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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Michel Chossudovsky: “Con la Nato dal Welfare al Warfare”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

By Manlio Dinucci. Al Convegno internazionale «I 70 anni della Nato: quale bilancio storico? Uscire dal sistema di guerra, ora», svoltosi a Firenze, ha partecipato quale principale relatore il Prof. Michel Chossudovsky, direttore di Global Research, il centro di ricerca sulla globalizzazione (Canada), copromotore del Convegno insieme al Comitato No Guerra No Nato e ad altre associazioni italiane. A Michel Chossudovsky – uno dei massimi esperti internazionali di economia e geopolitica, collaboratore dell’Enciclopedia Britannica, autore di 11 libri pubblicati in oltre 20 lingue – abbiamo rivolto alcune domande sui temi discussi al Convegno.
Anzitutto qual è stato il risultato del Convegno di Firenze?
Il Convegno internazionale di Firenze è stato un evento di massimo successo, con la partecipazione di diversi qualificati relatori provenienti da Nordamerica, Europa e Russia. È stata presentata la storia della Nato. Sono stati identificati e attentamente documentati i crimini contro l’umanità. Al termine del Convegno, con circa 600 partecipanti da tutta Italia e da diversi paesi europei, è stata presentata la Dichiarazione di Firenze.
Nella sua relazione introduttiva al Convegno, lei ha affermato che la Nato non è un’alleanza. Ci può spiegare perché?
Sotto la sembianza di un’alleanza militare multinazionale, il Pentagono domina il meccanismo decisionale della Nato. Gli Usa controllano le strutture di comando della Nato, che sono incorporate in quelle statunitensi. Il Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR) è sempre un generale statunitense nominato da Washington. Il Segretario Generale della Nato, attualmente Jens Stoltenberg, è essenzialmente un burocrate addetto alle relazioni pubbliche. Non ha alcun ruolo decisionale.
Un altro tema da lei sollevato è quello delle basi militari Usa in Italia e in altri paesi europei. Che ruolo hanno?
Il tacito obiettivo della Nato – tema rilevante del nostro dibattito a Firenze – è stato quello di attuare, sotto diversa denominazione, “l’occupazione militare” de facto dell’Europa Occidentale. Gli Stati uniti non solo continuano a “occupare” i “paesi dell’Asse” della Seconda guerra mondiale (Italia, Germania), ma hanno usato l’emblema della Nato per installare basi militari Usa in tutta l‘Europa Occidentale, e successivamente nell’Europa Orientale sulla scia della guerra fredda e nei Balcani sulla scia della guerra Nato contro a Jugoslavia.
Che cosa è cambiato riguardo a un possibile uso di armi nucleari?
Subito dopo la guerra fredda è stata formulata una nuova dottrina nucleare, focalizzata sull’uso preventivo di armi nucleari, cioè sul first strike nucleare quale mezzo di autodifesa. Nel quadro degli interventi Usa/Nato, presentati quali azioni per il mantenimento della pace, è stata creata una nuova generazione di armi nucleari di “bassa potenza” e “più utilizzabili”, descritte come “innocue per i civili”. I responsabili politici statunitensi le considerano “bombe per la pacificazione”. Gli accordi della guerra fredda, che stabilivano alcune salvaguardie, sono stati cancellati. Il concetto di “Mutua Distruzione Assicurata”, relativo all’uso delle armi nucleari, è stato sostituito dalla dottrina della guerra nucleare preventiva.
Quale relazione esiste tra corsa agli armamenti e crisi economica?
Guerra e globalizzazione vanno di pari passo. La militarizzazione sostiene l’imposizione della ristrutturazione macro-economica nei paesi bersaglio. Impone la spesa militare per sostenere l’economia di guerra a detrimento dell’economia civile. Porta alla destabilizzazione economica e alla perdita di potere delle istituzioni nazionali.Un esempio: ultimamente il presidente Trump ha proposto grossi tagli alla Sanità, all’Istruzione e all’infrastruttura sociale, “mentre richiede un grosso aumento per il budget del Pentagono”. All’inizio della sua amministrazione, il presidente Trump ha confermato l’aumento della spesa per il programma nucleare militare, varato dal presidente Obama, da 1.000 a 1.200 miliardi di dollari. sostenendo che ciò serve a mantenere il mondo più sicuro.
In tutta l’Unione europea l’aumento della spesa militare, abbinato a misure di austerità, sta portando alla fine di quello che veniva definito “Welfare State”. La Nato è impegnata ad aumentare la spesa militare, sostenendo, per bocca del segretario generale Jens Stoltenberg, che questa è la cosa giusta da fare per “mantenere la sicurezza della nostra popolazione”.
Gli interventi militari sono abbinati a concomitanti atti di sabotaggio economico e manipolazione finanziaria. Obiettivo finale è la conquista delle risorse sia umane che materiali e, allo stesso tempo, delle istituzioni politiche. Gli atti di guerra sostengono un processo di completa conquista economica. Il progetto egemonico degli Stati uniti è di trasformare i paesi sovrani in territori aperti alla loro penetrazione. Uno degli strumenti è l’imposizione di pesanti vincoli ai paesi indebitati. Ad impoverire vasti settori della popolazione mondiale concorre l’imposizione di letali riforme macro-economiche.
Qual è e quale dovrebbe essere il ruolo dei media nell’informare l’opinione pubblica su tali temi?
I media non si sono presi il disturbo di coprire il Convegno di Firenze. I crimini di guerra della Nato non vengono così menzionati. Senza la disinformazione attuata dai media, l’agenda militare Usa/Nato crollerebbe come un castello di carte. I pericoli incombenti di guerra, condotta con i più moderni armamenti compresi quelli nucleari, non sono notizie da prima pagina. La guerra è rappresentata quale azione di pacificazione. I criminali di guerra sono dipinti come pacificatori. La guerra diviene pace. La realtà è capovolta. Quando la menzogna diviene verità, non si può tornare indietro. Veritas odium parit.

