Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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È sempre necessario l’antibiotico?

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Dall’otite alla faringite, dalla febbre reumatica alle infezioni urinarie fino alla meningite. È sempre necessario l’antibiotico? A fare chiarezza è il Manifesto “Profilassi antibiotica sì, profilassi antibiotica no” lanciato in occasione del Congresso della Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica (SIMEUP) Sezione Umbria, concluso recentemente a Perugia. Obiettivo dell’iniziativa è quello di combattere l’abuso di antibiotici e il conseguente fenomeno dell’antibiotico-resistenza.
Oggi in Italia gli antibiotici sono i farmaci più utilizzati in età pediatrica, soprattutto per il trattamento delle infezioni respiratorie: vengono somministrati nel 42% dei bambini di età inferiore ad 1 anno, nel 66% di quelli di 1 anno, nel 65% tra i 2 e i 5 anni, nel 41% tra i 6 e gli 11 anni e nel 33% degli adolescenti tra i 12 e i 13 anni. Numeri che fanno dell’Italia uno dei Paesi europei con maggior uso di antibiotici e, dunque, con livelli più elevati di antibiotico-resistenza. Ad alimentare tale fenomeno è proprio l’uso inappropriato di questi farmaci in ambito umano. Basti pensare che il 50% dei casi in cui sono prescritti non sono necessari, come accade in casi di influenza. “Ogni medico, nella prescrizione di un antibiotico, dovrebbe seguire un iter ben preciso – ha dichiarato la Prof.ssa Susanna Esposito, Coordinatore Congresso SIMEUP Sezione Umbria e Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia -. Abbiamo voluto lanciare questo Manifesto per contrastare un problema, quello dell’abuso di antibiotici, di enorme rilevanza per la salute pubblica. Definire se si tratta di una condizione clinica di origine batterica, capirne se possibile la natura, scegliere l’antibiotico che abbia maggiore possibilità di successo sulla base della microbiologia o delle linee guida esistenti, ma anche considerarne gli effetti collaterali e indesiderati, valutare la compliance dalla parte del bambino/famiglia e scegliere la formula che più si adatta alla situazione sono tutti passi fondamentali per limitare l’utilizzo inappropriato di antibiotici e, dunque, il fenomeno dell’antibiotico-resistenza”.

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Le megalopoli hanno un loro fascino o sono solo una necessità?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Se mettiamo da parte l’eventualità che le grandi città debbano crescere ulteriormente per l’aumento globale della popolazione, dato che lo prefiguriamo come il peggiore dei mali, ci rimane la necessità di dover risolvere alcuni aspetti contingenti di grande rilevanza. Non dimentichiamo che un quinto dell’umanità brucia l’87% dell’energia oggi disponibile e che in Europa l’80% della popolazione è concentrata nelle aree urbane. Solo questi due dati ci danno la dimensione, resa all’attualità, del complesso fenomeno delle città e degli abitanti della terra. La circostanza ci fa altresì capire il perché diventa sempre più difficile schiudere agli altri il ristretto club delle società avanzate. Per altro già ora, nel suo ambito, vengono esercitate nella popolazione residente selezioni di ordine culturale, politico e sociale di per se gravemente discriminanti e che hanno già provocato, e continueranno a farlo ancor più in futuro, grossi conflitti esistenziali e di ordine pubblico. Questo si spiega con il fatto che non tutta la popolazione che risiede in una città, o quella pendolare proveniente dalle aree attigue, è in grado di alimentarsi con il lavoro disponibile all’interno della cinta urbana. E’ uno stato di cose che fa coesistere pericolosamente grosse sacche di disoccupazione o di sotto occupazione, che provocano instabilità e turbative di ogni genere, e si contrappongono ad un benessere che il consumismo rende più evidente e stridente.Ad essi si somma un “valore aggiunto”, che si vuole far pagare di più alle classi meno abbienti, data la loro minore redditività, e derivante dai supposti vantaggi che essi traggono dalla vita in comune. Questo criterio finisce con il provocare un più elevato costo per l’uso dei mezzi pubblici, per l’acquisto dei prodotti alimentari, per l’approvvigionamento dell’energia domestica e la disponibilità delle abitazioni. La metropoli, quindi, rappresenta, da una parte, una soluzione in tempi brevi e medi irrinunciabile per l’uomo, nonostante le difficoltà d’ambientazione esistenti, ma che entro un arco di tempo, diciamo tra 10/20 anni, non permetterà miglioramenti sostanziali e meno che mai definitivi. Tale prospettiva, nell’immediato, ci fa correre il rischio di vedere “esplodere” i fenomeni di intolleranza prima ancora che si fissino le regole per una nuova stabilità pianificata.La ragione è che ci troviamo, in specie in Europa, in città cresciute troppo in fretta intorno ad un nucleo molto antico con un sistema viario ed un complesso di abitazioni concepite con criteri inadeguati alle esigenze attuali in termini di circolazione, abitativi e per impiegarli in luoghi di lavoro permanenti e con la pretesa di volerli, da subito, funzionali. Sarebbe più opportuno isolare del tutto questi centri storici e spostare la “city”, e con essa le attività commerciali ed imprenditoriali che vi ruotano intorno, in aree esterne e ben al di là degli attuali complessi abitativi che nel frattempo si sono aggiunti a macchia d’olio intorno e talvolta dentro al “vecchio borgo”. E’ un isolamento che risolverà alcuni aspetti logistici e consentirà alla gente di visitare tali luoghi, che si sono fermati nel tempo, come meritano: a piedi o al massimo in bicicletta o in carrozza. Una soluzione che può darci due risposte pratiche legate la prima al trasporto e la seconda all’uso più razionale delle abitazioni e degli uffici nonché agli insediamenti commerciali e dei servizi pubblici e privati. Va poi aggiunta un’altra considerazione se passiamo ad esaminare il tipo di trasporto pubblico da adottare. (Riccardo Alfonso)

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In migliaia fuggono dalle violenze della Repubblica Centrafricana

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime forte preoccupazione per i nuovi flussi di persone costrette a lasciare la Repubblica Centrafricana per cercare rifugio nella parte settentrionale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), dove sono arrivati settemila rifugiati in meno di una settimana.I rifugiati, che sono per la maggior parte donne e bambini, sono concentrati nel remoto villaggio di Kanzawi nella provincia settentrionale dell’Ubele Bas-Uele. Sono fuggiti dalle violenze che affliggono la parte sud-orientale della Repubblica Centrafricana, e si trovano ora in una situazione in cui ricevono scarso supporto a fronte di condizioni di grave necessità
La rapidità con cui si sono succeduti gli ultimi arrivi e la scarsa presenza di operatori umanitari nella zona rendono ancora più urgente la necessità di un ulteriore sostegno in favore dei rifugiati.A rendere ancora più critica la situazione è la limitata capacità dell’UNHCR di dare una risposta all’emergenza, dal momento che l’operazione dell’Agenzia nella Repubblica Democratica del Congo è sottofinanziata, avendo ricevuto solamente 1,6 dollari statunitensi per ogni 10 dollari necessari.I rifugiati riferiscono di essere fuggiti dai combattimenti tra due gruppi anti-Balaka nell’area di Kouango, appena oltre il confine. Si tratta dell’ultimo flusso di una serie di movimenti di rifugiati nel nord della Repubblica Democratica del Congo. In meno di un anno, il numero di rifugiati arrivati nel Paese dalla Repubblica Centrafricana è passato da circa 102mila a oltre 182mila, senza contare gli ultimi arrivi.L’UNHCR esprime particolare preoccupazione per la situazione delle persone anziane, delle donne in stato di gravidanza e di altri soggetti con esigenze specifiche. Nel villaggio di Kanzawi c’è un’unica fonte idrica, e ciò costringe le persone ad attingere l’acqua direttamente dal fiume. La maggior parte dei rifugiati dorme all’aperto, altri all’interno di edifici pubblici.
Un partner dell’UNHCR fornisce assistenza medica ai nuovi arrivati e l’Agenzia sta valutando come rendere possibile un maggiore supporto, da garantire nel caso in cui il gruppo di nuovi arrivati non fosse in grado di tornare presto nelle zone di origine. L’UNHCR ha migliorato le infrastrutture essenziali per la vita delle comunità in alcuni dei villaggi e delle città che stanno ospitando il numero più elevato di rifugiati, per esempio scavando pozzi, supportando scuole e centri sanitari locali e predisponendo alloggi provvisori per alcuni rifugiati della Repubblica Centrafricana estremamente vulnerabili; si è altresì garantito ai rifugiati di ricevere documenti e si è provveduto alla loro registrazione.L’UNHCR esprime apprezzamento per la Repubblica Democratica del Congo che ha mantenuto i propri confini aperti ai rifugiati. L’Agenzia fa appello affinché le comunità che ospitano rifugiati e i rifugiati stessi ricevano un sostegno urgente, per garantire che le necessità primarie tra cui l’accesso ad acqua, alloggio e assistenza sanitaria possano essere soddisfatte nei villaggi vicino al confine. In questo momento molti di questi villaggi ospitano un numero di rifugiati superiore al numero dei residenti locali congolesi.

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Politiche di bilancio

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2012

La sostenibilità dei conti pubblici rappresenta per tutti i paesi dell’area dell’euro un fondamentale denominatore comune. Pervenirvi non ci sembra sufficiente se non partiamo dall’associare questo impegno ad un ordinamento giuridico comune e al rafforzamento delle norme che disciplinano la formazione e l’attuazione delle politiche di bilancio. Abbiamo cercato troppo a lungo la via dell’unione europea ma senza badare alla necessità di contemperare tale aspetto ad una concreta politica che rafforzasse in prospettiva la competitività non di un sistema paese ma di un sistema europeo. Ci siamo avvitati a lungo nelle logiche nazionaliste dove la crescita si accettava alla sola condizione di farla propria e a volte a scapito del vicino. Pensare, invece, ad un mercato di beni e servizi ad ampio respiro europeistico scavalcando, di fatto, l’idea nazione, esulava dal nostro pensiero guida. L’Europa comunitaria oggi più che mai ha bisogno di identificarsi in un mercato unico e con regole comuni. Il discorso vale non solo in campo finanziario ma anche in quello del mercato del lavoro e le variabili che vi ruotano attorno: salari, mobilità, regole, pensioni. D’altra parte che senso ha avere una moneta unica e poi ritrovarsi con costi dei beni primari fortemente differenziati e taroccati da salari che si assottigliano per politiche fiscali sbagliate. Noi, prima di pensare al singolare, dovremmo renderci conto che in un mercato globale non vale il successo di uno ma solo se è cooperativo. Noi possiamo vantare grandi potenzialità ed enormi risorse energetiche se pensiamo all’Europa dagli urali ai Pirenei ed oltre e ci affacciassimo con meno prosopopea e più pragmatismo ai mercati dell’Africa occidentale e del vicino oriente. Per pervenirvi speriamo che possa essere sufficiente un solo passaggio generazionale perché il tempo che ci resta si restringe sempre di più. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sindacati: sindrome al lupo, al lupo

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2012

 

Milano: Manifestazione Centri Sociali

Image by rogimmi via Flickr

Editoriale Fidest. Tutti noi conosciamo il detto che il mettere in avanti le mani per segnalare un pericolo che poi non si verifica nell’immediato è un po’ come tentare di esorcizzarlo e se un domani si verificasse farlo cadere nella banalità. Questo mi appare nell’allarme lanciato dai sindacati sul disagio sociale e il rischio che possa trasformarsi in una rivolta popolare. Incominciamo con il dire che la cura da “cavallo” di Monti ha un grosso difetto di là delle ragioni, che potremmo anche condividere, sulla necessità di mettere ordine ai conti dello Stato. Una “sistemata” che doveva essere fatta per lo meno 20 anni fa e che è stata rinviata in quanto la politica non se la sentiva di contrastare i “poteri forti” e il loro perentorio ordine di lasciare le cose come stavano nella logica di chi “lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quel che trova”. Quest’ordine è rimasto immutato se stiamo a considerare i provvedimenti che sino ad ora sono stati adottati. Tutti incentrati sul prelievo fiscale alla fonte, ovvero intesi a colpire nella quasi totalità i ceti medio-bassi, ovvero la stragrande maggioranza della popolazione italiana, quella che si dice viva con il 20% delle risorse del paese contro il 15% di coloro che possono beneficiarne all’80%. Ora siamo alla fase dei “contentini” per addolcire la pillola degli “gnoccoloni” di turno, alias italiani creduloni. Si incomincia con i sindacati e alla fine costoro, c’è da giurarlo, si accontenteranno di un piatto di lenticchie, dai resti del Capodanno, e probabilmente un po’ rancide, pur di sentirsi da una parte salvatori della patria e, dall’altra, beati del “fiero pasto”.
Eppure i “veri” rimedi e non quelli “supposti tali” sono alla portata di mano e non lo diciamo noi ma tutti coloro che hanno buon senso e cultura della conoscenza. Persino noi con i nostri Centri studi” siamo riusciti a presentare una riforma strutturale per la previdenza, il lavoro, l’assistenza, la giustizia e la scuola, non solo con costi accettabili ma in grado di produrre economie una volta andati a regime. Ma il governo Monti o quello che lo ha preceduto e, probabilmente, gli altri che li seguiranno, si guarderanno bene dal prendere in considerazione tali soluzioni perché è fondamentale per loro restare sulla vecchia strada e poco importa se a pagarne il prezzo maggiore sono i soliti. Tanto, si sa, possono essere infinocchiati a dovere. E qui entrano in gioco tutti coloro che sono maggioranza del paese ma non la sanno esercitare nei modi e nei luoghi dovuti e sono condannati ad essere e restare “servus servorum Dei” per buona pace di tutti. Viva l’Italia degli gnoccoloni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Malnutrizione infantile

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2011

St. Pio of Pietrelcina

Image by Jim, the Photographer via Flickr

Al via una nuova iniziativa internazionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in aiuto della popolazione del Benin grazie all’intesa siglata con l’Ospedale San Padre Pio di N’Dali, area rurale a nord dello stato africano, a 500 km dalla capitale Cotonou, dove vivono bambini e famiglie bisognose di cure e di assistenza sanitaria soprattutto sul fronte della malnutrizione acuta.L’accordo – che si inserisce nell’ambito dell’intensa attività internazionale del Bambino Gesù a favore dei bambini di ogni continente – prevede la formazione di personale medico per fronteggiare un fenomeno dilagante tra le fasce più povere e a rischio della popolazione: i bambini e le donne. La malnutrizione è stata riscontrata soprattutto nell’etnia Peulh, tribù di seminomadi provenienti dagli altipiani dell’Est Africa. L’Ospedale di N’Dali in Benin – meta in questi giorni della visita del Santo Padre Benedetto XVI – gestito dalla Congregazione Beninese delle Figlie di San Padre Pio e dai frati cappuccini, grazie alla collaborazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sarà in grado di garantire assistenza e cure a una popolazione di oltre 500.000 abitanti e potrà diventare un punto di riferimento prezioso in un Paese segnato da una profonda necessità di strutture sanitarie.

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Assicurazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

L’Assemblea annuale dell’Ania ha messo in evidenza tutte le lacune e le necessità del Paese, nonché il clima di incertezza generale. Cosa che Adiconsum, unitamente alla Cisl, sta denunciando da anni, visto il forte impatto negativo che tutto ciò ha sulle famiglie.
• Welfare e Previdenza Per Adiconsum – prosegue Giordano – il problema della copertura della previdenza pubblica e della non autosufficienza deve essere superato attraverso lo sviluppo di quella privata e complementare a condizione di comportamenti corretti, informazione completa, coinvolgimento dei cittadini e costi sostenibili. Il nuovo sistema di welfare non può essere un aggiustamento del passato, ma deve tenere conto della mutualità, della sussidiarietà e del necessario rapporto di sostenibilità. Rapporto che si può sviluppare attraverso un profondo e corretto rapporto con le parti sociali di cui Adiconsum è parte fondamentale.
• Assicurazione sanitaria Secondo Adiconsum, è necessario il suo sviluppo, anche riprendendo le specifiche esperienze positive degli accordi bilaterali imprese-sindacati che hanno sviluppato in molti comparti una tutela maggiore e migliore di quella pubblica.
• RC auto Adiconsum chiede di essere convocata al Tavolo per la revisione del bonus-malus proposta dal presidente Giannini dell’Isvap.
• Danni catastrofali I recenti fenomeni alluvionali e l’incompiuta ricostruzione de L’Aquila spostano con urgenza l’attenzione al problema dei danni catastrofali. L’attuale sistema di intervento a pioggia – dichiara Giordano – si è dimostrato inefficace ed ingiusto. È necessaria una nuova coscienza civica che consenta la sussidiarietà e complementarietà delle coperture assicurative private con quelle pubbliche. Interventi da tempo sollecitati da Adiconsum ed attualmente oggetto di un approfondito studio da parte di EBIC, l’Ente bilaterale costituito tra Adiconsum-Intermediari assicurativi.

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Alla ricerca della destra perduta

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

Ora che la “destra” non è più una parolaccia abbiamo il dovere di tentare una sintesi. È ucronìa continuare ad interrogarci su quello che sarebbe potuto essere se le cose fosse andate diversamente. Non possiamo ignorare che sulla parola destra pesa un secolo di storia, miti, condanne, esorcismi che l’ha resa spesso contraddittoria ed ambigua. In questi anni ha vacillato tra la voglia di incarnare un’idea nuova e la necessità di restare saldamente ancorata agli assiomi del passato. Il bilancio è stato oggettivamente poco edificante: sono state abbracciate campagne tradizionalmente di sinistra, che non hanno agevolato la ricerca di una ‘retta via’. Bisogna iniziare a prendere coscienza di tutte le disfunzioni del sistema Italia ed elaborare un modello concreto per fronteggiarle. E se qualche volta appariremo scorretti non importa, l’essenziale è perseverare con determinazione. Oggi ci troviamo in una terza fase, dell’etica relativista, soggettivistica, dominata dalla cultura del disimpegno, sostanzialmente priva di valori e vittima di un laicismo che non offre riferimenti, né si prende la briga di cercarli. Il trionfo dell’assoluta libertà di far ciò che si vuole ha condotto alla dissoluzione della moralità, della responsabilità e del buon senso.“Bisogna essere conservatori e rivoluzionari allo stesso tempo – diceva Benedetto Croce – conservatori quando è necessario non gettare via ciò che il passato ha prodotto di buono; rivoluzionari quando l’azione richiede uno svecchiamento delle istituzioni e nuove vie per il futuro”. Quanto si legge in un editoriale sul sito dell’associazione AreaNazionale (www.areanazionale.it)

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XV Giornata Missionaria

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Guidonia Montecelio (Rm) 16/17 Ottobre 2010 Villaggio Azzurro. Domenica 17 ottobre, alle ore 11, sarà celebrata la S. Messa, officiata da Don Aniello Manganiello, Parroco della Chiesa “S. Maria della Provvidenza” di Scampia (Napoli) ed è prevista la partecipazione straordinaria della “Fiaccola di Lolek”.
l’Associazione Amici del Benin ha deciso di allestire una grande impresa volta a reperire fondi e materiali per spedire un intero container di generi di prima necessità.  Occorrono circa seimila euro per consentirne la traversata in nave, al fine di poter consegnare ai bambini indumenti, scarpe, medicine, cibi a lunga scadenza, materiale scolastico o sportivo, e giocattoli. Un primo punto di raccolta dei fondi e del materiale sarà allestito nelle giornate di sabato e domenica 16 e 17 ottobre, presso il Villaggio Azzurro dell’Aeroporto di Guidonia, in occasione della XV edizione della Giornata Missionaria.   Ampi spazi dedicati allo sport (maratona, hockey su prato, tiro con l’arco, basket, calcetto, pallavolo, karate); una esibizione cinofila; spettacoli musicali con la partecipazione degli “Effervescenti Naturali”; esibizioni di ballo e danza classica con la partecipazione della palestra “Studio 80 al varietà” di Villa Adriana; lo spettacolo di magia del Mago GBT; ed ancora sfilate di moda; di auto e moto d’epoca; dimostrazione di Primo Soccorso da parte della Croce Rossa Italiana; e lo spettacolo pirotecnico; il tutto contornato da stand gastronomici aperti anche a pranzo. Il ricavato sarà interamente devoluto a favore della costruzione dell’orfanotrofio di Bagou, ed all’allestimento del container. http://www.amicidelbenin.it.(padre giulio)

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Lettera al direttore tra il privato e il pubblico

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Egregio direttore. Scrivo la lettera che riporto qui in fondo, alla redazione de Il Giornale, la quale ovviamente non pubblica. Però, come si può accertare, la mail mi torna indietro con la risposta privata di Ariel Feltri. Risposta che non trascrivo, poiché privata appunto. Però trascrivo qui di seguito la mia replica, che ovviamente non solo non è stata pubblicata, ma non ha avuto cenno di riscontro.
Veronica Tussi
Perché, gentilissimo Ariel Feltri,  risponde personalmente, e non pubblicamente? Teme forse il giudizio dei lettori? Mi darebbe il permesso di divulgare la sua risposta privata?  Vede, gentile signore, io non ho detto che le notizie fornite da Il Giornale non interessino i lettori, me compresa; affermo semplicemente che il fine vero (può negarlo?) non è quello di informare il lettori, ma quello preciso di colpire Gianfranco Fini. Alla stessa maniera, il fine vero de La Repubblica non era quello di informare i lettori sulle vicende di Silvio Berlusconi, bensì di colpire Berlusconi. Se così non fosse, non ci sarebbe motivo di uscire ogni giorno insistentemente con titoli a caratteri cubitali sulle stesse notizie. E’ ovvio che in tal modo si fa anche informazione, ma l’informazione diventa volutamente lo strumento per raggiungere un altro fine. Ora, lei sa bene che il fine, anche se buono (resta da stabilire se è buono), non giustifica il mezzo, se questo è cattivo. Solo l’assoluta necessità (caso della legittima difesa) ci consente di ricorrere ad un mezzo cattivo per raggiungere un fine buono. Chiaro il concetto? Però, io capisco che ci vuole coraggio, ma non crede sarebbe opportuno sottoporre il problema agli intelligenti obiettivi lettori de Il Giornale e magari anche de La Repubblica? Un caro saluto (Veronica Tussi)

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Reggio Calabria: la provocazione mafiosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

“Piena solidarietà e vicinanza giungano al Procuratore Generale Salvatore Di Landro e ai Magistrati reggini in prima linea contro il crimine organizzato. Il Governo ed il Parlamento hanno approvato misure efficaci e durissime per sconfiggere la ‘ndrangheta e le mafie e sono pronti, qualora se ne ravvisasse la necessità, a prendere ulteriori provvedimenti. Certamente non ci faremo intimidire da episodi gravissimi come quello contro il Procuratore Di Landro”. Lo dichiara il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

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La cura della vita nella disabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

(Centro Maderna)   La “relazione di aiuto”, la “relazione che cura”, la “relazione tra curante e curato” è il cuore di questa pubblicazione. Là dove il curato può essere ricondotto al malato o al disabile e dove il curante può essere il medico, l’operatore sanitario, l’educatore, il volontario, l’amico, il parente. Relazioni che rimandano ad una asimmetria, ad una impossibile parità. L’invito è quello di vedere oltre la malattia, la limitatezza, la disabilità, la patologia, per arrivare alla persona – alla donna e l’uomo con un nome ed un cognome – con i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue necessità.  C’è una relazione che cura e che guarisce anche quando, paradossalmente, davanti a noi c’è una persona inguaribile. Quando l’altro cessa di essere una malattia, una patologia, una insufficienza. Ricompare, allora, l’umano. Un umano che ci mette davanti alle nostre difficoltà e paure – che possono assumere la maschera del distacco, fino, a volte, alla supponenza – che ci fa sperimentare più spesso l’impotenza. L’incontro con la debolezza e la sofferenza può diventare anche l’incontro con noi stessi con le nostre fragilità e in-certezze; le nostre incapacità di ascolto. La nostra paura di farci “spazi vuoti” per accogliere l’altro. Un incontro che può condurci alla conoscenza dell’altro. AA.VV., “La cura della vita nella disabilità e nella malattia cronica”, Gruppo Solidarietà, Castelplanio (AN) 2008, p. 112, euro 11.00.

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Industria del farmaco innovativo

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2010

“Assobiotec ha apprezzato la parte della manovra finanziaria promulgata dal Governo, improntata alla difesa del valore dell’innovazione prodotta dalla ricerca farmaceutica. Oggi però viviamo con grande preoccupazione la discussione in corso tra i diversi attori del sistema e il rischio che questa comporti modifiche peggiorative alla manovra correttiva della spesa sanitaria. Pur consapevoli della necessità di operare correttivi a questo capitolo di spesa, auspichiamo che ciò non sfoci in un ritorno a vecchie logiche di taglio trasversale e indiscriminato dei prezzi. Una simile eventualità, infatti, acuirebbe il divario tra il prezzo dei farmaci innovativi italiani e quello degli altri paesi europei, con la conseguenza di far fare un passo indietro al paese.” così Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec – l’Associazione per lo Sviluppo delle Biotecnologie (oltre 100 associati tra aziende e parchi scientifici e tecnologici), che fa parte di Federchimica – a proposito della manovra finanziaria in discussione in questi giorni. “La competitività futura dell’industria innovativa del farmaco dipende dalla capacità delle Istituzioni di rifuggire, oggi, facili soluzioni basate su tagli indiscriminati dei prezzi dei farmaci innovativi, a tutto danno delle imprese di ricerca” prosegue Sidoli. “Crediamo che sommando alle misure già previste una corretta applicazione degli strumenti di governo della spesa sanitaria già esistenti si possano raggiungere i risultati di risparmio attesi senza penalizzare il valore dell’innovazione: mi riferisco, ad esempio, ai registri ed agli accordi negoziali concordati con l’Agenzia italiana del Farmaco che hanno dimostrato, laddove utilizzati, di permettere un importante recupero di risorse”.

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Immunità agli autisti delle auto blu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2010

L’emendamento proposto dal salentino sen. GALLO (PDL) che prevede l’esenzione dalla sottrazione dei punti dalla patente di guida per gli autisti delle cosiddette “auto blu” è stato approvato dalla Commissione Lavori Pubblici del Senato. Un’altra immunità che favorirebbe la “casta” rispetto alla generalità dei cittadini, rischia dunque di essere introdotta anche per il Codice della Strada che sino ad oggi si era dimostrata una legge sostanzialmente egalitaria e che peraltro, – come già qualche opinionista ha voluto osservare – si pone in controsenso rispetto al giro di vite nei confronti degli automobilisti con aumenti generalizzati delle sanzioni finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale ed inoltre, giunge proprio nel momento in cui si discute sulla necessità di ridurre o eliminare l’enorme parco auto nazionale di proprietà dello stato o di enti pubblici.  Per questa ragione Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori,  chiede che la norma approvata sia urgentemente rivista al fine di riportare nell’alveo della parità dei diritti e dell’eguaglianza dei cittadini anche il Codice della Strada e soprattutto la Costituzione che in questo modo verrebbe ulteriormente mortificata dalla “casta”.

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Pesca tonno rosso

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

Sulla campagna di pesca 2010 del tonno rosso l’Unci Pesca e le altre associazioni nazionali del settore, nel corso della riunione di ieri presso il Ministero delle Politiche agricole, si sono espresse in maniera convergente sulla questione formulando una serie di richieste al Ministro Luca Zaia, per il futuro del comparto.  In particolare, è stata chiesta una moratoria per tutto il settore sul sistema a circuizione tonno per il 2010, per l’importo massimo per ciascuna imbarcazione, che consideri anche la necessità di compensazione degli oneri finanziari, e la rapida esecuzione del bando 2009 (l’ultimo del comparto) con la riapertura dei termini dello stesso. L’Unci Pesca e le associazioni del settore auspicano che al bando del ritiro definitivo aderisca il maggior numero di imbarcazioni e che l’Ue per la quota 2011 consenta l’operatività di un numero di imbarcazioni tra 16 e 9 unità rendendo ammissibile una misura specifica finalizzata alla compensazione finanziaria per quelle imbarcazioni che intendono riconsegnare il sistema circuizione del tonno senza il ritiro definitivo. Ed infine, che le Regioni si attivino per assicurare l’utilizzo delle misure socio-economiche previste dal FEP.

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Indagine sulla spesa farmaceutica nel Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Il ministro “ha disposto un’indagine specifica – informa una nota del ministero – per verificare le procedure di gara e le modalità di distribuzione relative ai farmaci effettuate dalla Regione e dalle Asl del Lazio”. “Per risolvere davvero i problemi della sanità, le Regioni devono colpire sprechi e inefficienze ovunque si registrano”, sottolinea Farmindustria in una nota sul Rapporto della Guardia di Finanza in materia di spesa farmaceutica nel Lazio. Con dati, a detta dell’associazione degli industriali del farmaco, che confermano “la necessità di combattere sprechi e inefficienze in tutta la Sanità con una determinazione senza precedenti”. “La spesa farmaceutica, nonostante rappresenti il 16% di quella sanitaria totale, è colpita da anni con tagli continui per coprire disavanzi altrui – ricorda Farmindustria – E’ ora di mettere seriamente sotto osservazione, invece, anche tutte le altre componenti della sanità, soprattutto nelle Regioni come il Lazio che registrano forti squilibri di bilancio. Non è più possibile infatti che voci come i ‘beni e servizi’ aumentino di 157 euro pro-capite dal 2004 al 2008, mentre quella farmaceutica convenzionata diminuisce nello stesso periodo di 19 euro, con una minore spesa di 600 milioni”. “Così come non è più possibile che cinque Regioni (Lazio, Campania, Sicilia, Puglia e Liguria) – fa notare Farmindustria – con il 37% della popolazione nazionale, abbiano accumulato tra il 2003 e il 2008 più dell’80% dei disavanzi nella Sanità pubblica. Sono dati chiari. Farmindustria da anni chiede più controlli per recuperare risorse che consentano di rispondere sempre meglio alla domanda di salute dei cittadini e al loro diritto di accesso alle cure e all’innovazione”, conclude.

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Il tomotherapy

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2010

Roma – 23 Marzo 2010 – ore 9,30 Presidio ospedaliero San Giovanni “Sala Folchi” Piazza San Giovanni in Laterano, 76 evento inaugurale per la presentazione del tomotherapy.  Nell’attuale fase di ammodernamento strutturale, tecnologico ed organizzativo dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata si è posto l’accento sulla necessità di dotare il Complesso Ospedaliero di una “nuova Radioterapia”, soprattutto nella considerazione che il Presidio ospedaliero Addolorata era stato destinato, in parte, dal Piano Sanitario Aziendale del 1995, a sede del Dipartimento di Oncoematologia, scelta ribadita con l’Atto Aziendale reso efficace dalla Regione Lazio nell’ottobre del 2007.  Tale scelta antesignana dell’Azienda e della Regione Lazio che, peraltro, aveva assegnato il finanziamento per l’acquisto di un Acceleratore Lineare per Tomoterapia, in sostituzione dell’Acceleratore Lineare esistente obsoleto, è coerente anche con il Piano Sanitario Regionale 2010/2012 successivamente approvato dal Commissario ad acta e trova ulteriore forza nel Piano Sanitario Nazionale 2010-2012, all’esame della Conferenza Stato Regioni su proposta del Ministro della Salute.  Tra le azioni programmatiche 2010-2012 più rilevanti, il Piano Sanitario Nazionale individua quella di sostituire le attuali apparecchiature con altre di ultima generazione per offrire standard diagnostici e terapeutici “sempre più elevati a tutti i cittadini italiani, riducendo il gap esistente”. Terminati i collaudi entro il prossimo mese di aprile, il “TomoTherapy” entrerà in esercizio (a regime con 30 trattamenti al giorno, H12) essendo stata dal Commissario ad acta concessa la deroga per la nomina del Direttore della U.o.c. di Radioterapia e per la selezione pubblica per l’acquisizione delle risorse umane necessarie per l’attività del reparto. Con l’utilizzo del “TomoTherapy” i pazienti ne trarranno grande beneficio sul piano:dell’accoglienza, dell’umanizzazione anche per gli ambienti ristrutturati e valorizzati con la cromoterapia, organizzativo funzionale, essendo stati accentrati in un’unica sede i profili amministrativi, gestionali e clinici clinico funzionale, per l’integrazione e sinergia fra il sistema TC e il sistema Acceleratore Lineare con l’utilizzazione di un’unica fonte radiante,  dell’efficacia clinica, per l’irradiazione più selettiva del tumore con elevato risparmio dei tessuti sani anche a fronte di dosi più elevate in un numero di frazioni decisamente più ridotto,   della prosecuzione delle cure radio chemioterapiche, per la presenza in loco del Day Hospital Oncologico e della riabilitazione.

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Campania: risorse per bacino del Sarno

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Un impegno a programmare subito le risorse necessarie a completare il disinquinamento del bacino del fiume Sarno e del golfo di Napoli. Lo ha chiesto il deputato del Partito Democratico, Guglielmo Vaccaro, in una lettera inviata oggi al presidente uscente della Regione Campania, Antonio Bassolino.  Con l’iniziativa – maturata anche a seguito di un incontro con il generale Roberto Jucci, Commissario delegato per il superamento dell’emergenza socio-economico-ambientale del bacino idrografico del fiume Sarno – Vaccaro intende richiamare l’attenzione della giunta in scadenza di mandato sulla necessità di porre le condizioni affinché si avviino in tempi rapidi alcune misure indispensabili a portare a termine il dragaggio e la bonifica del fiume Sarno e del suo bacino.   «Il gravissimo inquinamento del Golfo di Napoli – commenta Vaccaro – è un danno per l’immagine dell’intero Paese oltreché un pesante fardello per l’economia campana fortemente legata al turismo. Per completare il processo di disinquinamento del fiume Sarno, che nella coscienza collettiva degli italiani è noto come il corso d’acqua più inquinato d’Europa, occorre un ultimo sforzo finanziario che consentirebbe a Bassolino e alla sua giunta di conquistare la riconoscenza di tutti i campani».  «A Bassolino ho chiesto – conclude il deputato del PD – di portare a termine il suo lungo mandato istituzionale lanciando un segnale forte in direzione della tutela del nostro territorio e stanziando parte dei fondi del POR Campania 2007-2013, destinati al miglioramento della gestione integrata delle risorse idriche, per le opere necessarie al definitivo superamento dell’emergenza Sarno».

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Genitori contro tetto 30% alunni stranieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

“Esprimo la mia solidarietà ai genitori italiani e stranieri che con l’Associazione ‘Progetto Diritti’ questa mattina hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro le circolari del Ministero dell’Istruzione e dell’Ufficio scolastico regionale, datate rispettivamente 8 gennaio e 3 febbraio 2010, che fissano il tetto massimo del 30% di alunni stranieri nelle classi prime delle scuole elementari, medie e superiori”. Lo dichiara la consigliera comunale Maria Gemma Azuni candidata al Consiglio regionale con Sinistra Ecologia Libertà in una nota. “L’accesso all’istruzione per i bambini stranieri e per quelli nati in Italia da genitori stranieri necessita di regole operative certe. In merito a questo aspetto, come consigliere comunale, ho presentato interrogazioni, mozioni e ordini del giorno per sostenere la necessità per tutte le scuole di godere di autonomia gestionale e culturale e per difendere alcuni istituti romani ad alta concentrazione di alunni appartenenti a famiglie migranti. Roma deve restare una città inclusiva per tutti.  Come candidata al Consiglio regionale vorrei aprire una fase con un ruolo più incisivo della Regione nelle politiche scolastiche: nella gestione delle risorse per il diritto allo studio, in merito all’integrazione degli alunni di diversa provenienza etnica, al supporto per lo svantaggio socio-culturale, per una buona scolarizzazione con una necessaria integrazione con i servizi socio-sanitari e culturali del territorio. Vorrei riaprire il dialogo per una effettiva integrazione sociale attraverso il confronto con le scuole, le rappresentanze dei docenti e degli operatori, le famiglie preoccupate per l’istruzione dei propri figli. Sono vicina alle scuole in difficoltà, ai genitori, ai piccoli cittadini. Vorrei rassicurarli dicendo loro che non saranno lasciati soli”.

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Le emergenze ambientali del paese

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

“L’emergenza idrogeologica del territorio e la grande macchia oleosa sul fiume Po devono obbligare ad un’univoca riflessione: la necessità della prevenzione.”  Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) a margine della Preconferenza Organizzativa dei Consorzi di bonifica del Nordest, svoltasi a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso. Intervenendo sull’allarme ambientale, che sta interessando il più grande fiume italiano, aggiunge: “Sarebbe bastato che lo sversamento di petrolio fosse avvenuto fra qualche settimana (a stagione irrigua avviata) e quello che oggi è un gravissimo danno ambientale si sarebbe rivelato anche una iattura economica dalle pesanti conseguenze per il settore primario padano. Il paventato blocco dell’irrigazione, infatti, comporterebbe, se prolungato nei giorni, danni per milioni di euro alle coltivazioni in campo che, lungo l’asta del Po, vanno dai seminativi all’ortofrutta fino all’aglio IGP ed ai prati stabili; senza contare l’enorme tragedia, che rappresenterebbe l’ingresso della massa oleosa nel delta polesano e le ancora incerte conseguenze, che potrebbero avere, per la salubrità idrica, i depositi di sostanze inquinanti rilasciati sul fondo dalla macchia oleosa. Non capisco perché – insiste Gargano – al deposito di Villasanta non siano state applicate quelle norme di prevenzione ambientale che, invece, sono imposte alle aziende agricole.”  Intervenendo sulla situazione idrogeologica a Nordest, Gargano ha ricordato come dal quotidiano lavoro dei Consorzi di bonifica sia scaturita la proposta di Piano Nazionale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, fatto di progetti perlopiù immediatamente cantierabili: nel Veneto si tratta di 346 progetti per un importo complessivo di 703 milioni di euro; in Friuli Venezia Giulia, i progetti sono 6 per una spesa totale di 323 milioni di euro; in Trentino Alto Adige, 1 progetto per un importo di 3 milioni di euro; prevedono perlopiù interventi di manutenzione e adeguamento della rete idraulica di scolo delle acque a difesa dei centri abitati.

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