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Posts Tagged ‘nadia murad’

Nadia Murad: Primo Nobel fra i perseguitati per la fede

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

«Istituzioni non confessionali si rendono finalmente conto che nel mondo la libertà religiosa è violata in modo drammatico». Così Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, presidente e direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre, plaudono al Premio Nobel per la Pace oggi conferito a Nadia Murad, yazida rapita e ridotta in schiavitù dallo Stato Islamico a causa della sua religione.«E’ un riconoscimento a tutte le donne che come Nadia sono state perseguitate e hanno subito violenza in nome della fede professata», affermano Mantovano e Monteduro ricordando in particolar modo la storia di Rebecca Bitrus, cristiana nigeriana rapita e violentata da esponenti di Boko Haram, che ACS ha portato all’attenzione del mondo in occasione del Colosseo illuminato di rosso lo scorso febbraio.«Nel giugno scorso ACS ha lanciato una campagna di sensibilizzazione in favore delle donne abusate e oppresse perché appartenenti a minoranze religiose. Abbiamo chiesto che il movimento #MeToo andasse oltre Hollywood, interessandosi pure del dramma delle yazide rese schiave da Isis. Il Nobel a Nadia Murad mostra che eravamo nel giusto».ACS continuerà a richiamare l’attenzione sulla persecuzione e sulle violenze subite dalle donne nel mondo per motivi di fede. Il prossimo 22 novembre a Roma, in occasione della presentazione della nuova edizione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, la Fondazione ospiterà un’altra ragazza yazida rapita nell’agosto 2014 dallo Stato Islamico e tenuta in schiavitù fino al luglio 2017, che narrerà la sua storia.Congratulandosi per l’assegnazione del Nobel per la Pace a Nadia Murad – premiata assieme al ginecologo congolese Denis Mukwege – ACS coglie l’occasione per un nuovo appello alle istituzioni italiane. «Dal governo italiano – dichiarano Mantovano e Monteduro – attendiamo azioni concrete che pongano al centro il tema della libertà religiosa violata».

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Premio Sacharov 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2016

nadiaRoma 13 dicembre 2016, dalle 11.00 alle 13.00 nella sala Koch a Palazzo Madama, Via San Luigi de’ Francesi, 9 in occasione del conferimento del Premio Sacharov 2016 a Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar l’Ufficio d’Informazione in Italia del Parlamento europeo organizza un dibattito e confronto in collaborazione con il Senato della Repubblica italiana che terminerà con la proiezione in streaming della cerimonia di premiazione. Dopo i saluti del Direttore dell’Ufficio in Italia del Parlamento europeo, Gian Paolo Meneghini, e del Presidente del Senato Pietro Grasso, seguirà un’intervista al Premio Sacharov 2005, la nigeriana Hauwa Ibrahim. Successivamente, in collegamento da Strasburgo, interverranno i due vice presidenti italiani del Parlamento europeo Antonio Tajani e David Maria Sassoli.
Alle ore 12.00, sempre in collegamento streaming dalla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, si potrà seguire la cerimonia di premiazione e alle 12.30 il pubblico avrà modo di intervenire con una sessione di domande e risposte. A moderare sarà il presidente dell’Associazione della Stampa Parlamentare, Sergio Amici.
Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar sono sopravvissute alla schiavitù a cui erano state costrette dai militanti dello Stato Islamico (IS). Dopo la tragica esperienza, sono diventate portavoce di tutte le donne seviziate e torturate dalla campagna di violenza messa in piedi dall’Isis. In più, le due donne appartengono alla comunità Yazida, una minoranza religiosa irachena oggetto di persecuzione da parte del califfato. Sono diventate portavoce anche delle istanze di questo gruppo indebolito dalle violenze in atto nell’area.
Hauwa Ibrahim è un’avvocatessa nigeriana, vincitrice del Premio Sacharov 2005 per aver difeso gratuitamente diverse vittime della sharia islamica nel suo paese. (foto: nadia)

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Nadia Murad e Lamiya Aji Bushar hanno vinto il Premio Sakharov 2016

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

Martin-schulzNadia Murad e Lamiya Aji Bushar, le attiviste Yazide sequestrate dallo Stato Islamico, hanno vinto il Premio Sakharov 2016 per la libertà di pensiero. A scegliere il vincitore, il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz insieme ai capigruppo dei gruppi politici. La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà a Strasburgo il 14 dicembre. Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar sono sopravvissute alla schiavitù a cui erano state costrette dai militanti dello Stato Islamico (IS). Dopo la tragica esperienza, sono diventate portavoce di tutte le donne seviziate e torturate dalla campagna di violenza messa in piedi dall’Isis. In più, le due donne appartengono alla comunità Yazida, una minoranza religiosa irachena oggetto di persecuzione da parte del califfato. Sono diventate portavoce anche delle istanze di questo gruppo indebolito dalle violenze in atto nell’area. “Stiamo dimostrando che la lotta di Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar non è stata vana e l’Europa è pronta a sostenerle passo dopo passo per aiutare a combattere le brutalità commesse da questo sedicente Stato Islamico, che terrorizza ancora troppe persone – ha sottolineato il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz annunciando i nomi delle vincitrici in plenaria – Sono riuscite a fuggire e arrivare in Europa, dove sono state accolte e protette”.
Nadia Murad Basee e Lamiya Aji Bashar sono state nominate dai gruppi parlamentari Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) e Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE).
Entrambe le attiviste provengono da Kocho, uno dei villaggi vicino a Sinjar, in Iraq. Il 3 agosto 2014, i militanti dello Stato Islamico hanno ucciso tutti gli uomini del villaggio. Le donne giovani, tra cui Aji Bashar, Murad e le loro sorelle, sono state rapite dai militanti e costrette alla schiavitù sessuale.A novembre 2014, Murad è riuscita a fuggire con l’aiuto di una famiglia che l’ha trasportata fuori dalla zona controllata dai militanti dello Stato Islamico. Ha vissuto per qualche tempo in un campo profughi nel nord dell’Iraq e poi è riuscita ad arrivare in Germania. Un anno dopo, nel dicembre 2015, Murad è stata invitata a parlare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dove ha tenuto un discorso molto forte sulla tratta degli esseri umani raccontando la sua esperienza diretta. Nel mese di settembre 2016, è diventata la prima ambasciatrice di UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine) per la dignità dei sopravvissuti alla tratta degli esseri umani. In questo ruolo, sta partecipando a iniziative volte ad aumentare la consapevolezza sulla situazione di schiavitù in cui vivono molte persone in tutto il mondo.Aji Bashar ha cercato di fuggire diverse volte dalla schiavitù senza riuscirci. Ad aprile 2015 ce l’ha fatta, grazie alla sua famiglia che ha pagato alcuni contrabbandieri locali. Durante la fuga, è esplosa una mina che ha ucciso due persone che la stavano aiutando a scappare e Bashar è rimasta ferita gravemente, perdendo quasi completamente la vista. Una volta arrivata al sicuro, è stata traportata in Germania per le cure mediche dove ha potuto incontrare altri sopravvissuti della sua regione. Dall’arrivo in Europa, Bashar svolge attività di sensibilizzazione sulle atrocità commesse alla comunità Yazida in Iraq e aiuta donne e bambini vittime delle violenze dello Stato Islamico.

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