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Posts Tagged ‘nipoti’

Messina: appello a figli e nipoti, massima attenzione a proteggere i nostri anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

La media dei decessi di queste settimane, fortunatamente in discesa, non deve trarre in inganno, né portare istituzioni e singoli ad abbassare la guardia rispetto a una situazione che non soltanto appare ancora preoccupante, con una media giornaliera di 305 morti nell’ultima settimana, ma che rischia di aggravarsi ulteriormente nell’immediato futuro, a causa del dilagare delle varianti e della crescita dei contagi attesa nei prossimi giorni in alcune regioni, come Abruzzo, Basilicata, Campania, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, e nelle province autonome di Trento e Bolzano. Le previsioni relative alla mortalità nel complesso non si modificano in maniera significativa, perché alla luce della media di decessi dell’ultima settimana, e dell’attesa di un nuovo picco a marzo, rischiamo comunque di trovarci di fronte alla perdita di oltre cinquantamila vite prima dell’estate. Nel corso del mese di gennaio abbiamo perso 14.357 vite che, sommandosi ai 7.202 decessi avvenuti fin qui a febbraio, portano a un totale di 21.559, con una media di 414 morti al giorno, prevalentemente over 80. Occorre perciò procedere speditamente sulle vaccinazioni e non far calare l’attenzione rispetto alla prevenzione dei contagi.«Salutiamo con favore l’intesa tra Governo, Regioni e sindacati per il coinvolgimento dei medici di medicina generale nella campagna vaccinale anti Covid, e anche l’estensione dell’uso del vaccino AstraZeneca fino ai 65 anni, due passi fondamentali per imprimere una nuova celerità alla campagna stessa – dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani – Siamo inoltre convinti che il presidente del Consiglio Draghi saprà imporsi all’interno dell’UE per far arrivare le dosi necessarie di vaccini. Infine faccio appello alla sensibilità di figli e nipoti di persone anziane, chiedendo loro di tenere duro ancora per qualche settimana. Occorre sempre prestare la massima attenzione alle misure di prevenzione, all’uso corretto delle mascherine, all’igiene, al distanziamento, rendere meno frequenti gli incontri e far sì che si svolgano in massima sicurezza, magari in luoghi all’aperto, approfittando delle temperature più miti, ma sempre tenendosi alla larga dai luoghi affollati. Tutto questo affinché possiamo lasciarci alle spalle questa tremenda esperienza che ha portato a una drammatica perdita di vite, alla distruzione di quelle librerie umane che sono i nostri nonni.»

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Rischio contagio nonni che accudiscono nipoti

