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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Nasce WiFi.Italia.It: l’app per navigare gratuitamente sulle reti wi-fi italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

Man Running in Digital Vortex --- Image by © Michael Agliolo/CorbisA distanza di un anno dal protocollo firmato dal Mise insieme a Mibact e Agenzia per l’Italia Digitale si intensifica il processo che consente di federare le reti pubbliche e private per avere un unico e semplice sistema di accesso alla rete wifi; far crescere la rete nei luoghi del turismo e della cultura; sfruttare le reti esistenti per arricchire di dati l’ecosistema del turismo. Il progetto è aperto a soggetti privati e enti pubblici dotati di una propria rete.Al momento sono stati sottoscritti protocolli d’intesa tra Mise e le Regioni Emilia Romagna, Toscana e la provincia di Trento, mentre nelle scorse settimane sono partiti progetti pilota a Roma, Milano, Firenze, Prato e Bari. Il progetto, presentato oggi a Roma presso lo Spazio Europa della Commissione Europea, ha dato il via ad un percorso di collaborazione tra l’Italia e la Commissione europea che nelle prossime settimane dovrebbe portare alla firma di un protocollo d’intesa. WiFI°Italia°it rientra infatti nel progetto comunitario WiFi4EU volto a creare un mercato unico digitale offrendo wi-fi gratuito per gli europei. Obiettivo di WiFi4EU è quello di offrire accesso a Internet di alta qualità a residenti e visitatori in tutta l’Europa nei principali centri della vita comunitaria. L’applicazione WiFi°Italia°It è disponibile per smartphone iOS e Android (il nome ufficiale da cercare negli store online è: wifi.italia.it) Per maggiori informazioni: wifi.italia.it(link is external) (foto: wifi)

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Il sistema bancario internazionale naviga pericolosamente a vista

