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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘naufragio’

Naufragio: Save the Children, Europa inerme di fronte alla tragedia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

“L’ennesima tragedia del mare avvenuta nelle scorse ore non può che metterci di fronte alle nostre responsabilità. La morte di centinaia di uomini donne e bambini è lo specchio dell’incapacità di gestire il fenomeno migratorio”, ha affermato Raffaela Milano Direttrice Programmi Italia – Europa di Save the Children, commentando la notizia del naufragio a largo delle coste libiche diffusa in queste ore.Save the Children, l’organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini e garantire loro un futuro, ritiene assolutamente inaccettabile che l’Europa rimanga inerme di fronte alla tragedia che continua a consumarsi alle sue porte. Secondo le ultime stime disponibili, nei primi 5 mesi dell’anno, 1 persona su 14 tra quelle che hanno provato ad attraversare il Mediterraneo ha perso la vita e in questi casi i minori sono i più vulnerabili. Mentre la situazione della sicurezza in Libia peggiora giorno dopo giorno, i rifugiati e i migranti hanno poche opzioni: o rimangono intrappolati nel Paese o fuggono attraverso il Mediterraneo o il deserto nigerino. Tra loro sono tantissimi i minori, adolescenti e talvolta poco più che bambini, spesso in viaggio da soli.“Salvare vite umane deve essere la preoccupazione principale degli Stati Membri dell’UE. È inoltre indispensabile che la comunità internazionale, e in primo luogo l’Europa, moltiplichi gli sforzi per realizzare vie di accesso sicure dalle aree di crisi o di transito, per evitare che decine di migliaia di persone continuino a vedersi costrette ad affidarsi ai trafficanti, mettendo in serio pericolo la propria vita, per attraversare il Mar Mediterraneo, come questa ennesima tragedia ci ha purtroppo dimostrato”.

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Naufragio imbarcazione Bright

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 maggio 2018

Il 7 e 8 maggio, in relazione alla notizia del naufragio dell’imbarcazione Bright presumibilmente avvenuto il 2 maggio a 300 miglia a oriente delle Isole Azzorre la nave Alpino della marina militare italiana effettuerà un transito programmato in quelle acque, per una ulteriore ricerca con impiego elicottero di bordo. Il Portogallo è stato informato dell’iniziativa italiana intesa ad ottimizzare l’intervento di soccorso per rintracciare i naufraghi.

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Mediterraneo: Tragedie del mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2016

mediterraneoUn team dell’UNHCR ha incontrato i sopravvissuti di quella che potrebbe essere una delle più gravi tragedie che vede coinvolti rifugiati e migranti degli ultimi 12 mesi. Se confermato, fino a 500 persone potrebbero aver perso la vita nel naufragio di una grande imbarcazione, affondata nel Mar Mediterraneo in un luogo non definito tra la Libia e l’Italia.
I 41 sopravvissuti (37 uomini, 3 donne e un bambino di tre anni) sono stati tratti in salvo da una nave mercantile e portati a Kalamata, nella penisola greca del Peloponneso, il 16 aprile. Tra le persone salvate ci sono 23 somali, 11 etiopi, 6 egiziani e 1 sudanese.
I sopravvissuti ci hanno detto che erano parte di un gruppo di 100-200 persone partito la settimana scorsa da una località vicino a Tobruk, in Libia su un’imbarcazione lunga circa 30 metri.
Dopo diverse ore di navigazione, i trafficanti hanno cercato di trasferire le persone su un’imbarcazione di maggiori dimensioni che già aveva a bordo centinaia di persone e che quindi era in condizioni di terribile sovraffollamento. Durante il trasferimento, ad un certo punto l’imbarcazione più grande si è capovolta ed è affondata.
Tra i 41 sopravvissuti ci sono persone che non erano ancora salite sull’imbarcazione più grande ed altre che sono riuscite a tornare a nuoto sull’imbarcazione più piccola. Queste persone sono rimaste in mare alla deriva per almeno tre giorni prima di essere individuati e tratti in salvo il 16 aprile.
L’UNHCR ha incontrato i sopravvissuti nello stadio locale di Kalamata dove sono stati accolti in via temporanea dalle autorità locali, mentre vengono completate le procedure di polizia.
L’UNHCR continua a chiedere che siano garantiti canali regolari per l’ammissione di rifugiati e richiedenti asilo in Europa, inclusi programmi di reinsediamento e di ammissione umanitaria, di ricongiungimento familiare, sponsorizzazioni private e visti per motivi di studio e di lavoro. Questi canali sono volti a ridurre la domanda di trafficanti di persone e le pericolose traversate via mare.

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Nuovo naufragio nel mar Mediterraneo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

NUOVO DRAMMA DEI MIGRANTI, ANNEGANO DUE DONNE A PANTELLERIA“Troppe volte ormai abbiamo ribadito che è necessario garantire ai migranti accoglienza, a partire da un arrivo in condizioni di sicurezza nel nostro territorio. Drammi come questi sono prevenibili ed evitabili” ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera. “Tutti i bambini hanno diritto alla protezione, come sancito dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ed in particolare, più che mai, i bambini che fuggono da situazioni disperate”.“L’UNICEF continua a chiedere ai governi di garantire a questi bambini le stesse cure, servizi, dignità e protezione di tutti gli altri. Solo dando piena attuazione a quanto previsto dalla Convenzione si potrà evitare in futuro il ripetersi di tragedie come questa”, ha concluso il Presidente UNICEF.

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Naufragio Lampedusa: Save the Children, l’Italia e l’Europa non possono rimanere inerti di fronte a questa ennesima tragedia

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2013

Lampedusa

Lampedusa (Photo credit: Seguilbianconiglio)

“La tragedia che si è consumata stamane a largo delle coste della Sicilia dovrebbe essere un monito per tutti noi: ancora una volta, centinaia di persone e tra di essi alcuni bambini, hanno perso la vita nell’ennesimo viaggio verso una vita migliore”, ha affermato Raffaela Milano, direttore programma italia Europa di Save the Children.Nel corso del 2013 e fino ai primi di settembre sono 21.870 i migranti arrivati via mare a Lampedusa e lungo le coste di Sicilia, Calabria e Puglia, di cui 2710 donne e 4050 minori, per la maggior parte non accompagnati (2914) e originari prevalentemente dalla Siria (1324). L’organizzazione sottolinea come questi ultimi arrivano da un contesto difficile, dove hanno rischiato la propria vita e sono stremati, e hanno assoluta necessità di aiuto e accoglienza.“L’Italia e l’Europa non possono rimanere inerti di fronte al costante flusso di arrivo di minori stranieri soli, senza adulti di riferimento. Nell’immediato occorre garantire un sostegno continuativo ai superstiti del naufragio, che necessitano di assistenza per superare il trauma subito.

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Naufragio Costa-Concordia e la politica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2012

