Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Posts Tagged ‘neuroendocrini’

Tumori neuroendocrini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

I tumori neuroendocrini (NET) interessano un ampio numero di organi, dal polmone, ai bronchi, all’intestino, al retto, all’appendice fino al pancreas. Nel nostro Paese, l’incidenza di questi tumori rari si aggira intorno ai 4 casi per 100.000 abitanti, con la tendenza a crescere all’avanzare dell’età e in netta crescita rispetto al passato. Tra tutti, i NET del pancreas rappresentano il 22% e, dopo i NET dell’intestino (25%), sono i tumori più frequenti del tratto gastro-entero-pancreatico. La maggior parte dei NET del tratto digestivo è asintomatica e i tumori del pancreas spesso si presentano in metastasi già alla diagnosi, con tassi di sopravvivenza a 5 anni inferiori al 50%. In tal caso, questi tumori possono essere scoperti casualmente nel corso di altre analisi.È dunque indispensabile proseguire nella ricerca di nuovi ed efficaci trattamenti, come quelli presentati e discussi nella Tavola rotonda “La teragnostica come medicina di precisione nel management dei NET” di sabato 13 aprile al PalaCongressi di Rimini, durante il XIV Congresso Nazionale di Medicina Nucleare.
Proprio riguardo ai tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici (GEP-NET) è stata annunciata nel corso dell’evento l’approvazione da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di Lutathera®, un nuovo radiofarmaco messo a punto da Advanced Accelerator Applications (AAA) indicato nel trattamento dei GEP-NET ben differenziati, progressivi, non asportabili o metastatici, positivi ai recettori per la somatostatina. Dai risultati degli studi clinici in cui è stato testato, Lutathera® è in grado di ridurre il rischio di progressione della malattia e decesso, mantenendo un buon profilo di sicurezza per il paziente.Il farmaco aveva già ricevuto il via libera dalla Commissione Europea e, da tempo, era atteso nel nostro paese, non soltanto dai medici ma anche dai pazienti. Dall’AIFA ha anche ricevuto il bollino di ‘massima innovatività’, a conferma del ruolo ricoperto nel colmare un vuoto terapeutico evidente.
La tavola rotonda ha sottolineato all’importanza di diagnosi mirate e terapie personalizzate per i pazienti colpiti da tumori neuroendocrini e quali percorsi clinici multidisciplinari avviare contro i tumori rari. “Si tratta di una delle armi a disposizione per il management terapeutico dei tumori neuroendocrini avanzati” – spiega il dott. Piero Ferolla, coordinatore del Comitato Scientifico Nazionale dell’AI.NET – “Dopo un’accurata valutazione multidisciplinare, che coinvolga tutti gli specialisti che si occupano di tumori neuroendocrini, la scelta dell’approccio terapeutico va individualizzato nel singolo paziente, sulla base delle caratteristiche individuali e di quelle del tumore. Spesso sono possibili nel tempo differenti approcci terapeutici in sequenza, in grado di consentire il controllo della malattia ed una buona qualità di vita anche per molti anni”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Tumori Neuroendocrini: L’AIFA autorizza l’immissione in commercio di Lutathera®

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Rimini. Una buona notizia per molti pazienti affetti da tumori neuroendocrini (NET): l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) nei giorni scorsi ha approvato il lutezio (177Lu) oxodotreotide (Lutathera®). Il farmaco, che già aveva ottenuto l’approvazione da parte della Commissione Europea, è indicato per il trattamento di pazienti adulti con tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici (GEP-NET) ben differenziati, progressivi, non asportabili o metastatici, positivi ai recettori per la somatostatina. Di questo importante passo avanti per la Sanità italiana – ma soprattutto per i pazienti – si è molto discusso nel corso della Tavola rotonda “La teragnostica come medicina di precisione nel management dei NET” tenutasi sabato 13 aprile al PalaCongressi di Rimini, durante il XIV Congresso Nazionale di Medicina Nucleare. Il farmaco sviluppato dall’azienda francese Advanced Accelerator Applications (AAA), ha ricevuto la piena innovatività terapeutica e va a colmare un vuoto per pazienti per i quali non esisteva, ad oggi, una terapia alternativa.I tumori neuroendocrini (NET) interessano un ampio numero di organi, dal polmone, ai bronchi, all’intestino, al retto, all’appendice fino al pancreas. Nel nostro Paese, l’incidenza di questi tumori rari si aggira intorno ai 4 casi per 100.000 abitanti, con la tendenza a crescere all’avanzare dell’età. Tra tutti i casi con malattia avanzata, i NET del pancreas rappresentano il 22% e, dopo i NET del piccolo intestino (25%), sono i tumori più frequenti del tratto gastro-entero-pancreatico. La maggior parte dei NET del tratto digestivo è asintomatica, e spesso si presentano con metastasi già alla diagnosi. In tal caso, questi tumori possono essere scoperti casualmente nel corso di altre analisi.“Il farmaco funziona particolarmente bene nei GEP-NET nei quali i recettori della somatostatina sono altamente espressi e ciò significa che Lutathera® può entrare in gioco in seguito al fallimento del trattamento con analoghi “freddi” della somatostatina. Questo lo rende un’opzione terapeutica aggiuntiva alla chirurgia e ai farmaci attualmente disponibili per il trattamento dei NET” – ha dichiarato il prof. Massimo Falconi, Direttore della Chirurgia del Pancreas del San Raffaele di Milano e Presidente del Consiglio Direttivo di It.a.net. – “Tutto ciò ha contribuito al riconoscimento dell’innovatività terapeutica e fa di Lutathera® un esempio importante del valore della teragnostica nel campo della medicina nucleare”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

I tumori neuroendocrini

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

tumori neuroendocriniSono tumori rari che possono svilupparsi da particolari cellule presenti in diversi organi; rappresentano circa lo 0,5% di tutti i tumori maligni e nella maggior parte dei casi (60-70%) colpiscono il tratto gastroenteropancreatico costituito da stomaco, intestino e pancreas.
Essendo patologie poco frequenti, è di particolare utilità la realizzazione di linee guida per la loro gestione da parte di team multidisciplinari e internazionali. Il nuovo documento di consenso di AME, Associazione Medici Endocrinologi e Italian AACE Chapter, American Association of Clinical Endocrinologist su trattamento e follow-up dei tumori neuroendocrini gastroenteroepatici verrà presentato a Udine il 26 e 27 gennaio al 2^ UpDate in Endocrinologia Oncologica che vedrà la presenza di numerosi esperti nazionali e internazionali nei campi dell’endocrinologia e dell’oncologia
La Consensus copre una carenza nella letteratura internazionale e un vuoto conoscitivo sulla valutazione della risposta della terapia e del follow-up dei tumori neuroendocrini, sulla gestione della terapia, sulla gestione del paziente nel tempo, quali esami eseguire, il timing e come interpretare i risultati. Lo studio è in corso di pubblicazione su “Endocrine, Metabolic & Immune Disorders – Drug Targets” ma già disponibile su PubMed.“Negli ultimi anni in campo endocrinologico e oncologico sono stati compiuti notevoli progressi, sottolinea il dottor Franco Grimaldi, Direttore SOC di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo – Nutrizione Clinica, Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine e organizzatore del convegno, sia nella ricerca di base che in quella clinica ed in particolar modo per quanto riguarda l’utilizzo di nuovi strumenti che consentono l’individuazione di tali tumori. Si calcola infatti che negli ultimi anni l’incidenza di tumori neuroendocrini asintomatici e di piccole dimensioni (<2 cm) sia aumentata del 700% proprio grazie al vasto utilizzo e al miglioramento di tecniche di imaging come la risonanza magnetica, soprattutto per il follow up di altri tumori. Alla luce anche delle caratteristiche di tali tumori che spesso non sono aggressivi e hanno una crescita lenta, questo pone il dubbio se sia appropriato sottoporre pazienti a basso rischio allo stesso trattamento tradizionalmente riservato a neoplasie più avanzate, esponendo i pazienti a possibili complicanze ed effetti indesiderati probabilmente non indispensabili e rischiando di sottoporre a overtreatment pazienti con lesioni incidentali o piccole. Il documento di consenso suggerisce di non attuare un trattamento chirurgico su pazienti con tumori asintomatici scoperti incidentalmente, di dimensioni minori di 2 cm e con basso indice proliferativo; se invece la diagnosi di un tumore neuroendocrino arriva in seguito alla comparsa di sintomi, che dipendono dal tipo di ormone secreto in eccesso, l’indicazione è la chirugia”. “Punto focale delle linee di consenso è il ruolo fondamentale dell’endocrinologo nella gestione dei tumori neuroendocrini, continua Grimaldi, che devono essere affrontati con un’equipe multidisciplinare comprendente anche oncologo, chirurgo, medico nucleare, gastroenterologo, pneumologo e radiologo. L’equipe si deve dedicare alla gestione del paziente allineandosi alle linee guida internazionali e nazionali e la complessità della gestione del paziente con tumore neuroendocrino richiede l’interazione e il coinvolgimento di tutti i professionisti delle discipline coinvolte nelle diverse fasi di diagnosi, trattamento e follow up. Da non trascurare nella strategia multidisciplinare è il punto di vista del paziente e, data la lunga aspettativa di vita delle persone con tumori neuroendocrini, bisogna prestare molta attenzione alla loro qualità di vita e alle possibili tossicità e effetti collaterali legati ai trattamenti”.“Seppur rare, conclude Grimaldi, queste patologie possono essere curate a distanza di anni con una corretta terapia, prolungando la sopravvivenza del paziente migliorandone la qualità di vita”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Tumori neuroendocrini

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Monza. I tumori neuroendocrini colpiscono ogni anno in Italia oltre 1200 persone e nell’ultimo decennio la loro incidenza è cresciuta del 2% ogni 12 mesi. Colpiscono principalmente gli uomini tra i 50 e i 60 anni, possono presentarsi in ogni sede dell’organismo, ma sono più frequenti nel tratto gastroenterico, circa il 70%. Presentano spesso caratteristiche particolari che rendono difficile la loro diagnosi: i sintomi più comuni sono un arrossamento diffuso e crampi addominali, accompagnati talvolta da diarrea. E alcuni di questi tumori sono del tutto asintomatici. Il centro di riferimento, in Italia, per la cura e il trattamento di questa patologia, si chiama Ce.Ri.Ca. (Centro di Riferimento per lo Studio e la Cura dei Carcinoidi e dei Tumori Neuroendocrini) e ha sede presso l’Istituto di Oncologia (IdO) di Monza. Alle forme rare di cancro è dedicato il X Seminario ITMO (Italian Trials in Medical Oncology) dal titolo Neoplasie a bassa incidenza che si svolge oggi al Policlinico di Monza. Un meeting importante che vede la partecipazione di oltre 200 esperti provenienti da tutta Italia per illustrare lo stato dell’arte contro alcuni tumori rari. “Questo convegno nazionale nasce dalla necessità di coordinare il più possibile la lotta contro questi tipi di cancro inusuali, ma non per questo meno pericolosi – afferma il Direttore Scientifico e Clinico dell’IdO prof. Emilio Bajetta -. Lo scopo principale del seminario è capire come affrontare queste patologie che molte volte sono ‘orfane’ di farmaci, e quindi hanno un difficile approccio terapeutico. E’ importante sviluppare la ricerca per giungere alla sperimentazione di nuove molecole”. A questo proposito il Ce.Ri.Ca. svolgerà, in esclusiva mondiale, uno studio clinico per valutare l’efficacia e la sicurezza nei tumori neuroendocrini di una nuova molecola: panitumumab. Si tratta di un farmaco abitualmente utilizzato per il trattamento del carcinoma del colon metastatico, che verrà impiegato, per la prima volta, in pazienti affetti da tumore neuroendocrino. L’annuncio dato dallo stesso prof. Bajetta al convegno ha destato grande interesse fra gli specialisti. Il X seminario ITMO vede la partecipazione anche dei massimi vertici dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). “La nostra Società scientifica – afferma Stefano Cascinu presidente nazionale AIOM – ha deciso di supportare il seminario ITMO perché il cancro si può sconfiggere anche grazie alla condivisione delle conoscenze e al confronto costruttivo tra professionisti. Questi principi sono ancora più validi se dobbiamo affrontare neoplasie rare, cioè malattie di cui spesso abbiamo poche informazioni per quanto riguarda diagnosi e terapia”.
L’ITMO e il Ce.Ri.Ca. sono due enti di ricerca di assoluto livello che il professor Bajetta ha portato in “dote” all’Istituto di Oncologia del Policlinico di Monza. “Le attività di ricerca contro i tumori neuroendocrini – sottolinea il Direttore IdO – sono diventate il fiore all’occhiello dell’Istituto. Il nostro Centro si avvale della collaborazione di numerosi professionisti, noti in Italia e all’estero, per la loro competenza clinico – scientifica sviluppata nell’ambito dei NET. La continua ricerca di strategie terapeutiche innovative richiede complessi studi di confronto. Al 2011 l’ITMO ha realizzato 31 protocolli di studio completati mentre 8 sono ancora in corso. Quest’attività di ricerca ha consentito di pubblicare lavori per esteso, abstract e presentazioni a Congressi Nazionali ed Internazionali”. La prima descrizione esatta di un tumore neuroendocrino risale al 1552 A.C. ad opera di un medico egiziano. Ciò nonostante solo recentemente i NET sono stati classificati dalle autorità sanitarie internazionali e soltanto negli ultimi anni si è assistito ad un reale progresso nella comprensione della loro biologia. Tutt’ora le cause di queste rare patologie sono ignote. “C’è ancora molta strada da fare per migliorare le nostre conoscere sui tumori rari. La difformità di queste neoplasie – ricorda il professor Bajetta – e la loro criticità terapeutica richiedono un approccio multidisciplinare. Le loro caratteristiche ne rendono infatti difficile la diagnosi. I tumori neuroendocrini per esempio possono rimanere silenti per anni, crescono lentamente e spesso originano metastasi prima di diventare sintomatici. Difficilmente un clinico può affrontare da solo e con eguale perizia tutti i tumori a bassa incidenza. Serve necessariamente un’alleanza tra oncologo, anatomo-patologo, radiologo, chirurgo e medico nucleare. Infine, è assolutamente necessario concentrare tutte le risorse, conoscenze ed esperienze nella lotta contro le neoplasie rare in centri altamente specializzati e condividere il più possibile tutte le esperienze acquisite”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumori neuroendocrini