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2017

World_BankDi fronte alle crisi bancarie che investono di volta in volta differenti Paesi della zona euro, la cosa peggiore, e suicida, che l’Unione europea possa fare sarebbe di trattarle come mere questioni nazionali. Oggi sembra toccare all’Italia, domani chissà.
Ne è prova il fatto che le autorità preposte, a cominciare dalla Banca centrale europea, dalle banche centrali nazionali e dalla Commissione europea, navigano a vista, senza una chiara politica. Non si tratta, infatti, di tamponare gli effetti finanziari ed economici della grande crisi globale, ma di approntare misure che neutralizzino in modo definitivo la finanza della speculazione senza regole e che rimettano in moto lo sviluppo produttivo.
Gli attuali grandi problemi del sistema bancario italiano hanno due nomi: crediti inesigibili per oltre 200 miliardi di euro e gravissime responsabilità degli amministratori delle banche e degli organi di controllo della Banca d’Italia.
Il primo problema, ovviamente, è in gran parte dovuto agli effetti della crisi globale, che ha portato ad una drastica diminuzione nelle produzioni, nei commerci e nei consumi. Ciò ha messo molti imprenditori in ginocchio, rendendoli impossibilitati a mantenere la regolarità dei pagamenti e dei rimborsi per i prestiti precedentemente chiesti ed ottenuti.
Per il secondo problema si dovrebbe invece mettere sotto i riflettori le banche e soprattutto la Centrale Rischi della Banca di’Italia. Come è noto, le banche e le società finanziarie devono comunicare mensilmente alla Banca d’Italia il totale dei crediti verso i propri clienti, sia i crediti superiori a 30.000 euro che i crediti in sofferenza di qualunque importo. Il compito primario della Centrale Rischi è quello di valutare i crediti concessi per rafforzare la stabilità del sistema bancario. Si sottolinea inoltre che dal 2010 essa scambia queste informazioni con le altre banche centrali europee e con la Bce.
Come è possibile, dunque, che, sia a livello nazionale che a livello europeo, siano stati permessi e tollerati prestiti e altre operazioni finanziarie che, stranamente solo oggi, scopriamo essere ad altissimo rischio?
Comunque nel sistema europeo vi sono molte altre anomalie che meritano attenzione ed interventi correttivi. L’Autorità bancaria europea, per esempio, oggi giustamente analizza criticamente i crediti concessi dalle banche ma, nel contempo, permette un leverage altissimo per le banche. Permette cioè che siano sufficienti tre (3) euro di capitale per creare finanza per 100. Permette anche che certe attività finanziarie, come i cosiddetti asset di terza categoria, che sono in gran parte derivati asset backed security, trattati e tenuti fuori mercato e quindi con un valore altamente incerto, vengano contabilizzati dalle banche secondo criteri interni molto convenienti alle stesse.
Dopo il 2008 dovrebbe essere ovvio tener conto del fatto che l’intero sistema bancario internazionale è profondamente interconnesso e perciò pericolosamente esposto al contagio e a crisi sistemiche. Eppure Bruxelles, Francoforte, e spesso anche Berlino e Parigi, preferiscono, sbagliando, l’approccio nazionale a quello europeo. In questo modo si rischia di giocare al massacro.
Ce lo ricorda anche l’Office of Financial Research (OFR), l’agenzia del ministero del Tesoro americano, creata nel 2010 dalla legge di riforma finanziaria, la Dodd-Frank, con il compito di studiare i lati oscuri del sistema finanziario allo scopo di ridurne i rischi.
Nell’ultimo rapporto dello scorso dicembre l’OFR ammonisce che le banche americane di importanza sistemica si sono esposte per oltre 2 trilioni di dollari nei confronti dell’Europa, di cui circa la metà in derivati otc tenuti fuori bilancio.
Quando Wall Street e le banche americane vendono derivati lo fanno per proteggersi da eventuali fallimenti; quando invece li acquistano esse offrono una copertura a eventuali crisi di altre banche. In questo caso di quelle europee.
Consapevoli delle difficoltà bancarie in Europa, gli Usa hanno lanciato questo allarme. L’OFR ne ne lancia anche un altro tutto interno al sistema di Wall Street. Avvisa che già alla fine del 2015 anche le assicurazioni americane sulla vita hanno abbondantemente superato i 2 trilioni di dollari in derivati finanziari. Il 60% di tale “montagna” sarebbe stato sottoscritto soltanto dalle 9 maggiori banche americane ed europee, quelle too big to fail: Goldman Sachs, Deutsche Bank, Bank of America, Citigroup, Credit Suisse, Morgan Stanley, Barclays, JPMorgan Chase e Wells Fargo. L’allarme non è da sottovalutare, si ricordi che soltanto l’AIG, il gigante delle assicurazioni, a suo tempo dovette essere salvato con 182 miliardi di soldi pubblici!Anche in questo caso si evince la urgenza di rispondere alla globalizzazione dei mercati finanziari e del sistema bancario con regole globali e condivise. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Canone Rai: Navigare a vista… tutti!

