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Posts Tagged ‘negoziati’

“Promuovere l’accesso all’acqua per tutti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo. I deputati europei hanno approvato nuove norme per migliorare la fiducia dei consumatori nell’acqua di rubinetto, molto più economica e pulita per l’ambiente rispetto a quella in bottiglia.Il Parlamento propone di rendere più severi i limiti massimi per alcuni inquinanti come il piombo (da dimezzare) e i batteri nocivi, e introdurre nuovi limiti per le sostanze più inquinanti. Sostiene inoltre il principio dell’accesso universale all’acqua potabile.La votazione sulla relazione legislativa, approvata per alzata di mano, chiude la prima lettura del Parlamento, che aveva già concordato la sua posizione negoziale in ottobre. Tuttavia, i ministri dell’UE non hanno raggiunto una posizione comune in tempo per avviare i negoziati prima della fine della legislatura. I negoziati inizieranno quindi nella nuova legislatura, dopo le elezioni europee di maggio.Gli Stati membri dovrebbero adottare misure per garantire l’accesso universale all’acqua pulita nell’UE e migliorare l’accesso all’acqua nelle città e nei luoghi pubblici, istituendo fontane gratuite, ove tecnicamente fattibile e proporzionato. Dovrebbero inoltre incoraggiare la fornitura di acqua di rubinetto gratuitamente o a basso costo nei ristoranti, nelle mense e nei servizi di ristorazione.Secondo la Commissione europea, un minore consumo di acqua in bottiglia potrebbe aiutare le famiglie dell’UE a risparmiare oltre 600 milioni di euro all’anno. Se la fiducia nell’acqua del rubinetto migliora, i cittadini possono anche contribuire a ridurre i rifiuti di plastica dell’acqua in bottiglia, compresi i rifiuti marini. Le bottiglie di plastica sono uno degli articoli di plastica monouso più comuni sulle spiagge europee.

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Parlamento europeo: Anteprima della sessione plenaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 Mag 2017

parlamento europeoPrincipali temi all’ordine del giorno:
Negoziati Brexit: dibattito con Tusk. I deputati discuteranno mercoledì mattina i risultati dell’ultimo Summit europeo che ha approvato le linee guida per i negoziati relativi all’uscita del Regno Unito dall’UE con il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e con la Commissione.
Il segretario generale dell’ONU António Guterres interverrà in Parlamento
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, in carica dal gennaio scorso, terrà mercoledì a mezzogiorno un discorso in Parlamento.
Si potranno guardare film e TV online dall’estero
Le nuove regole che consentiranno ai cittadini UE con sottoscrizioni online a pagamento per film, serie TV, musica ed eventi sportivi di accedere a questi contenuti durante un soggiorno all’estero, saranno discusse mercoledì e votate giovedì.
Futuro dell’Europa: gestire la globalizzazione
In un dibattito previsto per martedì, i deputati discuteranno, a seguito delle proposte elaborate dalla Commissione, come l’UE può contrastare gli effetti negativi della globalizzazione.
Ridurre lo spreco alimentare
I deputati proporranno misure mirate a dimezzare lo spreco alimentare nell’UE, pari a 88 milioni di tonnellate di cibo all’anno, entro il 2030. Fra queste, si richiede alla Commissione di rimuovere le restrizioni esistenti sulle donazioni di alimenti e di porre fine alla confusione creata dalle etichette alimentari “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”.
Votazione sulla situazione dei diritti fondamentali in Ungheria
La situazione dei diritti fondamentali in Ungheria sarà valutata in una risoluzione in votazione mercoledì, in seguito al dibattito svolto durante la scorsa sessione plenaria.
Discussione sulla persecuzione LGBT in Cecenia
Le persecuzioni, detenzioni, sparizioni e omicidi di omosessuali in Cecenia, denunciate dai media indipendenti russi e da organizzazioni per i diritti umani, saranno discusse martedì sera.
Ricollocazione dei rifugiati: i deputati spronano i Paesi UE a onorare gli impegni presi
Il Parlamento reitererà la richiesta agli Stati membri di dare seguito agli impegni presi sulla ricollocazione dei rifugiati dall’Italia e dalla Grecia verso altri Paesi UE. La scadenza prevista dall’accordo è settembre di quest’anno.
Opzioni per porre fine alla guerra in Siria
Medio Oriente: i deputati spingono per la soluzione dei due Stati
OGM: il Parlamento chiede di vietare le importazioni di mais e cotone
La “lista nera” degli Stati a rischio di riciclaggio di denaro potrebbe essere nuovamente respinta.