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Il salernitano Cirielli nominato nell’assemblea parlamentare Nato

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Il presidente della Camera Roberto Fico ha nominato in rappresentanza di Fratelli d’Italia, il parlamentare salernitano Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati, nella delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato. L’assemblea parlamentare della NATO è un’organizzazione internazionale che svolge una funzione di raccordo fra l’Organizzazione del Trattato Atlantico del Nord e i parlamenti nazionali dei paesi membri. L’assemblea è composta da 257 membri componenti dai parlamenti dei 28 paesi membri della NATO.
“Considero la nomina un importante riconoscimento soprattutto alla luce del ruolo che l’Italia si prepara ad assumere nei prossimi mesi in politica estera ed una grande responsabilità“ – commenta Cirielli.“La presenza dell’Italia nella Nato e l’alleanza con gli Usa dovranno essere sempre i pilastri della nostra politica estera. E su cui dobbiamo costruire un’Italia sempre più forte e credibile” – spiega Cirielli. “La guerra globale al terrorismo impone all’Italia e a tutti le Nazioni della Nato un ammodernamento e un rafforzamento sotto il profilo tecnologico delle nostre forze militari. Ammodernare, rafforzare e potenziare i nostri eserciti porterà più sicurezza non solo agli italiani ma anche ai militari italiani impegnati nel mondo in missioni internazionali. Una strada già intrapresa in Usa con la presidenza Trump e che noi ci sentiamo di condividere”- conclude il parlamentare salernitano di Fdi.

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La NATO, “sia al passo con i tempi e alle preoccupazioni dei cittadini”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

La riunione dei Ministri della Difesa ha permesso di fare il punto sui principali dossier dell’agenda NATO in vista del Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’11 e 12 luglio. Tra questi: la capacità dell’Alleanza di reagire con prontezza alle sfide contemporanee alla sicurezza, l’adattamento della sua struttura di comando, la sicurezza cibernetica e informatica, la lotta al terrorismo e la proiezione di stabilità della NATO a Sud.Di fronte alla solidarietà transatlantica dell’Italia che si manifesta nella partecipazione a tutte le missioni ed operazioni della NATO e nell’impiego di uomini e mezzi a protezione del fianco Est dell’Alleanza Atlantica, il Ministro Trenta ha sottolineato la forte aspettativa del Governo italiano affinché la NATO rafforzi il proprio ruolo a Sud, in particolare nella regione del Mediterraneo, attraverso il raggiungimento della piena operatività dell’Hub regionale per il Sud con sede a Napoli, e la conservazione delle prerogative dei Centri di Comando in Italia.«Solo una NATO in grado di rispondere alle molteplici minacce provenienti da una delle aree di maggiore instabilità del mondo può dirsi al passo con i tempi ed essere percepita come vicina alle preoccupazioni quotidiane delle nostre opinioni pubbliche» ha concluso il Ministro.Il Ministro ha anche avuto un colloquio con il Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa, Generale Scaparrotti, e diversi incontri bilaterali con i suoi omologhi (tra cui Gb, Francia, Canada, Australia, Germania). (fonte: GrNet.it)

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“Uscire dalla NATO e nuova alleanza con PUTIN?”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

le pen“Il problema immigrazione e sicurezza delle nostre città, quanto il costo della benzina e delle bollette, dipendono da problemi geopolitici. L’Europa e l’Italia, contro i loro interessi economici e sociali, si sono supinamente accodate alla politica estera USA che ha creato solo instabilità, prima nei Balcani, poi in Ucraina e Georgia ed infine in Medio Oriente e Libia. L’Italia deve rinegoziare tutti i trattati internazionali, uscire dalla NATO che oramai non serve più a nulla, e rinegoziare la presenza del centinaio di base americane sul nostro suolo patrio. La nostra attenzione deve rivolgersi naturalmente ad est, per costruire una nuova alleanza euroasiatica con la Russia Cristiana Ortodossa di Putin. Questo deve fare un movimento autenticamente nazionale, identitario e sovranista, come Fratelli d’Italia, Roberto Jonghipensare agli interessi del popolo e delle imprese italiane e liberarsi dalla sottomissione militare, finanziaria, politica, culturale e psicologica degli Stati Uniti d’America che pensano solamente ai loro interessi economici” ha tuonato Roberto Jonghi Lavarini (dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, a capo della corrente lepenista “Fare Fonte”, amici di Casa Pound, sostenitori di Putin come di Assad, e fautori di una lista unitaria sovranista con la Lega di Salvini) che ha annunciato che al congresso nazionale di Trieste presenterà una mozione politica per l’uscita dalla Nato, la revisione dei trattati internazionali e la fine delle sanzioni alla Russia. Peraltro, il “barone nero” Roberto Jonghi, membro, da anni, di diverse associazioni e coordinamenti internazionali della destra radicale, oltre ad essere personale amico del vecchio Jean Marie Le Pen è in contatto diretto con Alexander Dugin, filosofo tradizionalista russo ed ascoltato consigliere politico del presidente Vladimir Putin. (fonte: Agenzia Stampa Italia Informa Giovanni Cavallanti Ferrero) (foto: le pen, Roberto Jonghi)

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America’s global influence has dwindled under Donald Trump

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

cover economistA YEAR ago this week Donald Trump was elected president. Many people predicted that American foreign policy would take a disastrous turn. Mr Trump had suggested that he would scrap trade deals, ditch allies, put a figurative bomb under the rules-based global order and drop literal ones willy-nilly. NATO was “obsolete”, he said; NAFTA was “the worst trade deal maybe ever”; and America was far too nice to foreigners. “In the old days when you won a war, you won a war. You kept the country,” he opined, adding later that he would “bomb the shit out of” Islamic State (IS) and “take the oil”.So far, Mr Trump’s foreign policy has been less awful than he promised. Granted, he has pulled America out of the Paris accord, making it harder to curb climate change, and abandoned the Trans-Pacific Partnership, a big trade deal. However, he has not retreated pell-mell into isolationism. He has not quit NATO; indeed, some of America’s eastern European allies prefer his tough-talk to the cool detachment of Barack Obama. He has not started any wars. He has stepped up America’s defence of Afghanistan’s beleaguered government, and helped Iraq recapture cities from IS. In the parts of the world to which he pays little attention, such as Africa, an understaffed version of the previous administration’s policy continues on autopilot. As Mr Trump makes a 12-day visit to Asia, it is hard to dismiss him as a man wholly disengaged from the world.
Many people find reassurance in the sober, capable military men who surround him (see article). His chief of staff, his defence secretary and his national security adviser all understand the horrors of war and will stop him from doing anything rash, the argument goes. Optimists even speculate that he might emulate Ronald Reagan, by shaking up the diplomatic establishment, restoring America’s military muscle and projecting such strength abroad that a frightened, overstretched North Korea will crumble like the Soviet Union. Others confidently predict that even if he causes short-term damage to America’s standing in the world, Mr Trump will be voted out in 2020 and things will return to normal.
All this is wishful thinking. On security, Mr Trump has avoided some terrible mistakes. He has not started a needless row with China over Taiwan’s ambiguous status, as he once threatened to do. Congress and the election-hacking scandal prevented him from pursuing a grand bargain with Vladimir Putin that might have left Russia’s neighbours at the Kremlin’s mercy. And he has apparently coaxed China to exert a little more pressure on North Korea to stop expanding its nuclear arsenal.However, he has made some serious errors, too, such as undermining the deal with Iran that curbs its ability to make nuclear bombs. And his instincts are atrocious. He imagines he has nothing to learn from history. He warms to strongmen, such as Mr Putin and Xi Jinping. His love of generals is matched by a disdain for diplomats—he has gutted the State Department, losing busloads of experienced ambassadors. His tweeting is no joke: he undermines and contradicts his officials without warning, and makes reckless threats against Kim Jong Un, whose paranoia needs no stoking. Furthermore, Mr Trump has yet to be tested by a crisis. Level-headed generals may advise him, but he is the commander-in-chief, with a temperament that alarms friend and foe alike.
On trade, he remains wedded to a zero-sum view of the world, in which exporters “win” and importers “lose”. (Are the buyers of Ivanka Trump-branded clothes and handbags, which are made in Asia, losers?) Mr Trump has made clear that he favours bilateral deals over multilateral ones, because that way a big country like America can bully small ones into making concessions. The trouble with this approach is twofold. First, it is deeply unappealing to small countries, which by the way also have protectionist lobbies to overcome. Second, it would reproduce the insanely complicated mishmash of rules that the multilateral trade system was created to simplify and trim. The Trump team probably will not make a big push to disrupt global trade until tax reform has passed through Congress. But when and if that happens, all bets are off—NAFTA is still in grave peril.Perhaps the greatest damage that Mr Trump has done is to American soft power. He openly scorns the notion that America should stand up for universal values such as democracy and human rights. Not only does he admire dictators; he explicitly praises thuggishness, such as the mass murder of criminal suspects in the Philippines. He does so not out of diplomatic tact, but apparently out of conviction. This is new. Previous American presidents supported despots for reasons of cold-war realpolitik. (“He’s a bastard, but he’s our bastard,” as Harry Truman is reputed to have said of an anti-communist tyrant in Nicaragua.) Mr Trump’s attitude seems more like: “He’s a bastard. Great!”
This repels America’s liberal allies, in Europe, East Asia and beyond. It emboldens autocrats to behave worse, as in Saudi Arabia this week, where the crown prince’s dramatic political purges met with Mr Trump’s blessing (see article). It makes it easier for China to declare American-style democracy passé, and more tempting for other countries to copy China’s autocratic model (see article).
The idea that things will return to normal after a single Trump term is too sanguine. The world is moving on. Asians are building new trade ties, often centred on China. Europeans are working out how to defend themselves if they cannot rely on Uncle Sam. And American politics are turning inward: both Republicans and Democrats are more protectionist now than they were before Mr Trump’s electoral triumph.
For all its flaws, America has long been the greatest force for good in the world, upholding the liberal order and offering an example of how democracy works. All that is imperilled by a president who believes that strong nations look out only for themselves. By putting “America First”, he makes it weaker, and the world worse off. (by The Economist) (foto: cover economist)

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Eurodeputati commissione Sicurezza e difesa in Italia per fare il punto sulla cooperazione Nato Ue nel Mediterraneo centrale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

parlamento europeoUna delegazione di quattro eurodeputati della Sottocommissione Sicurezza e Difesa del Parlamento europeo sarà in visita istituzionale al centro di coordinamento dell’operazione Triton di Roma, alla sede Frontex di Catania e al quartier generale della Nato a Napoli da oggi, 17 luglio 2017, fino a mercoledì 19 luglio 2017.Gli eurodeputati faranno una verifica di prima mano della collaborazione fra autorità italiane, Frontex e Nato per il controllo del Mediterraneo centrale e per quel che riguarda la lotta al traffico di esseri umani e le operazioni di search and rescue in mare. Dopo la dichiarazione di cooperazione fra Nato ed Unione europea firmata a Varsavia lo scorso anno, gli europarlamentari faranno una prima valutazione di come un tale acordo stia funzionando.Fra gli incontri istituzionali previsti, nel pomeriggio di oggi, 17 luglio 2017, la delegazione incontrerà il sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa Domenico Rossi e il presidente della III commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati Fabrizio Cicchitto.
La delegazione sarà composta dai seguenti eurodeputati:Anna Fotyga (ECR/PL, presidente),Ivo Belet (PPE/BE),Lorenzo Cesa (PPE/IT), Doru Frunzulica (S&D/RO).

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Seminario “NATO e Mediterraneo, scenari geo-economici in evoluzione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Lunedì 22 maggio, alle ore 11, il Generale di Brigata Luca Fontana, Support Division Deputy Chief of Staff presso Nato Rapid Deployable Corps Italy, terrà nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12) il seminario “NATO e Mediterraneo, scenari geoeconomici in evoluzione”. L’incontro si aprirà con i saluti del Rettore Loris Borghi e con l’introduzione del prof. Gino Gandolfi, Pro Rettore con delega allo Sviluppo delle relazioni d’impresa e con il territorio.L’evento è rivolto agli studenti e ai docenti dell’Ateneo e sarà visibile in diretta streaming sul sito web di Ateneo http://www.unipr.it
Il Generale di Brigata Luca Fontana è nato a Legnano (MI) l’8 marzo 1965.Dal 1981 al 1984 ha frequentato la Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli dove ha completato il Liceo Scientifico. Successivamente, ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e ha ricevuto la promozione al grado di Sottotenente nel settembre 1986.
È stato poi assegnato, da Ufficiale dei Bersaglieri, al 2° Battaglione “Governolo” in Legnano, dove è stato Comandante di Plotone e Compagnia Fucilieri prendendo parte, nel 1993, all’Operazione “UNOSOM 2” in Somalia. Nel 1997 ha frequentato il Corso di Stato Maggiore a Civitavecchia e subito dopo (1998) ha preso parte alla Missione SFOR in BOSNIA. Successivamente è stato inviato, in qualità di osservatore delle Nazioni Unite, in India e Pakistan (UNMOGIP) dove, sei mesi dopo, ha assunto l’incarico di Capo Operazioni.Tra gli incarichi principali, dopo la frequenza del Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze presso il Centro Alti Studi della Difesa (CASD) nel 2001, ha ricoperto quello di Comandante del 3° Battaglione “Cernaia” in Caserta, prendendo parte all’Operazione “Antica Babilonia 6” nel 2004, successivamente Comandante del 6° Reggimento Bersaglieri in Trapani ed, infine, impiegato nell’ambito della Rappresentanza Militare Italiana presso il Military Committee della NATO in Bruxelles quale capo Branca Plans & Policy. Quindi, nel settembre 2014, è stato assegnato al Comando NRDC-ITA in Solbiate Olona (VA).

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Nato: Alli incontra Mike Pence

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

nato“A nome dell’Assemblea Parlamentare della Nato ho espresso apprezzamento a Mike Pence per le sue recenti affermazioni sulla Nato, che confermano la solidità dei rapporti tra Stati Uniti e Alleanza”. Così Paolo Alli, deputato di Area Popolare e Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato, che oggi a Bruxelles ha incontrato il Vice Presidente degli Stati Uniti Mike Pence.
“Col Vice Presidente – continua – ci siamo trovati d’accordo su una maggior attenzione e presenza della Nato sul fronte meridionale e, più in generale, sull’importante contributo che l’Alleanza può dare nel contrasto al terrorismo internazionale. A Pence ho ribadito l’impegno dell’Assemblea Parlamentare per lavorare coi diversi parlamenti nazionali in modo da poter arrivare a una più equa distribuzione delle spese tra tutti i membri dell’Alleanza”. E conclude: “Il Vice Presidente Pence nel corso del nostro dialogo ha ribadito la totale lealtà degli americani al legame transatlantico e indicato l’Assemblea Parlamentare Nato come un prezioso strumento per mantenere i rapporti tra il Congresso Americano e i Parlamenti europei.”

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Adesione del Montenegro alla NATO

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

montenegro“La ratifica da parte del Parlamento del trattato per l’adesione del Montenegro alla NATO, firmato a Bruxelles nel maggio scorso, è un passaggio importante, parte di una procedura lunga e molto seria. È di fatto un ulteriore passo avanti nel percorso di integrazione europea ed euro-atlantica del Montenegro, che permetterà di avvicinare ulteriormente i Balcani all’Occidente e di rafforzare il sistema di sicurezza internazionale in un contesto sempre più complesso e frammentato”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo Area Popolare (Ncd – Centristi per l’Italia) in Commissione Affari Esteri alla Camera dei deputati e Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato. “L’obiettivo dei Paesi dell’Alleanza Atlantica attraverso questo trattato – aggiunge – è anzitutto di migliorare le condizioni democratiche nelle Nazioni candidate. In quest’ottica, infatti, la richiesta del popolo montenegrino di aderire alla NATO è un segnale forte per una regione che in questo momento storico risulta sempre più cruciale per l’intero processo di pace e per la lotta al terrorismo. I Balcani, già particolarmente importanti per il nostro Paese per ragioni storiche e per i significativi rapporti economici in essere, negli ultimi anni hanno infatti assunto una crescente importanza rispetto al fenomeno dei foreign fighters e, più in generale, al contrasto del terrorismo internazionale”.

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Difesa comune: i deputati chiedono maggiore cooperazione e creazione forze multinazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

nato2Nella risoluzione approvata martedì, i deputati propongono di destinare il 2% del PIL alla difesa, di creare forze multinazionali e un quartiere generale operativo UE per pianificare il comando e il controllo delle operazioni comuni e per consentire all’UE di agire laddove la NATO non sia disposta a farlo.Secondo il Parlamento europeo, il terrorismo e le minacce ibride, l’insicurezza informatica ed energetica, costringono i Paesi UE a intensificare i loro sforzi nel campo della sicurezza e della difesa, aprendo così la strada a un’Unione europea della difesa.“La nostra Unione non è in grado di affrontare le travolgenti sfide della difesa. Per quasi 30 anni, la maggior parte dei suoi Stati membri ha tagliato i propri bilanci per la difesa, riducendo di fatto le forze armate. La cooperazione tra gli Stati membri è occasionale e l’Europa continua ad affidarsi pesantemente sulle capacità della NATO e sulla solidarietà degli Stati Uniti”, ha affermato il relatore Urmas Paet (ALDE, ET), nel dibattito il lunedì. Ha quindi sottolineato che “è arrivato il momento di muoversi verso una politica europea di difesa che funzioni.”La risoluzione sull’Unione europea della difesa, approvata con 369 voti in favore, 255 voti contrari e 70 astensioni, ricorda che negli ultimi anni la situazione della sicurezza all’interno e attorno all’Europa è considerevolmente peggiorata e che nessun Paese è in grado di affrontare da solo. “La solidarietà e la resilienza richiedono all’UE l’adozione di posizioni e azioni comuni e sistematiche”.
I deputati desiderano che l’UE risponda più celermente ed efficacemente alle minacce reali e che le forze armate europee lavorino meglio insieme. Le duplicazioni, le sovraccapacità e gli ostacoli nel settore degli appalti pubblici conducono a uno spreco stimato in 26,4 miliardi di euro.I deputati invitano gli Stati membri a effettuare acquisti congiunti per le risorse necessarie alla difesa e a mettere in comune i materiali non letali, come i veicoli e i velivoli per il trasporto. Suggeriscono inoltre l’introduzione di un “Semestre europeo per la difesa, in cui gli Stati membri si consultino circa i reciproci cicli di pianificazione e piani di appalti” e sostengono il rafforzamento del ruolo di coordinamento dell’Agenzia europea per la difesa.La risoluzione invita il Consiglio europeo a promuovere la creazione di “una politica di difesa comune a livello dell’Unione e a fornire ulteriori risorse finanziarie per assicurarne l’attuazione”.
I deputati incoraggiano la creazione di un quartier generale per la pianificazione, il comando e il controllo efficaci delle operazioni comuni. Gli Stati membri dovrebbero, inoltre, puntare all’obiettivo di destinare alla difesa il 2% del PIL e creare “forze multinazionali all’interno della cooperazione strutturata permanente e a mettere tali forze a disposizione della politica di sicurezza e di difesa comune”.La risoluzione appoggia gli investimenti comunitari proposti in progetti per la difesa “di almeno 90 milioni di euro per il prossimo triennio”, suggerendo in seguito un programma europeo di ricerca sulla difesa con una dotazione di 500 milioni di euro all’anno.
I deputati sottolineano che l’UE e la NATO dovrebbero cooperare di più, soprattutto a est e a sud, per fronteggiare le minacce ibride e informatiche, per migliorare la sicurezza marittima e sviluppare le capacità di difesa. Tuttavia, l’UE dovrebbe anche essere pronta ad agire in modo autonomo nei casi in cui la NATO non sia disposta a prendere l’iniziativa.I deputati discuteranno martedì sera anche un risoluzione distinta sulla sicurezza comune e la politica di difesa comune (PSDC) che sarà poi posta in votazione mercoledì. Il progetto di testo suggerisce una radicale revisione della PSDC e il lancio di un’operazione di addestramento in Iraq per sostenere gli Stati membri coinvolti nella coalizione contro Daesh.

