Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘negozi’

Coronavirus e orari negozi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Dal 18 maggio a Roma riaprono i negozi al dettaglio, tranne bar e ristoranti (dove ancora si andrà con consegne a domicilio e asporto) e per il settore estetica-parrucchieri. Tre le fasce orarie stabilite dall’ordinanza della sindaca Virginia Raggi, ma la domenica tutti gli esercizi commerciali dovranno chiudere alle ore 15. Vale per i supermercati ma anche per gelaterie e pizzerie al taglio così come per alte attività assimilabili.Il provvedimento è dettato dalla necessità della sanificazione dei locali e dall’evitare assembramenti. Le proteste delle associazioni di categoria sono già fioccate, soprattutto, come dice la Cna, il 25% del fatturato settimanale di questi esercizi si registra proprio la domenica pomeriggio e, vista la situazione economica disastrosa, sarebbe un ulteriore batosta al settore.Noi siamo attenti alle necessità di tutela sanitaria e, in questo momento, la consideriamo ancora prioritaria rispetto a quella economica. E proprio per questo ci sembra che quanto deciso dall’amministrazione della capitale sia un pessimo esempio, su un filone disastroso in atto già in alcune regioni e altre città: il vincolo degli orari di apertura e chiusura. E se lo fa la capitale d’Italia, la questione ci sembra ancora più pericolosa vista l’importanza della stessa.Lasciamo stare l’aspetto della sanificazione degli ambienti, che si può fare.. e si deve visto che è obbligatoria… in qualunque momento l’esercizio commerciale è chiuso senza sacrificare, a mo’ di inventario fiscale, un giorno di abituale esercizio. L’aspetto determinante,in questo momento più che mai, è quello dell’assembramento… che è più facile si manifesti quando gli orari di apertura sono più ridotti. Infatti non a caso, sempre ed in qualunque contesto, si parla sempre di ore di punta… che vengono meno quando ogni consumatore può scegliere liberamente quando recarsi in negozio, senza essere costretto a farlo (magari di corsa) prima della chiusura alle ore xx o nei giorni in cui il negozio non è chiuso. LA CHIUSURA DELLA DOMENICA POMERIGGIO, QUINDI, DÀ IL SUO CONTRIBUTO NON SOLO ALL’ASSEMBRAMENTO NEGLI ALTRI GIORNI, MA SOPRATTUTTO FACENDO SÌ CHE LA DOMENICA MATTINA DIVENGA UN ORARIO DI PUNTA, VISTO CHE MOLTI CONSUMATORI LA DOMENICA HANNO PIÙ TEMPO ANCHE PER FARE SPESE E SARANNO COSTRETTI A FARLO SOLO DI MATTINA.Un’ordinanza, quella del Comune di Roma, che è altamente probabile che darà effetti contrari rispetto a quelli auspicati e, nello specifico, aumentando assembramenti e pericoli per la sicurezza sanitaria di consumatori e negozianti. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Istat: vendite 2019 +0,8%, piccoli negozi -0,7%

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, in media nel 2019 le vendite salgono dello 0,8% sul 2018.”Una Caporetto per i piccoli negozi. Se nel 2019 le vendite complessive salgono, anche se del solito insufficiente zero virgola, i piccoli negozi sono ancora nel tunnel della crisi e registrano per il terzo anno consecutivo un riduzione delle vendite, -0,7% nel 2019″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto che le famiglie siano ancora in difficoltà, fa si che che siano a caccia continua di offerte promozionali, alla ricerca del prezzo più basso, e questo penalizza i piccoli esercizi rispetto alla grande distribuzione e ai discount. Se confrontano le vendite medie del 2019 con quelle del 2016, le imprese operanti su piccole superfici registrano in 3 anni un calo delle vendite totali del 2,6%. Rispetto, poi, ai valori pre-crisi del 2007, il crollo è addirittura del 15,1%. Bene, invece, per la grande distribuzione, le cui vendite salgono del 4,3% sul 2016 e del 7,9% sul 2007″ conclude Dona.

