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SACE SIMEST per l’internazionalizzazione della piemontese Minerali Industriali in America Latina e Nord Africa

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Torino. SACE, che con SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, ha perfezionato un’operazione di finanziamento da 1,5 milioni di euro per sostenere l’espansione all’estero di Minerali Industriali, azienda attiva nel settore della produzione e commercializzazione di materie prime La linea di credito, garantita da SACE, è finalizzata a supportare il piano di investimenti per l’internazionalizzazione dell’azienda piemontese. Le risorse saranno utilizzate per rafforzare la presenza di Minerali Industriali in alcune geografie che presentano notevoli tassi di crescita quali Colombia, Brasile, Guatemala, Messico, Egitto e Tunisia.“Desideriamo ringraziare SACE SIMEST per la fiducia verso la nostra azienda ed il prezioso aiuto che ci è stato dato” – ha dichiarato, Dario Manzoni, CFO di Minerali Industriali – “Utilizzeremo i fondi per rafforzare la nostra struttura produttiva e distributiva in alcuni specifici Paesi extra UE, in modo da poter contare su una supply-chain più tecnologica e moderna, che ci possa fare crescere sia attraverso il trattamento e la commercializzazione di prodotti estratti localmente da destinarsi al mercato standard sia come veicolo per i prodotti high-end che verranno realizzati in Italia ed esportati”. SACE SIMEST – presente nella regione con la sede di Torino – conferma il proprio impegno a favore delle tante PMI piemontesi che operano in mercati emergenti, dove diventa fondamentale avvalersi dell’esperienza e delle soluzioni messe a disposizione da un partner affidabile come il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, che nel 2017 ha mobilitato in Piemonte circa 900 milioni di euro destinati all’export e all’internazionalizzazione di 1200 imprese. Minerali Industriali è un’impresa italiana – nata dalla fusione di due Gruppi storici come Maffei e Gruppo Minerali – leader nel settore dell’estrazione, trattamento e commercializzazione di materie prime quali sabbie, feldspati, argille e caolino. L’azienda si occupa anche di ricerche geologiche e minerarie, di progettazione e realizzazione di impianti destinati sia al settore minerario classico che al recupero di scarti industriali e di sviluppo di prodotti innovativi nell’ambito sportivo e tempo libero. Minerali Industriali è presente con 13 unità produttive in Italia, 4 in Europa, 1 in Asia, 3 in Nord Africa e 7 in Centro e Sud America ed impiega circa 600 persone tra Italia ed estero. Le materie prime sono destinate alla produzione di vetro (sia vetro cavo per profumeria, farmaceutici, bottiglie e bicchieri che vetro piano per auto, edilizia ed architettura), di ceramica (sia piastrelle che sanitari), per l’edilizia (pitture e vernici, intonaci tecnici e finiture, engineered-stone, premiscelati etc) e per usi industriali vari (gomme, plastiche, siliconi, silicato sodico per detersivi, dentifrici etc).
America Latina e Nord Africa, che rappresentano due tra le più promettenti aree in termini di export e possibilità di investimento, offriranno nel prossimo quadriennio nuove opportunità per il Made in Piemonte. Secondo i dati contenuti nel Rapporto Export 2018 di SACE, l’America Latina registrerà nel 2018 una forte accelerazione che avrà riflessi positivi per le aziende italiane: si prevede una crescita del +8% in Messico, primo mercato dell’area sudamericana per l’export italiano, del +7,3 in Brasile e del +6,8% in Colombia. Una buona performance è attesa anche nell’area nordafricana, che risentirà favorevolmente delle riforme economiche degli ultimi anni: è previsto nel 2018 un tasso di crescita del +4,9% in Egitto e del +3,4% in Tunisia.

