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Mostra: Natura e universo femmimile

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Mantova sabato 10 novembre 2018 ore 17.00 Museo diocesano Francesco Gonzaga Piazza Virgiliana, 55 inaugurazione mostra collettiva d’arte contemporanea “Natura e Universo femminile” che resterà aperta fino al 21 novembre 2018. Intervengono
Mons. Roberto Brunelli Direttore del Museo diocesano Francesco Gonzaga e Sabrina Falzone, Francesca Bianucci e Chiara Cinelli Curatrici della mostra. E’ dedicata a un binomio tematico che si inserisce nel solco di una tradizione simbolica secolare e che trova ampia rappresentazione nella storia dell’arte.
“Unità tematica, nel binomio così suggestivo dato dalla Natura e dall’Universo femminile, espressa da una pluralità di voci, provenienti da vari paesi del mondo intero ed esprimentisi in una grande varietà di tecniche artistiche: questa mostra non poteva trovare ambiente più consonante del Museo che la ospita – afferma Mons. Roberto Brunelli, Direttore del Museo -. Chi, dopo avere ammirato questa densa esposizione, vorrà percorrere le sale del Museo vi troverà consonanza nella miriade di capolavori di pittura, scultura, oreficeria, smalti, avori e molto altro, provenienti da mezzo mondo e distribuiti negli ultimi venti secoli. E pluribus unum: il celebre motto, forse virgiliano, fatto proprio dagli Stati Uniti d’America non pare improprio applicarlo anche qui, sia al Museo sia alla Mostra: per entrambi intendendo come unum l’arte, quell’arte che non si appaga di semplice estetica ma si fa veicolo di valori, di quanto di meglio l’uomo trova dentro di sé”.
I ventitré artisti interpreti del tema si sono cimentati su questo duplice binario tematico, ciascuno attraverso il filtro della propria sensibilità, espressività ed esperienza, dando vita a un percorso espositivo che si caratterizza per la coesistenza di linguaggi e stili differenti, e per la provenienza internazionale delle opere in mostra.
Alla varietà di stili rappresentati si somma la pluralità di tecniche utilizzate per la realizzazione delle opere: acquarello, arte frattale, fire painting (combustione con fiamma di candela), fiber art, fotografia, intarsio, pittura e scultura.
“L’esigenza comunicativa accomuna i ventitré artisti selezionati – osserva la curatrice Sabrina Falzone -, ognuno dei quali ha esperito un proprio linguaggio visuale non solo mediante modalità eterogenee, ma anche con una significativa impronta personale, finalizzata ad una capillare diffusione del messaggio artistico e ad una più ampia condivisione di contenuti, stili e procedimenti tecnici. Il grande tema della Natura si manifesta maestosamente in paesaggi, figure, colori e architetture pittoriche. D’altro canto l’Universo femminile, sorretto da un’eclatante creatività, viene sottolineato dalle figure, individuato nelle astrazioni segniche ed enfatizzato dall’eleganza scultorea. Con una pluralità di tecniche artistiche che va dalla terracotta alla pittura, dalla fotografia all’intarsio, gli artisti in mostra si esprimono con inaspettata spontaneità ai fruitori”.
(ingresso libero) da mercoledì a domenica: 9.30–12.00 / 15.00–17.30 lunedì e martedì: aperto solo a gruppi prenotati Ingresso al Museo intero 6,00 – ridotto 4,00

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Noi siamo dei pittori che disputano e gareggiano con la natura

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

La natura è equilibrio e armonia. L’armonia regge l’universo. La pittura che è, per eccellenza, disputa e gara con la natura non può, a meno d’essere armonica, di ritrarre l’armonia che è della natura. Il deforme è contro ogni regola d’armonia e la pittura, che si compiacesse unica-mente del deforme, verrebbe meno all’alto suo ufficio tenendo presente in proposito le parole di Leonardo: “Quella scienza è più utile della quale il frutto sia più comunicabile.” E ancora: “La pittura ha il suo fine comunicabile a tutte le generazioni dell’universo, perché il suo fine è subietto della virtù visiva, e non passa per l’orecchio al senso comune, col medesimo modo che vi passa per il vedere.”
Potrei obiettare che la pittura è perfettamente inutile ai ciechi, ma io so che Leonardo parla all’uomo normale, alla natura ovvero, non al deforme, che è in natura, e la cecità è una deformazione della natura. Il cieco, dinanzi alla pittura che pur ode magnificare, precipita dolentemente in un abisso d’ombre e sente maggiore il peso della sua cecità.
E’ questo il confronto tra le vite che vivono e sono vissute. E’ questa la luce che traspare e fende la cecità e le restituisce la vista attraverso l’armonia del creato. Ancora una volta non dobbiamo dimenticarlo.
Non dobbiamo volere che tutto si estingue con la nostra vita. Il presente non è costituito d’altro se non dalla morale sopravvivenza della virtù, della sapienza, del valore e degli eroismi di coloro che ci hanno preceduti e l’avvenire è, senza dubbio, costituito da tutto il bene che ci proponiamo sopravviva in noi.
In ciò consiste la vera continuazione della vita del singolo e dell’universo. Poiché a noi si nega vivere lungamente – osservava Cicerone – lasciamo almeno qualcosa che faccia testimonianza dell’essere noi vissuti.”
Solo in questo modo la vita non giunge vana. Solo in questo modo la nostra opera proporrà dei fini che oltrepasseranno la nostra vita e si protenderanno nell’avvenire come al cielo si protenderanno i rami carichi di bei frutti.
Sopravvivere a sé vuol dire lasciare in chi fu compagno nel cammino, desiderio grande di noi, lunga brama di noi. Le elevazioni cui aspirammo in vita diventeranno le aspirazioni di coloro che sopravvivranno e il ricordo che di noi affidiamo al passato è la nostra vita che si prolunga. E questa non è una storia che apre il suo capitolo inneggiando ai grandi e disdegnando gli altri, i sevi della gleba. Gli uni condottieri e gli altri oscuri gregari. L’essere umano, come tutto il creato, rappresenta un disegno unitario che ha la sua ragione d’essere proprio perché esiste un fiore per offrire a un’ape di raccoglierne il nettare. E questa catena non si spezza perché esistono tante diversità capaci di amalgamarsi tra di loro, di fondersi, di riprodursi, di ricrearsi in altre situazioni e condizioni.
E’ questo quel patrimonio comune che rende grande ciascuno di noi anche se piccoli siamo nati per restare piccoli.
Il deserto si apre a coloro che nulla impressero nella vita e la vissero di ombre e d’inerzie, inanità per le quali la morte è paurosa estinzione:
Né infelice è chi muor; ma chi, morendo,
guarda i giorni passati ed alcun’orma
da sé lasciata di virtù non trova.
S. Pellico

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Dal libro della natura la sua identità spirituale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