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Festività e apertura straordinaria dei negozi

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie torna alla ribalta la questione relativa all’apertura dei negozi. Si ripropone, specialmente in queste occasioni, la delicata questione di mantenere un complesso equilibrio tra i diritti dei lavoratori e l’esigenza dei cittadini di poter effettuare i propri acquisti anche nei giorni festivi.In tal senso è opportuno distinguere tra i servizi fondamentali, o quelli tradizionalmente aperti anche in piena festività e gli esercizi la cui apertura non è indispensabile.In questo contesto risulta difficilmente giustificabile l’apertura di alcune catene commerciali il 25, il 26 Dicembre ed il 1 Gennaio.È vero che con il commercio online tempi e luoghi dedicati all’acquisto di beni ed alla fruizione di servizi hanno perso la loro connotazione classica, ma è necessario garantire, per i servizi non strettamente indispensabili, una giusta ed equa fruizione delle festività.È indispensabile una regolamentazione che concili le necessitò dei consumatori con i diritti di chi lavora, in un’ottica di collaborazione, rispetto e salvaguardia reciproca. È per questo che siamo contrari alla cancellazione delle festività, al loro superamento in nome delle liberalizzazioni più sfrenate.Tale dibattito rientra in un discorso più ampio e complesso, che necessita l’entrata in campo, a fianco dell’iniziativa del legislatore, di sindacati, associazioni dei consumatori e associazioni degli esercenti per individuare misure e prassi condivise, in grado di diffondere consapevolezza e conciliare diritti e sostenibilità.

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Istat: vendite settembre +0,9% su anno. Piccoli negozi sempre più inguaiati

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a settembre le vendite in valore salgono dello 0,9% rispetto ad un anno prima.”Dati apparentemente positivi, anche se non certo esaltanti, ma piccoli negozi sempre più inguaiati, in piena crisi ed in caduta libera” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se le vendite totali salgono su base annua dello 0,9%, rispetto ad appena due anni prima, ossia al settembre 2017, scendono dell’1,7%, mentre per i piccoli negozi il crollo è addirittura del 4,7%. Insomma altro che ripresa! Se poi confrontiamo i dati con i valori pre-crisi del settembre 2008, allora la situazione è ancora peggiore. Rispetto ad 11 anni fa, le vendite totali sono inferiori del 4,5%, ma mentre la grande distribuzione ha oramai recuperato le perdite, segnando un +6,6%, i piccoli negozi registrano ancora una perdita delle vendite totali del 15,9%” conclude Dona.

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Orari chiusure negozi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

negozioFeste, ponti e negozi. Un incubo per alcuni sindacati che non hanno mai voluto digerire la legge che consente agli esercizi commerciali di stare aperti quando lo vogliono. L’ultima spiaggia e’ lo sciopero proclamato nei giorni canonici, sciopero a cui i lavoratori sembra che non aderiscano, visto che quei negozi che hanno deciso di stare aperti, lo sono. Ricordiamo che se si dovesse dare retta a chi perora la chiusura obbligatoria, nei giorni cosiddetti festivi non ci dovrebbero essere treni, aerei, ristoranti, ospedali, forze dell’ordine, bar, servizi energetici e telefonici… e chi ne ha piu’ ne metta. Ma forse per qualcuno esistono lavoratori di serie A e quelli di serie B… lasciamo perdere, crediamo che il concetto sia chiaro. Oggi vogliamo invece soffermarci su una pubblicita’ che definiamo brutta, demagogica, finta e violentemente ideologica. E’ quella della Unicoop Firenze. Una pagina intera di giornale su sfondo tricolore nazionale con scritto: 25 Aprile 2017, Festa della Liberazione, Chiusi per scelta; e la loro firma. A parte il costo di una pagina intera di giornale che -crediamo- i consumatori avrebbero piu’ gradito se questi soldi fossero serviti a far costare meno i loro prodotti al dettaglio… ma ognuno sceglie cosa fare dei propri soldi, aspettandosi anche le critiche, speriamo. Quello che ci ha colpito e’ lo slogan “chiusi per scelta”. Lo comprendiamo dal loro punto di vista, ma noi abbiamo un’altra visione del concetto di festa, a maggior ragione quando si tratta di ricordare la liberazione del nostro Paese dal giogo nazi-fascista. Per noi festa civica e’ stare insieme alle persone care, e chi di piu’ caro -per una festa del genere- dei compagni, degli amici, delle persone che ci hanno aiutato a diventare una delle piu’ importanti democrazie del mondo, magari ben lontani dalle fanfare e dalle corone mortuarie, con tutti impettiti, delle celebrazioni ufficiali? E dove le incontriamo queste persone se non nei luoghi della nostra vita comunitaria, che si svolge molto nei centri commerciali? O forse -per restare nelle tipologia “comunista di un tempo che fu”- le persone con cui festeggiare si incontrano solo alla casa del popolo, dove tra l’altro i servizi -inclusi ristoranti e bar- sono garantiti da persone che stanno lavorando durante un giorno festivo… e forse quelli che lavorano per la casa del popolo non sono lavoratori come i dipendenti di un centro commerciale? C’e’ qualcosa che non torna. Perche’ non far diventare i centri commerciali buona occasione di incontro anche per il 25 aprile, per ricordarlo, festeggiarlo, farlo conoscere, divertirsi cosi’ come spesso fatto quasi tutti i consumatori che frequentano questi luoghi? No, la scelta di Unicoop e’ un’altra: e’, per l’appunto “chiusi per scelta”, Cioe’ chiusi alla comunicazione, all’informazione, all’incontro secondo i canoni vigenti del cittadino medio consumatore.Comunque, ognuno fa come crede. Anche per farsi male: politicamente ed economicamente, a nostro avviso. Noi non proclamiamo lo sciopero contro Unicoop, come fanno i sindacati loro amici contro i negozi che tengono aperte le serrande. E con calma, senza corsa, con piu’ tempo a disposizione per meglio scegliere e capire le offerte, si va a fare spese altrove. Grazie a chi ha scelto di aprire e farci godere un 25 aprile che e’ anche fatto di piu’ tempo per se’ stessi e per vivere meglio. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Laboratori gratuiti nei negozi Città del sole a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2015