Una grande nave da crociera con quattromila persone a bordo tra passeggeri e personale, ritenuta, praticamente, inaffondabile, è diventata improvvisamente vulnerabile sino ad incagliarsi sugli scogli dell’isola del Giglio con due vistose falle ai fianchi che ora potrebbero spingerla nel fondo del mare. L’Italia politica sembra messa allo stesso modo. A fronte di un grande paese, ben inserito nel contesto internazionale, abbiamo un piede d’argilla che rischia di far crollare tutto il resto, per quanto solido. La nostra debolezza sta nell’aver partorito una classe dirigente mediocre e, quindi, incapace d’affrontare e sciogliere i nodi che avviluppano il nostro sistema e che sta per strangolarlo. Ci siamo lamentati d’avere delle maggioranze risicate e ne abbiamo pretesa una consistente ma il risultato è stato lo stesso: inconcludente. Ho già più volte richiamato l’attenzione di chi mi legge sul fatto che abbiamo perso una prima grande occasione di rinnovare il sistema Stato negli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Erano gli anni della ricostruzione. Avrebbero potuto permetterci quel salto di qualità che il rigido conformismo e provincialismo della dittatura fascista avevano reso proibitivo ed invece abbiamo preferito lo status quo ante bellum dal punto di vista della burocrazia, delle riforme del sistema pensionistico e assistenziale, della scuola, della sicurezza e della giustizia. Ci siamo adagiati nelle logiche assistenzialistiche inventandoci lavori inesistenti, ci siamo compiaciuti nell’arte dell’intrallazzo per convivere con i vari sistemi malavitosi, per non irritarli più del dovuto, siamo stati arrendevoli con i poteri forti per non contrariarli, abbiamo rinviato sine die le riforme più importanti favorendo al tempo stesso gli intrallazzi, i favoritismi, i clientelismi, la corruzione. Ora tutti i nodi vengono al pettine e che facciamo? Praticamente nulla se non manovre capaci solo di perpetuare le tolleranze e gli abusi e prendercela con le classi sociali più deboli capri espiatori di sempre per le inettitudini degli altri. Così rischiamo d’incagliare il nostro sistema paese ma preferiamo ignorarlo come se andassero a fondo solo i piani più bassi lasciando a galla la parte alta. E’ che se una nave affonda in acque alte come è il caso dell’Italia politica di oggi e in un mare in tempesta per giunta, insieme affondiamo, nessuno escluso. Non ci sono furbizie che tengano e salvagente capaci di sfidare il mare agitato e il freddo delle sue acque e gli squali annidati. E’ questa la situazione che la miopia dei politici non riesce a vedere e il resto degli italiani non ne avverte la pericolosità perché esercitati a fare gli “gnoccoloni” nella logica del servus servorum Dei. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Libro di Nino Codagnone

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Lo strano naufragio del piroscafo postale Santa Lucia. Il 24 luglio 1943 il piroscafo postale Santa Lucia viene colpito e affondato da un siluro sganciato da un aereo inglese mentre viaggia da Ponza verso Ventotene. Grazie al ritrovamento di nuovi documenti e a ricerche storiche condotte anche presso gli archivi britannici, si è riusciti a far luce su un naufragio rimasto per oltre sessant’anni avvolto nel mistero. Pagine 88 Euro 3,90 Codice 21060J EAN 978-88-425-4759-4

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Naufragio imbarcazione diretta a Lampedusa

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2011

Sono almeno 150 le persone annegate e molte risultano ancora disperse a seguito del capovolgimento di un’imbarcazione al largo delle coste tunisine nel pomeriggio di mercoledì. Si tratta di uno degli incidenti più gravi e drammatici in termini di vittime occorsi finora quest’anno nel Mediterraneo. Il sovraffollato natante trasportava circa 850 persone, in maggioranza originarie dell’Africa occidentale, del Pakistan e del Bangladesh. Salpato sabato pomeriggio dalla capitale libica Tripoli era diretto verso l’isola di Lampedusa.Il team di operatori dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) attivo in Tunisia è riuscito a parlare con alcuni dei sopravvissuti, secondo i quali la barca era condotta da persone con scarsa – o addirittura nessuna – esperienza marittima. L’imbarcazione ha cominciato ad avere problemi al timone e al motore poco dopo la sua partenza. Ormai persi in mare, il terzo giorno di viaggio le scorte di cibo e acqua si sono esaurite. Sette persone – tra cui due donne incinte – sono in terapia intensiva negli ospedali di Sfax sulla costa tunisina, circa 40 chilometri a ovest delle isole Kerkennah. Le operazioni di soccorso da parte della marina militare e della guardia costiera tunisina sono ancora in corso.
Inoltre, a seguito degli incidenti della scorsa settimana vicino Ras Adjir nel corso dei quali due terzi del campo di Choucha sono stati distrutti, l’UNHCR ha ripulito l’area e riorganizzato il sito, anche in consultazione con i rappresentanti delle comunità di rifugiati e migranti. Fino a ieri erano state erette 168 nuove tende e altre saranno allestite nei prossimi giorni per fornire un alloggio ai residenti del campo. Al momento il campo di Choucha ospita circa 2.800 persone fuggite dai combattimenti in Libia.

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Profughi eritrei a rischio di naufragio

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Lampedusa, Notizia dell’ultima ora riguardo al barcone con 330 eritrei a bordo. Il natante identificato ieri, in cui viaggiano 350 migranti dall’Africa subsahariana, alcuni dei quali sono in contatto telefonico con don Mussie Zerai, non è lo stesso partito quattro giorni fa dal porto di Tripoli. Abbiamo però notizie anche riguardo al primo barcone, che è stato costretto da un’avaria (o da un atroce strattagemma dei trafficanti che hanno organizzato il viaggio o, ancora, da qualche accordo sotterraneo fra autorità nazionali) a rientrare a Tripoli. La notizia è confermata dal vicario apostolico di Tripoli Giuseppe Martinelli, che ha spiegato che l’imbarcazione, percorse alcune decine di miglia, si è trovata nell’impossibilità di proseguire l’itinerario ed è rientrata nel porto di partenza. Il Gruppo EveryOne è a conoscenza di alcune centinaia di profughi dall’Eritrea, l’Etiopia, la Somalia e il Sudan che hanno stretto accordi con i trafficanti libici per intraprendere il viaggio della speranza verso Lampedusa. A causa di una situazione di grave discriminazione e persecuzione in cui si trovano, saranno costretti a viaggiare in numero eccessivo, portando con sé donne, bambini e malati, a bordo di natanti inadeguati. I profughi africani, costretti a pagare migliaia di dollari pro capite, sono a grave rischio di naufragio o di raggiro (potrebbero essere imbarcati e ricondotti in Libia dopo un breve tratto di navigazione, con il pretesto di un’avaria). E’ importante che l’UNHCR vigili sui viaggi di questa fascia particolarmente vulnerabile di rifugiati che fuggono dalle coste libiche.

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“Il Consiglio d’Egitto” di Leonardo Sciascia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

Modica (Rg) 20 marzo alle ore 18 al Teatro Garibaldi (C.so Umberto I, n. 207-211), nell’ambito della stagione Teatro Aperto, la Compagnia stabile degli Iblei “Teatro Utopia” porterà in scena Il Consiglio d’Egitto, tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, per la regia di Giorgio Sparacino. La pièce è ambientata a Palermo nell’ultimo scorcio del Settecento. Sullo sfondo di una società reazionaria l’abate Vella, maltese, sfruttando a proprio vantaggio il naufragio dell’ambasciatore marocchino Abdallah Mohamed ben Olman comincia a tradurre il “Consiglio d’Egitto”, un antico codice arabo che cancella ogni privilegio baronale e restituisce alla Real Maestà di Napoli il pieno potere sull’isola. L’apprensione comincia a serpeggiare fra l’aristocrazia isolana. Cresce la fama del “Grande Vella”. Della sua sorte si interessa persino il Papa. Ma è un bluff: l’abate non conosce l’arabo, il manoscritto che finge di tradurre è una vita del Profeta e il suo è un atto di geniale piaggeria che spera di innescare nell’isola un moto rivoluzionario. Sarà la ragione a difendere la dignità dell’uomo e a dare forza al suo pensiero e a un insopprimibile bisogno di libertà. La messa in scena e la chiave registica vertono su un assunto “pirandelliano”: la verità può apparire confusa e la menzogna, per contro, può assumerne le sembianze. Lo spettacolo diventa così metafora del presente, di un mondo alterato dall’impostura, ma in cui la ragione tenta caparbiamente di difendere la dignità dell’uomo e dar forza al pensiero.Lo spettacolo, liberamente adattato da Mario Di Pasquale e Giorgio Sparacino, è realizzato con il patrocinio della Federazione Italiana Teatro Amatori e del Centro Studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa. Le macchine di scena e le attrezzature sono di Bernd Leuchtenberger, le luci e il suono di Davide Criscione; trucco di Antonio Pluchino, i costumi di Natalina Lotta, Catia Mancini e Seraia Megastore.

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Natsuo Kirino

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Mantova, Festival della letteratura. Domenica 12 settembre 2010 Conservatorio di Musica “Lucio Campiani”  Natsuo Kirino presenta  L’isola dei naufraghi  dove “Sayako e suo marito Takashi finiscono su un’isola disabitata al largo di Taiwan e delle Filippine in seguito al naufragio della barca a vela su cui viaggiavano. Dopo circa sei mesi, vengono raggiunti prima da venti giovani maschi giapponesi, anch’essi naufraghi, e poi da undici giovani maschi cinesi, abbandonati sull’isola lungo la tratta dei clandestini verso il Giappone. Che cosa può generare la presenza di una sola donna in mezzo a trentadue giovani maschi se non lotta, contesa, abbrutimento e violenta competizione?T akashi muore, precipitato o spinto giù da una scogliera a circa un anno dal naufragio, e Sayako si «risposa» due volte. La prima volta con l’arrogante e violento Kasukabe, che precipita però anche lui dalla scogliera; la seconda volta con Noboru, il buono a nulla, l’inetto della comunità, scelto, in base a una regola stabilita e accettata da tutti, mediante un’estrazione a sorte. Lo status di «marito di Sayako», per fortuna, ha durata limitata a due anni. La «lotteria» assegna perciò a Sayako, come quarto marito, Yutaka, un ragazzo timido e gentile. Sayako se ne innamora, attratta dalla sua natura cortese. Sembra perciò regnare la calma sull’isola, ma il fuoco cova sotto la cenere. Anche se presa dal nuovo marito, Sayako è attratta da Yan, il leader dei cinesi che sembra desiderarla molto più dei suoi connazionali e sta meditando di lasciare l’isola su due rudimentali imbarcazioni. Sedotta da Yan, Sayako ne accetta l’invito di unirsi a lui nell’avventuroso viaggio. Il mare è in tempesta, e  una delle due barche viene inghiottita dalle onde, mentre quella su cui si trovano Yan e  Sayako riesce a restare a galla. I due si amano, davanti agli altri, come bestie, fino a crollare stremati e affamati. Poi, dopo una decina di giorni, avvistano un’isola e approdano su una spiaggia. Ma si trovano di fronte a una sgradita sorpresa: senza accorgersene, sono ritornati a Tokyojima, l’isola di Tokyo! Dove i giapponesi, quasi come se avessero subito una metamorfosi, si sono enormemente incattiviti!” Traduzione dal giapponese di Gianluca Coci Euro 17,00 384 pagine EAN 9788862510806 GIANO . http://www.kirino-natsuo.com (Natsuo Kirino)

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Guggenheim in mostra

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

Roma 21 dicembre 2009- 26 gennaio 2010 Via Quattro Fontane, 128/a Galleria Tondinelli  presenta la mostra La Guggenheim e il suo affetto per gli artisti italiani del suo tempo. Omaggio a 30 anni dalla scomparsa della celebre collezionista americana a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli. «La mostra vuole essere un omaggio alla collezionista Peggy Guggenheim conosciuta in tutto il mondo, che ha sostenuto le avanguardie artistiche internazionali, attraverso le opere degli artisti italiani che più ha stimato. Cerca di proteggere l’arte del tuo tempo. Poche, semplici parole riempiono la prima pagina di un diario ritrovato in un piccolo scrigno dopo il naufragio del celebre Titanic. Due iniziali sono incise con maestria: P.G. Suo papà, Benjamin, durante la notte del naufragio, di ritorno negli Stati Uniti, perde eroicamente la vita lasciando alla piccola Peggy un monito che le segnerà il destino.  Gli artisti italiani con i quali ebbe rapporti sono molto più numerosi di quelli che Peggy cita nella sua autobiografia. Quasi sicuramente ebbe rapporti, brevi o lunghi, con quelli le cui opere figurano nella sua collezione e che sono Giorgio De Chrico con il quale inaugura la galleria “Art of this Century” con sedici tele metafisiche, Bacci, Dorazio, Afro, Clerici, Sironi, Fontana, Scialoja, Mirko, Arnaldo Pomodoro, Fontana, Nivola, Santomaso, Vedova, Carla Accardi, Gastone Novelli, Costantino Nivola, Bice Lazzari, Armando Pizzinato. [….] Arnaldo Pomodoro ricorda che nei primi anni Cinquanta Peggy acquistò alla Biennale di Venezia una sua scultura.
Peggy Guggenheim Nata nel I898 da una ricchissima famiglia di industriali ebrei americani di origine elevetica, nel I9I9 viene in possesso della sua eredità, abbandona gli studi (leggeva i testi di  Berenson e amava gli artisti del Rinascimento, soprattutto i veneziani) e parte per l’Europa, sulla scia degli scrittori e artisti americani che negli Venti approdavano nel vecchio continente e  specialmente a Parigi in cerca di successo, ma che erano diventati quella che Gertrude Stein chiamava la “generazione perduta”. Ma Peggy non si perde, ad onta delle difficoltà che incontrerà sulla sua strada. All’inizio del ’39 apre una galleria a Londra e grazie a Marcel Duchamp si converte all’arte moderna inaugurandola con una mostra di Kandinsky, il creatore dell’arte astratta. Incomincia a comprare opere di arte moderna. Verso la fine di quell’anno  progetta di aprire nella capitale inglese un museo, ma quando tutto è pronto o quasi pronto, il vecchio continente è sul punto di esplodere. Da Londra si sposta a Parigi, dove continua ad acquistare opere d’arte moderna, fra cui lo  Bird in space di Brancusi, prende in affitto una galleria in Place Vendome, ma i tedeschi si vanno avvicinando alla città per metterla a ferro e fuoco. Porta la collezione al Museo di Grenoble ma non può esporvela per il timore di rappresaglie da parte del regime di Vichy. (estratto da un articolo di Costanzo Costantini). (Giuseppe santomaso)

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Il trauma del naufragio

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2009

Libia – L’OIM: i migranti sopravvissuti raccontano il trauma del naufragio – I migranti tratti in salvo dall’imbarcazione capovoltasi al largo delle coste libiche due giorni fa raccontano che la tragedia è stata causata dalle cattive condizioni metereologiche e dal panico creatosi a bordo quando ci si è accorti che si stava imbarcando acqua. Un funzionario dell’OIM, Michele Bombassei, si è recato insieme a colleghi dell’UNHCR e della ong libica IOPCR a verificare le condizioni delle venti persone – originarie dell’Africa Settentrionale e Occidentale – che sono sopravvissute al naufragio e che sono momentaneamente ospitate in un Centro a Tripoli.  I migranti hanno riferito di esser partiti da Janzour, località a 15 km dalla capitale, alle 5.00 di mattina di lunedì 30 marzo. La barca si è rovesciata tre ore dopo. Sono riusciti a salvarsi solo perché erano posizionati a poppa, l’unica parte della barca che è rimasta a galla. La Guardia Costiera li ha tratti in salvo alle 16.00. Tra le 257 persone a bordo vi erano anche 70 donne e due bambini, che avrebbero tutti perso la vita, fatta eccezione per una donna attualmente ricoverata in ospedale. I migranti hanno aggiunto che l’incidente ha anche provocato la morte del trafficante che aveva organizzato la traversata, un uomo di nazionalità egiziana. Bombassei ha riferito che quasi tutti al momento lamentano problemi renali causati dall’ingestione di acqua marina.  Un medico dell’OIM è stato inviato sul posto per curarli e somministrare i medicinali appropriati. Il bilancio della tragedia è al momento di 20 sopravvissuti e di 230 dispersi. La seconda imbarcazione con 357 persone a bordo è stata invece stata riportata a Tripoli.

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