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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Le nomine: il primo impegno del nuovo Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

La nuova legislatura inizierà il 2 luglio 2019 a Strasburgo con l’elezione del nuovo Presidente del Parlamento europeo. Una nomina che dà il via al processo di rinnovamento di tutte le maggiori cariche della UE sulla base, anche, dei risultati delle elezioni europee del 23-26 maggio a cui hanno partecipato più di 200 milioni di cittadini.
La grande notizia delle elezioni è stata l’aumento della partecipazione – dal 42,61% del 2014 al 51% del 2019 – ed una maggiore pluralità e rappresentanza femminile nell’emiciclo: le eurodeputate sono circa il 39% contro il 36% determinato dai precedenti comizi. Ora si apre il momento decisivo in cui questi risultati devono aiutare a determinare la leadership delle principali istituzioni dell’Unione europea. Questo processo inizierà il 2 luglio con la prima plenaria della legislatura e un tema sul tavolo: l’elezione del Presidente del Parlamento europeo, con un mandato di due anni e mezzo. Fino ad allora, gli eurodeputati eletti non prenderanno possesso del loro seggio, il loro mandato di cinque anni inizierà quindi alle 10.00 del 2 luglio.
Come viene eletto il Presidente del Parlamento europeo?
La prima sessione plenaria sarà presieduta dal Presidente uscente, Antonio Tajani (PPE, IT), che darà il via alla votazione per la nomina del suo successore. Può presentarsi all’investitura di Presidente ogni deputato appoggiato da un gruppo politico o da una ventesima parte della Camera (38 deputati). I membri del Parlamento dovranno depositare in un’urna una scheda con il proprio voto, che è segreto. Il nuovo Presidente ha bisogno della maggioranza assoluta dei voti per essere eletto, ossia di 376 suffragi, se questa non viene raggiunta si può ripetere il voto con le medesime regole in altre due occasioni. Se dopo il terzo turno nessun candidato ha raggiunto la maggioranza assoluta, i due candidati più votati nell’ultima votazione si confronteranno in un quarto turno, in cui sarà sufficiente la maggioranza semplice dei presenti. Una volta eletto, il Presidente potrà fare delle dichiarazioni e quindi presiedere il resto della sessione in cui si dovranno eleggere i 14 vicepresidenti e i 5 questori. In questo caso ogni eurodeputato dovrà consegnare una scheda con un minimo di oltre la metà dei posti da assegnare e come massimo il numero totale degli stessi posti (ossia, al primo voto in cui si assegnano 14 vicepresidenze dovranno essere espresse tra le 8 e le 14 preferenze). I candidati hanno bisogno della maggioranza assoluta per essere eletti, se non tutte le vicepresidenze vengono assegnate al primo turno, si procederà ad un secondo turno e, infine, ad un terzo, in quest’ultima occasione basterà la maggioranza semplice per l’elezione.
Come si formano le commissioni?
Durante questa prima plenaria, il Parlamento europeo dovrà decidere anche il numero dei componenti di ogni commissione. In primo luogo i gruppi politici ed i deputati non inscritti dovranno inviare le proprie proposte, tanto dei nomi come del numero di membri di ogni commissione (nella scorsa legislatura oscillavano tra i 25 ed i 73 eurodeputati). Queste proposte verranno votate dalla Conferenza dei Presidenti (l’organo formato dai portavoce dei diversi gruppi politici e dal Presidente del Parlamento) e, una volta approvate, saranno sottoposte alla plenaria, che è chiamate a votarle a maggioranza semplice in questa stessa prima sessione del 2-4 luglio. La settimana successiva a Bruxelles le commissioni si riuniranno per eleggere i propri presidenti e vicepresidenti (per un massimo di 4), con mandato sempre di due anni e mezzo. Il lavoro delle commissioni è fondamentale perché sono gli organi incaricati di approvare i testi legislativi prima del loro arrivo in plenaria, con la possibilità di includere emendamenti e modifiche. Sono inoltre loro a nominare l’equipe negoziatrice del Parlamento per i triloghi con il Consiglio e la Commissione (le riunioni informali in cui Parlamento e Consiglio, con la mediazione della Commissione, si confrontano per raggiungere una posizione comune su una proposta legislativa), a valutare i candidati a commissario europeo, ad organizzare audizioni con esperti, ad adottare rapporti di iniziativa propria ed a supervisionare il lavoro, nel loro ambito di azione, delle altre istituzioni ed organi della UE.
I gruppi politici, formazione e compiti
I gruppi politici sono una delle chiavi di funzionamento del Parlamento europeo nelle sue prime settimane, dalla presentazione delle candidature alla Presidenza alla composizione delle commissioni.
Per potersi formare, un gruppo politico deve essere costituito da almeno 25 eurodeputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri (ossia in sette). La data ultima in cui notificare la creazione di un gruppo, indicando i suoi membri, è il prossimo 24 giugno, in modo da poter essere presente alla plenaria inaugurale. La creazione di un nuovo gruppo può comunque essere comunicata in qualsiasi altro momento della legislatura. Ogni gruppo politico ha a disposizione una dotazione economica, che varia a seconda delle dimensioni del gruppo stesso e che è finanziata dal Parlamento europeo per la contrattazione di assistenti e/o per altre funzioni amministrative. Questi fondi non possono essere usati per coprire spese di campagna elettorale, che siano europee, nazionali, regionali o locali, né per finanziare partiti politici a livello nazionale ed europeo o qualsiasi altro organismo dipendente da questi ultimi.
I gruppi decidono internamente chi sarà il loro portavoce nella plenaria, o capogruppo, che li rappresenterà anche nella Conferenza dei Presidenti. Quest’ultimo è l’organo incaricato di pianificare l’attività legislativa e negoziatrice del Parlamento europeo, le relazioni con le altre istituzioni UE e con i parlamenti nazionali e con quelli dei paesi terzi.
Come si elegge il Presidente della Commissione europea?
La seconda plenaria della legislatura, che si terrà dal 15 al 18 luglio, sarà la prima occasione per nominare il prossimo Presidente della Commissione europea. Previamente gli Stati membri, riuniti nel Consiglio europeo, devono proporre un candidato decidendo a maggioranza qualificata, ma devono farlo tenendo conto dei risultati delle elezioni europee e del fatto che il Presidente della Commissione deve essere eletto a maggioranza assoluta – 376 voti – dal Parlamento europeo.
Se il candidato non supera questa soglia, il Consiglio deve proporre un nuovo candidato entro un mese. Dalle elezioni del 2014 è in vigore il sistema degli Spitzenkandidaten, per cui i principali partiti politici europei hanno indicato un loro candidato a presiedere la Commissione.
E come vengono nominati i commissari?
Per l’elezione dei commissari, il Consiglio, in accordo con il neo-eletto Presidente della Commissione, adotta un elenco di candidati, uno per ogni Stato membro. Questi candidati devono presentarsi dinanzi alle varie commissioni parlamentari, in base alle competenze previste per ciascuno, per delle audizioni (che si terranno presumibilmente ad ottobre).
Dopodiché ogni commissione si riunisce per elaborare una valutazione delle competenze e delle prestazioni del candidato, da trasmettere al Presidente del Parlamento. È già accaduto che una valutazione negativa abbia indotto i candidati a ritirarsi dalla procedura. L’intera Commissione, inclusi il Presidente e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, deve poi essere approvata dal Parlamento europeo.Una volta che il Presidente della Commissione e i commissari hanno ottenuto l’approvazione del Parlamento, è il Consiglio a nominarli ufficialmente, deliberando a maggioranza qualificata.

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Il nuovo Ragioniere Generale dello Stato e il nuovo Comandante Generale della Guardia di Finanza

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

A Biagio Mazzotta, e al Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Zafarana, nuovo Comandante Generale della Guardia di Finanza, designati dal Consiglio dei ministri, auguri di buon lavoro da parte di laura Castelli, vice ministro dell’Economia e delle Finanze e che in proposito dichiara: “Sono certa che continueranno a servire lo Stato con la stessa professionalità e abnegazione con cui lo hanno fatto sino ad oggi. Al dott. Franco ed al Generale Toschi, che li hanno preceduti nei rispettivi incarichi, un sincero ringraziamento per quanto hanno fatto fino ad ora nell’interesse ed al servizio della Nazione”.

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Sicilia: Richiesta revoca di tutte le nomine effettuate dal governo Crocetta

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

A seguito delle indagini della DDA di Caltanissetta, oltre a quelle di alcune Procure siciliane, che stanno sollevando il velo su quello che ormai viene definito “governo clandestino”, che avrebbe avuto al suo vertice l’ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, UNCI ed UNICOOP Sicilia chiedono al Presidente della regione, Musumeci, ed all’Assessore regionale alle Attività produttive, Turano, l’immediata revoca di tutte le nomine effettuate dal governo Crocetta di pertinenza dell’Assessorato Attività Produttive ad iniziare, prioritariamente, con l’azzeramento dei vertici di IRCAC su cui UNCI ed UNICOOP Sicilia hanno già presentato esposti e denunce alla Procura della Repubblica ed al TAR. Su tale tematica, negli scorsi mesi, UNCI ed UNICOOP Sicilia, attraverso i propri presidenti Pasquale AMICO e Felice COPPOLINO, hanno più volte chiesto di essere ricevuti dal Presidente Musumeci e dall’Assessore Turano senza ottenere alcuna risposta forse perché l’argomento in questione era scottante dimenticando che proprio sulle nomine dell’IRCAC lo stesso Musumeci, da presidente della Commissione antimafia della precedente legislatura, aveva audito le due associazioni riscontrando anomalie nella procedura delle nomine. Lo strappo sull’IRCAC con la nomina di SAM BEN-ABDELEALI e degli altri due componenti il cda, rappresenta l’ultimo atto di 5 anni votati al ridimensionamento scientifico della cooperazione siciliana anche, e questo è molto grave, con complicità all’interno del sistema cooperativo. Da tale commistione è nato un ostracismo nei confronti del movimento cooperativo quasi come a punire il sistema della cooperativa e favorendo altre tipologie societarie. In tal senso UNCI ed UNICOOP Sicilia hanno letto la scelta del governo Crocetta nell’avere tolto alle cooperative siciliane la possibilità di godere del benefit del 50% sul costo della revisione in un momento di grave crisi economica e del sistema imprenditoriale. Tutto questo nel totale silenzio delle addetti ai lavori tranne le proteste di UNCI ed UNICOOP Sicilia. L’avere tolto la norma sull’abbattimento del 50% del costo revisione alle cooperative siciliane è stato il prezzo della svendita della cooperazione isolana in un “do ut des” che giorno dopo giorno viene fuori dalle inchieste giudiziarie. Vogliamo sapere cosa intende fare della cooperazione siciliana il governo Musumeci e se intende rimuovere le ampie zone grigie rimaste dal governo Crocetta. UNCI ed UNICOOP Sicilia chiedono la revoca delle nomine, il ripristino delle agevolazioni a favore della cooperazione siciliana e il recepimento della legge 59/92 . http://www.medianewspalermo.it