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Negoziati con il Regno Unito

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 Mag 2017

european commissionBruxelles Commissione Europea. Il Collegio dei Commissari ha trasmesso al Consiglio una raccomandazione sull’avvio dei negoziati con il Regno Unito a norma dell’articolo 50, che comprende un progetto di direttive di negoziato. Questo mandato giuridico fa seguito agli orientamenti politici adottati sabato dal Consiglio europeo.
Il testo odierno integra gli orientamenti illustrando nei necessari particolari le modalità di condotta della prima fase dei negoziati. Dà riscontro all’approccio a due fasi deciso dai leader dei 27 Stati membri e attribuisce priorità alle questioni necessarie ai fini di un recesso ordinato del Regno Unito dall’Unione.
Le direttive di negoziato riguardano 4 ambiti principali. La prima priorità negoziale è salvaguardare lo status e i diritti dei cittadini, siano essi cittadini dell’UE a 27 nel Regno Unito o cittadini britannici nell’UE a 27, e dei relativi familiari. La raccomandazione della Commissione è inoltre chiara nell’affermare che il passaggio alla seconda fase dei negoziati è subordinato al raggiungimento di un accordo sui principi della liquidazione finanziaria. I negoziati non dovranno compromettere in alcun modo l’accordo del Venerdì santo. Si dovranno trovare soluzioni per evitare l’innalzamento di una frontiera fisica nell’isola d’Irlanda. È infine necessario regolamentare gli aspetti inerenti alla risoluzione delle controversie e all’amministrazione dell’accordo di recesso.
Michel Barnier, negoziatore dell’Unione per i negoziati con il Regno Unito a norma dell’articolo 50, ha dichiarato: “Con la raccomandazione odierna ci mettiamo sulla buona strada per assicurare un recesso ordinato del Regno Unito dall’Unione europea, nell’interesse di tutti. Non appena il Regno Unito sarà pronto inizieremo a negoziare in modo costruttivo.”
La raccomandazione sarà trasmessa al Consiglio, che prevede di adottarla nella sessione “Affari generali” del 22 maggio.
Ricordiamo i precedenti: Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato al Consiglio europeo l’intenzione di recedere dall’Unione. Il Consiglio europeo ha adottato i suoi orientamenti politici il 29 aprile 2017. I negoziati saranno sempre condotti alla luce degli orientamenti del Consiglio europeo, nel rispetto delle direttive di negoziato impartite dal Consiglio e tenendo nella debita considerazione la risoluzione del Parlamento europeo del 5 aprile 2017.

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Negoziati a porte chiuse del Tisa