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

“Credo che, di fronte alle complesse circostanze provocate dalla diffusione del Coronavirus nel nostro paese, dobbiamo ancora una volta ringraziare i nostri insostituibili nonni”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “Questa difficile circostanza di tipo sanitario si sta infatti rivelando, per poter essere affrontata, come una situazione con aspetti di emergenza sul piano della nostra vita sociale, per quanto riguarda l’organizzazione quotidiana, e ancora una volta i nonni si dimostrano il grande ammortizzatore senza il quale spesso i figli non potrebbero avere una propria famiglia”.“La chiusura delle scuole, resasi necessaria a scopo preventivo per frenare la diffusione del virus”, prosegue Messina, “ha infatti rafforzato il ricorso proprio all’accudimento da parte dei nonni nei confronti dei nipoti, prassi già comune ed essenziale nella nostra società e, ora, resasi ancora più indispensabile per tutti quei genitori che comprensibilmente, in questa emergenza, non sanno più come gestire l’equilibrio tra famiglia e lavoro. I nonni, baby sitter per gran parte dell’anno, ora sono chiamati a farlo in molti casi praticamente a tempo pieno, aiutando in questo modo figli e nipoti sia sul piano sociale sia su quello economico, dal momento che la spesa per un servizio di baby sitting corrispondente all’intero orario di lavoro sarebbe per molte famiglie insostenibile”“Ci chiediamo però”, prosegue Messina, “se in questo caso non si stia chiedendo ai nonni un sacrificio di certo da loro donato volentieri, ma eccessivo e rischioso. Da una parte le regole di prevenzione prevedono infatti che agli anziani, soprattutto i più fragili, è consigliato di rimanere in casa ed evitare contatti con le altre persone, dall’altro, per forza di cose, gli si chiede di trascorrere tutto il giorno a stretto contatto con i propri nipoti. Se è vero che, da quanto emerge fin qui, i bambini non sarebbero i principali bersagli del Coronavirus, è anche vero, che il mondo scientifico si chiede se possano essere comunque degli importanti vettori del virus stesso, mettendo così in pericolo l’incolumità dei nonni, che invece, soprattutto quando sono più fragili, sono i principali soggetti a rischio” “Per questo”, conclude Messina, “ci sembra strettamente opportuno che si trovi con urgenza la quadra di questo che rischia di essere una sorta di cortocircuito sociale e sanitario. Vanno messe in campo quelle risorse che consentano ai genitori di gestire in questo momento direttamente la cura dei figli senza ricorrere in modo così indispensabile ai nonni, quali l’incentivazione dello smart working e la predisposizione di voucher per il baby sitting. Chiediamo, insomma, la promozione di un atteggiamento di prudenza dell’intera collettività, sostenuta dagli strumenti necessari, per tutelare quelli che sono i principali bersagli del virus. E ai nonni chiediamo, in particolare, di avere pazienza. Sappiamo che per loro è un sacrificio anche quello di tenere le dovute distanze dai propri nipoti, per questo diciamo loro: pazientate e aspettate che questa situazione sia superata. Il rischio, stavolta, ne vale la pena”.

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I nipoti non conviventi hanno diritto al danno non patrimoniale per la morte del nonno deceduto a seguito di un sinistro

Posted by fidest press agency su sabato, 9 dicembre 2017

cassazioneCon una significativa decisione della Cassazione civile pubblicata il 7 dicembre in materia di danno non patrimoniale dei nipoti a seguito di morte da incidente stradale dei nonni, vengono estesi i diritti anche ai non conviventi superando un orientamento giurisprudenziale che sinora lo aveva circoscritto a coloro che dimostrassero di avere anche la residenza con l’ascendente. A sottolinearne l’importanza, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Infatti, secondo quanto stabilito dalla sentenza 29332/17, emessa dalla terza sezione civile, il danno non patrimoniale dev’essere ritenuto presunto anche per il nipote che non conviveva col defunto perché la coabitazione non può essere ritenuta un «connotato minimo» per l’esistenza della relazione parentale né il risarcimento può essere limitato alla cosiddetta “famiglia nucleare”: il nonno è una figura di riferimento anche se l’effettività e la consistenza dei rapporti col de cuius devono essere sempre dimostrati. Nella fattispecie, il ricorso dei congiunti è stato accolto nonostante le conclusioni del sostituito procuratore generale solo dopo che la corte d’appello di Milano aveva riconosciuto il risarcimento alla nipote che abitava col nonno investito dall’auto diversamente dagli altri non conviventi cui era stato negato. La Suprema Corte ha quindi, sostenuto i principi secondo cui «in caso di domanda di risarcimento del danno non patrimoniale da uccisione”, proposta iure proprio dai congiunti dell’ucciso questi ultimi devono provare la effettività e la consistenza della relazione parentale, rispetto alla quale il rapporto di convivenza non assurge a connotato minimo di esistenza, ma può costituire elemento probatorio utile a dimostrarne l’ampiezza e la profondità, e ciò anche ove l’azione sia proposta dal nipote per la perdita del nonno; infatti, non essendo condivisibile limitare la “società naturale”, cui fa riferimento l’art. 29 Cost., all’ambito ristretto della sola “famiglia nucleare”, il rapporto nonni-nipoti non può essere ancorato alla convivenza, per essere ritenuto giuridicamente qualificato e rilevante, escludendo automaticamente, nel caso di non sussistenza della stessa, la possibilità per tali congiunti di provare in concreto l’esistenza di rapporti costanti di reciproco affetto e solidarietà con il familiare defunto» (Cass. 21230/2016), in tali termini dovendosi considerare superato il diverso orientamento richiamato dalla sentenza impugnata.» Ma v’è di più, per gli ermellini con la decisione in commento, «Deve dunque ritenersi che anche il legame parentale fra nonno nipote consenta di presumere che il secondo subisca un pregiudizio non patrimoniale in conseguenza della morte del primo (per la perdita ella relazione con una figura di riferimento e dei correlati rapporti di affetto e di solidarietà familiare) e ciò anche in difetto di un rapporto di convivenza, fatta salva, ovviamente, la necessità di considerare l’effettività e la consistenza della relazione parentale ai fini della liquidazione del danno.