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Nuove nomine del consiglio direttivo della Sige

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Domenico Alvaro, professore di gastroenterologia dell’università ‘La Sapienza’ di Roma è il nuovo presidente della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva (Sige) per il biennio 2018-20. Succede al professor Antonio Craxì, gastroenterologo dell’università di Palermo.
Vicepresidente della Sige è stata confermata la professoressa Patrizia Burra, gastroenterologa dell’ospedale policlinico di Padova, mentre segretario è stato eletto il professor Bruno Annibale, gastroenterologo dell’azienda ospedaliera Sant’Andrea di Roma.Entrano a far parte del consiglio direttivo della società scientifica il professor Antonio Benedetti dell’ospedale Umberto I di Ancona e il professor Edoardo Savarino dell’università di Padova, mentre restano confermati per il prossimo biennio la professoressa Filomena Morisco dell’università ‘Federico II’ di Napoli, il professor Alfredo Di Leo del policlinico di Bari, il professor Santino Marchi dell’università di Pisa, il dottor Gianluca Ianiro del policlinico Agostino Gemelli di Roma e il professor Gerardo Nardone dell’Università di Napoli ‘Federico II’.

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Roma: Oggi è stato nominato il nuovo Cda a tre di Atac

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

meleoE’ composto dal presidente e Ad Paolo Simioni, Cristiano Ceresatto e Angela Sansonetti. “Questa governance ha il compito di risanare l’azienda, di rilanciarla, di mantenerla pubblica, di tutelare tutte le persone che ci lavorano. Noi andiamo avanti, perché Atac deve restare ai romani”. Lo dichiara l’Assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo. “Sappiamo che è un percorso difficile, ma ne eravamo a conoscenza già dai primi giorni del nostro mandato. Questo cambiamento significa solo che non siamo disposti ad arretrare di un solo passo. L’operazione di risanamento richiede tempo e interventi specifici e la nuova governance di Atac è stata composta pensando proprio alle esigenze della municipalizzata”. “Nella squadra oltre al presidente e Ad Paolo Simioni, anche Cristiano Ceresatto e Angela Sansonetti, a cui vanno i miei migliori auguri. E’ bene sottolineare che il loro compito è quanto mai determinate e centrale soprattutto in un momento così delicato per l’azienda. La municipalizzata ha bisogno di figure di alto livello professionale, competenti a livello gestione aziendale e sul tema trasporti. Siamo certi che la nostra scelta e la configurazione del Cda a tre risponda proprio alle esigenze e necessità di Atac”, spiega Meleo.

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Scuola: ancora problemi per le graduatorie d’istituto e le nuove nomine

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl Miur ammette che vi sono problemi solo nell’ultimo giorno utile per inoltrare il modello B, tramite Istanze on line, attraverso cui 700mila precari indicano le scuole dove collocarsi in lista d’attesa a seguito della presentazione della domanda di inserimento o aggiornamento nelle graduatorie di istituto di seconda e terza fascia valide per il triennio 2017/2020. Ora, fuori tempo massimo, spunta anche l’ipotesi della proroga e del modello cartaceo. Nel bailamme organizzativo ministeriale sono coinvolti altresì i 52mila precari, probabilmente anche meno visto l’alto numero di graduatorie di merito e a esaurimento a corto di candidati, da assumere a tempo indeterminato entro il prossimo 14 agosto: per loro non è prevista alcuna chiamata diretta, perché i dirigenti scolastici non sono disposti a lavorare anche a ridosso del ferragosto. La procedura passa nelle mani degli Usr che effettueranno le assegnazioni su scuola in base al punteggio dei candidati.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sta crollando, nei fatti, un altro pezzetto della Buona Scuola di Renzi. Quello delle macchinose, illegittime e inutili individuazioni del personale attraverso la scelta dei presidi. Lo avevamo detto sin dall’inizio: il problema non era nel numero dei criteri da indicare, come invece sostenevano i sindacati rappresentativi, ma proprio nella inapplicabilità del sistema all’interno della PA, che per legge deve essere legato all’anzianità di servizio e ai titoli acquisiti. Per quel che riguarda l’invio del modello B, si tratta dell’epilogo di un processo di aggiornamento telematico creato in modo quasi dilettantistico: si è partiti con un regolamento che escludeva una sfilza di categorie, contro cui abbiamo presentato ricorso. Poi, sono subentrati i problemi di compilazione. Infine, altre problematiche riguardanti gli invii. Considerando i tanti nodi non sciolti, come i 100mila posti che andranno ancora in supplenza, con molti posti di sostegno e di alcune classi di concorso che potrebbero non essere coperti, per non parlare dei 1.900 posti da preside e 1.700 da Dsga che andranno in reggenza, in attesa di concorsi mai pronti, è ormai certo che l’avvio dell’anno scolastico 2017/18 sarà purtroppo come tutti gli ultimi: caotico e pieno di incognite.

