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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Giulio Andreotti e il mondo cattolico nel centenario dalla sua nascita

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Roma Mercoledì 16 gennaio alle 18.30 Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani Senato in occasione del centenario dalla nascita di Giulio Andreotti, la presentazione del libro “I miei santi in Paradiso. L’amicizia di Giulio Andreotti con le figure più note del Cattolicesimo del Novecento”. All’incontro parteciperanno il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, e il Presidente del Comitato Centenario di Giulio Andreotti, Gianni Letta.Il volume scritto dal Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, Monsignor Leonardo Sapienza, e dal giornalista, Roberto Rotondo, è edito dalla Libreria Editrice Vaticana. Nel libro che verrà presentato mercoledì sono raccolti una serie inedita di carteggi, racconti e documenti di eccezionale valore storico come le testimonianze per i processi di beatificazione e canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, Giorgio La Pira, don Gnocchi e dei Papi: Giovanni Paolo II, Paolo VI, Giovanni XXIII e PioXII.L’evento che fa parte di una serie di iniziative in Italia e in Europa organizzate dall’Associazione Giovane Europa, verrà introdotto dal presidente dell’Associazione, Angelo Chiorazzo. L’incontro offrirà spunti di riflessione sull’impegno sociale e politico dei cattolici oggi e per ricordare la figura e l’opera politica di Andreotti.

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Ricorre oggi l’anniversario della nascita della fotografia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 gennaio 2019

E’ stata presentata il 7 gennaio del 1839 all’Accademia francese di Scienze dallo studioso François Arago.Nella biblioteca di storia e cultura del Piemonte, a palazzo Cisterna, la Città metropolitana di Torino conserva alcune fotografie storiche di particolare pregio grazie al patrimonio custodito nel cosiddetto “Fondo Parenti”, il fondo del bibliofilo e scrittore Marino Parenti, acquistato dall’allora Provincia di Torino nell’ormai lontano 1966: la sezione fotografica è particolarmente interessante, contiene materiali notevoli, in particolare ritratti e vedute del milanese Luigi Sacchi (1805-1861), celebre incisore e illustratore dedicatosi alla metà degli anni ’40 dell’Ottocento alla fotografia nella versione calotipica diffusa dal Talbot. Luigi Sacchi percorse tutta l’Italia fotografando monumenti e vedute del nostro paese e raccogliendo il materiale nei complessivi fascicoli dei Monumenti, vedute e costumi d’Italia (1852-55).Parte di questo materiale è stato oggetto di un restauro nel 1998 da Sandra Petrillo con una delicatissima operazione, ma molto resta ancora da fare: proprio nei mesi scorsi la Città metropolitana di Torino ha concordato il restauro di 5 fotografie storiche con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” che ne farà oggetto di studio e lavoro per i propri allievi (carla gatti)

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Com’è nata l’idea Stato?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

La lunga e complessa opera d’espansione di un impero, appartenente al popolo e non a un sovrano, trasformò la vita della popolazione ellenica in tutto il mediterraneo. Decaddero le oligarchie aristocratiche ed anche le monarchie teocratiche mentre i ceti diseredati cessarono di essere tali, migliorarono le loro condizioni, e non accettarono più la superiorità quasi eroica e divina dei ricchi. Si passò, quindi, a un nuovo livello di potere. Ciò avvenne in opposizione a un’aristocrazia sempre più prepotente e avida. Il contrasto poteva, a volte, sfociare nella tirannide. Sta di fatto che gli uomini che s’impadronivano del potere, lottando contro l’aristocrazia, per lo più provenivano dallo stesso ambiente. Le tirannidi, tuttavia, non concepirono opera rivoluzionaria. Nell’azione di governo, in generale, i tiranni erano più preoccupati di non distruggere le forme tradizionali dello stato che di regolare in modo duraturo la loro posizione. Sovente i tiranni si resero protagonisti d’iniziative volte alla concessione di benefici economici ai ceti meno abbienti ridistribuendo la ricchezza in forma più equa operando tassazioni più pesanti nei riguardi dei ricchi. Con il denaro, così procurato, il tiranno iniziava lavori pubblici nell’interesse degli emarginati. In questo modus vivendi s’innestò l’esperienza ateniese del quinto secolo a. C. ma con una base di partenza che risale per lo meno a due secoli prima. Furono gli stessi aristocratici a realizzare leggi dirette alla distruzione del proprio predominio e dei propri privilegi.
Di concessione in concessione si arrivò alla piena parità di tutti i cittadini rispetto alla collettività locale. A esprimere tale svolta, pur nella sua lente fase evolutiva, nei rapporti sociali di un popolo che vive in comunità, fu Esiodo. La sua poesia richiamava la vita e le opere degli umili nella dignità del proprio lavoro. Così nacquero nuovi modelli esistenziali con Callino e Tirteo che esaltavano il valore dei combattenti nella formazione serrata delle falangi, con Mimmermo e Saffo che cantavano la giovinezza e con essa gli ardori della vita amorosa. Solone, a sua volta, invocava ordine e giustizia. (Riccardo Alfonso)

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“Progetto Mediterraneo” come nasce e il suo fine

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Esso intende costituire un valido supporto operativo, con l’apertura di nuovi mercati nell’area del bacino Mediterraneo, con una formula di franchising e d’intese operative con le realtà economiche dei paesi che vi si affacciano. Il tema l’ho proposto in più occasioni e per ultimo parlando di consorzi d’imprese. E’ un genere di collegamento, quest’ultimo, che può consentire indubbi vantaggi nel superare i costi d’insediamenti ex novo in paesi poco o nulla noti. Vi sono, inoltre, fattori d’economicità congiunti a quelli logistici facilmente individuabili e già citati.
D’altra parte il rapporto può considerarsi interessante non solo in termini di evoluzione del mercato (struttura della clientela, potenziale di vendita, reti di vendita), ma anche per il suo valore aggiunto in termini di gestione delle materie prime, del controllo della qualità, dei sistemi di elaborazione dati e degli stessi scenari nel loro complesso.
E’ uno scambio che può essere configurato a 360 gradi. Può coinvolgere altre risorse e potenzialità aziendali ed extra aziendali dalla formazione all’istruzione, dalla ricerca di nuove formule lavorative alla comunicazione. Va poi considerato l’interscambio a livello di gestione aziendale vera e propria.
Per quanto riguarda direttamente l’Italia essa si distingue per l’essere il Paese, dove in talune zone del suo territorio, esiste, ed è prevalente, una imprenditorialità piccola e media ben radicata. Penso a Biella, a Prato, a Cusio, a Vigevano, ecc. Ora mi chiedo, con l’avvento della moneta unica e ciò che comporta sotto il profilo economico, della libera circolazione di beni e servizi e della concorrenza, cosa è cambiato. D’altro canto non è un mistero per nessuno costatare che le piccole imprese stanno attraversando difficoltà strutturali di non lieve entità. Anche sotto quest’aspetto annoto alcune affinità con le imprese agricole. Diciamo che la loro ridotta dimensione non consente economie ed economicità soddisfacenti. La mancanza funzionale e organizzativa, la scarsità di propri mezzi finanziari, il dover ricorrere spesso al credito e subire il peso del costo maggiore, rispetto alle consorelle più grandi, per via del rischio che presentano per gli istituti di credito, sono tutti elementi che compongono un mosaico non esaltante. Inoltre la loro incapacità di pensare e perseguire strategie ben definite e tali da essere considerate gradite alle attese dei mercati e di gareggiare con successo, data la loro maggiore ampiezza e livello di competitività e di aggressività, gioca un ruolo non certo positivo. Tutto questo per non parlare delle esistenti difficoltà strutturali e di durabilità d’imprese che affrontano il quotidiano con notevole determinazione, ma anche con crescenti limiti sui quali pesa una grossa ipoteca.
Il primo errore, a mio avviso, è quello di voler restare rinserrati nel proprio territorio. Più salutare ed efficace sarebbe una politica d’aggregazione tra imprese poste in territori e nazioni diverse.
Tale criterio consentirebbe due benefici immediati: Il primo è legato all’espansione del mercato per il quale esporsi da soli significherebbe caricarsi di costi aggiuntivi, che diventerebbero proibitivi, e il secondo di sviluppare una cultura dello stare insieme a livello di micro-imprenditorialità.
E’ essenziale superare difficoltà culturali, di saper pensare e agire in comune e non è cosa da poco. Eppure i ritorni sono indubbi. Esaminiamone taluni:
• Consente di assumere maggiori dimensioni con l’acquisizione di nuove commesse.
• Favorisce sbocchi commerciali in aree limitrofe o esterne e di porsi nelle condizioni di maggiore concorrenzialità con le imprese maggiori.
• Riduce l’onerosità di certi costi di approvvigionamento, di ricerca e sviluppo, di promozione ecc.
• Evita lo sperpero di patrimoni tangibili e intangibili in caso di cessazione, perché tali patrimoni potrebbero trovare agevole collocazione o recupero nella stessa aggregazione. (Riccardo Alfonso)

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Il magazine online del Santa Maria della Scala di Siena

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Nasce smsmag.it, il magazine online del Santa Maria della Scala di Siena, che completa gli strumenti di web communication del complesso museale, aggiungendosi al sito ufficiale (www.santamariadellascala.com), alle pagine social (facebook, twitter, youtube, instagram, tripadvisor) e al Google Arts&Culture (artsandculture.google.com/partner/santa-maria-della-scala). SMS MAG è uno strumento agile, con aggiornamenti settimanali, un generatore di notizie e interviste sull’arte, sull’innovazione culturale e sugli scenari futuri, una piattaforma dove far convergere idee e favorire dibattiti che, riprendendo in forma contemporanea e digitale Il Giornale di Santa Maria della Scala Siena (periodico cartaceo edito dal 2000 al 2011), dalla fine di agosto si arricchirà anche di una newsletter a cui chiunque potrà iscriversi.
SMS MAG producendo, attraverso una redazione stabile, materiali originali e riprendendo articoli da siti e magazine cartacei e on line, è suddiviso in 4 sezioni:
Diario, che raccoglie e documenta tutta l’attività espositiva e culturale del Santa Maria della Scala – con recensioni delle mostre, interviste agli artisti e ai protagonisti degli eventi, commenti del pubblico dei visitatori – e che racconta un questo tanto singolare, il suo rapporto con la città di Siena, con la via Francigena, con la Toscana e più in generale con il mondo della cultura e dell’arte;
Interviste, dove alcuni protagonisti del panorama culturale nazionale e internazionale intervengono su argomenti attinenti le principali dinamiche artistiche contemporanee;
Innovazione, che propone una scelta di argomenti e di tematiche il cui file rouge è costituito dai processi e dai progetti che determinano innovazione culturale e artistica in campo nazionale e internazionale;
Scenari futuri, dove si analizzano le principali tendenze culturali emergenti che prospettano o che potrebbero prospettare interessanti strade nuove di ricerca e di sperimentazione.
“SMS MAG – dichiara Daniele Pittèri, direttore del Santa Maria della Scala – nasce con un duplice scopo: raccontare e documentare sia la storia che le attività culturali ed espositive di questo luogo singolare e proprosi, col tempo, come punto di riferimento su una serie di argomenti e di tematiche sulle quali costanatemente si articola la nostra attività: dalla rigenerazione urbana all’innovazione culturale, dai linguaggi artistici del presente alle tematiche che riguardano il senso e il valore dei musei contemporanei, dal welfare culturale al rapporto fra istituzioni culturali, territorio e comunità. Per questa prima versione del magazine abbiamo attivato una proficua collaborazione con il Master in comunicazione d’impresa dell’università di Siena, coordinato dal professor Maurizio Masini, e abbiamo coinvolto una professionista del settore, Lorenza Fruci, che ha una vasta esperienza nella comunicazione della cultura e dell’arte e che con entusiasmo e professionalità ha coordinato il progetto.La nostra intenzione è quella di aprirci sempre di più a collaborazioni, sia con altre istituzioni che con operatori culturali, curatori, esperti di settore, più in generale con chiunque voglia proporre approfondimenti o riflessioni sui temi che ci interessano.” http://www.smsmag.it

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Dalla Seconda alla Terza Repubblica: Come nasce il governo Lega-M5S

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Come è nato il governo Lega-M5S e quali sono gli eventi che hanno portato al passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica? Dopo oltre due decenni di alternanza centrosinistra-centrodestra le elezioni politiche del 4 marzo di quest’anno hanno portato uno tsunami elettorale che ha cambiato – forse per sempre – la politica italiana: Paolo Becchi e Giuseppe Palma presentano con Paesi EdizioniDalla Seconda alla Terza Repubblica. Come nasce il governo Lega-M5S (in uscita il 25 luglio), il primo saggio in assoluto sul tema, un libro che raccoglie gli articoli più significativi che gli autori hanno scritto in larga parte sul quotidiano Libero (diretto da Vittorio Feltri) dall’ottobre 2017 al luglio 2018. Non mancano pezzi scritti su altri giornali o blog indipendenti, seppur in minima parte, e riflessioni originali su quanto sta accadendo nella politica italiana in questi giorni. Impreziosito dall’introduzione del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Interni Matteo Salvini, e dalla copertina del bravissimo e noto vignettista Alfio Krancic, il libro è la prima cronaca sul campo che racconta, passo dopo passo, come è avvenuto il passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica. Un viaggio pre-elettorale tra programmi e posizionamenti delle diverse forze politiche in campo, analisi della nuova Legge elettorale e contraddizioni emerse nei partiti e nelle coalizioni prima del voto. Dopo il 4 marzo Becchi e Palma hanno raccontato, sempre con piglio critico, gli accadimenti che hanno traghettato il Paese verso una nuova e inedita fase politica, evidenziandone gli aspetti che altri hanno – più o meno volutamente – nascosto o taciuto. Editore: Paesi Edizioni (copyright copertina) Prezzo: 12,00 € Pagine: 288 In uscita: 25 luglio 2018.

