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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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11.000 rifugiati siriani pesantemente colpiti dalla tempesta “Norma”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2019

In seguito alla forte tempesta “Norma” – che ha colpito il Libano il 6 gennaio scorso, 151 insediamenti per rifugiati siriani, che ospitavano 11.000 persone, sono stati pesantemente colpiti. Fra questi rifugiati, un bambino risulta disperso.Alcune regioni del paese sono state colpite da inondazioni, erosioni o abbondanti nevicate, che hanno avuto un forte impatto sui rifugiati siriani in Libano. A causa delle condizioni meteorologiche estreme, ulteriori 850 siti, che ospitano in totale 70.000 rifugiati, sono a rischio.L’UNICEF e i suoi partner stanno lavorando a stretto contatto con le municipalità interessate per ridurre l’impatto della tempesta sui rifugiati, soprattutto sui bambini. La risposta dell’UNICEF include, fra l’altro, la fornitura di kit per l’inverno, kit igienici, coperte e teli di plastica alle famiglie colpite.

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Norma “Tagliabusiness” immigrati

Posted by fidest press agency su domenica, 28 Mag 2017

meloni“Con l’approvazione della norma ‘Tagliabusiness’ l’Italia colloca finalmente un importante ostacolo al business dell’immigrazione. Grazie a Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni chi lucra sull’invasione dovrà finalmente dimostrare come spende i soldi pubblici ricevuti. E’ stata una battaglia lunga otto mesi, abbiamo vinto”. Giovanni Donzelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia e promotore dell’iniziativa sulla “Tagliabusiness” commenta con soddisfazione l’approvazione in commissione alla Camera dell’emendamento presentato dal leader del partito. “Abbiamo raccolto lo spunto di alcune associazioni no-profit che si occupano in modo serio e responsabile dell’accoglienza immigrati e mal sopportano, dunque, una normativa che premia i furbi e penalizza chi è trasparente – sottolinea Donzelli – un sistema che fino ad oggi ha consentito alle cooperative e agli altri soggetti di incassare fiumi di denaro pubblici, senza il bisogno di alcuna rendicontazione, che ha prodotto un meccanismo senza scrupoli per lo sfruttamento della tratta degli esseri umani”. “Dopo il lancio avvenuto a settembre in Toscana con una proposta parlamentare di iniziativa regionale – spiega Donzelli – abbiamo portato la proposta in tutta Italia, depositandola in quasi tutte le Regioni. Giorgia Meloni instancabilmente l’ha presentata sotto ogni possibile forma alla Camera, mentre decine di migliaia di italiani la firmavano sul sito http://www.leggeimmigrati.it”.”Non siamo urlatori irresponsabili che soffiano sulle paure – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia – abbiamo dimostrato che siamo gli unici capaci di lavorare per portare ad un cambiamento tangibile. Dopo la sua approvazione finale in aula vigileremo perché al provvedimento venga data concreta attuazione e per scongiurare ogni scappatoia – conclude Donzelli – siamo convinti che fermare il business dell’accoglienza potrebbe rallentare anche la corsa delle navi Ong all’importazione di clandestini in Italia”.

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Edilizia scolastica: altissimo il numero di istituti non a norma