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2011

Viagrande (CT), Se ne parla poco perché sono rari anche se aggressivi e in crescita. Sono i tumori neuroendocrini (NETs dall’inglese “neuroendocrine tumors”) la cui incidenza negli ultimi dieci anni è cresciuta del 2%, con una media di 8-10 casi ogni 100mila abitanti, che tradotto significa 2500 nuovi malati all’anno in Italia. Colpiscono gli uomini e le donne e aggrediscono sia adulti che bambini, benché siano più numerosi nella fascia d’età tra i 50 e i 60 anni.“Si tratta di carcinomi le cui cellule hanno caratteristiche comuni alle cellule nervose ed endocrine – spiega il dottor Dario Giuffrida, direttore del dipartimento di Oncologia dell’Istituto oncologico del Mediterraneo di Viagrande, a pochi chilometri da Catania – e sono in grado di produrre sostanze di tipo ormonale o simil-ormonale che possono manifestare sindromi specifiche. Nel 70% sono più diffusi quelli gastro-entero-pancreatici e toracici, ma possono interessare ogni organo e tessuto. Un tempo appartenevano alla categoria dei tumori rari per la loro bassa frequenza ma negli ultimi dieci anni l’incidenza è aumentata notevolmente rispetto ad altri tipi di tumore (mammella, polmone, colon)”. È ancora molto difficile riconoscere un malato con tumore neuroendocrino, perché è un carcinoma silente per anni, che cresce lentamente e spesso diventa metastatico prima di essere sintomatico.
“I sintomi con cui questi tumori si presentano sono spesso aspecifici – commenta il dottor Giuffrida – e ciò può condizionare nel 60-65% dei casi un ritardo nella diagnosi. Circa il 35-40% di questi tumori manifestano una sintomatologia abbastanza specifica ma difficile da interpretare, che può essere data da diarrea, arrossamenti cutanei (flushes) al volto, al collo e alla parte anteriore del torace, accompagnati da tachicardia, vomito e dolori addominali. Quando si presentano questi sintomi e la diagnostica comune non riesce a mettere in evidenza o a chiarire il quadro clinico, alla base ci potrebbe essere un tumore neuroendocrino”.
“Tra i farmaci chemioterapici più attivi ricordiamo la streptozotocina, la dacarbazina, la temozolamide e i derivati del platino. Lo sviluppo di farmaci che hanno meccanismi d’azione molto più selezionati può permettere un’efficacia maggiore e una riduzione della tossicità, tenendo conto che potrebbe essere utile arrivare all’utilizzo di farmaci sulla base di prove di vitalità o di mortalità indotte sulle cellule tumorali. Si potrebbe arrivare a terapie mirate per singolo tumore ma anche per singolo paziente”. Centro oncologico specializzato e punto di riferimento per la Sicilia è l’Istituto Oncologico del Mediterraneo-U.O. Oncologia Medica, conosciuto anche come IOM, che riesce a conciliare eccellenze scientifiche, diagnostiche e terapeutiche con il rispetto del malato e della sua patologia. (p1010)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »