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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘natura’

Giulia Marchi: La natura dello spazio logico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Bologna. 24 ottobre – 19 dicembre 2020 Opening Sabato 24 ottobre 2020, ore 15-20 Labs Contemporary Art Via Santo Stefano 38 mostra personale di Giulia Marchi dal titolo La natura dello spazio logico a cura di Angela Madesani. Il titolo La natura dello spazio logico riprende quello di una delle serie di lavori proposti in mostra e fa riferimento al filosofo e architetto austriaco Ludwig Wittgenstein; suo l’assunto che segue e che chiarisce gli intenti della ricerca dell’artista: «Luogo spaziale e luogo logico concordano nell’essere ambedue la possibilità di un’esistenza». Per Wittgenstein il lavoro filosofico, come spesso quello progettuale in senso architettonico, è un lavoro su se stessi e sul proprio punto di vista; concetto che interessa profondamente Giulia Marchi ed è da lei indagato in questa serie, costituita da un corpus di fotografie e lavori scultorei in marmo. Quattro lastre di marmo della serie L’artefice, sulle quali è inciso l’esametro virgiliano Ibant obscuri sola sub nocte per umbram, scelto e proposto dall’artista nell’errata versione di Jorge Luis Borges: Ibant obscuri sola sub nocte per umbras. Sbaglio voluto dal poeta argentino il quale amava gli errori tanto da considerarli una prova di verità e sicuramente di umanità. Una quinta lastra più grande reca la scritta Null, zero in tedesco, la lingua del filosofo che ha guidato l’intero progetto di lavoro. Un ulteriore momento della mostra è dedicato ai labirinti e alla loro valenza filosofica: a Borges e al suo labirinto costruito sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, al labirinto di Cnosso sull’isola di Creta ed infine al Labirito di Dunure in Scozia. Una riflessione sul concetto di limite, attraverso l’errore, l’umana debolezza, lo spaesamento, il dubbio, l’incapacità di districarsi è quanto caratterizza i lavori esposti. Limite, errore, dubbio che forse sono proprio il senso più recondito, più temibile ma anche più affascinante dell’esistenza. Giulia Marchi nasce a Rimini, nel 1976. Studia Lettere Classiche all’Università degli studi di Bologna. Ricerca letteraria e approccio concettuale sono precisi stilemi del suo linguaggio fotografico – dall’utilizzo del foro stenopeico alla costruzione delle proprie macchine fotografiche, dalla sperimentazione condotta trattando chimicamente le matrici di polaroid al costante richiamo al testo, punto di partenza e chiave di lettura attraverso il quale dipinge i suoi paesaggi rarefatti.Nel 2016 è una degli artisti a partecipare alla collettiva intitolata Murmur presso la Flowers Gallery a Londra. Nel 2017 tiene, insieme all’artista cinese Xiaoyi Chen, una doppia personale presso la galleria Matèria (Roma), dal titolo one giant leap. Nel 2018 vince il premio Rotaract Bologna con l’opera Camera Anecoica, in occasione di Arte Fiera 2018 (Bologna). Nel 2019 viene invitata a tenere un workshop di alta formazione presso l’ISIA di Urbino. In occasione di Artissima 2019 presenta il libro d’artista edito da Danilo Montanari dal titolo Tutto procede con un tempo fortissimo, affiancata da Lorenzo Balbi, autore del testo critico che accompagna il lavoro. Orari Martedì-venerdì: 15.30-19 Sabato: 9.30-12

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I miracoli nella nostra natura spirituale

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

I miracoli sono rappresentazioni forti ed anche traumatiche che non devono farci ignorare quelli più profondi, di natura spirituale. A ben considerare devo osservare che i miracoli visibili, palesi, vale a dire in avvenimenti materiali, sebbene siano evidenti, sono in realtà meno potenti, anche se colpiscono di più l’attenzione. Questa è, semmai, un’altra lezione che dobbiamo meglio assimilare. In effetti, è l’invisibile, la vera forza e non ciò che può influire sui nostri sensi dall’esterno. È proprio nella nostra capacità di saper leggere dentro di noi che possiamo ritrovare l’equilibrio smarrito. Sono le vere parole che vanno al cuore e che hanno il potere di convertire. Ci manca, in altri termini, la consapevolezza che è la verità interiore che va disvelata e soprattutto nel nostro modo di saper cogliere i frutti di conversione che porta dentro di sé e che ci consentono di riconciliarci con noi stessi e nei rapporti con gli altri. Il resto può essere una semplice suggestione. È il frutto di quella voglia dell’essere umano d’affrettare i tempi della rivelazione attraverso l’immaginario collettivo. È una sorta di panacea, ai nostri tanti mali, se continuiamo a vedere e a giudicare con gli occhi di chi vede di fuori e non al di dentro. Alla fine, i miracoli, che di tanto in tanto si propongono alla nostra attenzione, diventano il frutto delle paure ataviche. Forse è più arduo pensare che la vera Fede non si appaga con le esteriorità. Essa nasce al nostro interno e ritorna al luogo di partenza.
Noi diventiamo dei semplici tramiti e vi sono, in queste pieghe, dei nostri simili che più degli altri sono capaci d’interpretare tali messaggi e vederli materializzati da-vanti ai loro occhi.
Sono considerati dei santi o dei santi uomini e donne. Sono esempi di una virtù che è in tutti noi ma che loro hanno saputo riconoscere ed esteriorizzare mentre al loro cospetto noi mostriamo il volto della nostra mondanità, della caducità e della pochezza spirituale. Abbiamo sempre più bisogno del loro esempio e del loro sacrificio per ritrovare l’antica strada e per percorrerla con serenità. Talvolta anche quest’opportunità è da noi sacrificata irrimediabilmente. Ciò ci insegna la difficoltà di un cammino che ci interiorizza e ci fa riconoscere il più vetusto e il più nobile ed anche il più salvifico dei nostri beni: la morale interiore. Forse non è tutto sbagliato pensare che il nostro sforzo di perfezione troverà un premio nel godere in eterno le gioie del Paradiso. Per gli altri continuerà il dialogo su spettri, demoni e streghe. (Riccardo Alfonso)

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“La zecca non c’azzecca”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