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Mobilità docenti: pericolo punteggi non corretti per la fretta di non fare in tempo le nomine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzionePer fare in modo che ci siano ‘i docenti in cattedra per il 1° settembre ed evitare l’assurda situazione creatasi lo scorso anno scolastico, quando a novembre c’erano ancora classi scoperte e assegnazioni provvisorie fatte e rifatte più volte’, c’è il fondato pericolo che non vi siano i tempi tecnici per la verifica dei titoli e servizi presentati, oltre che per una corretta e obiettiva valutazione. A denunciarlo sono dei docenti, secondo cui gli Usr potrebbero lavorare con l’assillo del ‘dobbiamo fare in tempo’, tralasciando l’importante procedura di controllo che dovrebbe accompagnare la valutazione delle domande: qualcosa potrebbe sfuggire e i punteggi risultare alterati, in particolare del servizio svolto nelle scuole paritarie, scrive oggi la stampa specializzata.
A fornire assistenza legale su questo genere di ricorsi è l’Anief che, contro la mancata assegnazione del servizio svolto nelle scuole paritarie, ha predisposto apposito ricorso al giudice del lavoro impugnando la tabella valutazione dei titoli previsti dalla mobilità 2017/18; il giovane sindacato, inoltre, ha organizzato un ricorso analogo, per chi ha svolto lo stesso genere di servizi d’insegnamento avverso alla tabella di valutazione titoli della mobilità d’ufficio, la cosiddetta ‘domanda condizionata’; sempre al giudice del lavoro è possibile impugnare la tabella valutazione titoli ai fini della compilazione delle graduatorie interne d’istituto 2017 che non abbiano contemplato correttamente la valutazione del servizio pre-ruolo o di altro servizio pre-ruolo o di ruolo prestato nella scuola paritaria, nei percorsi di formazione professionale, nelle scuole comunali anche situati nelle piccole isole.

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Nomine Cda Ama, Diaco (M5S): “Presentati curricula in Commissione

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

campidoglioRoma “In adempimento all’articolo 24 co 4 lettera F dello Statuto di Roma Capitale, la Commissione Ambiente, dopo aver preventivamente invitato con nota formale i commissari a prendere visione dei curricula relativi alle candidature dell’organo di amministrazione di Ama spa, effettua il formale passaggio in commissione e rimette tutto alla sindaca per i successivi atti di sua competenza. Infatti, prima che vengano effettuate le nomine, la procedura vuole che la commissione competente ne dibatta; a tal fine, noi abbiamo invitato i consiglieri con nota ufficiale a prendere atto della visione dei 140 curricula pervenuti per la nomina del CdA di Ama, dando pertanto il via a un’operazione trasparenza mai contemplata dalle forze dell’opposizione. Ciò a riprova che questa amministrazione capitolina agisce secondo criteri sempre limpidi, imparziali e trasparenti: mentre a noi mai nessuno ha mostrato i curricula in commissione, ma solo pacchettini preconfezionati con nomi dei soliti amici degli amici”. Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione capitolina Ambiente Daniele Diaco (M5S).

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Nomine Rai in controluce

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2016

Rai: sede di roma“In questa tempesta perfetta creata ad hoc dai Renzi’s boys della Rai alcune cose non possono passare sotto silenzio: il blitz alle direzioni dei tg, non giustificato né dai dati auditel né da ombre sulla professionalità dei direttori rimossi, ha una sola ragione: la normalizzazione dell’informazione pubblica per dare al capo dell’Esecutivo un’ultima chance, vincere il referendum sulla riforma costituzionale. Fermo restando che non abbiamo nulla contro i nuovi direttori, ai quali facciamo gli auguri di buon lavoro, speriamo che alcune vocazioni siano rispettate. Per esempio, il format di approfondimento realizzato da Marcello Masi. Un contenitore innovativo all’interno della striscia serale che ha interpretato le tendenze della società senza cedere al luogo comune con letture originali. Così come la vocazione sociale del tg3 a conduzione di Bianca Berlinguer e il pluralismo di Rai Parlamento di Gianni Scipioni Rossi. Ci dispiacerebbe non poterli più seguire con l’imprinting che abbiamo avuto modo di apprezzare. In secondo luogo: il metodo di interlocuzione istituzionale con la Vigilanza Rai. Campo Dall’Orto, veterano della tv ma novizio della Rai e pertanto acerbo nelle relazioni politico-istituzionali, è stato costretto dal governo a presentare i nuovi direttori ad agosto, praticamente di nascosto dal grande dibattito pubblico, senza un nuovo piano editoriale e quindi curiosamente svincolando i nuovi direttori dalle scelte strategiche del piano. Una procedura imbarazzante che rischia di minare la credibilità professionale dei nuovi vertici Rai, trattati da Renzi come solitamente si fa con terze e quarte file. Più che un normale avvicendamento sembra essere un’esecuzione militare in piena regola”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli, componente della commissione di Vigilanza della Rai.
Interpellata dai giornalisti alla Camera, il presidente i Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha dichiarato: “nessuno mette in discussione la professionalità dei nuovi direttori dei tg, ai quali auguriamo buon lavoro. È però evidente per le modalità di queste nomine il tentativo sempre più chiaro di Renzi di trasformare il servizio pubblico in un megafono per il governo e per il Pd. E se tu non vuoi un servizio pubblico ma vuoi un megafono per te stesso almeno non lo devi far pagare agli italiani. Allora bisogna abolire il canone, altro che metterlo in bolletta e Renzi la Rai se la paga da solo”.

