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Posts Tagged ‘narrazione’

L’arte nella narrazione e nella raffigurazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Il teatro e la pittura sono stati da me uniti anche se ora nel riportarne gli eventi ho inteso sdoppiarli, ma la scelta non mi appaga del tutto.
La pittura, senza dubbio, ha rappresentato con opportune pennellate ciò che è servito allo scrittore per tradurre in tratti di penna sentimenti e sensazioni, gesti e comportamenti dei propri simili e in rapporto stretto con la natura che è stata in tali circostanze una degna cornice.
Noi, in altre parole, ci serviamo sia della narrazione scritta o recitata sia per raccontare una storia mentre il pittore e il fotografo ne fissano un’immagine di quell’evento per esaltarne il momento più significativo e in qualche modo indicarci il suo tratto saliente. E’ in certi casi una sorta di chiave per aprire il nostro cassettino dei ricordi e risvegliare in noi tutta intera una vicenda che sembrava lasciata languire nell’oblio.
Così possiamo ricordare gli autori, la trama, il tratto significativo di un passaggio nella pennellata che riesce a fare il paio con la penna intinta nel calamaio della vita e arricchire il nostro pensiero d’immagini, d’emozioni e a renderci consapevoli che la cultura è fatta di queste cose anche se per vivere dobbiamo accantonarne la reminiscenza. (Riccardo Alfonso)

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Con “Narrastorie” a Arcidosso (GR) torna protagonista il teatro di narrazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 luglio 2018

Arcidosso (GR)Dal 20 al 26 agosto torna “Narrastorie”, il festival del racconto di strada dedicato alla tradizione orale e al teatro di narrazione. Il festival prenderà il via lunedì 20 agosto. Protagonisti della prima giornata, Vanessa Cremaschi che con “Mia nonna faceva la mondina” racconta il cammino per l’emancipazione femminile e Ascanio Celestini con il suo “Storie e controstorie” uno spettacolo costruito come un concept album, con microstorie che iniziano e finiscono in pochi minuti.
Martedì 21 agosto ad Arcidosso arriva Gabriella Greison che, con il suo “Monologo quantistico”, racconta in modo inedito degli scienziati che hanno creato il nostro mondo. Sarà poi Mario Perrotta con “Milite ignoto” a riscoprire come, l’accostamento dei tanti dialetti dei soldati presenti al fronte, sia il primo vero momento di unità nazionale. Quindi Vincenzo Costantino “Cinaski” proporrà “Nato per lasciar perdere”, recital di letture e monologhi con l’ausilio musicale di Simone Cristicchi.
Mercoledì 22 agosto si viaggia nel cuore degli affetti familiari con “Ci vuole fegato”, un racconto struggente e ironico di Fabrizio Brandi.Sarà poi Enzo Iacchetti con la sua “Intervista confidenziale” a coinvolgere il pubblico in un cabaret che nasce dal racconto in versione comica delle sue esperienze professionali. La poesia di Vincenzo Costantino “Cinaski” chiuderà la giornata ne “Il più bello di tutti”, recital di anticipazioni della nuova raccolta di prossima uscita.
Un tuffo nel “mondo di una volta” attraverso la grande poesia romanesca è quanto propone, giovedì 23 agosto, “Da Roma a Roma” lo spettacolo di Ariele Vincenti che da Belli a Trilussa farà conoscere la voce e gli umori della gente semplice.
Quindi sarà Giobbe Covatta a raccontare la sua “La divina commediola”. La giornata si chiuderà con Andrea Satta (voce dei Têtes de Bois) e sua “La fisarmonica verde”, uno spettacolo che attraverso il recupero del rapporto tra un padre e il figlio, racconta la seconda guerra mondiale.
Venerdì 24 agosto è una lettura tutta femminile della Divina Commedia quella che propone Lucilla Giagnoni con “Voce di donna dalla Commedia di Dante”, mentre sabato 25 agosto Simone Cristicchi sarà in concerto con Gnu Quartet, un eccezionale quartetto composto da Raffaele Rebaudengo (viola), Francesca Rapetti (flauto), Roberto Izzo (violino) e Stefano Cabrera (violoncello).
Il festival affida la sua chiusura a Ginevra di Marco che domenica 26 agosto presenta “La Rubia canta la Negra”, lo spettacolo dedicato al lavoro della grandissima Mercedes Sosa e ai poeti sudamericani che hanno scritto per lei canzoni indimenticabili.
Nella forma orale della narrazione si recupera l’ancestrale bisogno di comunicare dell’uomo e si ricostruiscono memoria e identità.Complice Arcidosso, un palcoscenico naturale fatto di luoghi intimi e fortemente emozionali come il Castello Aldobrandesco, la Cascata d’Acqua d’Alto, la Piazza del Teatro, Il Parco del Pero, la Rocca di Montelaterone. La strada torna così ad essere occasione di incontro umano e artistico, luogo per il gioco e per la riflessione, spazio capace di creare comunità nel valore dell’ascolto condiviso.E’ davvero un unicum il calendario che Simone Cristicchi ha costruito per “Narrastorie” 2018. Tanti gli artisti che arriveranno sul Monte Amiata per condividere esperienze e progetti che nascono da percorsi umani e professionali diversi e che avranno come denominatore comune la strada, la parola, lo scambio.
Spettacoli per tutti: le giornate di “Narrastorie” inizieranno nel pomeriggio con i laboratori creativi a cura di Il Soffiasogni e ChissàDove e spettacoli con artisti dedicati ai più piccoli ( Massimiliano Maiucchi e Daniele Miglio, Fantateatro) che si terranno al Parco del Pero per poi proseguire fino a tarda sera alternando linguaggi differenti dal teatro alla poesia alla musica.
Gli spettacoli della corte del Castello e di Montelaterone sono gratuiti ma a numero chiuso. Necessaria la prenotazione al numero dell’Infoline Ufficio Pro Loco 370 3456494. Gli spettacoli della piazza del Teatro sono a pagamento.I laboratori per i bambini curati da Il Soffiasogni e ChissàDove sono gratuiti ma è necessaria la prenotazione.

