportare i consumatori in questa fase critica ed a ridurne le occasioni di pregiudizio nel prossimo futuro a cui, nonostante la gravità del presente, occorre guardare con grande lucidità e concretezza.
(fonte: Ufficio Stampa Konsumer Nazionale)

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Crescita sostenuta delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Il dato è in linea con l’andamento estremamente positivo che aveva caratterizzato l’ultimo trimestre 2019. Le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, infatti, mostrano un incremento del +32,0% rispetto al mese di gennaio 2019. Relativamente al singolo primo mese dell’anno, in termini assoluti si tratta della miglior performance dal 2010 ad oggi.In crescita anche l’importo medio richiesto, che fa segnare un +2,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, per attestarsi a 131.693 Euro.

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Castelli: “Prosegue lavoro per rinegoziazione mutui dei Comuni”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Roma “Stiamo lavorando, in un tavolo tecnico, per far risparmiare ai Comuni quota parte degli interessi sul debito dei mutui. In alcuni casi, quelli contratti 10-15 anni fa hanno una percentuale che si avvicina al 4,5%, completamente fuori mercato. Ogni risparmio finirà in servizi ai cittadini”. Lo ha detto, a margine dell’incontro con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani tenutosi a Palazzo Chigi, il Vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

A ottobre si è registrata una vera e propria impennata delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali contribuite sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF), con un eloquente +18,4% rispetto allo stesso mese del 2018. Indubbiamente l’irrobustimento della crescita rappresenta un elemento positivo per il mercato dopo 3 trimestri improntati alla prudenza, con una dinamica complessiva influenzata dal recupero dei nuovi mutui ma, soprattutto, dalla ripresa delle surroghe stimolate da tassi applicati che negli ultimi mesi hanno toccato i nuovi minimi. A sostegno del dato relativo all’andamento delle richieste di mutui e surroghe, dall’ultima rilevazione del Barometro CRIF emerge anche il dato relativo all’importo medio richiesto, che nel mese di ottobre si è attestato a 133.600 Euro, con un incremento del +4,2% rispetto al corrispondente mese del 2018. In termini assoluti si tratta del valore più elevato fatto registrare negli ultimi 7 anni dopo il picco del giugno 2012, quando la media dei mutui richiesti era risultata pari a 133.074 Euro.

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Mutui: aumenta l’importo medio erogato

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 ottobre 2019

Lo scorso mese è stato caratterizzato da un’impennata delle richieste di surroga e, ad ottobre, alcune banche sono tornate ad offrire mutui al 100%, a tassi concorrenziali e senza necessità di ricorso al fondo casa. Sono questi i dati principali emersi dall’osservatorio congiunto realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione di circa 40mila richieste di finanziamento, hanno scoperto, ad esempio, come a settembre il peso percentuale delle richieste di surroga sul totale delle domande di finanziamento sia triplicato rispetto a giugno 2019. Puntando l’attenzione sugli altri valori principali emerge che l’importo medio richiesto a settembre 2019 è stato pari a 133.477 euro, vale a dire l’1,3% in meno rispetto a giugno 2019; il calo non deve però preoccupare perché legato prevalentemente, appunto, all’aumento della richiesta di surroghe. In salita, invece, è l’importo medio effettivamente erogato dagli istituti di credito, stabilizzatosi lo scorso mese a 128.447 euro (+3,2% rispetto a giugno 2019).

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Aumento del petrolio: possibili ripercussioni sui mutui?

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

A causa dell’improvvisa impennata del prezzo del petrolio i consumatori italiani potrebbero fare i conti con molti aumenti, non solo quello della benzina. Qualora la situazione critica dovesse perdurare a lungo i rincari potrebbero riguardare anche settori apparentemente distanti, come quello dei mutui. Facile.it e Mutui.it hanno cercato di capire come l’aumento del prezzo del greggio possa riflettersi sui mutuatari e aspiranti tali; ecco cosa è emerso.
Qualora il prezzo del petrolio rimanesse alto per molto tempo, ciò potrebbe determinare un aumento del costo di produzione e movimentazione delle merci. Considerato che nel nostro Paese l’85% dei trasporti commerciali avviene ancora su gomma, l’impatto sul potere d’acquisto e capacità di risparmio delle famiglie sarebbe notevole. Avere meno risorse da destinare alla rata mensile o all’acquisto di un immobile sono elementi che ovviamente incidono negativamente sulla domanda di mutui. «È bene considerare che eventi di portata straordinaria come quello verificatosi pochi giorni fa hanno una correlazione, sia pur indiretta, con vari aspetti dell’economia familiare perché, alla lunga, potrebbero innescare reazioni a catena tali da condizionare le scelte fatte dai consumatori come, ad esempio, quella legata all’acquisto di una casa», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it.
Rispetto alle possibili conseguenze dal punto di vista dell’offerta dei mutui, sebbene nel breve periodo siano da escludere eventuali cambiamenti, alla lunga l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe mettere la BCE di fronte ad una scelta difficile.
Se a seguito del caro petrolio si verificasse un aumento dell’inflazione ritenuto positivo dalla BCE, ciò potrebbe spingere l’Istituto ad alleggerire le politiche adottate negli ultimi anni e far salire più rapidamente i tassi di interesse, che influenzano inevitabilmente IRS ed Euribor e quindi anche gli indici applicati ai mutui concessi alle famiglie per l’acquisto della casa.È possibile però anche un altro scenario. Se la BCE dovesse ritenere che l’inflazione abbia creato un peggioramento delle condizioni generali ed un impatto negativo sulla crescita europea, potrebbe decidere di allungare le politiche di stimolo monetario adottate oggi, mantenendo ancora più a lungo le condizioni estremamente vantaggiose sul fronte dei tassi. Un’opzione, quest’ultima, che farebbe felici sia coloro che hanno già sottoscritto un mutuo a tasso variabile, sia coloro che sono intenzionati a comprare casa e potrebbero contare su tassi molto favorevoli.

