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Il 72% dei consumatori digitali del Nordest acquista prodotti e servizi all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

Un terzo degli acquirenti digitali del Nordest acquista prodotti online inizialmente condivisi sui social media e 7 consumatori digitali su 10 comprano da siti e piattaforme internazionali. I consumatori digitali del Nordest si distinguono per la loro sensibilità green, riservando particolare attenzione alla sostenibilità dei prodotti e delle confezioni con cui questi vengono spediti. Pasti a domicilio, abbigliamento e libri sono tra i prodotti più acquistati dagli acquirenti del Nordest attraverso piattaforme digitali[1]. Il 18% delle imprese online in Italia è del Nordest: la maggior parte rappresentate da Veneto (7%) ed Emilia Romagna (7%), seguite da Friuli-Venezia Giulia (2%) e Trentino-Alto Adige (2%).Queste alcune delle evidenze emerse oggi in occasione della prima edizione di Netcomm Forum Nord-Est, il primo appuntamento con l’evento di riferimento per la trasformazione digitale delle imprese locali, organizzato da Netcomm, il Consorzio del commercio digitale in Italia, in collaborazione con Fiera di Padova.“Il Nordest ha tassi di crescita intorno al 20% annuo, sia nei volumi d’affari delle vendite online sia delle imprese coinvolte, ben superiore a quello medio nazionale. Un territorio fertile, dunque, dove le prospettive di trasformazione digitale rappresentano una grande opportunità anche per il resto del Paese, in cui quest’anno gli acquisti online hanno sfiorato i 31,6 miliardi di euro, con una crescita del 15%.” Commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, il Consorzio del commercio digitale in Italia. “Attraverso questa prima edizione di Netcomm Forum Nord-Est abbiamo voluto sensibilizzare manager e professionisti al necessario e inevitabile percorso di evoluzione digitale che le pmi del territorio devono intraprendere per poter stare al passo con le sfide internazionali, in termini di offerta e competitività. Il digitale è una grande opportunità e se le imprese sapranno fare rete tra loro, investendo nelle tecnologie e nelle competenze necessarie, potranno lavorare insieme per un modello di business sempre più competitivo in una prospettiva internazionale.”
“Il commercio on line, sia b2b sia b2c è un canale oramai fondamentale per ogni azienda e le case history presentate nel corso di questo Forum lo hanno evidenziato chiaramente – sottolinea il direttore generale di Fiera di Padova Luca Veronesi – Il compito di una Fiera al passo con i tempi è mettere a disposizione delle imprese non solo spazi espositivi ma anche servizi informativi ed educativi ad alto valore aggiunto. Questa prima edizione di Netcomm Forum è uno di questi: approfondire e aggiornare con relatori di altissimo profilo le proprie conoscenze sul commercio on line è una opportunità che abbiamo offerto insieme a Netcomm a tutti gli imprenditori del Nord Est, perché Fiera di Padova ha l’obiettivo di essere riconosciuta sempre più come un luogo dove ogni iniziativa ruota attorno all’innovazione, alla conoscenza e allo scambio di esperienze.”Netcomm Forum Nord-Est ha rappresentato il primo spin-off geografico del consolidato appuntamento di Netcomm Forum, arrivato proprio quest’anno alla sua quattordicesima edizione a Milano, con oltre 250 imprese espositrici e registrando un record di oltre 17 mila presenze.Sono intervenuti, nel corso della giornata, Roberto Liscia, Presidente di Netcomm; Silvia Elia Legal Advisor and Policy Affairs di Netcomm; Giulio Finzi, Senior Partner di Netcomm Services; Valentina Pontiggia, Direttore Osservatorio eCommerce B2c, Politecnico di Milano; Fabrizio Dughiero, dell’Università di Padova; Simone Ranucci Brandimarte, Co-fondatore e presidente del Gruppo DigiTouch; Gianluca Borsotti, CEO & Founder di Mister Worker; Daniele Bruttini Founder, Quomi Srl; Simona Casarotto Responsabile della Comunicazione, SUN68; Giulia Chiari Head of Partnership, AliExpress; Paolo Costa Digital Manager, Sacchi Elettroforniture SpA; Maurizio Menniti Responsabile e-commerce e web marketing, UYN; Stefano Branduardi Marketing Director, MailUp; Franco Conzato Direttore, Nuovo Centro Estero Veneto e Promex, Azienda Speciale CCIAA di Padova; Mariagrazia Flaibani, Digital Marketing Director Worldwide di Electrolux; Antonella Girone, eCommerce and Digital Marketing Manager di Salewa; Rita Polarolo, Responsabile del programma Amazon – Made in Italy, Amazon; Paola Trecarichi Senior Head di HiPay Italia
Tra le eccellenze tecnologiche del territorio, hanno partecipato all’evento Uqido, software house padovana attiva nella realtà virtuale e aumentata, nel machine learning, nell’IoT e nell’intelligenza artificiale; e Fattoretto, agenzia veneta tra le più riconosciute nel panorama italiano, specializzata in consulenza SEO e Digital PR per e-commerce.