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Paolo Alli eletto Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

Paolo-Alli“È un risultato importante – commenta Alli – che è stato raggiunto grazie ad un grande lavoro di squadra. Dopo 55 anni dalla nomina di Pietro Micara l’ultimo Presidente italiano dell’Assemblea Parlamentare della Nato, attraverso di me l’Italia torna a essere rappresentata ai massimi livelli di questo importante organo dell’Alleanza Atlantica”. E aggiunge: “La scelta fatta dall’Assemblea mi onora perché mi viene affidata una grande responsabilità. Sono perfettamente consapevole delle difficoltà e dei cambiamenti che stiamo attraversando. Cercherò di svolgere questo ruolo al meglio delle mie possibilità, per il bene dell’Alleanza Atlantica e dell’Italia. Il dialogo è cruciale per l’Assemblea che è uno strumento importante della diplomazia parlamentare. Ora c’è bisogno di unità per affrontare i cambiamenti all’orizzonte dalla cybersecurity al terrorismo al traffico di esseri umani”.

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Restauro ex base Nato: firmato il contratto lavori

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2016

La ditta Eurocostruzioni di Padova consegnerà il “museo” entro il 2017. “Camper service pian del Cansiglio” a buon punto. Veneto Agricoltura ristrutturerà a Perarolo di Cadore (BL) anche la Casera Valmontina.È stato stipulato stamattina, nella sede di Veneto Agricoltura in Pian Cansiglio (BL), il contratto tra l’Agenzia regionale e la ditta EUROCOSTRUZIONI srl di Padova per i lavori di restauro conservativo, del valore di 637.000€; si tratta dei fabbricati dell’ex base Nato in Cansiglio rimasti dopo la bonifica avviata da Veneto Agricoltura alcuni anni fa: quindi l’hangar e il relativo bunker (dimensioni interne m 18,35 per m 21,70, altezza m 5,39). Il tutto diverrà un “open space”, da allestire con tabellonistica e con sistemi multimediali per costituire sia una struttura museale a testimonianza della “guerra fredda”, sia uno spazio da adibire ad attività di educazione naturalistica e, più in generale, di fruizione sostenibile del territorio. Non dobbiamo dimenticare infatti che la Foresta demaniale regionale del Cansiglio è area SIC (sito di importanza Comunitaria) e ZPS (zona di protezione speciale), inserita nella Rete europea Natura 2000. L’hangar sarà raggiungibile utilizzando una strada carrabile esterna, ma anche da una strada “per tutti” interna alla ex Base, chiusa al transito veicolare e recentemente riasfaltata. Il Direttore di Veneto Agricoltura Alberto Negro sottolinea che il Bosco dei Dogi avrà perciò, “alla fine dei lavori cioè entro il 2017, una importante struttura in più, in grado di ospitare al coperto, quindi con ogni tempo, un elevato numero di persone; molto utile per le vivaci attività di educazione in atto e per ospitare iniziative legate alla fruizione turistica, manifestazioni, eventi, etc.”.
Va anche ricordato che sono in piena attività i lavori di realizzazione del “Camper Service”, progetto che risponde all’esigenza di regolamentare la sosta dei camperisti in Cansiglio; siamo a buon punto e stanno nascendo, come previsto, le piazzole per la sosta di 30 veicoli, le colonnine per la fornitura di energia elettrica, l’illuminazione automatizzata, la vasca di scarico per le acque nere ed un punto di rifornimento acqua, nonché le sbarre e le postazioni per il pagamento automatizzato.
Un’ultima notazione che riguarda la montagna bellunese: sempre in Pian Cansiglio, oggi, Veneto Agricoltura ha stipulato anche il contratto con S.I.L.S. di Sauris (UD), per la ristrutturazione della Casera Valmontina, che diverrà Rifugio escursionistico e struttura di accoglienza per attività di educazione naturalistica. Il fabbricato è ubicato all’interno della Foresta regionale demaniale della Valmontina, che dal Comune di Perarolo di Cadore sale fino alle pendici del Monte Duranno; parte della Foresta è stata classificata 20 anni fa come “Area Wilderness”, tra le prime sulle Alpi, a testimonianza dell’eccezionale cifra naturalistica ed ambientale della zona. Valore dell’intervento 500.000,00 € su finanziamento regionale a valere sul Programma PAR FSC.