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200 anni dalla nascita di Francesco Crispi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2018

Palermo 10 maggio a Palazzo dei Normanni e l’11 a Marsala. Si comincia il 10 maggio alle 10 nella sala gialla di Palazzo dei Normanni in piazza del Parlamento a Palermo. Dopo il saluto delle istituzioni il professore Marcello Saija terrà una introduzione. Seguirà una lectio magistralis di Giuseppe Barone sul tema “Francesco Crispi nel giudizio della storiografia italiana ed europea”.I lavori riprenderanno alle 15,30 con l’intervento di Francesco Bonini, rettore della Lumsa. Interverranno: Angelo Granata, Chiara Pulvirenti e Alessia Facineroso dell’università di Catania, Daniela Novarese dell’università di Messina, Pasquale Hamel della Società siciliana di storia patria.Il giorno successivo, 11 maggio, alle 10, il convegno si trasferirà al Complesso monumentale San Pietro a Marsala, in occasione della settimana garibaldina. Si parlerà dell’impresa dei Mille e del ruolo centrale avuto da Crispi nell’organizzazione.
L’incontro sarà introdotto da Giorgio Scichilone dell’università di Palermo. Seguiranno: Roberto Martucci dell’università di Lecce, Corrado Malandrino dell’università del Piemonte orientale, Carlo Fiorentino dell’Archivio centrale dello Stato, Luana Alagna dell’università La Sapienza di Roma. Gli eventi legati al bicentenario dalla nascita di Francesco Crispi continueranno il 18 settembre a Messina al Salone degli Specchi della provincia. La quarta giornata si terrà a Roma alla Camera dei Deputati il 22 settembre. La quinta giornata si terrà a Palermo alla Società di Storia Patria il 25 settembre e con la Manifestazione conclusiva che si terrà a Ribera in provincia di Agrigento il 4 ottobre.L’intera iniziativa è promossa dall’assessore ai Beni Culturali della Regione siciliana Sebastiano Tusa, che ha apprezzato e condiviso il progetto che è stato promosso dal Consorzio universitario di Agrigento e dal Comune di Ribera. Il progetto sarà realizzato grazie alla cura dell’architetto Bernardo Agrò.«Quando si sente il nome di Crispi – spiega il professore Marcello Saija – il pensiero subito vola alla repressione dei fasci siciliani del 1894. Secondo la vulgata storiografica degli anni 60 e 70 un movimento contadino cosciente dei propri obbiettivi di lotta tenta l’ultima carta risolutiva per modernizzare l’isola occupando i latifondi e chiedendo la distribuzione delle terre. Crispi si sarebbe reso responsabile di avere spazzato via questo movimento difendendo gli equilibri sociali di una Sicilia immobile. Non è così. Studi recenti hanno messo in evidenza come il movimento dei fasci era un fenomeno molto composito e tutt’altro che sostenuto da una cosciente rivendicazione di classe se non in zone limitate dell’Isola. La sua tendenza ad essere uomo d’ordine ed il suo carattere decisionista hanno fatto in modo che il fascismo si appropriasse della sua figura esaltandolo con il mito del Bismark italiano, Questa è la gabbia da cui tentiamo di fare uscire Crispi, mettendo in evidenza come, con le luci e con le ombre, egli resta un protagonista positivo della nostra storia nazionale, ed è a lui che si devono le decisive trasformazioni istituzionali che proprio a partire dalla cosiddetta “età crispina” hanno plasmato le strutture centrali e locali dello Stato italiano avviando il più importante processo di modernizzazione del paese».

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Nel bicentenario della nascita di Karl Marx

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

Roma, 23/24 marzo 2018 ore 10 via della Dogana Vecchia 5 Sala conferenze Fondazione Basso Questo seminario intende rileggere il lascito di Marx e in particolare del Capitale alla luce di questioni che oggi rendono particolarmente vive le analisi marxiane, facendo di questa opera uno strumento irrinunciabile al fine di comprendere le dinamiche del capitalismo contemporaneo. Non a caso negli ultimi anni Marx torna ad essere interrogato da più parti del globo e le sue categorie interpretative tornano ad essere utilizzate per far luce sia sui rapporti di dominio odierni, sia sui conflitti e le lotte che sfidano le dinamiche, i dispositivi e l’organizzazione dell’attuale capitalismo. I temi proposti intendono interrogare il Capitale alla luce del presente, sulla base dell’assunto che il pensiero di Marx è stato ed è ancora, più che mai nel contesto odierno, un metodo per interpretare e per pensare ad una trasformazione possibile. «Leggere Il Capitale» è ancora all’ordine del giorno. Intervengono:
Étienne Balibar, L’attualità del Capitale di Marx
Giacomo Marramao, General Intellect: il cervello sociale come bene comune
Alfonso Maurizio Iacono, La cooperazione
Chiara Giorgi, L’interpretazione di Lelio Basso
Claus Offe, The liberal democracy ‘cube’ under the onslaught of populist politics
15.00-19.00
Alisa Del Re, Inchiesta operaia e riproduzione
Riccardo Bellofiore, Teoria del valore e critica dell’economia politica: la riscoperta del Capitale come teoria monetaria dello sfruttamento
Stefano Petrucciani, Reificazione: le avventure di un concetto
Luca Basso, Lo Stato nel Capitale fra genealogia e pratica politica
Paolo Favilli, Il Capitale e la storia: appunti
Sabato 24 marzo – 9.30-13.30
Laura Pennacchi, Feticismo della merce e alienazione
Giorgio Cesarale, Logica e processo conoscitivo nel Capitale
Alessandro Montebugnoli, La questione della produzione materiale
Roberto Finelli, Il Capitale come Soggetto. Il circolo del presupposto-posto
Adalgiso Amendola, Produzione di merci/produzione di soggettività
Francesco Raparelli, Note sul concetto di forza-lavoro

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Il primo giorno dell’anno nasceranno nel mondo quasi 386 mila bambini, 1.325 in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

maternitaSecondo l’UNICEF oggi nasceranno in tutto il mondo quasi 386.000 bambini; di questi oltre il 90% nascerà nelle regioni meno sviluppate, in Italia nasceranno circa 1.325 bambini.L’Isola di Christmas delle Kiribati, una piccola isola nel Pacifico, molto probabilmente accoglierà il primo bambino nato nel 2018, gli Stati Uniti l’ultimo. A livello globale, oltre la metà di queste nascite dovrebbe avvenire in 9 paesi: in India 69.070; in Cina 44.760; in Nigeria 20.210; in Pakistan 14.910; in Indonesia 13.370; negli Stati Uniti d’America 11.280; nella Repubblica Democratica del Congo 9.400; in Etiopia 9.020; in Bangladesh 8.370.Molti bambini sopravvivranno, altri non ce la faranno a superare il primo giorno. Nel 2016, ogni giorno, sono morti circa 2.600 bambini nelle prime 24 ore di vita. Per almeno 2 milioni di neonati, la prima settimana di vita è stata anche l’ultima. Complessivamente 2,6 milioni di bambini sono morti prima della fine del loro primo mese di vita. Tra questi bambini, oltre l’80% delle morti di neonati sono state dovute a cause prevenibili e curabili come nascita prematura, complicazioni durante il parto e infezioni come sepsi e polmonite.Negli ultimi 20 anni, il mondo ha assistito a progressi per la sopravvivenza infantile mai visti prima, dimezzando il numero di bambini nel mondo morti prima di compiere 5 anni, arrivando a 5,6 milioni nel 2016. Nonostante questi traguardi, sono lenti i progressi per i neonati. I bambini che muoiono durante il 1° mese di vita rappresentano il 46% di tutte le morti tra i bambini sotto i 5 anni.Il prossimo mese, l’UNICEF lancerà l’iniziativa Every Child Alive, una campagna globale per chiedere e fornire, a prezzi accessibili, soluzioni mediche di qualità per tutte le mamme e i neonati. Queste comprendono: costante alimentazione di elettricità e acqua pulita per le strutture sanitarie, la presenza di assistenza sanitaria specializzata al parto, disinfezione del cordone ombelicale, allattamento durante le prime ore dopo il parto, contatto corpo a corpo tra la madre e il bambino.“Stiamo entrando in un’era in cui tutti i neonati del mondo potrebbero avere l’opportunità di vedere il 22° secolo”, ha ricordato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. “Sfortunatamente, circa la metà dei bambini nati quest’anno non ce la farà. Mentre un bambino nato in Italia a gennaio 2018 vivrà probabilmente fino al 2101, un bambino somalo potrebbe arrivare al 2075. In questo nuovo anno, l’obiettivo dell’UNICEF è di aiutare a garantire a ogni bambino più di un’ora, più di un giorno o un mese di vita, più della mera sopravvivenza. Chiediamo ai governi e ai partner di unirsi in questa battaglia per salvare le vite di milioni di bambini dando il loro supporto con soluzioni economiche, ma concrete”, ha concluso Guerrera.

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La normalità della madre di Gesù non è apparente, è reale

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 dicembre 2017

madonna col bambinoLo straordinario nello straordinario è meno straordinario, è meno sorprendente; l’anomalo nell’anomalia è meno anomalo, il miracoloso nel miracoloso è meno miracoloso. Gesù non nasce in un luogo straordinario, meraviglioso, in una splendida reggia incantata, e non viene alla luce in modo straordinario, nasce in un luogo modesto, una stalla, secondo quanto riferisce Luca, e viene partorito da una donna come vengono partoriti tutti i bambini del mondo. Non appare per miracolo in una culla miracolosa, in un luogo miracoloso. Straordinario, anomalo, miracoloso è solo il suo concepimento.
Se prendo a fantasticare sulla stalla dove nacque Gesù, ed immagino che la paglia era fatta di fili di purissimo oro, che le pecore erano pecore diverse da tutte le pecore della Palestina, che i pastori erano pastori eccezionali, diversi da tutti i pastori della Palestina, se immagino cose che non sono scritte nel vangelo, cose poco credibili, rendo poco credibile il vangelo stesso e Gesù stesso.
Così, se prendo a fantasticare sulla madre di Gesù e immagino cose che non sono per niente scritte nel vangelo e che neppure si possono desumere da quel che si legge, se immagino cose poco credibili, rendo poco credibile il vangelo stesso e Gesù stesso.E’ l’errore grave che fa la Chiesa dipingendo la madre di Gesù come persona eccezionale, diversa da tutte le donne della Palestina, diversa da tutte le donne del mondo. Una perla tra le perle brilla meno di una perla tra i sassi. Gesù brilla meno se nasce da una donna che brilla come lui o più di lui.
E’ l’errore grave che ha fatto qualche giorno fa il prete e scrittore Mauro Leonardi, scrivendo su il “FarodiRoma”:«Diversa da tutte le altre, da tutti gli altri, nonostante la sua apparente normalità. Maria, in un certo senso, ha vissuto una solitudine davvero unica e del tutto particolare: quella del terreno intonso della parabola (Mc 4, 26-32) che deve essere tale per ricevere il seme e dare frutto. Maria è il terreno che deve offrirsi tutto, per svuotarsi e custodire l’eternità. Quando Maria dice a Gabriele nell’Annunciazione “non conosco uomo”, quelle parole non vogliono solo dire che Lei era vergine e che non aveva intenzione di avere rapporti sessuali con nessun uomo ma anche che non conosceva alcun uomo completamente riconciliato con Dio, che mai aveva incontrato qualcuno che vivesse della stessa Grazia che era stata donata a Lei, quella cioè di vivere priva di peccato originale».Queste cose non sono scritte nel vangelo e la normalità di Maria non è apparente, è reale. Quando Maria dice “non conosco uomo”, poiché conosceva Giuseppe, voleva semplicemente dire che non aveva avuto rapporti carnali con nessun uomo. Altro non vuol dire. Se avesse avuto in mente di mantenersi per sempre vergine, avrebbe ingannato Giuseppe accettandolo come sposo. Alla Chiesa piace immaginare Maria sempre vergine. A Mauro Leonardi piace immaginare Maria sempre vergine. Questo, però, non c’è scritto nel vangelo e neppure si può desumere dalla risposta di Maria all’angelo. Non si può.Ma se la Madonna è così importante da essere amata e pregata dai cristiani quanto è amato e pregato Dio, perché Gesù non ce lo avrebbe fatto capire? Perché insegna a pregare il Padre e non anche la Madre? E perché la Chiesa dà grandissima importanza agli scritti di San Paolo, e non dà nessuna importanza al fatto che San Paolo ignora Maria?

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E’ così difficile pensare che tutti gli esseri umani sono nati uguali?

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 agosto 2017

terra madre1E che questo principio non è solo il frutto di un pensiero religioso? L’attuale sistema economico e finanziario manipolato dal Nord industrializzato a danno del Sud è la classica dimostrazione di quanta indifferenza si coglie in questo rapporto incompreso. Ne consegue la marginalizzazione economica e finanziaria di molte regioni e l’impoverimento di interi popoli. E’ un modo come spingere in un vicolo cieco milioni di disperati e costringerli a passare sotto le forche caudine dell’emigrazione. E diventa un esodo biblico, ma confuso, irrazionale, disperato che può generare altri tipi di reazione e non solo di gratitudine nei confronti degli ospitanti dato che a loro volta sono anch’essi divisi in aree di benessere e in quelle dell’emarginazione. D’altra parte l’emigrante, e non ci riferiamo ovviamente a quelli che non hanno un’istruzione o conoscono un mestiere, sono anche coloro che hanno una formazione superiore, ma per mancanza d’impiego nel paese d’origine, sono costretti a cercarne uno altrove. Si tratta di una vera fuga di cervelli che indebolisce ulteriormente il potenziale di sviluppo di tali paesi ma che solo marginalmente arricchiscono l’ospitante per l’assurdità delle leggi esistenti, guarda caso in Italia, dove l’iniziativa, ad esempio, di qualche anno fa di favorire l’immigrazione di infermieri è fallita dato che non era possibile, formalmente, riconoscere il titolo professionale acquisito all’estero. La verità è che si stanno negando due fondamentali diritti dell’uomo sia quello di restare nel proprio Paese sia quello di emigrare. Tutto questo perché non esiste una stabilità politica generalizzata, non esistono relazioni internazionali impostate su criteri di maggiore equità, è fatiscente la lotta contro il sottosviluppo. Si tratta di una sfida che ci coinvolge tutti, religiosi e laici, perché non si costruisce un mondo migliore senza che ogni uomo, senza eccezione di razza, di religione e di nazionalità, possa vivere, nel suo paese, una vita pienamente umana, libera dalla schiavitù da altri uomini e dall’incubo di cadere vittima di una natura non adeguatamente controllata. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi religiosi e filosofici della Fidest)

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Presentazione delle attività celebrative nel centenario dalla nascita del Cardinale Domenico Bartolucci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

Roma Mercoledì 3 maggio 2017, ore 12:00 Senato della Repubblica sala caduti di Nassirya Piazza Madama 11 conferenza stampa per la Presentazione delle attività celebrative nel centenario dalla nascita del Cardinale Domenico Bartolucci. Dopo i saluti del Dott. Gianni Letta e dei senatori Pier Ferdinando Casini e Aldo di Biagio Intervengono:
On. Dorina Bianchi Sottosegretario di Stato al Ministero Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Sen. Andrea Marcucci Presidente Commissione Cultura – Senato della Repubblica
On. Flavia Piccoli Nardelli Presidente Commissione Cultura – Camera dei Deputati
On. Paola Binetti Commissione Affari Sociali – Camera dei Deputati
Mons. Vincenzo De Gregorio Preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra
Dott. Mauro OlivieriDirettore dell’Ufficio Filatelico e Numismatico della Città del Vaticano
Dott. Alessandro BiciocchiSegretario Generale Fondazione Domenico Bartolucci.
Modera: Rosi Fontana
L’accesso alla sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima e previo accredito.