ricicloRoma Giovedì 5 novembre, ore 17.00 Museo di archeologia fantastica Via Buonarroti, Sabato 7 novembre, ore 11.00 Pop museo Via Baldovinetti 80,
Domenica 8 novembre, ore 11.00 Pop museo Via Roma libera 13, Domenica 22 novembre, ore 11.00 Pop museo Via Oderisi da Gubbio130, Venerdì 13 novembre, ore 17.00 Pop museo Viale Somalia 61, MACRO Galleria Borghese Quartiere Coppedè Villa Torlonia, Domenica 15 novembre, ore 11.00
Museo di archeologia fantastica Piazza della Balduina 3, Venerdì 20 novembre, ore 17.00 Museo di archeologia fantastica Via Appia Nuova 401,
Sabato 21 novembre, ore 15.00 Pop museo Via Marcantonio Colonna 5, Domenica 29 novembre, ore 17.00 Museo di archeologia fantastica Via della Scrofa 65. Per ognuno dei 9 negozi di Roma, dove si svolgeranno i laboratori dal 5 al 29 novembre, proponiamo una piccola mappa per scoprire alcune delle ricchezze culturali della zona circostante: dal Museo Nazionale Romano al Mausoleo delle Fosse Ardeatine, dal Museo Macro alla Biblioteca Angelica, dalla Scuola Giacomo Leopardi ad Explora ed altri ancora. Una città viva e ricca di mille opportunità. I laboratori sono a ingresso gratuito e libero fino ad esaurimento posti. Per partecipare è riciclo1necessario prenotarsi nel negozio prescelto. Giocattoli rotti, sassi, conchiglie, mollette, lampadine, oggetti trovati e riciclati, ormai inutili… diventeranno tutti delle nuove “cose”: assemblati e reinventati, si trasformeranno in minuscole opere d’arte che, poste in piccole teche di cartone, comporranno tutte insieme un museo in miniatura, un museo “in scatola”! Ogni “opera” sarà accompagnata e descritta da una didascalia. Due sono i percorsi culturali che proponiamo: uno legato all’antichità, museo di archeologia fantastica, alla maniera dei /musei immaginari /di Munari,e l’altro legato alla contemporaneità, pop museo. Il piccolo museo rimarrà esposto per un breve periodo nei negozi in uno spazio dedicato . Laboratori ideati e realizzati da Laura Fasciolo. In questi laboratori i bambini metteranno alla prova la loro creatività, e dove si affiancheranno dei suggerimenti di esplorazione, dall’antico e al contemporaneo.

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Roma: liberalizzazioni orari negozi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

Stand 33 divini 01

Image by itis eustachio divini via Flickr

Si è apertoieri mattina, presso l’Assessorato alle Attività Produttive di via dei Cerchi, un tavolo di confronto tra amministrazione, associazioni di categoria e rappresentanti dei lavoratori per discutere dell’entrata in vigore della liberalizzazione degli orari dei negozi prevista dal Decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito con Legge 15 luglio 2011, n. 111. “La riunione è servita per conoscere le posizioni di tutte le parti che saranno coinvolte in maniera diretta o indiretta nell’applicazione della norma – spiega l’assessore Davide Bordoni – Insieme alla Regione Lazio istituiremo un tavolo di lavoro per accompagnare il processo delle liberalizzazioni e affrontare le problematiche relative al commercio in vista della revisione della Legge 33 che regola il settore”.

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Puglia: Liberalizzazione orari dei negozi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2012

E’ di questi giorni la notizia che la regione Puglia impugnera’ davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 31 della legge “Salva Italia”, che liberalizza l’orario di apertura degli esercizi commerciali. La vice presidente della Regione, Loredana Capone, e’ convinta che lo Stato abbia legiferato in una materia che e’ non di sua competenza. In ogni caso la convinzione della Capone e’ che un minimo di regole e’ utile per evitare che i grandi centri commerciali fagocitino i piccoli esercizi, soprattutto in quelle realta’ diverse dalle citta’ d’arte. Nemmeno una parola spesa in favore dei consumatori, ossia tutti i cittadini beneficiari di quel provvedimento. La posizione della regione Puglia e’ sbagliata nei fatti e contraddittoria. Errata se si pensa che, tra le altre cose per il gran numero di citta’ d’arte presenti sul territorio pugliese, la disciplina della regolamentazione degli orari produceva gia’ un effetto distorsivo
della concorrenza a vantaggio dei grandi centri commerciali. Non e’ un caso, infatti, che in molte citta’ pugliesi, la grande distribuzione abbia trovato ospitalita’ in queste citta’ il cui status offriva maggiori liberta’ d’apertura. Contraddittoria visto che il presidente Vendola, sul suo profilo facebook, ha dichiarato che e’ un suo obiettivo per il 2012 far diminuire la disoccupazione in Puglia. Singolare che cerchi di ottenere l’eliminazione di un provvedimento che dovrebbe incentivare nuove assunzioni. (Alessandro Gallucci, delegato Aduc-Lecce)

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Lazio: Liberalizzazione orari negozi

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

English: Renata Polverini, italian trade union...

Image via Wikipedia

L’Aduc ha rivolto un appello alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini affinche’ non ricorra alla Corte Costituzionale contro la recente legge che liberalizza gli orari degli esercizi commerciali.
La legge, infatti:
* rende un miglior servizio ai consumatori;
* consente ai commercianti di ampliare il proprio fatturato;
* puo’ aumentare il numero di occupati.
Non e’ vero che l’incremento della grande distribuzione comporta una diminuzione dei negozi tradizionali che, invece, nel periodo 2000-2010, sono aumentati del 6,1%. Tra l’altro questa legge non costringe ad aprire per più ore, ma semplicemente lo consente e, semmai, proprio la mancanza di liberta’ per i più piccoli rappresenta una restrizione ai loro danni. La flessibilita’ degli orari e delle paghe e’ un elemento a favore proprio della piccola distribuzione che potra’ assumere ulteriore personale per rispondere alle esigenze del mercato e accrescere il giro di affari. La possibilita’ di acquistare in orari diversi e prolungati offrira’, inoltre, un ulteriore servizio al consumatore, specialmente nelle citta’ a vocazione turistica. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Roma 17 marzo: Negozi aperti

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

Roma Negozi aperti fino a tarda notte in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Con la firma di un’ordinanza specifica l’assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale Davide Bordoni ha concesso il differimento dell’orario di chiusura degli esercizi di vendita al dettaglio, nonché delle attività artigianali che vendono prodotti alimentari di propria produzione, alle ore 24 del giorno mercoledì 16 marzo; il differimento dell’orario di chiusura per le attività di somministrazione di alimenti e bevande è fissato invece alle ore 4 del giorno 17 marzo. L’ordinanza riguarda gli esercizi commerciali situati nella zona del Centro Storico che sarà teatro dei festeggiamenti. La stessa ordinanza concede facoltà di apertura straordinaria, nella giornata di giovedì 17 marzo,  ai negozi situati nel Centro Storico, nel XIII Municipio e nelle zone adiacenti le Basiliche di San Pietro, San Paolo e San Giovanni. Bar e ristoranti, ovunque ubicati sul territorio romano, potranno invece restare aperti come prevede l’ordinanza 2006 che disciplina questo tipo di attività. «Il comparto commerciale capitolino sarà protagonista dei festeggiamenti in programma per la Notte Tricolore – dichiara l’assessore Davide Bordoni – personalizzando le vetrine dei negozi e distribuendo materiale promozionale per garantire ai cittadini e ai turisti servizi adeguati e per presentare una vera atmosfera di Unità. Mi auguro che le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia siano per tutti un’occasione per vivere Roma nei suoi molteplici aspetti: sociale, ludico, culturale e commerciale»

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Roma: apertura straordinaria dei negozi

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

Gli esercizi commerciali potranno restare aperti nella giornata dell’Epifania: l’assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni ha infatti già firmato la  deroga alla chiusura dei negozi prevista dall’ordinanza comunale.  “A gennaio 2010 avevamo adottato lo stesso provvedimento dopo aver accolto le richieste delle associazioni di categoria – spiega Bordoni – e quest’anno abbiamo deciso con largo anticipo di concedere nuovamente la deroga, permettendo agli esercenti di valutare la possibilità di tenere alzate le saracinesche, dal momento che la festa della Befana coincide con l’inizio dei saldi invernali”. Non sarà invece più in vigore, dal 31 dicembre, la disciplina oraria del periodo natalizio che permetteva ai negozi di restare aperti tutte le domeniche del mese. Il 2 gennaio, gli esercizi di vendita al dettaglio saranno tenuti al rispetto della chiusura nel giorno domenicale. Unica eccezione, come recita l’ordinanza del 24 marzo 2009, i negozi del centro storico, del XIII Municipio e quelli posti nelle immediate adiacenze di Piazza San Pietro, della Basilica di San Paolo e della Basilica di San Giovanni. Nelle prime due domeniche dei saldi invernali, il 9 e il 16 gennaio, sempre secondo ordinanza sindacale, per gli esercizi di vendita al dettaglio è prevista apertura facoltativa.

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Teatro dialettale

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2010

La commedia, ideata dal presidente dell’Associazione Trecatese per la Storia e la Cultura Locale Silvia Colla, si intitola “Ara Şabela l’è ‘na Şabeta ma… ’ra Rosa a’ sta mia ndré“ ed è stata portata in scena con la collaborazione di un neonato gruppo di attori amatoriali trecatesi e con il patrocinio del Comune.
Sabèla prende il treno e va a Novara per comprare un vestito in occasione della festa del patrono San Clemente. Fa caldo e si siede su una panchina a prendere fiato, in attesa che aprano i negozi proprio mentre sta arrivando Rosa, compagna d’adolescenza trasferitasi a Novara.
Sabèla invita Rosa a casa sua per festeggiare, proprio come una volta. Rosa è titubante ma quando viene a sapere che ci sarà anche Angelo, cugino della Sabèla con cui aveva avuto una storia in gioventù, cambia idea. Sabèla e Rosa discutono di varie questioni, tra cui il vestito della festa, argomento che crea non pochi dissapori. Rosa però, pur di rivedere Angelo, da qualche tempo vedovo, decide di sopportare Sabèla e lascia da parte ogni discussione. Un imprevisto cambierà però il programma delle due amiche…  Gli interpreti  Sabèla: Silvia Colla, Rosa: Franca Conti,  Narratore: Giacomo Iacometti, Capostazione: Giuseppe Bolognini,  Regia: Stefano Rosina.

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Fofi replica: le farmacie sono presidi non negozi

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

«Ci sembra che il Garante si sia soffermato su un singolo punto di un singolo disegno di legge per la riforma del servizio farmaceutico italiano, cioè la limitazione all’apertura delle parafarmacie contenuta nel Ddl 2097. In realtà alla XII Commissione sono all’esame numerose proposte, nelle quali rientrano anche misure che vanno nella direzione auspicata dalla stessa Agcom. In ogni caso, però, questo aspetto ha poco a che vedere con la pianta organica delle farmacie propriamente dette, che sono un presidio del servizio sanitario e non un esercizio commerciale, e ancora più lo sono con l’approvazione della legge 69/2009 sulla farmacia dei servizi». Questa la replica di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani al parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che censura eventuali limitazioni all’apertura delle parafarmacie. Secondo l’Agcom, «la limitazione numerica delle parafarmacie in ciascun Comune, sulla base di criteri demografici, si andrebbe ad aggiungere alle restrizioni derivanti dalla pianta organica previste per le farmacie, già oggetto di precedenti segnalazioni dell’Autorità, condizionando la dinamica concorrenziale in un settore dove il numero di farmacie presenti è spesso inadeguato a soddisfare le esigenze della domanda». Per la Federazione degli Ordini si tratta di un’argomentazione infondata: «innanzitutto l’istituto della pianta organica ha superato il vaglio della Corte di Giustizia Europea, che l’ha ritenuto non in contrasto con il principio della libertà di stabilimento proprio perché finalizzato a garantire il massimo accesso al farmaco a tutta la popolazione ed elevati standard qualitativi» prosegue Andrea Mandelli. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti invita a considerare infine un altro principio cardine anch’esso ribadito dalla Corte di Giustizia Europea: il farmaco non è una merce, ma un bene cui si ricorre soltanto se serve e quando serve e la sua dispensazione non può essere regolata dalla mera logica di mercato. (fonte farmacista33)

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I negozi su eBay.it

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Sono più di 20.000 gli italiani che hanno un negozio su eBay.it.  Lombardia, Lazio e Campania le regioni più orientate alla vendita professionale sul web. I valdostani vendono armoniche a bocca, i siciliani e i liguri aquiloni e i trentini scarpe da bambina.  E’ una mappa molto varia quella dei negozi eBay comunicata oggi dal primo sito di commercio elettronico in Italia. Gli Italiani sono sempre più orientati alle vendite sul web e sono più di 20.000 i negozi online nel nostro paese. Chi si aspetta di trovare soltanto oggetti tecnologici rimarrà sorpreso. Su eBay ormai si vende veramente di tutto!  Tra le categorie maggiormente vendute nei negozi eBay spiccano senza dubbio i prodotti eno-gastronomici, venduti soprattutto dall’Umbria, dalle Marche, dove si prediligono in particolar modo i vini dolci e da dessert, e in Emilia, dove viene venduto il 71% dei vini rossi che si vendono in tutta Italia. In Val d’Aosta, Puglia e Friuli gli affari si fanno con la musica. Se in Friuli sono molti i negozi che vendono stock di strumenti musicali e i valdostani si concentrano sulla vendita di armoniche a bocca, i Pugliesi spiccano per la vendita di dispositivi audio portatili, come i-pod e lettori mp3, che costituiscono circa il 44% dei dispositivi venduti in tutta Italia.  Ancora una volta, a conferma della passione degli italiani per il collezionismo, i negozi che vendono francobolli, monete e banconote da collezione sono molto attivi su eBay. Veneto, Calabria e Campania fungono da traino nel settore. Il 45% delle banconote straniere vendute in Italia arriva proprio dalla Campania. I venditori di libri antichi, invece, si concentrano soprattutto in Abruzzo.  Chi invece è interessato ad acquistare su eBay prodotti per l’infanzia e premaman, troverà maggiore offerta tra i negozi molisani, in cui si vendono soprattutto passeggini e seggiolini; ma anche in Sardegna, forte soprattutto per la vendita di abbigliamento per le mamme in attesa, e in Trentino, che è la regione in Italia che vende più di tutte scarpe da bambina.  Sicilia e Liguria invece guidano la vendita italiana online di giocattoli. Un’altra curiosità? Tra quelli più venduti ci sono gli intramontabili aquiloni, biglie e yo-yo.  Dal Lazio invece proviene la vendita del 45% degli articoli legati all’ufficio che si vendono in Italia, mentre i toscani hanno scoperto il web come strumento importante per vendere i negozi stessi! In Toscana si cedono, attraverso eBay, il 33% delle attività commerciali che si vendono in tutta Italia.  I piemontesi si sono rivelati forti venditori di prodotti di bellezza e per la cura del viso. Sono probabilmente esteti anche i lucani e i lombardi. Tra le vendite di queste due regioni spiccano soprattutto i gioielli, ma mentre in Basilicata si concentra il commercio di quelli d’acciaio, la Lombardia, che detiene il podio di regione con più negozi attivi online (circa 3.000), vende il 57% delle fedi nuziali che si vendono in tutta Italia.

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Orari negozi e Primo Maggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Un brivido di innovazione sta attraversando lo Stivale in questi giorni: gli orari dei negozi sono un limite al mercato? Cioè imporre la chiusura in determinati giorni fa bene o no all’economia e ai suoi attori? Risposta unanime non c’è. La tendenza generale e’ che i negozi siano chiusi la domenica e le altre feste “comandate” (incluso il Primo Maggio). Una solida alleanza tra sindacati del settore e istituzioni vaticane riesce sempre a prevalere con qualche scappatoia, essenzialmente per le localita’ turistiche ma… il Primo Maggio, come la mettiamo? Il Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, è stato ingegnoso, trovando il modo, avendone l’occasione, per non scontentare nessuno: nella sua città è in corso la mostra sulla sacra sindone e quindi -dice- chiudere i negozi sarebbe un venir meno di servizi essenziali per tanta gente che affolla la sua citta’ proprio il Primo Maggio. E gli altri? Tra veti e altro, a Firenze gli autobus per la prima volta
circoleranno e i negozi (tranne un improbabile cambio di decisione) faranno quello che vorranno, anche perche’ la notte tra il 30 aprile e il primo maggio sara’ “bianca”, emulando le iniziative romane. Le corporazioni dei commercianti, che si sono sempre battute per l’imposizione degli orari da parte delle amministrazioni (hanno anche vinto un referendum nazionale in passato), sono ora in prima linea perorando l’apertura. Non e’ mai troppo tardi! Ma quanto durera’? La Unicoop fiorentina, che ha fatto bandiera della contrarieta’ alle aperture domenicali in virtu’ di una propria missione etica, ora vuol chiudere il Primo Maggio e tenere aperto il giorno dopo… che e’ domenica.
Tutti dicono e sfanno nel nome del proprio tornaconto dimenticando di considerare il soggetto principale delle loro decisioni, il consumatore. Nessuna novita’. Siamo abituati che nel nostro Paese esistono prima i diritti di tutti gli altri (corporazioni varie, istituzioni, lavoratori, etc.) e, solo per ultimi, quelli del consumatore. Lo diciamo in virtu’ del fatto che tutte queste prese di posizioni e levate di scudi sono capziose e nemiche di un mercato che avrebbe bisogno solo di una cosa, la liberta’. Intorno alla quale ognuno potrebbe/dovrebbe adattarsi e modellarsi. Quando si dice che la nostra economia e’ soffocata e perde colpi, uno dei metodi per lanciarla e’ sicuramente la deregulation degli orari degli esercizi commerciali. Politica che non sarebbe neanche impopolare, ma che i nostri governanti e amministratori tengono ben stretta nelle loro mani erogando dispense col contagocce, perche’ gli consente di manovrare l’economia col consenso e le prebende delle corporazioni commerciali e sindacali. (fonte Aduc)

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Contributo comunale per negozi danneggiati

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Roma. Quattrocentomila euro per i commercianti che hanno subito disagi a causa della presenza di cantieri per le opere pubbliche: il Comune di Roma ha pubblicato sul sito http://www.comune.roma.it alle pagine del Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione-Lavoro (ex Dipartimento VIII) la graduatoria del bando che regola l’assegnazione dei fondi. La Commissione tecnico-Consultiva istituita ad hoc ha infatti accettato settantasette istanze presentate da operatori dei Municipi I, II, IV, VI, IX, X, XIII, XVI, XVII. I risarcimenti andranno a favore, soprattutto, di coloro che sono stati penalizzati dal protrarsi dei lavori per la realizzazione della metropolitana B1 e C e per l’attuazione del Piano Urbano Parcheggi. Tra i destinatari del sostegno comunale figurano commercianti e artigiani di ogni categoria, operanti soprattutto nel II e IX Municipio tra viale Libia, viale Eritrea, Via La Spezia. In graduatoria anche alcuni operatori del mercato di Piazza Epiro. “L’amministrazione capitolina ha scelto di dare un segnale agli operatori commerciali che in questa fase delicata sono un sensore  molto attendibile della realtà economica e al tempo stesso il motore più importante della ripresa. Le trasformazioni urbane che stanno coinvolgendo la Capitale non devono rappresentare un danno per chi, con il suo lavoro quotidiano, contribuisce a potenziare il tessuto produttivo dell’economia romana. Secondo questo principio abbiamo pubblicato il bando e oggi siamo pronti ad erogare un contributo utile a far ripartire quelle attività che in qualche modo sono state ostacolate dalla presenza di cantieri per la realizzazione di opere pubbliche”.  E’ quanto dichiara l’assessore alle Attività Produttive, Davide Bordoni.

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Spesa al supermercato batte negozio e mercatini

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

Per la spesa alimentare gli italiani si affidano soprattutto al supermercato, ma il negozio tradizionale batte il farmer market: emerge da un’indagine Nomisma-Demetra eseguita conto di Fedagri-Confcooperative. Al primo posto per gli acquisti ci sono i supermercati (frequentati dal 62% degli italiani), seguiti dagli ipermercati (31%) e dai discount (10%). Il negozio di vicinato è la meta preferita per il 16% di chi fa la spesa; su valori analoghi la scelta per gli acquisti ai mercatini rionali (11%). I farmer market (o mercati contadini) e l’azienda agricola, infine, sono stati indicati come uno dei luoghi di acquisto dei prodotti alimentari dal 4% degli intervistati.«Se è vero che gli acquisti in filiera corta sono in aumento – commenta Franco Bosio presidente di Confcooperative Fvg -, è altrettanto vero che essi rappresentano ancora una fetta esigua dei consumi alimentari degli italiani. Di conseguenza, per la cooperazione agricola che fa volumi, i supermercati e l’internazionalizzazione continuano a rappresentare soluzioni commerciali importanti e decisive».«I punti cooperativi di vendita diretta in Friuli Venezia Giulia, sono una novantina (2mila in Italia) – sottolinea Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg -. Stiamo investendo per promuoverli e farli conoscere, razionalizzare la rete e crearne di nuovi poiché la formula cooperativa è una filiera corta dalla quale, perlatro, passa già il 16% del venduto. Ma siamo convinti, allo stesso tempo, che sia sempre più necessario stringere patti più stretti con la grande distribuzione organizzata e tentare con convinzione la conquista di nuovi mercati esteri».

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Tremila negozi falliti a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Dall’inizio del 2009 ad oggi sono tremila i negozi chiusi a Roma a causa della crisi. I dati della Confesercenti sono allarmanti, e mettono in evidenza le cause del fallimento di queste attività: crisi ma non solo, soprattutto il canone elevato dell’affitto dei locali commerciali. “Il problema degli affitti – ha commentato Oscar Tortosa, vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori – è esploso insieme alla crollo economico. Questo ha portato alla chiusura improvvisa di numerose attività. Se sommiamo il milione di disoccupati, sempre per effetto della crisi, otteniamo un quadro non proprio rassicurante. La Confesercenti ha fatto bene a sollevare questo problema e a portarlo davanti all’opinione pubblica. Sono d’accordo sull’idea di una legge per bloccare gli affitti – conclude il vicesegretario del partito presieduto da Antonio Di Pietro – se può servire ad evitare il collasso dell’economia capitolina

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Gli orientamenti futuri dei consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2009

La situazione economica negativa ha accelerato il declino della lealtà dei consumatori verso le marche. Secondo una ricerca Experian condotta in Gran Bretagna infatti, quasi due terzi dei consumatori (63%) si sono dichiarati meno legati o affascinati alla marca di quanto lo fossero nel periodo pre-crisi. Aumenta anche il clima di sfiducia nei confronti delle grandi aziende leader di mercato, con 4 intervistati su 10 che ritengono il loro comportamento deludente, e in alcuni casi addirittura scorretto. Secondo l’indagine campionaria di Experian, basata sul noto sistema di segmentazione sociodemografica Mosaic, sono sempre di più i consumatori: • che spendono più tempo nella valutazione degli acquisti (52%), cercando in diversi negozi l’offerta più conveniente (27%);  •  che sono sempre più attenti ai prezzi di beni e servizi (80%); •  più sensibili alla tutela dell’ambiente (70%, contro il  40% di dieci anni fa). Secondo Experian, questa nuova consapevolezza dei consumi sopravviverà alla fine della crisi economica, e caratterizzerà lo stile di vita degli anni a venire, segnando il passaggio, per la maggioranza dei consumatori, da comportamenti emotivi e d’impulso a  comportamenti sempre più razionali. Per venire incontro al cambio di mentalità della clientela  emergono tre elementi chiave di cui grandi e piccole aziende dovranno tenere conto: • il rapporto tra prezzo e qualità, perché i consumatori sono sempre più attenti al prezzo, ma non a discapito della qualità. Sarà quindi fondamentale accrescere la trasparenza sui costi e benefici dei singoli acquisti, e ripensare le formule di distribuzione in ottica di maggiore convenienza per il cliente; •  nuove tecniche di fidelizzazione. Perché la fedeltà alla marca dovrà essere conquistata e motivata giorno per giorno, ad esempio con offerte e sconti personalizzati e comunicazioni one-to-one; •  la qualità del servizio. Perché il servizio ai clienti (in tutte le sue declinazioni, dalla prevendita al postvendita) sarà sempre più condizione di successo per qualsiasi brand.
Experian (Experian Plc) è leader mondiale nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode, il marketing  e la protezione dei dati di aziende e consumatori. E’ quotata alla Borsa di Londra (EXPN), ove concorre all’indice FTSE-100, espresso dai 100 titoli azionari più importanti.  Ha sede a Dublino (Irlanda) e le principali direzioni operative sono  a Costa Mesa (California, USA) e Nottingham (GB). Conta più di 15.500 addetti in 40 paesi per una clientela estesa a 65 paesi, con un fatturato annuo che supera i 2,9 miliardi di Euro. In Italia, opera dal 1995; ha sede a Roma, e filiali a Milano e Pontedera (PI).

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