Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘neoplasie’

Le neoplasie uro-genitali

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

In Italia oltre l’80% dei pazienti colpiti da un tumore uro-genitale riesce a sconfiggere la malattia. Ciò nonostante queste patologie provocano oltre 16mila decessi e in particolare preoccupa il basso numero di diagnosi precoci. Sono, infatti, neoplasie subdole che non presentano sintomi chiari e ben definiti soprattutto nelle prime fasi delle patologia. Per questo diventa fondamentale, soprattutto per quelle categorie di persone considerate a rischio, sottoporsi ad esami specifici e a controlli con lo specialista. E’ questo l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) in occasione della giornata mondiale contro il cancro, che si celebra il 4 febbraio con la campagna ‘I Am and I Will’ (www.worldcancerday.org). L’evento è promosso dall’UICC, organizzazione non governativa che rappresenta associazioni impegnate in oltre 100 Paesi e vuole sensibilizzare popolazione, media, Istituzioni, personale medico-sanitario e i pazienti sui temi della prevenzione e della ricerca medico-scientifica contro tutte le neoplasie. “Le percentuali di sopravvivenza registrate in Italia per i tumori della prostata, rene, vescica e testicolo ci collocano ai primi posti in Europa e nel Mondo – afferma il dott. Alberto Lapini, Presidente Nazionale della SIUrO -. Bisogna però lavorare per favorire il più possibile la prevenzione di patologie che risultano ancora sottovalutate. Oltre ai controlli medici sono fondamentali gli stili di vita sani, a partire dal fumo di sigaretta responsabile da solo del 50% dei tumori al tratto urinario. Per tutti questi motivi abbiamo deciso come SIUrO di aderire ad un’importante iniziativa internazionale che vuole aumentare la consapevolezza di tutta la popolazione mondiale su quello che è stato definito il “Male del Secolo”. “Esiste un’ampia letteratura scientifica che dimostra la grande importanza di fattori come la dieta, la sedentarietà, la riduzione del consumo di alcolici e il sovrappeso nell’insorgenza del cancro al rene o alla prostata – prosegue il dott. Giario Conti, Segretario e Tesoriere Nazionale della SIUrO -. Anche le vaccinazioni possono avere un ruolo perché il virus dell’HPV è un importante fattore di rischio del tumore del pene. Questa è una patologia oncologica rara che interessa ogni anno circa 500 italiani”. “Tuttavia considerando entrambi i sessi il virus HPV è correlato ad un numero molto più elevato di tumori – conclude il dott. Renzo Colombo, Vice Presidente SIUrO -. Per tale motivo la nostra Società Scientifica raccomanda fortemente la vaccinazione di bambini e adolescenti, sia maschi che femmine, contro l’HPV”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

I tumori testa-collo rappresentano il 4% di tutte le neoplasie

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 febbraio 2018

Ogni anno in Italia sono diagnosticati oltre 9.500 nuovi casi. Gli uomini sono i più colpiti dalla malattia e nella fascia d’età tra 50 e 69 anni è la quinta neoplasia più frequente (dati AIRTUM).Un recente lavoro dell’Istituto Regina Elena di Roma rivela che la proteina p53 mutata induce la crescita incontrollata di tumori squamosi della testa-collo stimolando l’aberrante attività di lunghi RNA.La proteina p53, anche detta “guardiano del genoma”, è uno dei più potenti soppressori tumorali che il corpo umano ha a disposizione. Ricercatori dell’Istituto Regina Elena di Roma hanno individuato un importante meccanismo d’azione di p53 mutata nei tumori squamosi della testa-collo. I pazienti colpiti dalla neoplasia e con tale mutazione hanno in genere un decorso infausto, con una bassa risposta alla radio e chemioterapia e questo spiega l’urgenza di trovare strategie per bloccare l’azione di p53 mutata. I risultati dello studio condotto da Giovanni Blandino e Silvia Di Agostino del Laboratorio di Oncogenomica ed Epigenetica IRE e pubblicati su Theranostics dimostrano che, nei tumori testa-collo, p53 mutata è in grado di agire sull’attività di specifiche molecole di RNA con importanti funzioni regolatorie. Più precisamente, nella cellula tumorale una di queste molecole, il long ncMIR205HG indotto da p53 mutata, sequestra un piccolo micro-RNA, chiamato miR-590-3p. Questo soppressore tumorale una volta sequestrato non può più limitare la proliferazione incontrollata delle cellule maligne. Spezzare il legame tra i due RNA ripristina le normali funzioni di miR-590-3p e rallenta la proliferazione e la capacità migratoria delle cellule maligne.Il meccanismo d’azione di p53 mutata può quindi essere considerato un bersaglio per terapie molecolari di precisione nei tumori aggressivi della testa-collo. L’importante scoperta è stata possibile grazie al contributo del Ministero della Salute che ha sostenuto il progetto “Genomic instability (IN) in Head&Neck cancers: Role of Gain of Function activity (GOF) of p53 mutants” di cui Silvia Di Agostino è la responsabile scientifica, e dell’Associazione per la Ricerca sul Cancro (AIRC) che sostiene la ricerca sullo studio delle attività oncogeniche di p53 mutata.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una strategia unitaria contro le neoplasie”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

