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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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Vittorio Continelli in “discorso sul Mito – frammenti”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 Maggio 2021

Roma Teatro Villa Pamphilj 2 giugno 2021 – dalle ore 12 (ore 15 – Sfide al potere: Aracne, Prometeo ore 17 – Nascita di una civiltà: Europa, Atene ore 19 – Eros e Metamorfosi: Atteone) al Teatro Villa Pamphilj di Roma è di scena Vittorio Continelli con lo spettacolo “discorso sul Mito” composto da quattro differenti racconti: Latinoamericana, Sfide al potere, Nascita di una civiltà e Eros e Metamorfosi. “Discorso sul Mito” racconta passioni, sentimenti, avventure, disavventure, amori e metamorfosi di dèi e uomini. Vittorio Continelli mette in scena una serie di racconti incentrati sulle vicende della mitologia restituendo uno sguardo talvolta impietoso, talvolta divertito sull’umanità e sul presente. Gli spettatori entrano in teatro, l’attore li accoglie, li invita ad accomodarsi, rivolge loro qualche parola di benvenuto e poi sceglie una storia tratta dal suo repertorio, per ogni gruppo, per ogni spettatore una storia diversa. Si parte dal suono di un carillon e poi comincia il racconto.Ognuno può riconoscersi nei sentimenti e nelle azioni dei protagonisti delle storie – dèi ed eroi ma non solo. Discorso sul Mito ci racconta tutti così come siamo: coraggiosi e codardi allo stesso tempo, avventurieri e vittime delle nostre più intime paure. È il racconto dell’umanità attraverso il filtro di storie antichissime. Ognuno può ritrovare sé stesso nelle vicende di Orfeo o in quelle di Euridice, ognuno può immaginare di essere Zeus o una delle sue vittime.Discorso sul Mito è un progetto che da quasi dieci anni gira l’Italia incontrando il pubblico ovunque se ne dia l’occasione: negli appartamenti, nelle aule scolastiche, nelle sedi associative, nei giardini. In questo momento però, al di là delle difficoltà oggettive imposte dal tempo che viviamo, ci è sembrato doveroso stare su un palco, ribadire che il teatro è un luogo vivo. Non è soltanto una testimonianza, ma un tentativo vero di ricucire una distanza.In questa nuova versione del progetto l’incontro con gli spettatori avviene per piccoli gruppi nel corso di un’intera giornata. A ciascuno di essi (anche se dovesse trattarsi di un solo spettatore) viene donata una storia tratta da un ampio repertorio che va dalla mitologia classica a quella precolombiana, quest’ultima sezione è pensata anche per gli spettatori più piccoli.L’abbraccio (metaforico) con gli spettatori è ciò che più ci è mancato in questi lunghi mesi di silenzio forzato. Tornare in teatro e scegliere di restarci per un giorno intero è un atto d’amore oltre che una rivendicazione. Si tratta di una sfida, di un esercizio ostinato di volontà e di libertà, un tentativo di tornare ad abitare i teatri più piccoli e con meno risorse a disposizione.www.teatrovillapamphilj.it Costi biglietti: 7€: singolo spettacolo. 10€: due spettacoli, 14€: tre spettacoli 21€: quattro spettacoli.

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70 anni fa nasceva il primo computer commerciale della storia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Il 31 marzo del 1951,70 anni fa, gli ingegneri J. Presper Eckert e John Mauchly, consegnarono all’United States Census Bureau il primo computer commerciale al mondo che prese il nome di UNIVAC I (Universal Automatic Computer I) con l’obiettivo di monitorare il cosiddetto baby boom, ovvero il sostanziale aumento demografico che si verificò in America all’inizio degli anni Cinquanta. Messo in funzione il 14 giugno seguente, vennero vendute 46 unità ad alcune società e al governo USA: oltre all’ufficio dei censimenti americano, l’UNIVAC I fu acquisito da General Electric, società privata che lo impiegò nella sua fabbrica di elettrodomestici di Louisville per la gestione dei libri paga dell’azienda e per il sistema di controllo degli inventari dei magazzini. Cosa ha di straordinario questa invenzione? Si potrebbe pensare al prezzo di vendita, tra 1,25 e 1,5 milioni di dollari, o alle sue dimensioni, grande quanto un grosso armadio per un peso totale di 13 tonnellate. La vera rivoluzione consiste però nel fatto che per la prima volta nella storia un computer venne usato per l’elaborazione dei dati, e non solo per equazioni e calcoli complessi, funzione principale fino a quel momento. Inoltre, per la prima volta venne adottato il termine “automatico”: tutti i dati, sia numeri che lettere, erano immagazzinati e letti da un’unità a nastro metallica, senza il bisogno di inserire i programmi manualmente. Uno strumento del tutto innovativo e visionario che il New York Times chiamò “Il genio matematico alto 2,43 m”, in grado di registrare e classificare un cittadino medio in base al sesso, stato civile, istruzione, residenza e altre informazioni in un sesto di secondo. Ma cosa è cambiato in 70 anni nella gestione dei dati a livello commerciale? Si potrebbe dire che per la prima volta nella storia un computer abbia anticipato l’evoluzione che avrebbe preso il nome di Data Integration, ovvero un complesso processo di assimilazione, mappatura, spostamento e trasformazione dei dati, necessario a ottenere la loro elaborazione e il loro funzionamento. Oggi la digitalizzazione ha portato a un’esponenziale crescita della mole di dati che le aziende devono saper gestire in modo efficace e rapido. Da enormi computer si è passati a software in grado di gestire in modo intuitivo, dinamico e sicuro i dati. Tra queste ci sono quelle di Primeur, multinazionale italiana specializzata in Data Integration, che da oltre 30 anni fornisce i propri strumenti ad aziende nazionali e internazionali. “In 70 anni la tecnologia ha fatto enormi passi avanti. L’UNIVAC I è stato sicuramente il precursore di questo movimento che oggi è fondamentale per gestire l’operatività delle grandi aziende del settore pubblico e privato – afferma Stefano Musso, CEO di Primeur – una gestione migliore dei dati vuol dire un maggiore incremento della produttività, del time to market e del servizio complessivo di un’azienda, oltre a permettere di prendere scelte più precise e rapide a livello di business management”.Nonostante le difficoltà riscontrate dai due scienziati nella costruzione dell’UNIVAC I, questa opera portò loro grandi soddisfazioni e primati. Il 4 novembre 1952 per la prima volta nella storia un computer riuscì a prevedere la vittoria alle elezioni presidenziale di Dwight D. Eisenhower con un margine di errore dell’1%. Da quel momento gli americani presero realmente coscienza dell’importanza tecnologica di questa macchina, tanto che UNIVAC divenne la parola più comune per indicare i computer. UNIVAC I non fu l’unica impresa per gli scienziati Presper Eckert e John Mauchly: pochi anni prima, esattamente nel 1946 progettarono ENIAC, Electronic Numerical Integrator and Calculator, il primo computer elettronico general purpose nella storia. Il progetto venne affidato ai due scienziati dall’U.S. Army Ordinance Department che aveva bisogno di uno strumento capace di risolvere i problemi di calcolo delle curve balistiche dei proiettili dell’artiglieria. A differenza dell’UNIVAC, questo primo computer occupava una superficie di 180 metri quadrati e pesava circa 30 tonnellate. Oltre alle dimensioni notevoli, l’ENIAC consumava fino a 150 kilowatt di potenza: proprio per questo motivo, quando venne messo in funzione per la prima volta, provocò un black-out generale nel quartiere ovest della città di Filadelfia. Non a caso, la parola inglese “brainiac”, ovvero cervellone, deriva proprio dal primo computer elettronico ENIAC. Da costare 1 milione di dollari e pesare 13 tonnellate, il computer è entrato in ogni casa e ufficio di tutto il mondo, rivoluzionando il modo di vivere e di lavorare. Nell’ultimo anno la pandemia ha spinto notevolmente il mercato dei PC, registrando la miglior crescita dell’ultimo decennio a livello globale: come riportato dal Financial Times, secondo una ricerca della società Gartner nell’ultimo trimestre del 2020 le unità di Personal Computer spedite in tutto il mondo sono state 79,4 milioni, un aumento del 10,7% rispetto all’anno precedente, mentre su base annua c’è stata una crescita del 4,8% rispetto al 2019, con 275 milioni di unità vendute in più, il dato più alto mai registrato dal 2010. La società di ricerca IDC, invece, ha registrato 303 milioni di unità spedite con una crescita del 13,1% nel 2020, mentre Canalys ha affermato che nell’ultimo anno le spedizioni sono cresciute dell’11% e hanno raggiunto le 297 milioni di unità.