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

Rai: sede di romaSembra proprio l’imposta/canone sul possesso di un apparecchio tv, imposta per pagare il servizio pubblico radiotelevisivo, sara’ riscossa attraverso la bolletta elettrica. Cosi’ dice la “manovra” del Governo, senza, per il momento, fissare i particolari. Sui quali siamo molto curiosi per capire fino a dove si puo’ spingere la creativita’ e la fantasia dell’arroganza del potere: l’impresa -per noi comuni mortali e contribuenti- sembra ardua: cercare di far digerire un mattone a tutti i contribuenti interessati e -visto l’andazzo attuale che non esclude quello futuro- anche a quelli non interessati che vengono abbindolati pur di far versare loro un po’ di soldi all’Erario televisivo.
Navigare a vista. E’ quello che probabilmente ha cominciato a fare uno dei maggiori quotidiani italiani (Corriere della Sera) quando, presentando in modo schematico quest’aspetto della “manovra”, ha vergato: “… La tassa non sara’ piu’ legata al possesso di un televisore e lo strumento della bolletta elettrica dovrebbe permettere di snidare proprio la maggior parte degli evasori. Oltre a problemi tecnici, le compagnie elettriche sono contrarie”. Domanda irriverente (?): visto che scrivete che la tassa non sarà più legata al possesso di un apparecchio tv… tutti gli utenti della luce dovranno pagarla? No, forse non volevate dire questo, percà dopo dite che il pagamento in bolletta servirà a scovare gli evasori… e quindi? Un po’ di confusione, crediamo: Navigare a vista, per l’appunto.
Non solo, ma mentre il solito quotidiano scrive che “le compagnie elettriche sono contrarie”, non possiamo non leggere che invece l’Enel (compagnia tutt’altro che secondaria nel settore, e non solo) si’ e seduta al tavolo del Governo “confermando il loro atteggiamento collaborativo sulla questione”.
La stessa fonte autorevole ci fa inoltre sapere che se non si paghera’ l’imposta/canone in bolletta, la luce non verra’ tagliata perche’ la corrente elettrica e’ un bene primario. Chissa’ cosa ne pensano tutti gli utenti che, alla faccia del servizio primario, si vedono tagliare il servizio quando non pagano una bolletta che contestano per un qualche motivo, ma non perche’ non vogliono pagare, ma vorrebbero solo capire perche’ e’ arrivato un bollettone o perche’ si sono ritrovati con un nuovo gestore senza avero chiesto e pagare solo il giusto. Ma quale bene primario… non lo e’ neanche l’acqua e l’aria, figuriamoci la luce. Navigare a vista, per l’appunto.
Allora. Al tavolo del Governo c’e’ l’Enel (che agisce sul mercato elettrico in abuso di posizione dominante contro i suoi concorrenti che acquistano dallo stesso gruppo Enel il prodotto/luce che poi vendono) e non le centinaia di altre aziende del cosiddetto mercato liberalizzato. Posizione dominante di Enel anche per le decisioni in merito? Sembra di si’. Alla faccia della liberalizzazione!
Ma chi gliel’ha fatta fare al Governo di concepire una cosa del genere? Forse siamo ingenui noi nel credere che i Governi debbano semplificare la vita dei cittadini e dei contribuenti. Non solo, ma siamo ingenui nel credere che il problema principale dell’imposta/canone della Rai non debba essere la sua riscossione, ma studiare e attuare quello che gli italiani avevano gia’ chiesto alcune decine di anni fa con un referendum: privatizzare il servizio pubblico radiotelevisivo e -aggiungiamo noi- affidarlo con un pubblico appalto al miglior offerente.
Siamo ingenui ma non fessi. Perche’ della decisione dell’imposta/canone in bolletta, non navigando a vista, percepiamo solo un aumento della conflittualita’ Erario/contribuente, su una questione gia’ ora altamente conflittuale:
– nel merito: lo Stato che paga parcelle altissime a showman e showgirl che non si capisce cosa c’entrino col servizio pubblico, a meno che qualcuno sia convinto che la cultura debba essere di Stato, invece di un servizio pubblico di sola informazione;
– nel metodo: dicono che piu’ di uno su quattro non paghi questa imposta… ma come fanno a dirlo? Perche’ partono dal presupposto che tutti abbiano in casa un apparecchio tv e quindi: su tutti gli iscritti all’anagrafe il 73% paga l’imposta, quindi il 27% e’ evasore…. peccato che siamo nel 2015 e, oltre ai nemici del “rettangolo nero” di per se’ (non tanti ma sempre in crescita), ci sono i milioni di persone che si informano tramite Internet, dispositivo per il quale l’imposta non si paga (per ora… ci avevano provato qualche anno fa, ma hanno fatto brutalmente marcia indietro). Quindi. Chi naviga a vista? Tutti, noi inclusi. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Dieci regole per “navigare sicuri”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Da oggi è disponibile gratuitamente presso i negozi Telecom Italia distribuiti sull’intero territorio nazionale e online sul sito http://www.navigaresicuri.org, “Gli stratopici segreti… della rete!”, il nuovo libro con cui Telecom Italia e il topo più amato dai bambini, Geronimo Stilton, svelano ai più piccoli le dieci regole d’oro per navigare senza rischi nel grande mare di Internet. Il libro “Gli stratopici segreti… della rete”, realizzato da PIEMME Junior, rientra tra le iniziative di Navigare Sicuri, il progetto lanciato lo scorso ottobre da Telecom Italia – in collaborazione con Save the Children e Fondazione Movimento Bambino e con la partecipazione di Atlantyca Entertainment, rights holder del brand Geronimo Stilton – per sensibilizzare bambini, adolescenti e genitori a un uso attento e consapevole del web. Sul sito http://www.navigaresicuri.org sono inoltre disponibili un semplice decalogo illustrato con i fumetti di Geronimo Stilton e un dizionario per i più piccoli, oltre a un servizio interattivo attraverso cui i genitori possono ricevere gratuitamente assistenza qualificata da parte di psicologi e personale specializzato.

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Cesare Picco piano solo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Mirano 19 marzo ore 21.15 – Teatro Comunale  “Pianopiano Tour” è il nuovo tour teatrale di Cesare Picco che con questo spettacolo, incentrato sull’omonimo album uscito in Italia a novembre, vuole creare un percorso emozionante e profondo. Un personalissimo tocco, un grandissimo senso melodico e una profonda spiritualità sono gli elementi poetici che hanno imposto questo artista in campo internazionale. Non etichettabile in un genere definito, Cesare Picco usa l’improvvisazione per navigare liberamente attraverso i generi e fonda la sua poetica musicale su un incessante desiderio di sperimentare: un gospel, un corale di Bach, una canzone, possono essere gli spunti per abbattere frontiere di stile e dare la possibilità al pubblico di cogliere il senso di una musica totale. Un’occasione per viaggiare tra immagini e ambientazioni sonore che arricchiscono lo spettacolo donando rare suggestioni visive e uditive, come unico e irripetibile è l’atto della creazione musicale improvvisata. Cesare Picco è “reduce” dal successo di un “concerto al buio” al Teatro Smeraldo di Milano, un live di piano solo nel buio più totale sia per il musicista che per il pubblico.
Cesare Picco (Vercelli, 31 luglio 1969), compositore e pianista, inizia a studiare pianoforte all’età di quattro anni. Nel corso del tempo si stacca dal linguaggio musicale della musica classica tradizionale e inizia a spaziare tra diversi generi musicali, creando un personale linguaggio non semplicemente ascrivibile al jazz, alla musica classica o a quella contemporanea. Si esibisce in pubblico presentando musiche originali da lui composte per la prima volta nel 1986. (picco)

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Linea Blu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

Panarea – Sicilia 18 luglio – 14.05 su rai uno settima puntata di Linea blu. con la conduttrice Donatella Bianchi sarà ambientata a Panarea. Giungeremo in una delle oasi che maggiormente affascina i turisti provenienti da tutto il mondo: scopriremo perché la più piccola delle isole Eolie è considerata un vero e proprio paradiso. Partiremo da Milazzo, il porto principale per navigare poi alla volta dell’arcipelago. Ci addentreremo nel suo colorito mercato ittico, per assaporare l’atmosfera di folklore ed allegria che si respira tra i vari banchi; potremo così apprezzare le principali specie di pesce che ogni giorno finiscono nelle tavole delle case siciliane. Salperemo poi alla volta di Panarea: l’isola è considerata un “arcipelago nell’arcipelago”; molti sono infatti gli isolotti che gravitano attorno ad essa: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, Bottaro, Lisca Nera, gli scogli dei Panarelli e delle Formiche. Esploreremo ogni singolo angolo dell’isola per scoprire una natura incontaminata. Case bianche con murature a secco, terrazzamenti intervallati da vegetazione tipica della macchia mediterranea: questo rende unica l’antica Panaraion. L’angolo “Mare mare mare” vedrà Fabrizio Gatta alla scoperta degli angoli insoliti che rendono i borghi marinari italiani unici nel loro genere. Infine il Professor Calabrese ci svelerà il perché la cucina di mare è alla base di una sana e corretta alimentazione.

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Maratona nautica per raccogliere fondi a sostegno Telethon

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

maratona1La raccolta fondi avviene attraverso la vendita al pubblico dei biglietti per salire a bordo (le visite sono possibili tutti i giorni dalle 10 alle 16, al prezzo di 5 €). E’ prevista la partecipazione attiva di molte aziende e l’organizzazione di eventi speciali che avranno come location esclusiva Signora del Vento.  “Si realizza con entusiasmo il progetto di navigare tutti i mari d’Italia portando la bandiera della solidarietà. Ci fermeremo nei porti delle città italiane per divulgare il messaggio di speranza di Telethon per chi soffre di una malattia genetica”, commenta Andrea Coscia Capitano del veliero.  Signora del Vento, unica nave scuola privata italiana, 85 m di lunghezza e tre alberi, si è posta come obiettivo dell’iniziativa a sostegno di Telethon la sensibilizzazione di circa 50’000 persone e il coinvolgimento di almeno 5000 ospiti durante eventi e altre attività in porto. (foto maratona)

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