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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘neonatale’

Italia all’avanguardia nella chirurgia neonatale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2016

bolognaSi è tenuto a Bologna l’incontro dal titolo “Symposium on neonatal surgery”, un appuntamento che ha visto riuniti i massimi studiosi a livello internazionale di chirurgia neonatale. Al simposio, organizzato dall’Istituto di Clinica Chirurgica Pediatrica dell’Università degli Studi di Bologna e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini, è stata trattata tutta la patologia neonatale, da quella toracica alla digestiva, dalle patologie tumorali a quelle delle vie urinarie. Uno degli argomenti principali del congresso sono state le più recenti tecniche mininvasive utilizzate nella chirurgia neonatale, soprattutto in campo toracico e digestivo. Metodiche in cui i chirurghi italiani sono all’avanguardia, come è stato riconosciuto anche dagli specialisti presenti a Bologna.
«Ogni anno l’Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica del Policlinico S.Orsola-Malpighi effettua oltre milleottocento procedure chirurgiche delle quasi circa il 70% sono di chirurgia mini invasiva. E’ una metodica che si sta imponendo anche in altri centri specialistici di altri Paesi, come hanno sottolineato gli specialisti che sono arrivati da diverse parti del mondo per partecipare a questo incontro » spiega Mario Lima, Direttore dell’Istituto di Clinica Chirurgica Pediatrica dell’Università degli Studi di Bologna-Policlinico S.Orsola-Malpighi e presidente del simposio.
«L’applicazione della tecnica mininvasiva in caso di trauma o patologie infantili è piuttosto recente: le ridotte dimensioni di organi e tessuti nei bambini, oltre alla necessaria perfetta conoscenza dell’anatomia da parte del chirurgo ne avevano rallentato il suo utilizzo. Il salto di qualità è stato fornito grazie alla tecnologia in quanto le nuove microcamere (costituite esclusivamente da un microchip) introdotte direttamente nell’addome del piccolo paziente consentono una visione del campo operatorio più ampia e quindi permettono interventi più sicuri e precisi. Le nuove tecniche evitano inoltre incisioni deturpanti, dato che i piccoli fori con il tempo si cancellano pressoché definitivamente nel bambino».
Le nuove tecniche rappresentano una nuova sfida per i chirurghi neonatali, che già oggi devono affrontare situazioni particolari che richiedono specifiche competenze. «La chirurgia neonatale rappresenta la sezione più specialistica e sofisticata nel campo della chirurgia pediatrica» avverte Ascanio Martino, Presidente della Società Italiana di Chirurgia Pediatrica. «Un chirurgo generale è in grado di operare un bambino, ma non ha le conoscenze per intervenire in problemi chirurgici neonatali, e questo conferma l’elevata specializzazione necessaria per intervenire sui bambini appena nati. Infatti un chirurgo generale non possiede sufficienti conoscenze delle patologie neonatali, dalle modalità diagnostiche alle soluzioni terapeutiche e chirurgiche. Per queste ultime il chirurgo neonatale deve avere conoscenze in ogni aspetto della chirurgia, dalla chirurgia toracica a quella digestiva, da quella oncologica a quella urologica. Le tecniche mininvasive alzano ulteriormente il livello di specializzazione dei chirurghi neonatali e per i piccoli pazienti riducono notevolmente le conseguenze determinate da un intervento chirurgico».

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Screening neonatale per le malattie metaboliche

Posted by fidest press agency su martedì, 5 Mag 2015

malattie metaboliche“Finalmente una buona notizia, attesa da tempo: Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni lo schema di decreto per l’avvio dello screening neonatale per la diagnosi precoce di una serie di patologie metaboliche ereditarie”. Lo afferma Paola Binetti, deputato del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) e presidente dell’Intergruppo delle malattie rare. “Lo screening neonatale per le malattie metaboliche – continua Binetti – è uno strumento formidabile di prevenzione secondaria, perché permette di ridurre al massimo il danno legato ad un deficit genetico. Intervenire sulla dieta, eliminare alcuni cibi, assumere degli integratori, sono tutte misure che di fatto migliorano la qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie. Ci sono malattie metaboliche che, se non diagnosticate tempestivamente, possono indurre ritardo intellettuale e psico-motorio, oltre ad un diffuso disagio nel campo della integrazione sociale. Per questo salutiamo la decisione del ministro Lorenzin con grande ottimismo e ci auguriamo che la Conferenza Stato-Regione approvi velocemente lo schema di decreto”.
E conclude: “tutte le mamme in attesa, che in questa legislatura hanno avuto il bonus Bebè, si possono rallegrare ancora più per questa notizia che garantisce qualità di vita ai propri figli e limita i rischi di possibili patologie. E’ la più grande aspettativa dei genitori: avere un figlio sano. Con lo screening il loro desiderio si traduce in una opportunità in più”.

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Tetano materno e neonatale

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Kiwanis International sta mobilitando i suoi membri in tutto il mondo per dare nuovo impulso alla lotta contro il tetano materno e neonatale. Il tetano è una malattia dolorosa che uccide un bambino ogni nove minuti e 160 neonati ogni giorno. Kiwanis International si impegna a raccogliere 110 milioni di dollari entro il 2015 con The Eliminate Project: i fondi proteggeranno almeno 61 milioni di donne e i loro futuri bambini, che sono a rischio di contrarre questa malattia mortale. L’annuncio dell’inizio di questa campagna di raccolta fondi è stato dato a Ginevra, durante la 96ma Convention annuale di Kiwanis International, in corso questa settimana. “La vasta rete di Kiwaniani dedicati fornirà i fondi necessari all’UNICEF e ai suoi partner per vaccinare milioni di donne contro il tetano”, ha detto il Presidente e Amministratore delegato del U.S. Fund for UNICEF Caryl Stern. “Siamo profondamente onorati di questo loro impegno di salvare molte vite in tutto il mondo “. Questo finanziamento aiuterà l’UNICEF e i suoi partner, che hanno già eliminato il tetano materno e neonatale in 20 paesi. Con la rete globale di volontari del Kiwanis e il personale sul campo e gli esperti dell’UNICEF, The Eliminate Project contribuirà ad eliminare il tetano materno e neonatale nei 38 paesi in via di sviluppo dove la malattia rimane una minaccia per la salute.
The Eliminate Project farà di più che proteggere le donne e i bambini da tetano: aiuterà anche a creare un percorso per avere altri servizi, come acqua pulita altri vaccini, e raggiungere alcune delle persone più vulnerabili del mondo, che non vengono aiutate perché sono povere, troppo lontani e in alcuni casi, invisibili al mondo. Kiwanis si unisce a un gruppo selezionato di organizzazioni e aziende, tra cui Procter & Gamble e BD, che hanno fatto passi significativi per l’eliminazione del tetano materno e neonatale.

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Neonatologi e pediatri a convegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2011

Bologna il 14 e 15 aprile Il convegno, presieduto da Fabrizio Sandri, Direttore dell’Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale e del Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda USL di Bologna, ha il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Società Italiana di Neonatologia e Società Italiana di Pediatria. Sono costantemente in aumento le probabilità di vita per un neonato con un peso non superiore a un chilogrammo e mezzo, o nato dopo una gestazione inferiore a 30 settimane. Non solo, anche le possibilità di avere una vita di qualità, senza gravi disabilità, sono drasticamente migliorate, soprattutto negli ultimi anni.   Di questa evoluzione della Neonatologia e, in particolare, dell’assistenza respiratoria non invasiva si occuperanno alcuni tra i più importanti neonatologi e pediatri italiani e stranieri, a convegno a Bologna a partire da giovedì 14 aprile. Una due giorni di rilievo internazionale dal titolo Assistenza respiratoria non invasiva nel neonato e nel lattante, che si svolgerà a Palazzo Re Enzo. Ricerca scientifica e innovazione tecnologica hanno consentito negli ultimi anni sensibili progressi nell’assistenza ai neonati prematuri. Nuove terapie farmacologiche e apparecchiature particolarmente sofisticate hanno consentito di assistere anche le più gravi forme di insufficienza respiratoria, riducendo i danni legati alla ventilazione meccanica e calibrando l’intensità degli interventi a misura di neonato e secondo le diverse fasi della malattia.  La Neonatologia dell’Ospedale Maggiore, punto di riferimento dei 4.200 neonati che ogni anno nascono nelle Maternità degli Ospedali dell’Azienda Usl di Bologna – Maggiore di Bologna, Bentivoglio e Porretta Terme – ma provenienti anche da altri centri regionali e extraregionali, assiste ogni anno circa 50 neonati di peso inferiore o uguale ai 1.500 grammi o di età gestazionale inferiore alle 30 settimane. I risultati, in termini di sopravvivenza assoluta e di sopravvivenza senza gravi patologie, sono superiori alla media internazionale rilevata dalla più importante rete di Neonatologie del mondo, il Vermont Oxford Network. Nella Neonatologia dell’Ospedale Maggiore, infatti, nel triennio 2008-2010 i neonati prematuri sopravissuti sono il 93,4% (84,2% la percentuale media internazionale), il 67,1% senza patologie gravi (50,9% il dato medio internazionale).  Il percorso di cura e assistenza per il neonato prematuro è articolato in fasi successive che si avvia con interventi di terapia intensiva proporzionali al grado di prematurità e di riduzione del peso neonatale. Già nella fase iniziale, i neonatologi ricorrono a tecniche invasive solo quando indispensabili, limitandone comunque per quanto possibile intensità e durata, per attivare prima possibile tecniche non invasive. In genere i tempi di ricovero per questi neonati sono tali da consentire, in assenza di complicanze maggiori, peraltro non frequenti, il ritorno a casa all’incirca intorno alla data naturale della loro nascita. La Neonatologia dell’Ospedale Maggiore offre, inoltre, alle mamme la possibilità di alloggiare e di vivere accanto al loro bambino, accompagnate dal personale medico e di assistenza nel percorso che le condurrà al ritorno a casa. E’ determinante, infatti, sin dalla fase di ricovero in Terapia Intensiva Neonatale, facilitare la costruzione della relazione mamma-bambino, così traumaticamente e precocemente interrotta, attraverso tutte le modalità di contatto e interazione, come la marsupio-terapia e l’attaccamento al seno.

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Progetto Rotary per il trattamento neonatale dell’Aids

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

Il Rotariano Stephen Nicholas, un pediatra specializzato nel trattamento dell’AIDS che ha svolto un ruolo importantissimo nella riduzione dell’HIV neonatale a New York, sta utilizzando il sostegno del Rotary per eliminare la trasmissione dell’HIV da madre a figlio nella Repubblica Domenicana. All’inizio degli anni novanta, New York aveva il più alto tasso degli Stati Uniti di bambini sieropositivi alla nascita mentre dal 2000 un solo bambino è stato infettato dall’HIV durante il parto, ha affermato Nicholas, membro del Rotary Club di Yonkers, e questa tendenza si sta diffondendo in tutti gli Stati Uniti. Il drastico calo della trasmissione madre-figlio dell’HIV è dovuto principalmente al miglioramento dei trattamenti farmacologici nonché ad interventi cruciali di tipo medico ed educativo durante la gravidanza. Nicholas e i suoi colleghi hanno portato avanti questo pionieristico approccio multidisciplinare durante il suo incarico come direttore del reparto di pediatria al centro ospedaliero di Harlem. (…) Nel 1999, Nicholas ha inaugurato una clinica familiare per la cura dell’AIDS a La Romana, Repubblica Domenicana, la zona con il più alto livello di trasmissione di HIV/AIDS dopo l’Africa subsahariana. La clinica, diretta dall’International Family AIDS Program, fornisce assistenza medica e psicologica alle donne sieropositive in gravidanza. Per estendere l’International Family AIDS Program e mantenerlo sostenibile nel 2006 il Rotary Club di Yonkers insieme a quello di La Romana e del Distretto 7230 (New York) hanno lanciato il Mother-Baby AIDS Project nella Repubblica Domenicana. Il progetto, che ha ricevuto 50.000 di dollari dal World Community Service Project, assiste ogni anno oltre 100 madri sieropositive e i loro neonati, e l’assistenza medica prosegue dopo il parto per far sì che i bambini non restino orfani. L’attività della clinica, afferma Nicholas, ha ridotto il tasso di trasmissione HIV da madre a figlio dal 40 a meno dell’1 per cento. (…) http://www.rotary.org/en/ MediaAndNews/ News/Pages/090714_clinicinfantAIDSDR.aspx (Ryan Hyland)

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