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Convegno su “Narrazione, trauma e salute: dall’individuo alla società”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Roma 28 ottobre nella Sala Congressi via Rieti dalle 8.30 alle 19 convegno su ‘Narrazione, trauma e salute: dall’individuo alla società. La sfida è intercettare l’impatto del trauma il più precocemente possibile, non solo quando si presentano dei quadri clinici molto compromessi e complessi”. Con questo intento Vittoria Ardino, presidente della Società Italiana per lo Studio dello Stress Traumatico (Sisst), promuove insieme all’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) e al Dipartimento di studi umanistici e internazionali dell’Università di Urbino (Discui) un convegno internazionale gratuito.
“Il contesto italiano deve uscire da un isolamento di tematiche che si esaurisce nello studiare il trauma per possedere solo alcune tecniche psicoterapeutiche. Lo studio dell’impatto del trauma- chiarisce Ardino- tocca diversi aspetti dell’individuo, per questo motivo il campo non può essere ristretto alla clinica, ma deve aprirsi alla prevenzione per identificare e intercettare l’impatto che l’esperienza traumatica ha sull’individuo e sulla società. Un tema sul quale l’Italia è ancora molto indietro”, denuncia la presidente della Sisst.
Questo significa “far parlare diversi professionisti”. Infatti, al convegno parteciperanno tanti esperti in settori differenti: psicoterapeuti, neuropsichiatri, docenti universitari, pediatri, un antropologo, un sociologo esperto di migrazioni e un avvocato che si occupa da anni di advocacy per la Fondazione Terre des Hommes Italia. La conferenza sarà, infatti, l’occasione per presentare proprio una ricerca congiunta della Sisst e della Fondazione Terre des Hommes sui costi delle mancate cure psicosociali per i minori migranti: “È uno studio di valutazione economica condotto sui minori stranieri non accompagnati in Italia e Germania. Abbiamo messo a confronto il sistema attuale delle cure psicosociali in questi due paesi con un modello sanitario virtuoso che investe nella prevenzione delle esperienze traumatiche, o delle problematiche legate alla Salute mentale, comportando un risparmio per la società nel lungo periodo. Al convegno mostreremo uno spaccato sulle diverse strategie legate a differenti politiche sociali e sanitarie. La sfida che si pone oggi la psicotraumatologia- continua Ardino- è chiedersi quali modelli di servizio possiamo implementare per intercettare meglio il trauma. Non è più sufficiente limitarsi a quello che avviene in uno studio privato dello psicoterapeuta, deve esserci una risposta sociale e pubblica al trauma”.
La conferenza vedrà la partecipazione di relatori nazionali e internazionali e ha già ricevuto i patrocini dell’European Society for Traumatic Stress Studies (Estss), del Centro interdipartimentale per la ricerca transculturale applicata (Cirta) dell’Università di Urbino e della Fondazione Terre des Hommes Italia. “La presenza della Estss è un segnale importante, così come quella degli esperti dell’IdO grazie alla loro esperienza sui traumi che avvengono nella collettività. Questo ci aiuta- ricorda la presidente della Sisst- a far capire come evolve il trauma nel tempo, qual è la tempistica delle reazioni a livello collettivo per poterle prevenire al meglio”.
Di trauma psicologico si parla da tempo. “Eventi traumatici sono sempre stati presenti in tutte le società e in tutte le epoche storiche. Oggi ne abbiamo una maggiore consapevolezza- fa sapere Ardino- e questo ci permette una riflessione più fine sul tema. È vero che accadono eventi potenzialmente traumatici a livello sociale, ma non dimentichiamo che il grande sommerso del trauma è legato ai traumi intra-familiari”.
Per parlare di trauma, spiega la presidente della Sisst, occorre analizzare tre fattori: l’impatto, la specificità dell’evento e le caratteristiche individuali e sociali. “L’evento di per sé non ci dice niente- afferma la studiosa- dobbiamo sempre leggerlo insieme all’impatto che può avere su un singolo individuo, un gruppo sociale o una famiglia. È chiaro che per essere definito traumatico dovrà rappresentare una minaccia reale e/o percepita di pericolo per l’incolumità e l’integrità fisica e psicologica dell’individuo e/o di un gruppo sociale. È necessario osservare quale sarà l’impatto che questo evento avrà nel lungo periodo a livello individuale e collettivo. Il trauma diventa tale- conclude la presidente della Sisst- quando mette in scacco le risorse individuali e sociali, altrimenti si tratterà solo di un evento molto difficile da affrontare ma comunque superabile”.
Oltre al convegno si svolgeranno anche due workshop il 27 ottobre a Roma, nella sede dell’IdO in via Alessandria 128/b. Il primo dalle 15 alle 18.30 su ‘La Brief Eclectic psychotherapy (BEEP) for PTSD (Disturbo post traumatico da stress) e la Narrative Exposure Therapy (NET)’ che punta ad aprire un focus sulle terapie brevi per i disturbi trauma-correlati con Vittoria Ardino e Mariel Meewisse (in lingua inglese con traduzione); il secondo ‘Tra Psiche e Corpo: Memorie Somatiche e Trauma’, dalle 15.30 alle 18.30 con Tommaso Farma, esponente del board Estss. Il convegno è gratuito, mentre i workshop prevedono un piccolo contributo spese.