E’ un titolo simpatico per un filmato realizzato dalla compagnia teatrale Le Mele Volanti in collaborazione con l’associazione ArteNa-Arte e Natura e con la Direzione Sistemi Naturali della Città Metropolitana di Torino, per fornire informazioni e consigli agli escursionisti che in questi mesi frequentano gli ambienti collinari e montani.Nei 4 minuti di un cartone animato semplice ma efficace si impara che le zecche sono parassiti dei mammiferi tra cui gli animali selvatici e domestici e, se gli capita, anche dell’uomo. Vivono in montagna, in collina e in pianura soprattutto dove ci sono animali selvatici e domestici, come cani e pecore. Si trovano sull’erba e nella lettiera, soprattutto nei boschi, in ambienti umidi e freschi. Non saltano e non volano: aspettano il passaggio di un ospite… per il pranzo.Le zecche di per sé non sono pericolose ma possono essere portatrici di batteri o virus nocivi per l’uomo, trasmettere malattie pericolose tra cui la borrelliosi (o malattia di lyme) e la encefalite da zecca o TBE.Cosa fare per proteggersi? Prevenire la puntura, controllare il proprio corpo dopo le escursioni e rimuovere eventuali zecche. Per prevenire la puntura occorre indossare un abbigliamento adeguato: calzettoni e pantaloni lunghi chiari. La pelle e gli indumenti possono essere trattati con sostanze repellenti ed è buona norma non lasciare il proprio equipaggiamento (ad esempio lo zaino) a terra. Quando si torna a casa casa è bene fare una doccia per rimuovere le eventuali zecche non attaccate e controllare il corpo per verificare se qualcuna si è eventualmente attaccata, soprattutto in vita, sulle caviglie, sulle braccia, sulle gambe e sul collo. Le zecche non sono facili da individuare, perché hanno dimensioni da un millimetro a un centimetro. Per rimuoverle dal proprio corpo non si devono assolutamente utilizzare ghiaccio, fuoco, alcol e olio, perchè si agevolerebbe la trasmissione di eventuali malattie. Si può togliere la zecca utilizzando semplici pinzette oppure quelle apposite, afferrando la zecca ed effettuando una leggera torsione, per poi pulire l’area con disinfettanti incolore. È meglio rivolgersi ad un medico se compaiono sintomi quali arrossamenti della cute, mal di testa, febbre anche lieve, dolori articolari e muscolari, o altri disturbi. Ma la cosa migliore è prevenire la puntura della zecca, proteggendosi quando si attraversano i prati. (by Michele Fassinotti)

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Libro: La rivolta della natura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Nel libro dell’autrice best seller Eliana Liotta e del virologo medico Massimo Clementi il nesso tra le nuove epidemie e l’impatto dell’uomo sull’ambiente. Con la consulenza dello European Institute on Economics and the Environment.
La rivolta della natura abbraccia per la prima volta in un unico sguardo la visione infinitesima dei microscopi e il grande respiro della Terra. A raccontare è la giornalista scientifica e autrice best seller Eliana Liotta, che riflette con uno dei più apprezzati virologi medici della scena internazionale, Massimo Clementi. Gli studi sul rapporto inscindibile tra salute dell’uomo e salute del pianeta diventano materia viva di narrazione, validata dallo European Institute on Economics and the Environment (EIEE), l’istituto europeo impegnato nella ricerca economica e ambientale. Con la chiarezza dei genitori bravi a rispondere alle domande dei figli o di quei professori che sanno spiegare agli studenti, gli autori fanno un punto rigoroso sulle cause reali delle moderne epidemie e sulle cure possibili, con un approfondimento sui cibi che affiancano il sistema immunitario. Dobbiamo imparare dai nostri errori e agire subito per correggerli. Il clima di un futuro che per certi versi è già presente può trasformare lande vaste della terra in incubatori incredibili per le larve di zanzare. Lo scioglimento delle calotte polari può minacciarci con virus giganti che riemergono dai ghiacciai. Negli ecosistemi degradati gli agenti patogeni si adattano alle poche specie selvatiche rimaste e riescono a fare più facilmente il salto da un pipistrello o un roditore a noi. Nelle aree inquinate, i microrganismi trovano autostrade spianate per insediarsi e moltiplicarsi. La natura ci chiede di fare la pace. Ascoltiamola.

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Eliana Liotta e Massimo Clementi: La rivolta della natura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Collana I Fari, uscita prevista: 25 giugno con la consulenza dello European Institute on Economics and the Environment
Per la prima volta in un unico sguardo la visione infinitesima dei microscopi e il grande respiro della Terra. A raccontare è la giornalista scientifica e scrittrice Eliana Liotta, che riflette con uno dei più apprezzati virologi medici della scena internazionale, Massimo Clementi del San Raffaele. Gli studi sul rapporto inscindibile tra salute dell’uomo e salute del pianeta diventano materia viva di narrazione, validata dallo European Institute on Economics and the Environment (EIEE).
Molte patologie infettive degli ultimi decenni, dal coronavirus che ha causato la pandemia del 2020 all’AIDS, da Ebola alla dengue, non sono solo tragedie dettate dal caso. C’è un nesso profondo tra la loro diffusione e i cambiamenti climatici, la deforestazione, l’inquinamento e anche la diseguaglianza sociale, perché povertà e fame sono alleati dei virus.
Dobbiamo imparare dai nostri errori e agire subito per correggerli, ci dicono gli autori. Il clima di un futuro che per certi versi è già presente può trasformare lande vaste della terra in incubatori incredibili per le larve di zanzare. Lo scioglimento delle calotte polari può minacciarci con virus giganti che riemergono dai ghiacciai. Negli ecosistemi degradati gli agenti patogeni si adattano alle poche specie selvatiche rimaste e riescono a fare più facilmente il salto da un pipistrello o un roditore a noi. Nelle aree inquinate, i microrganismi trovano autostrade spianate per insediarsi e moltiplicarsi. La natura ci chiede di fare la pace. Ascoltiamola.

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I miracoli nella nostra natura spirituale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