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I Nipoti del Re di Spagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

1890 10645nipoti del re1Firenze Palazzo Pitti. Ad appena venti giorni dall’apertura della mostra agli Uffizi dedicata all’acquisto dei due bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi, le Gallerie degli Uffizi aprono un’altra esposizione per presentare al pubblico un’altro prestigioso acquisto effettuato nel 2016: il dipinto di Anton Raphael Mengs (Aussig, 1728 – Roma, 1779) raffigurante Ferdinando e Maria Anna, due dei figli di Pietro Leopoldo di Lorena arciduca d’Austria e di Toscana e di Maria Luisa di Borbone, vestiti in abito contemporaneo e colti in un interno di Palazzo Pitti.
Quando questo ritratto, incompiuto, è comparso sul mercato antiquario è subito apparso chiaro che dovesse essere assicurato alle collezioni delle Gallerie degli Uffizi, per esporlo nelle sale di Palazzo Pitti. Infatti, se anche l’opera non fu completamente dipinta a palazzo Pitti da Anton Raphael Mengs, di certo nel grande palazzo fu progettata. I principini vivevano nella reggia fiorentina accanto ai genitori, oggetto di attenzione costante di governanti e istitutori, ma soprattutto dei genitori stessi, mentre il grande giardino di Boboli era il loro spazio di giochi e svaghi.
Si è voluto celebrare la nuova acquisizione dell’opera, giunta a buon fine anche grazie alle agevolazioni generosamente rese dalla Galleria Virgilio di Roma, con una mostra che metta in luce l’ambito storico e artistico nel quale è stata dipinta. Di origine boema, divenuto poi europeo di adozione e più precisamente italiano e spagnolo, Mengs aveva chiesto licenza al re Carlo III di Spagna di potersi recare a Roma a lavorare e a studiare ancora l’antichità e la grande pittura rinascimentale, Raffaello in primis, del quale portava il nome. Il re, che amava l’Italia e aveva rischiato nipoti del re2di governare la Toscana ed era poi diventato re di Napoli, gli aveva concesso di fare quel viaggio a patto che gli inviasse da Firenze il ritratto dei giovani nipoti, nati dall’unione della figlia Maria Luisa di Borbone con Pietro Leopoldo di Lorena. Le tele, conservate presso il museo del Prado ed esposte in mostra, vennero dipinte tra l’aprile del 1770 e il gennaio 1771, durante il soggiorno dell’artista nel capoluogo toscano. I ritratti ci mostrano i giovanissimi figli di Pietro Leopoldo vestiti in abito di corte spagnolo e con le insegne della regalità (il Toson d’Oro), con l’abbigliamento tradizionale degli infanti, come ci narra la Gazzetta Toscana del 29 settembre 1770. Una volta terminati, prima di essere incassati e spediti alla corte spagnola, i dipinti furono esposti al pubblico a Palazzo Pitti, dove suscitarono grande ammirazione per la loro sfavillante tecnica pittorica e per l’efficacia della resa fisionomica. Fu nella medesima occasione in cui Mengs dipinse i ritratti dei nipoti per il nonno e sovrano spagnolo, che dovette eseguire il quadro recentemente acquistato dalle Gallerie degli Uffizi, ritraente i medesimi piccoli nipoti Ferdinando e Maria Anna, ma con un taglio e uno spirito completamente diverso. Ai due bambini qui raffigurati, che si mostrano tra i più felici ritratti dell’artista, è conferito un taglio e uno spirito completamente diverso. Il loro abbigliamento è moderno e lo si esprime già nella scelta dei toni pieni e sonanti di verde e di rosa dei vestiti: di foggia maschile quello del principe, che tiene nella mano destra un cappello piumato, da passeggio o da caccia, introducendo nell’immagine una nota di toccante verità quotidiana, molto lontana dalla rigida e cerimoniosa impostazione dei ritratti ufficiali madrileni. E’ un dipinto che doveva piacere al gusto severo di Pietro Leopoldo, sovrano illuminista, riformatore, ‘moderno’ per non dire borghese tanto nella vita pubblica che in quella privata. A noi piace perché vi leggiamo la lezione pittorica di Velasquez, ma anche un approccio alla pittura che fa presagire Goya, grande ammiratore di Mengs, e fin’ anche Manet.Ritrattista ufficiale della corte fiorentina, al servizio di Pietro Leopoldo, fu però un altro tedesco, naturalizzato inglese, Johann Zoffany. Di lui in mostra si espone il ritratto del primogenito Francesco, primo granduca di Toscana bozzetto1890 2938della stirpe lorenese, dipinto per spedirlo alla nonna paterna, l’imperatrice Maria Teresa, proveniente dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Smesso lo smagliante gonnellone turchino degli infanti spagnoli lo ritroviamo, nel cortile di Pitti, contro il maestoso bugnato, un piccolo uomo equamente diviso tra gli obblighi del governo, le armi, gli studi. Il bellissimo dipinto, anch’esso mai più tornato a Firenze da quando fu inviato a Vienna, ci mostra un fanciullo forse un poco malinconico, ma già conscio del suo destino imperiale.
In apertura della mostra ci sono poi le immagini dei nonni e dei genitori, oltre al padre, la madre Maria Luisa di Borbone, e insieme a loro i cuginetti napoletani e parmigiani; a congedo gli autoritratti dei due pittori dalle collezioni degli Uffizi. Il famoso eroico autoritratto di Mengs, immagine già sentimentalmente caricata se non ancora romantica, e quello sottilmente ironico di Zoffany con il suo piccolo cane, che, restaurato per questa occasione, si rivelerà per il pubblico una piacevole sorpresa.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Matteo Ceriana e Steffi Roettgen, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. (foto: nipoti del re, bozzetto)

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Libro: La mia storia infinita

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 agosto 2017

La mia storia infinitaRiccardo Alfonso “La mia storia infinita”, Edizioni Fidest pag.170. Questo libro è nato per ricordare le cose più belle della vita, ma non solo. Per raccogliere i racconti di un nonno seduto accanto al camino e dei nipoti che lo contornano curiosi ed interessati alle sue storie. E’ anche la pagina di un’amicizia con un poeta e alla dolcezza dei racconti infantili. Sono quei ritagli di una saga familiare che ciascuno di noi conserva nei cassettini della memoria e che di tanto in tanto riaffiorano e ci commuovono o ci riempiono di nostalgia e finiscono con il dare un tocco particolare alla nostra vita. E’ anche il prezzo di una durezza esistenziale che attraversa tutto l’arco della vita e si interseca con gli eventi esterni ora fatti di guerre e violenze, ora frutto di piccole dimostrazioni di solidarietà umana a volte manifestati da sconosciuti che s’incontrano una volta nella vita e poi scompaiono per sempre. (pubblicato su Amazon)

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