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Un training per giovani nefrologi provenienti da tutto il mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 16 Mag 2009

nefrologiSi svolge quest’anno a Milano, dal 22 al 26 maggio, il Congresso Mondiale di Nefrologia (WCN, World Congress of Nephrology) che vedrà riuniti oltre 5.000 nefrologi da tutto il mondo. Nell’ambito del Congresso, sono state finanziate 34 borse di studio per giovani nefrologi provenienti dai Paesi Emergenti, selezionati sulla base dei loro curricula e delle principali attività cliniche e scientifiche svolte, che faranno un training in alcuni centri nefrologici leader in Italia.  In questi giorni e fino al 20 maggio, dieci di loro, che provengono da Romania, Honduras, Bangladesh, Sudan, Colombia, Thailandia, Turchia, Uruguay, Egitto e Nepal, divisi in piccoli gruppi, stanno frequentando l’Unità di Nefrologia e Dialisi degli Ospedali Riuniti di Bergamo e i laboratori di ricerca dell’Istituto Mario Negri di Bergamo e Ranica. Per questi giovani medici è un’opportunità per vedere procedure chirurgiche e trattamenti farmacologici che nei loro Paesi non vengono effettuati. Sarà per loro un’occasione per osservare come è organizzato, all’interno di un grande ospedale come i Riuniti, un servizio di nefrologia, dialisi e trapianto, che collabora con un centro di ricerca sperimentale e clinica. Presso il Negri Bergamo, accompagnati dai ricercatori dell’Istituto, i giovani nefrologi frequenteranno i laboratori di microscopia ottica e confocale, di colture cellulari, di biologia molecolare, di ingegneria dei tessuti e di modelli sperimentali animali. (foto nefrologi)

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Farmaci: fare chiarezza per la sicurezza dei pazienti

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2009

In Veneto il 95% degli oncologi e l’80% dei nefrologi, in media quasi il 90% di questi specialisti, utilizza farmaci biotecnologici per i propri pazienti ma il 30% ignora cosa siano i biosimilari,  le copie da poco arrivate anche in Italia simili ma non uguali ai loro originali biologici. Gli oncologi in Veneto utilizzano più biotech della media italiana che si attesta a 91% e assieme ai colleghi nefrologi della regione sembrano anche più aggiornati: in Italia infatti il 40% degli specialisti non sa bene cosa siano i biosimilari, dunque il 10% in più del Veneto. Sono i principali risultati del sondaggio ‘Farmaci biotech e farmaci biosimilari’ della Fondazione degli Oncologi Medici Italiani (AIOM) e della Società Italiana di Nefrologia (SIN) su un migliaio di specialisti di cui circa un centinaio in Veneto. “Tutti gli specialisti dovrebbero essere informati sulle differenze tra biosimilari e ‘generici’ – spiega Marco Venturini, segretario nazionale AIOM e direttore dell’oncologia di Negrar – invece dal nostro sondaggio emerge che il 40% di oncologi e nefrologi pensa che la dimostrazione di bioequivalenza cioè di pari attività sia sufficiente a qualificare un biosimilare, così come accade, ad esempio, per un banale antidolorifico. Non è così. Mentre i biotech sono ottenuti manipolando materiale vivente con tecniche di ingegneria genetica molto sofisticate e variabili, i farmaci di uso più comune derivano da normali reazioni chimiche. E’ necessario ribadire che per i biosimilari servono studi ‘ad hoc’ e soprattutto regole e  sorveglianza: il problema più grave per i pazienti può essere la reazione immunogenica di copie non sufficientemente controllate. Auspico pertanto che, come già fatto da altri Paesi europei, venga quanto prima approvata una normativa che recepisca le evidenze scientifiche”. Dal sondaggio emerge anche che l’80% di oncologi e nefrologi, con una punta dell’87% tra i nefrologi del Veneto, sono d’accordo con i recenti provvedimenti dei Ministeri della salute spagnolo e francese che impediscono al farmacista ospedaliero di sostituire con un analogo biosimilare la prescrizione di un farmaco biotech. Ancora, 6 oncologi su 10 e ben 9 nefrologi su 10 (65% e 83% in Veneto) ritengono concreto il rischio che si crei un mercato di ‘biosimilari’ a basso costo ad esempio attraverso Internet (mercato parallelo di farmaci provenienti dall’Asia etc.), non controllati e quindi potenzialmente pericolosi. Infine quasi il 100% (98% degli oncologi e 95% dei nefrologi) è interessato a ricevere maggiori informazioni (preferibilmente via internet il 60% dei nefrologi, solo il 24% degli oncologi dal web). “Segno incontrovertibile – conclude Venturini – della forte carenza informativa che come AIOM auspichiamo di colmare proprio a partire dal Veneto con questo progetto di incontri regionali sui biosimilari, per portare le informazioni su tutto il territorio nazionale”.

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