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Progetto di Ina Assitalia per i giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Bologna venerdì 28 gennaio ore 18.30 (fino al 28 marzo Orari: lunedì-giovedì, 9.00-13.00 14.30-17.30, venerdì, 9.00-13.00) INA Assitalia – Agenzia Generale Bologna Centro  Via de’ Pignattari, 3  Inaugurazione  di un progetto di  Ina Assitalia per i giovani. A cura di Caterina Morelli. “La pittrice ha impugnato il suo pennello: un racconto, uno spartito e la magnifica visione. La pittura è poetessa: geroglifica, mitica, onirica. La tela una divina proporzione, il suo spazio una scrittura sacra dove la narrazione non ha fine, dove il gioco della mente è dispiegato, dove l’ecosistema dell’apparizione è creatura annunciata. La tavolozza instancabile interprete dell’occulta dimensione, delle languide stagioni e del fiabesco incanto. La superficie una grafica incisione, un dono: di loto e di sterlizia, di sicomoro e di tamarisco, dell’upupa e della fenice, del leviatano e della chimera. Il capolavoro: il riflesso dell’attiguo egizio, della greca proiezione, della pagana cristianità; il pregio: la taciturna quiete e il bilanciato equilibrio; il sogno: uno sguardo interdetto; il varco: una nuance surreale. La tracciata divinazione: l’amplesso del nigredo e dell’albedo; i tondi: i riverberi dei quadrati, il chiasmo della flora e della fauna. Le opere: bibbie e papiri di sensuosi accorgimenti, crocevia di mito e leggenda, paleografia di un universo atavico. Dalle immaginarie riedificazioni mentali si avvicendano muliebri creature, pinguedini presenze amabilmente immerse nei remoti silenzi dove dame e ancelle, maliarde e fantesche, driadi e amadriadi rilasciano omaggi e fragranze lignee, succulente vivande, reconditi messaggi agli eletti astanti. La porpora: la magia di ciascun racconto, congiunzione tra poesia e cosmogonia, dell’eloquenza e della sensazione. La cornice: trapasso della luce e dell’ombra che divampa, confine che congela l’atmosfera, avvolge gli scenari, il valico verso la silvestre percezione. La dimensione della profondità: spettro delle sensazioni, soffio di narrate circostanze e di luoghi ameni, carichi di melodie e di trasognate atmosfere. La veglia: alternanza del sonno, nuova geometria, astrologia della storia, il simbolo e la proporzione, la metonimia e la chimera; e la sua voce: un capitolo da manuale di storia dell’arte”. (Lucas De Laurentiis)