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I 1600 anni della nascita di Venezia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Venezia – Mestre M9 Edu, il dipartimento educativo di M9 – Museo del ’900, celebra presentando Climate Hero, nuovo progetto di edutainment di M9 Edu. Lo speciale compleanno, che identifica nel 25 marzo del 421 il giorno di fondazione della Città di Venezia, è l’appuntamento ideale per presentare a tutti gli appassionati di gaming il nuovo laboratorio creativo di M9 Edu. Invitati a rispettare e proteggere l’ambiente, soprattutto per le future generazioni, i giocatori impareranno a vivere responsabilmente. Sviluppato sulla piattaforma Minecraft, in collaborazione con Maker Camp, partner tecnologico, il nuovo gioco vedrà protagonista un eroe moderno. Un paladino della sostenibilità che accetta la sfida per sensibilizzare grandi e bambini sui temi del Semestre Green di M9 – appena presentato nell’ambito della mostra temporanea Foresta M9 – e dei più importati tra i 17 obiettivi, lanciati dall’ONU nel 2015, inseriti nell’Agenda 2030. Dopo il successo del laboratorio M9 Edu Craft e del contest M9 Urban Landscape, Climate Hero vede, quindi, da un lato Minecraft ricordare la millenaria storia dell’iconica città invidiata dal mondo intero, con la precisa riproduzione mappale della laguna veneziana. Dall’altro Maker Camp, specializzato nell’utilizzo educativo di Minecraft all’interno della scuola italiana e nei musei che, in collaborazione con M9 – Museo del ’900, annuncia la messa online di questo nuovo avvincente gioco scaricabile gratuitamente. Insegnare a vivere consapevolmente e parlare ai ragazzi per farli riflettere su temi complessi quali quelli legati ai cambiamenti climatici senza precludere la caratteristica del gioco, attraverso “mondi” sorprendenti, è la mission di Climate Hero. Si va dallo sviluppo sostenibile – dove i giocatori sono impegnati a coltivare orti urbani, o creare filiere corte e reti economiche solidali – al servizio di sicurezza e controllo urbano per multare automobilisti che usano auto inquinanti, fino alle gondole veneziane con un pronto servizio di “gondola sharing”. Il giocatore di Climate Hero diviene protagonista di azioni a energia pulita: una serie di turbine eoliche, che sfruttano i venti provenienti dal mare, e file di pannelli solari, pronti a intercettare i raggi solari, condurranno i gamer a un epico finale tutto da scoprire. «Climate Hero è il risultato di un percorso che è partito tre anni fa, quando M9 ha deciso di sperimentare percorsi didattici utilizzando la piattaforma videoludica Minecraft Education Edition. Una piattaforma versatile che consente di lavorare trasversalmente su diverse discipline, dalla matematica alla storia dall’educazione civica all’arte», spiega il Direttore scientifico di M9 – Museo del ’900 Luca Molinari. «È stato ricostruito fedelmente tutto il Polo M9. Da qui è nata l’idea di costruire un percorso didattico permanente che abbiamo chiamato M9 Edu Craft. Il giocatore all’interno del distretto virtuale trova prove da compiere a difficoltà graduale su temi legati a M9 e ai programmi curricolari scolastici. La naturale evoluzione di questo percorso è stato il lancio del contest M9 Urban Landscape, alla sua terza edizione incorso in questo momento. Nel 2020 il contest ha visto la partecipazione di 700 scuole, più di 14.500 ragazzi tra territorio nazionale e internazionale. Siamo consapevoli del potere educativo di questo mezzo e del fatto che attraverso il gaming possiamo raggiungere una comunità ampia che va oltre la proposta scolastica. La sfida che ci siamo posti con Climate Hero è quella di raggiungere più ragazzi possibili, soprattutto quella fascia di giovani che faticano ad avvicinarsi alle proposte e ai percorsi culturali di scuole, musei e centri culturali». Una vocazione sociale, questa di M9 Edu, che risuona da sempre nelle corde del museo e che in Climate Hero trova una nuova cassa di risonanza per parlare ai giovani, non solo attraverso le istituzioni scolastiche. A oggi Climate Hero – sviluppato da Marco Vigelini di Maker Camp – conta oltre 20.000 download. Il gioco è totalmente gratuito. Per scaricarlo al link: http://bit.ly/mcvenezia1600 è necessario possedere la licenza Minecraft per Smartphone\PC\Console.

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Nasce la ‘Milano Smart City Alliance’

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

Lavorare in sinergia e fare sistema tra imprese per favorire lo sviluppo della città del futuro in chiave smart, grazie a progetti condivisi e innovativi a beneficio di cittadini e aziende. Con questo spirito è nata la ‘Milano Smart City Alliance’, un’alleanza tra imprese che, in partnership con istituzioni e stakeholders del territorio – in particolare il Comune di Milano -, agisce ideando progetti catalizzatori e sostenendo iniziative per promuovere un modello di sviluppo urbano basato su innovazione, sostenibilità e collaborazione.La ‘Milano Smart City Alliance’, promossa da Assolombarda e formata ad oggi da un comitato di nove imprese – A2A Smart City, Accenture, ATM, Cisco, Coima, Enel X, IBM, Siemens, TIM – sostiene l’open innovation affinché stimoli imprese e start up a impegnarsi nella creazione di nuove soluzioni e progetti smart con un significativo impatto per la città in ambiti come la digitalizzazione, la sicurezza e l’utilizzo dei dati, ambiente ed energia, la mobilità sostenibile e le nuove modalità di lavoro.‘CyberSecureCity’ è la prima iniziativa della ‘Milano Smart City Alliance’, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano, allo scopo di diffondere maggiormente la cultura digitale della sicurezza.Infatti, la trasformazione digitale è tra i principali aspetti sui quali intervenire per costruire una città sempre più smart. Si tratta di un fenomeno che a causa della pandemia ha subito una grande accelerazione creando, insieme a diversi aspetti positivi, anche qualche criticità: tra queste, l’esposizione di un numero sempre maggiore di utenti e di una mole crescente di attività e servizi ai rischi connessi al cyber crimine. Attraverso questo progetto, presentato oggi durante l’evento “CyberSecureCity: imprese e istituzioni sviluppano azioni concrete per città digitali e protette”, Assolombarda mette a disposizione del Comune di Milano l’esperienza sviluppata nella realizzazione della sua piattaforma Cybersecurityalliance, uno strumento di comunicazione e dialogo tra l’Associazione e la Polizia Postale per condividere con le imprese le informazioni tecniche sugli attacchi informatici, insieme ai relativi aggiornamenti di sicurezza.A questo si aggiungono iniziative di carattere informativo e formativo rivolte ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ai cittadini, alle imprese e alle scuole, con l’obiettivo di divulgare nozioni utili a fronteggiare i rischi connessi all’uso delle nuove tecnologie.

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Centenario della nascita di Nilde Iotti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

Venerdì 15 Gennaio 2021 alle ore 17.30 si svolgerà il dibattito pubblico in diretta web sul tema: “Il Maschilismo è ancora ovunque”. Lo spunto dell’incontro arriva dall’ottimo libro di Tiziana Ferrario, nota giornalista Tv e apprezzata scrittrice, dal titolo “Uomini: è ora di giocare senza falli” (Edizioni Chiarelettere). Prenderanno parte, oltre l’autrice del libro, la Presidente della Fondazione Nilde Jotti, Livia Turco; la consigliera di Parità della Regione Umbria, Monica Paparelli; Lorena Pesaresi, socia Fondazione Nilde Iotti ed esperta di politiche di genere; Marco Pareti, scrittore e redattore; Gianmarco Cesari, avvocato e presidente Comitato provinciale di Perugia Lidu; Jean Luc Bertoni, editore; Stefano Ciccone dell’Associazione nazionale ‘Maschile Plurale’. Coordina i lavori Giuseppe Castellini, direttore del Nuovo Giornale Nazionale. L’evento sarà organizzato da remoto: Segui la diretta Web su Starleaf al seguente link https://meet.starleaf.com/4409427249/browser

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Un omaggio a Federico Fellini nel centenario della nascita

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Il 20 Gennaio 1920 nasceva a Rimini Federico Fellini, il Maestro del Cinema mondiale. Se l’Italia è diventata, per tutto il mondo, il paese della “Dolce Vita” lo si deve al suo sguardo unico e inconfondibile. Pochissimi sono riusciti a rappresentare l’intera storia del nostro Paese come ha fatto Fellini: un artista che attraverso il cinema è riuscito a inventare un mondo intero, creando un immaginario capace non solo di raccontare la propria generazione ma anche di entrare in contatto con quelle successive.Nel centenario della nascita, l’Associazione Culturale “Il Sogno di Ulisse”, nell’ambito della 9^ edizione di Visioni Corte International Short Film Festival, in programma fino al 19 dicembre, ha voluto omaggiare il grande regista con una mostra fotografica dal titolo “Federico Fellini, 100 anni del genio del cinema italiano” in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale, evento che rientra tra le celebrazioni targate “Fellini 100” del Mibact.Con 39 scatti si racconta il dietro le quinte dei suoi capolavori come “La Dolce Vita”, “8 e mezzo”, “Giulietta degli Spiriti”, “Casanova”, “Lo Sceicco bianco”, “La voce della Luna”, film nei quali ha diretto mostri sacri come Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Roberto Benigni. La mostra avrà un’anteprima “virtuale” sulla piattaforma streaming del festival al link http://www.visionicorte.online in quanto non si potrà fruire dal vivo a causa delle restrizioni per l’emergenza sanitaria Covid-19, ma sarà allestita nell’area espositiva del Museo Diocesano, all’interno della Arcidiocesi di Gaeta, nel cuore del centro storico della città, non appena riapriranno i musei. L’inaugurazione è prevista per domenica 13 dicembre, alle ore 16, sulla piattaforma.Inoltre, il programma prevede, alle ore 17 sui canali Facebook e YouTube oltre che sulla piattaforma del festival, un focus con il critico cinematografico Gordiano Lupi, che presenterà il suo libro “Per conoscere Federico Fellini. A cinema greatmaster”, edito da Il Foglio. In questo volume Lupi ripercorre la vita del grande artista, propone al lettore un’analisi delle opere ed una visione dei suoi rapporti con il mondo. Il testo è accompagnato da un’esclusiva selezione di fotografie, che mostrano Fellini sul set dei più importanti film, in occasione degli eventi che hanno caratterizzato la sua carriera e le poche, rare foto, che lo ritraggono nella vita privata.Quest’anno sono 107 i cortometraggi selezionati tra oltre 2000 giunti in selezione da tutto il mondo, 55 opere in concorso, 52 opere fuori concorso; 40 Nazioni rappresentate; 4 Sezioni competitive, 3 Sezioni non competitive, altissima presenza femminile dietro la macchina da presa con 50 registe donne. Diverse le anteprime italiane ed europee che saranno al centro delle varie serate del festival. Il tutto fruibile gratuitamente sulla piattaforma streaming http://www.visionicorte.online fino al 19 dicembre. Visioni Corte International Short Film Festival è realizzato con il contributo della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Mibact e della Regione Lazio, gode dell’Alto patrocinio del Parlamento Europeo, e dei patrocini di Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, Provincia di Latina e Comune di Gaeta e fa parte di AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema, FEDIC – Federazione Italiana Cineclub e Coordinamento Festival Cinematografici Campania. Partner culturale Centro Sperimentale di Cinematografia e Cineteca Nazionale.

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L’uomo del terzo giorno e la nascita della biologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Mi riferisco al terzo giorno della creazione in cui Dio disse: “Sulla terra asciutta nascano le erbe, le piante con i loro semi.” E la biologia, dovremmo soggiungere, è stata la longa manus di questo miracolo della natura scoprendo la molecola dell’Adn altrimenti detto acido desossiribomucleico che spiega la vita di tutti i viventi, dall’erba all’uomo attraverso le piante e tutti gli animali con formule diverse e specifiche, cioè irripetibili e non trasferibili dall’una all’altra specie. Così il biologo è diventato un esploratore del terzo giorno. E potremmo soggiungere come ha scritto Luigi Gedda che il biologo è altresì lo scienziato del Paradiso quando Adamo è stato incaricato di dare a ciascun essere un nome qualificando ogni specie vivente come farà poi Linneo e gli altri scienziati, trovando nuove specie e nelle specie nuove variabilità, la scienza insomma.
Le due proposizioni sono unite dall’idea della vita e dal modo come riconoscerla e coltivarla e prosperano solo se sono collegati dall’amore che si nutre per esse. La stessa difesa della vita ci insegna che non è sufficiente favorirne la nascita ma nel permettere che la sua crescita e la sua maturità si evolva in un ambiente ospitale e la scienza può fare molto se la si mette al servizio dell’umanità per migliorare il suo tenor di vita, nessuno escluso. È il senso che diamo alle cose e le riconosciamo e rispettiamo nella nostra quotidianità. (Riccardo Alfonso)

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Oggi è il 150enario della nascita di Maria Montessori

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

“Una donna straordinaria, non solo per i suoi tempi, capace di rompere le convenzioni e insieme di farsi ascoltare in tutto il mondo, proponendo un metodo che nel 1909 rovesciava tutte le acquisizioni della sua epoca sull’educazione, per mettere al centro il bambino. Da donna, che rappresenta le istituzioni e opera al Governo, Maria Montessori è per me fonte di ispirazione. Avere il coraggio e l’ostinazione di perseguire le strade impervie del cambiamento è il grande insegnamento che ci ha lasciato.
Nella sua città, per celebrarne la ricorrenza sarà proiettato un documentario che potrete vedere anche su SkyArte“.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Il 15 agosto del 1769, 251 anni fa, nasceva Napoleone Bonaparte

