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Esami strumentali per lo screemimg della nefropatia e neuropatia diabetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

tumore-reneIl 40 per cento dei pazienti con diabete sviluppa un danno renale (nefropatia). Nel diabete di tipo 2, il 30 per cento dei pazienti presenta albuminuria (proteine nelle urine), il 20 per cento un ridotto filtrato glomerulare (insufficienza renale).
ECOGRAFIA RENALE e COLOR-DOPPLER. Ecografia e color-Doppler possono essere utilizzate in varie fasi della evoluzione del danno renale da diabete in quanto ampiamente disponibili, di facile esecuzione, prive di effetti collaterali e economiche.
BIOPSIA RENALE. Consente di classificare il danno renale nelle persone con diabete in tre categorie associate a diverse prognosi: 1. nefropatia diabetica 2. malattia renale non diabetica 3. una condizione mista tra le prime due. L’utilità della biopsia renale nei soggetti con diabete è ancora oggi oggetto di dibattito. Non vi è consenso sulle indicazioni e su quando effettuarla.
La polineuropatia diabetica è la forma più comune di neuropatia diabetica: 1 persona su 3 ha la polineuropatia sensitivo-motoria. Lo screening di questa complicanza è necessario perché nel 50 per cento dei casi è asintomatica; la presenza di deficit sentivi o motori è predittiva di ulcere, ‘piede’ di Charcot, fratture per cadute.
POLINEUROPATIA DIABETICA SENSITIVO-MOTORIA. Lo screening della polineuropatia sensitivo-motoria è indicato in tutti i soggetti con diabete di tipo 1 dopo 5 anni dalla diagnosi e in quelli con diabete di tipo 2 alla diagnosi. Le successive valutazioni devono avere una cadenza annuale.
Lo screening della polineuropatia sensitivo-motoria prevede la raccolta della storia del paziente, e l’utilizzo di test clinici semplici: la valutazione della sensibilità alla puntura di spillo (piccole fibre) e della sensibilità pressoria al monofilamento 10 g e vibratoria mediante diapason o biotesiometro (grandi fibre).
NEUROPATIA AUTONOMICA CARDIOVASCOLARE. Lo screening è indicato in tutti i soggetti asintomatici con diabete di tipo 1 dopo 5 anni dalla diagnosi e in tutti i soggetti con diabete di tipo 2, indipendentemente dalla diagnosi. Le valutazioni successive alla prima devono avere cadenza annuale. La CAN (soprattutto la presenza di alta frequenza cardiaca a riposo, ridotta variabilità della frequenza, allungamento dell’intervallo QT all’ECG, ipotensione ortostatica), è predittiva di mortalità cardiovascolare e si associa ad aritmie, infarto silente e scompenso cardiaco.
NEUROPATIA AUTONOMICA GASTROINTESTINALE. La neuropatia dell’apparato digerente è frequente nelle persone con diabete e può provocare sintomi quali nausea, gonfiore addominale, perdita dell’appetito, sazietà precoce, senso di ripienezza gastrica, dolore addominale, vomito post-prandiale, bruciore retro-sternale, disfagia, stipsi o diarrea ed incontinenza fecale.In presenza di sintomi suggestivi di gastroparesi diabetica (nausea, vomito, ripienezza gastrica, sazietà precoce, gonfiore addominale) si può ricorrere alla scintigrafia gastrica o al breath test all’acido ottanoico con 13C.
NEUROPATIA URO-GENITALE. La neuropatia genito-urinaria causa disturbi della minzione, disfunzione erettile ed eiaculazione retrograda nell’uomo e disfunzione sessuale nella donna. La disfunzione vescicale aumenta la suscettibilità alle infezioni delle vie urinarie. La disfunzione erettile si associa ad un’aumentata incidenza di malattie cardiovascolari.
In tutti i soggetti con diabete e con altre complicanze neuropatiche vanno ricercati segni e sintomi di disfunzione vescicale (disuria, pollachiuria, nicturia, incontinenza e cistiti ricorrenti). Un questionario validato (LUTS: Lower UrinaryTractSymptoms) può essere utilizzato per lo screening iniziale.La presenza di disfunzione erettile (De) nei soggetti con diabete Tipo 2 va ricercata già alla diagnosi e poi rivalutata una volta l’anno. Nei soggetti con diabete di Tipo 1 la DE va ricercata in presenza di una lunga durata di malattia (>10 anni) o di complicanze croniche, quali neuropatia e vasculopatia.

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Nefropatie croniche pericolose per il piede diabetico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Nei pazienti diabetici, le nefropatie croniche incrementano il rischio di sviluppare ulcere del piede o di essere sottoposti ad amputazioni delle estremità inferiori. Questa associazione è stata sospettata sulla base di quella già accertata fra nefropatie terminali che richiedono dialisi ed amputazioni, ma non era sospettabile la presenza di un’associazione tanto forte anche nei soggetti con nefropatie croniche lievi: è dunque molto importante effettuare un esame dei piedi in questi pazienti. Sarebbe interessante accertare se l’uso di medicinali atti a rallentare la progressione delle nefropatie croniche abbia anche un effetto sulla prevenzione delle ulcere e delle amputazioni nel piede del diabetico, e se i soggetti con nefropatie croniche in cui è necessaria l’amputazione presentino polimorfismi genetici peculiari. (Diabetes Care 2008; 31: 1331-6)

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