tumoriRoma. La conferma del Fondo per i farmaci anticancro innovativi rappresenta una misura indispensabile per sostenere l’accesso alle cure anche nel 2018. Ma è necessario andare oltre con misure strutturali perché oggi oltre un milione di italiani ogni anno è costretto a cambiare Regione per curarsi. Per questo serve subito il “Patto contro il cancro”, un programma ed una regia unici nazionali che garantiscano una strategia unitaria per combattere la malattia, dalla prevenzione alle terapie, dalla riabilitazione all’umanizzazione dell’assistenza, alla ricerca fino all’innovazione, in grado così di incidere a 360 gradi sull’impatto di questa patologia nel nostro Paese. Un Patto da finanziare con l’aumento del prezzo delle sigarette, una strada già percorsa con successo da altri Paesi come l’Australia, la Norvegia e l’Irlanda. È questo l’appello lanciato nella prima giornata del XIX Congresso nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), che si è aperto a Roma. “La ‘tempesta perfetta’ che si temeva potesse travolgere il sistema sanitario per l’arrivo delle nuove molecole anticancro è stata evitata – afferma Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Grazie anche al Fondo di 500 milioni di euro destinato all’acquisto di queste terapie che gli oncologi italiani lo scorso anno hanno fortemente richiesto e che il Governo italiano ha istituito per la prima volta nell’ottobre 2016. Oggi il Fondo è una misura strutturale, però la spinta all’innovazione e le nuove terapie sempre più efficaci in futuro rischiano di non rendere sufficiente questa fonte. Per questo chiediamo di implementarlo, come parte integrante del Patto, con una tassa di un centesimo in più a sigaretta”. Ogni giorno in Italia più di 270 nuove diagnosi di tumore sono riconducibili al fumo. Preoccupa in particolare la diffusione del tabagismo fra le italiane, con conseguenze evidenti su due fra le neoplasie più frequenti: in quindici anni l’incidenza del cancro del polmone è diminuita fra gli uomini da 29.097 nuovi casi nel 2003 a 28.200 nel 2017 (-1,7% annuo), fra le donne invece è aumentata da 7.962 diagnosi nel 2003 a 13.600 nel 2017 (+3,1% annuo). Simile l’andamento del cancro della vescica (-1,1% uomini e +0,3% donne), anche in questo caso per l’opposto atteggiamento nei confronti del fumo di tabacco nei due sessi. Una vera e propria epidemia prevenibile, che richiede un impegno urgente da parte dei clinici e delle Istituzioni. Nel 2017 sono stimati nel nostro Paese 369mila nuovi casi di tumore (192.000 fra i maschi e 177.000 fra le femmine). “Nel 2018 il Fondo – continua il presidente Pinto – dovrebbe essere destinato alla copertura dei costi sia dei farmaci che dei test richiesti dall’agenzia regolatoria italiana (AIFA) per la prescrizione di queste terapie. Negli ultimi dieci anni in Italia sono state messe a disposizione dei pazienti circa 40 nuove molecole anticancro e il Fondo varato dal Governo nel 2016 ha assicurato nel 2017 l’accesso a sei farmaci innovativi (due in ematologia e quattro in oncologia)”. “La spesa è stata ben governata con una condivisione tra Istituzioni, oncologi e pazienti – sottolinea Stefania Gori, presidente eletto AIOM -. Ma è necessario trovare nuove fonti per sostenere l’innovazione e per garantire a tutti i malati le nuove molecole. Oggi oltre 3 milioni e trecentomila cittadini (3.304.648) vivono dopo la diagnosi, il 24% in più rispetto al 2010. Armi efficaci, come la chemioterapia più attiva e meglio tollerata, le terapie a bersaglio molecolare e l’immuno-oncologia determinano un miglioramento della sopravvivenza con una buona qualità di vita”. In Italia per la prevenzione si spendono ogni anno 5 miliardi di euro (2014), pari al 4,22% della spesa sanitaria totale: il tetto programmato stabilito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) invece è del 5%. “La prevenzione è uno dei settori che fino ad oggi ha subito in maniera più profonda le politiche di razionamento – spiega Gori -. Per questo serve più impegno in questo campo: il 40% dei casi di tumore, pari a 147.600 mila diagnosi ogni anno nel nostro Paese, potrebbe essere evitato grazie agli stili di vita sani (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta), all’applicazione delle normative per il controllo dei cancerogeni ambientali e all’implementazione degli screening”. Gli italiani però sono ancora poco attenti alle regole della prevenzione: i fumatori sono 11,7 milioni e rappresentano il 22,3% della popolazione con più di 15 anni (il 23,9% degli uomini e il 20,8% delle donne), 23 milioni 85mila cittadini sono sedentari, il 45,9% della popolazione over 18 è in eccesso di peso (35,5% in sovrappeso, 10,4% obeso). “L’AIOM da sempre è in prima linea nelle campagne di prevenzione – evidenzia il presidente Pinto -. Da dicembre 2016 a maggio 2017 abbiamo organizzato in 16 città la prima edizione del ‘Festival della prevenzione e innovazione in oncologia’ per spiegare agli italiani il nuovo corso della lotta alle neoplasie. Bastano alcuni numeri per comprendere l’impatto di questa iniziativa: 196mila le persone raggiunte, 123mila gli opuscoli diffusi, 51mila i sondaggi raccolti, 50 i testimonial del mondo dello sport e dello spettacolo coinvolti. L’incremento degli investimenti in prevenzione può determinare in futuro una riduzione del numero di persone da curare”. Un vantaggio importante anche alla luce delle nuove emergenze sociali che investono il sistema delle cure: anche in Italia si comincia a parlare di tossicità finanziaria. “Una persona su cinque colpita dal cancro subisce anche un contraccolpo economico, che si riverbera in un peggioramento della prognosi – afferma Annamaria Mancuso, Presidente Salute Donna Onlus -. Questi risultati rappresentano un campanello d’allarme che ci costringe a riflettere sul fatto che buona sanità non significa solo mettere nuovi farmaci a disposizione dei medici e dei pazienti. Diventa fondamentale che si giunga al più presto a individuare un metodo condiviso e integrato per la valutazione dell’innovazione, che tenga cioè conto di tutti gli aspetti coinvolti nella cura: non soltanto dell’efficacia clinica della terapia, ma anche del suo costo-efficacia in termini di qualità della vita”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dolore in neoplasia avanzata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2016

cavannaPiacenza. Ogni anno conta 2.500 ricoveri in regime di day hospital, 1.450 degenze e circa 25.000 visite ambulatoriali. È l’Unità Operativa di Oncologia dell’Asl di Piacenza che con uno staff di 12 medici, uno psicologo, un data manager, 25 infermieri, 7 Operatori Socio Sanitari, 3 coordinatori infermieristici e 2 assistenti sanitari, si prende cura di ogni tipo di patologia tumorale, con un focus specifico su mammella, colon e polmone. Da sole queste 3 neoplasie sono responsabili di oltre la metà dei 1.200 nuovi casi di tumore che ogni anno l’UO si trova ad affrontare. Grazie al forte impegno sul fronte della ricerca scientifica di valore, la struttura, attualmente coinvolta in circa 40 studi condotti su diverse tipologie oncologiche, è un’eccellenza al servizio del territorio.“Nella cura dei pazienti oncologici, è importante prestare attenzione anche alla gestione dei sintomi, in particolare il dolore, presente in oltre il 60% dei casi di neoplasia avanzata, arrivando a punte di oltre il 90%”, illustra Luigi Cavanna, Direttore dell’UO di Oncologia dell’Asl di Piacenza. “La sofferenza favorisce depressione e rinuncia alla terapia attiva contro la malattia. Le più importanti società scientifiche raccomandano pertanto il trattamento precoce del dolore oncologico, che può incidere sulla durata, oltre che sulla qualità di vita”.
“Un altro studio a cui abbiamo preso parte insieme all’Istituto Mario Negri di Milano, in corso di stampa su Annals of Oncology, evidenzia che una parte di pazienti può essere poco responsiva al trattamento; abbiamo un ulteriore studio in collaborazione con l’Istituto Mario Negri per valutare la variabilità della risposta analgesica a un trattamento a base di ossicodone-naloxone in pazienti oncologici con dolore moderato-severo. Da ricordare anche un recente articolo accettato sulla rivista Current Medical Research & Opinion in cui è emerso che l’associazione ossicodone-naloxone è correlata a una migliore tollerabilità, con minor rischio di costipazione, rispetto all’uso sia di ossicodone da solo sia di morfina”.Lo sforzo dell’Unità Operativa di Oncologia dell’Asl di Piacenza per migliorare l’assistenza ai pazienti non si concretizza solo nell’intensa attività di ricerca scientifica ma anche in un assetto organizzativo particolarmente efficiente. La struttura ha infatti sviluppato una rete oncologica estesa in tutta la provincia: i medici si spostano presso gli altri tre ospedali del territorio (Fiorenzuola, Bobbio e Castelsangiovanni), garantendo continuità e coerenza nelle cure erogate a oltre 300 pazienti. L’UO, inoltre, è tra le poche a vantare la preparazione centralizzata dei farmaci antitumorali per l’intera provincia, assicurando equità e sicurezza agli assistiti, e questo è stato possibile con l’ottima collaborazione dei farmacisti: dr.ssa Alessandra Riva, Dr.ssa Antonella De Masi e dr. Stefano Vecchia.La struttura è attualmente accreditata Esmo (European Society for Medical Oncology) per quanto riguarda la continuità assistenziale: si è quindi dimostrata in grado della presa in carico complessiva del paziente, non solo al momento della somministrazione della cura, ma per tutto il decorso della malattia, gestendo al meglio tutte le complicanze, con una reperibilità continua degli oncologi, 24 ore su 24, per tutti i giorni dell’anno.
“La rete provinciale e la preparazione centralizzata dei farmaci oncologici in un’unica centrale di preparazione chiamata unità di farmaci antiblastici (UFA) hanno permesso anche un importante risparmio per l’azienda sanitaria, poiché non vengono sprecati i residui dei flaconi dei chemioterapici che sono estremamente costosi. È stata pubblicata una nostra ricerca sulla rivista Medical Oncology (Med Oncol; 2015, 32:16) in cui si evidenzia un risparmio di circa 16.000 euro ogni mese con il modello della preparazione centralizzata per l’intera provincia. La qualità di vita del malato è molto importante e il nostro impegno quotidiano deve cercare di preservarla. Gli studi pubblicati ed attualmente in corso, con farmaci, presidi o nuove modalità organizzative, sono molto preziosi perché ci permettono una cura sempre migliore dei tanti pazienti oncologici che a noi si affidano”, conclude il dottor Cavanna. (foto. cavanna)

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tumore prostata

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

tumoreAl meeting di Roma, presso il Domus Sessoriana specialisti di fama internazionale hanno dato una visione aggiornata di aspetti del management clinico del paziente colpito dalla neoplasia. Dall’incontro è emerso che l’uso della misurazione del PSA per la diagnosi precoce, sebbene sia penalizzato da trattamenti derivanti da “sovradiagnosi”, cioè diagnosi di tumore della prostata in uomini che potrebbero non presentare sintomi clinici della malattia per il resto della vita, rimane comunque la “porta di entrata”nel percorso diagnostico terapeutico. Ad affermarlo è stato Richard J. Ablin dell’ University of Arizona College of Medicine, scopritore del PSA, che ha sottolineato l’importanza di un attento impiego del test nel contesto di una valutazione clinica globale.
L’invecchiamento è la causa principale di rischio del tumore prostatico. A differenza della maggior parte delle neoplasie, sembra che per questa malattia la familiarità sia un fattore di rischio marginale, meno del 15%. Mentre alcune abitudini alimentari, come il consumo elevato di carne e latticini e una dieta ricca di calcio siano fattori predisponenti. Al contrario il consumo di frutta e verdure in generale e, in particolare, un costante consumo di pomodoro intero maturo specialmente se cotto e combinato con i polifenoli delle olive è capace di contrastare l’insorgenza del tumore. Vincenzo Fogliano, Professore di Chimica degli Alimenti presso l’università Federico II di Napoli e Direttore del Food Quality & Design Group dell’University of Wageningen in Olanda ha chiarito che oltre ai carotenoidi, noti micronutrienti benefici del pomodoro, stanno assumendo un ruolo di primaria importanza le chetosamine, potentissimi antiossidanti presenti in quantità abbondanti nell’ortaggio. L’elevata dose consigliata settimanalmente di consumo del pomodoro perché si abbia una riduzione del rischio di ammalarsi, comporterebbe un eccessivo apporto calorico invalidandone gli effetti benefici. E’ in quest’ambito che un team multidisciplinare di ricercatori italiani ha sviluppato Lycoprozen a base di pomodoro intero e acqua di vegetazione delle olive per il mantenimento del benessere della prostata senza sovraccarico calorico, Stefano Iacobelli oncologo medico è co-inventore dell’integratore alimentare.
Il tumore della prostata – ha spiegato Richard J. Ablin – è una malattia estremamente eterogenea per gravità di decorso clinico. L’ esatto inquadramento clinico può risultare difficile, anche perché non sono ancora disponibili criteri convalidati. Il dosaggio del PSA, è quindi ancora oggi un esame necessario per la diagnosi precoce della neoplasia purché sia impiegato nel contesto di una valutazione clinica corretta e per stabilire una stretta collaborazione medico-paziente.”“Tra i regimi dietetici consigliati dalla comunità scientifica per contrastare l’insorgenza di neoplasie – evidenzia Vincenzo Fogliano – hanno ampio consenso quelli che includono il costante consumo di pomodoro. Un recente studio condotto su circa 14.000 pazienti, ha dimostrato che consumando almeno 10 porzioni (1 pz. circa 100 gr) di pomodoro cotto la settimana si registra una diminuzione del rischio di sviluppo di Carcinoma prostatico del 20-25%”“Abbiamo sviluppato il Lycoprozen mediante un processo innovativo, brevettato, che non utilizza solventi, – ha dichiarato Stefano Iacobelli – per assicurare un’assunzione ottimale del Licopene presente nel pomodoro intero, inclusi semi e bucce, insieme a polifenoli: olive. Questo implica una efficacia delle raccomandazione preventive del World Cancer Research Fund (WCRF) e dell’ American Institute for Cancer Research (AICR). Come tale, il Lycoprozen può ritenersi un functional food e non.”

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

È nata IART, “Italian Association Rare Tumors”, per migliorare la conoscenza di queste neoplasie

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

cremona_008_piazza_duomoCremona. Ogni anno vengono diagnosticati in Italia oltre 70mila tumori rari, circa il 20% del totale delle neoplasie (365.500 nel 2014). Sono spesso difficili da individuare e da trattare. Alcuni infatti sono asintomatici oppure i sintomi vengono attribuiti a tumori più frequenti. Per questo il paziente può arrivare tardi alla diagnosi, quando si è già sottoposto a diverse visite ed esami clinici. Con ricadute negative sulle possibilità di sopravvivenza. Per migliorare le conoscenze su queste patologie, è nata IART, “Italian Association Rare Tumors”, la prima associazione in Italia che ha come interesse tutti i tumori rari solidi dell’adulto, presieduta dal prof. Fernando Cirillo, chirurgo oncologo agli Istituti Ospitalieri di Cremona. L’obiettivo fondamentale di IART è la formazione dei medici. “Fare cultura in questo settore di nicchia – spiega il prof. Cirillo – significa colmare un preoccupante vuoto di risorse e di contenuti, vista l’offerta ancora scarsa delle nostre Università che, anche dopo le più recenti riforme, hanno per molti versi accantonato la didattica dedicata a questi tumori. Gli aggiornamenti devono quindi passare attraverso canali diversi. Vogliamo creare un’offerta formativa, didattica ed educazionale strutturata, organizzata e continua. La nostra associazione riconosce il valore della Scuola e abbiamo scelto la didattica come forma di aiuto indiretto al paziente. Una sfida non semplice, ma possibile”. La formazione e l’aggiornamento teorico-pratico promossi dall’associazione saranno indirizzati soprattutto a medici, specialisti di settore, personale sanitario e studenti universitari. Tra i tumori rari più noti vi sono i sarcomi, i tumori stromali gastrointestinali e quelli neuroendocrini. “Mancano i riferimenti per capire cosa siano queste malattie e sapere a chi rivolgersi: anzi, ci sono – continua il prof Cirillo -. Ma non è così semplice trovarli. Internet non sempre aiuta, troppo spesso la navigazione conduce a siti non certificati. Il medico di famiglia talvolta non è preparato su questi temi. Oppure il paziente ricorre al ‘fai da te’, che però implica il prezzo salato di lunghi tempi di attesa e di uno spreco di risorse. Quante volte abbiamo accolto nei nostri ambulatori pazienti spaventati, confusi e stanchi di cercare una soluzione, ma ancora pieni di speranza? La nostra associazione è costituita da un gruppo di esperti uniti dalla convinzione comune che la formazione nelle patologie di nicchia, come nel caso dei tumori rari, sia fondamentale per fornire informazioni essenziali per la loro gestione. La dimensione culturale non va sottovalutata: è necessario far crescere l’abitudine a individuare queste patologie per poterle curare precocemente”. In base al tipo di tumore, i trattamenti vanno dalla chemioterapia e radioterapia alla chirurgia fino alle terapie target con farmaci biologici. L’impatto sociale di queste malattie è notevole, spesso a causa del costo delle cure, delle possibili prestazioni improprie e della migrazione sanitaria. Inoltre solo alcune terapie sono garantite dal Sistema Sanitario Nazionale. Non tutti i trattamenti infatti prevedono farmaci rimborsabili e vi sono disparità territoriali fra le diverse Regioni. “Ho voluto lanciare questa sfida – conclude il prof. Cirillo – dopo anni di lavoro in questo settore, convinto che sia possibile soddisfare i bisogni del paziente solo dopo aver acquisito quegli strumenti che chiamiamo con una parola expertise, esperienza che implica lavoro, sacrificio e passione”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumori in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2011