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Pochissimi personaggi hanno avuto la fortuna storiografica e letteraria di Napoleone. Tantissimo si è scritto su di lui, sviscerando ogni aspetto della sua complessa quanto affascinante figura. Ma, alla fine, Napoleone resta un’opera aperta.
Capo popolo o Grande Normalizzatore della Rivoluzione Borghese? Genio soltanto Militare o, anche e soprattutto, Statista e Visionario, Grande Profeta, Precursore dell’Idea Europea? Imperatore o Dittatore?
Bonaparte è un personaggio così poliedrico da prestarsi a queste ed altre interpretazioni. Una delle sue grandi doti, messa in luce sapientemente dal giornalista e consulente in corporate e reputation strategy Roberto Race (www.robertorace.com) è l’impareggiabile capacità di dialogare con l’opinione pubblica. Una categoria concettuale, quest’ultima, che nasce proprio con lui e che Race evidenzia grazie al suo punto di vista che viene dal lavorare al fianco dei Ceo e dei board di alcune importanti multinazionali e imprese familiari italiane.Race ha approfondito la questione nel suo “Napoleon the Communicator: Thinking with the mind of the winner” versione inglese alla quinta ristampa proprio in questi giorni e aggiornata del precedente “Napoleone il Comunicatore” edito da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi.Diffuso su Amazon, edito da ScriptaManent, il volume è acquistabile nelle principali librerie internazionali, prodotto sia in formato cartaceo, con distribuzione in pochi giorni in tutto il mondo, sia in versione Kindle.Tra le novità dell’edizione inglese la postfazione di Charles Bonaparte, ultimo erede di Napoleone e presidente della Federazione Europea delle città napoleoniche.Come un leader costruisce il consenso? Qual è il suo rapporto con i collaboratori? Come coniuga carisma e spirito di squadra? Come utilizza tempi e modi del comunicare per vincere battaglie militari e politiche? Come strumentalizza iconografia, immagine, messaggio culturale per accrescere il suo potere personale? Come eterna se stesso al di là della sconfitta sul campo, unico perdente della storia che riesce a trasmettere ai posteri il proprio racconto di vita, sottraendolo alle manipolazioni dei vincitori in nome di una verità anch’essa artificiosa, costruita a tavolino nel Memoriale di Las Cases?

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A 92 anni dalla nascita Domenico Modugno continua a farci sognare

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Roma, 9 gennaio 2020 – Il 9 gennaio 1928 nasceva Domenico Modugno, il grande artista pugliese le cui canzoni a distanza di un secolo rimangono più attuali che mai.Da Gipsy Kings, Louis Armstrong, Ray Charles, Frank Sinatra, The Platters, Paul Mc Carthney a Luciano Pavarotti, Mina, Carmen Consoli e Negramaro, passando per Stefano Bollani senza dimenticare la bella fiction prodotta da Rai Uno, nonché il recente allestimento del musical Cyrano musicato da Modugno, sono tanti e sempre attuali gli omaggi a Mr. Volare.Già Quasimodo diceva che “alcune poesie di Modugno sono assai belle”, tanto che egli sembra “quasi uno scrittore siciliano”.Ed è proprio la poesia che rende Modugno immortale.Oggi la poesia è quasi scomparsa, come genere innanzitutto, ma non solo. La poesia è scomparsa come modo di vivere e vedere l’esistenza e nella capacità degli artisti di svelare un mondo precedente, portatore di un sentimento delicato.Monica Vitti diceva che “La poesia è una grazia, una possibilità di staccarsi per un po’ dalla terra e sognare, volare, usare le parole come speranze, come occhi nuovi per reinventare quello che vediamo”.E nell’ambito musicale, occorre un grande artista che sappia destreggiarsi con la musica del verso per emozionare.Domenico Modugno è sicuramente tra questi, che per la diffusione della lingua italiana nel mondo, ha fatto tanto.
“Ciao, ciao bambina” è un’espressione largamente usata ovunque, mentre “Volare” rimane l’emblema della canzone italiana, quella più cantata al mondo con “O Sole mio”: un canto transgenerazionale, transculturale e multiculturale, atto ad unire quindi popoli e generazioni, di qualsiasi estrazione. Un testo che porta la testimonianza indelebile del desiderio di superare la povertà, un’arretratezza generale del dopo guerra, in altre parole la Storia: desidero che un giovane cantante del sud, nel 1958, trasforma in un sogno di riscatto a portata di mano di chiunque, vincendo Sanremo… Modugno dunque, diventa così un uomo-simbolo e da tale, nel corso della sua splendente carriera, interpreta e racconta, scavando nel profondo dell’animo di altri uomini, rivoluzionari e paladini della giustizia, degni della sua forte personalità. Due per tutti: “Tommaso d’Amalfi” detto” Masaniello” scritta dal grande Eduardo De Filippo, e soprattutto “Cyrano de Bergerac” tratto da Rostand su testo di Riccardo Pazzaglia. Di quest’ultimo, è recente un magnifico allestimento che parte da Napoli, per la regia di Bruno Garofalo con l’interpretazione di un magistrale Gennaro Cannavacciuolo, che con Cyrano ma anche con il suo recital “Volare-concerto a Domenico Modugno” – giunto a 600 repliche (l’unico spettacolo omonimo autorizzato in vita da Modugno stesso) spicca artisticamente nel portare in giro per l’Italia e nel mondo, l’animo poetico-musicale e viscerale, del grande artista pugliese. Una rara artisticità, elegante e poetica, oggi a forte rischio di estinzione e che è quindi doveroso difendere rammentandola e portandola, sempre ed ovunque, come esempio di autentica bellezza. (Comunicato a cura di Gianni Gori)

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“Siamo a Natale e siamo in tanti a festeggiare la nascita di Gesù Bambino”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

Madonna del Patrocinio“Stretti nell’affetto dei nostri cari”. A parlare, è Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita da Cascia, che dalla clausura invita i cristiani a riflettere sul mistero di Dio che si è fatto uomo.“Venuto in Terra tra gli ultimi – prosegue la custode del messaggio di Santa Rita – Gesù ci ricorda la meraviglia dell’amore del Padre, un amore gratuito, infinito e universale, che ci rende tutti fratelli e sorelle. E pensando ai nostri fratelli e alle nostre sorelle vittime del terremoto del Centro Italia, nel giorno del Santo Natale, porteremo sull’altare del Signore la nostra preghiera più fervida, affinché non siano dimenticati nella loro drammatica situazione. Rinnoveremo anche le nostre intenzioni a Santa Rita da Cascia, che interceda per le anime di tutti i defunti e per coloro che soffrono nel mondo”. “Ognuno di noi può fare qualcosa per lenire le ferite di chi è più in difficoltà. In particolare, i nostri governanti auspico ne sentano il dovere, che non lascino inascoltato il grido d’aiuto che s’innalza dal cratere ormai da oltre tre anni. La Famiglia Agostiniana tutta è accanto ai terremotati, che vivono ancora in situazioni di precarietà materiale e allo stesso tempo emotiva, esiliati dalle loro stesse case e preoccupati dal futuro. Il messaggio di salvezza del Natale illumini i nostri cuori di coraggio e speranza”.“A tutti, e in particolare ai più bisognosi – conclude la Madre – giungano gli auguri di buon Natale da parte delle monache e dei padri agostiniani di Cascia. Chiediamo a Gesù Cristo di custodirvi sempre e di proteggervi nel nuovo anno che sta arrivando”.

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Nasce a Roma l’AEFT – Associazione Europea Formatori Teatrali

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

E’ la prima Associazione Culturale in Italia e in Europa impegnata nell’ organizzazione di corsi di Alta Formazione , Promozione e Gestione di Eventi Artistici, disponendo di una vasta rete di contatti con il mondo Artistico – Culturale, e il settore Medico – Sanitario.
Una vera e propria evoluzione della specie artistica (nata grazie alla sinergia con la Full Dance Italia e la PDT-Profumo di teatro) che si pone come obiettivo principale lo sviluppo e la tutela del ruolo del formatore teatrale e cinematografico, purtroppo non ancora riconosciuto, offrendo una solida preparazione che possa creare nuove figure professionali del settore. Alla base vi è una inedita visione artistico –scientifica, in cui ogni settore preso in considerazione avrà una preparazione completamente diversa e soprattutto innovativa in quella che è la scelta specialistica desiderata, attraverso un nuovo metodo che affianca specialisti medico sanitari.
Gli Attori saranno Professionisti con alla base tecniche teoriche e pratiche che li renderanno totalmente competitivi, i registi saranno prima attori e poi specialisti di Regia con competenze reali di recitazione e con capacità concrete di realizzazione, i formatori Teatrali saranno Professionisti nel settore educativo teatrale, formati con un metodo artistico scientifico, con riferimenti a quelle che sono le capacità e conoscenze di Recitazione – Regia e soprattutto di insegnamento delle stesse.L’AEFT intende dunque porsi come interlocutore nel settore dello Spettacolo, Locale, Regionale e Nazionale per quanto riguarda la Formazione, favorire la Diffusione Artistica, collaborando con la classe medica per dare il proprio apporto qualificato, tutelando il lavoro dei Tecnici D’Arte, lavorare in maniera attiva e qualificata per portare uniformità di regole su tutto il territorio nazionale riguardo la Formazione Artistica, Tutelare la Formazione Professionale in ambito artistico culturale, contrastando quelle entità prive di Garanzie Tecniche.Alla guida del progetto Daniel De Rosa e Angelo Leli. La direzione artistica è curata dall’attore e regista Giancarlo Fares, mentre il team tecnico è composto dal Dr. Fabio Barigelli, la Dr.ssa Viviana Vinci, Luigi Pisani, la Dr.ssa Federica Cicerchia, Costantino Vetere, la Dr.ssa Silvia Schiano di Tunnariello, Dr.Emanuele Soldati, Antonio Silvestre, Simone Poggi, Dr.ssa Viviana Vinci, Isadora Gorra, Lorenzo Magnante, Beatrice Fabi, Gabriele Petrucci, Giovanni Sicari, Giacomo Barabino.

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Governo Conte: Nascita e destino

Posted by fidest press agency su sabato, 14 settembre 2019

By Enrico Cisnetto. Sbaglierebbe di grosso chiunque leggesse il cambio di alleanze di governo, che ha avuto come obiettivo e come conseguenza la marginalizzazione di Matteo Salvini, e ora formulasse il giudizio sul Conte2, senza inquadrare queste vicende nel quadro delle ben più complesse partite che si stanno giocando in Europa, e tra la Ue e gli altri tre grandi player mondiali, Stati Uniti, Russia e Cina. Sarebbe in errore, per esempio, chi dovesse credere che la nomina di Gentiloni a commissario Ue, e per di più agli Affari economici, sia stata una conseguenza, e non invece una delle cause, della nascita della maggioranza 5stelle-Pd. Così come sarebbe fuori strada chi sottovalutasse il significato politico della discesa dello spread iniziata con la rottura del patto 5stelle-Lega, o chi considerasse cosa estranea ai nostri fatti le ultime scelte della Bce e la difficoltà che Draghi ha dovuto registrare nel farle passare. Dunque, cerchiamo dunque di inforcare gli occhiali adatti e di mettere a fuoco la pazza estate italiana nel giusto contesto.Oggi in Europa ci sono almeno tre fronti di guerra lungo i quali si stanno combattendo altrettante battaglie decisive, tra loro fortemente intrecciate. Il primo, e più evidente, è quello che contrappone il mondo europeista a quello sovranista, a far data dal 23 giugno 2016, quando nel Regno Unito il referendum su Brexit ha premiato il leave sul remain. Il secondo è quello che vede l’Europa, e in particolare il paese leader, la Germania, messa in mezzo – fino a rischiare di essere il classico vaso di coccio tra vasi di ferro – nelle ruvide dinamiche mondiali. Il terzo è quello che riguarda l’indirizzo e l’uso della politica monetaria come strumento fondamentale nei rapporti di forza economici, ma anche politici dentro e tra le quattro forze che più comandano nel mondo.Partiamo dal braccio di ferro dentro il Vecchio Continente. La distinzione tra coloro che sono per la sovranità europea e coloro che parteggiano per le sovranità nazionali è un po’ tagliata con l’accetta, ma rende bene l’idea. D’altra parte, basta riavvolgere il film delle elezioni europee di maggio per ricordarsi che lo scontro non è stato tra le quattro forze decisive della politica continentale – le tre famiglie storiche, popolari, socialisti e liberaldemocratici, più i Verdi, ormai consolidati – ma tra queste i nazionalismi di vario genere, specie se di estrema destra (i francesi del Rassemblement National di Marine Le Pen, i tedeschi di Alternative fur Deutschland, gli inglesi di Brexit Party guidati da Nigel Farage, gli spagnoli di Vox) escluso l’ungherese Viktor Orbán, che pur essendo un sovranista doc, è incapsulato dentro il Ppe. Un fronte in cui, negli ultimi tempi, si è prepotentemente inserita la “nuova” Lega di Salvini, che tra l’altro il 26 maggio ha ottenuto la migliore performance politica nazionale. Ma, nonostante il robusto apporto di Salvini e la crescita di altre realtà, la nebulosa nazionalista, però, ha perso.Tuttavia, restava aperta la ferita del governo nazional-populista italiano, cioè di uno dei paesi fondatori della Comunità e il terzo per peso specifico una volta uscita la Gran Bretagna, che a più riprese aveva dato segni di ostilità nei confronti di Bruxelles, oltre che verso Parigi e Berlino. Ferita resa ancor più sanguinante dalla prospettiva di un’ascesa ulteriore di un Salvini che, nel frattempo, si era incautamente spinto da un lato a chiedere agli italiani “pieni poteri” e, dall’altro, a intessere relazioni (qualcuno più prosaicamente dice a trafficare) con il più pericoloso degli interlocutori internazionali, il russo Putin.
Insomma, un pericolo che andava fermato. Legittimamente, aggiungiamo noi, considerato che il processo di integrazione europeo, pur essendo ancora incompleto, è comunque troppo avanti per non cointeressare gli uni alle vicende degli altri. È la nuova dimensione della politica continentale, e tutto si può fare meno che ignorarla o considerarla indebita. Lasciamo dunque alla propaganda e agli stolti l’idea che si sia trattato di ingerenza, e guardiamo ai fatti: in Europa si è fatta politica per mettere all’angolo Salvini. Spingendo i 5stelle prima ad abbandonare l’idea di unire i loro europarlamentari a quelli di Farage (per poi approdare ora, con tutta probabilità, con i Verdi) e poi a schierarsi a favore di Ursula von der Leyen quale nuovo presidente della Commissione Ue. Cosa che il leader della Lega ha considerato un’intollerabile rottura, da cui ha poi fatto discendere, con il concorso di altre cause, l’incredibile suicidio politico dell’apertura della crisi di governo. Un regalo insperato al fronte europeista, che ha subito spinto il Pd ad intavolare la trattativa che poi ha portato al bis di Giuseppe Conte a palazzo Chigi. Che, agli occhi del leader europei, è apparso come l’uomo che stava “normalizzando” il più grande partito populista d’Europa, nato dall’esplosivo mix di anti-politica e rifiuto della democrazia rappresentativa a favore di una non meglio definita democrazia diretta.Basti pensare che Emmanuel Macron aveva telefonato all’allora presidente del Consiglio dimissionario già la mattina dopo il suo intervento al Senato in cui aveva steso il tracotante Salvini, per manifestargli l’apprezzamento per il “coraggio” di quel discorso e offrirgli, anche a nome di Angela Merkel, tutto il sostegno di cui aveva bisogno. Il presidente della Repubblica francese aveva in quella circostanza ribadito che Parigi, al pari di Berlino e Bruxelles, consideravano Salvini “il cigno nero” d’Europa e che se Conte avesse portato fino in fondo l’espulsione del leader della Lega dal governo italiano sarebbe stato “benemerito”. Ergo il nuovo governo avrebbe ottenuto per un esponente di prestigio un incarico di altissimo livello nella Commissione – ecco perché la nomina di Gentiloni, in questo senso per nulla sminuita dalla vicepresidenza con giurisdizione sull’economia data al falco lettone Valdis Dombrovskis, va considerata come uno dei fattori che hanno determinato la nascita del governo M5S-Pd, non una mera conseguenza – e sarebbe stato aiutato a fronteggiare stagnazione e migranti con una disponibilità che non poteva essere offerta a chi aveva dileggiato l’Europa e le maggiori cancellerie continentali, manifestato riserve sulla moneta unica e l’eurosistema. E si era mosso in modo improvvido tanto verso Putin quanto nei confronti di Trump.Ora, però, la partita ha un secondo tempo non meno impegnativo. Perché, come ha spiegato il direttore de La Stampa, Maurizio Molinari, al di là delle sorti di Salvini, Le Pen e degli altri leader sovranisti e populisti, il malessere del ceto medio impoverito dalla recessione, spaventato dai flussi migratori e impreparato di fronte ai nuovi paradigmi imposti dalla globalizzazione e dalla rivoluzione tecnologica digitale, rimane molto alto e chiede risposte che tardano a venire. Ecco perché, al di là dell’influenza che le beghe romane avranno sulla qualità e sulla durata del governo, la vita del Conte2 dipenderà anche e soprattutto dalla convergenza che esso avrà con la Commissione proprio nel gestire il malcontento e nel maneggiare le aspettative del ceto medio e dei ceti produttivi. Così come la premiata ditta “Giuseppe(i) & Ursula” dovrà saper trovare, sul piano della politica estera, la giusta intesa nel fronteggiare la stagione della “nuova guerra fredda” che vede l’Europa – e a maggior ragione l’Italia come paese di frontiera – alle prese con una fedeltà atlantica da ridefinire alla luce delle pazzie di Trump, e con l’aggressività di Russia e Cina, in un contesto multilaterale che non ha le certezze che Yalta aveva dato alla guerra fredda post seconda guerra mondiale. Sul fronte economico, il patto Roma-Bruxelles è agevolato dalla prodigiosa discesa dello spread, ormai a 130 punti – meno della metà di come viaggiava ai tempi giallo-verdi – e avviato a riallinearsi a quello spagnolo (70 punti), come pure dalla nuova fase di “quantitative easing” che Mario Draghi lascia in eredità a Christine Lagarde che gli succede alla guida della Bce e per la quale è fin qui riuscito a superare i freni e gli ostacoli delle componenti europee più ostili alla espansività della politica monetaria, ostilità che rischia di spaccare il fronte europeista proprio ora che sembra riuscire a sconfiggere quello sovranista. Infine, la costruzione di nuovi equilibri europei in materia di politiche di bilancio è agevolata, paradossalmente, anche dalla frenata (con possibilità di recessione) dell’economia tedesca, perché questo potrebbe indurre Berlino a ripensare ad alcune delle (eccessive) rigidità nella gestione della spesa pubblica, spingendo sull’acceleratore degli investimenti comuni europei.Naturalmente l’Italia potrebbe vanificare tutte queste circostanze favorevoli facendo come al solito: omettendo di fare le riforme strutturali, specie quelle che costano – o che tali paiono ad una classe politica debole, pavida e ignorante – in termini elettorali. In questo senso, ciò che più ci ha preoccupato del programma del nuovo governo non è la sua genericità – che in una situazione così fragile pare persino un’opportunità, visto che potrebbe lasciare più spazio al pragmatismo – e neppure la tendenza, su diversi fronti, all’acquiescenza verso alcuni tabù, anzi la somma tra i tabù di una certa sinistra che albergano nel Pd e informano il dna stesso di LeU, e quelli in stile “decrescita (in)felice” o giustizialisti, della prima ora ma duri a morire, dei grillini. No, la cosa che consideriamo più grave è che manca completamente un’analisi – anzi, prima ancora una constatazione – del declino italiano, delle sue cause profonde e delle sue radici lontane nel tempo, e di conseguenza di una proposta su come affrontarlo. Tanta, e pericolosamente illusoria, politica redistributiva – con risorse che non ci sono – e nessuna politica di crescita, al di là della generica necessità di praticarla. Speriamo che Ursula abbia le idee chiare e aiuti Giuseppe (e soprattutto i suoi colleghi) ad averle meno confuse. La sfida è comune, l’auspicio è che lo siano anche i risultati. (fonte: http://www.terzarepubblica.it)

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Anniversario della nascita di Nelson Mandela

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

Il 18 luglio 1918 nasceva Nelson Mandela. Nel CI anniversario il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo lo ricorda esemplare testimone della dignita’ umana e infaticabile lottatore nonviolento per la liberazione dell’umanita’ intera, simbolo della solidarieta’ che ogni essere umano riconosce, raggiunge, sostiene, conforta. Nel ricordo di Nelson Mandela qui e adesso riaffermiamo che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’; riaffermiamo che vi e’ una sola umanita’ in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera; riaffermiamo che salvare le vite e’ il primo dovere. Nel ricordo di Nelson Mandela qui e adesso ci opponiamo al razzismo, allo schiavismo, ad ogni violenza che opprime gli esseri umani ed il mondo vivente. Nel ricordo di Nelson Mandela qui e adesso chiamiamo ogni persona di volonta’ buona, ogni associazione solidale, ogni istituzione democratica, all’impegno comune per soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Nelson Mandela e’ stato uno dei piu’ grandi eroi della lotta contro il razzismo, per la dignita’ di ogni essere umano; nato il 18 luglio 1918, tra i leader principali dell’African National Congress, nel 1964 e’ condannato all’ergastolo dal regime razzista sudafricano; nel corso dei decenni la sua figura diventa una leggenda e un punto di riferimento in tutto il mondo; uscira’ dal carcere l’11 febbraio 1990 come un eroe vittorioso; premio Nobel per la pace nel 1993, primo presidente del Sudafrica finalmente democratico compira’ il miracolo della riconciliazione; e’ deceduto il 5 dicembre 2013.
Tra le opere di Nelson Mandela: fondamentale e’ l’autobiografia Lungo cammino verso la liberta’, Feltrinelli, Milano 1995; e’ ora disponibile anche la seconda parte della biografia: Nelson Mandela e Mandla Langa, La sfida della liberta’.

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Nascita del player di riferimento in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Fornire ai propri clienti i più elevati standard di servizio e di performance, attraverso soluzioni sempre più efficaci ed efficienti per la gestione in outsourcing dell’intero processo del credito e del back office bancario. È con questo preciso obiettivo che Caricese e CRIF BPO hanno siglato un accordo strategico a lungo termine per mettere a fattor comune il proprio know-how ed expertise e offrire agli operatori del mercato finance e assicurativo il massimo livello di specializzazione.Due player leader di mercato, a garanzia della qualità e compliance dei servizi erogati:
CRIF BPO, leader nei processi di Credit Origination e servizi Antifrode e riclassificazione bilanci, grazie all’appartenenza al Gruppo CRIF dispone di un patrimonio informativo esclusivo e unico per ampiezza e profondità;
Caricese, player di riferimento nel mercato dell’Outsourcing e nell’efficientamento di tutti i back end bancari.
Un‘offerta di soluzioni e competenze sinergiche e complementari tra loro, che si rafforzano e consentono lo sviluppo di progetti volti a semplificare l’intera filiera operativa delle banche, riducendo i tempi di esecuzione e migliorando l’esperienza del cliente finale.“Sono molto soddisfatto della partnership che abbiamo definito con Caricese, realtà che come CRIF BPO vede efficienza, qualità, professionalità e specializzazione come elementi fondanti del proprio DNA – ha dichiarato Marco Preti, Managing Director di CRIF Services -. Questo accordo ci consente di presentare agli operatori di settore un’offerta integrata end to end per i servizi di gestione del credito, caratterizzata da un livello di assoluta eccellenza e di affidabilità riconosciute dal mercato. Alla luce di questo sono certo che questa collaborazione porterà concreti benefici in termini di valore aggiunto per tutti i nostri clienti.”“Il primo passo di questa importante collaborazione è stata il lancio sul mercato dell’offerta end to end per la Cessione del Quinto, emblema della sinergia di competenze tra le due Società, così come sono già in avanzata fase di realizzazione soluzioni che permettano alle banche di concentrarsi sul loro core business affidando la parte operativa a questa partnership di eccellenze, che le aiuterà nello snellimento dei processi e nella soddisfazione del cliente finale” – prosegue Marco Lodi, General Manager di Caricese.
Nello specifico l’offerta congiunta per la Cessione del Quinto copre l’intero processo end to end, dalla fase di ‘vendita’ con l’analisi della documentazione reddituale, valutazione del merito creditizio, verifiche antifrode e gestione delle attività post delibera in cui CRIF BPO è specializzata, fino alla fase di ‘post vendita’ con attività di back office bancario quali abbinamento degli incassi con il piano di ammortamento, solleciti di pagamento e gestione dei sinistri, campi in cui Caricese eccelle.
L’intero processo è supportato da un software proprietario per la gestione e il monitoraggio delle lavorazioni, a garanzia della massima qualità e rispetto degli SLA.

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La mafia? È nata nel 1816. Ecco perché

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

In libreria per Rubbettino “La spugna d’oro” dello studioso Dario Lanfranca, un saggio che mette in relazione la storia politica siciliana con le origini di cosa nostra
Grazie al lavoro di inquirenti e studiosi oggi sappiamo molto della mafia, di com’è strutturata, della sua ramificazione all’interno della società. L’aspetto che continua a rimanere avvolto nel mistero resta però quello delle sue origini che spesso vengono grossolanamente confuse con quelle del brigantaggio, quasi che l’una fosse la naturale prosecuzione dell’altro.
“La spugna d’oro” (Rubbettino), Il saggio di Dario Lanfranca, studioso siciliano, dottorato a Parigi, attualmente docente a Palermo, vuole indagare proprio quel tratto della storia della mafia che appare ancora fumoso ed enigmatico. Il libro che Rubbettino lancerà in libreria il prossimo 20 giugno vanta la prefazione di Goffredo Fofi e una postfazione di Enzo Ciconte.
“La spugna d’oro” è il frutto di una ricerca durata dieci anni tra gli archivi siciliani e alcune tra le più importanti biblioteche europee, in particolare la BNF di Parigi.
L’autore arriva a delineare l’oggetto sfuggente del suo studio solo dopo aver percorso una lunga – e non frequentata – strada, quella della storia politica della Sicilia. Tutto comincia con un sovrano, Federico III d’Aragona, che nella turbolente fase post-Vespri per mantenersi al potere è costretto ad offrire ai feudatari siciliani buona parte delle competenze e dei beni che appartenevano alla corona: da qui comincia una dinamica di continuo logorio del potere centrale da parte dei poteri periferici rappresentati dai feudatari, legittimati dalle ‘costituzioni’ di Federico, i quali diventano (e permangono nel corso di secoli) signori assoluti di buona parte del territorio isolano. In Sicilia nasce quindi una pratica politica che non si trova da nessun altra parte, in cui al centro del confronto pattizio tra la classe dirigente locale e il sovrano (che dal 1400 circa in poi risiederà fuori) c’è il demanio regale: si verifica il paradosso di sovrani che nel parlamento siciliano – il luogo di ogni compromesso pattizio – mettono in vendita parte dello ‘Stato’ per avere il denaro che consenta loro di riacquistarne parti vendute precedentemente. In Sicilia si sviluppa un’ideologia originale che l’autore chiama con un neologismo nazionalautonomismo, che consiste in una concezione flessibile della nazione che è tale solo nella misura in cui garantisce pattiziamente le prerogative autonomistiche, cioè gli interessi dei potentati locali. Nel meccanismo di funzionamento e di riproduzione del sistema vicereale-parlamentare che per secoli governa l’isola, un ingranaggio essenziale era costituito da quelle strutture adibite alla violenza e al controllo dell’ordine pubblico, con una storia tutta a sé stante di Palermo, centro della dinamica pattizia da cui partivano e in cui confluivano le diramazioni politico-amministrative-economiche dall’intera isola. La fine del parlamento nel 1816 crea un vuoto che viene riempito dalla polvere del crollo delle suddette strutture che nel corso dell’Ottocento si rideposita creando un nuovo aggregato: la mafia. Un aggregato composto da una strana caratteristica mistura di vecchio, anche molto vecchio, e nuovo.
http://www.rubbettinoeditore.it

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Cinquecentenario della nascita di Cosimo I

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

galleria uffizi firenze.jpgFirenze Le Gallerie degli Uffizi celebrano il cinquecentenario della nascita di Cosimo I (1519-1574), primo Granduca di Firenze, dedicandogli un ‘trittico’ di mostre: “Cento lanzi per il Principe”, “Una biografia tessuta. Gli arazzi seicenteschi in onore di Cosimo I” (sala delle Nicchie e sala Bianca di Palazzo Pitti dal 5 giugno al 29 settembre) e “La prima statua per Boboli. Il Villano restaurato” (sala delle Nicchie di Palazzo Pitti dal 5 giugno al 29 settembre).
La prima ad aprirsi, Cento lanzi per il Principe, è dedicata alla Guardia tedesca dei Medici (‘Guardia de’ lanzi’ in vernacolo fiorentino), composta dai caratteristici alabardieri in livrea. La mostra si svolge al primo piano degli Uffizi e non per caso: dalle finestre delle sale si può infatti ammirare la Loggia dell’Orcagna su Piazza della Signoria, che per essere stata la facciata del quartier generale della Guardia tedesca negli Uffizi è ancora oggi nota come Loggia dei Lanzi (abbreviazione dal tedesco “Lanzknecht”, lanzichenecchi). Il loro arrivo a Firenze nel 1541 è una delle manifestazioni della fedeltà di Cosimo I all’imperatore Carlo V d’Asburgo: molto prima di diventare duca di Firenze, Cosimo aveva infatti più volte potuto vedere in azione la Guardia dei cien Alemanes (cento tedeschi) che seguivano l’imperatore in tutti i suoi pellegrinaggi.
Per quasi duecento anni, fino al 1738, i Lanzi hanno svolto una funzione cruciale nell’ambito della corte medicea. Compito principale della guardia era difendere la persona del sovrano e i suoi più stretti congiunti, pertanto nelle raffigurazioni degli eventi legati al sovrano, i suoi soldati appaiono quasi sempre, facilmente individuabili grazie ai loro costumi sgargianti e alla loro arma iconica: l’alabarda.
La mostra percorre la storia di questa milizia sotto vari aspetti – sociale, culturale, militare: divise in quattro sezioni, oltre 90 opere tra armature, armi, vestiti, incisioni, dipinti, documenti e libri ne raccontano l’istituzione e la storia, senza tralasciare l’impatto che essa ebbe sulla vita cittadina. È un racconto a tutto campo, che coinvolge tanto il popolo quanto i personaggi della corte, dai nani alla duchessa Eleonora da Toledo. Sono esposti oggetti sensazionali: quello che resta dell’armatura di Cosimo I, e la splendida armatura del capitano Fernberger con impresso lo stemma mediceo, proveniente dal Künsthistorisches Museum di Vienna, oltre ad armi, oggetti, incisioni e ritratti. Le guardie furono immagini iconiche del potere principesco, capaci, con la sola comparsa, di trasformare un qualsiasi spazio e situazione in una “scena di corte”. Dopo circa 200 anni di fedele servizio, furono l’ultima vestigia del vecchio regime ad abbandonare il proprio posto, rimanendo a scorta dell’Elettrice palatina fino all’arrivo a Firenze, nel marzo 1738, della Guardia svizzera dei Lorena che prese il loro posto. “Gli studi archivistici del Medici Archive Project sugli alabardieri tedeschi a Firenze – commenta il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt – hanno fatto emergere una messe di informazioni inedite, portando alla luce opere d’arte dimenticate o sconosciute, e offrono ora una nuova lettura per innumerevoli documenti figurativi del periodo, legati alla storia di Firenze al tempo dei lanzichenecchi”.La mostra, promossa dalle Gallerie degli Uffizi in collaborazione con il Medici Archive Project è curata da Maurizio Arfaioli, Pasquale Focarile e Marco Merlo. Catalogo Giunti. (foto copyright: galleria uffizi firenze)

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Nascita di un nuovo progetto editoriale

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’editore Stefano Donno affida la nascita di un nuovo progetto editoriale dal titolo Nova al giovane grafico Giuseppe Mauro, che vedrà la pubblicazione di volumi di prosa e poesia eleganti nella veste grafica, aperti a nuove latitudini della scrittura narrativa e poetica contemporanea. Si tratta di un momento ulteriore che l’editore Stefano Donno ha ritenuto necessario aggiungere alla sua attività di ricerca costante sul libro e le modalità di portarlo quanto più possibile alla fruibilità e disponibilità totale del pubblico dei lettori. E quale possibilità migliore di farlo se non con Amazon. Il primo volume è l’antologia completa (con una piccola appendice critica alla fine) dei testi editati di Chiara Evangelista da I Quaderni del Bardo Edizioni ovvero della prima raccolta “In Medias Res”, di due anni fa, e della seconda, uscita da pochi mesi, “Più probabile che non”. Il titolo? Il talco sulla cenere. “A chi mi ama per ciò che sono e a chi mi ha sostenuta in questo incipit… In medias res!”. Così si apre la raccolta poetica In Medias Res della leccese Chiara Evangelista. Ogni singola poesia si contraddistingue per l’utilizzo di rime, assonanze e, altre varie figure retoriche, seguite da una metrica che disegna un proprio flow e un mood singolare che appartengono a Chiara in maniera genetica. Questo pamphlet è densissimo di sequenze di versi molto ritmati, incentrati su specificità tecniche come rime baciate, assonanze-consonanze ed allitterazioni. Questi versi vanno scanditi per bene, e quasi sembrano avere una figura ritmica ben precisa come quella del 4/4, tanto queste parole consentono un ascolto lineare, ma soprattutto un approccio semplice ed immediato.”“La poesia di Chiara Evangelista è fatta da “Una scrittura che si rifiuta alla noia. Il lettore si abbandoni alla continuità alternata alla discontinuità delle sillabe convocate sulle pagine. Penso che in questo libro si assista alla messa in parodia del rapporto tra il linguaggio e la verità. Ne risulta che il lettore viene travolto dalla frenesia festosa insita, ma celata, nel linguaggio comune”. (Dall’introduzione di Tomaso Kemeny)
Chiara Evangelista nasce a Lecce nel 1997. Dopo aver conseguito la maturità classica, intraprende gli studi giuridici presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. Nel 2017 esordisce con la sua raccolta poetica “In Medias Res” per “I Quaderni del Bardo Edizioni”. Successivamente si cimenta nella prosa e con il racconto “Ridere è un (h)obb(y)ligo”, pubblicato da “Historica Edizioni” nell’antologia “Racconti lombardi”, si aggiudica il primo posto al “Premio Internazionale Sylvia Plath” e il diploma di merito al premio letterario “Milano International”. Con la sua poesia “Status Quo”, passa le selezioni per “Il verso giusto” e ha l’onore di poter declamare i suoi componimenti a “Casa delle Arti-Spazio Alda Merini”, nella cornice di “BookCity17” a Milano. Insieme alla sua casa editrice (“I Quaderni del Bardo Edizioni”), partecipa al “Festival Internazionale della Poesia” di Milano. Nel 2018 la sua raccolta poetica ( “In Medias Res”) è stata tradotta in lingua inglese. Collabora come critica cinematografica e letteraria per la rivista online “Midnight Magazine”. Per febbraio 2019 è uscita la sua seconda raccolta poetica (“Più probabile che non”, iQdB Edizioni) con prefazione di Tomaso Kemeny e postfazione di Donato Di Poce.

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Giulio Andreotti e il mondo cattolico nel centenario dalla sua nascita

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Roma Mercoledì 16 gennaio alle 18.30 Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani Senato in occasione del centenario dalla nascita di Giulio Andreotti, la presentazione del libro “I miei santi in Paradiso. L’amicizia di Giulio Andreotti con le figure più note del Cattolicesimo del Novecento”. All’incontro parteciperanno il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, e il Presidente del Comitato Centenario di Giulio Andreotti, Gianni Letta.Il volume scritto dal Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, Monsignor Leonardo Sapienza, e dal giornalista, Roberto Rotondo, è edito dalla Libreria Editrice Vaticana. Nel libro che verrà presentato mercoledì sono raccolti una serie inedita di carteggi, racconti e documenti di eccezionale valore storico come le testimonianze per i processi di beatificazione e canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, Giorgio La Pira, don Gnocchi e dei Papi: Giovanni Paolo II, Paolo VI, Giovanni XXIII e PioXII.L’evento che fa parte di una serie di iniziative in Italia e in Europa organizzate dall’Associazione Giovane Europa, verrà introdotto dal presidente dell’Associazione, Angelo Chiorazzo. L’incontro offrirà spunti di riflessione sull’impegno sociale e politico dei cattolici oggi e per ricordare la figura e l’opera politica di Andreotti.

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Ricorre oggi l’anniversario della nascita della fotografia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 gennaio 2019

E’ stata presentata il 7 gennaio del 1839 all’Accademia francese di Scienze dallo studioso François Arago.Nella biblioteca di storia e cultura del Piemonte, a palazzo Cisterna, la Città metropolitana di Torino conserva alcune fotografie storiche di particolare pregio grazie al patrimonio custodito nel cosiddetto “Fondo Parenti”, il fondo del bibliofilo e scrittore Marino Parenti, acquistato dall’allora Provincia di Torino nell’ormai lontano 1966: la sezione fotografica è particolarmente interessante, contiene materiali notevoli, in particolare ritratti e vedute del milanese Luigi Sacchi (1805-1861), celebre incisore e illustratore dedicatosi alla metà degli anni ’40 dell’Ottocento alla fotografia nella versione calotipica diffusa dal Talbot. Luigi Sacchi percorse tutta l’Italia fotografando monumenti e vedute del nostro paese e raccogliendo il materiale nei complessivi fascicoli dei Monumenti, vedute e costumi d’Italia (1852-55).Parte di questo materiale è stato oggetto di un restauro nel 1998 da Sandra Petrillo con una delicatissima operazione, ma molto resta ancora da fare: proprio nei mesi scorsi la Città metropolitana di Torino ha concordato il restauro di 5 fotografie storiche con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” che ne farà oggetto di studio e lavoro per i propri allievi (carla gatti)

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