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Siccità nella regione del Vicino Oriente e del Nord Africa

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

La FAO ha chiesto un deciso cambiamento nel modo in cui la siccità viene percepita e gestita nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa. In un nuovo rapporto pubblicato oggi si legge che è necessario un approccio più proattivo basato sui principi della riduzione del rischio per costruire una maggiore resistenza alla siccità.Anche se la siccità è un fenomeno familiare nella regione, negli ultimi quattro decenni, è diventata più diffusa, prolungata e frequente, con tutta probabilità a causa dei cambiamenti climatici.La regione non è solo particolarmente soggetta alla siccità, ma è anche una delle zone più povere d’acqua al mondo, con il deserto che costituisce tre quarti del suo territorio.
Le capacità tecniche, amministrative e finanziarie del Vicino Oriente e del Nord Africa per affrontare la siccità sono inadeguate e rendono gli agricoltori e i pastori – i primi e maggiormente colpiti dalla siccità – ancora più vulnerabili.Agricoltori e pastori devono affrontare sfide crescenti quando l’acqua diventa più scarsa, la terra più degradata ed erosa e i terreni più fragili.Tuttavia, ancora si pone troppa attenzione a riprendersi dalla siccità piuttosto che ad esservi meno esposti, con finanziamenti insufficienti, poca preparazione e scarso coordinamento, che rimangono limiti enormi da superare, avverte il rapporto.”Dobbiamo percepire e gestire la siccità in modo diverso e passare dalla risposta alle emergenze a una politica più proattiva e a una pianificazione a lungo termine per ridurre i rischi e creare maggiore capacità di recupero”, ha affermato Rene Castro, Assistente Direttore Generale della FAO, del Dipartimento Clima, Biodiversità, Terra e Acqua.”Il rapporto valuta le lacune nella gestione attuale della siccità e fornisce una solida base per aiutare i governi a ripensare le politiche e riformulare i piani di preparazione e di risposta offrendo soluzioni che tengano conto del contesto specifico di ciascun paese”, ha aggiunto Castro.Lanciato in vista della Giornata mondiale per combattere la desertificazione e la siccità, il rapporto è stato sviluppato dalla FAO e dal Water for Food Daugherty Global Institute dell’Università del Nebraska.Copre 20 paesi della regione: Algeria, Bahrain, Egitto, Iraq, Iran, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Mauritania, Marocco, Oman, Palestina, Qatar, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Tunisia, Emirati Arabi Uniti e Yemen. (SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, FAO)

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Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 Mag 2018

Milano Sabato 26 maggio dalle 11 alle 12 alla Galleria d’Arte Moderna di Milano (GAM) Villa Reale, Via Palestro 16 presentata da GAM, il Museo Solomon R. Guggenheim di New York e UBS sarà possibile visitare la mostra accompagnati da uno degli architetti di AOUMM, lo studio di architettura che si è occupato degli allestimenti legati all’esposizione nella sua sede milanese.
Sempre sabato, alle ore 17.30, avrà inoltre luogo, presso la Sala da Ballo di GAM, la conferenza “Dagli spazi pubblici alle istituzioni culturali: in che modo l’architettura facilita l’integrazione sociale e lo scambio tra culture nel contesto urbano?” Riunendo diversi professionisti nell’ambito dell’urbanistica e dell’architettura, l’incontro esplorerà la creazione di spazi culturali al fine di superare barriere fisiche e concettuali. Analizzando diversi modelli di smart cities, i relatori discuteranno Milano come caso di studio per le pratiche di scambio e valorizzazione culturale. Interverranno Luca Astorri dello studio di architettura AOUMM, Elena Granata, professore di Urbanistica presso il Politecnico di Milano e Piero Pelizzaro, Chief Resilience Officer del Comune di Milano.
Domenica 27 maggio alle ore 10.30 e domenica 3 giugno alle ore 10.30: Paesaggi Emotivi. Un percorso multi-sensoriale per tutta la famiglia Visita in mostra + laboratorio per famiglie con bambini di 6-11 anni – durata 90’ Con l’aiuto di materiali appositi, i visitatori useranno i propri sensi per esplorare alcune delle opere e scoprire che non sempre ciò che ci appare “estraneo” e lontano lo è così tanto.
Sabato 2 giugno dalle 11 alle 12 sarà invece possibile incontrare personalmente uno dei 13 artisti in mostra, Ali Cherri, che guiderà il pubblico in un esclusivo tour dell’esposizione (in lingua inglese).Continuano inoltre anche nelle ultime settimane di apertura le visite guidate e i workshop per il pubblico, famiglie e scolaresche, organizzati in collaborazione con Ad Maiora, per offrire un’interpretazione interattiva dei temi della mostra. Nello specifico sono previsti i seguenti appuntamenti (da prenotare sul sito admaiora.education):
Domenica 3 giugno – ore 14:00: visita guidata alla mostra
Sabato 16 giugno ore 16.30: SpostaMenti. Idee e persone in movimento.Percorso tematico in mostra per adulti – durata 60’Un viaggio non lineare, attraverso un puzzle di diverse epoche, materiali, tecniche, idee, luoghi, uno spostamento fisico e intellettuale al termine del quale ci chiederemo se, anche nella nostra testa, qualcosa è cambiato. Tutti i dettagli per le modalità di partecipazione e prenotazione dei vari eventi sono disponibili su gam-milano.com

