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“Verso il Nord della Polare”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Galzignano Terme dal 13 al 16 aprile 2019 al Museo dei Colli Euganei Personale dell’artista del riuso Giorgio Bellingardo. In scena quello che il mare toglie, restituisce, fa scorrere dentro ognuno di noi , la rotta verso il Nord della Polare. E’ l’artista della Re_convert ars, così come l’ha chiamata lui, che parte dal recupero di sughero, jeans, juta e malte per dare vita a creazioni davvero uniche. Giorgio Bellingardo è veneziano di nascita e padovano d’adozione. Si diploma al liceo liceo artistico di Venezia, per poi continuare in ambito lavorativo ad occuparsi di grafica. In seguito affianca all’uso della matita e del pennello la ripresa fotografica, che diventa il suo modo per indagare la realtà.
Arriva poi a concretizzare la sua fantasia, legata però agli oggetti reali, quelli che si possono toccare o indossare, in pannelli e istallazioni delle più diverse foggie e colori.
Nasce da qui il marchio di fabbrica di Giorgio Bellingardo la sua arte del riuso, con il progetto RE_CONVERT.
In esposizione i lavori dell’artista dedicati alla forza e illusione del mare, a quello che le onde portano, da oggetti a uomini in fuga, ad un mare discarica che è anche un mare di speranza. La vernice della mostra è prevista sabato 13 aprile alle 11.30 anche alla presenza delle scolaresche che saranno in loco per un incontro con Etra alla fine di un percorso proprio sul riciclo.
“RE_CONVERT è un progetto artistico che guarda al recupero e riutilizzo di materiali per farli rivivere nelle mie opere”. Queste le parole dell’artista capace di donare una seconda vita a oggetti il cui naturale destino sarebbe stato l’abbandono in qualche isola ecologica. Tasche di jeans, lattine di birra, tappi di sughero diventano cuori, pesci, stelle, panni stesi. “I colori usati, prevalentemente i primari, conferiscono al mio lavoro una forza ed un’energia primordiali, come se l’istinto, il calore, la passione e l’amore fossero gli ingredienti per salvare il mondo”.
Il progetto nasce per sensibilizzare gli studenti al rispetto per l’ambiente, le persone, le idee partendo appunto dal recupero. Vuole fornire stimoli, curiosità e senso critico ai partecipanti nei confronti del mondo che ci circonda. “Con l’aiuto dell’arte, la fantasia e la creatività i ragazzi assimilano abitudini che li aiutano a diventare degli adulti eco-responsabili. Se sento dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo”.
Orari mostra: Sabato 13 aprile: 11.30 – 18.00 (inaugurazione) Domenica 14 aprile: 9.30 – 12.00 / 15.00 – 18.00 Lunedì 15 e martedì 16 aprile: 15.00 – 18.00 Ingresso libero

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L’innovazione in Europa viene dal nord

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2016

capital raisedHelsinki. Spesso si dice che il clima mite sia il vero segreto della Silicon Valley. Questa regola non sembra tuttavia trovare applicazione in Europa, dal momento che più si va verso il nord, più elevata risulta la capacità di dare vita e far scalare aziende innovative. Questo è quanto rivela l’ultimo Monitor presentato oggi all’evento Arctic15 di Helsinki da Startup Europe Partnership, la prima piattaforma paneuropea nata con l’obiettivo di trasformare le startup europee in scaleup mettendole in contatto con le grandi aziende consolidate internazionali. L’analisi si concentra sulle scaleup ICT di 5 paesi nordici – Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia – e mostra un ecosistema assai giovane e prolifico. SEP ha infatti identificato 430 scaleup ICT nei 5 paesi, che hanno raccolto in tutto oltre 6.5 miliardi di dollari, per l’84% ($5.5B) da fondi di Venture Capital e per il 16% dal mercato azionario ($1B). Inoltre, il 60% delle scaleup identificate sono state fondate dopo il 2010: ciò rivela l’esistenza di un ecosistema giovane e rende i numeri dei paesi nordici ancora più apprezzabili.“I paesi nordici hanno messo l’innovazione al centro della propria politica industriale. Questi dati non devono stupirci più di tanto. Sono paesi con una struttura industriale e un PIL molto più ridotti del nostro che tuttavia hanno maggiore capacità propulsiva di generare aziende di successo. Ciò dimostra che nel momento in cui si applicano delle politiche strutturali volte al supporto dell’innovazione i risultati con il tempo arrivano – ha commentato Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge e responsabile SEP – L’Italia non esce tuttavia ridimensionata da questo confronto. Paga semmai il fatto di essere partita in ritardo: capital raised1l’attenzione per il mondo dell’innovazione e delle startup è un fenomeno recente e solo ora iniziamo a raccogliere i primi risultati di ciò che abbiamo seminato negli ultimi anni. Casi come Mosaicoon, Facilitylive, Pizzabo o Vislab dimostrano che anche in Italia possano nascere giocatori con ambizioni internazionali”.Per quanto riguarda il numero di scaleup, i paesi nordici si collocano più o meno allo stesso livello di Regno Unito (399) ed Europa Continentale (Germania-Francia, 413), mentre “doppiano” l’Europa Meridionale (Italia-Portogallo-Spagna, 218). Questo significa una media di 1.6 scaleup ogni 100,000 abitanti, che è 2.5 volte il rapporto presente nel Regno Unito, circa 6 volte quello dell’Europa Continentale e 9 volte quello dell’Europa Meridionale. La Svezia dimostra di essere il maggiore hub per scaleup con 149 aziende (35% del totale). La Finlandia si colloca al secondo posto con 126 (29%) mentre la Danimarca segue con 96 (22%). In Norvegia e Islanda i numeri sono più bassi: 44 (10%) e 15 (4%), rispettivamente. Se si analizzano inoltre i dati del PIL, si scopre che quello dei 5 paesi nordici ($1292B) è circa la metà di quello del Regno Unito ($2663B), 1/5 di quello dell’Europa Continentale ($6523B) e 1/3 di quella Meridionale ($4134B). Ma mentre i paesi nordici hanno investito lo 0.5% del PIL in scaleup, la rispettiva percentuale nel Regno Unito cala allo 0.42%, in Europa Continentale crolla allo 0.15% fino ad arrivare allo 0.06% in Europa Meridionale. A quanto pare, l’investimento nei paesi nordici sta dando i suoi frutti, rendendo questa zona un concentrato di innovazione europea.
Le scaleup dei paesi nordici hanno raccolto in media $15M ciascuna (includendo sia capitale raccolto attraverso Venture Capital che attraverso mercato azionario). Questo dato si colloca al di sotto di quello raggiunto da Regno Unito ($28M) ed Europa Continentale ($24M) ma è assolutamente più capital raised2vicino alla media conseguita dai paesi dell’Europa Meridionale ($10M).La Svezia guida la classifica con $3.4B di capitale raccolto: oltre 3 volte l’importo raccolto dalle scaleup finlandesi, 2.8 volte il capitale raccolto dalle aziende danesi e oltre 4 volte il totale raccolto dalle scaleup di Norvegia e Islanda. Ad ogni modo, questo importo totale è significativamente influenzato dal fundraising miliardario realizzato dall’unicorno locale “Spotify”. Vale anche la pena sottolineare che le scaleup danesi hanno raccolto 1.3 volte più capitale rispetto ai loro omologhi finlandesi, anche se ci sono in media 1.3 più scaleup in Finlandia che in Danimarca.
Il 3% (12) delle scaleup si è rivelato essere in realtà costituito da “scaler”, vale a dire scaleup che sono riuscite a raccogliere oltre 100 milioni di dollari di finanziamento. Queste sono Supercell e Blyk (Finlandia); Spotify, King.com, Klarna, iZettle, Tobii (Svezia); Zendesk, Momondo, Tradeshift, Trustpilot (Danimarca); Thin Film Electronics (Norvegia). E hanno raccolto quasi la metà (45%) del finanziamento totale messo a disposizione delle aziende nordiche. Se aggiungiamo alle scaler le scaleup che hanno ricevuto oltre 20 milioni di dollari di finanziamento, scopriamo che il 15% delle scaleup nordiche (3% >$100M, 3% $50-100M, 9% $20-50M) ha raccolto il 75% (45%, 14%, 17%, rispettivamente) dei fondi totali rilevati nell’intera regione.
Il settore più attrattivo per le acquisizioni è risultato quello delle Software Solutions, con un peso del 24% sul totale delle attività M&A rilevate dal Monitor SEP. Altri settori “caldi” risultano E-Commerce (10%), Gaming (8%), Digital Media e Mobile (6% ciascuno). 20 scaleup si sono infine rivelate “dual company”, ovvero startup che hanno trasferito il proprio quartier generale all’estero pur mantenendo significative attività operative nella propria terra natale. Nella maggior parte dei casi (75% del totale) si sono trasferite negli Stati Uniti, più nello specifico in Silicon Valley.(graphic: capital raised)

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Ministeri al Nord

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

“La proposta del leader leghista Umberto Bossi, di portare alcuni dicasteri al Nord, scuote maggioranza ed opposizione. L’idea paventata dal Senatore non sembra trovare molti riscontri positivi, e non è stata ancora argomento di discussione dell’attuale nuova maggioranza PDL-LEGA-IR”. Così l’On. Scilipoti, leader dei Responsabili, che però si dichiara possibilista sulla discussione riguardante il decentramento di ministeri, anche se con alcune riserve importanti. “Se il decentramento deve essere attuato – continua il deputato MRN – va da sé che alcuni ministeri
debbano essere trasferiti a Sud e nelle isole. Ciò, però, oltre a creare evidenti disagi, comporterebbe ulteriori enormi spese e l’aumento probabile delle tasse, non adatte all’attuale situazione di crisi”. Il parlamentare responsabile prosegue oltre. “Sono tutte proposte di cui si può discutere. Ma dobbiamo chiederci cosa voglia la gente! Ebbene, il popolo chiede meno tasse e meno burocrazia. Poco interessa dello spostamento dei Ministeri al Nord o al Sud. Dobbiamo impegnarci per tutelare chi non arriva alla fine del mese e rilanciare urgentemente il mercato e l’economia italiana.” (n.r.L’on.le Scilipoti il Leader dei responsabili che con il suo voto e quello di altri ha salvato il governo Berlusconi sembra avvedersi, sia pure con il contagocce, di cosa e chi ha votato e confidiamo che si renda conto del suo macroscopico abbaglio, anche se siamo certi che in cuor suo ne è convinto anche se ora si sente intrappolato nel suo stesso errore e stenta ad esternarlo.)

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