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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘neoplasia’

La neoplasia della mammella è la più frequente

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

Il tumore più frequente in Italia è diventato quello della mammella: nel 2018 sono stimati 52.800 nuovi casi (erano 51.000 nel 2017). Seguono il cancro del colon-retto (51.300, erano 53.000 nel 2017), che lo scorso anno era il più diagnosticato e del polmone (41.500, erano 41.800 nel 2017). Complessivamente, quest’anno nel nostro Paese sono stimati 373.300 nuovi casi di tumore (194.800 uomini e 178.500 donne), con un aumento, in termini assoluti, di 4.300 diagnosi rispetto al 2017. E quasi 3 milioni e quattrocentomila cittadini vivono dopo la scoperta della malattia (3.368.569, erano 2 milioni e 244 mila nel 2006), il 6% dell’intera popolazione: un dato in costante aumento. Ma le percentuali sulla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi fotografano un Paese spaccato in due: al Nord si registrano i tassi migliori, in particolare nelle prime tre posizioni si collocano Emilia-Romagna, Toscana (56% uomini e 65% donne in entrambe le Regioni) e Veneto (55% e 64%). In coda invece il Sud, con Sicilia (52% uomini e 60% donne), Sardegna (49% e 60%) e Campania (50% e 59%). Differenze che possono essere spiegate soprattutto con la scarsa adesione in queste aree ai programmi di screening che consentono di individuare la malattia in stadio iniziale, quando le possibilità di guarigione sono più alte, e con la preoccupante diffusione in queste Regioni di fattori di rischio come fumo, sedentarietà ed eccesso di peso. È questo il censimento ufficiale, giunto all’ottava edizione, che descrive l’universo cancro in tempo reale grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), di Fondazione AIOM e di PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2018”, presentato oggi all’Auditorium del Ministero della Salute in un convegno nazionale (disponibile nella versione per operatori e in quella per pazienti e cittadini).
I tumori colpiscono meno nel Meridione, infatti il tasso d’incidenza è più basso del 13% tra gli uomini e del 16% tra le donne al Sud rispetto al Nord. Le tre Regioni con il più alto numero di diagnosi stimate nel 2018 sono Lombardia (64.200), Lazio (33.850) e Veneto (31.850). “Le stime dei casi attesi sono importanti anche a livello regionale, perché i servizi diagnostici e terapeutici devono essere programmati su questi ordini di grandezza – afferma Lucia Mangone, presidente AIRTUM -. Oggi in Italia il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. La prima causa di morte oncologica è costituita dal carcinoma del polmone (33.836 decessi nel 2015), seguito dal colon-retto (18.935), mammella (12.381), pancreas (11.463) e fegato (9.675).
Sull’esempio della scorsa edizione, il volume contiene approfondimenti sugli stili di vita, a sottolineare quanto le misure di prevenzione possano incidere sui numeri della malattia. Il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio. In Italia sono attribuibili a questa pericolosa abitudine ogni anno circa 93mila morti (il 14% di tutte le persone decedute) e le sigarette costituiscono la prima causa di perdita di anni di vita in buona salute. . In generale, nelle giovani donne che vivono nelle Regioni del Sud si registra, negli ultimi anni, un preoccupante incremento di fumatrici tale da annullare il vantaggio storico, per bassa prevalenza di questa abitudine, rispetto alle donne delle Regioni del Centro-Nord. A questo quadro si aggiungono in queste aree le alte percentuali di altri fattori di rischio (sedentarietà ed eccesso di peso) e una bassa copertura degli screening oncologici per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del colon-retto e della cervice uterina. Per questo è fondamentale investire in campagne di prevenzione”. Fra gli altri fattori di rischio, il 17% degli italiani consuma alcol in quantità o modalità di assunzione a maggior rischio per la salute, il 32,5% è sedentario e il 42,2% risulta in eccesso ponderale (il 31,7% è in sovrappeso e il 10,5% obeso). Al Centro-Sud la quota dei sedentari è significativamente più elevata e raggiuge il 50% in diverse Regioni (toccando il 71% in Basilicata). Inoltre la Campania continua a detenere il primato per la percentuale più alta di persone in eccesso ponderale (51%), seguita da Sicilia (48,1%), Molise (47,8%) e Puglia (45,5%) con valori non molto distanti.

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Tumori e immigrati

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2011

St James's University Hospital, Leeds. Institu...

Image via Wikipedia

I cittadini stranieri colpiti da un cancro muoiono più degli italiani. Non perché la malattia sia più aggressiva ma perché viene scoperta in ritardo, fino a 12 mesi dopo. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) lancia l’allarme. “Vediamo un aumento dei tumori più direttamente correlati a stili di vita errati (polmone, testa-collo, colon-retto, stomaco) ed al mancato accesso allo screening (collo dell’utero, seno e ancora colon retto) – spiega il presidente, prof. Carmelo Iacono -. Questo si traduce in diagnosi tardive, che giungono quando la neoplasia è in fasi più avanzate ed è quindi più grave. In questa popolazione vi è poi un’incidenza maggiore di cancro al fegato, che origina in gran parte dei casi da cirrosi dovute a forme di epatite B cronica ed è quindi più frequente in popolazioni che non hanno ricevuto la vaccinazione contro il virus, hanno vissuto in ambienti in cui questo prolifera o presentano altri fattori predisponenti (rapporti non protetti, abuso di alcol, ecc.)”. Gli stranieri sono oggi 4.570.317, il 7,5% della popolazione. Di fronte a questi numeri, in costante crescita (sono 335mila in più rispetto al 2010, +7,9%) e con un peso sempre più rilevante nei reparti di oncologia medica, AIOM ha deciso di attivare il primo progetto nazionale multietnico al via oggi con una Giornata di studio a Bologna dal titolo “Problematiche oncologiche nei migranti: dall’emergenza alla gestione”. Verranno previsti successivi incontri e realizzati opuscoli informativi tradotti nelle principali lingue ed adeguati alle diverse culture, da diffondere in collaborazione con altre Società scientifiche. E sul web, nel sito http://www.aiom.it, verrà attivata un’area dedicata con un’attenzione particolare per i ragazzi: i minorenni stranieri nel nostro Paese sono 932.675, di cui 572.720 nati qui. “Dobbiamo insistere sulla prevenzione, in particolare attraverso il coinvolgimento delle “seconde generazioni” – continua il prof. Marco Venturini, presidente entrante AIOM -. Si tratta di cittadini che parlano la nostra lingua, crescono in Italia, fanno da tramite per la traduzione, la comunicazione, l’informazione ai genitori e rappresentano una risorsa insostituibile come fautori del cambiamento culturale all’interno del nucleo familiare”. AIOM ha inoltre attivato un confronto aperto con le Istituzioni su questo tema. “Definito il sistema di protezione sanitaria dei migranti, è necessario verificare se l’offerta dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) dell’oncologia sia adeguata a questa specifica domanda – spiega il Coordinatore degli Assessori della Sanità della Conferenza Stato-Regioni, Luca Coletto, relatore al seminario -. Le principali difficoltà rilevate dagli stranieri sono relative a barriere linguistiche, scarsa conoscenza del funzionamento e delle modalità di accesso ed utilizzo del sistema sanitario e dalla distanza culturale con gli operatori. In questo senso plaudo all’iniziativa di AIOM che si pone come capofila in un percorso che deve coinvolgerci tutti”.Il peso degli stili di vita è determinante: oltre il 30% dei tumori è direttamente collegato a una dieta scorretta e un uomo che fuma ha 23 volte più probabilità di ammalarsi di cancro al polmone rispetto a chi non lo fa. “Ma l’adesione agli screening è altrettanto importante – spiega il prof. Iacono – si pensi che la mammografia può ridurre del 25% la mortalità. L’accesso a questo esame è ancora insufficiente nel nostro Paese, è in media del 55% (su 2 donne invitate solo una accetta), con un divario tra Centro-Nord e Sud dove i livelli di adesione sono al 40%. Nelle donne straniere il dato è ancora fortemente inferiore. Senza contare il dramma dell’immigrazione irregolare, che sfugge alla nostra percezione e che non accede ad alcun tipo di controllo preventivo. È una nostra priorità annullare queste differenze. Si tratta di una vera e propria sfida educativa – conclude –. Siamo al punto di partenza di un percorso che è ormai indispensabile intraprendere. Attingeremo alle tante “buone pratiche” ed esperienze virtuose già operative in molte oncologie italiane per rendere fruibile il prima possibile questo grande bagaglio di esperienza in tutto il Paese”.

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Workshop internazionale CLU all’Univ. di Parma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

Parma da giovedì 23 a sabato 25 giugno presso il Grand Hotel de la Ville. Si tratta di un convegno di grande prestigio internazionale che continua una lunga serie iniziata nel 1992 a Cambridge (UK) e che ora prosegue per la prima volta in Italia presso l’Università di Parma in virtù degli importanti contributi scientifici apportati sull’argomento dal gruppo di ricerca del Prof. Saverio Bettuzzi, del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Ateneo, organizzatore dell’evento. Il tema del convegno, che vedrà la partecipazione di 50 illustri scienziati da tutto il mondo, riguarda le funzioni biologiche del gene CLU. Questo gene controlla il destino delle cellule dell’organismo poiché ne può decretare la sopravvivenza o la morte. Un difetto di azione di CLU può favorire il processo di trasformazione neoplastica, mentre la sua attivazione blocca la progressione della neoplasia. In particolare, gli studi condotti presso l’Università di Parma hanno dimostrato che l’attivazione di CLU è alla base del meccanismo molecolare di azione di molte sostanze antitumorali presenti in sostanze ed estratti naturali, nel cibo e nelle bevande tradizionali, tra cui il tè verde cinese. Il convegno, che gode del patrocinio del Comune di Parma e della Provincia di Parma, è stato realizzato anche grazie al contributo di Chiesi Farmaceutici, Fondazione Cariparma, Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi (Roma) e dell’azienda statunitense Epitome Pharmaceuticals.

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Fertilità nella donna affetta da neoplasia

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2011

Roma, 16/06/2011, 08.30 – 13.45 SANIT – Palazzo dei Congressi P.le Kennedy 1 Sala: 3 Corso ECM: Medico – Psicologo – Infermiere – Biologo Organizzato da: Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IRCSS – Roma Referente: Prof. Enrico Vizza – Responsabile Ginelocologia Oncologica e Prof. Tonino Cantelmi – Responsabile del Servizio di Psichiatria di consultazione e di collegamento. Programma:
8.30 Saluto dei Presidenti
I Sessione – fertilità e cancro: dimensione del problema Moderatori: S. Tomao, A.M.Alberti.
• 8.45 Neoplasie Ematopoietiche – Relatore MC. Petti
• 9.00 Tumore della Mammella – Relatore P. Vici
• 9.15 Altre Neoplasie – Relatore M.L. Appetecchia
• 9.30 Radioterapia e fertilità – Relatore G. Giovinazzo
• 9.45 Vissuto e rappresentazione di infertilità nella paziente oncologica – Relatore T.Cantelmi- S.Torelli
II sessione – strategie di preservazione Moderatori: P. Giannini, E.Piccione
• 10.15 Chirurgia Fertility Sparing – Relatore E.Vizza
• 10.30 Crioconservazione delle Cellule Germinali – Relatore F.Ubaldi
• 10.45 Crioconservazione degli Embrioni – Relatore F.Ubaldi
• 11.00 Banca del Tessuto Ovarico e Trapianto del tessuto Ovarico – Relatore E.Cittadini
• 11.15 La Banca dei Gameti Maschili – Relatore A. Lenzi
III sessione – problematiche attuative ed etiche Moderatori: R.Buonasorte, N.Costa
• 12.15 Bioetica della Preservazione della fertilita’ – Relatore M.Losito
• 12.30 Valutazione psicologica e Gestione della Donna oncologica candidata al Trapianto del tessuto ovarico – Relatore S.Torelli
• 12.45 Valutazione e Gestione della giovane prepubere candidata al Trapianto del tessuto ovarico
• 13.00 Sostenibilità economica ed innovazione terapeutica – Relatore E.Vizza
13.15 Il controllo della qualità e la certificazione ( S. Moretti) – Relatore S.Moretti
13.45 Chiusura dei lavori

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Convegno annuale regionale di urologia

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2009

Sovigliana di Vinci 12 dicembre prossimo nei locali dell’Agenzia per la formazione dell’Asl 11, in via Oberdan sedicesimo convegno annuale regionale organizzato da Toscana Urologia e Auro.it.  In questa edizione il convegno sarà dedicato all’integrazione delle professionalità nei nuovi modelli organizzativi dell’ospedale, all’attualità e interdisciplinarietà nel carcinoma della prostata e ai modelli di prevenzione in urologia. Il carcinoma della prostata è la neoplasia che ha subito in questi ultimi 10 anni il maggiore incremento numerico al punto che sta diventando la prima forma di neoplasia che colpisce gli uomini. Quello della neoplasia alla prostata è un problema fortemente sentito dalla popolazione maschile anche per i riflessi che comporta sulla vita di relazione e di coppia. L’evento, organizzato in sezioni  differenti per i medici e per gli infermieri, è aperto a urologi, oncologi, radioterapisti, medici di medicina generale e infermieri. Nel corso del convegno parteciperanno anche i rappresentanti dell’AIP (Associazione Italiana Prostatectomizzati) e dell’associazione Europa Uomo.

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Sei italiani su 10 non accedono alle cure odontoiatriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2009

«Il 60% della popolazione non accede alle cure odontoiatriche, quindi solo il 40% ne usufruisce. La vera odontoiatria sociale  è proprio la prevenzione». A dichiararlo è stato il professor Enrico Gherlone dell’Istituto Scientifico San Raffele di Milano, a  margine del suo intervento al Sanit 2009. È necessario incrementare la prevenzione soprattutto tra i soggetti più giovani – ha aggiunto – in particolare per la  patologia della malocclusione che colpisce una grossa fetta della popolazione. Solo qualche regione virtuosa attua programmi  seri di prevenzione». «Sia il ministero della Salute che le associazioni  professionali stanno attuando importanti campagne di prevenzione che mirano a contrastare questa neoplasia presente in  misura sempre maggiore tra i giovani», ha specificato Gherone. «Al nord – ha concluso – c’è un numero di accessi alle cure ben più alto, la  questione salute pubblica purtroppo dipende dalla situazione economica delle regioni. Il servizio sanitario nazionale  garantisce cure per le prestazioni più urgenti, soprattutto per i giovani. I fondi integrativi – ha concluso Gherloni –  potrebbero in quest’ottica rivelarsi uno strumento efficace».

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Speranze da farmaco per cancro alla prostata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2009

Speranze da un nuovo farmaco contro il cancro alla prostata testato dai ricercatori della statunitense Mayo Clinic, in Minnesota. Tre uomini con neoplasia in stato avanzato hanno avuto risultati talmente brillanti, a detta dei ricercatori capitanati da Eugene Kwon, che ora sarà possibile operarli, nonostante la malattia fosse giunta a una fase che sbarrava ai tre pazienti le porte della sala operatoria. Nel caso dei tre uomini su cui il farmaco, un anticorpo monoclonale che stimola il sistema immunitario, ha avuto “risultati straordinari”, il tumore si è ridotto a tal punto che i tre hanno potuto sottoporsi all’intervento per rimuovere la neoplasia. E il primo trial su 108 pazienti ha mostrato risultati talmente positivi, assicurano i ricercatori, che si è ora deciso di passare a un altro studio su 30 volontari per testare dosi più alte del ritrovato. Una ricerca che accende speranze, soprattutto considerando che sono ben poche attualmente le terapie che consentono di intervenire sulla malattia in stato avanzato. Il farmaco “rappresenta il Santo Graal della ricerca sul cancro alla prostata – afferma Kwon, usando una metafora leggendaria, sulle pagine dell’Independent – eravamo sulle sue tracce da anni”. Ma sulle pagine della Bbc online, John Neate, chief executive del Prostare Cancer Charity, invita alla prudenza. “Va ricordato – sottolinea – che si tratta di risultati preliminari. Vanno condotti studi su larga scala per vedere se si tratta di esiti replicabili. Se lo fossero – riconosce – non c’ dubbio che avremmo stanato una strada estremamente promettente”.

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Congresso Americano di oncologia medica

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2009

Orlando, Per la prima volta, una molecola “a bersaglio” si rivela efficace per i malati di tumore al polmone. Ricercatori dell’Università di Osaka hanno individuato uno specifico marcatore (EGFR) capace di  determinare una migliore risposta alla terapia in pazienti con neoplasia non a piccole cellule (l’80% del totale). La lotta al cancro oggi è sempre più mirata e le maggiori conquiste recenti (ad esempio nel seno e nel colon) riguardano proprio l’individuazione di geni “spia” per identificare a priori quali pazienti beneficeranno dei trattamenti “target”. Mai prima d’ora si era però riusciti a identificare questo meccanismo nel polmone, uno fra i grandi big killer, prima causa di morte per neoplasia nei Paesi Occidentali. La scoperta, frutto dello studio asiatico IPASS, viene presentata oggi al Congresso Americano di Oncologia Medica (ASCO) in corso fino al 2 giugno ad Orlando. La ricerca ha dimostrato che nei pazienti con la mutazione dell’EGFR (sono il 10-15% dei casi), il trattamento con gefitinib rispetto alla chemioterapia standard migliora significativamente i tempi di progressione della malattia, aumentandolo di circa il 50%. “Un’ottima notizia – commenta Giorgio Scagliotti, professore all’Università di Torino, Direttore dell’Oncologia Medica del “S. Luigi Gonzaga” di Orbassano (TO), uno fra i massimi esperti mondiali della patologia e fra i coordinatori dell’ASCO -, che apre nuovi scenari per il trattamento del tumore del polmone, con una ricaduta diretta anche sulla qualità di vita dei malati. Questa molecola presenta infatti minori effetti collaterali e prevede un’assunzione orale, decisamente più pratica e meglio tollerata. Mi auguro che questa indicazione venga presto registrata anche nel nostro Paese, così che possiamo utilizzarla nella pratica clinica a favore dei nostri pazienti”. In Italia i malati sono 32.000: di questi circa 3.000 potranno beneficiare della nuova terapia, che già ha ottenuto il parere positivo della commissione tecnica dell’EMEA il 12 maggio. Il gefitinib agisce inibendo la tirosin-chinasi legata ai fattori di crescita dei tumori: impedisce la trasmissione dei segnali coinvolti nella loro proliferazione e la blocca. Da noi questa molecola dovrebbe essere disponibile da gennaio 2010. Il fumo di sigaretta è la causa principale dell’insorgenza di questo tumore, in 9 casi su 10. Un uomo che fuma ha 23 volte più probabilità di ammalarsi di cancro al polmone, mentre per le donne il pericolo è 13 volte maggiore. Forse anche a causa dell’aumento di questa brutta abitudine nel “gentil sesso”, in Italia si registra un calo importante della mortalità maschile (-2,6%), mentre sale quella femminile (+1%). Ma se un tabagista smette, il rischio di sviluppare la malattia si riduce progressivamente fino a diventare,  dopo 10-15 anni, pari a quello di chi non ha mai fumato.

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