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2016

Greenpeace

Greenpeace Olanda ha pubblicato sul sito http://www.tisa-leaks.org alcuni testi finora segreti e un’analisi del capitolo sull’energia relativi al negoziato a porte chiuse del TiSA (Trade in Service Agreement – Accordo sugli scambi di servizi). Inoltre a Ginevra, in concomitanza con il ventesimo round di negoziati su questo accordo, attivisti dell’associazione hanno aperto uno striscione che recita “Don’t trade away our planet” (Non svendete il nostro Pianeta).Il negoziato segreto sul TiSA procede dal 2013 tra Unione europea, Stati Uniti e altri 21 Paesi e potrebbe essere concluso entro la fine di questo anno. Addirittura alcuni dei capitoli del trattato saranno soggetti a vincolo di riservatezza per un periodo di cinque anni anche dopo la definizione e la firma dei Paesi interessati.La nuova serie di documenti sui negoziati del TiSA, tra cui l’allegato sui servizi energetici, è per Greenpeace fonte di grossa preoccupazione. Secondo l’analisi di questi testi, l’entrata in vigore del TiSA, oltre che essere un pericolo per la democrazia, andrebbe in senso contrario rispetto a quanto stabilito nel dicembre scorso dai negoziati di Parigi sul clima.
«Questi testi mostrano che il TiSA, al pari di altri accordi commerciali, contiene misure che legano le mani di quegli stessi politici che dovrebbero applicare l’accordo sul clima di Parigi», dichiara Federica Ferrario, della campagna Agricoltura e progetti speciali di Greenpeace Italia.Dall’analisi effettuata da Greenpeace emerge che:
· Negli anni a venire la transizione energetica avrà necessariamente bisogno di una regolamentazione del settore privato, ma con la clausola di “standstill” (stasi delle liberalizzazioni) prevista dal TiSA questa operazione risulterà difficile se non praticamente impossibile.
• La cosiddetta clausola “ratchet” (una sorta di divieto a reintrodurre barriere commerciali) implicherebbe che servizi vitali come l’energia, l’acqua potabile e l’istruzione, se liberalizzati, non potrebbero più essere rinazionalizzati. Indipendentemente dalla volontà degli elettori, questi servizi fondamentali sarebbero sempre orientati in linea prioritaria verso la produzione di profitti.
• Le aziende private avrebbero voce nella stesura di nuovi regolamenti che andrebbero a influenzare i loro interessi. La capacità dei governi di garantire una efficace supervisione democratica dei processi di regolamentare sarebbe per lo meno limitata, se non azzerata.
• Nessuna distinzione potrà essere fatta tra fonti energetiche meno impattanti e combustibili fossili più nocivi, rendendo nella pratica impossibile una graduale eliminazione di quelle più dannose come il carbone, il petrolio estratto da sabbie bituminose e lo shale gas.
• Accordi commerciali come il TiSA porteranno ad un aumento del commercio di combustibili fossili mentre il loro uso e commercio dovrebbero essere ridotti per rispettare gli accordi sul clima di Parigi e la tutela del Pianeta.
«Google e Facebook non dovrebbero stabilire le regole sulla privacy e le banche non dovrebbero autoregolamentarsi. Sapere che l’industria dei combustibili fossili potrebbe essere tra i protagonisti della redazione di policy ambientali è una contraddizione. Sarebbe come chiedere all’industria del tabacco di scrivere le norme sulla salute. Queste decisioni devono essere prese dai cittadini tramite i governi che hanno democraticamente eletto, non dalle aziende», conclude Ferrario.
Greenpeace chiede che le negoziazioni su TiSA e TTIP vengano immediatamente sospese e che non venga ratificato il CETA (controverso accordo tra Ue e Canada). Anziché minare le politiche a salvaguardia del clima, gli accordi commerciali dovrebbero essere progettati per migliorare le azioni in sua difesa. È inaccettabile che accordi commerciali come TiSA, TTIP o CETA vengano negoziati in segreto, e vadano a scapito di cittadini e ambiente. Invece di sacrificare la tutela dell’ambiente a beneficio delle grandi aziende, tutti i nuovi accordi commerciali devono focalizzarsi su trasparenza e lotta ai cambiamenti climatici.
Il TTIP e il CETA saranno argomento di discussione il 23 settembre a Bratislava, durante la riunione dei ministri Ue del commercio.

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Sigmar Gabriel: “Il TTIP è fallito”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2016

ttipC’è voluta la dichiarazione del vice cancelliere tedesco e ministro dell’Economia, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, per mettere la parola fine ai negoziati sul TTIP, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, di cui si è concluso nel luglio scorso a Bruxelles il 14° round negoziale. In un’intervista alla rete ZDF Gabriel ha dichiarato che i negoziati sul TTIP sono «di fatto falliti perché noi europei non possiamo accettare supinamente le richiesta americane». Un colpo pesante a quei Paesi membri, Italia in testa, che del Trattato Transatlantico era sostenitori in prima persona.
“Una dichiarazione importante perché fa proprie le preoccupazioni della società civile europea e statunitense” dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia. “Ma c’è comunque da tenere gli occhi aperti: se Sigmar Gabriel sottolinea ciò che da anni hanno sostenuto Stop TTIP Italia e le altre campagne europee, questo non significa che non possa trattarsi di tattica negoziale. Capiremo cosa accade al Consiglio Europeo di Bratislava di settembre dove, tra l’altro, si parlerà anche del preoccupante Accordo con il Canada, il CETA, già approvato ma che grazie alle pressioni dal basso abbiamo ottenuto che venga ratificato anche dai Parlamenti nazionali, senza esautorare i nostri Parlamentari da una decisione così importante per l’economia del nostro Paese. Da Bratislava dovrà uscire un secco stop al TTIP e al CETA, come richiesto dalla maggioranza dei cittadini europei”.
“La dichiarazione di Sigmar Gabriel dovrebbe aprire un serio dibattito interno all’Europa e al nostro Governo su come vengano decise le priorità politiche ed economiche” sottolinea Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia. “Ma l’eventuale e auspicato blocco del negoziato TTIP non risolve il problema: l’accordo con il Canada ormai approvato va bloccato in sede parlamentare, facendo mancare la ratifica da parte di alcuni Paesi membri. Hanno sempre presentato il CETA come precursore del TTIP: una sua approvazione presenterebbe molti dei problemi che il TTIP portava con sé, a cominciare dal dispositivo di tutela degli investimenti, la cui riforma non ci rassicura per nulla sulla tenuta dei diritti sociali e ambientali”.
“Una buona notizia, emersa grazie a milioni di persone che si sono opposte e a una pressione dal basso che ha chiesto a gran voce di non derogare sui diritti e sulla qualità” dichiara Marco Bersani, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia. “Ma un risultato così importante per la società civile non deve farci dimenticare che serve un vero e proprio ribaltamento della politica commerciale europea, ad oggi basata troppo sulla spinta verso la liberalizzazione dei mercati e l’austerità, e troppo poco verso un processo realmente rispettoso delle persone e dell’ambiente”.

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Grecia: dibattito sui negoziati sul programma di assistenza finanziaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 Mag 2016

cartina-grecia-centrale-atticaStrasburgo Parlamento europeo Dibattito: martedì 10 maggio, ore 15. Il Parlamento discuterà lo stato dei negoziati sul programma di aggiustamento economico greco martedì alle 15 con il vicepresidente della Commissione europea e Commissario per l’euro e il dialogo sociale, Valdis Dombrovskis, e il Commissario per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici. I deputati che compongono il gruppo di lavoro sull’assistenza finanziaria del Parlamento si erano recati recentemente in Grecia per una missione esplorativa.
La Grecia e i suoi creditori stanno cercando di portare a termine la prima revisione dell’attuale programma di aggiustamento economico (il terzo, che prevede assistenza finanziaria alla Grecia fino a un massimo di 86 miliardi per il periodo 2015-2018). Dovranno raggiungere un’intesa sulle riforme necessarie affinché i fondi siano stanziati.
Il 21 gennaio 2016 la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo ha approvato una serie di misure per rafforzare il controllo parlamentare dei programmi di assistenza finanziaria a livello comunitario. In particolare, le misure concordate includono la creazione di un gruppo di lavoro sull’assistenza finanziaria all’interno della commissione parlamentare per i problemi economici e monetari e alcune missioni esplorative nei Paesi aderenti al programma.

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Attentati comunità ebraica

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2011

64 - Israele

Image by Sergio & Gabriella via Flickr

Israele. «Nell’esprimere profondo cordoglio per le vittime degli attentati in Israele, turisti e cittadini inermi, vittime della follia terroristica, la mia vicinanza partecipe e la solidarietà della città va allo Stato d’Israele e anche alla nostra comunità ebraica, colpita da questa tragedia collettiva. Interpretando il sentire comune della Capitale verso il ripudio dell’uso della violenza, l’auspicio di tutti noi è che si possano riprendere i negoziati di pace israeliano-palestinesi per isolare i terroristi nel loro fanatismo e sconfiggere con la forza del dialogo quella delle armi». Lo dichiara il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Libia: Sospendere azioni militari e avviare negoziati

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

“In Libia quella che doveva essere un intervento umanitario di soccorso ai civili s’è trasformato presto in un’azione militare di ampio raggio con scopi ed obiettivi non sempre chiari e condivisi con grave danno della popolazione indifesa e innocente. Chiediamo l’immediata cessazione dei bombardamenti e l’avvio dei negoziati” lo dichiara l’on. Americo Porfidia di Noi Sud e membro della Commissione Difesa alla Camera “Abbiamo abbondantemente superato i 100 giorni di bombardamento, in una sorta di annebbiamento collettivo, senza chiederci le conseguenze di tale azione militare sulla popolazione civile libica. Il premier libico Baghdadi al-Mahmudi ha dato la sua erano ribellati al regime gheddafiano, e mi sembra che questo sia ormai un dato certo. Le bombe devono disponibilità per aprire un negoziato senza condizioni e senza la presenza di Gheddafi, a patto che si fermino le bombe. Non ci dimentichiamo che l’uccisione di Muammar Gheddafi non rientra nell’azione e negli accordi internazionali esistenti, l’obiettivo iniziale era la protezione dei civili che si ora lasciare spazio alla mediazione ed al confronto delle posizioni. Chiediamo al Governo – conclude Porfidia – che non ha mai celato una sua posizione di disagio nei confronti dei bombardamenti, di attivarsi quanto prima sui tavoli internazionali per sostenere l’opzione negoziale e fermare in via definitiva l’uso delle armi”

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Croazia: presto il 28° Stato membro dell’UE?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

“I negoziati di adesione con la Croazia possono essere completati nella prima metà del 2011 a patto che continuino a essere perseguite con risolutezza le necessarie riforme”, in particolare quelle che servono a combattere la corruzione, garantire il ritorno dei rifugiati e realizzare la ristrutturazione dei cantieri navali, dicono i deputati. Inoltre, sottolineano anche gli sforzi compiuti da Zagabria per riformare la costituzione, il potere giuridico e migliorare la cooperazione con il Tribunale penale internazionale per la ex Iugoslavia (ICTY).Il Parlamento riconosce l’impegno del governo croato nella lotta contro la corruzione, evidente ad esempio nei casi dei processi che vedono coinvolti due ex ministri ed ex primo ministro, fenomeno che tuttavia “continua a costituire un grave problema generale”. I deputati pertanto chiedono all’OLAF, l’ufficio europeo anti-frode, di “cooperare strettamente con le autorità croate, al fine di fare luce sulla potenziale corruzione secondaria che può essere generata all’interno delle istituzioni dell’UE”. Anche le riforme sul sistema giudiziario devono proseguire, indicano i deputati, in particolare continuando il perseguimento dei crimini di guerra e migliorando i programmi di protezione dei testimoni. In generale, ci sono stati progressi sulla questione spinosa del ritorno in patria dei rifugiati, in particolare grazie a una diminuzione dell’ostilità verso i serbi che rientrano nel paese, dicono i deputati. Tuttavia, la risoluzione indica che i rifugiati devono avere la possibilità di ottenere un permesso di residenza permanente ed essere sostenuti da progetti di reinserimento, per permettere cosi a migliaia di serbi di fare ritorno. Il governo croato deve accelerare il processo di ristrutturazione e privatizzazione dei cantieri navali, prerequisito essenziale per chiudere in tempo il “capitolo” relativo alla concorrenza nei negoziati di adesione.I deputati hanno espresso preoccupazione per la convinzione della maggioranza dei cittadini croati che l’adesione all’UE non porterebbe vantaggi al paese, secondo quanto illustra una recente indagine dell’Eurobarometro. Chiedono quindi al governo e alla società civile di mobilizzarsi “affinché i croati comprendano che il progetto europeo appartiene anche a loro”. L’adesione all’Unione sarà comunque sottoposta a referendum popolare.  La risoluzione è stata approvata con 548 voti a favore, 43 contrari e 52 astensioni.

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Fame nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