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Nato, Putin e la Merkel

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

putinmerkel angela“Le parole della cancelliera Angela Merkel di oggi sulla Russia confermano quanto da tempo affermiamo sul fatto che non si possono fare sconti a Putin nella sua politica neo imperialista e neo Sovietica. Il suo scopo ultimo è solo quello di conservare il potere proprio e della sua oligarchia. La situazione di tensione creatasi sul fronte Est dell’Alleanza Atlantica è unicamente responsabilità della Federazione Russa e delle numerose violazioni del diritto internazionale da essa attuate ormai da molti anni e sapientemente tenute vive attraverso una serie di conflitti congelati, dalla Transnistria all’Abkhazia, dal sud-Ossezia al Nagorno Karabak, per tacere di Crimea e Donbass”. A dirlo è Paolo Alli, capogruppo di Area Popolare (Ncd-Udc) in commissione Affari Esteri alla Camera e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato.E aggiunge: “Solo un totale rientro dentro i limiti del diritto internazionale potrà consentire una ripresa di dialogo seria, che tutti auspichiamo ma che non può vedere l’Occidente e la NATO soccombenti di fronte al potere militare e alla visione imperialista della Russia. Sono certo che il vertice di Varsavia riposizionerà adeguatamente gli equilibri, creando finalmente le condizioni per un dialogo con la Russia ad armi pari, e questo sarà l’unico modo per costringere Putin a mostrare le proprie carte anche su altri terreni, quali il sostegno al regime sanguinario e liberticida di Assad in Siria. Spiace solo che in Italia commentatori superficiali (o forse non perfettamente in buona fede) si ostinino a pensare a Putin come a una sorta di eroe, alla Federazione Russa come al regno della democrazia, della libertà e del benessere e magari a Trump come l’unica speranza per il futuro del mondo. Teniamoci strette la NATO e la Merkel (almeno sul fronte della sicurezza)”.

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“NATO CCDCOE & CYBER COALITION”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

natoRoma Giovedi 19 maggio 2016 17.30 alle ore 19.30 Via Salaria 113 Aula Alfa – Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Relatore: Tenente Colonnello Christian Braccini Il Tenente Colonnello Christian Braccini è in forza al NATO CCDCOE dall’agosto del 2012 in qualità di Capo della Rappresentanza Militare Italiana e Deputy Tech Branch Chief.Il presente intervento, oltre a ripercorrere idealmente la pluriennale esperienza maturata in un contesto NATO ad alta specializzazione tecnologica, si focalizza sull’esercitazione di Cyber Defence per eccellenza in seno all’Alleanza, nota come Cyber Coalition. Il Tenente Colonnello Christian Braccini ne illustrerà il contesto di riferimento, gli attori, le dinamiche e le sfide che si identificano nell’appartenenza al Core Team di pianificazione della stessa. L’incontro si pone altresi’ come un’opportunità di conoscere realtà tecniche di eccellenza in seno all’Alleanza mediate il racconto di un’esaltante esperienza umana e professionale condotta nella lontana Estonia.

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Alli riconfermato Vice Presidente Assemblea Parlamentare Nato

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2015

natoPaolo Alli, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri alla Camera, è stato riconfermato Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato ed è stato eletto Relatore del Comitato sui partenariati della NATO, l’organo che si occupa di approfondire i rapporti che l’Alleanza mantiene con Paesi terzi e informare l’Assemblea sullo sviluppo degli stessi. Tali nomine sono avvenute nel corso della sessione annuale dell’Assemblea Parlamentare della NATO, che si sta svolgendo in questi giorni a Stavanger in Norvegia. Paolo Alli commenta: “la conferma a Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato, organo importantissimo che riunisce i rappresentati parlamentari di tutti i Paesi dell’Alleanza, mi riempie di onore e continuerò a svolgere questo ruolo con lo stesso impegno profuso nel corso dell’intenso anno appena trascorso. L’elezione a Relatore del Comitato sui partenariati è un’altra grande responsabilità, che assumo nella speranza di offrire il miglior contributo possibile al lavoro dell’Assemblea per lo sviluppo delle relazioni internazionali, oggi ancora più delicate e strategiche”

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NATO to give insights on latest Defence technologies at conference in Ankara

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

ankaraOn 10-12 November in Ankara, Turkey Defence Week 2015, hosted by IRN, will include extensive talks on the evolution and modernization of Turkish defence technologies within simulation programmes, command and control systems, UAVS, submarines and innovations within space and satellites.There will be technical presentations and extensive discussions on the latest technologies with CBRN, attack helicopters, naval mine warfare and cyber security.The latest spikes of violence in Turkey and around the globe have forced countries to reassess their defence strategies and realign their priorities, focusing particularly on the use of innovative defence technologies.Ukraine, Poland, Nigeria, Egypt and India, amongst other countries, are now investing in modernising specific components within military equipment, hardware, weapons, communications systems and much more.
NATO Officials and representatives will be speaking at this high-level summit, along with several representatives and Directors of Ministries of Defence from European countries.Lieutenant Colonel Zoltan Katona, Head of the NATO EOD Technologies Department, will offer detailed insights on current developments and limitations of new technologies and Robotics used in EOD and IEDD practices.During the conference, exhibition and workshops, participants will also learn how to engage in defence projects in Turkey, understand procurement processes, and be involved in the Turkish Defence market.

