Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘natalità’

La natalità: il nostro male oscuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

Il problema più serio e complesso che riguarda il pianeta terra è costituito da una natalità in eccesso, rispetto alle risorse disponibili. È un trend di crescita demografica che potremmo definire fuori controllo. C’è chi afferma che nel 2030 arriveremo a nove miliardi di abitanti. È puramente illusorio credere che il nostro pianeta possa contenerci tutti senza che si creino condizioni gravi di compatibilità ambientale. Per altro già oggi avvertiamo i segni e non sono di certo dei semplici calcoli teorici.
La povertà è il primo punto all’ordine del giorno. In India possiamo toccarla con mano, ma la viviamo anche nelle città così dette dell’opulenza assistendo al degrado delle periferie suburbane, ai clochard che affollano gli angoli delle strade e dormono, dove possono lungo le vie o in rifugi di fortuna. La disoccupazione costituisce un aspetto altrettanto grave se consideriamo che ora vivono nel mondo oltre un miliardo di persone senza lavoro. Per di più è una crescita disomogenea tra un continente e l’altro e tra nazioni. È evidente nelle metropoli, se si pensa che già oggi, a Città del Messico i residenti sono 17 milioni e a Bombay nove milioni.
Segue inevitabile il problema alimentare. In India e in alcune località dell’Africa e dell’America del Sud, oggi si muore di fame. E a distruggere la fauna e la flora stanziale e alterare l’ecosistema delle foreste equatoriali e dell’habitat si finisce con l’andare di male in peggio. Cresce, intanto, il divario tra i paesi più prosperi rispetto a quelli bisognosi di tutto.
Ciò determina, spesso, la necessità di migrare e il procedere in questo senso è, a sua volta, gravido di conseguenze in specie se gli spostamenti sono nell’ordine dei grandi numeri. Nella migliore delle ipotesi subentrano motivi d’ordine pubblico, risentimenti razziali e incapacità di assorbire in modo regolare l’inevitabile eccedenza di manodopera generica.
Se questa è la situazione oggi e, in prospettiva, ci sembra giusto valutare taluni aspetti caratterizzanti l’evoluzione umana. Si era in pochi fino a 10mila anni fa quando si viveva di caccia e d’agricoltura. Man mano che l’energia muscolare fu supportata dalle tecnologie inizialmente primitive e, progressivamente, sempre più artefatte, la popolazione mondiale non trovò di meglio che assumere dimensioni maggiori. In questo modo raggiungemmo il miliardo d’abitanti all’inizio dell’Ottocento.
In due secoli ci siamo poi più che sestuplicati grazie soprattutto alla rivoluzione industriale, alla conversione di materia inanimata in energia e alle accresciute disponibilità alimentari.
Se queste sono le ragioni del nostro sviluppo demografico, le stesse diventano un’arma letale anche in ragione del fatto che ad una natalità in espansione vi fanno da contrappeso le tecnologie che tendono a ridurre il lavoro umano e a renderlo, semmai, sempre più specialistico.
Secondo l’equazione d’Ehrlich, d’altra parte, l’unica variabile precisa resta la popolazione, se vogliamo che l’impatto ambientale sia costante nel tempo, e, di converso, vogliamo garantirci un aumento o, in ogni caso, una non diminuzione del benessere. Ciò, ovviamente, prescinde dal concetto di “ricchezza” individuale.
E’, semmai, in funzione delle risorse materiali, dal modo di organizzarsi della società, ma anche dai sistemi di vita immateriali che noi prediligiamo quali sbocchi ai nostri “appagamenti”: la lettura di un libro o l’ascolto della musica, l’uso di un costoso fuoristrada o di altre forme di svaghi.
Dobbiamo, quindi, insieme, convincerci che il ciclo di crescita, iniziato prorompente con la rivoluzione industriale, è terminato con l’avvento della civiltà post industriale. È un passaggio che avviene in tempi rapidi, rispetto a quelli lenti del riassestamento naturale della popolazione o, se vogliamo, del turn over che per altro è sfalsato dal momento in cui abbiamo allungato la nostra speranza di vita. (Riccardo Alfonso)

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il buonismo e i conti pubblici