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Migranti: Minniti rischia di trasformare Sud Italia in Nord Africa

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

marco minniti“Il Ministro Minniti rischia di trasformare il Sud Italia nel Nord Africa. La volontà del titolare degli Interni di trovare soluzioni abitative per i migranti è di certo lodevole ma non bisogna farsi prendere dall’ansia. L’ipotesi paventata di voler destinare i beni confiscati alle mafie ai migranti rischia infatti di pesare come un macigno sul Mezzogiorno, zona dell’Italia già ampiamente vessata da tantissimi problemi. Ogni anno infatti il Sud perde centinaia di giovani con un livello di istruzione elevato, si perdono risorse formate, mentre si conservano risorse da assistere. Se a questa situazione già caratterizzata da una bassa scolarizzazione si va ad aggiungere anche il peso dei migranti, si rischia di portare il Meridione al collasso. Rifletta Minniti, che è uomo del Sud, se sia davvero il caso di far pesare anche quest’altro problema proprio su quella parte d’Italia con il sistema socio-economico più fragile. Invitiamo anche il Ministro dell’Interno ad attivarsi per fare piena luce sul flusso di denaro che i migranti mandano nei loro paesi d’origine attraverso i money transfert. L’Italia concede nobilmente una determinata somma ad ogni migrante che però evidentemente non viene spesa nel nostro Paese ma viene inviata ad affini, incentivando magari nuovi viaggi della speranza o finanziando attività illecite. Continuando su questa strada si corre il serio rischio di far diventare quello del migrante un vero e proprio ‘lavoro’ retribuito dallo Stato italiano.” Lo dichiara in una nota Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia.

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Migranti: invasione dai paesi del Nord Africa

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

mediterraneoDichiarazione dell’onorevole Mariastella Gelmini, vicecapogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei deputati:“Il vertice di Tallin segna la sconfitta di questa Europa con la certezza, ormai evidente, che il governo italiano non ha la capacità né l’autorevolezza per segnare un punto sulla sempre più drammatica crisi immigrazione.Ha ragione da vendere il Presidente Tajani quando lancia l’allarme migranti della povertà. E il governo italiano farebbe bene a chiamare per nome e cognome questa migrazione epocale. L’Italia non può farsi carico di un evento, ampiamente annunciato, che riguarda in primis l’Europa. In Italia non c’è più posto per la povertà di mezzo mondo, pena lo scivolamento del nostro Paese verso tensioni sempre più gravi.La via maestra – anche in questo caso indicata da Tajani ma ben nota ai nostri impotenti governanti – è quella di fermare l’invasione nei Paesi del nord Africa, aiutando i governi di quel continente a costruire il loro futuro. Ma non può farlo l’Italia da sola.Ci ha provato il ministro Minniti, ma le sue parole sono state scritte sulla sabbia. È l’Europa a dover fare una scelta precisa, non per generosità verso l’Italia, ma per salvare gli equilibri e l’economia di un intero continente. Prima se ne renderà conto e meglio sarà per tutti noi”.

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Sostegno popolazioni Nord Africa

Posted by fidest press agency su domenica, 29 Mag 2011

“Le ONG del CINI – Coordinamento Italiano Network Internazionali – si augurano che i 40 miliardi di dollari annunciati per finanziare la nuova “Partnership di Dauville” non siano solo l’ennesima promessa che non verrà mantenuta e che siano risorse aggiuntive rispetto a quanto gli stati si sono già impegnati a stanziare per la lotta alla povertà nel mondo” dichiara Maria Egizia Petroccione, Coordinatrice del CINI. “Siamo favorevoli a questa iniziativa ma auspichiamo che il doveroso sostegno alle popolazioni del Nord Africa che lottano per la libertà e la democrazia non abbia come conseguenza una diminuita attenzione, e dunque minori risorse, per tutti gli altri paesi del sud del mondo, a cominciare da quelli dell’Africa Sub-Sahariana, che da troppo tempo aspettano che i G8 onorino gli impegni presi” continua Petroccione. Sulla questione dell’efficacia dell’aiuto, nella dichiarazione finale i G8 hanno affermato che si compiacciono dei risultati preliminari della valutazione sull’efficacia in vista del IV High Level Forum di Busan, in realtà i dati preliminari dicono che non è stato praticamente raggiunto nessuno degli obiettivi stabiliti dalla Dichiarazione di Parigi del 2005. Inoltre, i G8 pongono l’enfasi di Busan solo sulla trasparenza, quando in realtà la lezione Nord Africana li dovrebbe spingere a riconoscere l’importanza delle condizioni minime di “Ambiente abilitante” (Enabling environment) per le organizzazioni della società civile del sud come necessarie all’efficacia, coerentemente con quanto affermato nella dichiarazione sulla Primavera araba. Purtroppo l’Italia, avendo stanziato nel 2010 per l’aiuto pubblico allo sviluppo solo lo 0,15% del suo PIL a fronte di un obiettivo previsto dello 0,51%, continua a perdere credibilità a livello internazionale. Il mancato rispetto degli impegni da parte dell’Italia ha pregiudicato per il 37% la performance complessiva dell’UE che ha così mancato l’obiettivo comunitario dello 0,56% del PIL all’aiuto allo sviluppo attestandosi sullo 0,43%. Ancora più grave la situazione relativa al Fondo globale per Aids, l’Italia, non avendo versato i contributi del 2009 e del 2010, ha perso il diritto al seggio unico nel Consiglio Direttivo del Fondo e al nostro posto ora siede la Francia.

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La crisi dei paesi del Nord Africa

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Mag 2011

Roma giovedì 26 maggio, alle ore 17, presso il Tempio di Adriano. Nuovo appuntamento pubblico della “Fondazione della libertà per il bene comune” presieduta dal ministro Altero Matteoli. “Crisi del Nord Africa: rinascita, regole e solidarietà” è il tema della tavola rotonda che si terrà Introduce i lavori il Professor Fabrizio Criscuolo, a seguire il dibattito con l’ambasciatore libico Abdulhafed Gaddur, il generale Carlo Jean, presidente del Centro studi di geopolitica economica, Nicola La Torre, vicepresidente del Gruppo Pd al Senato, Roberto Maroni, ministro dell’Interno, e Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Modera Stefano Folli, editorialista del Sole 24 Ore. L’incontro si propone di dibattere sui profondi rivolgimenti in corso nel Nord Africa, sui numerosi interrogativi che si determinano e su quali risposte andranno trovate.

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La Libia e gli stati nazionali

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani: “Quanto accaduto in Libia e negli altri Paesi del sud Mediterraneo dimostra quanto gli Stati nazionali siano oggi il principale ostacoloall’affermazione dei diritti umani e della democrazia. Prima l’incapacità dell’Europa di prevedere e prepararsi alle rivolte popolari del nord Africa; poi il tempo perso dal Consiglio di sicurezza dell’Onu nel decidere la no-fly zone, determinandone la successiva inadeguatezza; ora le diatribe che si manifestano nella coalizione degli Stati intervenuti per applicare la risoluzione Onu. La verità è che gli Stati nazionali sono i tenutari di un ordine internazionale che nei fatti opera contro i diritti umani, sono loro i veri nemici dell’applicazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e delle carte costitutive dell’Onu, così come delle altre convenzioni internazionali. Di fronte all’urgenza di una tutela sovrannazionale dei diritti democratici, occorre immaginare da subito il superamento degli Stati così come li abbiamo conosciuti: subito gli Stati Uniti d’Europa, per arrivare a quella Organizzazione mondiale delle e della democrazia, prefigurata dal Partito Radicale sin dal suo Congresso di Tirana del 2002.

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La crisi del Nord Africa

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Torino 11 marzo 2011, alle ore 21.00, presso il Sermig-Arsenale della Pace (Piazza Borgo Dora, 61), a Torino, il Partito Democratico del Piemonte organizza il dibattito pubblico sul tema “La crisi del nord Africa, l’Italia e l’europa. Democrazia, diritti umani, prospettive politiche e assetti economici nell’area del Maghreb”.  Presiede e modera Gianfranco MORGANDO (Segretario Regionale PD Piemonte).  Relazione introduttiva del Prof. Felice DASSETTO (Università Cattolica di Lovanio, Presidente del Centro Interdisciplinare di Studi sull’Islam nel Mondo Contemporaneo).  Intervengono: On. Mario BARBI (Commissione Esteri Camera dei Deputati), Gianfranco CATTAI(Presidente FOCSIV), On. Piero FASSINO (Presidente Forum PD internazionale, Candidato Sindaco di Torino del Centro Sinistra), Sen. Pietro MARCENARO (Presidente Commissione Diritti Umani del Parlamento Italiano), Nezha EL-OUAFI (Deputata al Parlamento del Marocco).  Conclusioni: Paola BRAGANTINI (Segretario Provinciale PD).

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Oms Europa e aiuti Nord Africa

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2011

La crisi nel Mediterraneo sta evolvendo rapidamente: per questo il Ministro della Salute prof. Ferruccio Fazio ha incontrato ieri pomeriggio a Copenhagen il Direttore Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Zsuzsanna  Jakab, per discutere come l’Oms Europa può lavorare con l’Italia per affrontare i possibili rischi sanitari connessi con la crisi libica.“In caso di conflitto l’OMS Europa ha lavorato in molte occasioni per assicurare assistenza sanitaria ai profughi e alle popolazioni dei Paesi ospitanti -ha dichiarato Zsuzsanna  Jakab – L’OMS Europa è pronta ad offrire supporto, dove e quando necessario, in cooperazione con gli altri Uffici regionali OMS, con i Governi e con le altre Agenzie internazionali”. Nel corso dell’incontro di ieri è stato concordato che in relazione all’evoluzione della crisi nel Mediterraneo, il Governo italiano e l’OMS Europa organizzeranno un incontro a Roma il 18 marzo prossimo a cui saranno invitati altri Ministri della Salute Europei dei paesi direttamente coinvolti nel problema degli sbarchi, l’Ufficio regionale dell’OMS per il Mediterraneo dell’Est – la regione OMS più colpita da disordini e violenza nelle recenti settimane – e gli altri soggetti interessati, per coordinare gli aiuti necessari e i piani di intervento se la crisi dovesse peggiorare.La Signora Jakab e il Ministro Fazio hanno discusso anche misure di supporto per la diffusione di servizi sanitari locali attraverso la cooperazione tecnica a operazioni di sanità pubblica come l’aumento della sorveglianza epidemiologica, il monitoraggio sanitario, la salute ambientale e il rafforzamento delle misure di prevenzione nel caso di aumento del flusso di migranti verso il nostro Paese.     L’OMS Europa ha giocato un ruolo importante in numerose situazioni di conflitto che hanno coinvolto le popolazioni migranti, come la crisi nei Balcani negli anni ’90, in Asia centrale e nel Caucaso. Il suo ruolo in queste situazioni è stato di lavorare con le autorità sanitarie e altre agenzie, comprese le organizzazioni non governative, per coordinare la risposta sanitaria e per assicurare negli anni seguenti che i sistemi sanitari recuperino la propria forza e rispondano ai bisogni della salute della gente

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Nord Africa in cerca di transizione democratica