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Veneto: Traffico a Nordest

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Continua a Nordest il trend positivo dei movimenti di merci e persone grazie al buon andamento dell’economia locale, alla crescita delle esportazioni e del turismo. Nel 2017 si sono registrati tassi record per i traffici nel porto di Trieste ed aeroporti di Treviso e Verona. Flussi in aumento anche nelle tratte autostradali Brennero-Modena (A22), Udine-Tarvisio (A23) e Valdastico (A31). Questi i dati più rilevanti dalle analisi del Centro Studi di Unioncamere del Veneto nell’ambito dell’Osservatorio sui Trasporti, le Infrastrutture e la Logistica del Nordest (TRAIL Nordest). Con oltre 10mila visualizzazioni all’anno, il portale http://trail.unioncamereveneto.it si conferma per il secondo anno di fila un ottimo strumento per monitorare costantemente e in modo aggiornato il sistema logistico locale rendendo disponibili informazioni su flussi di traffico, progetti, appalti, criticità e iter procedurali.
Sulla base degli ultimi dati disponibili, nel 2017 il volume di traffico veicolare per chilometro sulla rete autostradale del Nordest è aumentato in tutte le tratte, determinato soprattutto dall’intensificazione del traffico pesante (camion). In particolare, la crescita del traffico di veicoli pesanti interessa principalmente i grandi corridoi europei (Rete TEN-T). Gli incrementi maggiori si sono registrati nelle tratte dell’A23 Udine-Tarvisio (+8,3%), dell’A31 Valdastico (+8,7%), dell’A22 Brennero-Modena (+7,6%). Seguono le tratte dell’A4 Venezia/Mestre-Trieste (+4,9%) e Brescia-Padova (+4,3% contro il +2,8 dell’anno precedente).
Per quanto riguardi i porti dell’Alto Adriatico, Trieste e Ravenna hanno registrato nel 2017 un trend positivo nel traffico complessivo di merci (rispettivamente +4,6% e +2,1% rispetto all’anno precedente). Nello scalo triestino, che ha confermato una performance nazionale da primato con circa 62 milioni di tonnellate di merci movimentate, spicca l’aumento del general cargo (+14,1%), con le movimentazioni ad alto valore aggiunto, il RO-RO e il settore container, che ha raggiunto il record storico di oltre 616 mila TEU (+26,7% rispetto al 2016). Trieste è il secondo porto dell’Alto Adriatico per la movimentazione di container, facendo seguito al primato del porto di Koper con quasi 912 mila TEU. Nello scalo di Ravenna, che nel 2017 ha movimentato oltre 26 milioni di tonnellate di merci, spiccano le rinfuse solide, grazie al traffico record di materie prime per la produzione di ceramiche nel distretto di Sassuolo. Per il porto di Venezia il 2017 si è rivelato un anno di stabilità in termini di merci movimentate (25 milioni di tonnellate). In forte crescita invece i passeggeri del comparto traghetti (204 mila, +34,4%) a fronte di una diminuzione dei croceristi (1,4 milioni, -11%). Drastico calo per il porto di Chioggia (-33,8%) causato dal persistere dei problemi di accessibilità alle banchine portuali, di navigazione dei canali lagunari e della fase di transizione istituzionale dovuta all’aggregazione dell’Azienda Speciale per il Porto di Chioggia (ASPO) all’Autorità Portuale di Venezia, oggi un’unica realtà definita come Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale (AdSP MAS) – Porti di Venezia e Chioggia.
Aumento record dei passeggeri negli aeroporti del Nordest, che hanno evidenziato incrementi nei flussi superiori alla media nazionale (+6,4%), raggiungendo complessivamente oltre 17 milioni di passeggeri all’anno. Nel 2017 il traffico passeggeri è aumentato del +14,4% a Treviso (superando i 3 milioni di persone), del +10,4% a Verona (3 milioni), del +7,8% a Venezia (10 milioni), del +7,3% a Ronchi dei Legionari (quasi 1 milione), inferiore invece l’incremento evidenziato all’aeroporto di Bolzano (+4,3%, 16 mila passeggeri). In particolare, negli scali di Treviso, Verona e Ronchi dei Legionari fa da traino la crescita del segmento nazionale (rispettivamente +22,4%, +14,4%, +15%), da e verso le città del Centro-Sud e Isole italiane. Nello scalo veneziano invece prevale lo sviluppo del segmento internazionale, soprattutto nei collegamenti da e verso il Nord America, il Medio e l’Estremo Oriente.
L’interporto Quadrante Europa di Verona è il primo interporto in Europa per volumi di traffico merci. Nel 2017 il nodo logistico ha movimentato oltre 8 milioni di tonnellate di merci su ferrovia, grazie a 16 mila treni in movimento, e 20 milioni di tonnellate su gomma. Il traffico ferroviario è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2016 a seguito di alcuni eventi eccezionali che hanno interessato la linea ferroviaria. I dati analizzati, elaborati dall’Osservatorio TRAIL Nordest, sono solo alcuni dei risultati disponibili nella Sezione “Dati e indicatori” del portale http://trail.unioncamereveneto.it/ che contiene tutte le schede aggiornate sulle principali infrastrutture e i nodi logistici del territorio. Inoltre la sezione “Studi e ricerche” è stata arricchita con nuovi contributi tecnici.

