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Legg Mason: La Russia offre sfide e opportunità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2010

Secondo Nathalie Wallace, gestore di Batterymarch, società del gruppo Legg Mason, le enormi risorse energetiche della Russia hanno dato a questo paese un ruolo di attore chiave nell’economia globale. tuttavia, diversamente dagli altri paesi del BRIC — Brasile, India e Cina, nella recente recessione mondiale, la Russia ha attraversato gravi difficoltà economiche. Mentre India e Cina sono cresciute anche durante il rallentamento dell’economia globale e in Brasile la recessione è stata relativamente leggera, la Russia invece è stata colpita fortemente dalla drastica caduta dei prezzi del petrolio seguita a una contrazione della domanda e a un massiccio allontanamento dei capitali.  Dopo un decennio di forte crescita, il quasi totale orientamento dell’economia della Russia verso il settore energetico e la sua vulnerabilità alla minore disponibilità di credito a livello globale, hanno avuto come conseguenza una caduta del Pil del 7,9% nel 2009, il peggior calo di cui si abbiano dati. Inoltre, gli oligarchi russi che avevano accesso cospicui prestiti presso banche estere utilizzando le proprie quote azionarie come garanzia, sono stati costretti a svenderle proprio durante la flessione dei prezzi del mercato azionario, creando a questo mercato una ulteriore sofferenza.  La qualità del credito sovrano russo è probabilmente fra le migliori del mondo, con un rapporto debito-Pil proiettato sul 2010 del 7%. In confronto, il rapporto debito sovrano-Pil in altre parti del mondo va dal 15% dell’Australia al 227% del Giappone. Il bilancio delle famiglie russe e quelli di molte aziende sono anch’essi molto forti.  Inoltre, analogamente ad altri mercati emergenti, la Russia detiene cospicue riserve di valuta estera e si prevede che registrerà un surplus delle partite correnti, elementi che offrono al governo la possibilità di agire con flessibilità nella politica monetaria e in quella fiscale. L’inflazione russa, che a causa dei prezzi fuori controllo nel 1992 era lievitata del 2.500%, è ora ai livelli più bassi dalla fine dell’era sovietica. Mantenendosi in una tendenza deflattiva ha continuato a scendere e potrebbe attestarsi per l’anno corrente, secondo quanto ha dichiarato il primo ministro Vladimir Putin, a soli 6,5 punti percentuali.  Sullo sfondo di queste condizioni finanziarie, corroborate da una nuova disciplina fiscale, il rublo che, durante il periodo del calo del prezzo del petrolio tra il 2008 e il 2009, si era molto indebolito dovrebbe ora apprezzarsi mentre, al tempo stesso, gli interessi sul debito sovrano resteranno contenuti.  Dalla prospettiva degli investitori, la mancanza di infrastruttura e di una rigorosa regolamentazione del mercato azionario restano un problema sostanziale che spinge molte compagnie russe a quotarsi nelle borse estere, soprattutto Londra e più recentemente anche Hong Kong. Il mercato russo si è caratterizzato storicamente per la volatilità, che ha portato a performance sbalorditive alternate a marcate fasi di ribasso dei prezzi.  In Russia non è ancora stata introdotta la cultura dei fondi comuni di investimento né quella dei piani pensionistici delle aziende — e del limitato numero di quote azionarie flottanti. La riforma delle pensioni, permettendo di investire nel mercato azionario domestico, dovrebbe aiutare la Russia ad allargare il bacino degli investitori e a rendere il paese meno dipendente dalle fonti esterne di capitale come in Polonia, Brasile, Cile, Mexico e Cina. Questi cambiamenti sono già stati realizzati nel settore del reddito fisso.

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