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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘naso’

Anna Raimondo: Fronte Nazionale Naso Partenopeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 dicembre 2019

Roma giovedì 16 gennaio 2020, dalle ore 18.30 AlbumArte Via Flaminia 122 mostra personale dell’artista Anna Raimondo dal titolo Fronte Nazionale Naso Partenopeo, a cura di Marco Trulli. La mostra resterà aperta fino a sabato 29 febbraio.Il titolo della mostra trae spunto da una scritta letta per caso dall’artista sui muri di Napoli. Il controverso tema dell’identità, messo a nudo ironicamente da questa frase, è al centro della mostra dell’artista che propone una selezione eterogenea di lavori in cui riscontra una costante ricerca che, partendo dalla dimensione intima, affronta questioni centrali di carattere pubblico e politico, come la questione del diritto alla mobilità o la de-costruzione delle identità di genere.La fondazione di un partito utopico, il Fronte Nazionale Naso Partenopeo, nel quale l’artista apre una riflessione corale sulle microazioni quotidiane di trasformazione ed emancipazione sociale, attraverso un lavoro previo di interviste ad attiviste e cittadine partenopee. Un (non) partito, rappresentato da una non bandiera esposta in mostra insieme a vari materiali propagandistici, con l’obiettivo di determinare una frizione con il presente del dibattito politico.“Il lavoro di Anna Raimondo è un luogo d’incontri e scambi, che si nutre dell’ascolto nel processo e nella formalizzazione finale col pubblico. I processi relazionali che l’artista attiva interrogano spesso la costruzione di genere nei comportamenti quotidiani e pubblici, mettendo in dialogo il suo femminismo quotidiano con l’atteggiamento delle altre persone. Può essere definito un viaggio nelle diversità sociali che facilita e crea aree di possibili interazioni, dissonanze, negoziazione e creazione corale di senso.” (Nancy Casielles e N. Suarez, 2016)Molti dei suoi lavori si concentrano in maniera peculiare sulla creazione d’incursioni nello spazio e la sfera pubblica, nel suo continuo tentativo di ricreare spazi e tempi di ascolto all’interno del panorama urbano, creando in questo modo dispositivi di spaesamento e dislocazioni di senso. Attraverso la fluidità del suono l’artista connette spazi, tempi e persone e riflette su temi e identità rimosse dalla memoria o dalla società. La mostra è dunque un itinerario liquido tra lavori sonori, progetti relazionali e atti performativi realizzati dall’artista in diverse parti del mondo.

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Pier Luigi Vercesi presenta Il naso di Dante

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Roma Mercoledì 16 gennaio, ore 17.30 Galleria del Primaticcio – Palazzo Firenze, Piazza di Firenze 27, Giovedì 17 gennaio, ore 16.30 Associazione Archesofica, Piazza Ungheria 6. Nell’estate del 1840, in una sala del palazzo del Bargello di Firenze, viene riportato alla luce il ritratto giovanile di Dante dipinto da Giotto. Qualche giorno dopo il ritrovamento, Seymour Kirkup, uno stravagante pittore inglese con la passione per lo spiritismo, corrompendo un guardiano, si fa rinchiudere nel Bargello, dove realizza una copia del Dante giottesco, che ha il naso aquilino ma dolce, non severo come quello che appare dalla presunta maschera mortuaria del Poeta. Resterà l’unica testimonianza dell’originale, perché il granduca di Toscana ordinerà un restauro maldestro dell’opera.
Kirkup invia la copia al patriota e dantista italiano esule a Londra Gabriele Rossetti, primo sostenitore di un’interpretazione esoterica della Divina Commedia e della Vita Nova. Attenendosi all’interpretazione paterna, Dante Gabriel, il celebre esponente della Confraternita dei Preraffaelliti, non soltanto raffigurerà il
Poeta con il giottesco naso «dolce», ma ne farà il depositario di una conoscenza superiore che si rifà alla tradizione dei trovatori, un «Fedele d’amore» legato all’eresia catara. A partire da quel momento, Dante diverrà l’oggetto delle più fantasiose – a detta degli studiosi ortodossi – interpretazioni, in una storia che si dipanerà in infiniti rivoli, e che Pier Luigi Vercesi ricostruisce in questo avvincente racconto che attinge a un nutrito materiale inedito: oltre duecento lettere scritte da Seymour Kirkup a un suo sodale milanese e datate «Firenze, via Ponte Vecchio 2», ovvero l’antica magione dei templari fiorentini.
Pier Luigi Vercesi è nato a Corteolona nel 1961. Inviato del Corriere della Sera, ha scritto numerose opere tra le quali Fiume. L’avventura che cambiò l’Italia (Neri Pozza, 2017), Il marine. Storia di Raffaele Minichiello (Mondadori, 2017), Storia del giornalismo americano (Mondadori, 2005), Ne ammazza di più la penna. Storie d’Italia vissute nelle redazioni dei giornali (Sellerio, 2014).

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Non trascuriamo la salute del naso per garantire il nostro benessere

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Si dice “avere naso” per indicare una dote preziosa che non tutti possono vantare. Eppure, a dispetto di ciò, il nostro organo olfattivo, strumento principe dell’esistenza dal momento che consente il respiro, è spesso dimenticato e ridotto al rango di Cenerentola del corpo umano.“Avere il naso chiuso, associato o meno a starnuti, con effluvio nasale e prurito è molto fastidioso, tanto da compromettere la qualità di vita sia di giorno e soprattutto di notte impedendo un ottimale riposo con le conseguenti ridotte prestazioni scolastiche e lavorative – spiega Matteo Gelardi, Presidente dell’Accademia Italiana di Rinologia. Il naso è al centro, oltre che del viso, di numerose discipline specialistiche quali allergologia, pediatria, pneumologia, infettivologia, chirurgia plastica e persino medicina legale; infatti, uno studio ha dimostrato che si può stabilire il momento del decesso nelle prime 12 ore, dal funzionamento delle cellule ciliate del naso che sopravvivono per molte ore alla morte dell’individuo”.Secondo gli ultimi dati presentati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento atmosferico mondiale rappresenta, in tutto il mondo, il 17% di tutti i decessi e malattie da infezione respiratoria inferiore acuta. L’organo più esposto all’inquinamento dell’aria è proprio il naso a cui è affidato il compito di cercare di limitare l’impatto dell’inquinamento filtrando l’aria: ogni giorno il naso filtra circa quindicimila litri di aria, funzione essenziale per consentire all’aria, e all’ossigeno in essa contenuto, di raggiungere i polmoni. Sempre l’OMS prefigura che, nel 2020, il 50% dei bambini italiani sarà allergico, e sarà necessario essere pronti ad affrontare queste problematiche visto l’impatto di queste alte percentuali. Purtroppo fino a pochi anni fa si pensava che il naso fosse un organo di secondo livello tanto che nell’ambito della branca dell’otorinolaringoiatria era considerato la ‘Cenerentola’ delle specializzazioni, la conferma? Per l’orecchio esiste una scuola di specializzazione che si chiama ‘audiologia’, per la laringe una scuola di specializzazione che si chiama ‘foniatria’ per il naso non è mai stata creata una scuola di specializzazione ad hoc. Eppure è un dato di fatto che nessuno sta bene con il naso chiuso o sofferente.“Il naso che non ventila bene è un naso che s’infetta e infetta le zone limitrofe, quindi i seni paranasali, provocando rinosinusiti, e l’orecchio medio con conseguenti otiti. La terapia deve essere mirata e oggi sono disponibili dispositivi medici o farmaci in grado di nebulizzare e veicolare il farmaco attraverso le cavità nasali con ottimi benefici terapeutici.Da non dimenticare che strettamente legato all’attività nasale, c’è anche l’olfatto, che rappresenta un essenziale sistema di allarme: per esempio sentire puzza di bruciato o non sentirla è fondamentale per proteggere se stessi e gli altri”, conclude Gelardi.Per ridare il giusto valore e la giusta considerazione a questo organo si terrà, dal 5 all’8 settembre 2018, a Naso, in provincia di Messina, il primo congresso nazionale Inter-accademico delle Accademie di Rinologia e Citologia Nasale. Ma la città di Naso non è stata scelta “a naso”, infatti vi sono una serie di convergenze: San Cono è il Santo protettore dei Rinologi ed è anche il santo Patrono di Naso, ridente cittadina di 4000 anime, situata a 500 mt sopra il livello del mare in provincia di Messina; è interessate notare che nello stemma della città di Naso sono disegnati sia il naso che le orecchie che potrebbe essere considerata come la prima descrizione dell’unità rino-tubarica. Ma non solo, la chiesa di San Cono si trova di fronte alla chiesta di San Biagio, il Santo protettore delle malattie della gola. Alla luce di tali scoperte possiamo dire che la città di Naso è sicuramente il luogo della spiritualità dell’otorinolaringoiatria.

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Chirurgia estetica, boom di ritocchi al naso per i selfie

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Negli Stati Uniti il 55% degli specialisti ha operato al naso pazienti che volevano migliorare sui social: “Un fenomeno diffuso anche in Italia, dove sono sempre di più i “pazienti Instagram”, i Millennial che condividono i ritocchini in tempo reale” dice il chirurgo plastico Pierfrancesco Bove, socio della Federazione Italiana Medici Estetici (FIME) Nel 2017 il 55% dei chirurghi plastici ha avuto pazienti che si sono rifatti il naso per migliorare nei selfie: è il risultato di un’indagine condotta dalla AAFPRS, l’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery, che registra un trend in continua crescita (+13% rispetto al 2016). “I numeri sono destinati a crescere ancora nei prossimi anni – dice Pierfrancesco Bove, chirurgo plastico socio della FIME (Federazione Italiana Medici Estetici) e amato sui social, con una pagina Facebook da 10mila like e un canale Instagram con quasi 30mila followers -. Tra i miei pazienti, sono sempre di più quelli che si sottopongono a rinoplastica e che lo fanno proprio perché non sono soddisfatti dell’immagine che vedono sui social network”.
In realtà, spesso i selfie restituiscono un’immagine alterata e non veritiera: lo dimostra uno studio pubblicato sempre negli Stati Uniti sulla rivista JAMA Facial Plastic Surgery: “I selfie non funzionano come specchi, ma distorcono l’immagine – afferma Bove -. Scattare foto a distanza ravvicinata, senza il bastoncino, fa sembrare il naso più largo del 30% negli uomini e del 29% nelle donne Questa spiegazione tuttavia non basta a far cambiare idea a chi ha deciso di sottoporsi a un intervento: i pazienti arrivano dal chirurgo plastico dopo aver attentamente analizzato il proprio aspetto e aver individuato con precisione quello che vogliono correggere. Fino a qualche anno fa, ero io che mostravo ai pazienti le differenze che, inevitabilmente, ci sono tra la parte destra e sinistra del viso e del corpo, oggi sono i pazienti a mostrarmi le asimmetrie. Inoltre, grazie all’utilizzo di filtri fotografici, sanno quanto potrebbe migliorare il proprio aspetto con qualche accorgimento e vogliono raggiungere quel risultato nella realtà e non solo in modo virtuale”.I “pazienti Instagram”, come li ha ribattezzati il dottor Bove, sono giovani, “di solito sotto i 40 anni”. Per loro la chirurgia estetica non è un tabù, ma un’esperienza da condividere sui social: “Una volta chi si faceva il ritocchino lo nascondeva, oggi ci sono moltissime pazienti che si scattano una foto prima di entrare in sala operatoria o poco dopo essersi operate, con ancora i bendaggi: vogliono condividere l’esperienza e raccontare in tempo reale come è andata” dice Bove.Il viso è la parte del corpo più gettonata per i ritocchini: “Molto richiesti sono i trattamenti per prevenire l’invecchiamento e la richiesta è sempre per risultati naturali – afferma il chirurgo plastico -. Il naso è l’intervento più gettonato perché, oltre a essere in primo piano nei selfie, richiede un intervento molto meno traumatico rispetto a qualche anno fa. Grazie alla smart rinoplastica, ho messo a punto un protocollo che abbina ottimi risultati estetici con un post operatorio rapido e indolore: si utilizza un dispositivo medico che, grazie a un campo elettromagnetico pulsato, aiuta la guarigione delle cellule danneggiate. Dopo soli 4 giorni si tolgono le medicazioni e non si usano più i tamponi, di solito molto temuti dai pazienti”.

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Chirurgia plastica, l’intervento per rifarsi il naso diventa smart

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

medicoÈ uno degli interventi di chirurgia estetica più eseguiti, negli ultimi tempi sempre più richiesto grazie ad alcuni miglioramenti introdotti: è la rinoplastica, l’operazione di rimodellamento del naso
che può essere eseguita in versione “smart”. “Molti pazienti decidono di operarsi al naso per ragioni estetiche, altri per ragioni funzionali, altri ancora per entrambi i fattori: – dice Pierfrancesco Bove, chirurgo estetico socio della Federazione Italiana Medici Estetici con studi a Milano, Roma, Napoli, Lecce e Salerno -. La smart-rinoplastica mette in pratica tutti gli accorgimenti necessari per ottenere un ottimo risultato estetico senza soffrire”. Ecco le cose da sapere sulla smart-rinoplastica:
1) Accurata visita pre-operatoria. “La visita è fondamentale per comprendere le aspettative dei pazienti e il risultato desiderato – afferma Bove -. Bisogna eseguire una TAC per evidenziare il difetto da correggere, sia che si tratti di deformazioni estetiche, congenite o causate da incidenti o traumi, sia che siano presenti problemi respiratori come setto deviato e turbinati ipertrofici che costringono il paziente a respirare a bocca aperta”.
2) Il candidato ideale. Il naso ha un ruolo importantissimo nell’armonia totale del volto. “La rinoplastica rimodella un dorso prominente o una punta troppo larga: con piccoli ritocchi si può
ritrovare un aspetto gradevole e armonioso. Inoltre, si possono risolvere problemi funzionali di natura respiratoria” spiega ancora Bove.
3) L’intervento. “La rinoplastica rimodella la struttura ossea e cartilaginea del naso alla quale poi si adatterà, senza subire alcun tipo di cambiamento, la cute sovrastante” afferma il chirurgo
plastico. L’operazione si esegue in anestesia locale o totale, secondo il tipo di intervento, e dura da 45 minuti a 2 ore.
4) Niente più tamponi. “I tamponi, utilizzati per fermare il sanguinamento, non hanno certo una buona fama e, anzi, sono uno degli aspetti più temuti – dice Bove -. Oggi non servono più: con la
smart-rinoplastica si usano garze iodoformiche che possono essere rimosse dopo 24/48 ore in modo del tutto indolore”.
5) Post-operatorio. Il post-operatorio è considerato, erroneamente, l’aspetto più critico del rifacimento del naso: “Basta rivolgersi al chirurgo giusto e utilizzare alcuni accorgimenti per renderlo meno traumatico – afferma Bove -. Dopo l’intervento si applica sul dorso del naso una medicazione rigida in silicone, molto più confortevole dei gessetti utilizzati fino a qualche tempo fa, che bisogna tenere per solo 4 giorni. Quindi si usano semplici cerotti chirurgici per
altri 6 giorni”.
6) I campi elettromagnetici. Si utilizza un dispositivo medico che, grazie a un campo elettromagnetico pulsato, aiuta la guarigione delle cellule danneggiate. “Dopo l’intervento di smart-rinoplastica si applica un apparecchio che permette una guarigione più rapida e indolore grazie ai campi elettromagnetici. L’utilità di questi ultimi è testata da decenni, ma solo da poco si dispone di apparecchi miniaturizzati che li rendono disponibili ai pazienti anche durante laterapia domiciliare” spiega il chirurgo plastico.
7) Nessun dolore. Contrariamente a quanto si pensa, la smart-rinoplastica è un intervento indolore. “L’unico fastidio potrebbe essere la comparsa di edemi o lividi, comunque molto ridotti, sul naso o attorno agli occhi. Un consiglio è dormire in posizione semi-seduta nelle due notti successive all’intervento, applicando ghiaccio sulla parte operata, per limitarne la comparsa. La ripresa è comunque lampo, anche se per vedere il risultato definitivo del proprio naso bisognerà attendere qualche mese” aggiunge Bove.
8) Quando operarsi. L’inverno è la stagione preferita per chi si sottopone a rinoplastica: “Non esistono particolari controindicazioni per operarsi al naso in qualsiasi periodo dell’anno, tuttavia molti approfittano dei mesi freddi in quanto nei giorni successivi all’intervento è sconsigliata l’esposizione prolungata al sole per evitare problemi di cicatrizzazione” dice Bove.
9) Niente più selfie con mano davanti al viso. “Molti pazienti mi mandano le foto che si scattano dopo l’intervento: alcuni mi hanno confessato che prima pubblicavano sui social solo immagini in cui
coprivano il naso, ora invece sorridono felici senza più nascondersi” conclude il dottor Bove.

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La rinoplastica medica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

rinoplastica12La rinoplastica medica è una vera e propria rivoluzione degli ultimi anni. “Va subito detto che la rinoplastica medica ha dei limiti – precisa Emanuele Bartoletti, neopresidente della SIME e del XXXVI° Congresso – non consente ad esempio di effettuare interventi riduttivi. Se invece il naso è di dimensioni corrette, ma è presente qualche difetto (naso insellato, presenza di un leggero gibbo, naso con la punta in basso, naso leggermente storto), le correzioni possono essere fatte semplicemente con dei filler a base di acido ialuronico o di idrossiapatite di calcio, le sostanze più utilizzate.I risultati si vedono immediatamente e si raggiungono man mano che si inietta il filler; quindi si può tranquillamente decidere con il paziente quando fermarsi. Anche qui non si tratta di una vera e propria correzione, ma a sorta di camouflage. Per correggere un gibbo, è necessario riempire sopra e sotto, non posso tagliare il gibbo. L’acido ialuronico fatto sul naso dura tra l’altro tantissimo (anche un anno un anno e mezzo) perché è poco vascolarizzato e perché c’è meno movimento. Naturalmente, anche in questo caso è necessaria una buona conoscenza dell’anatomia e una buona esperienza. Anche in questo caso si lavora in una zona potenzialmente pericolosa e esposta a complicanze: iniettando una quantità eccessiva di filler, ad esempio, si corre il rischio di comprimere i vasi e di provocare una necrosi cutanea. Sono stati descritti più casi di necrosi cutanea della punta, per un’infiltrazione eccessiva sulla punta o a livello dei solchi naso-genieni, per la compressione delle arterie che salgono a questo livello. Anche in questo caso è fondamentale lo studio del soggetto e la scelta della correzione più adeguata. Ad esempio per far sembrare una punta del naso un po’ più proiettata verso l’alto, basta allargare un po’ l’angolo naso-labiale e la punta sembra ‘rialzarsi’. Si conferma la scarsa utilità della tossina botulinica per il sollevamento della punta, che qualcuno aveva proposto per il trattamento del muscolo mirtiforme o depressore del setto nasale (quello che quando ridiamo, ‘tira’ giù il naso).

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