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Sedici storie da RaccontArti

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Mestre 13 novembre 2010, alle ore 18.00, nella saletta superiore dell’Osteria “La Vida Nova” (Piazzale Candiani, Mestre), il Corso di narrazione “Cucina di storie, 5. ed”, si apre con la presentazione del volume antologico dei racconti scritti dai partecipanti della quarta edizione: Sedici storie da RaccontArti, prefazione di Melania G.Mazzucco, a cura di Annalisa Bruni, Lucia De Michieli e Anna Toscano (Terraferma). L’artista Luigi Gardenal ne parla con le curatrici e con gli autori: Antonella Bergamasco, Marina Burighel, Patrizia Calandrin, Cinzia Carussio, Daniela Costantini, Marta Fassina, Mariella Favaretto, M. Giovanna Lazzarin, Felicita Lazzarini, Valeria Ongaro, Paolo Umberto Pasquon, Giovanni Tonellato Nicola Tonelli, Antonella Turra, Antonio Varchetta, Daniela Zentilin. Sedici storie ispirate ad altrettante opere d’arte.

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Spettacolo: Previsioni Sonore

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2010

Roma 8 ottobre 2010 h. 21,00 Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, 8 sei anticipazioni dei progetti musicali che la Scuola Popolare di Musica di Testaccio realizzerà nella stagione 2010/2011 a partire dal mese di  novembre: Atlante Sonoro (in collaborazione con Freon), Contaminazioni, Cose (in collaborazione con LSD Produzioni, Controchiave e Rialto), Musica & Musica, Progetto Boisselot. I vari interventi musicali saranno contraddistinti  dalla sperimentazione di forme complesse di rappresentazione e narrazione da un lato, e da giovani musicisti  con le loro proposte musicali dall’altro.  La ricerca e la curiosità verso forme di commistione fra musica, arti visive e manipolazioni elettroniche porta al progetto del Naga Trio con proiezioni e colonne sonore realizzate dal vivo, e a quello della   Nohaybanda con colonne sonore ma anche immagini manipolate dal vivo. Saranno presenti anche i Giovani percussionisti del Conservatorio di Latina ed il Testaccio Tentet, rispettivamente diretti da Rodolfo Rossi e Piero Quarta. Due formazioni giovanili che rappresentano il risultato di una didattica musicale aperta e dinamica. Infine Cantiere Oltremare, rappresentante di contaminazioni di diversi generi musicali e il  Quartetto Echos per un omaggio a  Robert W.Mann e al suo adattamento per quartetto di fiati di una suite di J.S.Bach. (cant, trio)

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Novelle fatte a mano

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

Arcidosso (GR) 21 agosto 2010, a partire dalle ore  21.00 Teatro degli Unanimi Serata di solidarietà con le Coop che in Sicilia coltivano le terre confiscate alla mafia,  Novelle fatte a mano, un libro, un pretesto, un incontro Raccontando storie con Andrea Camilleri, Enrico Menduni, le autrici Mariella Groppi e Antonella Sabatini Le novelle avevano origine e traevano vita dalla tradizione orale. Era nella narrazione, dalla trasmissione di persona in persona che si arricchivano. Novelle fatte a mano nasce nel 2009 dalla passione di due insegnanti-scrittrici, Mariella Groppi e Antonella Sabatini, che amano i bambini, la ricerca antropologica e il proprio territorio. In questo libro incontrano un grande autore, Andrea Camilleri, che contribuisce raccontando una sua storia.