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

ministero-finanze“Strano Paese il nostro, dove si organizzano cortei ‘dell’accoglienza’ per gli immigrati che ‘influiscono positivamente sulla crescita del Pil’ (Emma Bonino pensiero), piuttosto che cercare delle soluzioni al tema della bassa natalità. In questo contesto, ciò che manca è che cosa vogliamo fare della nostra immigrazione dopo gli anni dell’accumulo silenzioso e prima che sia troppo tardi. Prima, cioè, che si inneschi, più o meno inconsapevolmente, un’esplosione razziale a catena, sull’onda dell’umanitarismo e dell’egoismo miope, che produce razzismo”. Lo scrive Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un intervento pubblicato da “Affaritaliani.it”, proponendo delle prime riflessioni in vista della marcia pro immigrati del 20 maggio a Milano che vede Emma Bonino tra i promotori.“Innanzitutto, i flussi migratori cui sono attualmente sottoposti l’Italia e gli altri Paesi dell’Europa comunitaria sono di natura profondamente diversa da quelli che nel dopoguerra e per circa un ventennio avevano interessato il Nord Europa. I flussi migratori di allora erano prevalentemente da domanda, quelli degli anni ottanta e quelli attuali sono, invece, prevalentemente da offerta.Che significa questa distinzione? Nel caso di migrazione da domanda prevalgono i lavoratori dipendenti, in settori manifatturieri, a bassa qualifica, in ogni caso pressoché immediatamente inseriti nelle garanzie di welfare proprie dei paesi di destinazione. Questi flussi di immigrati entrano così nel ciclo sociale delle economie di destinazione attraverso il lavoro. I costi-benefici della loro presenza sono perfettamente visibili alle società in cui essi sono inseriti.Al contrario, nel caso di migrazioni prevalentemente da offerta la ragione del movimento risiede nelle condizioni socioeconomiche dei Paesi di origine. Non esiste, quindi, nessun attrattore capace di selezionare i flussi, per cui le tipologie dei migranti sanno le più varie: alta scolarità, bassa scolarità, alta formazione, bassa formazione, ecc.. I settori di arrivo non saranno quelli centrali manifatturieri, ma quelli marginali-interstiziali-maturi. Ci sarà alta propensione al lavoro autonomo, alla clandestinità e al lavoro sommerso.Il bilancio costi-benefici di questi modelli migratori da offerta è tutto spostato sulla visibilità dei costi. E sulla non percezione dei benefici. Da qui conflitto, razzismo e mancanza di risorse per casa, scuola, lingua, welfare state. Quindi il collasso dei conti pubblici”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sviluppo locale e cooperazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2010

“Lo sviluppo locale e del territorio dipende anche dalla crescita e dalla promozione delle imprese cooperative, realtà imprenditoriale che mostra dinamismo, vitalità produttiva e occupazionale. In poche parole, le cooperative tengono nonostante la crisi. La conferma giunge dalla ultima rilevazione Unioncamere, che attraverso Movimprese, ha registrato natalità e mortalità delle imprese italiane presso le Camere di Commercio nel primo trimestre del 2010.” Il Presidente Unci – Unione Nazionale Cooperative Italiane – Paolo Galligioni, che, con queste parole, commenta i dati rilevati e diffusi dal Rapporto Unioncamere, tiene a sottolineare (citando quando riportato nella stessa rilevazione) “il progresso registrato dalle cooperative attive tra la fine di dicembre 2009 e marzo 2010 ha fatto registrare un saldo di 408 unità in più, pari allo 0,51% su base trimestrale, dove, in termini assoluti, la Lombardia in primis con 100 cooperative in più in tre mesi, rappresenta il 24,5% del saldo nazionale, il Lazio a seguire con 61 cooperative, e poi Calabria, Sicilia e Puglia”.  “Non sono dati dei quali meravigliarsi – aggiunge Galligioni – ma, anzi, rappresentano un’ulteriore conferma a quanto, da sempre, sostenuto dall’UNCI, ovvero che nei momenti di crisi e stagnazione economica le imprese mutualistiche, al contrario delle altre tipologie di imprese, agendo in maniera anticiclica, riescono ad attenuare gli effetti delle fasi congiunturali negative, elaborando risposte efficaci in termini di produttività, occupazione e coesione sociale. La cooperazione, d’altronde, non è solo un sistema di imprese ma anche un sistema di valori che svolge sia un importante funzione economica che sociale. I soci lavoratori di cooperativa, infatti, partecipano direttamente alla gestione d’impresa e nell’offrire beni e servizi si rivolgono non solo a loro stessi ma soprattutto alla collettività. Le cooperative, grazie al forte radicamento locale, riescono ad intercettare meglio i bisogni delle persone e a trasformarli in opportunità occupazionali, in servizi e prestazioni. Come nel caso della cooperazione sociale”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dipendenti senior

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2010

AARP International, l’associazione internazionale no-profit che conta più di 40 milioni di iscritti e si propone di aiutare le persone a vivere più a lungo, più sane e con una maggior sicurezza economica, ha indetto la terza edizione del concorso “AARP International Innovative Employer Award, Recognizing International Best Practices in Age Management”, un riconoscimento alle aziende nel mondo (qualunque azienda che non abbia la sede negli Stati Uniti può partecipare al concorso) che dimostrano la maggior attenzione e le migliori pratiche nei confronti dei loro dipendenti over-50. L’occupazione di questa fascia di età è un fenomeno sempre più attuale, in una società con tassi di natalità sempre più in calo, età pensionabile in continuo aumento e una costante diminuzione della percentuale dei lavoratori di età compresa tra i 25 e i 44 anni. Per le aziende di oggi è sempre più essenziale beneficiare allo stesso modo dei giovani e dei lavoratori più esperti e più anziani, ma devono imparare a capirne le diverse esigenze così come i diversi limiti. I partecipanti al concorso dovranno offrire informazioni sulle loro pratiche nei confronti dei lavoratori anziani in queste aree

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Procreazione assistita

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2009

“I dati presentati sul terzo rapporto del registro di tecniche di procreazione assistita non solo sono allarmanti ma sono in controtendenza con i dati del registro europeo, che dimostra chiaramente come l’Italia sia il fanalino di coda sia nel numero di coppie trattate per milione di abitanti -solo il Montenegro ha dati più bassi-, sia in termini di gravidanze plurime”. E’ netto e deciso il commento di Luca Gianaroli, presidente eletto della Società Europea di Riproduzione umana e di Embriologia. Allarmante è soprattutto il dato sulle gravidenza plurime: “In Italia, un bambino su due nato grazie alle tecniche di procreazione assistita appartiene a gravidanze gemellari o trigemine, contro un bambino su 20 o 25 che nasce dalle medesime tecniche nei paesi del Nord Europa”, spiega Gianaroli, che rivela come “solo tre paesi dei Balcani ci superano in questa triste casistica”.  “Grave risulta inoltre -riprende il presidente eletto della Società Europea di Riproduzione umana e di Embriologia- che non si tenga conto dei costi enormi, non solo per i pazienti ma anche per le Regioni, dell’utilizzo quasi paralizzante delle rianimazioni neonatali. In alcuni ospedali è ormai difficile per un neonato singolo avere le cure appropriate a causa del continuo aumento delle nascite plurime. Ancora più allarmante è il tentativo di addossare la responsabilità delle nascite plurime ai centri, quasi generassero una cattiva medicina, non tenendo conto che il fenomeno è stato esasperato proprio dalla applicazione della legge 40”. Ma quello che appare inquietante è la presentazione e l’interpretazione dei dati del rapporto. “Nei Paesi europei, dove esiste un registro nazionale, i dati vengono presentati e discussi con i centri e l’intera raccolta di informazioni è in possesso delle strutture sanitarie che hanno generato i dati -spiega Luca Gianaroli-. Nel nostro Paese, i centri apprendono alcuni dati parziali dalle agenzie di stampa. Nonostante questa stortura del percorso informativo, è possibile che in numeri assoluti aumentino i cicli e i trattamenti anche a causa della loro scarsa efficacia, che obbliga le coppie a reiterare i tentativi stessi con costi e perdite di tempo mai calcolati accuratamente”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »