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Ecco come riconoscere i cosmetici “sani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Maggio 2015

prodotti cosmeticiIl Nuovo Regolamento Europeo REGULATION (EC) No 1223/2009 in vigore dal 11 luglio 2013, che supera e unifica tutte le normative nazionali, ha posto l’accento su due punti a difesa del consumatore: l’innocuità dei prodotti cosmetici, certificata dalla scritta: “Dermatologicamente o Clinicamente testato” e la veridicità dei claim, cioè delle informazioni fornite al consumatore attraverso i prodotti e attraverso la pubblicità. Su questi argomenti abbiamo sentito la professoressa Carla Scesa,esperta cosmetologa. Dott.ssa Scesa, Quale è oggi il ruolo del medico nella prescrizione di un trattamento cosmetico? In una popolazione che invecchia (e l’Italia è al primo posto in Europa) la prescrizione cosmetica individuale fatta da un Medico specialista diventa sempre più importante poiché tiene conto dello stato generale di salute e dei punti critici dell’invecchiamento cutaneo, che variano da individuo a individuo: c’è chi forma molte rughe, chi ha soprattutto rilassamento cutaneo, chi si copre di macchie oltre alla formazione di borse, occhiaie e cedimenti perioculari. Ma per poter scegliere fra le migliaia di cosmetici posti sul mercato, tutti con promesse di efficacia, cosa deve sapere il medico per poter prescrivere cosmetici sicuri e in grado di risolvere i problemi estetici?
La sessione del Congresso dedicata alla cosmetologia approfondirà i numerosi aspetti di questo fondamentale problema per poter capire i cosmetici e i loro contenuti. In particolare si pone l’accento sulla sicurezza, oggi messa in discussione da una informazione spesso fuorviante. Se è vero che il numero di ingredienti a disposizione dei formulatori cosmetici è estremamente elevato (circa 20.000 nomi) è anche vero che ci sono legislazioni sempre più attente e restrittive, per tutelare la salute del consumatore e la veridicità di quanto promesso. In particolare il Nuovo Regolamento europeo entrato in vigore il 13 luglio 2013, impone test sperimentali per la valutazione della sicurezza e dell’efficacia, con test in vitro e in vivo (dopo l’assoluto divieto di sperimentare su animali) che forniscono una elevata garanzia per il medico e per il consumatore.Assistiamo sempre più spesso a diciture che presentano cosmetici senza SLS, senza parabeni, senza olio minerale e l’elenco potrebbe continuare. Possono dunque essere presenti sostanze nocive? La Commissione europea di Cosmetologia (e la Food and Drug Administration negli USA) pongono grande attenzione alla tossicologia degli ingredienti, definendone i limiti quali-quantitativi e le aree di utilizzo fino alla proibizione delle sostanze non sicure. Nelle relazioni presentate al Congresso si approfondirà, per i medici, l’aspetto di una comunicazione non sempre scientifica ma fuorviante, che invece di permettere al consumatore di scegliere, crea paure e insicurezza. Il medico rappresenta quindi una garanzia di scelta e di utilizzo, analizzando non soltanto la composizione dei prodotti, attraverso la lettura degli ingredienti contenuti, ma il rapporto con eventuali allergie del paziente. Le altre relazioni approfondiranno l’assorbimento cutaneo e la biodisponibilità dei prodotti cosmetici, i test effettuati e la loro efficacia, senza dimenticarne l’impatto sensoriale all’origine di quel benessere che tutti noi ci aspettiamo, insieme a risultati rapidi e duraturi, da un trattamento cosmetico.

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