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Mutui casa: quali gli effetti delle nuove politiche BCE?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Milano, settembre 2019. Nuovo Quantitative Easing, taglio dei tassi sui depositi presso l’Eurotower e aumento della durata delle Tltro; sono questi alcuni dei punti principali tracciati da Draghi relativamente al nuovo programma di politiche monetarie adottato dalla Banca Centrale. Ma quali i possibili effetti su mutuatari e aspiranti mutuatari italiani? Ecco l’analisi Facile.it e Mutui.it.L’annuncio di un nuovo Quantitative Easing per una durata indefinita, insieme alla volontà della BCE di mantenere i tassi “ai livelli attuali o più bassi” fino all’avvicinamento dell’obiettivo inflazionistico (2%) è una buona notizia per tutti coloro che hanno già sottoscritto un finanziamento. «Chi ha un mutuo variabile potrà continuare a godere delle condizioni estremamente favorevoli del mercato per un periodo ancora più lungo di quanto non ci si aspettasse anche solo qualche giorno fa», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Chi ha un mutuo a tasso fisso, invece, potrebbe approfittare di una nuova finestra per surrogare il proprio finanziamento e ridurre così il peso degli interessi. Guardando ai tassi attuali, chi ha sottoscritto un mutuo a gennaio 2019, surrogandolo oggi potrebbe risparmiare 500 euro l’anno di interessi». La volontà della BCE di continuare a iniettare denaro nel sistema e adottare una politica espansiva per un lungo periodo di tempo è una buona notizia anche per tutti coloro che stanno valutando l’acquisto di un immobile. Da un lato l’allungamento della durata delle Tltro, che potrebbe aumentare la capacità delle banche aderenti di finanziare l’economia reale; dall’altro il nuovo Quantitative Easing, che potrebbe contribuire ad abbassare il costo di finanziamento per le banche italiane e che, a loro volta, potrebbero scegliere di ridurre gli spread applicati ai nuovi mutui. Da questo punto di vista, un segnale incoraggiante è arrivato già ieri, dopo l’annuncio della BCE, con lo spread italiano sceso al di sotto dei 140 punti base; qualora i valori dovessero restare a lungo su livelli così bassi, questo potrebbe generare un effetto virtuoso con conseguenze positive per le tasche dei futuri mutuatari.Se da un lato le misure sono una buona notizia lato offerta, bisogna considerare che questo ulteriore taglio dei tassi nasce dall’esigenza di rilanciare un’economia europea considerata in difficoltà. Le misure annunciate dalla BCE potrebbero quindi non essere sufficienti a dare un nuovo impulso alla domanda di mutui in Italia. «In questa prima parte dell’anno i tassi dei mutui sono calati facendo segnare nuovi record storici eppure, secondo i dati ufficiali, le richieste di finanziamento sono diminuite», spiega Cresto. «Un segnale evidente – così come sottolineato dallo stesso Draghi – di come le politiche monetarie della BCE, da sole, non siano sufficienti a rilanciare la domanda e ora spetta alle politiche fiscali adottate dai singoli stati stimolare il mercato».

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Barometro CRIF delle richieste di mutui e prestiti in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 11 agosto 2019

Il mese di luglio appena concluso ha messo in evidenza un rallentamento delle richieste sia per quanto riguarda i mutui sia per i prestiti, rilevando il numero di interrogazioni più contenuto in termini assoluti dall’inizio dell’anno. Se il confronto con il corrispondente mese del 2018 vede una variazione positiva per i prestiti, dovuto anche allo stallo che il comparto aveva fatto segnare rispetto agli anni precedenti, relativamente alle richieste di mutui e surroghe si rileva, invece, un ulteriore calo del -8,0%. Dopo alcuni anni caratterizzati da una crescita sostenuta, al marcato ridimensionamento di surroghe e sostituzioni si accompagna infatti un rallentamento delle richieste di nuovi mutui di acquisto.È paradossale che questo rallentamento della domanda di prestiti e mutui avvenga quando il tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 3 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) del credito al dettaglio (quindi mutui immobiliari e credito al consumo) è ulteriormente sceso arrivando ad attestarsi all’1.7%. Nello specifico, per i mutui immobiliari il tasso di default si è attestato all’1,3%, addirittura al di sotto del livello pre-crisi.Va qui sottolineato che uno dei fattori in grado di sostenere la propensione a richiedere credito è rappresentato dalla concreta possibilità di vederselo erogato; è quindi fondamentale che le informazioni relative all’affidabilità del richiedente e alla sostenibilità del finanziamento rispetto al budget familiare siano disponibili con l’ampiezza necessaria.

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Mutui: richieste in aumento

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Secondo l’osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it, realizzato su un campione di oltre 60mila richieste di mutuo, il primo semestre del 2019 è stato segnato dall’aumento della richiesta media presentata agli istituti di credito (132.603 euro, +4,2% rispetto al primo semestre 2018) e dall’aumento dell’importo medio effettivamente erogato (128.681 euro, +1%).Guardando all’offerta, invece, i primi sei mesi dell’anno sono stati caratterizzati dal calo degli indici di riferimento dei tassi di interesse, con l’Euribor e l’Irs che hanno fatto segnare nuovi minimi storici sul finire del semestre. A mitigare la riduzione dei tassi, però, hanno pensato gli istituti di credito che, soprattutto per i nuovi mutui a tasso fisso, hanno in molti casi scelto di aumentare lo spread, in una forbice tra i 10 e i 40 punti.

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