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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘neuromuscolare’

I bambini che vivono con una malattia neuromuscolare

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

Un momento di “incontro”, riflessione e confronto per mettere al centro l’importanza della scuola sia dal punto di vista educativo sia da quello relazionale per i bambini che vivono con una malattia neuromuscolare che, in un contesto emergenziale come quello attuale, rappresentano tra le categorie in assoluto più colpite. Se ne è parlato al webinar organizzato da Cittadinanzattiva, in collaborazione con il Centro Clinico NeMO e con il contributo non condizionato di AveXis (società del gruppo Novartis). Come per molte fasce fragili della popolazione, l’insorgere della epidemia da Coronavirus e tutte le misure adottate di conseguenza in risposta all’emergenza, hanno portato cambiamenti obbligati rispetto alle priorità, alle abitudini e alla gestione quotidianità anche per le persone che vivono con malattie neuromuscolari, sia nei loro percorsi terapeutici che nella gestione ordinaria della vita. Per loro e per le loro famiglie non solo si sono spesso interrotti percorsi terapeutici e di riabilitazione, ma anche l’attività di didattica a distanza (DAD) ha mostrato pregi, limiti e dimenticanze in relazione alle loro esigenze.“Quando a settembre ripartirà la scuola, occorrerà garantire che nessuno ne sia escluso – ha dichiarato Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva. “La didattica a distanza (DAD) è uno strumento già utilizzato dai ragazzi con malattie neuromuscolari e sarà quindi utile ai fini di un rientro in presenza, necessariamente graduale. Al Documento del Comitato Tecnico Scientifico di questi giorni per la ripresa delle attività didattiche dovranno seguire, a breve, le linee guida del Ministero dell’Istruzione per la riapertura delle scuole. Per l’autonomia di cui godono le istituzioni scolastiche, è auspicabile che nel frattempo i Dirigenti Scolastici, che rivestono un ruolo centrare per l’implementazione di tali indicazioni, si avvalgano del supporto di insegnanti, personale A.T.A., studenti e genitori anche di bambini con malattie neuromuscolari in modo da valutare scuola per scuola come garantire un effettivo rientro in presenza nel rispetto delle condizioni di sicurezza e salute per tutti”.L’emergenza Covid-19 ha avuto un impatto molto importante sui pazienti che vivono con malattie neuromuscolari e sulle loro famiglie, che hanno dovuto cambiare la loro routine e adattarla al nuovo contesto, molto spesso essendo costretti a rinunciare ad alcuni fondamentali servizi assistenziali: “Già molto prima del lockdown le famiglie con pazienti che vivono con malattie neuromuscolari avevano deciso di auto-isolarsi al fine di evitare il rischio di contagio, estremamente più complesso per i soggetti più fragili – ha dichiarato il Dott. Jacopo Casiraghi, Coordinatore del Servizio di psicologia del Centro Clinico NeMO di Milano – In questo contesto ad esempio il sostegno all’insegnamento è diventato molto più complicato a causa della distanza, così come il proseguimento di alcune pratiche fondamentali come la fisioterapia: ancora oggi che la Fase 2 è entrata nel vivo e sono state ridotte le limitazioni alla circolazione, la maggior parte delle famiglie preferisce ridurre al minimo i contatti con l’esterno. Questi aspetti non vanno però sottovalutati né dal punto di vista clinico né da quello psicologico e relazionale. Il rientro alla normalità è percepito come ancora più difficoltoso e problematico”. Il webinar ha rappresentato un momento di confronto estremamente proficuo grazie alle diverse e complementari competenze messe in campo dai partecipanti: come ad esempio il Dott. Emilio Albamonte, Neuropsichiatra infantile del Centro clinico NeMO di Milano, la Prof.ssa Mariangela Di Gneo, Ufficio IV Inclusione e orientamento scolastico – Direzione Studente del Ministero dell’Istruzione. con spazio al racconto dell’esperienza personale di Giorgia Perego, genitore di un bambino che vive con una malattia neuromuscolare, e di Ra­ffaella Bombardieri, insegnante di sostegno dell’Istituto comprensivo di Sorisole (Bergamo).

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Cambio di ritmo in sala operatoria

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2009

Si chiama Bridion (sugammadex) la rivoluzione in   anestesiologia. Prima innovazione in materia da venti anni a questa parte, consente di accelerare le procedure della sala operatoria, rendendola così disponibile per successivi interventi. Ma non è questo l’unico vantaggio offerto dal farmaco. Sul piano della   sicurezza, la molecola (sugammadex), oltre a rendere più veloci le procedure   postoperatorie, mette il paziente in condizione di riprendere a respirare autonomamente dopo che è stato estubato, contrastando, entro soli tre minuti, il blocco neuromuscolare prodotto da rocuronio e vecuronio, due derivati del curaro. Questi ultimi sono dei   miorilassanti usati in anestesiologia per consentire al chirurgo di agire nel campo operatorio con una muscolatura del paziente completamente rilassata.  In Italia ogni anno vengono eseguiti oltre 3 milioni di interventi chirurgici che, per la loro complessità e delicatezza, mettono sotto forte pressione il sistema sanitario in generale e il sistema ospedaliero in particolare, in termini sia economici che organizzativi.  Per medici, anestesisti e direttori sanitari oggi l’imperativo è coniugare efficienza e sicurezza, riducendo o eliminando in primo luogo i tempi morti tra un intervento e l’altro.  Soprattutto nelle strutture più complesse, le attività chirurgiche e, quindi, le procedure anestesiologiche, devono essere ottimizzate in ogni fase: valutazione preoperatoria, procedura intraoperatoria, controllo postoperatorio.
Sugammadex agisce in modo del tutto innovativo incapsulando la molecola del   miorilassante e rendendola così inattiva. “Una caratteristica, questa, che lo rende paragonabile alla chiusa in un corso d’acqua.” – sottolinea Pasquale Mastronardi, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’Università di Napoli, Federico II – “Così come quest’ultima consente di indirizzare in modo veloce e correggere rapidamente i flussi di acqua, evitando danni come le esondazioni, allo stesso modo sugammadex permette di gestire ‘il flusso’ del rilassamento muscolare, modulandolo secondo le necessità chirurgiche o consentendo un rapido ripristino in caso di emergenza”.

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“Più sicurezza ed efficienza in sala operatoria”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2009

Roma, 10 dicembre, ore 11.30 Sala Belvedere del Regina Hotel Baglioni, a Via Veneto 72 si parlerà nel corso della Conferenza stampa di anestesiologia, delle problematiche relative alla gestione delle sale operatorie e di questa importante innovazione. Prima grande innovazione introdotta in questo campo da venti anni a questa parte, il farmaco rende più fluide, ed economicamente più efficienti, le pratiche della sala operatoria, oltre ad offrire maggiore tranquillità ai pazienti che si devono sottoporre ad interventi chirurgici. L’innovazione consentirà di rendere più rapidi, e soprattutto più sicuri, gli interventi degli anestesisti per il risveglio dei pazienti: un farmaco che disattiva il blocco neuromuscolare indotto dall’anestesia e dall’uso dei miorilassanti.

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