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Federdoc: tutte le nomine del nuovo organigramma

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

RomaRoma. Si è riunito oggi nella Capitale il Consiglio di Amministrazione di Federdoc,(Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani) eletto lo scorso 15 giugno, per nominare i vertici della Federazione. Confermato alla Presidenza Riccardo Ricci Curbastro (Consorzio Franciacorta). Conferme anche per Francesco Liantonio (Presidente Consorzio Vini Doc Castel del Monte) e Stefano Zanette (Presidente Consorzio Prosecco DOC), con la carica di Vice Presidenti. La novità più sostanziale riguarda Giuseppe Liberatore (Direttore Consorzio Chianti Classico), già in Vice Presidenza, che ha avuto l’incarico di curare i rapporti istituzionali e il coordinamento tecnico operativo di Federdoc.
“Questa novità – spiega Ricci Curbastro – è determinata dalla volontà della Federazione di rendere sempre più efficaci le proprie istanze e dalla necessità di avere una “squadra” quanto più strutturata e organizzata possibile, con obiettivi condivisi in vista dei crescenti impegni nazionali e internazionali della filiera vitivinicola a Denominazione di Origine Italiana .” Tra i volti nuovi del Cda eletto a giugno figurano Filippo Mobrici (Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato), Franco Cristoforetti (Consorzio Tutela Vino Bardolino Doc), Pietro Biscontin (Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Grave), Stefano Cinelli Colombini (Consorzio del Vino Brunello di Montalcino), Leone Massimo Zandotti (Consorzio Tutela Denominazione frascati) e Salvatore Li Petri (Consorzio Tutela Vini Doc Sicilia).Il Collegio dei Probiviri è composto da Luca Petrelli, Alberto Germanò e Luisa Ficari. Revisore unico dei conti è Marco Morolli.

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“Repubblica”: da settembre nuove nomine

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

venerdìAttilio Giordano, direttore de Il Venerdì di Repubblica ha resistito fino all’ultimo alla scrivania del settimanale pur essendo molto ammalato, senza dire nulla in redazione, e ha preparato servizi e copertine per le uscite del giornale fino a settembre. Così dopo la morte del giornalista avvenuta il 1 luglio, il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, ha scelto di affidare a Aligi Pontani, capo redattore dello sport di Repubblica, decidendo il passaggio del testimone dal 1 settembre, quando il lavoro lasciato in eredità da Giordano sara’ esaurito. Toccherà a Cristina Guarinelli, sovraintedere il lavoro fino a quella data. Capo redattore allo sport diventerà Angelo Carotenuto, al suo ritorno dalle Olimpiadi. Dopo il passaggio a La Stampa di Massimo Vincenzi, capo redattore centrale diventa Claudio Tito, che lascia la responsabilità del politico a Stefano Capellini, un giornalista meno legato di Tito al mondo renziano. Valentina Desalvo diventa capo redattore della cultura dove comincerà a studiare il nuovo settimanale culturale che Calabresi ha intenzione di lanciare. (foto: venerdì)

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Nomine: Michal Ron (SACE) ri-eletta alla Vice Presidenza di Berne Union

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2015

Nel corso dell’Annual General Meeting di shanghai-china, la Berne Union, l’Unione internazionale degli assicuratori del credito all’esportazione e degli investimenti, ha conferito l’incarico di Vice Presidente a Michal Ron, Managing Director International Business di SACE.
La conferma di questo mandato per il secondo anno consecutivo non ha precedenti nella storia della Berne Union e rappresenta un importante riconoscimento del lavoro svolto da SACE all’interno dell’associazione che, con oltre 80 membri e 100 miliardi di nuovo export e investimenti diretti esteri finanziati o assicurati solo nel primo semestre 2015, ha un perimetro ormai globale e gioca un fondamentale ruolo stabilizzatore e di stimolo per l’economia mondiale.
“Gli incontri di questi giorni, ospitati dall’agenzia di export credit cinese SINOSURE, hanno una portata molto significativa, perché dimostrano la cooperazione tra le diverse realtà, grandi e piccole, attive in questo comparto, intensificando il confronto tra esperti, inclusi esportatori e investitori. In questo nuovo anno che ci aspetta, rafforzeremo la cooperazione avviata per ampliare gli strumenti a sostegno del commercio e degli investimenti, migliorare l’accesso delle PMI al credito e all’assicurazione e accrescere lo scambio di esperienze e good practices”, ha dichiarato Michal Ron, che attualmente è responsabile delle attività di SACE in ambito internazionale, presso l’OCSE, il Club di Parigi e l’Unione Europea, così come dei servizi di training & advisory destinati alle agenzie di export credit.
La Presidenza di Berne Union è stata conferita a Topi Vesteri, Deputy CEO e Chief Credit Officer, della società di export credit finlandese FINNVERA.

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Nuove nomine in Ford Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2015

marcoriccardomassimiliano

Con effetto dal 1 giugno 2015 Marco Buraglio, in precedenza Sales Planning & Ordering Distribution Manager, rivestirà la posizione di Commercial Vehicles Manager, riportando a Domenico Chianese, Presidente e Amministratore Delegato di Ford Italia. Buraglio, ingegnere meccanico, è entrato in Ford nel 2002, dove ha maturato diverse esperienze in Ford Italia nel Service, nel Sales e nel Marketing e in Ford Europa nel Pricing Team.
Sempre dal 1 giugno 2015 Riccardo Magnani, in precedenza Field Operation Manager, rivestirà la posizione di Marketing Manager, riportando a Domenico Chianese, Presidente e Amministratore Delegato di Ford Italia. Magnani, ingegnere aereonautico, è entrato in Ford nel 2001, ricoprendo diverse posizioni in Italia nel Sales, nel Marketing, nel Credit e nel Service, e maturando esperienze all’estero nel Marketing Team di Ford Europa e nel Global Team.Massimiliano Napoli, in precedenza Sales District Manager Centro-Sud Italia, subentrerà a Magnani nel ruolo di Field Operation Manager, riportando a Luca Caracciolo, Customer Service Director di Ford Italia. Napoli, laureato in economia e commercio, è in Ford dal 2002, dove ha maturato diverse esperienze in Ford Italia nel Service, nel Sales e nel Marketing e in Ford Europa nel Marketing Team.(foto: marco, riccardo e massimiliano)

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Bergamo Ospedali Riuniti: nomine

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

Tre prestigiose nomine per altrettanti specialisti degli Ospedali Riuniti sono arrivate a Bergamo nel giro di poche settimane a conferma dell’alto livello clinico e scientifico riconosciuto all’ospedale dalla comunità scientifica nazionale ed europea.
• Si tratta di Roberto Labianca, direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia e oncologo di fama internazionale, nominato, tra altri 180 colleghi, presidente del Collegio Italiano Primari Oncologia Medica Ospedalieri, meglio conosciuto come CIPOMO, che da 15 anni si occupa di managerialità in oncologia, cioè reperimento delle risorse, appropriatezza dei percorsi di cura e gestione dei rapporti interni al reparto e con i pazienti.
• Alessandro Rambaldi, primario dell’Ematologia, è stato nominato presidente del Gruppo Italiano Trapianto di Midollo Osseo (GITMO), società scientifica che coordina l’attività di trapianto di cellule staminali emopoietiche ottenute da midollo osseo, sangue periferico o cordone ombelicale. Il GITMO conduce ricerche cliniche e di laboratorio su scala nazionale e internazionale e rappresenta un punto di riferimento per le autorità sanitarie preposte al coordinamento dell’attività di trapianto.
• Lorenzo D’Antiga, responsabile della Gastroenterologia pediatrica, è stato invece eletto all’interno del consiglio direttivo della Società Europea di Gastroenterologia Pediatrica (ESPGHAN). Il consiglio direttivo è composto da 10 gastroenterologi pediatri di tutta Europa e ha il compito di guidare il lavoro della società scientifica. A D’Antiga in particolare è stato affidato il compito di seguire le attività di formazione, in virtù della nomina a ESPGHAN education secretary.

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Roma capitale: nomine

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha firmato quattro importanti ordinanze di nomina: il Garante per i Detenuti, il Presidente di Roma Multiservizi, il Presidente dell’Agenzia comunale per le Tossicodipendenze e il consigliere della Fondazione Cinema per Roma. In particolare il sindaco Alemanno ha nominato l’avvocato Filippo Pegorari quale Garante dei Detenuti presso Roma Capitale, che si occuperà dei diritti delle persone private della libertà personale. Enzo De Santis è stato designato presdente del Consiglio di Amministrazione di Roma Multiservizi, dopo che Franco Panzironi ha rassegnato le dimissioni a settembre 2010. Come presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia comunale per le tossicodipendenze, invece, è stato scelto Luigi Maccaro in seguito alle dimissioni di Massimo Canu dallo stesso incarico. Infine, Michele Lo Foco è stato nominato come consigliere della Fondazione Cinema per Roma di nomina capitolina. L’ordinanza si è resa necessaria dopo che l’attuale Consiglio di Amministrazione è scaduto per decorrenza quadriennale del termine.

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Nomine e poche competenze al Corecom campano

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

“Questo rispecchia le scelte dell’attuale Governo e di conseguenza una sorta di caduta di stile nella nomina degli incarichi”. Esordisce così il viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, Angelo Di Mauro, alla notizia delle otto nuove nomine elette al consiglio del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni), braccio locale dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni. I consiglieri eletti verranno guidati dal presidente Lino Zaccaria (giornalista professionista, laurea in Giurisprudenza, abilitato alla professione di avvocato) che sembra in realtà essere uno dei pochi a possedere una certa esperienza e competenza nel settore. Difatti, a parte il presidente e il consigliere Gianni Russo (49 anni e già componente del Corecom dal novembre 2008), gli altri nomi non sembrano avere la specifica preparazione tecnico-giuridica necessaria per ricoprire il ruolo. “Il problema è sempre lo stesso. La ricerca di menti giovani e fresche è giustissima, ma quando si tratta di dare incarichi e ruoli di una certa rilevanza e con un certo potere decisionale, la necessità di esperienza è inderogabile – continua l’esponente del movimento extraparlamentare fondato da Antonello De Pierro –. Sicuramente nella testa di un giovane c’è tanta energia ma allo stesso modo pochissima esperienza. Poi, per chi può disporre di una raccomandazione o dell’amicizia di turno, queste sono purtroppo personalità che attendono che la loro ‘segnalazione’ trovi disponibilità sul mercato”. Di Mauro conclude il suo amaro commento affermando: “Ormai in Italia non c’è più una selezione dettata da competenze, c’è solo la conoscenza e la presentazione. Un malcostume che ormai si è ramificato in maniera capillare in qualsiasi istituzione. A prescindere dall’idea politica che si abbraccia”.

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Nomine in agricoltura al maschile

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

“Tante e qualificate sono le donne che si occupano di agricoltura, ma ai vertici degli enti agricoli di nomina governativa e ministeriale c’è una sola donna , fra decine e decine di colleghi maschi: presidenti, commissari straordinari e componenti dei consigli di amministrazione. Una percentuale minima, in evidente contrasto sia con il dettato della Costituzione repubblicana, sia con un consolidato orientamento comunitario, peraltro recepito dal nostro Paese proprio nel corso di questa legislatura”. Susanna Cenni, deputata Pd in commissione Agricoltura alla Camera, chiede perché e denuncia la quasi totale assenza di donne nei livelli dirigenziali e nei vertici amministrativi delle istituzioni agricole di nomina governativa . Lo fa presentando un’interrogazione parlamentare, sottoscritta dalle deputate Servodio (Pd) e Di Giuseppe (Idv) e rivolta ai ministri dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, e delle Pari opportunità, Mara Carfagna. Ai ministri, Cenni chiede se siano a conoscenza di questo quadro di nomine così sbilanciato, che priva la nostra agricoltura di valide competenze e risorse femminili, e quali provvedimenti intendano prendere per garantire la necessaria rappresentanza di genere nella governance di enti e istituzioni del comparto agricolo.

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Bertolaso al posto di Alemanno?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

“Apprezziamo il gesto del sindaco Alemanno, anche se obiettivamente tardivo, considerati i risultati deludenti del suo operato. Non c’era certo bisogno della classifica de Il Sole 24 ore a sottolineare il fallimento del primo cittadino di Roma, bastava una passeggiata in centro o in periferia per accorgersi dell’abbandono in cui versa la capitale. Per non parlare degli scandali che hanno segnato questa prima fase della legislatura. Non vorremmo però incorrere negli errori del passato con le nomine che stanno circolando. Individuare in Bertolaso il nuovo vice sindaco vuol dire essenzialmente riconoscere che Roma è in uno stato di emergenza e che quindi ci vuole una persona che in passato si è occupato di terremoti, inondazioni e così via. Ma al tempo stesso vuol dire anche lasciare il timone della città per dedicarsi a carriere “altre” (leggi nazionali). Il tutto per manifesta incapacità.” Lo dichiara l’On. Gianfranco ZAMBELLI

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Easynet: nomine ai vertici aziendali

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

A seguito della vendita di Easynet da parte di BSkyB (Sky) a Lloyds Development Capital (LDC), sono state assunte in Easynet cinque nuove figure dirigenziali che vantano una significativa esperienza nel settore.
Richard Atkins entra nel board Easynet in qualità di Presidente non esecutivo. Richard proviene da un’esperienza pluriennale nel settore della tecnologia a livello globale.
Hanif Lalani, Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico, fa il suo ingresso nella direzione di Easynet come Direttore non esecutivo, forte di un curriculum senza eguali nel settore delle telecomunicazioni.
Patrick de Smedt entra altresì nel consiglio di Easynet con il ruolo di Direttore non esecutivo. La carriera di Patrick annovera 23 anni trascorsi in Microsoft, di cui i più recenti, dal 2003 fino al suo pensionamento nel 2006, in qualità di Presidente per Europa, Medio Oriente e Africa. Patrick porta la sua esperienza anche nei consigli di direzione di una serie di altre aziende pubbliche e private tra cui Morgan Sindall plc, Victrex plc, CPP Group plc e AppDNA Ltd, oltre a far parte dell’advisory board di una divisione di ING Europa.
Nella direzione di Easynet entrano, inoltre, due figure dirigenziali di LDC che vantano una solida esperienza negli investimenti nel settore delle telecomunicazioni. In qualità di Direttore di LDC, specializzato in Telecomunicazioni, Media e Tecnologia, Daniel Sasaki è Responsabile dell’area acquisizioni e completamento delle transazioni relative a partecipazioni comprese tra i 2 e i 100 milioni di sterline. Daniel ha inoltre un’esperienza di oltre 13 anni nel private equity presso la divisione di Private Equity di Credit Suisse First Boston e SOFTBANK.
Infine, Patrick Sellers, membro del board di LDC, entra a far parte di Easynet. In qualità di vice CEO dell’organizzazione, Patrick è responsabile dei nuovi investimenti e supporta lo sviluppo strategico e operativo del business.

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Di cosa parliamo quando parliamo di uninominale

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Europa pag.7 di Massimiliano Iervolino. Il recente appello sull’uninominale promosso, tra gli altri, da Pietro Ichino, Marco Pannella e Mario Baldassarri, ha il merito di rimettere al centro del dibattito politico italiano il rapporto tra eletto ed elettore. Questo, da parecchi anni, è stato logorato da controriforme atte a ridimensionare il potere del cittadino a favore di quello dei partiti. Il punto più basso è stato sicuramente raggiunto con il cosiddetto “porcellum” ma le leggi elettorali che si sono susseguite prima di quella attuale, comprese quelle per i comuni e per le regioni, hanno sempre favorito un rapporto distorto con il territorio. Il collegio uninominale è l’unica alternativa alle nomine delle segreterie di partito ed al sistema di potere che c’è dietro il voto di preferenza. Proprio per questo motivo nel 1993 il popolo italiano, a stragrande maggioranza, votò a favore del collegio uninominale. Scelta che fu “tradita” dal legislatore che inserì quel 25% di quota proporzionale, che nei fatti ridimensionò la grande riforma che i promotori della consultazione popolare avevano a cuore. Va ricordato che il grande sostegno dei cittadini giunse durante tangentopoli, che concise con il momento più critico per la partitocrazia italiana. Purtroppo, sia il tradimento del referendum elettorale che quello sul finanziamento pubblico dei partiti, consentì a questi ultimi di conservare tutto il loro potere: infatti, negli anni successivi al terremoto giudiziario, abbiamo assistito al cambiamento di alcuni attori e di molte sigle elettorali ma purtroppo di mutamenti radicali che giovassero alla nostra democrazia non abbiamo visto neanche l’ombra. Il rischio che senza riforme strutturali si potesse passare al secondo tempo della prima Repubblica e non alla seconda, fu il monito che Marco Pannella lanciò durante “mani pulite”. Negli anni successivi a tangentopoli il Parlamento non ha approvato nessuna legge capace di riconsegnare interamente il potere di scelta ai cittadini e nessun passo in avanti è stato fatto in merito all’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. Il continuo intreccio della cronaca politica con quella giudiziaria, che continua tutt’oggi, è la miglior prova della giustezza dell’analisi di Pannella. L’alternativa è possibile solo con l’alterità nei comportamenti, altrimenti si parli di alternanza e nulla di più. Il sistema di potere dei partiti, che attanaglia il nostro paese da un sessantennio, può essere ridotto attraverso il collegio uninominale e, aggiungo, con le primarie previste per legge, a tutti i livelli, compreso quello locale. Le elezioni regionali, quelle comunali e quelle municipali, continuano a prevedere il voto di preferenza. Basta guardare cosa succede nelle assemblee elettive locali per capire che l’uso della preferenza non è auspicabile per chi vuole concepire una politica realmente alternativa. Lì dove dovrebbe nascere la futura classe dirigente del paese si ha un sistema elettorale che accentua il mantenimento dello status quo. Infatti, coloro che possono aspirare ad essere eletti in queste assemblee sono i soli candidati che negli anni hanno saputo rendere feconde le proprie clientele, pratica distante dalla cura del territorio e dalla possibilità di riconoscersi in esso. Illuminante, in materia, la struttura del bilancio della Regione Lazio, di recente modificata: fino al bilancio 2006, con un meccanismo che è esploso sotto la giunta Storace, erano allegate al documento di previsione delle spese le fantomatiche “tabelle”, un elenco di contributi da erogare senza alcuna ratio settoriale o geografica, se non il dover accontentare le clientele politiche di ciascun consigliere regionale. Un contributo di circa 600.000 euro all’anno per ogni eletto che, senza nessuna regola, poteva essere girato ad associazioni, chiese, centri sportivi, enti, fondazioni e tanto altro. Non era altro che il modo di ripagare i loro “grandi elettori” attraverso i soldi pubblici. Quando questo sistema per delinquere fu attaccato dalla stampa, i fautori di quella vera e propria truffa si difesero richiamandosi al rapporto con il territorio. Questo è uno dei tanti modi della politica “a delinquere” di ampliare la propria base elettorale. Metodi illegali che favoriscono coloro che ogni giorno curano le proprie clientele. Infatti, se così non fosse, non si comprenderebbe come perfetti sconosciuti siano capaci di raccogliere decine e decine di migliaia di preferenze. Tutto questo accade senza che un solo magistrato abbia la voglia di indagare su questi fatti, ma quella della non-giustizia italiana è un’altra storia (un altro capitolo!) della peste italiana.

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