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Posts Tagged ‘nicola cosentino’

Chiuse le indagini su Cosentino e la Camorra

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2010

La procura distrettuale di Napoli ha chiuso le indagini sui presunti collegamenti tra politica e Camorra che vedono coinvolto il deputato del PdL, Nicola Cosentino. Secondo le accuse dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci infatti, Cosentino avrebbe garantito rapporti fra imprenditoria mafiosa, pubbliche amministrazioni ed enti a partecipazione pubblica, e contribuito al riciclaggio e al reimpiego delle provviste finanziarie provenienti dal clan dei Casalesi. Inoltre gli vengono contestati manovre per influenzare le strategie politiche in materia di rifiuti.  Francesco Barbato, responsabile per le Mafie e la Criminalità Organizzata dell’Italia dei Diritti, interviene così sulla questione: “In Campania funziona sostanzialmente in questo modo, è il vertice del PdL e non solo Cosentino a ottenere consenso e a elargire favori in cambio di voti, assieme al terzo convitato che si somma alla politica e agli affari, la Camorra. Non pochi sono i nomi degli esponenti del centrodestra indagati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli,  “Insomma – afferma l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, taluni esponenti del PdL continuano a tutt’oggi, a rappresentare questo indegno e inaccettabile rapporto con il crimine organizzato”.

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L’intervista di clandestino web a Bocchino

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Di Alessandra Lanzi. All’indomani del voto sull’uso delle intercettazioni a carico dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino, il capogruppo di Fli a Montecitorio, Italo Bocchino sceglie il Clandestinoweb per fare il punto della situazione. E sul voto ai 5 punti di Berlusconi previsto per il 29 settembre alla Camera: “Saremo determinanti”
D. Sono 308 i parlamentari che hanno votato contro la richiesta dell’autorizzazione all’uso delle intercettazioni. I conti non tornano e qualcuno ha parlato di franchi tiratori all’interno di Fli.
R. ”Ritengo sia un’analisi errata. I franchi tiratori sono per eccellenza trasversali, ma sono convinto provenissero soprattutto dalle file del centrosinistra” Il voto di oggi rappresentava la prima prova di compattezza della maggioranza. “La prima prova è stata contraddistinta dalla richiesta di voto segreto, una pratica inusuale per la maggioranza. Si è dimostrato che senza Fli il governo non ha la maggioranza in Parlamento, perché senza il voto segreto sarebbe andato sotto”
D. Come ci si sente a votare con l’opposizione?
“Non era un voto contro il Governo, sia chiaro. Noi di Futuro e libertà siamo stati coerenti, e abbiamo ribadito la posizione legalitaria che ci appartiene da sempre?
D.E il 29 settembre? Sarà fiducia al premier?
R. Certamente, come ho sempre annunciato. Sulla fiducia al governo non ci saranno  sorprese
D. Berlusconi è convinto che avrà alla Camera almeno 316 deputati a favore escluso il gruppo di Futuro e Libertà e quindi di non essere nelle mani di Gianfranco Fini.
D. Noi invece riteniamo che saremo determinanti. E la votazione di oggi lo conferma. Vedremo il 29 Settembre?.
D. Intanto secondo i recenti sondaggi siete in crescita (Crespi vi dà al 7,5% nelle intenzioni di voto).
R. “Siamo ottimisti, anche considerando che il partito non è ancora nato. Abbiamo una fila interminabile di persone che vuole aderire al nostro progetto politico, tantissimi giovani, e quindi non possiamo che essere fiduciosi”.
D. Il presidente della Sicilia Raffaele Lombardo ha annunciato martedì il suo quarto governo regionale, formando un esecutivo tecnico centrista allargato al Partito Democratico.
R. “Non è un Governo centrista, ma è quello scelto liberamente dagli elettori, che premiarono Lombardo con una percentuale altissima. E noi intendiamo restare fedeli al mandato popolare”.
(Alessandra Lanzi)

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Nicola Cosentino si è dimesso

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

Ha lasciato il suo incarico governativo ieri sera, dopo la preannunciata mozione di sfiducia proposta dall’Idv. Era diventata una posizione insostenibile. Il primo commento di Antonio di Pietro è stato: “ Ma come si può affidare il Governo del Paese ad una persona che è colpita da un mandato di cattura per associazione a delinquere di stampo camorristico ed è sospettata di far parte di un’associazione segreta che opera per abbattere le istituzioni? E’ come mettere un coltello nelle mani dell’assassino.  Per questo le dimissioni, che noi dell’Italia dei Valori abbiamo chiesto ad ogni costo, erano doverose. E non dicano, adesso, che Cosentino ha dimostrato correttezza istituzionale dimettendosi. Perché la correttezza è un’altra cosa. Di correttezza parleremmo se Cosentino non approfittasse del suo ruolo di parlamentare per evitare i magistrati che hanno chiesto il suo arresto”. E ha soggiunto: “Di correttezza parleremmo se in un Paese normale, dopo il caso Scajola, il caso Brancher, il caso Cosentino, si risolvesse un altro grande caso: il caso Berlusconi. Perché chi è il mandante di tutta questa storia? Chi è il beneficiario se non Silvio Berlusconi? Chi ci sta ai vertici di questa nuova “P” (2 o 3 non importa) politica?  Il loro scopo è chiaro: occupare le istituzioni. Un gruppo di magistrati, un gruppo di giornalisti, un gruppo di banchieri, un gruppo di imprenditori, un gruppo di politici con un unico obiettivo: farsi gli affari propri, ognuno in mutuo soccorso dell’altro”.

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Il caso Cosentino

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

Editoriale Fidest. L’avvocato Nicola Cosentino, per quanto ci è dato di sapere, già mesi fa ebbe a subire una mozione di sfiducia nei suoi confronti, ma l’aula a larga maggioranza la respinse. Oggi si ripete e, questa volta, l’unico partito, l’Idv, che l’ha presentata, si ritrova solo. Questo significa che sarà respinta dalla Camera dei deputati la richiesta della magistratura di autorizzazione a procedere nei suoi confronti in aggiunta al fatto che continuerà a fare il sottosegretario come se nulla fosse. Dobbiamo meravigliarcene? Assolutamente no. E’ nella norma. Se si insiste finiamo con il trasformare quest’uomo politico in una vittima e noi non lo vogliamo in tale veste. La verità è che dovremmo fare una seria riflessione sul nostro sistema giudiziario che ha il suo tallone d’Achille nella eccessiva lungaggine del suo iter procedurale. Cosa intendiamo dire con ciò? E’ che un po’ tutti di là delle proteste formali trovano conveniente lasciare che la magistratura languisca perchè esiste un interesse trasversale nel quale i carcerati e i “grandi inquisiti” possono sperare nei condoni, nelle prescrizioni e nelle amnistie. E se ritorniamo per un momento al caso Cosentino, ma potrebbe essere di molti altri politici e non, possiamo, nella peggiore delle ipotesi, prefigurare il seguente scenario: un rinvio a giudizio da parte dell’organo inquirente per la celebrazione di un processo che tra rinvii di varia natura potrebbe concludersi tra tre o quattro anni. Ma non è tutto. Se l’imputato è condannato continuerà a non accadere nulla in quanto c’è l’appello ovvero almeno altri tre o quattro anni e alla fine c’è la prescrizione. E allora perché, ci chiediamo, tanta fatica per inquisirlo e arrestarlo? Se le cose vanno in questo modo non dobbiamo prendercela con chi fa il suo dovere ma con il sistema che produce tali anomalie ridicolizzando il ruolo della giustizia e alla giustizia nel subire questa umiliazione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il caso Cosentino divide l’opposizione

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

L’on.le  Massimo Donadi dell’Idv ha rilasciato la seguente dichiarazione:  “Quando ieri ho appreso che il Pd non avrebbe sottoscritto la mozione di Italia dei Valori, che chiede le dimissioni del sottosegretario Cosentino, ho pensato due cose. La prima, è che si trattasse di una questione tra prime donne, la seconda che si trattasse di un impazzimento generale. Poi, dopo aver a lungo riflettuto, mi è tornato in mente quanto è successo mercoledì 28 gennaio 2009. Quel giorno, di non molti mesi fa, il Pd contribuì a salvare il sottosegretario Cosentino, con colpevoli assenze e sparizioni improvvise. Quel giorno, infatti, la Camera respinse una mozione, presentata da Pd, Idv e Udc, per far dimettere il sottosegretario all’Economia, accusato da ben sei pentiti di fiancheggiare il clan dei Casalesi. A gennaio, la mozione fu respinta perché, ovviamente, la maggioranza fece quadrato intorno al sottosegretario. Anche il Pd ebbe la sua parte di responsabilità, perché se tutti i deputati fossero stati quel giorno al loro posto, viste le numerose assenze nel Pdl, la mozione sarebbe passata. Quel giorno, erano assenti 24 deputati del Pd, tra cui l’allora segretario Walter Veltroni che,qualche giorno prima, in un’intervista all’Espresso, chiedeva le dimissioni di Cosentino. Quel giorno, 2 deputati del Pd votarono contro la mozione presentata dal loro partito. Quel giorno, 25 deputati del Pd si astennero. Quel giorno, 49 deputati del Pd non parteciparono al voto, nonostante fossero presenti in Aula. Al momento del voto sparirono improvvisamente, per riapparire in Aula qualche istante dopo e riprendere a votare le altre risoluzione all’ordine del giorno in tutta tranquillità”.

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“Caso Cosentino”, Soldà d’accordo con Fini

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2009

“Sono convinto che per svolgere un dovere pubblico al servizio della collettività sia necessario e indispensabile essere persone oneste e corrette, prima ancora che dei bravi politici”. Con queste parole il vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, ha puntualizzato la linea del suo movimento in relazione al caso di Nicola Cosentino, il sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale del Pdl indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Quanto allo stop, imposto da Gianfranco Fini, per la candidatura di Cosentino alla guida della regione Campania, l’esponente del movimento nato per mano di Antonello De Pierro si è così pronunciato: “Condivido in pieno la posizione del presidente della Camera. Indubbiamente, al di là delle indagini in corso e dei reati ancora da accertare, non è opportuno che un politico, sul quale pendono sospetti gravi, sia candidato per incarichi pubblici così rilevanti. I cittadini non devono avere dubbi sull’integrità etica e morale di coloro che sono delegati a rappresentarli all’interno delle istituzioni. Perciò, ritengo inevitabile che Cosentino faccia un passo indietro”.

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