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Attività medie imprese del Nordest

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

Migliora il rapporto con le banche ma si allungano i tempi di pagamento per le medie imprese del Nordest (per il 49% oltre i 90 giorni). Il 68% di esse prevede un aumento del fatturato nel 2011 (il 61% nel 2010) e il 58% un incremento della produzione. La quota di medie aziende esportatrici è passata dall’85% del 2008 al 95% nel 2011 ed emergono segnali di recupero sul fronte occupazionale, pur se si è ancora lontani dai livelli pre-crisi: il 30,2% delle aziende di medie dimensioni del Nord Est ha ricominciato dallo scorso anno a espandere la propria base occupazionale, riducendo il ricorso agli ammortizzatori sociali. Sono alcuni dei dati più significativi illustrati oggi in Camera di Commercio di Udine, nell’ambito della presentazione dei risultati del Rapporto curato da Mediobanca e Unioncamere sulle medie imprese industriali, con focus sul Nord Est. Due le metodologie di analisi incrociate – una con lo studio dei bilanci e il relativo sviluppo dal 1999 al 2008, e una concentrata sugli elementi più recenti, tra il 2008 e il 2011, con un’indagine effettuata lo scorso marzo – per fotografare con completezza una “dimensione d’impresa” «che, pur rappresentando solo il 2,2% delle aziende manifatturiere in regione, concorre per oltre il 32% alla formazione del valore aggiunto del comparto industriale, per oltre il 35% all’occupazione e per il 36% all’export regionale», ha precisato il presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo, che ha ospitato l’appuntamento, ricordando come l’ente camerale abbia da tempo puntato l’attenzione sulla media impresa, affidando già lo scorso anno uno studio sul suo peso nell’economia friulana all’Università di Udine. «Se dobbiamo guardare avanti – ha precisato il presidente – dobbiamo infatti pensare a un sistema strutturato. Innovazione e internazionalizzazione saranno fondamentali per essere competitivi nel post crisi, per questo è necessario che la piccola impresa cresca o faccia aggregazioni per stare al passo e risalire».
I due filoni indagati dal rapporto sono stati presentati l’uno da Emanuela Salerno dell’Ufficio Studi Mediobanca, l’altro daDomenico Mauriello del Centro Studi Unioncamere. A completare l’incontro, moderato dal professor Stefano Miani del Dipartimento di Scienze Economiche e statistiche dell’Università di Udine, le testimonianze di Remo Solari, presidente di Stark Spa,Roberto Moroso, ad di Moroso Spa, e Chiara Valduga, presidente di Cividale Spa, che si è soffermata sull’esperienza della sua azienda nel percorso da media a grande impresa e sul valore delle reti d’impresa.
Indagine 1999-2008. Ha coperto l’universo delle manifatturiere del Nord Este definite nella classe 50-499 dipendenti e 15-330 milioni di euro di fatturato: sono state inidividuate 1461 società dell’area Nord orientale. La maggior concentrazione di medie imprese si ha in Veneto (48%) e in Emilia Romagna (39%) Quelle della provincia di Udine sono 48. Lo sviluppo del valore aggiunto delle medie imprese del Nord Est è stato del 43% nel decennio, di poco superiore alla media nazionale (+40%), in cui però brilla particolarmente il Friuli Vg con un +60,7% e soprattutto la provincia di Udine, con un 65,5%. Lo sviluppo per le grandi imprese, nello stesso periodo, è stato negativo: le medie hanno saputo tenere e hanno perso meno rispetto alle grandi. La struttura finanziaria resta molto solida, con il patrimonio netto che supera gli impieghi in attivi immobilizzati e contribuisce al forte saldo attivo delle partite correnti. Il ricorso alla Borsa resta però trascurabile. Il rendimento del capitale (roi) investito nelle medie imprese del Nord Est nel 2008 è stato pari al 9,1% contro l’8,5% dei gruppi maggiori italiani. La tassazione continua a essere punitiva, con un’aliquota media nel 2008 pari al 38% per le medie imprese italiane contro il 28% delle grandi imprese italiane e il 24% delle maggiori multinazionali europee. L’Irap colpisce il reddito e rappresenta un grande peso per le medie imprese, che puntano al made in Italy e hanno personale altamente qualificato.
Dinamica congiunturale recente Ha completato il quadro fornito dall’analisi dei bilanci e si è basato su un campione rappresentativo delle medie imprese del Nordest, intervistate attraverso un’indagine effettuata nel marzo di quest’anno. Le medie imprese, dopo le difficoltà riscontrate nel biennio 2008-2009, hanno ulteriormente accresciuto la propensione all’export (il 63% delle medie imprese del Nord Est esporta contemporaneamente su almeno un mercato Ue e su uno extra-Ue), tanto che la quota di aziende esportatrici è passata dall’85% del 2009 al 95% del 2011. Anche se, ha ricordato il professor Miani, «le nostre aziende sembrano ancora troppo concentrate su Paesi tradizionali, come la Germania, verso cui le prospettive di crescita non sono elevate. Manca ancora – ha precisato – la forza o la volontà di affrontare nuovi mercati stimati in maggiore sviluppo». Secondo l’indagine presentata da Mauriello, per quest’anno prevale la convinzione che le vendite all’estero cresceranno a buon ritmo (lo prevede il 60% delle medie imprese) e, allo stesso tempo, riprenderà vigore il mercato domestico (lo attende il 41% di medie imprese). Le imprese investitrici aumentano dai tre quarti del 2008-2009 al 96% del 2010 e in 86 casi su 100 si è deciso di investire in Ict. In miglioramento il rapporto delle medie imprese con il sistema bancario (la percentuale di medie imprese del Nord Est che ha evidenziato difficoltà di accesso al credito nel 2010 si è ridotta al 20% contro il 22% del 2009), tuttavia il 38% delle aziende segnala un peggioramento dei tempi di pagamento dei clienti: solo il 12% vede infatti i propri crediti saldati entro 60 giorni. Il 49% riceve quanto le spetta oltre i 90 giorni. Per dare un’iniezione di “qualità” alle proprie produzioni, le medie imprese hanno puntato principalmente su assunzioni qualificate di professioni tecniche e su operai specializzati. Questo processo di innalzamento qualitativo del personale e di riorganizzazione interna ha portato il 31% delle medie aziende a maturare l’intenzione di riportare all’interno fasi di lavorazione prima affidate all’esterno, e un ulteriore 81% ha intenzione di concentrarsi maggiormente su attività strategiche di sviluppo dei prodotti. (fonte: cciaa udine)

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