Tutti questi “punti di contatto” – la narrazione, l’amore per la terra d’origine, il dialetto – ci hanno portato ad organizzare una serata speciale, a costruire un ponte tra persone e tra luoghi. Nasce così la conversazione di Arcidosso, tra le autrici, Andrea Camilleri ed un esperto di comunicazione e docente universitario, Enrico Menduni, attraverso le storie che popolano la vita del libro, per arrivare dall’Amiata alla Sicilia con la presenza dei cooperatori che coltivano le terre confiscate alla mafia a Corleone. Una serata/evento organizzata in collaborazione con Provincia di Grosseto, Comune di Arcidosso,  Comunità Montana Amiata Grossetano, Coop Amiatina, Unicoop Tirreno, ARCI.

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Fabio Torre: Frames from a lost friend

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2010

Brescia fino al 15/5/2010 Via Alessandro Monti 13 fabioparisartgallery Alla sua quarta personale presso la galleria Fabio Paris, l’artista bolognese Fabio Torre propone un gruppo di lavori che vanno a comporre un’unica narrazione, pressoche’ site specific. Abituato a impiegare la pittura come crocevia dei linguaggi fotografico e cinematografico, Torre propone questa volta la rilettura di un mezzo assai diffuso negli anni ’60 e ’70, il super-8, disponendo una serie di frames dal forte sapore nostalgico. Il tema e’ la ricerca di se stessi, metaforizzata in un viaggio-film-sogno.
I Frames from a Lost Friend di Fabio Torre prendono avvio proprio da immagini del protagonista che si dirige verso il largo su una bicicletta, lenta sequenza dalla conclusione metaforica: il protagonista sparisce, il mare restituisce sulla spiaggia la bicicletta. Sulla parete accanto scorre in video l’instancabile, quasi ipnotico movimento del mare: un mare apparentemente vuoto, sempre diverso e sempre uguale, che col suo orizzonte piatto crea un istintivo sentimento di attesa e speranza di ritorno.
For his 4th solo show at Fabio Paris Art Gallery, Bologna-based artist Fabio Torre presents a group of new works organized as a single narration, nearly site specific. Using painting as a crossroads of photographic and cinematographic languages, Torre is re-proposing today a popular media in 60’s and 70’s, the super-8, arranging a series of frames characterized by a strong nostalgic flavour. The subject is to be in search of ourselves, treated metaphorically by the use of a journey-film-dream.  To search of ourselves-to leave-getting lost: the present installation is pivoting around the term lost. Torre borrows the happenings of the Dutch-born artist Bas Jan Ader, working in California in the early 70’s, who set sail in a tiny boat across the Atlantic to realize his project In search of the Miraculous, an extreme challenge bridging art and life.  Fabio Torre’s Frames from a Lost Friend start with the hero putting out to sea on his bike, a slow sequence ending in metaphor: the hero disappears, the sea returns the bike on a beach. In a video on the next wall, the tireless, nearly hypnotic movement of the sea runs: a seemingly empty sea, always the same and always different, moving the viewer to a spontaneous feeling of waiting and hope of return. (Fabio)

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L’attore e lo spazio vuoto

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Roma 29 gennaio 2010 dalle ore 18.30 presso il Centro Morandi (Via G. Morandi snc – Tor Sapienza) Argillateatri  propone una sessione aperta del Laboratorio di Formazione Teatrale “L’attore e lo spazio vuoto”. Dopo l’incontro “Teatro in Formazione”, fra le realtà formative romane che ha avuto luogo il 18 dicembre 2009 presso il Teatro Palladium è vitale ed urgente iniziare a scambiare idee e progetti sulla formazione.  Nonostante l’abitudine a dividere il Teatro in generi e categorie, l’attore non può frazionarsi, ma può andare oltre le definizioni di attore di parola, attore di movimento, di narrazione, mimo, acrobata… Andare oltre, mostrando la sua anima ed inducendo lo spettatore a riconoscersi, condividendo il proprio sentire che diventa, così,  il sentire anche di chi guarda e ascolta. E’ questa l’idea che conduce e collega i corsi di formazione di Argillateatri: apprendere le diverse tecniche dell’attore per essere veri e liberi nella rappresentazione, utilizzando il proprio immaginario. E’ questo quello che vogliamo condividere con chi vuole intraprendere la professione dell’attore, con i professionisti del teatro, con gli aspiranti attori e danzatori, con le scuole ed i centri di formazione, con gli abitanti del territorio, i portatori di disagi, gli anziani, i giovani, le donne e gli stranieri. Proponendo percorsi trasversali ed unificanti capaci di creare movimento, azione e resistenza. Il luogo: Il Centro Morandi è uno spazio periferico, per la formazione,  l’incontro, lo scambio di idee, ideale per raccogliere storie e vissuti, intrecciare itinerari e formulare possibili evoluzioni Il progetto: “L’attore e lo spazio vuoto” è un progetto destinato all’apprendimento ed alla formazione pratica. Mette in comune esperienze e visioni diverse, finalizzate a raggiungere un obiettivo comune, quello di offrire agli allievi la professionalità e le indicazioni per utilizzare attivamente il proprio talento e le proprie capacità. (laboratorio)

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Incontri letterari a”La Vida Nova”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

Mestre-Ve Osteria “La Vida Nova” Piazzale Candiani Il prossimo novembre tornerà il Corso di narrazione “Cucina di storie”. In attesa di riprendere gli incontri dedicati alla narrazione, che riserveranno non poche sorprese, l’Associazione culturale “RistorArti” invita la cittadinanza all’Osteria “La Vida Nova” (saletta superiore), in Piazzale Candiani a Mestre, per conoscere due iscritti al corso che, affinando la propria esperienza di scrittura proprio in quella sede, hanno ottenuto riconoscimenti e/o sono approdati alla pubblicazione. Claudia Vio, con il racconto che leggerà il 13 ottobre, infatti, ha vinto la 5a edizione del Premio Letterario internazionale “Le Culture del Mediterraneo”, sezione prosa, indetto dal Lons Club Genova “I Dogi”. Giuseppe Bovo, invece, presenterà il 10 novembre la sua prima opera di narrativa che racconta la tragedia dell’Olocausto attraverso la testimonianza di Etty Hillesum.  Questo il programma degli incontri di “Aspettando Cucina di storie”: 13 ottobre, ore 18 Talent de bien faire: reading di Claudia Vio, autrice ed editrice. Conduce l’incontro Annalisa Bruni.  5 novembre, ore 18 Presentazione di: Roberto Masiero, Mistero animato, Ed. Mobydik, Faenza. Pier Franco Uliana conversa con l’autore. 10 novembre, ore 18 Presentazione del libro: Giuseppe Bovo, Il dodicesimo quaderno. Gli 83 giorni di Etty Hillesum ad Auschwitz, Molfetta, La Meridiana, 2009 (collana passaggi). Marco Franzoso ne parla con l’autore. Letture a cura di Annalisa Bruni. Ingresso libero.

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Nuovo romanzo di Antonella Cilento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

cilentoVenezia 29 aprile 2009 alle ore 17.3 0alla Biblioteca Marciana Piazzetta San Marco n. 13/a  nell’Antisala della Libreria Sansoviniana, sarà presentato il nuovo romanzo di Antonella Cilento Isole senza mare. Ne parleranno con l’autrice: Maria Letizia Sebastiani e Annalisa Bruni (Biblioteca Nazionale Marciana), Anna Toscano (Università di Ca’ Foscari). Antonella Cilento, Isole senza mare, Milano, Guanda, 2009 Cosa porta una donna di oltre ottant’anni a tentare il suicidio? È da questa domanda che prende il via la narrazione di Isole senza mare, romanzo storico d’indagine biografica, a cavallo dei generi e del tempo. Nina, anziana vedova sarda, con sua sorella Maddalena, eredi di una famiglia esule dalla Spagna, e Aquila, contessa spagnola fuggita in Italia con i suoi a causa della persecuzione antiebraica, intrecciano le loro vicende a distanza di un secolo. La voce narrante segue nel presente le vicende di sua zia Nina e dei suoi infelici amori, ricostruendo una vicenda famigliare di esili, di viaggi e di guerra che si conclude nella Napoli attuale. Nel passato, invece, Aquila incontra il destino avverso che, da privilegiata, la trasforma prima in prostituta, poi in mantenuta, amante del più grande e celebre collezionista dei suoi tempi, Giovanni Pietro Campana, truffatore e dandy, ma, in realtà, innamorata di un attore inglese, Adam Eggs. Abitate da fantasmi, veri e immaginari, ossessioni antiquarie e vendette, legate a doppio filo da rimandi, coincidenze ed eredità, entrambe le storie hanno il loro lontano fulcro nel paesino di Azara, sui Pirenei, ma si svolgono in Italia, fra la Roma papalina e ottocentesca alle soglie dell’Unità, una Venezia sognante dove avviene una fischiatissima prima de La Traviata, la Parigi di Napoleone III, il fascismo e la contemporaneità.
Antonella Cilento (1970) ha pubblicato: Il cielo capovolto (Avagliano, 2000), Una lunga notte (Guanda, 2002, Premio Fiesole 2002, Premio Viadana, finalista Premio Vigevano, Premio Greppi, selezionato al Festival du Premier Roman di Chambéry), Non è il Paradiso (Sironi, 2003), Neronapoletano (Guanda, 2004), L’amore, quello vero (Guanda, 2005), Napoli sul mare luccica (Laterza, 2006), Nessun sogno finisce (Giannino Stoppani, 2007). È tradotta in Germania da Bertelsmann. Collabora con Il Mattino e L’Indice dei libri del mese. Ha fondato nel 1993 a Napoli il Laboratorio di Scrittura Creativa Lalineascritta (www.lalineascritta.it) e tiene corsi di scrittura presso associazioni, librerie, scuole di ogni ordine e grado in tutt’Italia. (foto cilento)

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