“Comprendevo, attraverso l’esperienza dei vincoli, che lega la vita del cielo e della luce a quella delle acque e della terra, e queste alla vita dell’umanità, l’errore di chi pretende di dividere il mondo interno da quello esterno, l’individuo dalla società, l’intelligenza dalla fede, l’uomo da Dio. Seguivo in quella lettura del libro della natura non solo la maestà esteriore ma l’unità interiore e l’ordine dell’universo, fondato sui principi e valori eterni.
Era un dono della grazia che resuscitava in me sempre più viva anche la coscienza, che all’uomo non è lecito dimenticare di essere chiamato a vivere fra gli uomini, che il primo dovere è di dare con amore, di prodigarsi per il prossimo, anche se questa dedizione sia, per avventura, ricambiata per l’incomprensione e per l’ingratitudine e accompagnata da tristezza e dolore. E’ che solo in questa pratica del bene possono trovarsi la pace e la quiete dello spirito.
Questi i pensieri sui quali, nella calma della notte si fermavano sempre più a lungo, insistente le mie meditazioni. Questo è il frutto di un’esperienza maturata nella solitudine dei monti, nella contemplazione del loro splendore, nell’ascolto delle loro voci. Lassù i cieli anche quando sono corsi da nubi, dietro le quali, eterni, stanno sempre l’azzurro e il sole, si effonde nell’anima il calore di un soave, edificante conforto, che suscita la speranza e rinnova il coraggio”.
Questo è quanto scriveva De Francisci e avrei voluto che a farlo fosse toccato a me. Questo mi ha offerto, tuttavia, l’opportunità di una prima considerazione, di certo ovvia per molti, ma per me è stato e resta motivo di riflessione. Non poche volte, infatti, ho ritrovato i miei scritti in quelli degli altri e non perché li avessi letti in anticipo e rubate le idee e il modo di rappresentarle. La verifica l’ho avuta soprattutto quando la lettura era successiva al mio elaborato.
Ciò m’induce a credere che esista una continuità storica ideale nella quale ogni essere umano s’interfaccia non tanto per la ricerca del nuovo, che è pur sempre nell’intelletto di tutti noi, ma nel trovare nel pensiero altrui un’identità di vedute, un passo comune con il quale incamminarci lungo i sentieri della vita spesso accidentati, spesso sofferti, spesso posti nelle condizioni fisiche non ideali per affrontare una qualsiasi fatica.
Abbiamo, in altre parole, bisogno di un aiuto, e un conforto che possiamo trovare nelle letture e nel condividerle con chi si sofferma con noi a considerarle. Penso, ad esempio, agli scritti di Calvino, le cui opere trovano estimatori nelle più disparate regioni del mondo. E’ il classico filo d’Arianna che ci permette di non disperderci nei dedali della vita e rende agli stessi nostri conversari il collante per ritrovarci in taluni gesti tipici e nel trarre un utile insegnamento attraverso l’osservazione dei comportamenti altrui e la comparazione con i propri in determinate circostanze ed eventi. Era ed è tutto un formicolio d’idee che non scorgevo del tutto, e non sempre comunque, come il frutto esclusivo del mio pensiero ma piuttosto di quello più universale e intangibile della mente umana nella sua totalità. (Riccardo Alfonso)

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Abu Dhabi: Mare e natura incontaminati

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Abu Dhabi. Tra aprile ed agosto di ogni anno, su Saadiyat Island, si ripete la stessa identica magia: decine di migliaia di tartarughe Hawksbill, una specie in via d’estinzione, si recano sulle sue spiagge bianchissime per nidificare.La stagione della nidificazione è da sempre oggetto di una grandissima attenzione da parte dei residenti e dei visitatori, così come da parte di tutti gli operatori presenti sull’isola: basti pensare che gli hotel modificano l’intensità dell’illuminazione delle aree esterne per non disturbare le testuggini, e gli stessi ospiti sono invitati a ridurre il più possibile il consumo di luce e a chiudere le tende delle loro stanze per attenuare l’inquinamento luminoso durante tutto il periodo di incubazione delle uova, che dura fino a fine agosto, quando poi si schiudono. L’accesso notturno alla spiaggia è chiuso, mentre durante il giorno la dune protection zone, un sistema di passerelle di legno che salvaguarda la vegetazione e la natura circostante, assicura alle tartarughe la massima tranquillità senza ostacolare le attività dei turisti, che possono tranquillamente godere della bellezza delle spiagge incontaminate di Saadiyat contribuendo a salvaguardarne il prezioso habitat naturale.
A 250 km da Abu Dhabi, a solo mezz’ora di volo, si trova Sir Bani Yas Island, riserva naturale, meta ambita dagli amanti della natura. La fine del 2016 ha consacrato l’inaugurazione della prima e unica spiaggia nel Golfo dedicata ai crocieristi, la Sir Bani Yas Cruise Beach nella regione occidentale. Sull’isola sorge l’Arabian Wildlife Park, un’enorme riserva naturale che ospita oltre 10.000 animali in libertà. Sono presenti un gran numero di orici arabi, gazzelle e giraffe, senza dimenticare i ghepardi e le iene. Qui ci si può avventurare in tour del parco in 4×4, accompagnati da personale esperto. Grazie alle tre strutture Anantara Hotel Resort & Spa, gli ospiti potranno godere di un alloggio a 5 stelle presso il Desert Islands Resort & Spa by Anantara e di una spiaggia privata presso l’Anantara Al Yamm Villa Resort, sulla costa orientale. Infine, l’Anantara Al Sahel Villa Resort garantisce panorami mozzafiato dei paesaggi selvaggi che circondano la struttura. Non resta che scegliere quale meta scoprire per prima: il magico mare di Abu Dhabi ti aspetta!

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Agriturismo: vacanze all’insegna della natura?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