Nel nostro Paese i grandi tumori fanno meno paura che nel resto d’Europa: l’Italia vanta infatti risultati migliori della media del continente. A 5 anni è vivo l’83% di chi è colpito da neoplasia al seno (contro l’80%), il 58% al colon-retto (rispetto al 54%), il 79% alla prostata (74%) e il 13% al polmone (verso il 10%). Saranno 360mila i nuovi casi in Italia nel 2011, 200mila negli uomini (56%) e 160mila nelle donne (44%): circa 1.000 al giorno. Sono invece 1.285.000 le persone “guarite”, che si sono lasciate la malattia alle spalle da più di 5 anni. Il primo censimento ufficiale che fotografa l’universo cancro in tempo reale è ora disponibile grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) che hanno unito gli sforzi per pubblicare il volume “I numeri del cancro in Italia 2011”, presentato oggi all’Auditorium del Ministero della Salute alla presenza del Ministro prof. Renato Balduzzi. “Non è un trattato per addetti ai lavori ma una guida fondamentale per orientare le politiche sanitarie, che vogliamo mettere a disposizione delle Istituzioni – spiega il prof. Marco Venturini, presidente AIOM -. Grazie a confronti internazionali e fra le diverse aree della penisola, a un’analisi degli andamenti temporali, dei tumori più frequenti e più letali siamo in grado di comprendere dove agire al meglio, quanto siano efficaci le attività di prevenzione e di trattamento e come sia possibile razionalizzare risorse e interventi. Emergono disparità regionali delle cure che si traducono talvolta nel mancato accesso alle terapie, con implicazioni significative sui costi sociali. A nostro avviso i risparmi, pur necessari, vanno previsti su altri settori, di minore gravità, dell’assistenza sanitaria”. Le 2 velocità del Paese risultano evidenti: si hanno più casi al nord (+30%) rispetto al sud ma la sopravvivenza è complessivamente inferiore nel Mezzogiorno. Il cancro rappresenta la seconda causa di morte in Italia (30%) dopo le patologie cardiocircolatorie (39%). Nel 2011 provocherà 174.000 decessi, con il tumore del seno big killer fra le donne (16%) e quello del polmone fra gli uomini (28%). “L’invecchiamento generale della popolazione è la causa principale del costante aumento di diagnosi– sottolinea il prof. Stefano Ferretti, segretario dell’AIRTUM -. Ma attenzione: l’11% dei pazienti colpiti ha meno di 50 anni. Fra i giovani le neoplasie più frequenti sono quella al testicolo negli uomini (11%) e alla mammella (40%) fra le donne”. Il volume verrà ora distribuito a tutte le oncologie italiane, agli assessorati regionali e alle Istituzioni nazionali. Diventerà una pubblicazione annuale sul modello di quanto già avviene da tempo negli USA.
Dall’analisi dei dati disponibili relativi al periodo 1998-2005 emerge una riduzione significativa della mortalità complessiva per tumore, in entrambi i sessi. “Il calo è del 12% nei maschi e del 6% tra le femmine – sottolinea il prof. Venturini -. Questo si spiega sia con la diffusione dei programmi di screening e il miglioramento delle capacità diagnostiche che con la possibilità di accedere alle cure più efficaci, grazie a centri di eccellenza diffusi su tutto il territorio e ad un’oncologia che si conferma fra le migliori al mondo”. “Per quanto riguarda i confronti internazionali – aggiunge Ferretti – l’Italia ha una frequenza di neoplasie simile o più elevata rispetto a Paesi Nord-europei e agli Stati Uniti, presumibilmente dovuta ai valori ancora sostenuti, seppur in diminuzione, del cancro del polmone, ma anche a quello del colon retto fra gli uomini. Per le donne l’incidenza è invece sostanzialmente allineata tra i Paesi. Nel confronto fra Nord e Sud si segnala l’importante eccezione del cancro del fegato, molto più frequente nel Meridione, che presenta rispetto alle Regioni settentrionali valori pari a +25% nei maschi e +75% nelle femmine. Il fenomeno è da ricondurre alla maggiore diffusione nel Sud Italia del virus dell’epatite B e C, uno dei principali fattori di rischio per l’epatocarcinoma”. Il cancro del colon-retto è nel complesso il più frequente con 50.000 nuove diagnosi nel 2011, seguito da quello alla mammella (45.000), alla prostata (42.000) e al polmone (38.000). Le “classifiche” differiscono in maniera notevole fra i due sessi: tra i maschi il tumore più diffuso è quello della prostata che rappresenta il 20% di tutte le neoplasie. Seguono polmone (15%, con tendenza alla riduzione), colon-retto (14%), vescica (10%) e stomaco (10%). Tra le donne la neoplasia della mammella costituisce il 29% del totale delle nuove diagnosi, seguita da colon-retto (13%), polmone (6%), corpo dell’utero (5%) e stomaco (4%). “Alla raccolta dei dati – conclude il prof. Carmine Pinto, segretario nazionale AIOM – hanno contribuito tutte le oncologie mediche italiane (oltre 300) e i 35 registri tumori diffusi in tutto il territorio che, fin dagli anni ’70, monitorano l’andamento di queste malattie nella popolazione. Questa pubblicazione si somma alle numerose iniziative promosse dalla nostra Società scientifica sul fronte della documentazione e della promozione di modelli gestionali ottimali, fra cui il “Libro Bianco” dell’oncologia italiana che rappresenta ormai un documento indispensabile per tutti gli operatori del settore”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Contro i tumori della testa – collo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Roma 30 giugno Camera dei Deputati, Sala delle Colonne di Palazzo Marini, si svolge il convegno con la partecipazione di esponenti delle Istituzioni, esperti del settore e di associazioni dei malati su: Assicurare ai pazienti affetti da tumore della testa – collo percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali mirati e multidisciplinari, senza conseguenze che riducano pesantemente la qualità della vita.
Il convegno prenderà in esame a 360 gradi le neoplasie della testa – collo, che comprendono i carcinomi del cavo orale, della laringe, della faringe e delle ghiandole salivari. Si tratta di tumori definiti “rari”, che compromettono gravemente la qualità di vita dei malati per quello che riguarda la respirazione, la deglutizione, la capacità di parlare e quindi di comunicare.
Si registrano circa 12 mila casi ogni anno in Italia e si stima che, solo in Europa, i casi di tumori della testa – collo siano circa 100 mila. Circa il 40% dei pazienti ha una forma recidivante e/o metastatica.
“Se precedentemente tale patologia aveva una maggiore incidenza tra le persone che vivono in una situazione di marginalizzazione sociale, eccedendo con il fumo e l’alcool – precisa Claudio Giustozzi, segretario nazionale dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) – oggi si assiste ad un drammatico incremento, anche tra i giovani, in relazione alla diffusione del virus HPV, responsabile dell’insorgere di alcune forme tumorali connesse a questo gruppo di neoplasie. Nonostante la disponibilità di nuovi farmaci,innovativi e biotecnologici, che sono in grado di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti e il riconoscimento dell’importanza di un approccio multidisciplinare, persiste ancora una grave disparità di accesso ai servizi sanitari, che è, invece, diritto umano fondamentale”.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Carcinoma avanzato della vescica

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

In Europa, il carcinoma della vescica colpisce oltre 100.000 persone ogni anno ed è responsabile di circa 40.000 decessi. In Italia, in base ai dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRT), il cancro della vescica risulta al 4° posto in termini di frequenza fra i maschi, con il 9% del totale delle diagnosi tumorali, mentre nelle donne è all’11° posto con il 2,7%. In  termini di mortalità rappresenta il 4,5% del totale dei decessi causati da neoplasie negli uomini e l’1,7% nelle donne. Le stime per il nostro Paese indicano un totale di 16.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno tra i maschi e di circa 3.500 tra le femmine, con una mortalità complessiva di oltre 5.000 persone.Il trattamento tempestivo della malattia migliora la prognosi e, a seconda della gravità, esistono diverse terapie raccomandate, tanto è vero che la mortalità da tumore della vescica è in costante riduzione nel corso degli anni. Purtroppo, tuttavia, Il carcinoma della vescica in fase avanzata o metastatico rimane associato a una prognosi infausta. “In caso di malattia localmente avanzata o metastatica è necessario un trattamento chemioterapico e, da diversi anni, lo standard è rappresentato da una combinazione contenente sali di platino. Purtroppo anche con la migliore chemioterapia il controllo della malattia e dei sintomi ad essa correlati raramente supera l’ anno e l’uso di altri farmaci chemioterapici  non ha dimostrato finora maggiori benefici ”, ha spiegato Enrico Cortesi, Primario del reparto di Oncologia B del Policlinico Umberto I di Roma, in occasione della Conferenza Nazionale AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica) sui “Tumori urologici”, che si è aperta oggi a Torino.Oggi è disponibile un nuove chemioterapico – vinflunina – che ha dimostrato di essere efficace dove le cure standard hanno fallito. “Vinflunina è il primo farmaco che abbia dimostrato reali benefici clinici nelle persone colpite da tumore alla vescica in progressione da una precedente chemioterapia”, ha detto Joquim Bellmunt, Direttore del Dipartimento di oncologia medica dell’ospedale universitario “Hospital del Mar” di Barcellona, coordinatore degli studi clinici europei che hanno portato alla registrazione del nuovo chemioterapico. “E’, infatti, l’unico farmaco che abbia sinora mostrato di allungare la vita di questi pazienti”, ha aggiunto. Secondo i risultati degli studi, vinflunina in monoterapia prolunga la sopravvivenza dei pazienti di oltre 2,5 mesi, rispetto al trattamento con sola terapia di supporto, con una riduzione del rischio di mortalità del 22%. Inoltre, il nuovo chemioterapico produce benefici significativi, oltre che sul controllo della malattia, anche sul preservare e migliorare la qualità di vita del paziente. Grazie al suo meccanismo d’azione mirato – vinflunina agisce inibendo l’azione dei microtubuli, specifiche strutture coinvolte nei processi di moltiplicazione delle cellule cancerose – “il farmaco rappresenta una reale opportunità nel trattamento clinico di queste forme di tumore uroteliale particolarmente serie e per le quali ad oggi le possibilità terapeutiche erano insufficienti”, ha concluso Cortesi.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumore alla prostata

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

L’esame del PSA (antigene prostatico specifico) non può essere utilizzato in maniera indiscriminata come strumento di screening del tumore della prostata, la più frequente neoplasia maschile che ogni anno in Italia fa registrare circa 23.500 nuovi casi e 7000 decessi. La sensibilità del test varia dal 70 all’80%, questo significa che il 20-30% delle neoplasie non viene individuato quando il PSA viene utilizzato come unico mezzo diagnostico. Va eseguito solo quando è necessario, cioè dopo i 50 anni, se vi è familiarità diretta per questo tumore e quando si soffre di disturbi urinari. L’importanza di un uso “mirato” del PSA viene sottolineata dalla XIX Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dedicata ai tumori urologici (della prostata, del rene, del testicolo e della vescica), in corso fino a domani a Torino (Centro Congressi Unione Industriale). “Non è stabilita una soglia standard in questo esame che indichi con certezza la presenza di un carcinoma – sottolinea il prof. Carmelo Iacono, presidente nazionale AIOM – e valori elevati possono essere dovuti a un’infiammazione o a un’infezione. In questi casi sono necessari ulteriori accertamenti, in particolare attraverso la biopsia, per arrivare a una diagnosi più precisa. Al tradizionale test di partenza (PSA) si affiancano oggi due nuovi marcatori (PHI e PCA3) che consentono di ottenere risultati più specifici e quindi di maggiore, anche se non totale, affidabilità. Non vi sono evidenze scientifiche che stabiliscano l’opportunità di utilizzare lo screening in maniera diffusa sulla popolazione generale, tendenza che aumenterebbe il rischio di sovradiagnosi ed uno scarso vantaggio in termini di riduzione di mortalità. È importante, anche per la sostenibilità del sistema, che venga operato un bilancio tra costi e benefici”. “Vogliamo trattare il tumore della prostata seguendo il modello organizzativo ormai consolidato per il cancro del seno con le ‘Breast Unit’ – spiega Luigi Dogliotti, professore di oncologia medica dell’Università di Torino, A.O.U. San Luigi di Orbassano (TO), e presidente della XIX Conferenza Nazionale AIOM -. La creazione di ‘Prostate Unit’, in cui lavorino in stretta sinergia urologi, oncologi, radioterapisti e anatomopatologi, consentirebbe infatti di ridurre ulteriormente la mortalità di questa neoplasia”. Negli ultimi 5 anni ci sono stati cambiamenti epocali nel trattamento del tumore della prostata e del rene. “La sopravvivenza media del carcinoma della prostata ormonoresistente – afferma il prof. Massimo Aglietta, direttore della Divisione di Oncologia Medica dell’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo (TO) –  infatti è passata da uno a quasi  5 anni. Il carcinoma prostatico, infatti, un tempo poteva essere trattato solo con la terapia antiormonale, oggi nuovi farmaci chemioterapici e target antiandrogeni hanno cambiato radicalmente le prospettive, anche per la fase metastatica. Nelle neoplasie renali, che ogni anno colpiscono circa 8000 persone nel nostro Paese, grazie all’identificazione di specifici bersagli molecolari, da un bagaglio di farmaci molto limitato e di modesta attività, siamo passati ad un vero boom di opzioni terapeutiche, in continuo sviluppo, con risultati molto incoraggianti anche in fase avanzata”.I due nuovi marcatori che si affiancano al PSA sono l’indice PHI (Prostate Health Index) e il PCA3. “Il primo – afferma il prof. Iacono – si effettua con un semplice prelievo del sangue  e consente, contrariamente al passato, di misurare il PSA in tutte le sue frazioni: PSA totale, PSA libero più una nuova sottounità ([-2]proPSA), individuata di recente. Un’equazione aritmetica di tutte queste componenti permette di ottenere un valore, l’indice di salute prostatica, che, se inferiore a 28, indica un minore rischio di presenza tumorale. Il marcatore PCA3 è un antigene tumorale, rilevabile nelle urine dopo che il medico, nel corso della visita, ha effettuato un massaggio prostatico per via rettale. Entrambi i test non sostituiscono il PSA, ma si affiancano a questo per offrire al medico un ventaglio più ampio di elementi di valutazione”. I valori soglia del PSA attualmente consigliati sono convenzionali e hanno un basso valore predittivo, sia positivo che negativo. È altrettanto vero che l’adozione di valori più bassi tenderebbe ad aumentare i costi, la morbilità, il numero di biopsie e di neoplasie non aggressive sovradiagnosticate. “Sono stati proposti numerosi metodi per migliorare la specificità del test – continua il prof. Dogliotti -, in modo da ridurre le biopsie non necessarie. Uno è rappresentato dall’aggiustamento del valore soglia per fascia di età: l’impiego di indicatori più elevati per pazienti più anziani consente infatti di diminuire le biopsie diagnostiche. Un altro strumento è rappresentato dalla cosiddetta PSA density, che esprime il rapporto tra PSA circolante e dimensioni della ghiandola prostatica misurate con l’ecografia. L’interpretazione di questa relazione è tuttavia condizionata da diverse variabili che ne limitano l’impiego”.Una sessione della Conferenza nazionale AIOM è dedicata al trattamento del cancro del testicolo. Rappresenta solo l’1% dei tumori maschili con circa 1000 nuovi casi all’anno e colpisce soprattutto giovani di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Nell’ultimo trentennio sono stati compiuti passi in avanti straordinari, se pensiamo che la guarigione supera il 90% dei casi. Uno degli obiettivi principali oggi è diminuire gli effetti collaterali delle terapie. Durante il Convegno per la prima volta l’AIOM ha previsto, nella parte introduttiva, un incontro con l’AIRTUM (Associazione italiana dei registri tumori) per valutare l’incidenza e la mortalità negli ultimi 30 anni di queste neoplasie. E verrà illustrato, in una sessione speciale, il modello della Regione Piemonte nella prevenzione del cancro della vescica, che ogni anno fa registrare circa 19000 nuovi casi nel nostro Paese (quasi 16000 tra gli uomini e più di 3000 tra le donne). Questo sistema, unico in Italia, prevede l’obbligatorietà della trasmissione all’autorità giudiziaria da parte degli anatomopatologi dei referti relativi ai nuovi casi. Un modello che, in 25 anni, ha permesso di individuare i fattori di rischio professionale dovuti all’esposizione a sostanze chimiche, presenti in alcune fabbriche, contribuendo a eliminarli prima che causassero ulteriori danni. Questa forma di collaborazione tra medici e magistrati ha definito una nuova categoria di malattie professionali. Il dott. Raffaele Guariniello, pubblico ministero della Procura di Torino, uno degli ideatori del sistema, interverrà nel corso della Conferenza.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Gli adolescenti colpiti da neoplasie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Gli adolescenti ammalati di tumore troppo spesso sono lasciati in una “terra di nessuno” e non vengono curati né dall’oncologo pediatra né dall’oncologo dell’adulto. Ogni anno in Italia a circa 1000 ragazzi tra i 15 e i 19 anni viene diagnosticata una neoplasia, ma solo il 10% riesce a raggiungere un centro di eccellenza e a ricevere le migliori cure disponibili. Il dato allarmante emerge da uno studio condotto dall’Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica (AIEOP) e pubblicato su European Journal of Cancer. “Il lavoro – spiega il prof. Fulvio Porta, presidente AIEOP – ha coinvolto oltre 22.000 pazienti, di cui 1745 adolescenti. Circa l’80% dei bambini sotto i 15 anni colpiti da cancro è trattato in centri specializzati AIEOP. Ma, nonostante due terzi dei tumori degli adolescenti siano neoplasie tipiche dell’età pediatrica, la maggior parte dei giovani tra i 15 e i 19 anni non è curata in strutture adeguate. Si pone con forza un problema di accesso alle cure per questo sottogruppo di malati oncologici, che hanno quindi minori probabilità di guarire dei bambini, a parità di condizione clinica”. Le cause? “Un elemento importante – sottolinea il dott. Andrea Ferrari, oncologo pediatra dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano e primo autore dello studio  – è rappresentato dalla ridotta partecipazione degli adolescenti ai protocolli clinici di oncologia pediatrica e quindi dal limitato accesso alle migliori cure possibili. I limiti di età, spesso fissati arbitrariamente a 18, 16 o 15 anni, rappresentano un ostacolo per l’inclusione degli adolescenti in protocolli clinici pediatrici e il raggiungimento di alti standard di cura. L’AIEOP ha istituito una Commissione con l’obiettivo di superare queste barriere: verrà prodotto un documento che indichi azioni programmatiche a livello istituzionale (nel Piano Oncologico Nazionale, nelle Università e nelle scuole di specialità), mediatico, locale (proponendo la modificazione dei limiti di età nei diverse strutture), nazionale (collaborando in maniera strutturata con le associazioni e i centri di oncologia dell’adulto), internazionale (creando sinergie con i vari gruppi di lavoro, tra cui l’International Working Group on Adolescents and Young Adults della International Society of Pediatric Oncology SIOP, la Livestrong Foundation, la Teenager Cancer Trust TCT). “Una reale svolta – continua il dott. Ferrari, responsabile della Commissione AIEOP – ci potrà essere solo se saremo capaci di migliorare la collaborazione tra il mondo dell’oncologia pediatrica e quello dell’oncologia medica. È necessario un cambiamento culturale: anche gli esperti dell’adulto devono essere coinvolti in questi protocolli, altrimenti i giovani malati continueranno a esserne esclusi”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Contributo per assistenza domiciliare oncologica

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

La Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato rinnova il suo sostegno per la lotta a favore dei malati oncologici. Lo dimostra la recente assegnazione di un contributo pari a 2mila euro ad Astro (Associazione per il sostegno terapeutico e riabilitativo in oncologia) per il finanziamento delle attività di assistenza domiciliare di tipo sanitario e psicologico per chi è affetto da tumore.
L’ultima novità nella serie di interventi  posti in atto da Astro è la pubblicazione della guida “Diritti dei malati oncologici” che è in distribuzione, gratuitamente, nel reparto di oncologia dell’ospedale “San Giuseppe” di Empoli. L’opuscolo informativo raccoglie in sintesi l’insieme delle opportunità di cui può usufruire un malato oncologico in merito alle agevolazioni legislative messe a sua disposizione. Fra i progetti futuri dell’Associazione, inoltre, c’è l’intenzione di acquistare un macchinario per il lipofilling utile per la ricostruzione del seno nelle donne che sono state affette da neoplasie della mammella.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Decaffeinati: sospetto di neoplasie

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

“E’ in arrivo dal Brasile un caffè che nasce già decaffeinato”. Così l’On. Dott. Domenico Scilipoti (IDV), con riferimento ad una pianta di caffè dell’Etiopia che già in natura, senza mutazioni genetiche, produce bacche con bassissimo contenuto di caffeina. “Presso l’Università brasiliana Unicamp affermano che non sono state prodotte artificialmente mutazioni del gene. Ricordiamo che la caffeina è una sostanza ad azione farmacologica tonica ed eccitante –  continua il deputato di Italia dei Valori – e che la decaffeinazione avviene attraverso un procedimento chimico (il caffè crudo viene trattato con un solvente, il cloruro di metilene). Ma il diclorometano (o cloruro di metilene) è ritenuto cancerogeno; inoltre, nel lavare il chicco di caffè per eliminare (non completamente) il solvente, si eliminano anche la maggior parte delle sostanze benefiche”. “Madre natura, dunque, ha pronta una soluzione naturale, senza manipolazioni umane – conclude l’On. Dott. Scilipoti (IDV) – è preferibile, per il bene di tutti, incentivare la ricerca a trovare soluzioni naturali, non OGM, anche per gli altri prodotti alimentari”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Elettrosmog e alto rischio neoplasie

Posted by fidest press agency su domenica, 30 Mag 2010

“Si è riunito a Palazzo Marini un nuovo gruppo di lavoro formato da associazioni, imprenditori, tecnici e cittadini impegnati nella tutela della salute dai rischi dell’inquinamento elettromagnetico”. Così l’On. Dott. Domenico Scilipoti (IDV), in riferimento all’aumento di rischio di neoplasie da elettrosmog. Commenta l’ing. Enrico Giardino: “E’ possibile evitare i campi elettromagnetici pericolosi per la salute con una pianificazione integrata di diverse tecnologie, ad es. le fibre ottiche, e con un’educazione responsabile all’uso dei cellulari”. Racconta il sig. Francesco De Cavi, tecnico nel settore delle schermature dei CEM (Campi Elettromagnetici):  “Ho ricevuto l’email di un ragazzo che ha appena perso la sorella per un tumore alla testa ed è convinto che sia stato causato dal cellulare”. Le associazioni intervenute, A.M.I.C.A., A.I.E., il Coordinamento dei Comitati Romani contro l’Elettrosmog, concordano che gli attuali limiti di legge dei CEM non tutelano la salute e per questo ne chiedono la revisione legislativa.   “Nonostante le recenti dichiarazioni rassicuranti del Dott. Paolo Vecchia (ISS) – continua il deputato di Italia dei Valori On. Scilipoti – sulla presunta innocuità dei cellulari in occasione della pubblicazione dello Studio Interphone, le associazioni lamentano che i dati di accreditate ricerche scientifiche indipendenti evidenziano, viceversa, un aumento del rischio per alcuni tipi di tumore. A breve, sull’inquinamento da radiazioni prodotte da emittenti radiofoniche, elettrodotti, reti per telefonia cellulare e dagli stessi cellulari, presenterò attività di sindacato ispettivo”. Conclude l’On. Dott. Scilipoti (IDV): “Da oggi questo Coordinamento supporterà tutte le realtà locali che si stanno difendendo dall’elettrosmog, mettendo insieme competenze e risorse”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Armi di precisione per combattere i tumori

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Non si tratta solo di una speranza ma di una realtà, almeno nella lotta quotidiana ad alcuni tipi di cancro e per gruppi selezionati di pazienti, dal carcinoma della mammella ai linfomi al cancro del polmone. Modelli di terapia molto avanzati, che indicano la strada della ricerca futura: “E’ un approccio che, visti i risultati positivi, si estenderà a molte altre neoplasie. E in un prossimo futuro riguarderà non gruppi selezionati di pazienti, ma il maggior numero possibile di malati”, spiega Lucio Crin, coordinatore regionale per l’Umbria dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) che, a conclusione del congresso nazionale dell’associazione a Milano, tira le somme delle maggiori novità presentate. A livello di ricerca, “c’è una tendenza piuttosto chiara – spiega Crin – verso una terapia su basi molecolari, che punta cioè a individuare per le singole patologie, ma anche a seconda delle caratteristiche dei singoli pazienti, farmaci che centrino bersagli molecolari specifici per quella condizione e per quel tipo di pazienti. In poche parole in grado di personalizzare il trattamento”. Le prime esperienze concrete sono state “riportate da dati internazionali sui tumori della mammella e del polmone “. E c’é “l’esperienza di singoli gruppi italiani – aggiunge Crin – che hanno condotto una serie di studi per identificare le caratteristiche geniche, in modo da capire quali sono i pazienti che possono rispondere meglio non soltanto ai farmaci biologici, ma anche alla terapia tradizionale”. E questo perché “si tratta di un passo avanti che, seppure riguarda in particolare i farmaci biologici – precisa l’esperto – non esclude la chemioterapia. I chemioterapici non sono farmaci da abbandonare. Si tratta di adoperarli nei malati che hanno le caratteristiche per avere i maggiori benefici e subire meno effetti collaterali”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Ancora chiusa sala operatoria Sant’Andrea”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2009

Roma. «A cinque mesi dalla rottura di un monitor anestesiologico rimane chiusa la sala operatoria di Neurochirurgia al Sant’Andrea, la brain suite, una struttura completamente integrata vero fiore all’occhiello della tecnologia chirurgica contemporanea. Incomprensibile l’atteggiamento del centrosinistra che governa la Regione che non fa nulla per restituire ai cittadini una struttura tra le prime al mondo per la rimozione di tumori cerebrali». E’ quanto dichiara Luigi Celori, presidente della Commissione per la Riforma del Sistema sanitario della Regione. «La Brain suite – prosegue –  è l’unica in Europa dotata di macchinari specifici  e all’avanguardia che garantiscono la migliore metodologia nel trattamento delle neoplasie cerebrali, con l’asportazione totale dei tumori intracerebrali, con la massima riduzione possibile dei deficit neurologici post-operatori ed un netto aumento della sopravvivenza del paziente». «Il presidente Marrazzo – conclude Celori –  si attivi per riaprire questa eccellente sala operatoria che garantisce al paziente una diminuzione del periodo di degenza in ambiente neuro riabilitativo, con un rapido reinserimento sociale e con un netto calo dei costi per la spesa sanitaria. Il perdurare di una simile situazione penalizza la sanità regionale, senza poi dimenticare il dramma dei malati che convivono non solo con la consapevolezza del proprio male ma anche con quella dell’incuria e dell’indifferenza delle istituzioni preposte alla gestione delle strutture sanitarie».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Neoplasie pleuro-polmonari

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2009

Parma 17 marzo, a partire dalle ore 8.45, presso l’Aula Magna dell’Università (via Università 12) si terrà il Convegno “La ricerca traslazionale nelle neoplasie pleuro-polmonari: stato dell’arte ed esperienze di ricerca”, finanziato dall’Associazione “Chiara Tassoni per la ricerca sulle leucemie e sul cancro”, con il patrocinio dell’Ateneo, del Comune di Parma e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria. Presidenti del Convegno saranno il Prof. Andrea Ardizzoni, direttore dell’Unità di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, e il Prof. Pier Giorgio Petronini, Coordinatore della Sezione di Patologia Molecolare ed Immunologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Ateneo. Il Convegno vedrà la partecipazione di importanti esperti in ambito nazionale ed internazionale e servirà per fare il punto sullo stato dell’arte nella ricerca traslazionale (cioè dal laboratorio alla clinica) nel cancro polmonare. Il cancro del polmone è infatti oggi la principale causa di morte per tumore. La chirurgia negli stadi precoci è l’unico trattamento curativo, mentre i trattamenti chemio- e radio-terapici hanno una funzione palliativa, producendo un modesto aumento dell’aspettativa di vita. E’ necessario quindi sviluppare nuove strategie terapeutiche che aumentino le possibilità di guarigione nei pazienti con cancro polmonare, e recenti risultati in tema di terapie biologiche orientate su bersagli molecolari innovativi indicano che le conoscenze biologiche possono avere applicazioni terapeutiche importanti.
L’Associazione “Chiara Tassoni per la ricerca sulle leucemie e sul cancro” è un’Associazione di volontariato fondata nel 1982 per ricordare Chiara, una ragazza morta a 16 anni per una forma di leucemia. Opera in ambito locale in modo che la sua attività, trasparente e sempre verificabile, risulti utile alla comunità che la sostiene; i suoi principali obiettivi sono sostenere la ricerca e aiutare il malato. Per questo, oltre a raccogliere fondi per la ricerca, eroga borse di studio per progetti in ambito oncologico in Italia e all’estero e dona apparecchiature specialistiche a Centri di Ricerca e di Assistenza della nostra città. Il finanziamento di questo importante Convegno si inserisce tra le finalità divulgative dell’Associazione; iniziative analoghe anche in passato hanno permesso utili e proficui scambi di esperienze e hanno favorito collaborazioni ancora in atto.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »