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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘new deal’

Il Green New Deal per l’Europa lancia la sua campagna per mitigare la crisi climatica e contrastare la disuguaglianza crescente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Ispirato al “New Deal” di Franklin D. Roosevelt, questo piano richiede alla Banca di Investimento Europea di impiegare ogni anno il 5% del PIL dell’Unione Europea a favore della transizione ecologica, spingendo le risorse europee inutilizzate verso i servizi pubblici, facendo in modo che questa non pesi sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici. Si tratta di una cifra pari approssimativamente a 500 miliardi di Euro ogni anno; gli investimenti che verranno fatti saranno diretti tramite un’agenzia pubblica trasversale che coinvolgerà autorità regionali e municipali, le cui decisioni saranno, inoltre, supportate da assemblee di cittadini. Questo è l’unico modo di assicurare che questi fondi pubblici siano spesi dove più necessario. Questa è la chiave per sbloccare il pieno potenziale delle nostre democrazie in modo duraturo. Il gruppo italiano chiede ai nuovi europarlamentari italiani di appoggiare questa proposta, impegnandosi a creare milioni di nuovi posti di lavoro lavoro sostenibili e migliorando allo stesso tempo salute, infrastrutture e qualità della vita. L’Europa sta naufragando tra le due più grosse crisi che abbia mai affrontato: quella socio-economica e quella ecologico-climatica. Decenni di tagli alla spesa pubblica hanno svuotato i servizi sociali essenziali, deprezzato le infrastrutture di base e impoverito i cittadini europei. L’austerità per di più impedisce ai singoli governi di contrastare il collasso climatico-ecologico. Il Green New Deal per l’Europa rompe questo circolo vizioso ridefinendo nuovi imperativi politici, utilizzando nuove metriche economiche, re-indirizzando le attuali risorse europee attraverso le comunità di tutto il continente. E’ giunta l’ora di agire insieme per un’Italia ed un’Europa più equa e più verde.
Il gruppo che si è costituito in Italia è formato da molte persone provenienti da ambiti diversi dell’attivismo, della politica e della scienza. Stanno già contattando tutti gli Europarlamentari, chiedendogli di dichiarare come loro priorità assoluta l’approvazione di un Green New Deal per l’Europa. Successivamente, intendono lanciare una serie di consultazioni popolari per ascoltare le priorità delle persone attraverso il continente e supplementare gli input dati dagli esperti in materia.

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Blockchain: il possibile new deal del mercato energetico italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

energia-risparmio

Per Codici è ormai evidente come possibile soluzione al problema dell’insopportabile peso delle bollette, che niente hanno a che fare con il prezzo del gas e dell’energia finale, la tecnologia blockchain derivante dalla crittografia, la stessa logica alla base della moneta elettronica. Alla luce delle analisi di impatto condotte sui costi in bolletta, questa tecnologia potrebbe ridurre del 30% il costo della bolletta dell’energia in quanto eliminerebbe l’intermediazione di soggetti inutili e costosi che frenano lo sviluppo reale del settore.E se la tecnologia Blockchain venisse applicata agli smart metering cosa succederebbe? Codici dopo l’introduzione della cripto – valuta propone l’introduzione del cripto – metering.Per scongiurare che possa succedere ciò che è avvenuto per la prima generazione di contatori, quando si millantava che il dato sarebbe stato letto in remoto, che non sarebbero state prodotte code o stime e che con i nuovi smart meter non dovrebbe quindi esistere il bisogno di remunerare in bolletta il servizio di lettura, servizio per il quale il consumatore paga senza che gli venga reso, oppure si pensa di mantenere questa voce in bolletta anche con il nuovo sistema di telegestione?Il fatto
che il nuovo smart meter sia al centro di un sistema complesso in cui interagiranno diverse tecnologie e nuovi servizi, che renderanno maggiormente fruibile ad esempio la domotica, non ci distoglierà dalla reale tutela del consumatore che verterà su: trasparenza e quantificazione dei costi, qualità e conformità dello smart meter e
lettura rilevata e certa del dato.Questi problemi sfociano in un cattivo rapporto tra consumatore e venditore di energia, inoltre non si spiega l’alta marginalità del distributore senza essere a mercato.Gli oneri di misura e distribuzione gravano per più del 10% sulla bolletta, andando a remunerare un’attività di misura che spessonon viene svolta oppure è del tutto arbitraria, ed è qui che si annidano i principali problemi della filiera elettrica.
Non ci interessa il tipo di misuratore installato e su quale linea lavora, il nostro interesse è che: a prescindere dall’apparecchio, la tecnologia di trasmissione dati non possa discostarsi dalla tecnologia blockchain, essendo i misuratori paragonabili a tutti gli effetti a dei computer installati nelle case degli italiani e messi a rete,
afferma Luigi Gabriele di Codici.Si prestano perfettamente alla filosofia e alla tecnologia blockchain, afferma ancora Luigi Gabriele, quindi facciamo un appello all’Aeegsi affinchè riapra il fascicolo dei contatori di seconda generazione e tenga in considerazione questa nuova tecnologia.In secondo luogo, ai distributori e ad Enel chiediamo
da subito di aprire un tavolo tecnico congiunto, al fine di elaborare un paper che abbia lo scopo di modificare l’hardware e il software dei contatori 2G.

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New deal on CEPOL will improve cross-border police training and cooperation in the EU

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2015

Cross-border police training and cooperation among national police authorities will be stepped up to effectively counter organised crime, cybercrime and terrorist threats thanks to a deal reached between the European Parliament and member states on an update of the rules governing the European Union Agency for Law Enforcement Training, CEPOL. Council on 29 June confirmed the informal agreement reached with Parliament’s negotiators on an update of the rules governing the European Union Agency for Law Enforcement Training, CEPOL. Parliament’s lead MEP Kinga Gál (EPP; HU), welcoming Council’s confirmation of the agreement, said:”The urgency and continuous development of security threats, such as e.g. terrorism and cybercrime, or the growing demand by migratory flows, make it crucial that European law enforcement authorities receive training of highest standard and are equipped with the most modern tools to effectively counter fight organised crime.
– The European dimension of CEPOL’s activity is also instrumental in building mutual trust and cross border cooperation among national law enforcement authorities, which is a key element in combatting criminal organisations which operate more and more at international level.
– Since the beginning of the negotiations, two main issues were crucial in this regulation for the Parliament: on the one hand CEPOL should be established as an independent EU Agency, with clear tasks and accountability, and in line with the Lisbon Treaty, in the shortest possible time; on the other hand fundamental rights should become visible in the agency’s mandate and CEPOL should promote a common respect for and understanding of fundamental rights in law enforcement. We are glad to confirm that we obtained both.”

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Il progresso avanza, ma la civiltà muore

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

Quando, nel 1922, si insediò il nuovo governo a guida fascista il primo provvedimento in ambito sociale fu l’abolizione del lavoro minorile, seguito dalla settimana lavorativa di 40 ore, dalle ferie retribuite, dall’istituzione dell’INPS e dell’INAIL, dalla Magistratura del Lavoro, dai contratti collettivi, dalla liquidazione (TFR), dalle case popolari, dalle colonie estive, dalle esenzioni tributarie per le famiglie numerose, dalla sanità pubblica e dalla scuola per tutti in poche parole fu fondato lo Stato Sociale, invidiato da tutto il mondo civile e poi malamente scimmiottato da Roosevelt con il New Deal americano (l’America si risollevò dalla grande depressione degli anni trenta solo con l’entrata in guerra che diede slancio all’industria degli armamenti, ancora oggi pilastro dell’economia USA). Lo Stato Sociale fu poi completato nel 1943 con la “Socializzazione delle Imprese” che introdusse nell’ordinamento italiano la partecipazione dei lavoratori alla gestione ed agli utili delle grandi Aziende, immediatamente abolita nel 1945 come primo atto del nuovo governo di liberazione. Di questa idea rivoluzionaria, che se mantenuta avrebbe posto fine alla contrapposizione padroni-operai e superato in un sol colpo le ideologie marxista e capitalista, rimane solo una labile traccia nella nostra Costituzione (art.46). La Germania, invece, ne ha tratto spunto per introdurre la cogestione, motore della sua possente economia. In quegli anni, grazie alla diffusa libertà d’Impresa (si soppresse la libertà politica per esaltare le libertà civili, afferma lo storico Gioacchino Volpe), il sostegno del Governo all’economia, al controllo sull’operato delle banche e alla successiva istituzione dell’IRI e dell’IMI, si affermarono tutte quelle grandi Imprese, a partire dalla Fiat, che oggi conosciamo. Molte di queste grandi Aziende, che hanno fatto dell’Italia una potenza economica mondiale, sono oggi scomparse, trasferite all’estero o trasformate in semplici marchi commerciali.  La  globalizzazione, imposta dalla finanza apolide e accettata da tutti i governi, ha sostituito il principio fascista dell’interesse nazionale con quello capitalista del libero mercato che significa: produco dove mi pare e alle condizioni che voglio e i risultati, in termini di delocalizzazioni industriali, invasione di prodotti cinesi,  guerra tra poveri che contrappone immigrati sfruttati a disoccupati italiani e conseguente razzismo strisciante, sono sotto gli occhi di tutti. Con la fine del Fascismo iniziò il graduale smantellamento dello Stato Sociale, paradossalmente difeso dalla sinistra (prima che diventasse forza di governo). Negli ultimi decenni la scellerata politica delle privatizzazioni e della flessibilità del lavoro, voluta dalla destra e accetta dalla sinistra (non a caso il lavoro interinale è stato introdotto da Prodi e perfezionato da Berlusconi), ha cancellato ogni residua traccia dello Stato Sociale voluto da Mussolini. La pietra tombale è stata posta oggi dalla riforma FIAT-Marchionne che con i referendum-ricatto ha riportato l’Italia indietro di oltre 80 anni. Ai tempi dell’italietta giolittiana e dei “padroni dalla belle braghe bianche”.….e la politica? Tace e acconsente. (Gianfredo Ruggiero, Presidente Circolo Excalibur)

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Catholics come to Copenhagen for climate justice

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

Catholic church leaders, supporters, aid agencies and advocacy groups are joining forces to urge world leaders for climate justice at talks in Copenhagen. Caritas Internationalis and CIDSE represent 180 Catholic agencies campaigning for a new deal on climate change that puts the needs of the poor first. They’re bringing representatives and bishops from 25 countries to Copenhagen to lobby governments to seize a once in a generation chance to leave a green legacy for future generations. These include Mexico, Zambia, South Africa, North America, the Pacific Islands, Mozambique, Kenya, and Europe. Caritas Internationalis Secretary General Lesley-Anne Knight will be at the talks. She said, “World leaders must agree to legally binding commitments to cutting greenhouse gasses and to paying for the damage that climate change is having on poor communities.  CIDSE Secretary General Bernd Nilles will also be present. He said, “Caritas and CIDSE supporters have been campaigning for over 12 months for a just deal at Copenhagen. Catholic communities around the world want to see their leaders take the necessary measures to safeguard our futures.”  Caritas and CIDSE condemn recent political moves and media reporting that seek to downplay expectations for the outcome of the talks.  “Delay is unacceptable, we want to see justice at Copenhagen,” said Nilles.  CIDSE and Caritas Internationalis are calling for a fair, effective and binding agreement in Copenhagen, and say this must be based on a set of essential criteria. –   Developed countries must commit to at least €131 billion additional public financing per year by 2020, using secure and predictable financing mechanisms, to support developing countries to adapt to the impacts of climate change and to develop sustainably. –   Global commitment to keeping global warming well below 2°C, to emissions peaking between 2013 and 2017, and to achieving a stable level of CO2 concentrations in the atmosphere to 350ppm. –   Industrialized countries as a group taking a target of more than 40% below 1990 levels by 2020, the vast majority of which should be met through domestic emissions reductions. –   Copenhagen outcomes must be legally binding and enforceable.

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Un nuovo “New Deal locale e regionale”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2009

E’ il concetto espresso dalla Dichiarazione finale prodotta dagli oltre mille rappresentanti dei Poteri territoriali convenuti a Malmö per i XXIV Stati generali del CCRE. Gli Enti locali e regionali vogliono essere in prima linea nella lotta alla crisi economica ed il loro potenziale contributo, si legge nel documento, “non è stato completamente capito né utilizzato dall’Unione europea né dalla maggior parte degli Stati europei”. Eppure, in questa fase di crisi economica e di recessione, i cittadini si rivolgono proprio ai loro enti più prossimi per ottenere aiuto, trovando però soggetti che non possiedono adeguati poteri né risorse economiche. Inoltre, gli investimenti dei Poteri locali hanno maggiori possibilità di ottenere risultati più rapidi rispetto di quelli effettuati ad altri livelli. I poteri territoriali chiedono quindi sia un maggior coinvolgimento politico che una accentuazione delle risorse economiche ad essi destinate, e lo chiedono sia all’Europa che ai governi nazionali: maggiore flessibilità dei fondi strutturali e degli aiuti di stato per poterli utilizzare in maniera più semplice e più creativa; aumento della parte di cofinanziamento da parte della Commissione europea; mezzi finanziari sufficienti per esercitare le loro responsabilità in materia di protezione sociale e dI assistenza alle vittime di crisi. Gli Enti locali non si fermano qui: si propongono infatti come soggetti attivi e capaci di offrire risposte anche ad altre grandi sfide della società contemporanea: ai cambiamenti climatici ed allo sviluppo sostenibile; dal cambiamento demografico all’immigrazione, fino alla sfida del miglioramento della qualità de I servizi. Nel segno dell’Europa, della solidarietà e della cooperazione. (fonte http://www.europaregioni.it)

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New deal in Usa

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2009

Washington Dc White house President Barack Obama used his weekly address to detail his plans to fix our ailing economy, noting that reforming healthcare is necessary to ensure our long term fiscal health.  While ending this crisis will not be quick or easy, the President’s plans will take the swift, bold, and responsible actions needed for the United States to emerge stronger and more prosperous than before. And that is why reforming healthcare, jumpstarting job creation, restoring lending, relieving responsible homeowners, and making hard choices are all so critically important right now

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