La vacanza in agriturismo evoca momenti lontani dalla vita frenetica di tutti i giorni, in armonia con la natura e distanti da ogni fonte di stress. Eppure, da un’indagine condotta da Agriturismo.it (https://www.agriturismo.it), portale leader in Italia per questo settore ricettivo, è emerso che gli italiani si confermano iperconnessi persino in vacanza.
La ricerca è partita con l’obiettivo di indagare le abitudini degli ospiti in agriturismo e oltre il 46% dei gestori ha dichiarato che sono proprio gli italiani quelli che trascorrono la maggior parte del tempo a lavorare al pc durante il soggiorno. Al secondo posto, ma ben distanti da questa percentuale, con il 18% delle risposte sono i tedeschi i secondi sul podio degli stakanovisti in vacanza, seguiti dagli americani (16%). Chi invece riesce a staccare la spina dagli impegni lavorativi sono gli spagnoli e i francesi, indicati come quelli che trascorrono meno tempo di tutti al pc.
L’analisi ha confermato che gli italiani sono anche i più cellulare-dipendenti, opinione condivisa da oltre il 76% dei proprietari degli agriturismi che vedono sempre i nostri connazionali a capo chino sui loro device mobili. In vacanza sono invece spagnoli, inglesi e francesi i turisti che abbandonano i cellulari per dedicarsi all’esperienza in agriturismo.E non solo gli italiani sono quelli che trascorrono più tempo al computer o con il loro smartphone, i gestori che hanno risposto all’indagine li hanno indicati anche come i più pigri: il 58% dei rispondenti ha dichiarato che sono proprio loro quelli che richiedono più spesso di avere la colazione oltre gli orari indicati dal servizio. Di contro sono gli americani i più mattinieri seguiti, a sorpresa, dagli spagnoli e, a pari merito, dagli inglesi.
Spesso chi prenota una vacanza in agriturismo approfitta dell’immersione nella natura per fare sport all’aria aperta, grazie ai lunghi sentieri per le camminate, alle piscine o agli spazi esterni dedicati a yoga e ginnastica. L’indagine ha chiesto ai proprietari degli agriturismi la nazionalità dei loro ospiti più sportivi e oltre il 63% di loro ha indicato i tedeschi, seguiti dagli italiani (14%) e dagli americani (5%).
Ma la vacanza in agriturismo non è solo campagna, relax e sport… uno degli elementi più importanti che la caratterizzano è infatti il cibo. Secondo gli oltre 200 proprietari intervistati, sono i tedeschi i turisti più interessati a conoscere le tradizioni culinarie della zona in cui si trovano (38%), insieme agli americani (23%) e agli italiani che, con il 20% delle risposte si confermano delle buone forchette. I tedeschi sono anche gli ospiti che trascorrono più tempo nelle strutture: secondo il 47% dei gestori infatti chi arriva dalla Germania non sceglie l’agriturismo come semplice punto d’appoggio per la propria vacanza in Italia, ma ama trascorrervi le giornate, nelle sale comuni, in piscina o partecipando alla vita della campagna. Di contro, sono i francesi quelli che utilizzano la struttura come base per la sola notte e che si allontanano più spesso, alla scoperta di altre attrazioni al di fuori dell’agriturismo.

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Spread: non è una legge della natura

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

La famigerata parola “spread” è tornata a spargere terrore nei media. La quasi totalità delle persone non ha la più pallida idea di cosa effettivamente sia e del perché sia così importante, ma la narrazione è comunque super-efficace e funziona benissimo a rendere più “ragionevoli” i politici non allineati all’ortodossia economica attualmente dominante.
E’ indubbio che -dato il contesto attuale in cui ci troviamo- la politica DEVE considerare il problema dello SPREAD, ma è anche indubbio che questo problema non è legato a qualche “fenomeno naturale”, ma a precise scelte che -come società- abbiamo fatto e sulle quali dovrebbe imporsi una riflessione approfondita.E’ sensato che le scelte politiche fondamentali di un Paese, la stessa formazione di un governo, siano determinate dall’andamento momentaneo di alcuni indici finanziari? Che cos’è che determina questo fenomeno? La quasi totalità dei commentatori sui media dà per scontato che questo sia “normale”. La narrazione prevalente è la seguente: “è ovvio, è normale, che i mercati finanziari esprimano un giudizio: se ritengono che l’Italia sia meno affidabile, vendono i titoli di Stato e questo li fa crollare, lo spread s’innalza… è accade il disastro…”. Questa narrazione è parziale. La radice del problema deriva da una specifica regola che vige nell’area Euro, regola che impedisce alle banche centrali di acquistare direttamente in emissione le obbligazioni degli Stati membri. In tutti i Paesi ad economie più sviluppate (USA, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Australia, ecc.) la banca centrale svolge tre ruoli fondamentali: 1) banca delle banche, 2) banca dello Stato, e 3) banca dell’estero. La nostra banca centrale non può essere, per regole che ci siamo dati insieme ai partner europei, “la banca dello Stato”. La vera origine dello spread non sono i timori sull’Italia, la vera origine dello spread è l’assurdità che uno Stato dell’area Euro debba andare con il cappello in mano sui mercati finanziari a chiedere di rinnovare i propri titoli ai tassi determinati dall’umore momentaneo, come fosse un cittadino privato. Sia chiaro, questo non significa che uno Stato qualsiasi, con una banca centrale “normale”, possa emettere debito in modo infinito.
Significa solo che uno Stato con un’economia sufficientemente solida come quella italiana (che ha sicuramente molti problemi, certamente è in declino, certamente ci facciamo del male da soli e subiamo passivamente regole assurde che ci hanno fortemente penalizzato in questi venti anni, ma si tratta comunque di una delle prime 10 nazioni al mondo, sebbene lo sport nazionale sia quello di denigrarci) non troverebbe alcun problema a rinnovare i propri titoli di Stato a tassi in linea con quelli fissati dalla propria banca centrale in base alle proprie autonome politiche monetarie, se solo avesse una “normale” banca centrale. Se poi facesse politiche economiche scellerate, dopo un bel po’ di tempo, avrebbe problemi sul fronte del cambio, quindi dell’inflazione, e via di seguito rischierebbe la bancarotta. Ma tutto sarebbe guidato dalla macro-economia, non dalla speculazione finanziaria!Se questo non accade non è perché è “normale”, come se fosse una legge di natura… (“è normale che d’estate faccia caldo e d’inverno freddo…”) è perché ci sono delle specifiche norme che lo causano. Vogliamo discuterne in modo approfondito e senza semplificazioni, oppure è meglio non farlo perché altrimenti lo spread si arrabbia? (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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“La natura prende vita nell’arte”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

Custonaci (Trapani) dal 27 Aprile all’1 Maggio 2018 con inaugurazione alle ore 19.00 Centro Culturale Espositivo del Marmo Piazza Europa. S’intitola “La natura prende vita nell’arte”, la mostra dello scultore Franco Bonventre.
L’artista Franco Bonventre è nato a Buenos Aires nel 1958. All’età di sei anni, insieme alla famiglia, si trasferisce a Custonaci.Inizia la sua passione per la scultura cominciando a lavorare le pietre sparse sulle colline di Custonaci e la sua passione è stata fin da subito raccoglierne tante, di vari colori e di varie forme, sotto i piedi di Monte Cofano. Per lui, ognuna di esse rappresentava un oggetto con cui giocare. «Sentivo che ogni pietra internamente fosse un volto di guerriero e di animale desiderosi di liberarsi e riacquistare le forme originarie. Sento e vivo con passione la mia terra e il lavoro quotidiano che è fatica e gioia. Ho l’amore per la natura così da rendere viva, con la scultura, una parte di essa» – così dichiara lo scultore. Saranno esposte 12 opere realizzate con i marmi tipici del territorio di Custonaci. Per tutte le informazioni sull’artista è possibile visionare il sito http://www.francobonventrescultore.it.

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Annalia Amedeo: Sinestesie. Natura, Storia, Arte

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

casina-delle-civetteRoma, Musei di Villa Torlonia Casina delle Civette Via Nomentana, 70 venerdì 5 gennaio alle ore 12.00 ci sarà una visita animata alla mostra per bambini dai 6 ai 12 anni (max 10 partecipanti – su prenotazione cell. 347/8285211) nell’ambito della mostra “Annalia Amedeo. Sinestesie, natura, storia, arte” attualmente in corso presso la Casina delle Civette di Roma dal 21 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018. Nello scenario naturale suggestivo di Villa Torlonia e del museo, scrigno che raccoglie alcune delle più alte espressioni di arti applicate del Novecento, i raffinati lavori in porcellana di Annalia Amedeo si integrano coinvolgendo il visitatore in una spirale percettiva che attiva più sensi contemporaneamente. L’artista, con una lunga esperienza di restauratrice di ceramiche che le ha conferito una profonda conoscenza dei materiali e una tecnica artigianale impeccabile, persegue da alcuni anni un proprio percorso artistico, di cui la mostra costituisce un momento di sintesi, villa torloniapresentando per l’occasione oltre cinquanta sculture in porcellana realizzate a partire dal 2012 e nuove installazioni site-specific, in un’interazione costante con lo spazio interno ed esterno. La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Elena Paloscia, è presentata dal Centro Studi per la Storia della Ceramica Meridionale, diretto da Guido Donatone. Servizi museali di Zètema
Progetto Cultura. Biglietto d’ingresso Casina delle Civette: € 6,00 intero; € 5,00 ridotto. La mostra è parte integrante della visita. Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 5,00 intero;€ 4,00 ridotto. Ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana la prima domenica del mese. http://www.annalia-amedeo.it

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Destinati agli Stati membri oltre 222 milioni di euro in investimenti per ambiente, natura e clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 settembre 2017

climate_changeBruxelles. La Commissione europea ha approvato un pacchetto di investimenti di 222 milioni di EUR dal bilancio UE, a titolo del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, allo scopo di sostenere la transizione dell’Europa verso un futuro più sostenibile e a basse emissioni di carbonio
Il finanziamento dell’Unione mobiliterà ulteriori investimenti per un totale di 379 milioni di EUR da destinare a 139 nuovi progetti in 20 Stati membri. Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “Il programma LIFE, inaugurato 25 anni fa, continua a investire in progetti innovativi con grande valore aggiunto per le persone, le imprese e la natura. Sono lieto di constatare che il programma trasforma tecnologie precommerciali in nuove imprese verdi”. Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, ha aggiunto: “La storico accordo di Parigi ha dato un ulteriore impulso al fiorire di investimenti attenti ai cambiamenti climatici. Con un modico peso per le finanze pubbliche, questi progetti fungono da catalizzatori per sbloccare finanziamenti privati destinati a proteggere l’ambiente, lottare contro i cambiamenti climatici e fornire energia più pulita ai cittadini. Questo tipo di investimenti è d’importanza capitale per tradurre in azione le nostre aspirazioni”. Finanziare un futuro a basse emissioni di carbonio e un’economia circolare 181.9 milioni di EUR saranno destinati a progetti riguardanti tre ambiti: ambiente e uso efficiente delle risorse, natura e biodiversità, governance e informazione in materia di ambiente.
In linea con il pacchetto della Commissione europea sull’economia circolare, i progetti aiuteranno gli Stati membri nella transizione verso un’economia più circolare. Tra i progetti vi sono: la sperimentazione di un prototipo italiano che potrebbe convertire in modo economicamente efficiente le autovetture a benzina in veicoli ibridi, la fabbricazione, nei Paesi Bassi, di bioprodotti a partire da fanghi e l’applicazione di un nuovo trattamento biologico per eliminare i pesticidi e i nitrati dall’acqua nella Spagna meridionale. Altri progetti sosterranno l’attuazione del piano d’azione per la natura, in particolare la gestione dei siti Natura 2000. La protezione delle specie è un altro aspetto considerato, come nel progetto sloveno transfrontaliero inteso a salvare dall’estinzione una specie di lince alpina ad alto rischio.
Sul fronte del clima, l’UE investirà 40,2 milioni di EUR per sostenere progetti mirati all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla mitigazione, alla governance e all’informazione. I progetti selezionati concorrono al conseguimento dell’obiettivo dell’UE di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. I finanziamenti LIFE contribuiranno inoltre a migliorare la resilienza di una via navigabile tra le più trafficate di Europa, l’estuario della Schelda, in Belgio, a mettere a punto strumenti per prevedere le tempeste di sabbia e a contrastare il fenomeno dell’isola di calore nelle città.

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Luci della ribalta: parte ottava

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

luci ribalta8Il tocco dell’artista (Italian Edition) Kindle Edition. Il teatro è imitazione del vero. Una realtà che si riempie di meraviglia allo sbocciare di un fiore, al sorgere del sole, alla contemplazione delle notti stellate, alla ricerca di un fraseggio che sappia dare vita e significato alle cose che facciamo e ai rapporti che intratteniamo con i nostri simili. Nel racconto delle cose vissute o osservate negli altri il nostro animo si educa alla comprensione che si ripone nella dominazione armonica della natura.
L’essere umano diventa così un investigatore psichico raffinatissimo che non solo osserva e commenta, raffronta e critica, ma cerca l’imitazione presentando ai suoi simili ciò che sia-mo, ciò che vorremmo essere, ciò che le nostre più intime suggestioni e la mutevolezza dei nostri sentimenti possono disvelare. Così il pensiero cerca una forma attraverso la quale manifestarsi e al tempo stesso esorcizzare le sue paure, il terrore delle cose tenebrose e l’idea stessa della morte. In questo modo cerca d’allontanare l’amaro calice riducendo l’angoscia che lo pervade e cercando di portare la sua mente alle cose belle e all’armonia della propria anima. Questa è la predisposizione più efficace per allontanarci dalle tenebre e presentare ai nostri occhi il sorriso dolcissimo di una primavera di luci e di tinte e che il poeta ci ha richiamati con questi versi:
Quali i fioretti del notturno gelo
Chinati e chiusi, poi che il Sol gli imbianca,
si drizzan tutti aperti in loro stelo:
tal mi fec’io di mia Virtute stanca
Così la mente richiama le belle immagini, le armonie dell’anima e allontana le lugubri cose e le sue dissonanze. E questo frutto del pensiero trova la sua maturazione nell’agire umano sia nel modo d’interpretarne la parte nella vita reale sia nella finzione teatrale.
In entrambi i casi la nostra opera è imperitura e esclusiva e maggiormente si esalta se riu-sciamo ad ispessirla con la fedeltà alla sapienza acquistata con l’occhio sensibile e indaga-tore pur lasciando libera la fantasia di assurgere al più alto lirismo.
Non sono, ovviamente, solo pensieri pittorici, sempre trasmutati in visioni ritmiche e colorite, sotto l’impeto dell’estro e le potenze creatrici del genio, ma sanno anche cogliere l’amaro della vita nelle pieghe meno osservate, nel tratteggio delle feroci ire impastate sovente di vanità, di orgoglio, di miserie e di grettezze. Sono sentimenti connaturati alla natura umana senza escludere alcuno perché ci asserviamo alle nostre miserie che ci prendono e ci tengono alla gola. Ma abbiamo, per nostra fortuna, la capacità di prenderci in giro, di ridere sulle nostre debolezze, e questo esercizio lo affidiamo alla commedia e alla satira e siamo capaci di proporli in uno spettacolo teatrale con un copione nel quale abbiamo riversato tutta la nostra saggezza e sagacia. Sono le poche cose che ci consolano perché sono molte quelle che ci affliggono e facciamo dell’eternità un nulla e del nulla una eternità. E ciò ha così vive radici in noi che tutta la nostra ragione non può rimediare. (foto: luci ribalta8)

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21 maggio: giornata europea Natura 2000

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

naturaQuel che inizialmente era nato in Spagna come progetto LIFE di dimensioni locali finanziato dall’UE sta ora per essere ufficialmente dichiarato giornata europea.Nel corso della cerimonia odierna Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, Adina-Ioana Valean, Presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo, Karl-Heinz Lambertz, primo Vicepresidente del Comitato delle Regioni, e Neil Kerr, Rappresentante permanente aggiunto di Malta hanno siglato una dichiarazione congiunta per proclamare il 21 maggio “giornata europea Natura 2000”, che d’ora in poi sarà celebrata ogni anno in tutta Europa.
Già quest’anno questa giornata dedicata alla natura sarà contrassegnata da centinaia di eventi locali e attività di rete.Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “La giornata europea Natura 2000 è un omaggio a questa rete unica e al suo valore per i cittadini e per la nostra economia. A mio avviso si tratta di uno dei successi più eclatanti dell’Unione europea: una rete di oltre 27 000 siti protetti che copre più di 1 milione di chilometri quadrati di zone terrestri e marine, resa possibile dalla collaborazione tra tutti gli Stati membri”.Con la proclamazione della giornata europea Natura 2000 la Commissione europea ha onorato il primo degli impegni enunciati nel piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia. Adottato il 27 aprile sulla scorta di un esame approfondito delle direttive Uccelli e Habitat, il piano prevede quattro linee d’intervento prioritarie, una delle quali consiste nel migliorare la comunicazione e la sensibilizzazione e nel coinvolgere i cittadini, i portatori d’interesse e le comunità.Oggi ha anche preso il via la nuova edizione del premio europeo Natura 2000, un’altra iniziativa della Commissione intesa a riconoscere i meriti di quanti eccellono nella gestione e nella promozione della rete e far conoscere Natura 2000 e i suoi benefici per i cittadini europei. I vincitori di ciascuna delle sei categorie in cui è suddiviso il premio saranno proclamati nella giornata europea Natura 2000 del prossimo anno.
Oltre a proteggere il patrimonio naturale dell’Europa la rete contribuisce al PIL dell’UE in una percentuale compresa tra l’1,7 e il 2,5% e ciò grazie ai servizi ecosistemici che fornisce: lo stoccaggio del carbonio, la depurazione delle acque, l’impollinazione e il turismo.Le due direttive sulla tutela della natura (direttiva Uccelli del 1979 e direttiva Habitat del 1992) sono i cardini della politica europea in materia di biodiversità. Nell’ambito del programma “Adeguatezza ed efficacia della regolamentazione (REFIT)” la Commissione le ha esaminate e ne ha valutato globalmente l’efficacia e l’efficienza. Il controllo dell’adeguatezza ha coinvolto tutti i portatori d’interesse, registrando un livello record di partecipazione, con la mobilitazione di oltre 550 000 cittadini che hanno espresso il proprio sostegno alle direttive nel corso della consultazione pubblica organizzata dalla Commissione.Le conclusioni sul controllo dell’adeguatezza delle direttive Uccelli e Habitat sono state pubblicate il 16 dicembre 2016.Il programma LIFE è lo strumento di finanziamento dell’UE per l’ambiente e il clima. L’obiettivo generale del programma LIFE è contribuire all’attuazione, all’aggiornamento e allo sviluppo delle politiche e della normativa ambientale e climatica dell’UE cofinanziando progetti che presentino un valore aggiunto europeo.

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Studenti di Everett visitano l’Abruzzo e la sua natura

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

orsogna1Orsogna da lunedì di Pasqua, 17 aprile, a domenica 23 aprile una delegazione di studenti di Everett, città del Massachusetts (USA) gemellata dal 1988 con Orsogna (Chieti), sarà ospite del paese abruzzese per uno scambio culturale con gli alunni delle scuole locali. L’iniziativa rientra in un progetto per la valorizzazione e la conoscenza dei parchi e riserve abruzzesi, finanziato dalla Regione Abruzzo tramite l’assessorato a Parchi riserve e montagna cui è delegato Bartolomeo Donato Di Matteo. Il gemellaggio è stato rilanciato un paio di anni fa, con l’impegno dei due sindaci, Fabrizio Montepara per Orsogna e Carlo DeMaria per Everett, e i ripetuti incontri tra rappresentanti delle istituzioni e associazioni della città statunitense, dove vi è una numerosa e importante comunità di orsognesi, e quelle del paese abruzzese. Un progetto su cui ha puntato tantissimo il sindaco, Fabrizio Montepara, con la creazione di canali privilegiati sulla cultura e la formazione dei giovani, ma anche per scambi già avviati di prodotti vinicoli, esperienze imprenditoriali, amministrative e nella gestione del territorio.
«Un grazie particolare – commenta il sindaco Montepara – voglio rivolgerlo all’Istituto comprensivo di Orsogna, rappresentato dalla dirigente Irma D’Amico, dalla coordinatrice del progetto Vittoria Iocco e dal relativo, efficiente gruppo di lavoro».
Il primo appuntamento per gli studenti americani sarà, naturalmente, la mattina di martedì 18 aprile con la festa dei Talami (dalle ore 10), i quadri biblici viventi che rappresentano una delle espressioni più suggestive della tradizione religiosa abruzzese. Mercoledì 19 aprile visiteranno le scuole di Orsogna e seguiranno le lezioni di musica e l’esibizione dell’Orchestra d’istituto. Nel pomeriggio ci sarà la visita a Guardiagrele e al Parco nazionale della Majella. Il giorno successivo saranno a Villa Santa Maria, Borrello e Rosello. Poi, venerdì, l’immancabile visita al mercato settimanale in piazza a Orsogna e al vicino Convento Francescano dell’Annunziata, cui seguirà un viaggio a Pescara. Nel pomeriggio ci sarà l’incontro con le associazioni sportive di Orsogna.
Sabato 22 faranno tappa a Ortona, alla Costa dei Trabocchi e al Bosco di Don Venanzio. Domenica 23 ultimo giro tra Fara San Martino, Lanciano e Fossacesia.

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Pedagogia della natura. Dalla scuola nel bosco di Anzio all’outdoor education in rete

Posted by fidest press agency su martedì, 4 aprile 2017

Roma Martedì 4 Aprile 2017, ore 9:00 Dipartimento di Scienze della Formazione, Aula 1 Piazza della Repubblica 10. Il convegno internazionale dal titolo Pedagogia della natura. Dalla scuola nel bosco di Anzio all’outdoor education in rete rappresenta un momento importante di conoscenza e di condivisione dell’esperienza di scuola nel bosco e di outdoor education quale patrimonio pedagogico internazionale.
Il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre è partner nella proposta formativa alla quale aderiscono stakeholders italiani ed europei. La realizzazione del convegno è segno della positiva convergenza verso fini educativi comuni nei quali si perseguono i valori della sostenibilità integrale e del rispetto del rapporto uomo natura. Ne nasce una promettente prefigurazione del futuro, speranza e aspettativa di società nelle quali la persona umana è artefice e protagonista di cambiamento. La ricerca fa parte del progetto Erasmus + Strong kids relativo allo studio di azioni sperimentali nella scuola dell’infanzia ed elementare intese ad elevare la qualità dell’educazione nelle politiche e nelle pratiche scolastiche, in linea con le raccomandazioni contenute nel rapporto Early Childhood Education and Care che sottolineano le urgenze inderogabili per il benessere dei bambini.

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La Natura e l’uomo

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

L'uomo cosmico_72dpiAncora una volta Madre Natura impone all’uomo la sua indiscutibile superiorità che mortifica le presunzioni e condiziona le scelte umane che l’uomo realizza per tornaconto personale di pochi personaggi collusi tra di loro, alla ricerca esasperata di benefit, come se l’acquisizione di taluni privilegi, a danno della collettività, potessero durate in eterno. L’evoluzione della Storia vorrebbe collocare l’uomo al centro del proprio mondo, malauguratamente però, la posizione centralistica viene regolarmente usurpata da perniciosi personaggi che cercano l’accaparramento del potere e con esso insulse ricchezze, destinate a durare il breve spazio di una vita; dietro l’angolo c’è la fine, che arriva senza alcuna ipotesi di rinvio, e cancella le velleità.
Vogliamo illuderci che l’animale “Uomo”, faccia parte integrante della Natura, ma si tratta di una pia illusione; al più l’uomo è il diretto nemico della Natura, vuoi per presunzione, vuoi per congenita viltà, vuoi per avidità di possedere ciò che appartiene alla Natura.La Natura non si difende dall’uomo, anche se spesso reagisce alle malefatte umane, perché non lo tiene neanche nella più miserabile attenzione, mentre questo maldestro animale (non domestico) si è convinto di essere superiore alla Natura, di poterla uccidere, o, in un momento di generosità, anche salvarla; così la Natura reagisce ai torti che è costretta a subire, allora sono dolori.Tutte le specie viventi nascono, crescono, si sviluppano e muoiono, ma anche scompaiono dall’elenco degli esseri viventi. Qualche milione di anni addietro l’uomo non c’era, ma c’erano i dinosauri; scomparsi i dinosauri, sembra a causa della collisione con un corpo celeste, dopo altri milioni di anni è apparso l’uomo, e non so bene se il pianeta ci abbia guadagnato.
Fra qualche altro migliaio di anni (o anche molto meno se continua quest’andazzo nucleare) non ci sarà più la specie umana e si preparerà una successione con altre specie. I danni provocati dall’uomo diventeranno oggetto di terapia intensiva da parte della stessa Natura, che correggerà gli errori e curerà se stessa, per ricominciare un ciclo che già deve essersi verificato molte volte nell’arco dei 14 miliardi di anni che si separano dal Big Ben.A cosa serve dire tutto ciò?
Serve solamente a identificare la pochezza dell’essere umano e la gigantesca presunzione che lo anima, ritenendosi l’alfa e l’omega dell’universo, mentre non è che un pulviscolo insignificante in un immenso deserto.
Ancora un terremoto ha ferito una larga parte del Centro Italia, ma dobbiamo chiederci se abbia colpito anche le coscienze !
In un precedente disastro sismico, ci furono (cosiddetti) “uomini” che se la ridevano al pensiero di un rapido accaparramento di lavori urgenti sui quali avrebbero lucrato, non considerando che si sarebbe trattato di un lucro sulla pelle di propri simili che avevano subito la sventura di trovarsi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Non sappiamo se già altri personaggi se la ridono in attesa di congrui lavori, ma c’è poco da sperare, constatata l’avidità che tiene sotto rigido controllo molte delle attività, specialmente pubbliche. (Rosario Amico Roxas)

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Mostra personale di Carlo Cordua “La bellezza ritrovata”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2016

carlo corduaRoma Sabato 14 maggio 2016 – ore 18,00 Galleria Vista via Ostilia 41 (Colosseo). È un viaggio attraverso le suggestioni e la coesistenza di luci e colori della natura. La mostra si compone di una ventina di opere in cui Cordua rappresenta la grande ricchezza della natura che non solo allieta i nostri sensi attraverso la sua bellezza e molteplicità, ma che è in grado di risvegliare più di quanto possiamo immaginare la nostra curiosità facendoci riflettere sulla sua origine e sulla sua intima connessione con l’uomo. “Mi piace dipingere la natura che è l’opera d’arte più grande mai creata, perché proprio in essa risiede il segreto della vita – sottolinea lo stesso Cordua – ma ultimamente purtroppo l’uso esagerato della tecnologia ci distoglie da questa bellezza e ce la fa dimenticare: questa mostra è dedicata soprattutto ai giovani che volgono il loro sguardo sulle immagini artefatte dei loro tablet perdendo il senso della vera bellezza e della vera ricchezza”.
Nelle opere dell’artista napoletano, la luce è ottenuta con l’utilizzo di molti colori, pastelli e olii attraverso procedimenti antichi e complessi.Il risultato, di grande qualità espressiva ed emotiva, è la maestosa raffigurazione degli elementi della natura e paesaggi campestri dove si scopre ciò che è incantato nel mondo e che le tele di Carlo Cordua manifestano e lo rendono visibile. E non solo, di ogni elemento della natura Cordua ne fa una rappresentazione che parla al senso del bello e del gusto rappresentando leggi naturali incantate nella realtà del mondo, perché siano fruibili da una sfera più intuitiva che razionale, penetrando nell’essenza di chi osserva.
Carlo Cordua è nato a Napoli nel 1963. Ha esposto nelle maggiori città d’Italia oltre che in Francia, Spagna, Inghilterra, Belgio, Stati Uniti, Canada, Argentina. Cordua ha legato la sua fortuna anche alla tecnica del pastello, nella quale è riconosciuto maestro. Suoi pastelli sono infatti presenti nei musei di Budapest, Wesprem, Cracovia, Pitest, e Montreal.Opera in una sorta di nomadismo artistico, nella quale sono individuabili almeno tre loca animi: la costa d’Amalfi, il litorale Ragusano, la Maremma toscana. Tappe imprevedibili e discontinue legate spesso al variare delle stagioni. Una sorta di pretesto per scoprire, di volta in volta, quella modificazione della natura così largamente presente nei suoi quadri. (foto: carlo cordua)

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Natura e poesia nelle opere di Nino Cordio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2016

Nino CordioRoma 22 aprile 2016, ore 18 Museo Crocetti, Via Cassia 492, (Orari d’apertura: da lunedì a venerdì: 11‐13 e 15‐19; sabato 11‐19; domenica: chiuso. Chiuso anche il 25 aprile). Nella sala polifunzionale del Museo Crocetti si inaugurerà la mostra dell’artista siciliano Nino Cordio. Saranno esposte per la prima volta molte prove delle acqueforti dell’incisore scomparso a Roma nel 2000 ed una selezione di opere rappresentative della varietà di tecniche artistiche da lui utilizzate (incisioni, dipinti ad olio, disegni, sculture e affreschi) e che allo stesso tempo veicolano in maniera semplice e diretta la sua poetica, incentrata sulla rappresentazione della natura, che assume toni ora nitidamente realisti, ora soggettivi. Cordio aveva la straordinaria capacità di portare l’immagine “al limite della meraviglia”, affermava Renato Guttuso, in lui infatti la capacità tecnica e la poesia si fondono generando forti emozioni artistiche. I soggetti prediletti sono le nature morte, i paesaggi, la figura umana che, resi con un utilizzo espressivo ed emotivo del colore, sottolineano sempre un certo intimismo e amore della quotidianità, restituendoci una pittura che si può definire biografica. Il richiamo all’antico, specialmente negli affreschi, testimonia la sua formazione e la capacità di assimilazione di culture antiche, quali quella greca e quella romana, che ci riconducono ai luoghi della sua vita.
Il rapporto stretto con la materia emerge maggiormente nella scultura e nell’affresco, dove l’opera d’arte e la mano che la creò si fondono, e la pastosità della cromia diventa importante e comunicativa quanto l’immagine rappresentata. (foto: nino cordio)

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Pubblicità ingannevole: Vittoria dell’Unione Nazionale Consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

tar lazioIl Tar del Lazio ha confermato le multe per più di un milione di euro che, a seguito di un esposto dell’Unione Nazionale Consumatori, l’Antitrust aveva inflitto ai produttori di patatine fritte, per alcuni spot ingannevoli. Respinti, quindi, i ricorsi proposti da alcuni produttori. “L’alimentazione è una cosa importante per la nostra salute. Non ci si può vantare di caratteristiche nutrizionali o salutistiche non corrette o sostenere che una produzione di natura industriale è artigianale! Non si può, insomma, trarre in inganno il consumatore con messaggi ingannevoli o con pratiche commerciali scorrette” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Questa sentenza dei giudici amministrativi, oltre a confermare l’ingannevolezza del messaggio da noi denunciato, speriamo serva da monito a quegli operatori che tuttora continuano a dare in etichetta indicazioni ingannevoli, utilizzando l’escamotage di usare espressioni in inglese come “hand cooked style” al posto di cotte a mano, che però non cambiano la sostanza: si tratta di prodotti industriali che di artigianale non hanno un bel nulla!!!” ha concluso Dona.

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Autunno tra natura e cultura nei Sacri Monti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2015

sacri montiVarese Castello di Masnago Via Monguelfo fino al 29 novembre. Nel percorso espositivo delle sale del Castello di Masnago si susseguono in un percorso continuo fatto di tappe che partono dalle Vie dei Pellegrini medievali e arrivano ad una Via Crucis realizzata da William Xerra nel 2003, documenti originali, modelli, foto e video appositamente commissionate per la mostra.
I documenti, disegni, mappe, filmati intendono rinnovare la conoscenza e la divulgazione di questo straordinario esempio di costruzione del paesaggio attraverso una interpretazione che parte non solo dalle testimonianze storiche ma anche da nuove interpretazioni fotografiche e testimonianze, scritte e disegnate, di fotografi contemporanei e artisti o architetti del passato prossimo che come Giovanni Testori o Aldo Rossi hanno considerato questi luoghi come fonte inesauribile di studio e di ispirazione.
L’ultima sezione della mostra in Sala Veratti rende omaggio, in uno “scontro testa a testa”, a due figure legate in diverso modo alla città di Varese, Giovanni Testori e Lucio Fontana, e approfondisce nel loro lavoro il tema della Via Crucis e della Crocifissione.
Nel prezioso spazio affrescato in via Veratti 14 schermi mostreranno in sequenza le 3 Via Crucis di Lucio Fontana realizzate tra il 1947 e il 1957 mentre verranno esposte le due crocifissioni, la Crocifissione del 1949 (olio su tela) di Giovanni Testori proveniente dalla Collezione Toubas e la Crocifissione in ceramica degli stessi anni di Lucio Fontana appartenente alla Collezione Crippa Ranza accompagnate dai disegni di studio dei due autori sullo stesso tema.Per l’esposizione è stato realizzato un catalogo – edito da Rubettino Editore – che verrà presentato a metà ottobre. In occasione della mostra sono previsti inoltre eventi correlati ai temi esposti tra cui “Eredità dei Sacri Monti”, “Fotografi per i Sacri Monti delle Alpi”. Un calendario completo è in via di definizione.Evento organizzato dalla Triennale di Milano in collaborazione con il comune di Varese (foto: sacri monti)

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Nel nome del padre: storie di grano e di terra

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2015

taralliCasillo Group si presenterà a Expo Milano dal 1°maggio al 31 ottobre 2015 con una serie di eventi (novanta per l’esattezza)racchiusi dentro “NEL NOME DEL PADRE, storie di grano e di terra”, un grande progetto per raccontarsi e raccontare il più nobile degli alimenti della storia dell’umanità mettendo in relazione, attraverso la lirica della narrazione, lo straordinario mondo che ruota attorno al grano tra natura, tradizione, arte, uomo e paesaggio. Un progetto che, proprio come i tanti epreziosi derivati dell’alimento grano, generando numerose risposte sensoriali, vanta altrettante espressioni in grado di far comprendere l’universo del prodotto in questione e, soprattutto, come lo stesso inauguri la vita, la sostenga nutrendola e, qui il miracolo, generandone altra. Pertanto il titolo “NEL NOME DEL PADRE, storie di grano e di terra”, chiaramente riconducibile al celebre verso della preghiera cristiana, battezza il giorno, la venuta al mondo, insomma l’inizio di un percorso e quindi di espressione liturgica che il Gruppo officia relativamente al suo operato.Una dovizia di particolari e gesti certosini che per Expo hadato alla luce la programmazione di un ciclo di eventi che contemplano seminari, incontri con gli esperti, cooking show, approfondimenti e momenti di arte, spettacolo, informazione con nomi di spicco della cultura, della ricerca, del giornalismo, dell’economia e dei buoni esempi di piccola imprenditoria italiana. Novanta appuntamenti per un virtuoso made in Italy, di successo, fortemente ancorato ai valori della stessa famiglia spigaCasillo, il cui ciclo prevederà i macro contenitori Petravia, A fuoco lento, I semi del gusto, Per un pugno di terra.
Ancora una volta Casillo Group punta sulla creatività di un team giovane la cui direzione artistica spetta al trentasettenne pugliese Carlos Solito, viaggiatore, fotografo, scrittore e regista (ideatore de “NEL NOME DEL PADRE, storie di grano e di terra”),già noto alle cronache per la sua poliedrica produzione in Italia e all’estero con il quale la stessa azienda ha già collaborato per la realizzazione dello spot pubblicitario La luce, il vento, la tradizionepresentato lo scorso anno a New York in occasione del SummerFancyFood.A firmare la direzione scientifica, invece, c’è Roberto Ranieriesperto del grano e della sua trasformazione, ricercatore a livello internazionale, già manager di ricerca industriale presso un grande gruppo italiano e fondatore di Open Fields, azienda di trasferimento tecnologico nel settore agro-alimentare.
Casillo Group ha nel proprio DNA una forte propensione alla crescita in ciò che sa fare meglio: la macinazione, l’innovazione, le relazioni internazionali. Questa capacità si è espressa industrialmente da quindici anni a questa parte con l’adozione della tecnologia della decorticazione, con la costruzione di una rete logistica basata sulla movimentazione via treno, con l’approvvigionamento energetico dalla luce del sole, così come con la produzione di sfarinati innovativi dal nomeevocativo de “LeSemole D’Autore”, ormai un brand sempre più in crescita.È sotto questa luce che il Gruppo si pone nei confronti di Expo e del partner Farine Varvello: una serie di proposte frutto di intuizioni manageriali, ricerca, valorizzazione di grani antichi,traguardi bio, partenariati. Infatti gli ultimi traguardi in tal senso annoverano l’aggiunta di nuovi prodotti della propria gamma come le farine integrali di varietà antiche macinate a pietra(progetto realizzato in collaborazione con il Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura di Foggia),le già citate LeSemole d’Autore, le farine naturalmente biofortificatee, in accordo con Farine Varvello, riprodurre e testare il modello Integralbianco sulle semole.Il gruppo ha inoltre dato avvio a un progetto di ricerca molto importante con l’Università di Foggianoto comeGlutenFriendly (un glutine reso meno aggressivo e quindi più digeribile), finanziando le verifiche cliniche e gli impianti pilota.
A oltre 50 anni dalla fondazione di quello che oggi è uno dei maggiori market maker del mondo nel settore del grano duro, Casillo Groupèinterprete di un’ulteriore accelerazione nello sviluppo aziendale con i marchi Selezione Casillo e Agricola del Sole, due brand protagonisti di un’interessante ascesa per la vasta gamma di sfarinati e produzioni da forno a base di semola di grano duro e olio extra vergine di oliva prevalentemente di cultivar Coratina. (taralli, spiga)

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Casacalenda in festa: 20 anni oasi Lipu

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 ottobre 2014

oasi lipuTre giornate speciali per tutti gli amanti della natura. Da venerdì 17 a domenica 19 ottobre si svolgeranno i festeggiamenti del 20esimo compleanno dell’Oasi Lipu di Casacalenda. Il ricco programma celebrativo del ventennale, messo a punto dalla Lipu e dalla Regione Molise- Assessorato Regionale alla Tutela Ambientale, in collaborazione con il Comune di Casacalenda e la Provincia di Campobasso, prevede un incontro celebrativo con le Istituzioni e le scuole sul tema ecologico, una mostra sulla biodiversità, visite guidate nell’Oasi, attività di animazione e laboratori per bambini ed adulti. “Un compleanno importante per la natura, gli amanti della stessa e per tutti noi- afferma l’Assessore regionale alla Tutela Ambientale, Vittorino Facciolla- Vogliamo celebrare una realtà importante che ha rappresentato e rappresenta tutt’ora il primo contatto tra i bambini e la natura in uno spazio appena fuori le mura del Comune di Casacalenda”.Sono trascorsi ormai venti anni dall’inaugurazione ufficiale dell’Oasi Lipu di Casacalenda. Un’area naturalistica di 150 ettari, autentico scrigno di biodiversità, che ‘ospita’ ben 15 specie di orchidee, 33 specie diverse di alberi, migliaia di coloratissime farfalle e numerose specie animali, come il tasso, il capriolo, il falco pecchiaiolo, la salamandrina dagli occhiali e la testuggine di palude europea. In tutto sono 1.000 le specie animali e vegetali censite, in 20 anni, dalla Lipu e da altri istituti di ricerca. “La funzione dell’Oasi Lipu è duplice- continua Facciolla- conservare la natura ed,
al contempo, renderla fruibile alla gente, partendo dai bambini e dagli studenti. Mi auguro che il prossimo fine settimana sia una vera festa della natura e che grandi e piccini partecipino numerosi all’iniziativa”- conclude. Ad inaugurare la ‘tre giorni’ sarà l’incontro con le Istituzioni (Regione, Comune di Casacalenda, Provincia di Campobasso, Unimol, Corpo Forestale dello Stato) organizzato per venerdì 17 ottobre a Campobasso, presso la Sala del Parlamentino Regionale. Sabato e domenica, invece, la festa continuerà a Casacalenda, presso l’Oasi Lipu, tra visite guidate, degustazioni di prodotti tipici, mostra sulla biodiversità e laboratori vari.
In questi 20 anni l’Oasi ha ottenuto importanti riconoscimenti: sito di rete Natura 2000 (Unione Europea) e area protetta (Ministero dell’Ambiente). “Un’Oasi naturale è molte cose in una- dichiara Danilo Selvaggi, Direttore Generale Lipu- è la preservazione di un pezzo di territorio prezioso, la possibilità di far vivere la natura alla gente regalandole benessere fisico e spirituale; è una chance di crescita per un’intera comunità in termini di educazione, conoscenza, consapevolezza, senso civico. A Casacalenda, in questi 20 anni, è successo proprio questo. La nostra soddisfazione è grande- continua- così come il ringraziamento che rivolgiamo al Comune di Casacalenda e alla Provincia di Campobasso, che ci hanno sostenuto in tutti questi anni, e alla Regione Molise che ha supportato questo importante evento”. (oasi lipu)

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