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NoNato – Per un Paese sovrano e neutrale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2015

paola de pinROMA martedì 21 aprile 2015 dalle ore 11 alle 13 Sala ISMA, Senato della Repubblica Piazza Capranica 72. Simposio NoGuerra NoNato – Per un Paese sovrano e neutrale. Presenta: senatrice Paola De Pin Relatori: Manlio Dinucci, Alex Zanotelli, Ferdinando Imposimato, Giulietto Chiesa, Franco Cardini, Fulvio Grimaldi, Massimo Zucchetti In Italia, 80 milioni di euro al giorno di spesa militare. I dati del Sipri confermano che la spesa militare mondiale è risalita a un livello superiore a quello dell’ultimo periodo della guerra fredda: ogni minuto si spendono nel mondo a scopo militare 3,4 milioni di dollari, 204 milioni ogni ora, 4,9 miliardi al giorno. Ed è una stima per difetto della folle corsa alla guerra, che fa strage non solo perché porta a un crescente uso delle armi, ma perché brucia risorse vitali necessarie alla lotta contro la povertà.

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Ukraine election outcome risks triggering renewed Cold War

Posted by fidest press agency su martedì, 28 ottobre 2014

ukraine1The West negotiating with Russia is the way forward for battle-scarred Ukraine once results from the country’s elections – the first since February’s revolution – are announced.Europe, in reshaping its relations with Russia, has to support the sovereignty and independence of Russia’s neighbours. But it has to understand that Russia’s concerns, feelings and interests cannot be ignored,’ says Prince Michael of Liechtenstein, Chairman and Founder of intelligence consultancy Geopolitical Information Service.‘The best-case scenario would see Europe and the US negotiating with Russia,’ he says. ‘This should be done at political not bureaucratic level, with the objective of shaping future relations in mutual understanding. This would respect the sovereign rights of countries such as Georgia, Moldova and Ukraine. Trade would be opened between the blocks and these countries,’ he adds.First counts from Sunday’s (October 26, 2014) parliamentary elections, indicate pro-Western parties will dominate Ukraine’s parliament. However these elections will affect relations between the West and Russia because Ukraine is a bone of contention over deeper causes, says Prince Michael. However, there is the risk of a renewed Cold War, with the crisis in Ukraine continuing and spreading to Moldova, Georgia, the Balkans and the Arctic, Black and Baltic Seas. ‘In this case everybody would lose and Russia would be driven closer to China,’ says Prince Michael.
This could lead to a real military conflict between Nato and Russia on a war footing, particularly if conflicts emerge in the Pacific.It also has to understand that clear, strong and united long-term European policies, have to be defined by Europe and coordinated with the US. America is crucial, as Europe has no credible defence on its own.‘For its part, the US would have to stop the harsh statements against Russia which emanate from its internal political squabbles between Republicans and Democrats,’ says Prince Michael.There is a lot of homework to be done by European governments and the US to overcome the lack of statesmanship and foreign policy strategy. ‘It is not yet too late to act,’ says Prince Michael.

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Alfano sul terrorismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 settembre 2014

Alfano“La relazione del ministro Alfano è stata carente sul piano delle proposte e sul piano operativo. Non emerge la posizione che il governo dovrebbe dare all’Italia nel Mediterraneo né si capisce né gli strumenti che si vorrebbero utilizzare per stroncare il terrorismo e il suo reclutamento, fatto anche in Italia dagli emissari del leader Al Baghdadi”.È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli intervenendo in aula sull’informativa del ministro dell’Interno Angelino Alfano sul terrorismo di matrice religiosa.“C’è un deficit di carattere strategico e una colpevole assenza di dati. Per non parlare di come siano state ignorate le richieste del governo italiano, nel recente vertice Nato di Cardiff, affinché non si parlasse solo di Ucraina e Iraq, ma anche della Libia, ormai completamente fuori controllo”.“Il problema è che questo governo non si mette d’accordo neppure sull’ora esatta. Non c’è unità nella politica estera, come dimostra la vicenda dei Marò, non c’è coesione nelle politiche economiche, troppo eterogeneo e inconcludente”. “Del resto – ha concluso Rampelli- come potrebbe sentirsi sicuro il popolo italiano con un ministro prima artefice del reato d’immigrazione clandestina e poi della sua abrogazione, protagonista dell’operazione Mare Nostrum, cui si legano anche gli ingressi incontrollati e i rischi di penetrazione degli integralisti islamici?”

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