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APRA: La nascita del sistema solare e la vita nell’universo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

Ateneo Pontificio Regina ApostolorumRoma martedì 21 febbraio, nell’ambito delle conferenze del Master in Scienza e Fede, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, si terrà la lectio magistralis dal titolo: “La nascita del sistema solare e la vita nell’universo”, a cura del Prof. Cesare Barbieri dell’Università di Padova, in aula Magna, dalle ore 17:10 alle ore 18:40. Al termine dell’incontro è prevista la cerimonia di consegna dei diplomi agli studenti che hanno terminato il Master in Scienza e Fede.Il Professore, in merito al tema al centro dell’incontro ha dichiarato – Stiamo vivendo un periodo di straordinarie scoperte sul “nostro” sistema solare. Ugualmente straordinario è stato l’ampliarsi delle conoscenze su pianeti di stelle vicine. Progressi che hanno portato da un lato a ripensare a come si arriva, dal cosiddetto Big Bang iniziale 14 miliardi di anni orsono, alla formazione delle galassie, e poi delle stelle e dei pianeti, alle prime forme di vita elementare, sino alla complessità degli esseri viventi, e poi a ripensare al significato di “vita” e della sua diffusione nell’Universo.
Inoltre ha aggiunto: “Probabilmente i primi batteri erano presenti sulla Terra già 3,5 miliardi di anni orsono, più o meno un miliardo di anni dopo la prima solidificazione della crosta terrestre e lunare. Quindi la comparsa dei primi mammiferi e delle prime specie bipedi e infine umane occupa solo una minuscola frazione al termine di questi 4,6 miliardi di anni. Tuttavia, la definizione di organismo vivente è tutt’altro che agevole, quando si scende a forme elementari. Sono in corso tante ricerche sul confine tra forme biotiche e forme pre-biotiche, e su come riconoscere la vita o almeno i suoi prodromi su altri corpi celesti. L’acqua allo stato liquido sembra dunque essere un ingrediente fondamentale”. Durante l’incontro, queste ed altre tematiche saranno sviluppate nell’ora di approfondimento sulle conoscenze del nostro sistema solare, sulla sua struttura, la sua origine ed evoluzione. Questa sarà anche l’occasione per fare il punto sullo stato della ricerca di acqua allo stato liquido, di pianeti extra-solari abitabili in orbita attorno a stelle vicine nonché di pianeti extra-solari abitati da esseri intelligenti.Oltre queste grandi tematiche saranno oggetto di discussione anche i risultati di alcune missioni spaziali recenti, in particolare di quella cometaria conclusasi da pochi mesi, come la missione europea “Rosetta”.

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“Come nasce un farmaco”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2017

farmaciI rischi delle informazioni fai-da-te. Dalla sperimentazione animale alla farmacovigilanza” è il titolo del corso di Formazione professionale continua (Fpc) per giornalisti organizzato da UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica d’Informazione) insieme a UGIS (Unione dei Giornalisti Scientifici Italiani) che celebra quest’anno i suoi cinquant’anni di attività.L’incontro, che ha fatto registrare la partecipazione di oltre cento giornalisti di quotidiani, periodici, web e televisioni, si è svolto presso il Centro congressi Fast (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche) di Milano. Dopo il saluto introduttivo di Giovanni Caprara, presidente UGIS, Francesco Brancati, presidente UNAMSI, ha motivato la scelta del tema: “In Italia abbiamo gravi difetti di conoscenza e informazione scientifica. La medicina basata sull’evidenza e il rigore, propri degli studi scientifici, sono spesso ignorati. Teorie non provate e spesso senza fondamento oggettivo, opinioni di improvvisati stregoni e di pseudoesperti, che commentano tutto e il contrario di tutto, corrono in Rete e diventano spesso virali. Così la falsa informazione finisce spesso per danneggiare la salute pubblica. E’ necessario, quindi, fare chiarezza e dare ai giornalisti, strumenti seri e ineccepibili per valutare correttamente le notizie scientifiche e di salute. I media sono in prima linea. E oggi più che mai, devono difendere la salute nostra e dei nostri figli, offrendo al pubblico informazioni corrette e verificate. Stop quindi alle bufale e ai falsi allarmismi”.
Silvio Garattini, fondatore e direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, ha parlato di ricerca di base, metodo scientifico e sperimentazione pre-clinica del farmaco. “Contrastare la sperimentazione in vivo è anti-scientifico. La sperimentazione animale è ancora necessaria e comunque viene limitata allo stretto necessario. Purtroppo, se gli animali non sono dei buoni modelli dell’uomo, ancora meno lo sono le cellule coltivate in vitro”.
La situazione italiana in rapporto alla direttiva europea sulla sperimentazione animale è stata illustrata da Giuliano Grignaschi, segretario generale Research4Life. Giovanni Apolone, direttore scientifico dell’Istitito Tumori di Milano ha parlato di sperimentazione clinica, precisando che oggi anche l’iter che prevede l’inseguirsi delle tre fasi di sperimentazione clinica vede nuovi ‘disegni adattativi’ che prevedono l’interazione di fasi diverse per arrivare prima al farmaco e con minor dispendio. Domenico Di Giorgio dell’AIFA ha spiegato come avviene la registrazione di un farmaco e i compiti della farmacovigilanza, ma ha anche parlato della vigilanza dell’AIFA sul crimine farmaceutico, come il furto di medicinali negli ospedali da parte di bande criminali che li rivendono poi all’estero.
La seconda parte dell’incontro, con l’intervento di giornalisti scientifici esperti come Adriana Bazzi, Franco Marchetti, Luigi Ripamonti e Danilo Ruggeri e Francesco Brancati, ha considerato e commentato alcuni eclatanti casi di cronaca: Stamina, Di Bella, guru senza prove, la bufala su vaccini e autismo, farmaci micidiali e farmaci immortali, ma anche la tendenza di oggi a ‘riposizionare’ farmaci noti per curare malattie diverse da quelle per cui sono stati progettati, risparmiando tempo e denaro. La Sezione provinciale di Milano della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) ha distribuito per l’occasione il nuovo numero della rivista ControCancro, che contiene un servizio giornalistico sugli stessi temi trattati dal seminario.