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Di Domenico M. Ardizzone –  La drammatica rivolta in Nord Africa, dall’Algeria alla Tunisia, all’Egitto si è mossa, ovunque,  per una identica voglia di cambiamento, contro la disoccupazione, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, contro le precarie condizioni di vita, contro la corruzione. I veri motivi delle  proteste, secondo gli analisti, sono la sovrappopolazione e l’indigenza. Sin dai primi fermenti il  segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha invitato alla moderazione, alla non  violenza e al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali esortando i governanti ad  “ascoltare con attenzione la voce del popolo, le sue aspirazioni, le sue sfide e le sue speranze per un futuro migliore”.  L’Onu sta monitorando l’evoluzione delle proteste e le tensioni nell’intera regione del Nord  Africa. La situazione è complessa e le condizioni per una transizione democratica appaiono  ancora incerte laddove possa esserci il rischio di un vuoto di potere. Esperienza insegna che il  vento di democratizzazione soffiato in Africa dopo la caduta del muro di Berlino, ha generato,  purtroppo, anche altre fonti di conflitto, perché non sempre il cambiamento si è svolto rispettando le regole. Al riguardo, in un recente rapporto si legge che “regimi a più partiti  rimpiazzano quelli a partito unico, ma questi partiti sono spesso costituiti su una base regionale o tribale. Perciò ogni operazione elettorale è l’occasione di violenze. I risultati  vengono truccati o i favoritismi tribali diventano talmente palesi che scoppiano i conflitti. Per  fare fronte, tra l’altro, a questo tipo di situazioni l’Onu ha creato nel 1994 la Divisione per  l’assistenza elettorale. Ma nelle guerre in Africa gli interlocutori sono difficili da individuare o  tengono poco conto degli impegni che hanno firmato”.  Nel continente africano le Nazioni Unite sono presenti con diverse strutture. In aggiunta alle  missioni di peace keeping, ci sono delle Agenzie del sistema Onu che hanno il compito di trovare delle soluzioni: l’Alto commissariato per i diritti dell’uomo a cui si possono rivolgere le  vittime di soprusi, l’Unicef per i problemi dell’infanzia, la Fao per le necessità alimentari, l’Unesco per la salvaguardia dei beni culturali, l’Unhcr per aiutare i rifugiati, e così via. Ma  l’azione di queste strutture viene spesso vanificata dall’insufficienza di finanziamento. Inoltre la loro dipendenza finanziaria da pochi paesi risulta dannosa, perché ci sono dei tentativi di strumentalizzare l’Onu per gli scopi politici di singoli membri.  Esistono anche strumenti europei che potrebbero sostenere la transizione democratica in Nord Africa, come l’Unione per il Mediterraneo, ma fin quando prevarranno le politiche tardo-coloniali di alcuni paesi, sarà pressoché impossibile fare dei passi in avanti. Intanto UnioneEuropea e Stati Uniti hanno dichiarato pieno sostegno al processo di transizione democratica,  in Tunisia e in Egitto precisando di non voler interferire sulle scelte del popolo che dovranno  compiersi attraverso libere elezioni. Ma la transizione sarà difficile nel caso in cui insorgessero  dei vuoti di potere. Sarebbe quindi da auspicare un intervento ad hoc delle Nazioni Unite nella  sponda sud del Mediterraneo.

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Opportunità in Nord Africa

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Udine 4 ottobre Camera di Commercio, seminario sulle opportunità in Nord Africa: incontro dedicato alla Libia. In Sala Valduga interverrà Paolo Greco, dello Studio di consulenza P&A Legal di Tripoli, per illustrare le opportunità offerte alle Pmi friulane dal Paese libico, per cui l’Italia è primo partner commerciale e che presenta favorevoli possibilità, oltre che per il settore oil&gas, per edilizia, costruzioni e infrastrutture; investimenti produttivi diretti; turismo; aviazione civile e aeronautica; importazione di beni di consumo e macchinari. Saranno inoltre fornite, a cura della Cassa di Risparmio Fvg – Gruppo Intesa San Paolo, informazioni pratiche sui servizi in tema di sostegno alle imprese interessate allo sviluppo dei mercati internazionali, inserite nell’accordo recentemente siglato con la Cciaa di Udine.

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