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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘neuroscienze’

Innovazione e ricerca in Neuroscienze: prospettive future

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

In Europa, circa 179 milioni di cittadini vivono, o hanno esperienza nella loro vita, con una patologia cerebrale, ed è stato calcolato che le patologie del SNC rappresentano circa il 45% del bilancio sanitario annuale in Europa, per un totale di circa 800 miliardi di euro all’anno (Gustavsson A. et al., 2011; Di Luca M. and Olesen J., 2014).Questo costo non tiene ovviamente in considerazione, né lo potrebbe, tutte le conseguenze che queste patologie hanno non solo per il paziente, ma per l’ambiente e per coloro che lo circondano e se ne prendono cura, del tempo dedicato all’assistenza e alla conseguente assenza dalla partecipazione attiva e produttiva alla società. Questi costi di impatto socio-economico, che comunque fanno riflettere, riassumono semplicemente l’onere economico, trascurando l’impatto sociale ed emotivo.Altri aspetti contribuiscono ad aumentare la complessità di questo quadro. Con l’aumento dell’aspettativa di vita e l’invecchiamento della popolazione in Europa, la prevalenza dei più comuni disturbi neurologici e psichiatrici aumenterà notevolmente (Morris et al., 2015).C’è solo una risposta a queste osservazioni: concentrare i nostri sforzi sull’aumento della nostra comprensione del cervello e dei suoi disturbi attraverso scoperte e progressi nelle neuroscienze di base. Monica Di Luca Università degli Studi di Milano e Presidente European Brain Concil. (fonte quaderni della Sif – Società Italiana di Farmacologia – numero 1 maggio 2020 numero speciale)

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Neuroscienze: Dall’European Research Council un Grant al prof. Luca Bonini

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Parma. L’European Research Council (ERC), l’organismo dell’Unione Europea che finanzia la ricerca di eccellenza, ha assegnato un grant (ERC Proof of Concept Grant) a Luca Bonini, docente di Psicobiologia al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma.Viene così finanziato il progetto FUTURE-NHP, il cui obiettivo consiste nella realizzazione e validazione di un innovativo dispositivo mediante stampa 3D che permetta di effettuare registrazioni di singoli neuroni da scimmie libere in modo estremamente flessibile, efficiente, e minimamente invasivo. La partnership con un’azienda europea leader nel settore delle neurotecnologie, sviluppatasi come spin-off di un precedente progetto europeo, consentirà di rendere il dispositivo fruibile e disponibile per una vasta gamma di utilizzatori finali. Il progetto FUTURE-NHP ha lo scopo di validare nuove tecnologie sviluppate nell’ambito del Progetto “WIRELESS”, un ERC starting grant in corso di svolgimento a Parma, grazie al quale il gruppo del prof. Bonini sta sviluppando un approccio innovativo per studiare l’attività cerebrale di scimmie completamente libere di muoversi, di esplorare l’ambiente e di esprimere la più vasta gamma del loro repertorio comportamentale, grazie a tecniche telemetriche e registrazioni video multi-telecamera. FUTURE-NHP migliorerà la validità ecologica e il valore traslazionale per l’uomo delle scoperte sul funzionamento del cervello, estendendo la gamma di problemi e domande alle quali sarà possibile fornire una risposta scientificamente valida con approcci minimamente invasivi e massimamente rispettosi del benessere degli animali.

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Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS è entrata a far parte della Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione, il più grande network di ricerca italiano d’ambito fondato nel 2017 dal Ministero della Salute per stimolare la collaborazione tra gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS).«Tra i propri obiettivi la Rete ha anche quello di promuovere la ricerca scientifico-tecnologica e sostenere lo scambio di dati e risultati scientifici – commenta il Presidente, Fabrizio Tagliavini –. L’ingresso della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, fatto di cui siamo particolarmente lieti, potrà concorrere a incrementare il contributo alle nostre aree di competenza grazie alla condivisione di sperimentazioni, competenze, risultati clinici e allo sviluppo di progetti comuni per migliorare prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle malattie specifiche».«L’Area Neuroscienze del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – spiega il Direttore Paolo Maria Rossini – include tutte le tecnologie neurochirurgiche più avanzate (incluse le metodiche di neuronavigazione e di robotica) sia nel bambino che nell’adulto, la diagnosi e la cura di tutte le patologie neurologiche maggiori sia a livello del sistema nervoso centrale (stroke, Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, S.L.A., Epilessia) che neuromuscolare (miastenia, polineuropatie, miopatie e distrofie muscolari) come anche delle malattie psichiatriche di maggiore rilievo e diffusione».«L’ingresso della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS nel network dei centri italiani di eccellenza nel campo delle neuroscienze e della neuroriabilitazione – afferma il Direttore Scientifico Giovanni Scambia – è un ulteriore incentivo nel raggiungimento di risultati elevati nella ricerca scientifica in ambito neurologico e nella medicina personalizzata volta alla cura dei cittadini affetti da patologie del sistema nervoso. Tale ingresso si aggiunge a quello già avvenuto nella rete oncologica e geriatrica cui presto seguiranno altre aree specialistiche del Gemelli che si conferma ospedale di riferimento nazionale nella medicina traslazionale, trasferendo rapidamente al paziente quei risultati di ricerca clinica favoriti dalla sinergia tra le principali istituzioni di cura Italiane».La Rete di Neuroscienze e Neuroriabilitazione pone al centro dei propri programmi lo sviluppo di piattaforme tecnologiche e progetti di ricerca a sostegno dell’eccellenza nei processi di diagnosi, cura e continuità assistenziale. Le priorità di ricerca clinica sono concentrate su genomica, proteomica e neuroimaging integrato, strumenti fondamentali per la diagnosi precoce, la caratterizzazione e la stratificazione dei pazienti in endofenotipi e il riconoscimento di fattori di rischio e di marcatori di risposta ai trattamenti, col fine ultimo di un approccio personalizzato al paziente attraverso una medicina di precisione. Con l’ingresso della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, gli Istituti associati alla Rete sono 27.

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Neuroscienze, Innovazione e Tecnologia, Medicina Interna, Oncologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 maggio 2018

