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La terra dove è nato Buddha: una proposta culturale e turistica

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

nepalNepal, la terra dove è nato il Buddha. Situato nel cuore dell’ Asia e protetto dalle alte vette himalayane, racchiude al suo interno quattro differenti realtà protette da Unesco come patrimonio dell’umanità. La misteriosa terra nepalese è uno scrigno di tesori naturali e architettonici. La fitta jungla del Sud, le vette aguzze del Nord e le grandi vallate dell’Est fanno da sfondo ai quattro gioielli del Nepal. Quattro realtà protette da Unesco, collegate da un’asse immaginario che attraversa il Paese. Si parte dal Sud, con l’area di Lumbini, divenuta sito Unesco nel 1997 per la sua fondamentale importanza nella storia umana. Infatti qui , nel V secolo a.C., nacque Siddhartha Gautama, figlio della regina Maya. Siddhartha prese il nome di Buddha ed oggi è considerato il fondatore del buddhismo. Ogni anno sono moltissimi i fedeli che si recano in visita nella zona, considerata una delle quattro tappe fondamentali in cui pellegrinare dai buddhisti.Spostandosi a Est nei pressi del confine meridionale si incontra un altro sito protetto da Unesco: il parco nazionale di Chitwan, un polmone verde in zona subtropicale ricco di flora e fauna: 68 specie di mammiferi, 644 tipi di uccelli, 125 di pesci e 56 piante endemiche. La direzione del parco è particolarmente attenta a proteggere animali a rischio quali il rinoceronte unicorno, tigri, gaviali tanto da debellare completamente i tentativi di incursioni dei bracconieri. Facilmente raggiungibile dai turisti, il parco è organizzato per offrire svariate possibilità di attività: safari a dorso di elefante, giri in canoa, bird watching e escursioni a piedi.A Nord Est del parco è situato l’insieme dei sette siti Unesco della valle di Kathmandu, che si sviluppa in maniera circolare intorno alla grande capitale del Nepal. Quest’area è un punto di incontro fra buddhismo e induismo ma anche tra le tradizioni del passato e le ambizioni del futuro. Secondo la leggenda questa zona un tempo era un grande lago, trasformato in una vallata dal colpo di spada di Manjushri, bodhisattva della conoscenza, cha avrebbe aperto una gola nei pressi della collina di Chobar nella quale le acque del lago sarebbero defluite permettendo alla valle di svilupparsi. Grazie alle grandi ricchezze della valle l’area si è naturalmente sviluppata attraverso i secoli come il centro politico del Nepal. Kathmandu fino al 2006 è stata la sede del Re e quindi presenta tutte quelle caratteristiche tipiche di una citta regale: templi l ussuosi e palazzi imponenti che si alternano a strette vie che brulicano di vita, mercati e tuc tuc, i tipici taxi locali. I 7 siti protetti da Unesco nella valle rappresentano la raffinata cultura artistica che le famiglie imperanti hanno incoraggiato e promosso con opere di vera bellezza estetica ma che rappresentano in straordinaria armonia una integrazione sincretica di antiche pratiche autoctone con significati simbolici.Con una solenne cerimonia si purificazione celebrata dai monaci buddhisti con una spettacolare puja, il celebre stupa di Boudhanath è stato riportato a tutto il suo splendore e completamente risanato dopo i danni del terremoto del 2015. Uno dei più grandi al mondo con una altezza di 36 metri, lo stupa di Boudhanath è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità nel 1979 e tornerà nuovamente un sentito luogo di culto per i numerosi fedeli buddhisti del Paese e una attrattiva imperdibile per i visitatori internazionali. Gli altri 6 siti della valle sono la Durbar square di Kathmandu, la cittadina di Patan, la cittadina di Bakhtapur, il tempio buddhista di Swayambhunath e quelli induisti di Pashu Patinath e Changu Narayan.A ricordare la presenza in territorio nepalese di 8 dei 14 ‘ottomila’ del mondo, Unesco ha incluso nella lista dei patrimoni il parco del Sagarmatha – nome nepalese del Monte Everest – che sovrasta il territorio al confine settentrionale con il Tibet e che comprende decine di altre vette oltre i seimila metri disegnando uno skyline all’orizzonte di cime aguzze talvolta di facile accesso altre volte con una esposizione elegantemente imponente, snella e impervia, disegnate da una abile mano superiore. Popolato dalla forte etnia sherpa dedita ad accompagnare escursioni e ascensioni, il parco si estende dai 2900 metri del portale di entrata di Lukla agli 8848 metri della vetta dell’Everest con una natura che rapisce l ‘anima. Ogni villaggio ha il suo tempio buddhista più o meno grande e alcune sedi di cerimonie religiose che lasciano al visitatore un’emozione a cui non si resiste. Vi trovano rifugio alcune specie a rischio come i leopardi delle nevi e i panda rossi. (foto: nepal)

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Dolpo: il segreto meglio custodito del Nepal

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

dolpoPensare che la regione nepalese di Dolpo occupa quasi 8000 kilometri quadrati e che qui vi vivano circa 30 mila abitanti, vi aiuterà a capire quanto inesplorata ed incontaminata sia quest’area che si estende lungo il confine con il Tibet cinese.
Parliamo di una zona i cui paesaggi sono considerati tra i più spettacolari della Terra, ma anche così inviolata che i rari abitanti della regione sono generalmente installati tra i 3660 m ed i 4000 m, guadagnandosi il record tra le popolazioni che vivono alle altitudini più elevate al mondo. Il popolo Dolpo è strettamente connesso al Tibet da cui ha origine e di cui ne preserva fattezze fisiche e tradizioni religiose e culturali: qui è fortemente venerato il Dalai Lama e, nonostante l’esiguo numero di abitanti, su questo territorio sono ben 130 i gompa, i tipici templi tibetani, dato che connota la profonda fe de della popolazione locale.
Tra le meraviglie nascoste in questa remota parte del Nepal, aperta ai visitatori stranieri solo dal 1989, è possibile ammirare il lago Phoksundo. Forse la principale attrazione della zona, il piccolo specchio d’acqua cristallina gode di una posizione incantevole, le cui acque turchesi sono come un pietra preziosa incastonata in una corona di rade conifere ed un orizzonte di cime rocciose e ghiacciai. Il Phoksundo è anche il nome del Parco Nazionale Shey Phoksundo, che si estende in parte in Cina e che è il più grande parco del Nepal ed anche il solo che condivida con un’altra nazione. Il parco prende nome anche dallo Shey Gompa, luogo sacro dove ogni anno per 3 giorni si celebra la luna piena di agosto.
Un trekking nel Dolpo consente di ammirare le carovane di yak che ancora oggi vengono spostate su questi territori impervi alla ricerca di cibo. Perf etto per l’inizio d’autunno, questo è un viaggio che offre grandi ispirazioni di carattere etnografico, potendo incontrare popolazioni che seguono uno stile di vita tradizionale antico di centinaia d’anni, e naturalmente ammirare i grandiosi paesaggi delle montagne nepalesi.
Gli incredibili paesaggi della regione del Dolpo sono stati raccontati al mondo anche grazie le immagini del film Himalaya – L’infanzia di un capo, un lungometraggio girato dal regista francese Eric Valli che a lungo visse tra i Tibetani e che decise di raccontare una storia che ne testimoniasse le antichissime ed incontaminate tradizioni. Il film è un documento che racconta le abitudini delle popolazioni seminomadi locali e che nel 1999 ricevette la candidatura come Miglior Film Straniero. Dagli abitanti del Dolpo il film è considerato il loro namdar, che in tibetano significa “libro delle memorie”. (foto: dolpo)

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Nepal: 1 anno dal Terremoto

Posted by fidest press agency su sabato, 23 aprile 2016

Terremoto Nepal 11Quando il 25 aprile 2015 un violento terremoto distruggeva la zona a nord/est di Kathmandu in Nepal, causando la morte di circa 8.000 persone, eravamo già presenti sul territorio nepalese e abbiamo potuto rispondere tempestivamente alle prime necessità della popolazione. Abbiamo inizialmente distribuito beni di prima necessità (coperte, tende, riso…) per poi occuparci dell’emergenza educativa: più di 1 milione di bambini non aveva potuto iniziare la scuola perché gli edifici scolastici erano andati distrutti o erano stati gravemente danneggiati (35.986 classi distrutte e 16.761 danneggiate, secondo i dati di OCHA). L’analisi del nostro partner a Kavre mostrava una situazione molto difficile per le donne e i bambini. “La vita era quasi paralizzata nel distretto di Kavre a causa del devastante terremoto: più di 200 edifici scolastici erano stati completamente danneggiati. La scena era terribile agli occhi dei bambini e delle donne della comunità.” E ancora “Le case, le scuole erano state gravemente danneggiate e il processo di apprendimento dei bambini si era completamente interrotto. Non avevano più un posto dove vivere e mangiare.”Con l’obiettivo di garantire la scolarizzazione ai bambini nelle aree di intervento WeWorld ha deciso di infatti di costruire delle strutture scolastiche temporanee (Temporary Learning Centre – TLC), un luogo sicuro per bambini ed insegnanti. La conoscenza delle zone colpite dal terremoto (Sindupalchock, Kavre e Kathmandu) e l’esperienza di lavoro con i bambini e le donne, è stata fin da subito la nostra forza. Dopo una prima valutazione dello stato delle scuole e della necessità di TLC, sono stati realizzati accordi con le autorità locali e le scuole stesse, in modo che partecipassero attivamente alla costruzione, garantendo il terreno e la manodopera.In tre mesi sono stati costruiti 63 TLC, garantendo il ritorno sui banchi di scuola a più di 5.000 bambini. I TLC sono stati costruiti utilizzando materiale leggero, le mura sono in bambù e il tetto in laminato di ferro, in modo che fossero sicuri durante le scosse di assestamento, poco costosi e veloci da costruire. I TLC sono stati riforniti del materiale didattico e ludico necessario alle attività e gli insegnanti formati in tecniche di supporto psicosociale.Tutto ciò è stato fondamentale perché i bambini nepalesi proseguissero il ciclo scolastico, ma non solo: perché potessero avere uno spazio sicuro e protetto, con accesso ad acqua potabile e servizi igienici, ma anche pasti nutrienti e il supporto professionale di educatori e psicologi capaci di mitigare il loro disagio emotivo – soprattutto per i minori rimasti orfani.
Ad oggi, abbiamo chiesto ai nostri partner un bilancio sulla situazione e il benessere di donne e bambini e bambine a un anno dal terremoto: “I principali problemi e le sfide che le donne e bambini hanno dovuto affrontare dopo il terremoto derivavano dall’inadeguatezza degli alloggi temporanei e dai problemi di sicurezza, la mancanza di cibo e vestiti, di accesso alla fornitura sicura di acqua, servizi igienico-sanitari e cure mediche. Molto utile l’attivazione di TLC, tuttavia è fondamentale la ricostruzione degli edifici scolastici per garantire la scolarizzazione in ambienti migliori, dato che i TLC sono strutture temporanee” Costruire 13 scuole e ristrutturarne alte 23 è il nostro prossimo obiettivo per fare lentamente tornare questa popolazione alla normalità.

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PPF boosts Nepal Earthquake Appeal

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2015

Bangkok-panorama-italthaiBangkok, Thailand: The International Planned Parenthood Federation today renewed its call for donations to help its work in the wake of two devastating earthquakes in Nepal.The second quake which hit Namche Bazar, near Mount Everest earlier on Tuesday came as IPPF’s Nepal Member Association was due to receive an award for their work in Sexual and Reproductive Health and Rights (SRHR).Family Planning Association of Nepal (FPAN) President Amu Singh Sijapati said: “The FPAN team reacted to the first earthquake and provided a range of support and services today at 12.30 Nepal has been hit by another major earthquake.“We are happy to receive this award but our heart is with our country. To all the people across the world – we need to deploy more assistance we appeal to you to help us.”IPPF Director General Tewodros Melesse added: “Our thoughts are with all the people of Nepal and our colleagues and their families – but to help them we need to appeal to people all over the world to provide support. Let us show our solidarity at this critical time.”FPAN an International Planned Parenthood Federation (IPPF) Member Association was recognized for its exceptional services and advocacy on family planning, comprehensive sexuality education and work with Government and partners in a special ceremony today.IPPF’s Governing Council awards Member Associations annually for their outstanding contributions to sexual and reproductive health and rights. The award now in its fourth year celebrates the national successes and services for local communities and marginalized and vulnerable groups.The Family Planning Association of Nepal (FPA Nepal) was established in 1959 and first joined IPPF in 1960 and became a full Member Association in 1969. FPA Nepal has been successful in seeing comprehensive sexuality education included in school curriculum from Grades 6 to 10. Advocacy for youth friendly services will result in youth information centres in all 75 districts by 2015.More recently, FPA Nepal is actively engaged in dealing with the aftermath of the earthquake of 25 April through IPPF’s Sprint Initiative that specializes on immediate humanitarian response through life-saving sexual and reproductive health services. This includes the provision of emergency obstetric and newborn care services and referrals, reproductive health medical mission in camps, delivery of dignity kits, family planning services, community awareness and the provision of syndromic treatment for sexually transmitted infections. FPA Nepal has stepped up activities to respond to the second earthquake disaster of Tuesday lunchtime 12 May.IPPF launched an appeal for the earthquake disaster on 26 April to deliver critical services in the aftermath.

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Journalists Caritas find devastation in villages near epicentre of Nepal earthquake

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2015

caritasCaritas aid missions are reporting that villages in remote areas of Nepal have been utterly devastated by the earthquake. Speaking from Pokhari danda in Gorkha, 15 km from the epicentre, Stefen Teplan of Caritas Germany said, “60 percent of the village is destroyed. More than food and water, what is needed most is temporary shelter before the monsoon sets in.”
The full scale of the disaster is becoming clear. The death toll from the 7.9 magnitude earthquake increased to 6000 with 1000s still missing. Over 130,000 houses have been destroyed and 85,000 houses partially damaged. There are 30 out of 75 districts in the country affected. This includes mountain and hilly areas, in areas where rural populations are dispersed.
Caritas has reached 4000 families in the Kathmandu Valley with plastic sheets, blankets and food. Teams have also reached some of the worst affected rural areas of Gorkha, Sindapalchowk, Nuwakot and Kavre. “Each of these teams is staffed by experience experts,” said Fr. Pius Perumana SJ, director of Caritas Nepal. “They can evaluate what people need most.”
The priority is shelter. “The people who have lost their homes are exposed to the rain and cold weather at night. They really need international solidarity,” said Angan Baj, Emergency Response Manager for Caritas India, who is with the team visiting villages in Gorkha. Caritas will also be providing food, clean water and sanitation and counselling. Caritas Internationalis Secretary General Michel Roy says Caritas has been flooded with donations and solidarity from across the globe. Caritas members worldwide have pledged 3 million euros in the first days following the quake. Communication officer Lilian Chan is in Nepal and is helping coordinate communications for the Caritas confederation relief efforts.

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More U.S. Money Sent to Asia to Harm the World’s Poor

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2011

What could be worse for developing nations than developed world agricultural subsidies? How about foreign governments paying them not to develop their economies? That’s what the U.S. government is doing in Nepal. Through the United States Agency for International Development (USAID), Nepal is receiving $30 million to “mobilize the efforts of international and local NGOs to protect critical forests and forest dependent communities in Nepal.” As if this wasn’t bad enough, this initiative will be spearheaded by WWF-Nepal, an NGO renowned for doing its utmost to prevent developing nations from prospering and creating jobs. However, is it really wise for the U.S. taxpayer to be bankrolling an NGO whose very own standards have recently been questioned? As the Consumers Alliance has noted, the Obama administration has completely skewed the intended goals of USAID, turning it from an organization that seeks to “extend assistance to countries recovering from disaster, trying to escape poverty, and engaging in democratic reforms,” to one that actively pays developing nations not to realize their full economic potential. Through their nefarious partnerships with radical NGOs, certain aid agencies such as USAID have been using U.S. taxpayers’ dollars to pay countries like Nepal and Indonesia not to develop. It sounds completely absurd, but rather than using America’s international aid to help alleviate poverty, the Obama administration is using it to keep countries poor and restrict economic development. Of course, these programs were created in the first place by altruistic individuals who believed that some countries required a hand up in order to develop and prosper economically. Unfortunately, these initiatives have since been hijacked by extremist NGOs who have cajoled the administration into embracing their injurious agenda. But the Obama administration has a previous record here. Just last year President Obamaannounced a plan through the Millennium Challenge Corporation (MCC) to send $700 million to Indonesia for “conservation.” In reality, this was a massive welfare check to Indonesia signed by the American taxpayer. But what’s troubling is that Indonesians want to work and put their country’s vast economic resources to good use—it’s the Obama administration and their NGO lackeys that are endeavoring to prevent them from doing so.

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La situazione degli Indigeni in Nepal

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Il Nepal è un paese ricco di molteplici culture. Basta infatti pensare che il 37% della popolazione è ufficialmente riconosciuta come appartenente a uno dei diversi popoli indigeni del Nepal. Ciò nonostante le misure concrete adottate dal governo per tutelare e sostenere le minoranze risultano essere molto limitate. Indigeni in Nepal? Il Nepal ha una storia centenaria di migrazioni e insediamenti che rende particolarmente difficile distinguere tra popolazione indigena e non-indigena. Da un punto di vista puramente geografico tutta la popolazione nepalese potrebbe essere considerata indigena, ma i Nepalesi stessi si autodefiniscono Adivasi Janajati, cioè indigeni, solo se i propri antenati vi vivevano già prima dell’arriva degli Hindu più di cinquecento anni fa e si distinguono quindi dagli Hindu dominanti per religione e organizzazione sociale. Le diverse popolazioni indigene nepalesi sono accomunate dal fatto di essere percepite come distinte dalla popolazione maggioritaria e di condividere con altre popolazioni indigene del pianeta determinate richieste riguardanti i loro diritti.

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