I miracoli sono rappresentazioni forti ed anche traumatiche che non devono farci ignorare quelli più profondi, di natura spirituale. A ben considerare devo osservare che i miracoli visibili, palesi, vale a dire in avvenimenti materiali, sebbene siano evidenti, sono in realtà meno potenti, anche se colpiscono di più l’attenzione. Questa è, semmai, un’altra lezione che dobbiamo meglio assimilare. In effetti, è l’invisibile, la vera forza e non ciò che può influire sui nostri sensi dall’esterno. È proprio nella nostra capacità di saper leggere dentro di noi che possiamo ritrovare l’equilibrio smarrito. Sono le vere parole che vanno al cuore e che hanno il potere di convertire. Ci manca, in altri termini, la consapevolezza che è la verità interiore che va disvelata e soprattutto nel nostro modo di saper cogliere i frutti di conversione che porta dentro di sé e che ci consentono di riconciliarci con noi stessi e nei rapporti con gli altri. Il resto può essere una semplice suggestione. È il frutto di quella voglia dell’essere umano d’affrettare i tempi della rivelazione attraverso l’immaginario collettivo. È una sorta di panacea, ai nostri tanti mali, se continuiamo a vedere e a giudicare con gli occhi di chi vede di fuori e non al di dentro. Alla fine, i miracoli, che di tanto in tanto si propongono alla nostra attenzione, diventano il frutto delle paure ataviche. Forse è più arduo pensare che la vera Fede non si appaga con le esteriorità. Essa nasce al nostro interno e ritorna al luogo di partenza. Noi diventiamo dei semplici tramiti e vi sono, in queste pieghe, dei nostri simili che più degli altri sono capaci d’interpretare tali messaggi e vederli materializzati davanti ai loro occhi.
Sono considerati dei santi o dei santi uomini e donne. Sono esempi di una virtù che è in tutti noi ma che loro hanno saputo riconoscere ed esteriorizzare mentre al loro cospetto noi mostriamo il volto della nostra mondanità, della caducità e della pochezza spirituale. Abbiamo sempre più bisogno del loro esempio e del loro sacrificio per ritrovare l’antica strada e per percorrerla con serenità. Talvolta anche quest’opportunità è da noi sacrificata irrimediabilmente. Ciò ci insegna la difficoltà di un cammino che ci interiorizza e ci fa riconoscere il più vetusto e il più nobile ed anche il più salvifico dei nostri beni: la morale interiore. Forse non è tutto sbagliato pensare che il nostro sforzo di perfezione troverà un premio nel godere in eterno le gioie del Paradiso. Per gli altri continuerà il dialogo su spettri, demoni e streghe. (Riccardo Alfonso)

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Libro: Natura che m’ispiri

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Parma. Sarà presentato mercoledì 30 ottobre alle 15 al ParmaUniverCity Info Point (Sottopasso Ponte Romano 2/A) il volume Natura che m’ispiri. Alcuni percorsi letterari, linguistici, archeologici, geografici curato da Stefania Voce, docente di Letteratura latina medievale e umanistica al Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma. Insieme alla curatrice presenteranno il libro Marina Guglielmi, Docente di Critica letteraria e Letterature comparate all’Università di Cagliari, e Davide Papotti, Docente di Geografia culturale, Geografie letterarie e Geografia del paesaggio all’Università di Parma.
Il volume è pubblicato dalla Casa editrice Pàtron nella Collana “Cultura Umanistica e Saperi Moderni”. Pensare la Natura è il tema portante del volume, una miscellanea di contributi che da differenti prospettive offrono un’analisi, ampia, nuova e accattivante, frutto di studi approfonditi e punto di arrivo di un percorso, che prende le mosse da un esperimento didattico presso i Licei di Parma e dell’Emilia occidentale e si configura come coronamento di un’esperienza nata dallo spirito di collaborazione tra la realtà universitaria (l’Ateneo di Parma) e quella scolastica. Della lezione orale sono rimasti invariati sia i contenuti sia l’impostazione, volta a illustrare l’argomento su basi culturali in senso lato, ma nella versione scritta sono state approfondite le argomentazioni e sono state aggiunte note e bibliografia per evidenziarne il carattere innovativo e l’impostazione scientifica.Il carattere multidisciplinare dell’opera offre una lettura che spazia dall’archeologia alla papirologia, dalle letterature classiche a quelle moderne e contemporanee, nonché alle discipline propriamente geografiche. Il volume raccoglie saggi dei docenti universitari Davide Astori, Mariella Bonvicini, Carlo Alberto Gemignani, Giulio Iacoli, Massimo Magnani, Fausto Pagnotta, Isotta Piazza, Nicola Reggiani, Paolo Rinoldi, Gualtiero Rota, Riccardo Villicich, Stefania Voce.

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I francobolli della natura di Poste italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2019

Si tratta di due francobolli celebrativi di Europa 2019, stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in due milioni di esemplari per ciascun francobollo. Nel primo vengono raffigurati due cardellini poggiati sui fusti di una pianta di cardo fiorito, mentre nel secondo compaiono due aquile di Bonelli, una posta su una roccia e l’altra in volo. Due specie diverse tra loro ma di grande importanza che il Ministero dello Sviluppo economico ha deciso di celebrare insieme alla Lipu.Le specie scelte per i francobolli celebrativi dell’Europa condividono il destino comune di essere vittime di comportamenti illegali operati dai bracconieri. Il cardellino subisce il furto dei pulcini al nido, poi allevati in gabbia o venduti illegalmente, una pratica ancora diffusa in Italia, in particolare in Campania e in Sicilia e storicamente combattuta dalla Lipu, con le forze dell’ordine e altre associazioni. L’aquila di Bonelli, un rapace apertura alare di oltre un metro e mezzo, vive ormai solamente in alcune zone remote della Sicilia e conta su appena 40 coppie. Una specie a grave rischio, dunque, per la tutela della quale la Lipu partecipa da anni alla sorveglianza dei nidi, insieme al Gruppo tutela rapaci in Sicilia, per prevenire il bracconaggio, garantendo, ad oggi, l’involo di oltre 150 giovani aquile.“Abbiamo affiancato Poste italiane e il Ministero dello Sviluppo economico in questa felicissima iniziativa, culturale e di sensibilizzazione, che cade nell’anno del 40esimo compleanno della Direttiva ‘Uccelli’, la “legge madre” europea per la protezione degli uccelli selvatici – dichiara Danilo Selvaggi, Direttore generale della Lipu-BirdLife Italia – La scelta dei francobolli con queste due specie così significative ha un alto valore simbolico ma anche un risvolto pratico, perché dice della necessità di tutelare gli uccelli selvatici e in particolare quelli minacciati. L’Europa è anche fatta di natura, habitat preziosi e specie viventi, e noi abbiamo il dovere di conoscerla e tutelarla, anche attraverso il coinvolgimento di istituzioni come il Ministero dello Sviluppo economico e Poste italiane”.

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In dialogo con Sorella Natura: il Festival Francescano diventa sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Festival Francescano, dal 27 al 29 settembre a Bologna, si estende all’ambiente. Il Festival, in linea con questa istanza e con il carisma di Francesco d’Assisi richiamato spesso da papa Francesco, ha intrapreso un percorso verso la sostenibilità teso a una significativa riduzione dell’impatto ambientale dell’evento.Grazie a una nuova e significativa collaborazione con Fra’ Sole, il progetto di sostenibilità ambientale del Sacro Convento di Assisi, che vede tra i soggetti promotori la Custodia generale dei Frati Minori Conventuali, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell’Umbria e Sisifo, sono state messe in atto numerose azioni per testimoniare il rispetto e la cura di “nostra madre terra”, in un’ottica di ecologia integrale.
I passi verso un Festival sostenibile si concretizzeranno nell’utilizzo di stoviglie biodegradabili e compostabili (conformi alla normativa europea EN 13432) presso l’Area caffè e lo stand Operazione Pane; verrà ridotto l’utilizzo della plastica con la distribuzione di acqua potabile in borracce; la raccolta differenziata sarà organizzata in maniera diffusa e capillare in tutte le sedi del festival; verranno utilizzati arredi realizzati con pallet riutilizzabili e pannelli di legno; il programma della manifestazione sarà stampato su carta certificata FSC; verrà distribuito gratuitamente compost per la sensibilizzazione al rispetto e alla tutela del suolo.Nella messa in opera delle azioni previste dal piano di sostenibilità dell’evento, Fra’ Sole si avvale di tutta la rete dei suoi partner e della collaborazione con il Gruppo Hera che consentirà di inserire il Festival nel programma di Ecofeste del Comune di Bologna.
Il progetto Fra’ Sole sarà inoltre protagonista di un momento di approfondimento sullo spirito di Francesco d’Assisi e il suo rapporto con il creato, grazie alla testimonianza di fr. Antonello Fanelli della comunità del Sacro Convento di Assisi, che venerdì 27 settembre alle 15.30 in Piazza Maggiore racconterà senso e sviluppo del progetto Fra’ Sole.
Il programma del Festival Francescano è particolarmente ricco: qui, tra dibattiti, spettacoli, concerti e “libri viventi” – intervengono Romano Prodi e il gesuita Antonio Spadaro sui rapporti tra Occidente e Cina; il francescano Paolo Benanti e il matematico Giuseppe O. Longo su tecnologia ed etica; l’ex brigatista Adriana Faranda e Agnese Moro sulla “giustizia riparativa”; il teologo cristiano Brunetto Salvarani e il musulmano Adnane Mokrani sul rapporto tra le religioni. Ci saranno anche il giornalista Mario Calabresi, il filologo Ivano Dionigi, il domenicano Timothy Radcliffe, il cantautore Simone Cristicchi. Un faccia a faccia tra generazioni, culture, generi, discipline: oltre 100 eventi in tre giorni, tutti gratuiti. E’ possibile consultare il programma completo su http://www.festivalfrancescano.it

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Mostra: Natura e universo femmimile

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Mantova sabato 10 novembre 2018 ore 17.00 Museo diocesano Francesco Gonzaga Piazza Virgiliana, 55 inaugurazione mostra collettiva d’arte contemporanea “Natura e Universo femminile” che resterà aperta fino al 21 novembre 2018. Intervengono
Mons. Roberto Brunelli Direttore del Museo diocesano Francesco Gonzaga e Sabrina Falzone, Francesca Bianucci e Chiara Cinelli Curatrici della mostra. E’ dedicata a un binomio tematico che si inserisce nel solco di una tradizione simbolica secolare e che trova ampia rappresentazione nella storia dell’arte.
“Unità tematica, nel binomio così suggestivo dato dalla Natura e dall’Universo femminile, espressa da una pluralità di voci, provenienti da vari paesi del mondo intero ed esprimentisi in una grande varietà di tecniche artistiche: questa mostra non poteva trovare ambiente più consonante del Museo che la ospita – afferma Mons. Roberto Brunelli, Direttore del Museo -. Chi, dopo avere ammirato questa densa esposizione, vorrà percorrere le sale del Museo vi troverà consonanza nella miriade di capolavori di pittura, scultura, oreficeria, smalti, avori e molto altro, provenienti da mezzo mondo e distribuiti negli ultimi venti secoli. E pluribus unum: il celebre motto, forse virgiliano, fatto proprio dagli Stati Uniti d’America non pare improprio applicarlo anche qui, sia al Museo sia alla Mostra: per entrambi intendendo come unum l’arte, quell’arte che non si appaga di semplice estetica ma si fa veicolo di valori, di quanto di meglio l’uomo trova dentro di sé”.
I ventitré artisti interpreti del tema si sono cimentati su questo duplice binario tematico, ciascuno attraverso il filtro della propria sensibilità, espressività ed esperienza, dando vita a un percorso espositivo che si caratterizza per la coesistenza di linguaggi e stili differenti, e per la provenienza internazionale delle opere in mostra.
Alla varietà di stili rappresentati si somma la pluralità di tecniche utilizzate per la realizzazione delle opere: acquarello, arte frattale, fire painting (combustione con fiamma di candela), fiber art, fotografia, intarsio, pittura e scultura.
“L’esigenza comunicativa accomuna i ventitré artisti selezionati – osserva la curatrice Sabrina Falzone -, ognuno dei quali ha esperito un proprio linguaggio visuale non solo mediante modalità eterogenee, ma anche con una significativa impronta personale, finalizzata ad una capillare diffusione del messaggio artistico e ad una più ampia condivisione di contenuti, stili e procedimenti tecnici. Il grande tema della Natura si manifesta maestosamente in paesaggi, figure, colori e architetture pittoriche. D’altro canto l’Universo femminile, sorretto da un’eclatante creatività, viene sottolineato dalle figure, individuato nelle astrazioni segniche ed enfatizzato dall’eleganza scultorea. Con una pluralità di tecniche artistiche che va dalla terracotta alla pittura, dalla fotografia all’intarsio, gli artisti in mostra si esprimono con inaspettata spontaneità ai fruitori”.
(ingresso libero) da mercoledì a domenica: 9.30–12.00 / 15.00–17.30 lunedì e martedì: aperto solo a gruppi prenotati Ingresso al Museo intero 6,00 – ridotto 4,00

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Noi siamo dei pittori che disputano e gareggiano con la natura

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

La natura è equilibrio e armonia. L’armonia regge l’universo. La pittura che è, per eccellenza, disputa e gara con la natura non può, a meno d’essere armonica, di ritrarre l’armonia che è della natura. Il deforme è contro ogni regola d’armonia e la pittura, che si compiacesse unica-mente del deforme, verrebbe meno all’alto suo ufficio tenendo presente in proposito le parole di Leonardo: “Quella scienza è più utile della quale il frutto sia più comunicabile.” E ancora: “La pittura ha il suo fine comunicabile a tutte le generazioni dell’universo, perché il suo fine è subietto della virtù visiva, e non passa per l’orecchio al senso comune, col medesimo modo che vi passa per il vedere.”
Potrei obiettare che la pittura è perfettamente inutile ai ciechi, ma io so che Leonardo parla all’uomo normale, alla natura ovvero, non al deforme, che è in natura, e la cecità è una deformazione della natura. Il cieco, dinanzi alla pittura che pur ode magnificare, precipita dolentemente in un abisso d’ombre e sente maggiore il peso della sua cecità.
E’ questo il confronto tra le vite che vivono e sono vissute. E’ questa la luce che traspare e fende la cecità e le restituisce la vista attraverso l’armonia del creato. Ancora una volta non dobbiamo dimenticarlo.
Non dobbiamo volere che tutto si estingue con la nostra vita. Il presente non è costituito d’altro se non dalla morale sopravvivenza della virtù, della sapienza, del valore e degli eroismi di coloro che ci hanno preceduti e l’avvenire è, senza dubbio, costituito da tutto il bene che ci proponiamo sopravviva in noi.
In ciò consiste la vera continuazione della vita del singolo e dell’universo. Poiché a noi si nega vivere lungamente – osservava Cicerone – lasciamo almeno qualcosa che faccia testimonianza dell’essere noi vissuti.”
Solo in questo modo la vita non giunge vana. Solo in questo modo la nostra opera proporrà dei fini che oltrepasseranno la nostra vita e si protenderanno nell’avvenire come al cielo si protenderanno i rami carichi di bei frutti.
Sopravvivere a sé vuol dire lasciare in chi fu compagno nel cammino, desiderio grande di noi, lunga brama di noi. Le elevazioni cui aspirammo in vita diventeranno le aspirazioni di coloro che sopravvivranno e il ricordo che di noi affidiamo al passato è la nostra vita che si prolunga. E questa non è una storia che apre il suo capitolo inneggiando ai grandi e disdegnando gli altri, i sevi della gleba. Gli uni condottieri e gli altri oscuri gregari. L’essere umano, come tutto il creato, rappresenta un disegno unitario che ha la sua ragione d’essere proprio perché esiste un fiore per offrire a un’ape di raccoglierne il nettare. E questa catena non si spezza perché esistono tante diversità capaci di amalgamarsi tra di loro, di fondersi, di riprodursi, di ricrearsi in altre situazioni e condizioni.
E’ questo quel patrimonio comune che rende grande ciascuno di noi anche se piccoli siamo nati per restare piccoli.
Il deserto si apre a coloro che nulla impressero nella vita e la vissero di ombre e d’inerzie, inanità per le quali la morte è paurosa estinzione:
Né infelice è chi muor; ma chi, morendo,
guarda i giorni passati ed alcun’orma
da sé lasciata di virtù non trova.
S. Pellico

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Dal libro della natura la sua identità spirituale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

“Comprendevo, attraverso l’esperienza dei vincoli, che lega la vita del cielo e della luce a quella delle acque e della terra, e queste alla vita dell’umanità, l’errore di chi pretende di dividere il mondo interno da quello esterno, l’individuo dalla società, l’intelligenza dalla fede, l’uomo da Dio. Seguivo in quella lettura del libro della natura non solo la maestà esteriore ma l’unità interiore e l’ordine dell’universo, fondato sui principi e valori eterni.
Era un dono della grazia che resuscitava in me sempre più viva anche la coscienza, che all’uomo non è lecito dimenticare di essere chiamato a vivere fra gli uomini, che il primo dovere è di dare con amore, di prodigarsi per il prossimo, anche se questa dedizione sia, per avventura, ricambiata per l’incomprensione e per l’ingratitudine e accompagnata da tristezza e dolore. E’ che solo in questa pratica del bene possono trovarsi la pace e la quiete dello spirito.
Questi i pensieri sui quali, nella calma della notte si fermavano sempre più a lungo, insistente le mie meditazioni. Questo è il frutto di un’esperienza maturata nella solitudine dei monti, nella contemplazione del loro splendore, nell’ascolto delle loro voci. Lassù i cieli anche quando sono corsi da nubi, dietro le quali, eterni, stanno sempre l’azzurro e il sole, si effonde nell’anima il calore di un soave, edificante conforto, che suscita la speranza e rinnova il coraggio”.
Questo è quanto scriveva De Francisci e avrei voluto che a farlo fosse toccato a me. Questo mi ha offerto, tuttavia, l’opportunità di una prima considerazione, di certo ovvia per molti, ma per me è stato e resta motivo di riflessione. Non poche volte, infatti, ho ritrovato i miei scritti in quelli degli altri e non perché li avessi letti in anticipo e rubate le idee e il modo di rappresentarle. La verifica l’ho avuta soprattutto quando la lettura era successiva al mio elaborato.
Ciò m’induce a credere che esista una continuità storica ideale nella quale ogni essere umano s’interfaccia non tanto per la ricerca del nuovo, che è pur sempre nell’intelletto di tutti noi, ma nel trovare nel pensiero altrui un’identità di vedute, un passo comune con il quale incamminarci lungo i sentieri della vita spesso accidentati, spesso sofferti, spesso posti nelle condizioni fisiche non ideali per affrontare una qualsiasi fatica.
Abbiamo, in altre parole, bisogno di un aiuto, e un conforto che possiamo trovare nelle letture e nel condividerle con chi si sofferma con noi a considerarle. Penso, ad esempio, agli scritti di Calvino, le cui opere trovano estimatori nelle più disparate regioni del mondo. E’ il classico filo d’Arianna che ci permette di non disperderci nei dedali della vita e rende agli stessi nostri conversari il collante per ritrovarci in taluni gesti tipici e nel trarre un utile insegnamento attraverso l’osservazione dei comportamenti altrui e la comparazione con i propri in determinate circostanze ed eventi. Era ed è tutto un formicolio d’idee che non scorgevo del tutto, e non sempre comunque, come il frutto esclusivo del mio pensiero ma piuttosto di quello più universale e intangibile della mente umana nella sua totalità. (Riccardo Alfonso)

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Abu Dhabi: Mare e natura incontaminati

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Abu Dhabi. Tra aprile ed agosto di ogni anno, su Saadiyat Island, si ripete la stessa identica magia: decine di migliaia di tartarughe Hawksbill, una specie in via d’estinzione, si recano sulle sue spiagge bianchissime per nidificare.La stagione della nidificazione è da sempre oggetto di una grandissima attenzione da parte dei residenti e dei visitatori, così come da parte di tutti gli operatori presenti sull’isola: basti pensare che gli hotel modificano l’intensità dell’illuminazione delle aree esterne per non disturbare le testuggini, e gli stessi ospiti sono invitati a ridurre il più possibile il consumo di luce e a chiudere le tende delle loro stanze per attenuare l’inquinamento luminoso durante tutto il periodo di incubazione delle uova, che dura fino a fine agosto, quando poi si schiudono. L’accesso notturno alla spiaggia è chiuso, mentre durante il giorno la dune protection zone, un sistema di passerelle di legno che salvaguarda la vegetazione e la natura circostante, assicura alle tartarughe la massima tranquillità senza ostacolare le attività dei turisti, che possono tranquillamente godere della bellezza delle spiagge incontaminate di Saadiyat contribuendo a salvaguardarne il prezioso habitat naturale.
A 250 km da Abu Dhabi, a solo mezz’ora di volo, si trova Sir Bani Yas Island, riserva naturale, meta ambita dagli amanti della natura. La fine del 2016 ha consacrato l’inaugurazione della prima e unica spiaggia nel Golfo dedicata ai crocieristi, la Sir Bani Yas Cruise Beach nella regione occidentale. Sull’isola sorge l’Arabian Wildlife Park, un’enorme riserva naturale che ospita oltre 10.000 animali in libertà. Sono presenti un gran numero di orici arabi, gazzelle e giraffe, senza dimenticare i ghepardi e le iene. Qui ci si può avventurare in tour del parco in 4×4, accompagnati da personale esperto. Grazie alle tre strutture Anantara Hotel Resort & Spa, gli ospiti potranno godere di un alloggio a 5 stelle presso il Desert Islands Resort & Spa by Anantara e di una spiaggia privata presso l’Anantara Al Yamm Villa Resort, sulla costa orientale. Infine, l’Anantara Al Sahel Villa Resort garantisce panorami mozzafiato dei paesaggi selvaggi che circondano la struttura. Non resta che scegliere quale meta scoprire per prima: il magico mare di Abu Dhabi ti aspetta!

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Agriturismo: vacanze all’insegna della natura?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

La vacanza in agriturismo evoca momenti lontani dalla vita frenetica di tutti i giorni, in armonia con la natura e distanti da ogni fonte di stress. Eppure, da un’indagine condotta da Agriturismo.it (https://www.agriturismo.it), portale leader in Italia per questo settore ricettivo, è emerso che gli italiani si confermano iperconnessi persino in vacanza.
La ricerca è partita con l’obiettivo di indagare le abitudini degli ospiti in agriturismo e oltre il 46% dei gestori ha dichiarato che sono proprio gli italiani quelli che trascorrono la maggior parte del tempo a lavorare al pc durante il soggiorno. Al secondo posto, ma ben distanti da questa percentuale, con il 18% delle risposte sono i tedeschi i secondi sul podio degli stakanovisti in vacanza, seguiti dagli americani (16%). Chi invece riesce a staccare la spina dagli impegni lavorativi sono gli spagnoli e i francesi, indicati come quelli che trascorrono meno tempo di tutti al pc.
L’analisi ha confermato che gli italiani sono anche i più cellulare-dipendenti, opinione condivisa da oltre il 76% dei proprietari degli agriturismi che vedono sempre i nostri connazionali a capo chino sui loro device mobili. In vacanza sono invece spagnoli, inglesi e francesi i turisti che abbandonano i cellulari per dedicarsi all’esperienza in agriturismo.E non solo gli italiani sono quelli che trascorrono più tempo al computer o con il loro smartphone, i gestori che hanno risposto all’indagine li hanno indicati anche come i più pigri: il 58% dei rispondenti ha dichiarato che sono proprio loro quelli che richiedono più spesso di avere la colazione oltre gli orari indicati dal servizio. Di contro sono gli americani i più mattinieri seguiti, a sorpresa, dagli spagnoli e, a pari merito, dagli inglesi.
Spesso chi prenota una vacanza in agriturismo approfitta dell’immersione nella natura per fare sport all’aria aperta, grazie ai lunghi sentieri per le camminate, alle piscine o agli spazi esterni dedicati a yoga e ginnastica. L’indagine ha chiesto ai proprietari degli agriturismi la nazionalità dei loro ospiti più sportivi e oltre il 63% di loro ha indicato i tedeschi, seguiti dagli italiani (14%) e dagli americani (5%).
Ma la vacanza in agriturismo non è solo campagna, relax e sport… uno degli elementi più importanti che la caratterizzano è infatti il cibo. Secondo gli oltre 200 proprietari intervistati, sono i tedeschi i turisti più interessati a conoscere le tradizioni culinarie della zona in cui si trovano (38%), insieme agli americani (23%) e agli italiani che, con il 20% delle risposte si confermano delle buone forchette. I tedeschi sono anche gli ospiti che trascorrono più tempo nelle strutture: secondo il 47% dei gestori infatti chi arriva dalla Germania non sceglie l’agriturismo come semplice punto d’appoggio per la propria vacanza in Italia, ma ama trascorrervi le giornate, nelle sale comuni, in piscina o partecipando alla vita della campagna. Di contro, sono i francesi quelli che utilizzano la struttura come base per la sola notte e che si allontanano più spesso, alla scoperta di altre attrazioni al di fuori dell’agriturismo.

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Spread: non è una legge della natura

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

La famigerata parola “spread” è tornata a spargere terrore nei media. La quasi totalità delle persone non ha la più pallida idea di cosa effettivamente sia e del perché sia così importante, ma la narrazione è comunque super-efficace e funziona benissimo a rendere più “ragionevoli” i politici non allineati all’ortodossia economica attualmente dominante.
E’ indubbio che -dato il contesto attuale in cui ci troviamo- la politica DEVE considerare il problema dello SPREAD, ma è anche indubbio che questo problema non è legato a qualche “fenomeno naturale”, ma a precise scelte che -come società- abbiamo fatto e sulle quali dovrebbe imporsi una riflessione approfondita.E’ sensato che le scelte politiche fondamentali di un Paese, la stessa formazione di un governo, siano determinate dall’andamento momentaneo di alcuni indici finanziari? Che cos’è che determina questo fenomeno? La quasi totalità dei commentatori sui media dà per scontato che questo sia “normale”. La narrazione prevalente è la seguente: “è ovvio, è normale, che i mercati finanziari esprimano un giudizio: se ritengono che l’Italia sia meno affidabile, vendono i titoli di Stato e questo li fa crollare, lo spread s’innalza… è accade il disastro…”. Questa narrazione è parziale. La radice del problema deriva da una specifica regola che vige nell’area Euro, regola che impedisce alle banche centrali di acquistare direttamente in emissione le obbligazioni degli Stati membri. In tutti i Paesi ad economie più sviluppate (USA, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Australia, ecc.) la banca centrale svolge tre ruoli fondamentali: 1) banca delle banche, 2) banca dello Stato, e 3) banca dell’estero. La nostra banca centrale non può essere, per regole che ci siamo dati insieme ai partner europei, “la banca dello Stato”. La vera origine dello spread non sono i timori sull’Italia, la vera origine dello spread è l’assurdità che uno Stato dell’area Euro debba andare con il cappello in mano sui mercati finanziari a chiedere di rinnovare i propri titoli ai tassi determinati dall’umore momentaneo, come fosse un cittadino privato. Sia chiaro, questo non significa che uno Stato qualsiasi, con una banca centrale “normale”, possa emettere debito in modo infinito.
Significa solo che uno Stato con un’economia sufficientemente solida come quella italiana (che ha sicuramente molti problemi, certamente è in declino, certamente ci facciamo del male da soli e subiamo passivamente regole assurde che ci hanno fortemente penalizzato in questi venti anni, ma si tratta comunque di una delle prime 10 nazioni al mondo, sebbene lo sport nazionale sia quello di denigrarci) non troverebbe alcun problema a rinnovare i propri titoli di Stato a tassi in linea con quelli fissati dalla propria banca centrale in base alle proprie autonome politiche monetarie, se solo avesse una “normale” banca centrale. Se poi facesse politiche economiche scellerate, dopo un bel po’ di tempo, avrebbe problemi sul fronte del cambio, quindi dell’inflazione, e via di seguito rischierebbe la bancarotta. Ma tutto sarebbe guidato dalla macro-economia, non dalla speculazione finanziaria!Se questo non accade non è perché è “normale”, come se fosse una legge di natura… (“è normale che d’estate faccia caldo e d’inverno freddo…”) è perché ci sono delle specifiche norme che lo causano. Vogliamo discuterne in modo approfondito e senza semplificazioni, oppure è meglio non farlo perché altrimenti lo spread si arrabbia? (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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“La natura prende vita nell’arte”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

Custonaci (Trapani) dal 27 Aprile all’1 Maggio 2018 con inaugurazione alle ore 19.00 Centro Culturale Espositivo del Marmo Piazza Europa. S’intitola “La natura prende vita nell’arte”, la mostra dello scultore Franco Bonventre.
L’artista Franco Bonventre è nato a Buenos Aires nel 1958. All’età di sei anni, insieme alla famiglia, si trasferisce a Custonaci.Inizia la sua passione per la scultura cominciando a lavorare le pietre sparse sulle colline di Custonaci e la sua passione è stata fin da subito raccoglierne tante, di vari colori e di varie forme, sotto i piedi di Monte Cofano. Per lui, ognuna di esse rappresentava un oggetto con cui giocare. «Sentivo che ogni pietra internamente fosse un volto di guerriero e di animale desiderosi di liberarsi e riacquistare le forme originarie. Sento e vivo con passione la mia terra e il lavoro quotidiano che è fatica e gioia. Ho l’amore per la natura così da rendere viva, con la scultura, una parte di essa» – così dichiara lo scultore. Saranno esposte 12 opere realizzate con i marmi tipici del territorio di Custonaci. Per tutte le informazioni sull’artista è possibile visionare il sito http://www.francobonventrescultore.it.

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Annalia Amedeo: Sinestesie. Natura, Storia, Arte

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

casina-delle-civetteRoma, Musei di Villa Torlonia Casina delle Civette Via Nomentana, 70 venerdì 5 gennaio alle ore 12.00 ci sarà una visita animata alla mostra per bambini dai 6 ai 12 anni (max 10 partecipanti – su prenotazione cell. 347/8285211) nell’ambito della mostra “Annalia Amedeo. Sinestesie, natura, storia, arte” attualmente in corso presso la Casina delle Civette di Roma dal 21 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018. Nello scenario naturale suggestivo di Villa Torlonia e del museo, scrigno che raccoglie alcune delle più alte espressioni di arti applicate del Novecento, i raffinati lavori in porcellana di Annalia Amedeo si integrano coinvolgendo il visitatore in una spirale percettiva che attiva più sensi contemporaneamente. L’artista, con una lunga esperienza di restauratrice di ceramiche che le ha conferito una profonda conoscenza dei materiali e una tecnica artigianale impeccabile, persegue da alcuni anni un proprio percorso artistico, di cui la mostra costituisce un momento di sintesi, villa torloniapresentando per l’occasione oltre cinquanta sculture in porcellana realizzate a partire dal 2012 e nuove installazioni site-specific, in un’interazione costante con lo spazio interno ed esterno. La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Elena Paloscia, è presentata dal Centro Studi per la Storia della Ceramica Meridionale, diretto da Guido Donatone. Servizi museali di Zètema
Progetto Cultura. Biglietto d’ingresso Casina delle Civette: € 6,00 intero; € 5,00 ridotto. La mostra è parte integrante della visita. Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 5,00 intero;€ 4,00 ridotto. Ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana la prima domenica del mese. http://www.annalia-amedeo.it

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Destinati agli Stati membri oltre 222 milioni di euro in investimenti per ambiente, natura e clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 settembre 2017

climate_changeBruxelles. La Commissione europea ha approvato un pacchetto di investimenti di 222 milioni di EUR dal bilancio UE, a titolo del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, allo scopo di sostenere la transizione dell’Europa verso un futuro più sostenibile e a basse emissioni di carbonio
Il finanziamento dell’Unione mobiliterà ulteriori investimenti per un totale di 379 milioni di EUR da destinare a 139 nuovi progetti in 20 Stati membri. Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “Il programma LIFE, inaugurato 25 anni fa, continua a investire in progetti innovativi con grande valore aggiunto per le persone, le imprese e la natura. Sono lieto di constatare che il programma trasforma tecnologie precommerciali in nuove imprese verdi”. Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, ha aggiunto: “La storico accordo di Parigi ha dato un ulteriore impulso al fiorire di investimenti attenti ai cambiamenti climatici. Con un modico peso per le finanze pubbliche, questi progetti fungono da catalizzatori per sbloccare finanziamenti privati destinati a proteggere l’ambiente, lottare contro i cambiamenti climatici e fornire energia più pulita ai cittadini. Questo tipo di investimenti è d’importanza capitale per tradurre in azione le nostre aspirazioni”. Finanziare un futuro a basse emissioni di carbonio e un’economia circolare 181.9 milioni di EUR saranno destinati a progetti riguardanti tre ambiti: ambiente e uso efficiente delle risorse, natura e biodiversità, governance e informazione in materia di ambiente.
In linea con il pacchetto della Commissione europea sull’economia circolare, i progetti aiuteranno gli Stati membri nella transizione verso un’economia più circolare. Tra i progetti vi sono: la sperimentazione di un prototipo italiano che potrebbe convertire in modo economicamente efficiente le autovetture a benzina in veicoli ibridi, la fabbricazione, nei Paesi Bassi, di bioprodotti a partire da fanghi e l’applicazione di un nuovo trattamento biologico per eliminare i pesticidi e i nitrati dall’acqua nella Spagna meridionale. Altri progetti sosterranno l’attuazione del piano d’azione per la natura, in particolare la gestione dei siti Natura 2000. La protezione delle specie è un altro aspetto considerato, come nel progetto sloveno transfrontaliero inteso a salvare dall’estinzione una specie di lince alpina ad alto rischio.
Sul fronte del clima, l’UE investirà 40,2 milioni di EUR per sostenere progetti mirati all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla mitigazione, alla governance e all’informazione. I progetti selezionati concorrono al conseguimento dell’obiettivo dell’UE di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. I finanziamenti LIFE contribuiranno inoltre a migliorare la resilienza di una via navigabile tra le più trafficate di Europa, l’estuario della Schelda, in Belgio, a mettere a punto strumenti per prevedere le tempeste di sabbia e a contrastare il fenomeno dell’isola di calore nelle città.

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Luci della ribalta: parte ottava

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

luci ribalta8Il tocco dell’artista (Italian Edition) Kindle Edition. Il teatro è imitazione del vero. Una realtà che si riempie di meraviglia allo sbocciare di un fiore, al sorgere del sole, alla contemplazione delle notti stellate, alla ricerca di un fraseggio che sappia dare vita e significato alle cose che facciamo e ai rapporti che intratteniamo con i nostri simili. Nel racconto delle cose vissute o osservate negli altri il nostro animo si educa alla comprensione che si ripone nella dominazione armonica della natura.
L’essere umano diventa così un investigatore psichico raffinatissimo che non solo osserva e commenta, raffronta e critica, ma cerca l’imitazione presentando ai suoi simili ciò che sia-mo, ciò che vorremmo essere, ciò che le nostre più intime suggestioni e la mutevolezza dei nostri sentimenti possono disvelare. Così il pensiero cerca una forma attraverso la quale manifestarsi e al tempo stesso esorcizzare le sue paure, il terrore delle cose tenebrose e l’idea stessa della morte. In questo modo cerca d’allontanare l’amaro calice riducendo l’angoscia che lo pervade e cercando di portare la sua mente alle cose belle e all’armonia della propria anima. Questa è la predisposizione più efficace per allontanarci dalle tenebre e presentare ai nostri occhi il sorriso dolcissimo di una primavera di luci e di tinte e che il poeta ci ha richiamati con questi versi:
Quali i fioretti del notturno gelo
Chinati e chiusi, poi che il Sol gli imbianca,
si drizzan tutti aperti in loro stelo:
tal mi fec’io di mia Virtute stanca
Così la mente richiama le belle immagini, le armonie dell’anima e allontana le lugubri cose e le sue dissonanze. E questo frutto del pensiero trova la sua maturazione nell’agire umano sia nel modo d’interpretarne la parte nella vita reale sia nella finzione teatrale.
In entrambi i casi la nostra opera è imperitura e esclusiva e maggiormente si esalta se riu-sciamo ad ispessirla con la fedeltà alla sapienza acquistata con l’occhio sensibile e indaga-tore pur lasciando libera la fantasia di assurgere al più alto lirismo.
Non sono, ovviamente, solo pensieri pittorici, sempre trasmutati in visioni ritmiche e colorite, sotto l’impeto dell’estro e le potenze creatrici del genio, ma sanno anche cogliere l’amaro della vita nelle pieghe meno osservate, nel tratteggio delle feroci ire impastate sovente di vanità, di orgoglio, di miserie e di grettezze. Sono sentimenti connaturati alla natura umana senza escludere alcuno perché ci asserviamo alle nostre miserie che ci prendono e ci tengono alla gola. Ma abbiamo, per nostra fortuna, la capacità di prenderci in giro, di ridere sulle nostre debolezze, e questo esercizio lo affidiamo alla commedia e alla satira e siamo capaci di proporli in uno spettacolo teatrale con un copione nel quale abbiamo riversato tutta la nostra saggezza e sagacia. Sono le poche cose che ci consolano perché sono molte quelle che ci affliggono e facciamo dell’eternità un nulla e del nulla una eternità. E ciò ha così vive radici in noi che tutta la nostra ragione non può rimediare. (foto: luci ribalta8)

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21 maggio: giornata europea Natura 2000

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

naturaQuel che inizialmente era nato in Spagna come progetto LIFE di dimensioni locali finanziato dall’UE sta ora per essere ufficialmente dichiarato giornata europea.Nel corso della cerimonia odierna Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, Adina-Ioana Valean, Presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo, Karl-Heinz Lambertz, primo Vicepresidente del Comitato delle Regioni, e Neil Kerr, Rappresentante permanente aggiunto di Malta hanno siglato una dichiarazione congiunta per proclamare il 21 maggio “giornata europea Natura 2000”, che d’ora in poi sarà celebrata ogni anno in tutta Europa.
Già quest’anno questa giornata dedicata alla natura sarà contrassegnata da centinaia di eventi locali e attività di rete.Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “La giornata europea Natura 2000 è un omaggio a questa rete unica e al suo valore per i cittadini e per la nostra economia. A mio avviso si tratta di uno dei successi più eclatanti dell’Unione europea: una rete di oltre 27 000 siti protetti che copre più di 1 milione di chilometri quadrati di zone terrestri e marine, resa possibile dalla collaborazione tra tutti gli Stati membri”.Con la proclamazione della giornata europea Natura 2000 la Commissione europea ha onorato il primo degli impegni enunciati nel piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia. Adottato il 27 aprile sulla scorta di un esame approfondito delle direttive Uccelli e Habitat, il piano prevede quattro linee d’intervento prioritarie, una delle quali consiste nel migliorare la comunicazione e la sensibilizzazione e nel coinvolgere i cittadini, i portatori d’interesse e le comunità.Oggi ha anche preso il via la nuova edizione del premio europeo Natura 2000, un’altra iniziativa della Commissione intesa a riconoscere i meriti di quanti eccellono nella gestione e nella promozione della rete e far conoscere Natura 2000 e i suoi benefici per i cittadini europei. I vincitori di ciascuna delle sei categorie in cui è suddiviso il premio saranno proclamati nella giornata europea Natura 2000 del prossimo anno.
Oltre a proteggere il patrimonio naturale dell’Europa la rete contribuisce al PIL dell’UE in una percentuale compresa tra l’1,7 e il 2,5% e ciò grazie ai servizi ecosistemici che fornisce: lo stoccaggio del carbonio, la depurazione delle acque, l’impollinazione e il turismo.Le due direttive sulla tutela della natura (direttiva Uccelli del 1979 e direttiva Habitat del 1992) sono i cardini della politica europea in materia di biodiversità. Nell’ambito del programma “Adeguatezza ed efficacia della regolamentazione (REFIT)” la Commissione le ha esaminate e ne ha valutato globalmente l’efficacia e l’efficienza. Il controllo dell’adeguatezza ha coinvolto tutti i portatori d’interesse, registrando un livello record di partecipazione, con la mobilitazione di oltre 550 000 cittadini che hanno espresso il proprio sostegno alle direttive nel corso della consultazione pubblica organizzata dalla Commissione.Le conclusioni sul controllo dell’adeguatezza delle direttive Uccelli e Habitat sono state pubblicate il 16 dicembre 2016.Il programma LIFE è lo strumento di finanziamento dell’UE per l’ambiente e il clima. L’obiettivo generale del programma LIFE è contribuire all’attuazione, all’aggiornamento e allo sviluppo delle politiche e della normativa ambientale e climatica dell’UE cofinanziando progetti che presentino un valore aggiunto europeo.

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