Bologna dal 3 al 6 maggio il convegno è dedicato quest’anno al “Tempo della Cura”. Sarà Michele De Luca, Direttore del Centro Interdipartimentale Cellule Staminali e Medicina Rigenerativa dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, il protagonista dell’incontro di venerdì 4 maggio (ore 10:30, Sala Stabat Mater, Biblioteca dell’Archiginnasio, Piazza Galvani, 1). Al centro del suo intervento innovazioni, sfide e futuro della medicina rigenerativa, basata sull’utilizzo di cellule staminali per la ricostruzione dei tessuti per lo sviluppo di terapie avanzate efficaci per malattie rare, genetiche e patologie ​degenerative, tutte ​ad oggi incurabili​. Nel 2017 l’equipe coordinata da De Luca effettuò il primo intervento salvavita al mondo con cellule staminali epidermiche corrette dalla terapia genica, salvando la vita ad un piccolo rifugiato siriano di 9 anni malato di una grave forma di epidermolisi bollosa, che gli aveva corroso l’80% della pelle del corpo. Un caso che fece discutere sui limiti alla libertà di ricerca ​che condizionano negativamente le opportunità di studio e uso di cellule staminali embrionali, già utilizzate all’estero in diverse sperimentazioni cliniche, sulla base di argomenti “pseudoetic​i​” ​scientificamente ingiustificati, a scapito ​dell’​eccellenza scientifica ​presente nel nostro Paese.
Sempre venerdì 4 maggio alle ore 11 Marco Roccetti, Professore Ordinario di Informatica presso l’Università di Bologna parlerà delle sfide, opportunità ed incognite dell’intelligenza artificiale in medicina, strumento destinato a guidare l’innovazione in ambito medico nei prossimi decenni, ma pure a condizionare la relazione tra pazienti e medici che agiranno con l’ausilio di macchine intelligenti. Alle ore 11:30 il Presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi interverrà sul tema dell’innovazione biofarmaceutica, che vive in questa fase storica un momento di massima accelerazione innescata dalla open innovation e da sinergie crescenti con le imprese ICT che valorizzano i Big Data. Trasformazioni rapidissime che è necessario anticipare per tradurle in altrettante opportunità per le imprese e per la società, con nuovi modelli organizzativi per l’industria e per il SSN. Alle ore 12 “Innovazione e tecnologia: la sfida del XXI secolo sui danni del fumo” con Andrea Fontanella, Communication Manager di Philip Morris, azienda che dal 2008 si è concentrata sullo sviluppo di prodotti alternativi e dai rischi potenzialmente ridotti rispetto al fumo di sigaretta, investendo in innovazione tecnologica e ricerca.
Alle ore 12:30 presso Casa Saraceni (via Farini, 15) si parlerà di “Cellule che curano le arteriopatie periferiche: obiettivo zero amputazioni”, ossia dell’utilizzo delle cellule staminali per la crescita di nuovi vasi collaterali in pazienti con occlusioni croniche delle arterie periferiche, patologia legata al diabete che spesso porta alla necessaria amputazione degli arti. Sempre alle ore 12:30 a Palazzo Re Enzo il punto sull’innovazione nel campo della protesi e robotica nei pazienti con disabilità permanenti o temporanee, a cura di Intesa Sanpaolo, con l’intervento di alcune aziende all’avanguardia nella protesica e nella robotica per il biomedicale. Alle ore 14 la stessa Sala di Re Enzo ospiterà la presentazione dei migliori progetti di ricerca di AlmaCube, l’incubatore dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna nel campo delle Scienze della Vita, uno dei settori strategici per il futuro del pianeta.
Alle ore 15 l’Aula delle Conferenze della Società Medica Chirurgica di Bologna un incontro sulle tecnologie digitali nelle imprese farmaceutiche, mentre alle ore 16 la stessa Aula ospiterà il convegno “Paziente esperto e patient engagement. Come evolvono i ruoli del paziente nella ricerca sul farmaco”, per fare il punto sul ruolo del paziente nella ricerca di nuove terapie, a partire da piattaforme come “PatientLikeMe”, network di pazienti che attraverso la condivisione di dati clinici permettono la conduzione di programmi autonomi di ricerca. Sabato 5 maggio alle ore 17:30 infine l’Aula ospiterà Giovanni Corazza, Presidente del Consorzio Interuniversitario Cineca, per una conferenza sulla “OrganicCreativity”, ossia lo stato di benessere e potenziale sviluppo della creatività umana che deriva come opportunità dallo sviluppo tecnologico della “Post Information Society”.
Sabato 5 maggio alle ore 9:30 (Sala di Re Enzo, Palazzo Re Enzo) sarà ospite Paolo Legrenzi, psicologo e accademico italiano, noto a livello internazionale per i suoi studi di psicologia cognitiva: durante il suo incontro parlerà degli effetti psicologici delle decisioni mediche sui pazienti. Alle ore 10:30 il Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo ospiterà l’intervento di Arnaldo Benini, emerito di neurochirurgia e neurologia all’Università di Zurigo, autore del fondamentale saggio “Neurobiologia del tempo”: Benini racconterà come il senso del tempo, uno dei misteri più affascinanti di sempre, è un evento reale dei meccanismi nervosi. La scoperta del senso del tempo è un evento chiave nella storia della scienza e delle idee.
Alle ore 11:30 presso la Sala di Re Enzo Fiorenzo Conti, già Presidente della Società Italiana di Neuroscienze, parla di come le immagini della risonanza magnetica possano essere considerate fotografie dei nostri pensieri, mentre alle ore 12 al Salone del Podestà l’incontro “Il peso della veglia e le ragioni del sonno” con Chiara Cirelli della University of Wisconsin-Madison, durante il quale la ricercatrice svelerà la funzione del sonno per il cervello e la memoria.
Domenica 6 maggio tre incontri al Salone del Podestà: alle ore 9:30 Fabrizio Benedetti, neurofisiologo e massimo esperto mondiale di effetto placebo, si sofferma sul tema del tempo nel rapporto medico-paziente, essenziale alla terapia quanto il supporto farmacologico. Alle ore 10:45 Pietro Pietrini, psichiatra e Direttore della scuola IMT Alti Studi di Lucca, tiene un incontro sulle basi psicopatologiche della violenza sulle donne, argomento di strettissima attualità. Alle 12 infine Giulio Tononi della University of Wisconsin-Madison, esporrà la sua teoria dell’informazione integrata, che fornisce prove a supporto delle modalità di correlazione tra coscienza e cervello: teorie affascinanti, che hanno ispirato il regista Jonathan Nolan nell’ideazione della celeberrima serie Westworld della HBO.
La robotica e l’intelligenza artificiale in medicina, gli orizzonti della medicina rigenerativa e della ricerca sulle staminali, lo sviluppo delle Scienze della Vita. Ampio spazio ai temi dell’Innovazione e della Tecnologia, con l’intervento di scienziati di fama internazionale e massimi esperti, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide.

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Presentazione del volume “Glottodidattica e neuroscienze: verso modelli traslazionali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Parma. Mercoledì 11 aprile, alle ore 17, all’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Toscanini” di Parma (via Cuneo 3A), il prof. Marco Mezzadri, docente di Didattica dell’italiano e delle lingue moderne dell’Università di Parma, presenta il volume Glottodidattica e neuroscienze: verso modelli traslazionali (Firenze, Cesati Editore). Modera l’incontro Stefano Parmigiani, docente di Biologia dell’Università di Parma.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Parma, è organizzata nell’ambito della rassegna “Ci aggiorniamo con gli autori” promossa dal CePDI (Centro Provinciale di Documentazione per l’Integrazione scolastica) di Parma e rivolta in particolare a docenti, educatori e famiglie. La partecipazione è gratuita ma è richiesta l’iscrizione.

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Convegno internazionale “Neuroscienze e diritto: implicazioni e prospettive”

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

parma universitàParma. Da giovedì 5 a sabato 7 ottobre si terrà nel Palazzo Centrale dell’Università di Parma (Aula dei Filosofi, via Università 12) il Convegno internazionale “Neuroscienze e diritto: implicazioni e prospettive”, organizzato dal Centro Universitario di Bioetica (UCB), dal Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA) e dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Ateneo. Il campo delle neuroscienze ha conosciuto negli ultimi tempi una straordinaria evoluzione, che ha suscitato diversi spunti di riflessione per gli operatori del mondo giuridico. L’idea di comprendere l’essere umano e i suoi comportamenti attraverso lo studio dei meccanismi cerebrali rappresenta una sfida estremamente difficile e, al contempo, particolarmente affascinante, rispetto alla quale il diritto non può di certo restare indifferente. Il Convegno ha come oggetto lo studio delle diverse interazioni che si instaurano fra il settore delle neuroscienze e il mondo del diritto, cercando di comprendere come le scoperte neuroscientifiche possano incidere su alcune fondamentali categorie giuridiche e in che modo il diritto debba comportarsi davanti a queste innovazioni.
Ad aprire i lavori, giovedì 5 ottobre alle ore 18, sarà l’incontro “Dimensioni della mente”, dialogo fra il Prof Giacomo Rizzolatti dell’Università di Parma, coordinatore del gruppo che ha scoperto i “neuroni specchio”, e il Prof Amedeo Santosuosso dell’Università di Pavia, magistrato e Presidente del Centro di Ricerca Interdipartimentale European Centre for Law, Science and New Technologies della stessa Università. L’intento è quello di presentare e introdurre, in chiave divulgativa, le questioni che saranno approfondite più tecnicamente nelle sessioni del convegno del 6 e 7 ottobre. L’incontro sarà moderato da Enrica Battifoglia, giornalista scientifica dell’agenzia ANSA.
Nel convegno l’analisi sarà condotta secondo un’ottica interdisciplinare (parteciperanno giuristi, filosofi, neuroscienziati e medici) e sarà articolata in tre sessioni: le prime due venerdì 6 ottobre e la terza sabato 7.
Venerdì 6 ottobre alle 9 la mattinata sarà aperta dai saluti introduttivi di Giovanni Franceschini, Rettore Vicario dell’Università di Parma, di Laura Pineschi, Presidente del Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA), e di Antonio D’Aloia, Direttore del Centro Universitario di Bioetica (UCB). A seguire La prima sessione, “Neuroscienze e diritto: profili generali”, dedicata al rapporto fra neuroscienze e scienze sociali, con particolare riferimento al diritto. L’intento è quello di individuare, secondo una prospettiva comparata, i campi di intersezione fra neuroscienze e diritto, sottolineando l’importanza di questo nuovo campo di dialogo.
La seconda sessione, “Neuroscienze e tutela della salute”, in programma a partire dalle 15, intende approfondire gli effetti delle conoscenze neuroscientifiche con riguardo all’ambito della tutela della salute e alla autodeterminazione dell’individuo. Si pensi, in particolare, a coloro che si trovano in stato vegetativo o di minima coscienza, a chi è affetto dalla cosiddetta sindrome Locked-in e alle opportunità offerte dai macchinari delle Brain Computer Interface. Il panel si occuperà, inoltre, dei problemi sociali, etici e giuridici legati al tema del cosiddetto potenziamento cognitivo o “enhancement”, ossia l’utilizzo di particolari farmaci o altri strumenti specifici, utilizzati da soggetti “sani” e finalizzati ad accrescere le capacità cognitive umane. Come, dunque, regolamentare l’utilizzo di queste nuove tecnologie? Quali le ricadute sul concetto di salute e di identità individuale?
La terza sessione, “Le Neuroscienze in Tribunale”, in programma sabato 7 ottobre alle 9, riguarderà l’impiego delle risultanze neuroscientifiche all’interno del processo. La casistica giurisprudenziale in materia appare sempre più consistente. Proprio per questo si cercherà di valutare l’idoneità di tali tecnologie a costituire valida prova scientifica e in che misura le scoperte neuroscientifiche possano incidere sulla definizione e sull’accertamento della responsabilità personale dell’individuo.

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Neuroscienze e i nuovi strumenti per comprendere i fenomeni della mente umana e curarne le fragilità

Posted by fidest press agency su domenica, 12 marzo 2017

cervelloMilano 19 maggio 2017 a partire dalle 8.00 presso il Centro Servizi Bezzi in via Massaua 6, conferenza internazionale “Storie biologiche e storie relazionali”. “I grandi progressi tecnologici degli ultimi 25 anni nel campo del neuroimaging e della neurobiologia hanno prodotto una veloce crescita delle neuroscienze, che oggi studiano sperimentalmente ogni aspetto della vita mentale. In connessione con queste conquiste, la psicoterapia psicoanalitica dell’età evolutiva ha sviluppato nuovi strumenti per comprendere i fenomeni della mente umana e curarne fragilità e distorsioni” spiega Sara Micotti psicoterapeuta dell’età evolutiva, Direttore Scientifico del Settore Psicoterapia del Centro Benedetta D’Intino Onlus. “Storie biologiche e storie relazionali è un’importante occasione di scambio interprofessionale e interistituzionale per condividere competenze e confrontarsi su situazioni cliniche e tecniche di intervento per la presa in carico precoce di bambini piccoli e famiglie a rischio”.Interverranno alcuni dei massimi esperti a livello mondiale sui temi trattati e un panel di relatori e contributor che animeranno un ricco programma di seminari a tema.
Tra gli ospiti:
Mark Solms, Presidente della Società di Neuropsicoanalisi (NPSA) che terrà una relazione magistrale introduttiva.
Yoram Yovell della University of Haifa (Chair of Neuropsychology)
Katerina Fotopoulou dello University College London
Antonino Ferro e Anna Nicolò, Past President e Presidente della Società Psicoanalitica Italiana (SPI)

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Meeting Regionale di Neuroscienze

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

firenzeFirenze Sabato 4 febbraio ore 12.00 Aula 4 NIC – Nuovo Ingresso Careggi Via Largo Brambrilla, 3. Massimi esperti neurologi, neuroradiologi e neurochirurghi della Toscana si incontreranno al Meeting Regionale di Neuroscienze “Dalla epidemiologia ai percorsi interdisciplinari” che si terrà a Grosseto il prossimo aprile. In Toscana oltre 150.000 persone soffrono di una o più malattie neurologiche degenerative. Il crescente incremento di queste patologie croniche (demenze, epilessia, Parkinson e sclerosi multipla) richiede sempre più una maggiore appropriatezza delle prestazioni e la definizione di percorsi clinico-assistenziali personalizzati. Anche le patologie acute, come l’ictus, hanno un grande impatto epidemiologico ed il ruolo del neurologo diventa cruciale in Pronto Soccorso, così come nella fase ospedaliera.Rappresentanti della Società Italiana di Neurologia e della Società Scientifica Scienze Neurologiche Ospedaliere si confronteranno su i percorsi assistenziali adeguati alle nuove evidenze scientifiche e condivideranno interventi organizzativi per rispondere ai bisogni di salute sempre più complessi dei cittadini. Il programma del meeting e le eccellenze delle neuroscienze in Toscana saranno presentati ai giornalisti, operatori televisivi e fotografi. Saranno presenti: Roberto Marconi, Presidente Congresso, Paquale Palumbo, Coordinatore Comitato scientifico Meeting Renato Galli – Coordinatore Regionale SNO, Luca Massacesi, Coordinatore Regionale SIN.Parteciperanno anche direttori delle strutture Toscane di Neurologia, neuroradiologia, neurochirurgia e dirigenti delle neuroscienze provenienti da diversi territori della Toscana.

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‘Sonno e neuroscienze’: medici multidisciplinari a confronto a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2016

sonnoROMA – Insonnia, apnea notturna, sindrome delle gambe senza riposo: sono disturbi del sonno piuttosto diffusi che possono avere una forte incidenza sulla qualità della vita delle persone e sul loro stato di salute. E’ questo uno dei temi al centro del convegno ‘Sonno e neuroscienze’ organizzato da Assirem-Associazione scientifica italiana per la ricerca e l’educazione della Medicina del sonno e Fondazione Santa Lucia, che si tiene in questi giorni presso il centro congressi dell’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma.
“I disordini del sonno sono molto frequenti. Quello che più colpisce la popolazione è l’insonnia, più della metà delle persone almeno una volta nella vita ne ha sofferto. Ma si può trovare una forma clinica nel 20% della popolazione nazionale– ha spiegato Raffaele Ferri, presidente dell’Associazione Italiana Medicina del Sonno- Accanto all’insonnia c’è il disturbo del respiro durante il sonno, come le apnee, che sono osservate da vicino dalla Ue, che ha costretto tutti gli Stati aderenti a a legiferare sulla concessione delle patenti di guida ai soggetti che ne sono affetti- ha continuato Ferri- perché l’Osas provoca una sonnolenza patologica e quindi un maggior pericolo di incidenti. Assieme a queste ci sono altre malattie poco conosciute, che il paziente stenta a riconoscere, come la sindrome delle gambe senza riposo che colpisce una percentuale del 3-5% della popolazione. È un’insonnia iniziale, una difficoltà ad addormentarsi per la necessità di muovere le gambe in conseguenza di un fastidio, che possiamo ben curare con degli accorgimenti particolari. Poi- ha concluso- c’è una patologia emergente che ha un’incidenza dell’1% ma riveste un’importanza grandissima perché precede frequentemente lo sviluppo di una malattia degenerativa: si chiama ‘Disturbo comportamentale in corso di sonno Rem’ ed è una malattia dell’età anziana che andrebbe riconosciuta”.“Quasi tutte le patologie neurologiche in sostanza hanno ripercussioni sul sonno– ha dichiarato il presidente Assirem, Pierluigi Innocenti- Può essere un sintomo precoce, come ad esempio per le malattie degenerative come il Parkinson. In altre forme il sonno può avere un effetto attivante, come nelle crisi epilettiche. Quindi sicuramente nell’ambito della neuroscienza ci sono molte condizioni interfacciabili con il sonno. I pazienti che vanno in apnea o russano la notte, sono a rischio dal punto di vista cardiocircolatorio e più frequentemente possono avere disturbi cerebrali come l’ictus ischemico”.“Attualmente l’Italia e all’estero non si è attrezzati con percorsi diagnostici e terapeutici ben codificati o offerti dal Sistema sanitario nazionale- ha ravvisato invece Ferri- Questo parte da un problema di fondo che è la formazione universitaria che non è contemplata se non in pochi atenei. La classe medica conosce poco i problemi del sonno. Pertanto l’unica cosa che posso dire è di fare riferimento ai centri di medicina del sonno, i quali possono offrire il migliore approccio possibile. Esiste un sito sonnomed.it, dove c’è un elenco delle strutture e a breve pubblicheremo un albo pubblico di esperti, ognuno con le proprie competenze”.Altro tema centrale del convegno sono le correlazioni dei disturbi del sonno con patologie neurologiche e psichiatriche e l’importanza del sonno nelle neuroscienze per comprendere a pieno il fondamentale ruolo nella gestione e nel recupero di pazienti con patologie neurologiche e psichiatriche. Argomenti sviluppati dai relatori con l’aiuto dei dati di una ricerca svolta sui pazienti in stato vegetativo e su pazienti post coma.
“Abbiamo condotto uno studio su due tipi di pazienti: i pazienti che erano usciti dal coma, per verificare se andavano incontro a disturbi del sonno- ha spiegato Pierluigi Innocenti- e abbiamo voluto verificare se il miglioramento del sonno potesse contribuire anche all’aspetto riabilitativo; su un altro gruppo di pazienti, che erano in stato vegetativo, abbiamo studiato il sonno e ci siamo resi conto che, anche in uno stato di coscienza alterata, se mantengono un pattern del sonno normale, generalmente hanno un’evoluzione clinica più favorevole”.“Stiamo cercando di capire se la valutazione in polisonnografia dei pazienti nei vari stadi ci può aiutare a dare valutazione di tipo prognostico sul recupero dei pazienti- ha spiegato Maria Gabriella Buzzi, medico della Fondazione Santa Lucia e membro di Assirem- Questo potrebbe dirci se sono designati ad avere un recupero significativamente buono rispetto ad altri. Registriamo un’attività cerebrale che si sta riorganizzando e che sta andando verso un recupero. Sono dati importanti perché ci parlano di un cervello che, anche se inconsapevole, lavora per recuperare”. (foto: sonno)

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Incontro sui ritardi del linguaggio in età precoce

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2016

parma universitàParma Venerdì 13 maggio dalle ore 10.30 alle ore 13.30, nella Sala delle Feste di Palazzo Sanvitale, sede di Intesa Sanpaolo (piazzale J. Sanvitale 1 – Parma), il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma organizza l’incontro “Ritardi di Linguaggio in età precoce: programmi italiani di screening”.La Fondazione Monteparma, il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Parma, l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l’Ufficio Famiglie della Diocesi nel 2004 hanno stipulato una Convenzione decennale al fine di realizzare studi sullo sviluppo motorio e del linguaggio nei bambini.Grazie a questa Convenzione dal 2004 al 2015 sono state condotte numerose ricerche che hanno permesso la pubblicazione di articoli scientifici e divulgativi, nonché strumenti di prevenzione e valutazione utili per il lavoro clinico in età evolutiva. Molti di questi risultati sono stati ottenuti in collaborazione con i servizi educativi del Comune di Parma, del Comune di Fidenza e della AUSL di Parma.A conclusione della Convenzione è stato organizzato questo incontro durante il quale la Fondazione Monteparma ospiterà i responsabili degli Enti coinvolti; alcuni di loro spiegheranno le importanti ricadute sul piano della prevenzione e clinico-diagnostico degli studi condotti in questi anniL’iniziativa è organizzata con il patrocinio dell’Ausl di Parma.Saranno presenti e porteranno i saluti Roberto Delsignore, Presidente della Fondazione Monteparma, Mons. Pietro Ferri, Presidente del Centro di Etica ambientale di Parma, Pierfrancesco Ferrari, Professore associato del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ateneo, e Virginia Volterra, Dirigente di ricerca Associato all’ISTC- CNR.Sarà la stessa prof.ssa Volterra a moderare la conversazione, cui parteciperanno diversi esperti.
Maria Cristina Caselli, Dirigente di ricerca alla sede di Roma dell’ISTC – CNR, sintetizzerà il lavoro di ricerca svolto in questi anni sullo sviluppo della comunicazione e del linguaggio in età evolutiva, e delineerà i vantaggi e i limiti degli strumenti di valutazione indiretta in contesti clinici e di promozione alla salute.
Patrizio Pasqualetti, Responsabile del Servizio di Statistica Medica e Information Technology dell’Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca di Roma (AFAR), descriverà il processo dicostruzione e validazione degli strumenti di screening e presenterà il programma di screening del linguaggio in atto nella Regione Lazio.
Pietro Pellegrini, Direttore del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Parma, illustrerà le innovazioni di ricerca attuate nei servizi del nostro territorio per la prevenzione del disagio in età evolutiva.
Emanuela Anghinoni, Direttore del Dipartimento Prevenzione dell’ATS Val Padana, descriverà il programma di screening permanente del linguaggio all’età di 27-30 mesi in atto nella provincia di Mantova, e la riorganizzione dei servizi dell’ASL di Mantova per la presa in carico dei bambini con ritardo di linguaggio (progetto condotto con la supervisione dell’ISTC-CNR, AFAR Roma).
Nel corso dell’incontro sarà presentato il volume Il Primo Vocabolario del Bambino: Gesti, Parole e Frasi (Franco Angeli Editore, 2015), scritto da Maria Cristina Caselli (ISTC), Arianna Bello (Dipartimento di Scienze della Formazione, Università di Roma 3), Pasquale Rinaldi (ISTC), Patrizio Pasqualetti (AFAR Roma) e Silvia Stefanini (AUSL Parma), che saranno presenti all’appuntamento.
Alla conversazione sono invitati genitori, educatori, pediatri, operatori dei servizi della Neuropsichiatria infantile e tutti coloro che sono interessati al tema della prevenzione e identificazione del rischio di ritardi di linguaggio e diagnosi di disturbi di linguaggio in età prescolare.

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Un Viaggio di 100 anni nelle neuroscienze

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2015

alzheimer-cervelloQuest’anno Lundbeck ha celebrato i cento anni dalla sua fondazione e attraverso questo Forum abbiamo voluto ripercorrere questo secolo attraverso le scoperte scientifiche e le relative applicazioni in medicina che hanno consentito di raggiungere traguardi importanti per la diagnosi e cura delle malattie mentali. Tutto questo con lo sguardo rivolto in avanti, pensando al futuro, ai prossimi decenni.
Oggi il nostro Gruppo ha consolidato nell’industria farmaceutica il ruolo di azienda specializzata nel trattamento di patologie del Sistema Nervoso Centrale e che ha il coraggio di investire ancora in ricerca in un’area terapeutica tra le più difficili in cui poter sviluppare nuovi trattamenti, focalizzando sulla salute mentale tutta la nostra attività. Abbiamo puntato la nostra ricerca sullo studio e la cura delle patologie di origine neurologica, come Parkinson, Alzheimer, Huntington e siamo rimasti gli unici a fare ricerca nell’ambito delle patologie mentali di origine psichica come ansia, depressione, schizofrenia, alcoldipendenza, ambito in cui il rischio di fallimento e l’alta percentuale d’insuccessi ha portato molte aziende a disinvestire. In questo quadro abbiamo deciso di puntare strategicamente sull’Italia, ad esempio con l’apertura nel 2000 dello stabilimento di chimica fine di Padova dove abbiamo già investito oltre 40 milioni di euro.
Nel 2014 il 21% del fatturato è stato impiegato in ricerca e nel futuro le strategie aziendali prevedono un ulteriore rafforzamento del nostro impegno in ricerca. Il sistema nervoso centrale rappresenta l’ultima frontiera e sarà il protagonista del 21° secolo. La sfida sarà quella di gestire la cronicità di milioni di malati che sono destinati ad aumentare esponenzialmente, diventando la patologia cronica più frequente.
Il nostro obiettivo è quello di dare risposte sempre più innovative, perché se questo rappresenta un beneficio per l’azienda lo è anche per i malati.

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Forum neuroscienze

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2015

neuroneRoma, 3 dicembre 2015 dalle ore 9.00 Accademia Nazionale dei Lincei – Palazzina dell’Auditorio Via della Lungara, 230 Forum “Un Viaggio di 100 anni nelle neuroscienze”. Il Forum, che ha ricevuto il Patrocinio del Ministero della Salute, è organizzato da The European House-Ambrosetti, in occasione dei 100 anni di Lundbeck e rappresenta un momento di confronto e dibattito sugli sviluppi scientifici delle neuroscienze e delle applicazioni in medicina.Negli ultimi 100 anni le scoperte in campo scientifico e le relative applicazioni nella medicina hanno consentito di raggiungere importanti traguardi per la diagnosi e la cura delle malattie mentali.Il Forum avrà un importante carattere multidisciplinare e una prospettiva di politica sanitaria. Le malattie mentali infatti sono un problema di grande rilevo sociale in tutte le classi di età e rappresentano una sfida importante per la salute pubblica.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le malattie mentali colpiscono 1 europeo su 4. Tra i disturbi mentali, la depressione da sola è responsabile del 13,7% del carico di disabilità (inteso come anni in cui si vive con una disabilità). Stime epidemiologiche prevedono che possa divenire, entro il 2020, la seconda malattia più invalidante al mondo dopo quelle cardiovascolari e nel 2030 la patologia cronica più frequente (OMS 2011).Il Forum approfondirà nello specifico i seguenti temi:
– Le principali tappe della ricerca scientifica nelle neuroscienze e le sue applicazioni con focus sullo studio sul controllo dei movimenti, l’organizzazione del pensiero, la mappatura del cervello;
– La neurobiologia del cervello e il linguaggio: quali interazioni;
– La comprensione dei meccanismi dei processi decisionali;
– Interfaccia cervello e mondo esterno: terapie innovative, neuroprotesi, neurorobotica
– La mappatura del cervello umano: il progetto USA;
– European Human Brain Project: lo stato dell’arte;
– Gli sviluppi della ricerca scientifica e i nuovi trattamenti nel campo della depressione e dell’Alzheimer.

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Pubblicato su Journal of Neuroscience uno studio che riproduce nel modello sperimentale di sclerosi multipla la plasticità corticale osservata nei pazienti

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2015

Fin dai primi anni 2000, la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI) ha dimostrato come il cervello di pazienti affetti da sclerosi multipla (SM) per assolvere alle funzioni motorie, cognitive e sensoriali compromesse dalla patologia sia in grado di reclutare aree corticali supplementari e definire connessioni alternative. Questo fenomeno, noto come plasticità o riorganizzazione cerebrale, è stato ampiamente studiato ed è considerato uno dei meccanismi compensatori innescati per limitare o ritardare i danni funzionali e irreversibili che colpiscono i pazienti con SM. Le basi molecolari e cellulari di questo fenomeno non sono state del tutto chiarite, come ancora non sono state esaminate in profondità le possibili interazioni fra riorganizzazione corticale e terapie.
In un articolo recentemente pubblicato su Journal of Neuroscience, un pool multidisciplinare di ricercatori delle Università di Verona, Cambridge (UK) e Milano-Bicocca, ha usato la risonanza magnetica funzionale e morfologica, in combinazione con indagini istologiche post-mortem, per studiare le caratteristiche del rimodellamento corticale in animali da laboratorio affetti da EAS durante l’evoluzione della malattia, dai primi segni clinici fino alla cronicizzazione dei sintomi. sclerosi_multiplaNegli animali affetti da EAS, il reclutamento di aree cerebrali silenti negli animali sani è accompagnato, oltre che da sensibili variazioni volumetriche della materia bianca e grigia, anche da un persistente stato infiammatorio e da segni di patologia a livello delle sinapsi. Questi dati sono in accordo con quanto riportato dalla letteratura scientifica clinica nell’uomo e qualificano il modello sperimentale come una robusta piattaforma di studio non solo per l’analisi dei meccanismi fisiopatologici alla base della sintomatologia, ma anche per ma anche per lo sviluppo di strategie terapeutiche innovative nel trattamento della SM progressiva.
Lo studio è stato finanziato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), l’European Research Council (ERC), the National Institute for Health Research (NIHR), the Wellcome Trust, The Evelyn Trust, The Bascule Charitable Trust and the European lo sviluppo di strategie terapeutiche innovative nel trattamento della SM progressiva.Community (EC) 7th Framework Program.

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A Firenze un simposio internazionale per discutere di ricerca in pediatria

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2015

università firenzeFirenze centro mondiale della ricerca in pediatria grazie al simposio internazionale dal titolo “Clinical research in pediatrics”, organizzato dall’Università di Firenze, dall’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dal Comitato Etico Pediatrico della Regione Toscana, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
In discussione i nuovi regolamenti europei in tema di ricerca clinica, in particolare in ambito pediatrico, e le moderne procedure chirurgiche per il trattamento dell’epilessia.
Per quanto riguarda la ricerca, oggi i farmaci che vengono utilizzati nel bambino spesso vengono somministrati senza aver fatto un percorso registrativo specifico, basandosi soltanto su studi condotti con pazienti adulti. È quindi importante che si conducano ricerche cliniche in pediatria. «In Toscana è stato costituito un comitato etico pediatrico, sezione del comitato unico regionale: E’ un segnale che la Regione dà per quanto riguarda la ricerca in pediatria» esordisce Alessandro Mugelli, Presidente del Comitato Etico Pediatrico della Regione Toscana e docente al Dipartimento di Neuroscienze, Area del Farmaco e Salute del Bambino dell’Università di Firenze.
«Attualmente la realizzazione di ricerche in pediatria incontra molti problemi perché si ha a che fare con una popolazione fragile a cui bisogna porre molta attenzione. La conseguenza però è che attualmente la metà dei farmaci che vengono utilizzati nei bambini non sono stati studiati nei pazienti di questa età» prosegue Mugelli. Lo scopo di questo convegno è stato anche quello di favorire una ricerca in pediatria, sia da parte delle aziende, sia quella indipendente, creando le condizioni perché questa ricerca possa essere fatta nel miglior modo possibile, nell’ottica di poter generare farmaci e interventi utili a prendersi cura di questa fascia così importante della nostra popolazione».
Sull’argomento è intervenuto anche Luca Pani, Direttore di AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, che ha illustrato i cambiamenti che la ricerca in ambito pediatrico dovrà sostenere nel prossimo futuro. «La nuova struttura del regolamento pediatrico a livello europeo sui clinical trial, diventa totalmente operativo dal 2016 ma è già attivo dal luglio 2014. Tra le novità, una particolare attenzione per la pediatria soprattutto per i cosiddetti PIP (pediatric investigation plan), un cambiamento nel ruolo dei comitati etici, con la presenza di un rappresentante della società civile, una totale trasparenza, perché tutto il materiale va on line ed è consultabile liberamente» spiega Pani. «Non va dimenticato che la pediatria prevede innumerevoli precauzioni e competenze avanzate, simile a quelle richieste per studi speciali come quelli su farmaci orfani o per le terapie molto avanzate, come quelle biotecnologiche. Di fatto lo sforzo di aumentare la ricerca in pediatria ha un respiro mondiale, e si sta osservando uno sforzo di tutti gli stati, dall’Europa agli Usa, dal Sudamerica, al Giappone, alla Cina, perché abbiamo bisogno di normative omogenee, abbiamo bisogno di rivolgere ai bambini di un’attenzione particolare, anche per scusarci e ripagarli di questi anni in cui nelle ricerche cliniche sono stati applicati criteri di esclusione per i soggetti al di sotto dei diciotto anni».
Per quanto riguarda la pratica clinica, in occasione del simposio, sono stati presentati i risultati raggiungi nella diagnosi e nel trattamento dell’epilessia, a iniziare dalla definizione dei cosiddetti fenotipi, cioè le manifestazioni cliniche legate a una determinata causa genetica. «E’ importante stabilire con esattezza quando questo processo si instaura al fine di intervenire con terapie mirate che possano arrestare il fenomeno involutivo» spiega Renzo Guerrini, Direttore dell’Unità Operativa Complessa alla Clinica di Neurologia Pediatrica Meyer. «E’ inoltre fondamentale arrivare presto a una diagnosi per prevenire la comparsa di altri casi nella stessa famiglia o poter comunque dare indicazioni precise alle famiglie sul rischio di ricorrenza».
Al simposio, Flavio Giordano, Neurochirurgo dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, ha presentato i risultati raggiunti nel trattamento chirurgico dell’epilessia. «La chirurgia nell’epilessia consiste nell’effettuare interventi di asportazione di parti cerebrali responsabili di forme di epilessia non sensibili al trattamento farmacologico. Questo tipo di procedure chirurgiche ha come obiettivo quello di togliere non soltanto zone malate di cervello, come avviene per esempio nelle patologie tumorali, ma mira a ristabilire il normale funzionamento del cervello» spiega Giordano. «Fino a oggi a Firenze sono state eseguite più di duecento procedure chirurgiche e i risultati nella chirurgia di resezione sono molto buoni. Possono essere eseguite procedure di resezione pura, cioè la vera e propria asportazione delle aree epilettogene. In questi casi si riesce a rimuovere in blocco la malformazione che è causa delle crisi e si ottiene la scomparsa delle manifestazioni epilettiche nel 70-80% dei bambini. Oppure si ricorre a procedure più complesse di disconnessione di parti cerebrali o ancora a procedure di neuromodulazione, in cui non si rimuove tessuto, ma si applicano dispositivi per l’erogazione di correnti a livello intracerebrale per cercare di rimodulare quei circuiti epilettogeni che non rispondono alla malattia. Questa è una chirurgia palliativa, che si applica quando la chirurgia di resezione non si può percorrere, perché la malformazione è troppo estesa, o è bilaterale, oppure coinvolge zone non sacrificabili, come quella del linguaggio o quella motoria. Però anche quando l’asportazione non è completa, per una serie di meccanismi intrinseci a queste malformazioni si osserva comunque uno “spegnimento” dell’epilessia e anche in questi casi si raggiunge un miglioramento significativo. Non va sottovalutato anche che più precoce è la chirurgia dell’epilessia, più si mantengono i risultati nel tempo, sono meno frequenti le recidive, e lo sviluppo psicomotorio del bambino si stabilizza». Da sottolineare infine che a Firenze si esegue il maggior numero di questi interventi ad altissima specializzazione, realizzati soltanto in altri 3-4 centri in Italia, e che per questo motivo il Meyer di Firenze accoglie ogni anno decine di piccoli pazienti provenienti da altre regioni.

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Cervello: come riconosciamo gli oggetti?

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2012

Davide Zoccolan, ricercatore della Sissa di Trieste, insieme ai colleghi americani James DiCarlo (MIT, Boston) e Nicole Rust (University of Pennsylvania), sulla rivista Neuron fa il punto sui meccanismi della visione umana. Uno dei processi cognitivi più straordinari e affascinanti compiuti dal cervello. Ma tuttora poco compreso.
Perché riusciamo con apparente semplicità a identificare e riconoscere le lettere sullo schermo del computer, una tazzina di caffè sul tavolo e una persona che esce dall’ascensore? Alla base del riconoscimento visivo degli oggetti c’è un processo computazionale molto complesso che ci consente di riconoscere centinaia di migliaia di oggetti diversi, nonostante l’incredibile varietà di pose, dimensioni, posizioni in cui ci appaiono. Siamo in grado, per esempio, di riconoscere istantaneamente una faccia famigliare, a prescindere dal fatto che sia in luce o in ombra, appaia di fronte o di profilo, sia isolata o circondata da altri oggetti. Questa facoltà è detta riconoscimento invariante. E nonostante tale riconoscimento sia per noi immediato e non richieda alcuno sforzo – riusciamo a farlo in poche centinaia di millisecondi – nessun sistema di visione artificiale e nessun calcolatore, per quanto potente, sono in grado di eguagliare accuratezza, affidabilità e velocità del riconoscimento visivo umano. La comprensione dei meccanismi neuronali che consentono al cervello di interpretare la straordinaria ricchezza di informazioni visive rappresenta non solo una delle maggiori sfide delle neuroscienze sistemiche e computazionali, ma anche un passo fondamentale verso lo sviluppo di sistemi di visione artificiale.
Davide Zoccolan, alla Sissa dirige il laboratorio di neuroscienze visive. Torinese, 39 anni, Davide Zoccolan è sposato ed è papà di due bimbi, dopo una laurea in fisica all’università di Torino e il dottorato in biofisica alla Sissa, ha svolto per 6 anni attività di ricerca negli Stati Uniti, al MIT e al Rowland Institute di Harvard, a Boston. Negli Stati Uniti ha collaborato tra gli altri con Tomaso Poggio che da anni al MIT studia i complessi meccanismi della mente umana per poi insegnarli ai computer. Da 3 anni è tornato in Italia, alla Sissa di Trieste. (sissa david zuccolin)

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Settimana del cervello

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

In occasione della Settimana del Cervello, evento mondiale dedicato alla ricerca in ambito neurologico, la Casa di Cura Villa Pini e la Clinica Neurologica dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara siglano un accordo di collaborazione per sviluppare programmi di studio e di ricerca nel settore. L’attività scientifica sarà diretta dal professor Marco Onofrj, direttore della Clinica Neurologica dell’Università D’Annunzio, e avrà sede all’interno del nuovo Dipartimento di Neuroscienze della Casa di Cura dove, grazie alle notevoli dotazioni tecnologiche e ai macchinari di ultima generazione, sarà possibile garantire assistenza clinica completa ai pazienti e svolgere indagini di alto valore scientifico. In particolare, i protocolli di studio, attualmente in fase di definizione, riguarderanno due settori principali: gli stati vegetativi e la malattia di Alzheimer che, ancora oggi, solo in Italia colpisce un milione di persone e risulta particolarmente difficile da controllare.Presso il Centro Alzheimer, i ricercatori cercheranno di identificare i cosiddetti ‘marcatori biologici’, vale a dire le caratteristiche biologiche e genetiche associate alle diverse forme cliniche di demenza. Queste informazioni saranno finalizzate alla messa a punto di esami di diagnosi precoce e alla definizione di terapie farmacologiche mirate.L’Unità dei Risvegli sarà invece dedicata allo studio delle possibilità di recupero dei pazienti in coma ricoverati, dopo la fase acuta, all’interno della struttura dedicata esclusivamente a questo tipo di patologia. La ricerca moderna mira a separare gli Stati Vegetativi Persistenti da quelli cosiddetti ‘minimally conscious’ e quelli “Locked-in”, per le essenziali implicazioni prognostiche, assistenziali ed etiche.Nel Dipartimento i ricercatori potranno avvalersi dei più moderni esami di neuro-fisiopatologia, come l’elettroencefalogramma ad alta densità (HD-EEG), i potenziali cognitivi e la poligrafia, la Stimolazione Transcranica Magnetica in EEG (TMS EEG), e le indagini con neuroimmagini, basate sulla risonanza magnetica funzionale, associata a studi di attivazione corticale, trattografia, spettroscopia e neuroanatomia quantitativa.Il Dipartimento di Neuroscienze della Casa di Cura Villa Pini può contare oggi sul Reparto di degenza per malattie neurodegenerative – come i Parkinsonismi – sul Centro Alzheimer, su una Unità di Riabilitazione Post-ictus e su un Reparto per gravi cerebrolesioni acquisite, all’interno del quale si trova l’Unità di Risvegli, per pazienti con esiti di coma con stati vegetativi o stati parzialmente responsivi (Minimally Conscious States). La collaborazione con l’Università di Chieti, tramite l’accesso alla rete di attività scientifiche internazionali della Clinica Neurologica, si inserisce in un programma di ricerca clinica che il Dipartimento sta sviluppando con diverse strutture nazionali ed internazionali, tra cui l’Istituto di Neuroscienze del CNR, l’ITAB e la Sezione di Scienze Radiologiche dell’Università di Ancona, con il sostegno della Fondazione Leonardo, presieduta dal Prof. Crepaldi e coordinata dalla Prof. ssa Maggi. La Casa di Cura Villa Pini di Chieti è una struttura del gruppo Policlinico Abano Terme.

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Effetti della nicotina

Posted by fidest press agency su sabato, 29 gennaio 2011

Un motivo in più per smettere di fumare. La nicotina, componente attiva del tabacco, altera la capacità dei neuroni di comunicare tra loro e di elaborare le informazioni con conseguente riduzione della nostra capacità di prestare attenzione. È questo il risultato di uno studio sperimentale condotto dal team di neurobiologi della Sissa coordinati da Enrico Cherubini e pubblicato sulla rivista The Journal of Neuroscience. In particolare, gli scienziati della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste hanno dimostrato che una piccola quantità di nicotina – quella presente nel sangue dopo aver fumato due sigarette – è in grado di inibire il funzionamento degli interneuroni dell’ippocampo, regione del cervello essenziale per l’apprendimento e la memoria, alterando le nostre funzioni cognitive. Gli interneuroni sono neuroni che fanno sinapsi con altri neuroni e formano circuiti locali: modulando l’impulso nervoso, regolano
l’azione delle cellule principali affinché riescano a gestire gli impulsi sensoriali.
Nel corso del suo dottorato di ricerca alla Sissa, Marilena Griguoli ha testato il comportamento di queste cellule stimolandole con specifiche sostanze chimiche e ha potuto constatare come gli interneuroni O-LM (oriens-lacunosum moleculare) dell’ippocampo risentono negativamente anche di esigue concentrazioni di nicotina.
Fumatori, dunque, siete avvertiti: le “bionde” riducono le vostre funzioni cognitive alterando la ritmogenesi, che è di cruciale importanza per l’elaborazione delle informazioni nel cervello.

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A John Nicholls Premio Education in Neuroscience

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Trieste, A John Nicholls, neuroscienziato nato a Londra 80 anni fa e dal 1998 alla Sissa di Trieste, va l’edizione 2010 del Premio Education in Neuroscience della Society for Neuroscience (SfN). Il premio, per aver contribuito in oltre cinquant’anni di carriera allo studio del cervello e alla formazione di giovani neuroscienziati in tutto il mondo, gli è stato conferito a San Diego, in California, in occasione dell’incontro annuale della Society for Neuroscience, organizzazione che riunisce più di 40.000 scienziati che studiano il cervello e il sistema nervoso. Oliver W. Sacks, il famoso neurologo e scrittore, è stato il primo vincitore, nel 1991, del Premio Education in Neuroscience.  John Nicholls è animato da un’energia instancabile al servizio della scienza. Professore di neuroscienze cognitive e neurobiologia alla Sissa, autore del libro From neuron to brain tradotto in diverse lingue del mondo, con passione affianca l’attività didattica alla ricerca scientifica. Si è laureato in medicina nella capitale inglese, ha poi conseguito il dottorato in biofisica con Sir Bernard Katz, premio Nobel per la fisiologia nel 1970, ha lavorato a Oxford, Harvard, Yale, Stanford, Basilea ed è membro della Royal Society. La sua principale attività di ricerca riguarda la rigenerazione del sistema nervoso centrale: indaga perché le fibre nervose non si rigenerano dopo lesione del midollo spinale. E di continuo viaggia per insegnare neuroscienze. Con l’International Brain Research Organization realizza, infatti, corsi di neuroscienze dalle Filippine all’Uganda, dal Vietnam al Messico. L’entusiasmo di Nicholls è evidente quando racconta alcuni dei suoi viaggi. Solo due settimane fa è stato in Etiopia e a fine novembre è di nuovo pronto a partire, sempre come volontario, per il Cile. Intanto, tra un viaggio e l’altro, lavora alla quinta edizione del suo libro From neuron to brain. (Nicholls)

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Nuovo presidente società neuroscienze

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2009

Prestigioso riconoscimento alla carriera scientifica di Enrico Cherubini responsabile del settore di neurobiologia della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. È stato “eletto”, infatti, “presidente della Società Italiana di Neuroscienze” (SINS). Cherubini con entusiasmo si prepara a ricoprire l’incarico: “intendo portarlo avanti con responsabilità, continuando il lavoro prezioso svolto in questi ultimi anni da tutti i componenti della Società, sforzo che ha fatto sì che le neuroscienze italiane siano apprezzate e risconosciute in tutto il mondo”. *Reperire maggiori fondi per la ricerca in neuroscienze” secondo criteri che tengano conto della competitività internazionale e del merito, *favorire la formazione dei giovani* sviluppando un network che faciliti almeno a livello nazionale la mobilità sul lavoro con un censimento dei laboratori e delle risorse disponibili, *intensificare la comunicazione sulle neuroscienze e **costituire*, a tal fine, *un comitato etico* che si esprima pubblicamente in merito a problematiche fondamentali per la nostra società che coinvolgono le neuroscienze, quali per esempio cellule staminali, clonazione, eutanasia, lotta al dolore, rendendo così la SINS punto di riferimento per il dibattito pubblico su questioni legate alla ricerca sul cervello.Sono queste le priorità per Cherubini che, nell’indicare gli *obiettivi che intende perseguire*. ribadisce *l’importanza dell’interdisciplinarietà*. “Per sua natura le neuroscienze raggruppano sotto un unico tetto ricercatori appartenenti a discipline diverse. Io stesso provengo dall’ambito clinico, mi sono poi dedicato completamente alla ricerca di base e, dopo quasi venti anni trascorsi alla Sissa, mi sono reso conto come sia prezioso per le nostre ricerche il contributo di discipline quali la fisica e la matematica. L’interdisciplinarietà è del resto alla base delle politiche di molti enti di ricerca, sia nazionali che internazionali”.
*Cherubini, dal 1991 è professore di fisiologia alla Sissa di Trieste*, dove è impegnato con il suo gruppo di ricerca a comprendere la spettacolare complessità delle connessioni tra i neuroni nel cervello e come queste si stabiliscono durante lo sviluppo postnatale. Studia cioè i meccanismi coinvolti nei fenomeni di plasticità neuronale. *A lui si deve la scoperta* (con Yehezkel Ben-Ari) *dell’azione eccitatoria “del trasmettitore” GABA durante lo sviluppo postnatale*: l’acido gamma-amino-butirrico è il principale neurotrasmettitore inibitorio nel cervello adulto e agisce come un freno all’eccitabilità delle cellule nervose. “Ma nell’immediato periodo postnatale – spiega Cherubini -, questo neurotrasmettitore eccita le cellule su cui viene rilasciato. Questo effetto è cruciale per la stabilizzazione e lo sviluppo di nuove sinapsi e la formazione di un circuito neuronale adulto.
La Società Italiana di Neuroscienze è stata fondata nel 1983 da Gian Luigi Gessa, alla luce dell’impegno dell’Italia nello studio del sistema nervoso e del contributo dato alla nascita delle moderne neuroscienze. In particolare nel ventesimo secolo, infatti, molti neuroscienziati italiani hanno contribuito al progresso della ricerca, di base e clinica, in campo neurologico. La SINS è nata allora con lo scopo di approfondire le conoscenze del sistema nervoso e dei processi che sono alla base del comportamento umano, di valorizzare la ricerca in questo ambito, anche al fine di contribuire al miglioramento della salute dell’uomo, di promuovere l’informazione e la formazione culturale e scientifica nel campo delle neuroscienze, dei giovani in particolare.

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Pavia: importante riconoscimento al Nobel Montalcini

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Pavia Palazzo Botta-Università di Pavia Aula Golgi – 30 settembre 2009 (ore 11-12). Il premio Nobel Rita Levi Montalcini riceverà il Wendell Krieg Lifetime Achievement Award. La premiazione avverrà nell’ambito del Cajal Club International Simposium, Camillo Golgi and Modern Neuroscience, che quest’anno si riunisce a Pavia, il 30 settembre e il 1 ottobre, nel nome di Camillo Golgi e Ramon Cajal  per tracciare le nuove frontiere della ricerca in ambito di Neuroscienze.  Il Wendell Krieg Lifetime Achievement Award è un prestigioso riconoscimento istituito dal Cajal club, la più antica associazione internazionale dedicata allo studio del sistema nervoso, fondata nel 1947 da  Wendell J.S. Krieg,  che ne fu il primo Presidente, e da un gruppo di neuro scienziati.  Krieg nacque nel 1906 e fu Professore e Direttore dell’Istituto di Neurologia alla Northwestern University a Chicago.  Nelle precedenti edizioni, in occasione degli incontri internazionali del Cajal Club,  il Wendell Krieg Lifetime Achievement Award è stato conferito a Sua Maestà Don Juan Carlos I, Re di Spagna, durante il primo incontro internazionale a Madrid, a Anders Björkland (Direttore del Wallenberg Neuroscience Center in Lund, Sweden) in occasione del secondo incontro a Stoccolma e a Ricardo Miledi (National Institute of Neurobiology UNAM) durante il terzo incontro a Queretaro, in Messico. Il Premio è accompagnato dalla prestigiosa medaglia Cajal.
Camillo Golgi e Santiago Ramón y Cajal, entrambi vincitori nel 1906 del Nobel per la Medicina, sono  stati protagonisti, tra fine 1800 e inizi 1900, della rivoluzione anatomica che ha dato origine alle neuroscienze contemporanee. Golgi fu autore di un’invenzione fondamentale, la “reazione nera”, che diventò lo strumento principale per chiarire la struttura del sistema nervoso centrale, Cajal fu colui che fece assumere agli studi neurobiologici di fine Ottocento la fisionomia più moderna. Questi due giganti della biologia furono anche a lungo impegnati in un’accesa polemica sul funzionamento del cervello che li vide schierarsi su posizioni opposte.  Nel 1889 Cajal venne a Pavia per rendere omaggio a Camillo Golgi, ma non lo trovò: a quell’incontro mancato si ricollega oggi il Simposio del Cajal Club, un vero e proprio riconoscimento dell’importanza delle scoperte di Golgi, oltre che un’occasione per riflettere sulle prospettive delle neuroscienze del XXI secolo. Organizzato da Gordon Shepherd, Marina Bentivoglio e Paolo Mazzarello, il convegno del Cajal Club Camillo Golgi and Modern Neuroscience fa seguito alle celebrazioni internazionali per i cento anni del Nobel a Golgi e Cajal: oltre a rendere omaggio alle fondamentali scoperte del metodo e dell’apparato di Golgi, intende far emergere il pieno contributo dei due scienziati alla nascita e allo sviluppo delle moderne Neuroscienze.

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