La comunità internazionale ha mosso i primi passi verso un piano comune per affrontare le cause profonde della fame. Secondo Oxfam Italia, il Comitato Mondiale per la Sicurezza Alimentare (CSA), che si chiude oggi a Roma, è riuscito a rivitalizzare i negoziati.  Il CSA, finora ostacolato da scetticismi e accuse reciproche, ha cambiato passo. “Le organizzazioni della società civile hanno svolto un ruolo cruciale per far sì che il Comitato non sia un forum dove si producono chiacchiere, ma risultati concreti”, commenta Chris Leather, portavoce di Oxfam. “Ci sono buone ragioni per sperare alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Tuttavia, è necessaria una partecipazione più ampia al CSA, anche da parte di istituzioni come la Banca Mondiale e del settore privato. Solo così il Comitato può essere davvero in grado di agire in modo coordinato per la lotta contro la fame. Le premesse sono incoraggianti, ma c’è ancora molta strada da fare”. I delegati riuniti a Roma hanno dichiarato di voler riformare in tempi brevi la normativa sulla compravendita delle terre per proteggere gli interessi dei contadini poveri contro le grandi acquisizioni di terreno. Un fenomeno che sta alterando il panorama agricolo nei paesi in via di sviluppo. “E’ incoraggiante che i governi dicano di volersi assumere una responsabilità in materia, ma Oxfam Italia è ancora preoccupata perché la vita dei più poveri è a rischio. C’è bisogno di fare di più e in fretta”, aggiunge la Bena.

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A Copenhagen per il clima

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

I leader dell’Unione Europea non possono più aspettare gli Usa se intendono raggiungere un accordo ambizioso a Copenhagen. Continuare ad attendere una svolta degli Usa, infatti, significa rischiare di perdere l’occasione per siglare un accordo equo sul clima dopo due anni di lavoro. Così Oxfam International e Ucodep commentano l’esito dei negoziati Onu sul clima di Barcellona, gli ultimi prima del vertice decisivo di Copenhagen. “In questo momento, la lunga ombra degli Usa aleggia sui negoziati. I paesi ricchi stanno chiaramente usando gli Stati Uniti come una scusa per mettere i loro interessi nazionali prima delle sofferenze di milioni di persone. Persone che, a causa dei cambiamenti climatici, perdono la vita, soffrono la fame, perdono la casa e vivono in condizioni non dignitose”, dichiara Elisa Bacciotti, portavoce di Ucodep e Oxfam International. “E’ deludente vedere quanto sta accadendo a un blocco di paesi come l’Ue. L’Europa è stata in prima linea nella lotta contro i cambiamenti climatici e ha investito significativamente per preparare la strada a un accordo globale senza precedenti. Ora, tutti questi sforzi sono presi in ostaggio dalle politiche interne degli Usa”, conclude la Bacciotti.    Durante i colloqui di Barcellona, i paesi industrializzati non sono riusciti a trovare un accordo sul taglio delle emissioni di CO2, né a mettere sul tavolo impegni sicuri sulle risorse finanziarie per il clima. Non c’è stato inoltre nessun miglioramento su una questione cruciale: il rischio che i fondi per combattere i cambiamenti climatici siano prelevati dall’aiuto pubblico allo sviluppo. Secondo Oxfam e Ucodep, cresce perciò la preoccupazione che per affrontare la sfida del clima siano deviati fondi destinati a costruire scuole e ospedali nei paesi poveri. Uno scambio inaccettabile, che si può evitare in un solo modo: i fondi per il clima devono essere addizionali.  A Barcellona, le nazioni africane hanno bloccato i colloqui per l’assenza di una seria discussione sul problema centrale della riduzione delle emissioni dei paesi ricchi. Una mossa che ha dimostrato in modo chiaro che questi paesi non accetteranno un accordo debole, che non avrebbe alcun significato per le persone che vivono in prima linea i cambiamenti climatici.  Nonostante le battute d’arresto, i negoziati tecnici a Barcellona hanno fatto registrare anche progressi in alcune aree: la possibilità di raccogliere nuovi fondi per aiutare i paesi poveri a fronteggiare i cambiamenti climatici dai controlli sulle emissioni dell’aviazione internazionale e della navigazione commerciale; gli impegni dei governi per ridurre la deforestazione; un maggiore riconoscimento della necessità che i paesi poveri decidano quello di cui hanno bisogno per adattarsi ai cambiamenti climatici.

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Scalata la statua di Colombo a Barcellona

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

Barcellona. Lo hanno fatto gli attivisti di Greenpeace apponendovi uno striscione con su scritto: “Caos climatico, di chi e’ la colpa?”  La statua commemora la scoperta del nuovo mondo da parte dell’esploratore genovese. Oggi, tuttavia, Colombo sta puntando al Paese che ha la maggiore responsabilità del riscaldamento globale, e che storicamente ha fatto di tutto per bloccare i negoziati. Questo comportamento è continuato anche nell’ultima settimana di negoziati in vista di Copenhagen: ancora una volta gli Stati Uniti si rifiutano di prendere impegni concreti per garantire il successo di un accordo ‘salva-clima’ legalmente vincolante. Alla fine dell’ultima sessione negoziale prima dell’apertura del vertice di Copenhagen a dicembre, Greenpeace identifica dunque nel Presidente Obama il capo di Stato che più di altri ha fallito a dimostrare una vera leadership nell’affrontare il problema dei cambiamenti climatici e a favorire i progressi verso un accordo di successo.

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290 miliardi di dollari a costo zero

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

Le proposte di Oxfam e Ucodep Oxfam e Ucodep propongono un pacchetto di misure da 290 miliardi di dollari, che permetterebbe di risollevare le economie in via di sviluppo senza costi aggiuntivi per il contribuente. Il pacchetto include una moratoria del debito, una stretta sui paradisi fiscali e una Tobin Tax sulle transazioni valutarie delle banche. Quest’ultima misura, da sola, potrebbe fruttare 50 miliardi di dollari: una somma con la quale i banchieri, corresponsabili del crollo globale, pagherebbero il loro bonus ai poveri del mondo.  Oxfam e Ucodep chiedono infine di stanziare nuovi fondi per aiutare i paesi poveri a fronteggiare i cambiamenti climatici: questi finanziamenti sono infatti vitali per sbloccare i negoziati sul clima in vista del vertice di Copenhagen del prossimo dicembre. Secondo Oxfam e Ucodep, sono necessari 50 miliardi di dollari l’anno per aiutare i paesi poveri ad adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e altri 100 miliardi di dollari affinchè possano controllare le loro emissioni di CO2.

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Negoziati sul clima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

“Ci uniamo all’appello del segretario generale delle Nazioni Unite per una accelerazione del negoziati sul clima. Ci auguriamo che in occasione della conferenza di Copenaghen vengano perlomeno definiti gli elementi fondamentali di un accordo da raggiungersi poi nei mesi successivi”. Questa la dichiarazione di Marco De Ponte a sostegno del monito di Ban Ki-moon, all’apertura del vertice sul clima dell’ONU. “Apprezziamo lo sforzo di Ban Ki-moon, di far uscire dallo stallo i negoziati internazionali in vista dell’appuntamento di Copenaghen a dicembre. La crisi generata dai cambiamenti climatici”, prosegue De Ponte, “è strettamente correlata alla crisi nel settore alimentare e della produzione alimentare. Quest’anno la quota di persone che soffrono la fame ha superato un miliardo. Se i Paesi in via di sviluppo non verranno messi nelle condizioni di sostenere l’impatto dei cambiamenti climatici questo numero è destinato ad aumentare ancora”. “E in un mondo che soffre la fame, nessuno può stare bene. Non c’è più tempo da perdere. Durante lo scorso G8 i paesi ricchi non sono riusciti a dare nuova vita ai negoziati sui cambiamenti climatici, rifiutando di dichiarare quanto ridurranno le loro emissioni di gas a effetto serra entro il 2020. Ci auguriamo che le prossime settimane siano più fruttuose e che i governi si impegnino per dare nuovo impulso ai negoziati”.

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Obama rischia la presidenza su Afghanistan

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

“L’ Afghanistan metterà a dura prova la presidenza Obama. Se invece di leggere saggi sull’ecologia e romanzi, Obama avesse letto durante le vacanze qualcosa sul generale De Gaulle e l’Algeria, ci sentiremmo tutti un po’ meglio” – dichiara Pino Arlacchi, eurodeputato di Italia dei Valori e membro della Commissione esteri del Parlamento europeo. “De Gaulle pose fine alla sanguinosa insurrezione in Algeria che lo aveva riportato al potere nel 1958. E l’Algeria era allora parte della Francia, possedeva risorse energetiche in grado di rendere la Francia autosufficiente, ed ospitava sul suo territorio un milione di coloni che l’avrebbero voluta per sempre francese. La pensava così anche una parte dell’ esercito francese, ed un complotto di ufficiali tentò di assassinare De Gaulle e rovesciare il suo governo. De Gaulle – continua Arlacchi – ordinò i negoziati di pace, fermò la guerra, riportò a casa l’ esercito e i coloni, e si dedicò a ricostruire la Francia dopo decenni di crisi”. “Per favore, presidente Obama. Dimostra di essere uno statista e un uomo sensibile ai diritti umani. Non mandare a morte altre migliaia di persone ostinandoti a cercare un’ altra inutile vittoria americana destinata a finire in sconfitta e a rovinare la tua presidenza”.

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Liberalizzazioni commerciali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

New Delhi  3 settembre alle 10.30 ora locale all’angolo tra Ferozshah Road e la Mandi House at 10.30 per la marcia dei movimenti verso il palazzo del Parlamento e a Ginevra a novembre, per celebrare i 10 anni da Seattle con una nuova sconfitta della Wto. Il 3 e 4 settembre a New Delhi circa 20 ministri al commercio dei più potenti Paesi membri della Wto, si incontreranno per sbloccare i negoziati di liberalizzazioni commerciali che dopo il fallimento del vertice di Seattle, avvenuto esattamente 10 anni fa, non sono mai arrivati in porto. Per l’occasione  125 organizzazioni contadine, Ong, sindacati e movimenti sociali di 50 Paesi, tra i quali per l’Italia Fair, inviano una lettera ai propri ministri al commercio e negoziatori alla WTO per chiedere loro di “rigettare ogni tentativo di spingere affrettatamente verso la conclusione del ciclo di negoziati lanciato a Doha nel 2001, perché le proposte in discussione inaspriranno, più che risolvere, quella crisi che sta colpendo la produzione agricola, i poveri e gli affamati di tutto il mondo”. La lettera, sottoscritta dai principali network e organizzazioni dei diversi continenti, chiede ai ministri di “rispettare gli interessi dei contadini, dei lavoratori, dei consumatori, delle donne e dell’ambiente, respingendo ogni ulteriore liberalizzazione del commercio agricolo e di prodotti alimentari, e al contrario propone politiche che garantiscono la sicurezza alimentare, lo sviluppo rurale e salvaguardi I contadini e i piccoli produttori attraverso la sovranità alimentare La crisi globale è una lezione che i leader del mondo non vogliono imparare: il numero dei poveri, degli affamati e degli esclusi che è cresciuto negli ultimi anni come mai nel secolo scorso è la prova concreta deregolare i mercati e accelerare gli scambi, come abbiamo fatto con la finanza, rischia di negare per sempre a molte più persone la sovranità alimentare, il diritto al lavoro, all’istruzione, all’acqua e a molti altri beni comuni. L’incontro di Delhi, e il vertice ministeriale previsto a Ginevra dal 30 novembre al 2 dicembre prossimi, saranno determinanti per fermare ancora questa corsa al massacro.  Fair, organizzazione di economia solidale, nell’ambito della rete internazionale Our World is not for Sale (OWINFS), seguirà gli eventi fornendo aggiornamenti in tempo reale sulle mobilitazioni in corso sul suo sito blog fairwatch.splinder.com e sulla sua pagina Faceboock e mettendo a disposizione tutti i documenti prodotti dalla società civile. Questo, secondo i movimenti, si otterrebbe attraverso: – Una forte protezione e supporto alla produzione di cibo per il consumo interno a livello nazionale che devono essere consentiti all’interno del sistema  commerciale globale. – Una governante globale del commercio che disciplini i comportamenti delle grandi imprese e ponga fine al dumping – Una nuova regolazione dei mercati, che comprenda regole chiare contro la speculazione sulle materie prime agricole e alimentari, e un sistema globale di governo della domanda e dell’offerta per quei prodotti agricoli che vengono scambiati globalmente.

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UE/Russia: le raccomandazioni del PE sul nuovo accordo

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2009

I negoziati per un nuovo accordo di cooperazione non legittimano lo status quo in Georgia. E’ quanto sostiene il Parlamento raccomandando a Consiglio e Commissione di insistere con la Russia affinché rispetti gli impegni sulle province secessioniste. Dovrebbero anche sollecitare un accordo vincolante sui diritti umani ed esprimere preoccupazione su libertà d’associazione e d’espressione nel paese. La Russia deve garantire i diritti degli investitori stranieri e aderire alla Carta sull’energia.

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