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Il Premio Antonio Fogazzaro celebra il 150° della nascita

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

premio-fogazzaroDebuttato nell’ormai lontano 2008, Il Premio Letterario Antonio Fogazzaro annuncia con orgoglio la sua decima edizione. Ideato per far emergere nuovi talenti letterari e promuovere la giovane poesia in lingua italiana e in dialetto, il Premio in questi dieci anni di attività ha contribuito a ridestare l’attenzione sulla figura e l’opera di Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842 – 1911), uno degli scrittori più significativi della cultura letteraria fra Otto e Novecento, e a riproporre la conoscenza dell’incantevole territorio della Valsolda, la terra natale della madre dello scrittore vicentino così affettuosamente descritta nei suoi romanzi maggiori.
Per l’edizione 2017 il Premio Antonio Fogazzaro bandisce i due tradizionali e attesi concorsi letterari: quello dedicato ai racconti inediti, e quello rivolto alla poesia edita in lingua italiana e in dialetto.«Quest’anno si celebra il 150° della nascita di Luigi Pirandello» ci dice Alberto Buscaglia ideatore e curatore del Premio Antonio Fogazzaro, «uno degli scrittori italiani che, con Svevo e D’Annunzio, ha contribuito al rinnovamento della prosa e del teatro europei del Novecento. Ma Pirandello è stato anche un maestro del racconto, la cui immensa produzione fu raccolta nei ventiquattro volumi delle Novelle per un anno; una lunga affabulazione destinata a scandire il tempo della vita e della lettura, fedele al suo famoso motto: “La vita o la si vive o la si racconta”. Prezioso pirandellosuggerimento che abbiamo fatto nostro proponendolo come tema agli autori del concorso per il racconto inedito». “Uno, nessuno e centomila… la vita o la si vive o la si racconta” è infatti il tema (non vincolante) del concorso dedicato ai racconti inediti. A questa sezione del Premio, aperta a tutti i maggiorenni, potranno partecipare racconti inediti in lingua italiana e mai apparsi o pubblicati nel web che non superino 3.000 parole. I racconti saranno selezionati da un comitato di lettori per poi essere valutati da un’autorevole giuria tecnica composta da Gianmarco Gaspari (Presidente), Giovanni Cocco, Gian Paolo Serino, Linda Terziroli e da una prestigiosa new entry, lo scrittore svizzero ticinese Andrea Fazioli. I racconti vincenti e finalisti saranno pubblicati nell’antologia “Premio Antonio Fogazzaro 2017 – X edizione” edita da New Press Edizioni. Inoltre, al primo classificato sarà assegnato un premio in denaro di 500 euro. La scadenza per la consegna degli elaborati è fissata per il 30 aprile 2017.
La partecipazione al Premio Antonio Fogazzaro è gratuita. I bandi dei concorsi e tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione si possono consultare sul sito internet http://www.premioantoniofogazzaro.it/bandi/ (foto: Valsolda, pirandello)

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Come nasce e muore una religione

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2016

la storia perduta del cristianesimo«Le religioni muoiono. Nel corso della storia, alcune religioni svaniscono del tutto, altre si riducono da grandi religioni mondiali a una manciata di seguaci. Il manicheismo, una religione che un tempo attirava adepti dalla Francia alla Cina, non esiste più in alcuna forma organizzata o funzionale; né esistono più le fedi che, mezzo millennio fa, dominavano il Messico e l’America Centrale». Sarà questo il futuro dei cristiani sotto la spinta dell’islamismo radicale dell’ISIS? In passato, una simile sorte è toccata al cristianesimo, distrutto nelle regioni in cui un tempo aveva prosperato e i cui fedeli occupavano posizioni chiave a livello politico, economico e culturale. Dalla Siria, all’Iraq e all’India, l’annientamento del cristianesimo è stato tale da non lasciare (quasi) alcuna traccia della sua presenza nei secoli. Ma perché le religioni muoiono? Che cosa possiamo apprendere dalla caduta – e talvolta anche dalla rinascita – delle religioni nel corso della storia?Philip Jenkins, professore di storia alla Baylor University, nonché uno dei massimi esperti al mondo di sociologia e demografia delle religioni, nel suo nuovo libro La storia perduta del cristianesimo. Il millennio d’oro della Chiesa in Medio Oriente, Africa e Asia (V-VX secolo). Com’è finita una civiltà (Editrice Missionaria Italiana, prefazione di Giancarlo Bosetti), propone una lettura inedita e provocatoria della storia delle prime Chiese cristiane d’Oriente, del loro rapporto con le altre fedi, in particolar modo con l’islam, e della loro successiva rovina. Profondamente non-eurocentrico, l’approccio dello studioso americano evidenzia come una religione che oggi consideriamo naturalmente «occidentale» sia invece nata e si sia diffusa anzitutto in una vastissima area che si estendeva dal Medio Oriente fino all’Asia e di cui oggi si sa poco o nulla. In un appassionante excursus storico, l’Autore illustra la forza e la resilienza di queste prime comunità cristiane – in primis quella nestoriana e siriaca – che riuscirono ad auto-preservarsi anche durante secoli di dominazione islamica. Come sottolinea Giancarlo Bosetti nella sua prefazione, «il libro di Jenkins ci costringe non solo a rimuovere assiomi stereotipati, ma anche a effettuare lo “spostamento di un centro” che assumevamo come irriflesso; ci spinge cioè a riesaminare certezze che parevano indiscutibili, andando a illuminare aree della storia poco conosciute perché appartenute a comunità sconfitte».Si scopre così che già nel VII secoli missionari nestoriani avevano raggiunto l’India, lasciando sia importanti tracce della loro fede nelle prime stesure dei sutra buddhisti, sia nel simbolo combinato della croce e del loto che appare nelle croci di pietra nella regione del Kerala, nel sud del subcontinente. Senza dimenticare che alcune delle pratiche odierne dei musulmani, come la prostrazione durante la preghiera, derivano dall’antico modo di pregare dei monaci siriaci. Un fervente e stimolante scambio di idee, avvenuto in un clima di convivenza pacifica, che si interruppe solo con l’inizio di nuove persecuzioni dei cristiani intorno all’anno 1300 da parte dei dominatori islamici.Tuttavia, non furono soltanto cause esogene a contribuire alla scomparsa del cristianesimo in queste regioni – cause politiche, come le persecuzioni e le conversioni forzate, cause naturali, si pensi a carestie ed epidemie, o cause demografiche -; Jenkins infatti individua anche varie cause endogene. Secondo la sua teoria, le religioni scompaiono nel momento in cui si isolano troppo e diventano radicalmente settarie, in altre parole quando perdono la loro «forza viva». Diventano quindi incapaci di inculturarsi in alcune delle aree in cui si sono radicate. Applicare quindi logiche darwiniane di «adattamento», continua, non è compatibile con le reali ragioni storiche della loro distruzione. In realtà, sottolinea Jenkins, «né la fede, né la pietà, né la sapienza, né l’antica tradizione sono servite per mantenere in vita le chiese nella maggior parte delle loro terre d’origine».
Philip Jenkins, La storia perduta del cristianesimo. Il millennio d’oro della Chiesa in Medio Oriente, Africa e Asia (V-XV secolo). Com’è finita una civiltà, prefazione di Giancarlo Bosetti, Collana Lampi di storia, Editrice Missionaria Italiana, pp. 352, euro 22,00 (foto: la storia perduta del cristianesimo)

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La Sicilia rievoca la Carta di Treviso a 25 anni dalla nascita

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2015

carta trevisoLa prima Carta deontologica al mondo, a tutela dei minori, a venticinque anni dalla nascita, sarà ricordata e rievocata in Sicilia nel corso dei prossimi mesi, con varie iniziative ad ogni livello. Il 5 ottobre 1990 la Carta di Treviso veniva stilata e sottoscritta da Ordine dei Giornalisti e Fnsi, in collaborazione con il Telefono Azzurro e le associazioni di volontariato della Città di Treviso che hanno organizzato il convegno “Da Bambino a notizia, i giornalisti per una cultura dell’infanzia”.Tiziano Toffolo – tra i principali promotori di tante iniziative legate alla Carta di Treviso – è intervenuto sull’argomento con un suo comunicato. “Colgo con piacere il sostegno ai principi della Carta che proviene dalla “migliore Sicilia” – in primis dall’Ordine Regionale dei Giornalisti – quella “Sicilia dei comunicatori” che mi ha subito conquistato per il rispetto della famiglia e dei bambini e per la particolare sensibilità, nella stragrande maggioranza dei casi, nei confronti di temi delicati come la tutela dei minori nei media”.“La Carta di Treviso e’ ormai patrimonio, oltre che della professione giornalistica, anche dell’opinione pubblica – dichiara Tiziano Toffolo – delle mamme e dei papa, e di tutte le persone sensibili, a cui sta a cuore la crescita serena dei bambini e degli adolescenti. Infatti decine e decine sono le proteste quando la Carta viene violata (e purtroppo i casi di violazione sono in costante aumento negli ultimi tempi), come nei più recenti fatti di cronaca, uno per tutti, la tragedia di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, dove il fratellino del povero Loris rischiava di essere “stritolato” dalla famelica macchina del gossip, riportandoci ai tempi di Cogne, quando Davide, il fratellino di Samuele, è stato oggetto del peggior gossip”.”L’intervento forte e tempestivo del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, con un pressante comunicato rivolto a tutti i colleghi, invitandoli al rispetto del codice deontologico e alla tutela dei minori coinvolti, ha contribuito a fermare una vergognosa serie di reportage “morbosi”, soprattutto televisivi, sul caso del povero Loris. Sono certo che la Sicilia – conclude Toffolo – ancora una volta, anche in occasione di questo anniversario, sarà in prima linea, nella divulgazione dei valori della Carta di Treviso, primo codice deontologico dei giornalisti italiani e fiore all’occhiello di etica professionale di tutta la categoria”. (foto: carta treviso)

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XXI Congresso Nazionale della SIN Società Italiana di Neonatologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2015

Palermo-Panorama-bjs-2Palermo. Dal 24 al 26 settembre 2015, presso il Complesso Didattico dell’Università di Palermo, si terrà il XXI Congresso Nazionale della SIN Società Italiana di Neonatologia, dedicato quest’anno ai neonati pretermine. Non tanti i neonati prematuri, ma molto importanti perché anche se costituiscono solo una piccola parte di tutti i nati (meno del 3% circa), contribuiscono in maniera determinante alla mortalità neonatale e infantile e all’incremento della popolazione colpita da handicap più o meno gravi. Molto spesso il destino di questi neonati è segnato prima ancora della nascita. Per questo motivo conoscere le cause della prematurità, approfondirne la storia prenatale e impostare il modo migliore per farli nascere si rivela di fondamentale importanza. Il destino di un grave pretermine può essere diverso se il parto avviene in maniera imprevista o programmata o se l’accrescimento intrauterino risulti normale o abnorme (IUGR/SGA). È in questi casi che la collaborazione ostetrico-neonatologica si rivela indispensabile. L’organizzazione dell’assistenza ai neonati pretermine, specie se di età gestazionale molto bassa (<32 settimane) ha subito negli ultimi 20 anni una vera e propria rivoluzione. L’isola neonatale si è trasformata in una DRICU (Delivery Room Intensive Care Unit) perché ottimizzare l’assistenza nelle prime fasi della vita di questi piccoli e fragili pazienti risulta fondamentale. Nelle tre giornate del congresso relatori nazionali ed internazionali affronteranno tutte quelle questioni che coinvolgono i prematuri, in particolare i nati prima della 34a settimana, dalle patologie, alla care neonatale, fino ai problemi medico-legali. Saranno discusse le più recenti novità in tema di:
Nutrizione Evitare la malnutrizione extrauterina (Extrauterine Growth Restriction – EUGR) è di fondamentale importanza, anche se estremamente difficile. L’alimento ideale per i neonati prematuri è il latte materno, sia in avvio (alimentazione trofica) sia nel prosieguo. Al congresso saranno discusse le ultime novità presentate a EXPO 2015. Ma il solo latte materno può non bastare. La nutrizione parenterale è certamente utile, ma ha effetti collaterali a breve e lungo termine che non possono essere ignorati. Si affronterà quindi il problema su come trovare il sottile equilibrio tra vantaggi e svantaggi della nutrizione dei neonati gravemente pretermine e la fortificazione del latte materno. Dall’alimentazione dipende il futuro della salute di questi neonati, come sarà discusso nel simposio dedicato all’epigenetica della nutrizione neonatale e infantile e in quello su nutrizione e immunità.
Infezioni neonataliQuella che può essere definita come la causa principale degli insuccessi neonatologici degli ultimi anni. Se infatti si pensa a quanto si è progredito in tutti i campi dell’assistenza neonatale, si deve anche prendere atto che in questo campo specifico si è ancora molto indietro. Le infezioni congenite, ma soprattutto quelle neonatali (nosocomiali), sono la “tomba” del neonatologo. Durante il congresso si discuterà sulle più recenti acquisizioni in ambito diagnostico e soprattutto su quanti problemi si potranno avere in futuro per curare le infezioni se la ricerca in questo campo non farà progressi superiori a quelli che gli agenti infettivi stanno facendo.
Assistenza respiratoria In un congresso dedicato al pretermine non potevano mancare sessioni sulle problematiche respiratorie acute e croniche. Il livello culturale in tal campo è evoluto in modo entusiasmante: oggi si parla di novità su maturazione polmonare, su tecniche di reclutamento alveolare, di ventilazione invasiva e non invasiva che solo alcuni anni fa sembravano argomenti improponibili. Progressi fatti che hanno ridotto drasticamente la frequenza di displasia broncopolmonare grave, patologia che oggi vede impegnata la SIN nell’assistenza post-dimissione oltre che in quella intra-ospedaliera. Si parlerà anche del futuro respiratorio dei pretermine, sia in termini di funzione che in termini di frequenza e prevenzione delle infezioni respiratorie. Queste sessioni troveranno un’utile integrazione nel master dedicato alle nuove modalità di somministrazione del surfattante artificiale e di misurazione dei volumi polmonari.
Problemi neurologici e sensoriali Verrà fatto il punto sulle lesioni cerebrali più frequenti legate alla prematurità: l’emorragia peri-intraventricolare e la leucomalacia periventricolare e su come e quando l’imaging del SNC debba essere realizzato per ottenere il massimo in ambito diagnostico e prognostico. Si parlerà del trattamento del dolore, problema che vede l’Italia all’avanguardia in Europa, e dell’importanza del rapporto tra madre e neonato fin dalle prime fasi della vita. Ci si occuperà anche di cure palliative, un campo al quale si è arrivati grazie agli enormi progressi dell’assistenza neonatale, ma che pone di fronte agli insormontabili limiti umani.
Tra i problemi sensoriali verrà trattata la Retinopatia della Prematurità, che rappresenta ancora oggi uno scoglio che appare insormontabile. Si parlerà anche del futuro visivo dei pretermine. Al di là dei problemi connessi con la Retinopatia, infatti, l’occhio del pretermine e le strutture visive del SNC possono subire altri danni evolutivi. Così come non saranno trascurati i problemi dell’udito, troppo spesso misconosciuti e spesso causa di fallimenti riabilitativi.
Quando si parla di lesioni neurologiche poi non ci si può dimenticare di una delle cause principali del danno neurologico, almeno in passato: l’ipoglicemia neonatale. Allo stesso modo si parlerà anche dell’iperglicemia, che tanto spesso è riscontrata nei neonati di età gestazionale molto bassa e dei danni che può comportare. E ancora di metabolismo minerale (l’osteopenia esiste ancora?) e di ipotiroxinemia, condizione endocrino-metabolica che si pensava rischiosa, che forse non lo è, ma che recenti evoluzioni in ambito di screening neonatali (dosaggio del solo TSH) rischiano di relegare nel dimenticatoio ancora prima di averla ben conosciuta.
Adattamento cardio-circolatorio Se in passato si dava importanza soprattutto ai problemi respiratori alla nascita, oggi c’è una sempre maggiore attenzione all’adattamento cardio-circolatorio neonatale intimamente connesso con il reclutamento alveolare, tanto più importante quanto più bassa è l’età gestazionale. L’adattamento cardio-circolatorio che inizia al momento del primo respiro prosegue poi nei giorni successivi. L’ipotensione neonatale con le sue gravi ripercussioni multi-sistemiche è oggi argomento di fondamentale importanza grazie all’utilizzo dell’ecocardiografia funzionale. Questa pratica diagnostica è diventata per il neonatologo una necessità (come lo è stata e lo è ancora l’ecoencefalografia) e grazie a essa potranno essere trattati meglio molti disturbi cardio-circolatori dei neonati gravemente pretermine. Ormai il problema non è solo il dotto di Botallo pervio, ma è come quel cuore si contrae, si riempie e si svuota durante il ciclo cardiaco.
Funzione renale Nel periodo post-natale la maturazione dell’apparato nefro-urologico avviene in modo tumultuoso. Lo si è appreso sia da studi funzionali che da studi morfologici. A tal proposito interverranno i maggiori esperti italiani dell’argomento, per fare chiarezza sulla funzione renale e per permettere di considerarla alla stregua di altri apparati che si è imparato a conoscere e a valutare al meglio. È importante considerare che in molte parti del nostro paese il sistema assistenziale neonatale non riesce sempre a far fronte all’assistenza dei neonati prematuri nel luogo dove nascono. Si pone allora anche il problema del trasporto neonatale e della stabilizzazione pre-trasferimento. Durante i tre giorni si affronteranno diversi e a volte nuovi aspetti del problema, come il ruolo della simulazione nella formazione dei neonatologi addetti al trasporto neonatale e le nuove tecnologie da utilizzare durante il trasporto dei pretermine verso la destinazione definitiva. Saranno trattati infine anche gli aspetti organizzativi delle cure ai pretermine, le modalità di alimentazione, la qualità e la sicurezza delle cure neonatali e l’assistenza infermieristica in cure molto peculiari (ECMO, ecc..), con interventi mirati della componente infermieristica della SIN Società Italiana di Neonatologia. Nell’ambito del congresso sarà ospitato l’International Workshop on Neonatal Hematology, che avrà come presidenti il Prof. C. Romagnoli Presidente SIN, Prof. G. Corsello, Presidente SIP ed il Prof. A. Del Vecchio consigliere SIN. Al workshop interverranno esperti che hanno scritto la storia dell’ematologia neonatale. Si parlerà di Iperbilirubinemia grave, di Eritropoietina e neuroprotezione, di rapporti tra ematologia e NEC, di trombocitopenia e trombosi, di prevenzione dell’anemia neonatale. A questi interventi si aggiungeranno anche due Educational Courses sulla pratica trasfusionale e sul trattamento della trombocitopenia.

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Importanza della diagnosi precoce del tumore al testicolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2015

tumore testicoliE’ importante che vi sia una diagnosi tempestiva di tumore al testicolo – afferma il Professor Giorgio Franco, Presidente della Società Italiana di Andrologia – Ragazzi, imparate a fare l’autopalpazione dei testicoli, strumento fondamentale per scoprire i primi segnali della neoplasia testicolare così da intervenire prima che il danno sia irrimediabile. Il parallelismo più semplice è con le coetanee, educate all’autopalpazione della mammella e ai controlli periodici dal ginecologo. Gli uomini devono imparare ad andare dall’andrologo non quando si presentano dei problemi, ma periodicamente per vedere se si hanno gonfiori, noduli o escrescenze, fondamentale per la prevenzione delle neoplasie, come di altre malattie dell’apparato genitale maschile”. “L’autopalpazione è una semplice manovra che va fatta dopo la doccia quando i muscoli che sostengono lo scroto sono rilassati” – spiega il Dottor Giuseppe La Pera, andrologo presso l’Osp. San Camillo di Roma e Componente del Direttivo Nazionale della SIA. “La mano va passata sotto lo scroto per sentire se c’è una differenza di peso tra i due testicoli. Successivamente, con indice, pollice e medio di tutte e due le mani va palpato il testicolo che deve risultare liscio. Se si avverte una differenza di peso tra i due testicoli o delle irregolarità sulla superficie del testicolo, queste vanno riportate al medico curante in tempi brevi. Tale manovra va ripetuta ogni 2 mesi, soprattutto in presenza di fattori di rischio come ad esempio la mancata discesa del testicolo nello scroto alla nascita (criptorchidismo) o una familiarità con i tumori del testicolo” conclude il Dr. La Pera.
Il caso del ciclista Ivan Basso deve lasciar riflettere tutti gli uomini sull’importanza di fare diagnosi precoce e, laddove possibile, prevenzione. I numeri del tumore al testicolo sono impressionanti: circa 2.200 l’anno le diagnosi in Italia. Si tratta della neoplasia più frequente tra i giovani maschi di età compresa fra i 18 e i 40 anni, ma anche quella con le migliori prospettive di guarigione che possono superare anche il 90% dei casi quando la diagnosi precoce e mirata. Lo ha dimostrato con la sua storia Lance Armstrong, altro noto ciclista oggi simbolo della lotta a questa forma di neoplasia.
Il tumore al testicolo è solo un esempio, ma sono numerose le patologie a carico dell’apparato genitale maschile, con conseguenze importanti su salute e qualità di vita. Su molte di esse è possibile ridurre le conseguenze negative solo attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce fin dalla giovane età. “Nell’adolescente e nel giovane adulto le anomalie e le patologie dell’apparato genitale vengono intercettate con molta difficoltà a causa dell’assenza di una cultura andrologica diffusa che determina resistenza ed imbarazzo nei maschi, ma anche nei genitori che rivestono un ruolo di primaria importanza nell’educazione alla salute dei figli – sottolinea il Presidente della SIA – Il nostro suggerimento è di fare la prima visita a 14 anni con controlli periodici almeno ogni 2 anni per individuare eventuali patologie sul nascere, in modo da intervenire tempestivamente evitando danni più gravi e problemi difficilmente risolvibili come l’infertilità”.

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Malattie Rare. Audizione Esperti in Commissione Affari Sociali

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2015

Paola-Binetti“Dal primo pomeriggio, la XII Commissione è impegnata nelle audizioni di esperti in ambito farmaceutico e scientifico, i loro pareri sono fondamentali per l’indagine conoscitiva sulle Malattie Rare”. Lo afferma l’on Binetti, presidente dell’intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare. Continua l’esponente centrista: “è un pomeriggio di lavoro molto importante, abbiamo incontrato rappresentanti di Centri per le Malattie Rare, responsabili scientifici di Case farmaceutiche e rappresentanti di Farmindustria e Federchimica Assobiotech. Emergono delle linee comuni anche dalla diversità delle esperienze”. “Le emergenze condivise – conclude il deputato di Area Popolare – riguardano l’assoluta necessità di una diagnosi precoce in tutte le regioni, i bambini non possono essere discriminati in base al luogo di nascita, altro punto fondamentale riguarda la ricerca, servono degli incentivi; infine urge avere centri di eccellenza in rete tra di loro, con una forte interdisciplinarietà. Formazione e informazione debbono fare un salto di qualità. Pediatri e di medici di base devono essere messi in condizione di conoscere e approfondire”.

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