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

scuola-montagna-pianoTorino 22 marzo 2017 dalle ore 8.30 alle 18.00, presso lo STARHOTELS MAJESTIC, in Corso Vittorio Emanuele II, 54 convegno “Le tre R della Dirigenza. Rischi, responsabilità, retribuzioni”.Nel corso del convegno, si parlerà, tra l’altro, dei crescenti carichi di lavoro, delle responsabilità enormi, degli spostamenti continui per raggiungere plessi e sedi scolastiche, aggravati dalla riforma Renzi-Giannini, sempre in cambio di buste paga irrisorie. A Torino, saranno presenti, tra gli altri, lo stesso ingegner Natale Saccone, esperto di sicurezza; Max Bruschi, ispettore Miur e docente accademico di diritto e legislazione scolastica, che si soffermerà sulla valutazione dei dirigenti scolastici; l’esperto in relazioni sindacali, Pietro Perziani; il segretario organizzativo Confedir Marcello Pacifico, gli avvocati della rete legale, dirigenti in servizio delle rispettive regioni. La partecipazione è gratuita e riconosciuta dal Miur ai fini della formazione e dell’aggiornamento dei dirigenti scolastici.
Il Governo Renzi avrebbe stanziato tre miliardi e mezzo per l’edilizia scolastica, ma la maggior parte dei 42.292 edifici scolastici italiani rimangono vetusti e non a norma. Lo ha detto l’ingegner Natale Saccone, nel corso degli incontri organizzati in questi giorni dall’Udir, il neonato sindacato dei dirigenti scolastici: l’esperto di sicurezza scolastica ha messo a nudo le troppe criticità che caratterizzano le nostre scuole sul fronte della valutazione dei rischi e della mancanza di misure da adottare per un’adeguata prevenzione e protezione, anche antincendio.Numeri aggiornati alla mano, Saccone ha spiegato che è sul fronte della certificazione degli edifici scolastici funzionanti che c’è più da preoccuparsi: il piano di emergenza e il documento di valutazione del rischio, sono stati riscontrati con certezza da meno di tre scuole su quattro (rispettivamente 73% e 72%); il certificato di collaudo statico, da una su due (49%); quello di agibilità-abitabilità e di omologazione alla centrale termica, da una su tre (39%); la certificazione della prevenzione incendi in corsi di validità, è presente appena in un’istituzione scolastica su cinque (21%); il nulla osta provvisorio, sempre di prevenzioni incendi, in una scuola su sei (16%). Sul certificato di collaudo dell’impianto di spegnimento, infine, siamo messi malissimo, perché ben il 91% degli istituti non ne è in possesso.L’esperto di sicurezza ha anche ricordato che il 50 per cento dei nostri edifici scolastici è stato costruito prima del 1971, quando la normativa in materia era decisamente meno stringente di oggi. Ma soprattutto, quello fu anche l’anno in cui entrò in vigore la normativa sul collaudo statico degli edifici. Il risultato è che, con il cambio di normativa e il logorio delle strutture, oggi dei 42.292 edifici scolastici esistenti, ben 8.450 risultano privi di attività scolastica, perché in ristrutturazione, in costruzione o dismessi. Ci sono delle Regioni in cui il numero di edifici scolastici non attivi, per vari motivi, supera abbondantemente quello delle strutture dove si fa normale didattica: in Sardegna, ad esempio, sono 1.615 gli edifici dove non si fa a scuola ed appena 326 quelli dove si fa lezione. Anche in Sicilia c’è poco da stare contenti: a fronte di 1.680 strutture scolastiche operanti, ve ne sono altre 2.580 non attive. È una realtà che stride con altre regioni: ad esempio, il Piemonte annovera 3.112 scuole attive ed appena 3 che non lo sono.
“Nel frattempo – dice Marcello Pacifico, segretario organizzativo della Confedir, cui aderisce Udir – la legge è diventata sempre più severa verso i dirigenti scolastici: solo qualche giorno fa, una preside di Marsala è finita addirittura a processo e da aprile dovrà difendersi da dieci casi d’imputazione. È chiaro che non possono pagare per colpe non loro. Viene poi da chiedersi per quale motivo un docente dovrebbe lasciare l’insegnamento per sobbarcarsi delle responsabilità prorompenti, in cambio di poche centinaia di euro in più al mese rispetto alla busta paga che percepirebbe rimanendo dietro la cattedra. Si tratta di una incongruenza presente solo nella scuola pubblica italiana: in qualsiasi altro comparto, infatti, il passaggio alla dirigenza comporta un incremento stipendiale almeno doppio rispetto al ruolo non dirigenziale. Per questo motivo è nato l’Udir: così non si può andare avanti”.

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Rotary all’opera: oltre 200 rotariani da tutta Italia per la Norma

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2016

rotarianiMacerata, 24 luglio – Per il 16° anno consecutivo il Rotary Club di Macerata centra l’obiettivo di far conoscere lo Sferisterio e il Macerata Opera Festival e, attraverso la stagione lirica, promuovere la città, la sua immagine e la sua economia. Oltre duecento rotariani provenienti da tutta Italia – da Treviso a Reggio Calabria, in rappresentanza di 37 Club – hanno raggiunto Macerata per assistere alla Prima di Norma all’Arena ieri sera. Hanno così avuto l’occasione di apprezzare la città e i suoi tesori, contribuendo col loro soggiorno a far registrare il tutto esaurito negli hotel del territorio. “Lo Sferisterio è uno strumento straordinario che coniuga la quintessenza della cultura italiana con la possibilità di ricadute concrete per la nostra provincia”, ha sottolineato il presidente Marco Meldolesi, che individua in Rotary all’Opera un’azione cardine del suo anno sociale. E ha aggiunto: “Siamo già al lavoro per l’anno prossimo: il tema della 53a stagione del Macerata Opera Festival è l’Oriente e noi stiamo mettendo in campo un progetto che, attraverso il coinvolgimento della rete mondiale dei Club Rotary, porti allo Sferisterio rotariani anche dall’estero”. Prima di assistere all’opera di Vincenzo Bellini, Palazzo Buonaccorsi ha ospitato uno speciale pre-opera organizzato dal Rotary Club di Macerata: presenti il Governatore del Distretto 2090, Paolo Raschiatore, il presidente di Anffas Macerata, Marco Scarponi, e la governatrice distrettuale Inner Wheel 209, Maria Pia Luchetti Pietroni, hanno portato il loro saluto il direttore artistico del Macerata Opera Festival, Francesco Micheli, il sovrintendente, Luciano Messi, il presidente dell’associazione Sferisterio e sindaco di Macerata, Romano Carancini, e il vicesindaco e assessore alla cultura Stefania Monteverde.”Quello fra lo Sferisterio e il Rotary è un rotariani1rapporto antico, ma questa serata è un segnale fortissimo perché è anche su questo tipo di attaccamento all’Arena che costruiamo il nostro futuro”, ha dichiarato Messi. “Con Rotary all’opera – ha proseguito – si concretizza il gruppo organizzato più numeroso di questa 52a edizione e, insieme al progetto dei Cento Mecenati lanciato proprio in collaborazione col Club service alcuni mesi fa, il successo di questa iniziativa ci fa pensare a sviluppi futuri”. Ha dichiarato Micheli: “È splendido avere con noi amici che vengono da tutta Italia per il piacere di vivere l’esperienza di Macerata, perché dall’evento a Palazzo Buonaccorsi allo spettacolo di Norma all’Arena, ciò che conta davvero è l’incontro, lo stare insieme: è questo il senso di andare all’opera”.Il collante è lo spirito di servizio, ha evidenziato il sindaco Carancini, ricambiando l’affetto dimostrato per Norma e la stagione lirica maceratese dai tanti soci Rotary radunati nella meravigliosa cornice del Buonaccorsi. Un ringraziamento speciale è stato rivolto, oltre che al presidente del Club, Marco Meldolesi, a Giorgio Piergiacomi, per il ruolo che svolge in qualità di presidente del Collegio dei revisori dei conti dell’associazione Sferisterio.
Fra gli intervenuti alla serata, anche il soprano Wilma Vernocchi, socio onorario del Rotary Club di Forlì. Vincitrice di un concorso lirico nel 1966 al Lauro Rossi, si esibì allo Sferisterio nel ruolo di Micaela nella Carmen del ’74 con Franco Corelli e Grace Brumby. “Sono felice di rivivere quei meravigliosi ricordi”, ha raccontato la Vernocchi. Nelle foto di Luna Simoncini un gruppo di rotariani nella sala dell’Eneide di Palazzo Buonaccorsi. (Foto: rotariani)

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In scena la Norma di Bellini

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

normaPadova. Venerdì 16 ottobre 2015, ore 20.45, e domenica 18 ottobre 2015, ore 16.00, andrà in scena al Teatro Giuseppe Verdi di Padova un innovativo allestimento di Norma di Vincenzo Bellini, tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani tratto dalla tragedia omonima di Alexandre Soumet, andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 26 dicembre 1831.
L’opera è in cartellone per la Stagione Lirica di Padova 2015, organizzata dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e realizzata grazie al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il sostegno della Regione Veneto e il contributo della Fondazione Antonveneta.Il capolavoro belliniano sarà proposto in un allestimento di grande interesse realizzato nel 2005 per il Teatro Carlo Felice di Genova dal regista e visual director Paolo Miccichè che arriva a Padova dopo una lunga attività internazionale come regista e visual director specializzato nell’applicazione teatrale delle nuove tecnologie visive, linguaggio che per primo ha portato in Italia nel luglio 1999 all’Arena di Verona.Le proiezioni dinamiche e i cangianti piani visivi di Paolo Miccichè avvolgeranno completamente i personaggi dell’opera trasportandoli in un mondo onirico in cui si potranno scorgere i temi principali dell’opera: la lacerazione di Norma, divisa tra il suo ruolo di sacerdotessa e l’amore tradito per il nemico Pollione, la speranza infranta di riuscire a comporre un’identità minata da un ineludibile rapporto di subordinazione, il tentativo di infanticidio e infine il suicidio come sola via d’uscita da un conflitto identitario insostenibile.
“Da una ventina d’anni – ha spiegato il regista – porto avanti questo tipo di ricerca che a mio parere è l’unica possibile nei grandi spazi dove l’ipertrofia del gesto non è sufficiente a coinvolger spettatori spesso molto distanti dal palco. Nei teatri tradizionali permette invece di ottenere un legame più stretto fra la musica, il canto e il contesto visivo, come del resto lo erano le agili telette che nei secoli passati mutavano contesto in pochi secondi. Queste considerazioni valgono particolarmente in “Norma” in cui non esiste un vero e proprio dramma perché l’elemento portante è la pura vocalità. L’evanescenza della nostra lettura, una scenografia fatta di luce e di grafia proiettata eppure suggestiva, consente di lavorare ancor più sull’espressività del canto, cercando risonanze anche solo formali tra la musica e la visualità”.
Il cast, di altissimo livello, vede impegnata nel ruolo di Norma il soprano spagnolo Saioa Hernández, allieva di Monserrat Caballé, che ha fatto il suo debutto in Italia proprio con il ruolo di Norma al Teatro Massimo Bellini di Catania, al fianco del tenore Gregory Kunde (Pollione). Accanto a lei sul palcoscenico tre giovani vincitori del Concorso Lirico Internazionale “Iris Adami Corradetti”: il tenore Luciano Ganci, finalista al XXV Concorso Internazionale Iris Adami Corradetti nel 2010, dopo la fortunata esperienza dello scorso anno come Pinkerton in Madama Butterfly, vestirà i panni di Pollione, il giovanissimo basso rumeno, messinese di adozione, Cristian Saitta, secondo classificato nell’edizione 2012 sarà Oroveso e il mezzosoprano bresciano Annalisa Stroppa, terza classificata nell’edizione 2009, interpreterà il ruolo della giovane sacerdotessa Adalgisa, la “rivale-amica” di Norma.Completano il cast il tenore Antonello Ceron nel ruolo di Flavio ed il mezzosoprano friulano Alessia Nadin in quello di Clotilde.Sul podio dell’Orchestra di Padova e del Veneto, il M. Tiziano Severini, ospite di prestigiosi festival, con all’attivo produzioni teatrali di livello internazionale e collaborazioni con interpreti quali Luciano Pavarotti, Raina Kabaivanska, Mirella Freni, Nicolai Ghiaurov, Roberto Alagna.Alla compagine orchestrale si affiancherà il coro Città di Padova diretto dal M. Dino Zambello.
La Stagione Lirica di Padova continua domenica 27 dicembre, ore 18.00 e martedì 29 dicembre, ore 20.45, con Aida di Giuseppe Verdi con la regia di Franco Zeffirelli ripresa di Stefano Trespidi. L’orchestra Filarmonia Veneta ed il coro Li.Ve., preparato dal M. Giorgio Mazzucato, saranno diretti dal M. Marco Boemi.
Il costo del biglietto è di euro 70,00 intero (euro 65,00 ridotto) in platea e in prima fila di palco pepiano e di palco 1°ord., euro 67,00 intero (euro 62,00 ridotto) in seconda fila di palco Pepiano e 1°ord., euro 60,00 intero (euro 55,00 ridotto) in prima fila di palco 2°ord., euro 57,00 intero (euro 52,00 ridotto) in seconda fila di palco 2°ord., euro 30.00 intero (euro 28,00 ridotto) in galleria e si potrà acquistare presso la biglietteria del Teatro Verdi(via Livello, 32 – Padova), nei seguenti orari: lunedì dalle 15.00 alle 18.30, da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30 e sabato dalle 10.00 alle 13.00. Nei giorni di spettacolo la biglietteria apre un’ora prima dell’inizio. (foto: norma)

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Giornata di Studio AICT Tutela della privacy 2.0:cooperazione tra tecnologia e diritto

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2015

tutela della privacyMilano. 11 giugno 2015 Aula Magna Politecnico di Milano – Piazza Leonardo da Vinci 32 Recenti sviluppi delle Tecnologie dell’Informazione e delle Comunicazioni (ICT) applicate all’internet hanno resa inadeguata la regolamentazione vigente per quanto riguarda la tutela della privacy. Pur essendo il tema largamente dibattuto e oggetto di attività regolatoria, esso non sembra avere lo stesso livello di priorità (in particolare da parte dei nativi digitali) rispetto ad altre tematiche poste dalla rete, come il diritto all’accesso. Social Media, Motori di Ricerca e Servizi Cloud emergono fra i maggiori responsabili tecnologici del gap regolatorio in tema di privacy. Essi pongono il Diritto di fronte a nuove sfide dettate da nuove esigenze. Quella di garantire la tutela della privacy nel corretto equilibrio con i diritti di accesso all’informazione e di comunicazione volontaria d’informazioni proprie. Quella di adeguarsi alla natura globale della rete e all’ubiquità dell’informazione, superando i confini nazionali con una normativa multinazionale. Infine quella di predisporsi ai prevedibili ulteriori sviluppi tecnologici.
La ricerca tecnologica a sua volta ha davanti a sé la sfida di fornire nuovi strumenti utili a tutelare la privacy, consentendo allo stesso tempo il corretto equilibrio citato, e a facilitare contestualmente sia la regolamentazione, sia lo sviluppo di nuove aree di business legate al trattamento dei dati personali. Sicurezza informatica, autenticazione, oblio dei dati, trasmissione sicura, tracciabilità, storage, sono aree nelle quali l’innovazione tecnologica è attesa fornire nuove efficaci soluzioni di supporto ai diritti.Lo stesso Mercato Unico Digitale dell’UE non può prescindere dall’adeguamento delle normative in quest’area. Il trattamento dei dati personali e la revisione della direttiva e-privacy sono oggetto di una delle 16 azioni chiave della strategia per il DSM, recentemente annunciata dal Presidente Juncker e all’ordine del giorno della prossima riunione del Consiglio Europeo.
Andrea Penza, Presidente di AICT, ritiene che “la pubblicazione della strategia comunitaria sul Digital Single Market, avvenuta lo scorso 6 Maggio, abbia dato un contributo altamente significativo e creato condizioni favorevoli per incentivare lo sviluppo dei nuovi mercati digitali. Si parla di 415 miliardi di Euro l’anno e centinaia di nuovi posti di lavoro, certamente ossigeno per l’economia europea, ancora sofferente e fortemente legata a “format di business” non del tutto rispondenti ai nuovi paradigmi innovativi.
In particolare ci si aspetta a breve una maggiore consapevolezza sulla necessità di accedere a beni e servizi digitali in tutta Europa, sia da parte di aziende che dei cittadini in modo che la potenzialità di crescita dell’economia digitale possa svilupparsi pienamente.
Evidentemente è assolutamente necessario che Istituzioni, Autorità, aziende ed Associazioni di categoria facciano la loro parte per facilitare la creazione di un contesto favorevole e parità di condizioni per un corretto sviluppo delle reti digitali e dei servizi innovativi”.La Giornata di Studio si propone di evidenziare questi temi, di mettere a confronto su di essi Diritto e Tecnologia e di prospettare una collaborazione fra i due ambiti per individuare soluzioni condivise. Si articolerà in interventi di operatori nei due ambiti, che presenteranno i rispettivi punti di vista, le più recenti iniziative intraprese per far fronte alle problematiche di competenza, i prevedibili sviluppi sia normativi (il nuovo regolamento UE fra questi), che tecnologici, che di servizi e di business. Si concluderà con una tavola rotonda, che offrirà ai relatori e al pubblico un’occasione di confronto e di dibattito,nonché auspicabilmente di una sintesi condivisa sul da farsi.(foto: tutela della privacy)

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Scuola: edifici non a norma

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2013

Mettere subito in sicurezza il 68% delle scuole italiane. A chiederlo e’ il presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno. Infatti, secondo l”indagine del Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics elaborato per Contribuenti.it Magazine, in Italia solo il 43% delle scuole ha il certificato di agibilita’ statica, contro il 97% della Germania, il 94% della Francia, il 92% dell’Inghilterra, l’88% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 62% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 52% della Grecia che chiude la classifica. “Gli italiani vogliono sapere dove vanno a finire i soldi versati con le tasse. Serve maggiore trasparenza. – afferma Vittorio Carlomagno – Tre contribuenti su quattro chiedono di investire sulla sicurezza, sui giov ani e sulla pubblica istruzione affinche’ tutti gli edifici scolastici siano a norma ed antisismici”. Nel corso della manifestazione Fisco Tour 2013, giunta stamane a Lecce, il presidente Carlomagno ha ricordato che in Italia, due scuole su tre non sono a norma. Appena il 32% degli edifici, infatti, ha il certificato di agibilita’ statica, quello di agibilita’ igienico sanitaria, nonche’ il certificato prevenzione incendi. ”Basta con il teatrino della politica. Bisogna iniziare a risolvere i problemi di tutti i giorni. Il governo in carica deve dimostrare di saper spendere i nostri soldi in opere utili, riconquistando la fiducia dei contribuenti italiani. I dati statistici – conclude Carlomagno – dicono che solo un cittadino su cinque capisce perche’ paga le tasse. Solo con la tax compliance si puo’ combattere l’evasione fiscale”.

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Terremoto: 2 scuole su tre non a norma

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Mag 2012

Mettere subito in sicurezza il 66% delle scuole italiane. Lo chiede Contribuenti.it – Associazione dei contribuenti italiani, dopo l’evento sismico che ha colpito l’Emilia Romagna. In Italia, secondo lo studio di KRLS Network of Business Ethics redatto per conto di “Contribuenti.it Magazine”, solo il 45% delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 97% della Germania, il 94% della Francia, il 92% dell’Inghilterra, l’88% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 62% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 52% della Grecia che chiude la classifica. “Prima di chiedere ulteriori sacrifici economici ai contribuenti bisogna far comprendere agli italiani come vengono spesi i loro soldi. Tre contribuenti su quattro chiedono di investire sulla sicurezza, sui giovani e sulla pubblica istruzione affinché tutti gli edifici sc olastici siano a norma ed antisismici” afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani. Nel corso della presentazione della kermesse Fisco Tour 2012 tenutasi stamane a Sorrento, il presidente Carlomagno ha denunciato che in Italia, due scuole su tre non sono a norma. Appena il 34% degli edifici, infatti, ha il certificato di agibilità statica, quello di agibilità igienico sanitaria, nonché il certificato prevenzione incendi. “Basta con il teatrino della politica. Bisogna iniziare a risolvere i problemi di tutti i giorni. Il governo tecnico deve dimostrare di saper spendere i nostri soldi in opere utili, riconquistando la fiducia dei contribuenti italiani. I dati statistici – ricorda Carlomagno – dicono che solo un cittadino su quattro capisce perché paga le tasse. Solo con la tax compliance si può combattere l’evasione fiscale”. (Associazione Contribuenti Italiani)

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Garattini: norma su equivalenti legittima

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2012

La norma che obbliga i medici a indicare in ricetta l’esistenza del farmaco equivalente ha fatto discutere parecchi interlocutori delle parti interessate. Ma dal punto di vista del farmacologo Silvio Garattini direttore dell’Istituto Mario Negri, si tratta di una norma legittima: «Il Servizio sanitario nazionale ha il diritto di richiedere al personale medico di preferire i farmaci equivalenti a causa del loro basso costo». E aggiunge: «In Italia i farmaci equivalenti sono stati introdotti con ritardo rispetto ad altri Paesi. L’industria farmaceutica è ovviamente interessata a screditare i farmaci equivalenti perchè abbassano il prezzo ed erodono il mercato dei prodotti con il marchio. Ma il cittadino deve sapere che i farmaci equivalenti sono controllati e può evitare di pagare la differenza di prezzo fra il farmaco con il marchio ed il farmaco equivalente». Anche Giorgio Foresti presidente di AssoGenerici, si esprime a favore del farmaco equivalente e della norma. E risponde alle preoccupazioni di Lucia Aleotti, vice presidente di Farmindustria, che sostiene la difficoltà a «competere all’infinito con i costi e con i prezzi dei prodotti che arrivano dai paesi emergenti», sottolineando i vantaggi che ci potranno essere per il sistema industriale italiano che non verrrà penalizzato: «La norma inserita nel Dl Liberalizzazioni non farà altro che rafforzare e innescare la crescita di un settore che da solo ha garantito in media oltre 300 milioni di euro l’anno di risparmi al SSN per il solo fatto di esistere e creare concorrenza». Dal canto loro, i medici riconoscono il valore dei i farmaci a brevetto scaduto come «una grande risorsa per la cura dei pazienti cronici» ma, come commenta Fiorenzo Corti, segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) della Lombardia «Riteniamo però che quel prodotto che il medico di famiglia prescrive al paziente debba essere proprio quello che il paziente riceve dal farmacista». Corti ribadisce, così, «un atto di autonomia prescrittiva e responsabilità professionale che il medico ha il diritto e dovere di difendere. Perciò inizieremo un percorso di sensibilizzazione dei nostri medici affinché appongano sulle prescrizione la dizione “non sostituibile”».(fonte farmacista33)

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Ritirata norma salva Fininvest

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

“In merito al fatto che il presidente del Consiglio abbia fatto dietrofront sulla norma salva Fininvest, ideata per sospendere l’esecutività dei risarcimenti che avrebbe evitato all’azienda Berlusconi di versare alla Cir di De Benedetti 750 milioni di euro, inserita nella manovra finanziaria, è palesemente riscontrabile un nuovo agguato alla Giustizia”. Indignazione e disappunto traspaiono dalle parole di Oscar Tortosa, responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti, sul declino dell’ultima trovata ad personam del Cavaliere. La norma cosiddetta pro-Fininvest, è stata ritirata con una breve nota dello stesso Berlusconi, che, nonostante la marcia indietro, ha tenuto a ribadire la legittimità del provvedimento, in quanto giusto e doveroso. “Che il premier sia stato costretto a ritirare la norma – osserva l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, testimonia non di certo la sua bontà e correttezza. E’ chiaro agli occhi di tutti gli italiani il principale obiettivo del presidente del Consiglio: tutelare i propri interessi. Di fronte ad un Paese in balìa del disastro economico, ad un tasso di disoccupazione impressionante, ad una Finanziaria che la fa pagare a pensionati e dipendenti statali, spero che il governo si renda conto della sua incompetenza e si dimetta. Io non so cosa sia giusto o meno – conclude Tortosa -, ma di certo vedere un capo di governo che pensa ad elaborare leggi ad personam, poiché preso esclusivamente dai suoi problemi, non ci fa dormire sonni tranquilli”.

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Manovra: Ennesima norma ad aziendam

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

“Se le indiscrezioni che stanno circolando in queste ore, apparsa anche su un’autorevole testata online, relative ad una disposizione introdotta in manovra, che obbligherebbe il giudice a sospendere le pronunce di condanna superiori ai 20 milioni di euro, corrispondessero al vero, ci troveremmo di fronte all’ennesima vergognosa norma ad aziendam” lo dichiara in una nota l’on. Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo di IDV alla Camera. “A beneficiare, infatti, di questa disposizione potrebbe esserci anche Mediaset per il Lodo Mondadori, la cui sentenza è attesa per la fine della prossima settimana. Come diceva qualcuno, a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca, soprattutto con questo Governo. Mai, come questa volta, vorremmo essere immediatamente e tempestivamente smentiti da un’autorevole voce di governo” conclude Borghesi.

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Dal 21 giugno nuove norme a tutela dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Grande soddisfazione – dichiara Pietro Giordano Segretario Generale Vicario di Adiconsum – per l’entrata in vigore dal 21 giugno delle norme da tempo richieste dall’Associazione a tutela dei consumatori che acquistano una multiproprietà. Finalmente la normativa italiana si è adeguata alla direttiva europea del 2008.Adiconsum ricorda in un decalogo le nuove norme:
1. La tutela del consumatore si estende anche ai contratti multiproprietà con una durata minima di un anno. La precedente normativa prevedeva una durata minima di tre anni.
2. La tutela non riguarda solo i beni immobili (case, villette, ecc.), ma anche beni mobili (navi, roulotte, ecc.), se adibiti ad alloggi.
3. La nuova norma impone anche un’adeguata pubblicità per tutti i “contratti accessori” (contratti di finanziamento, pulizie, utilizzo impianti sportivi, ecc.) collegati alla multiproprietà.
4. Il diritto di recesso si esercita entro i 14 gg. successivi alla stipula del contratto (vecchia norma 10 gg.) e il formulario da utilizzare per tale recesso deve essere allegato al contratto e non può essere oneroso per il consumatore.
5. Se tale formulario non viene consegnato alla stipula del contratto il periodo di tempo per il diritto di recesso si allunga ad 1 anno e 14 giorni.
6. Il ripensamento diventa di 3 mesi e 14 gg. se mancano altre informazioni precontrattuali.
7. La rescissione del contratto multiproprietà comporta l’automatica rescissione di tutti i contratti accessori.
8. Non è possibile chiedere anticipazioni temporali di pagamento delle rate concordate nel contratto multiproprietà, né imporre versamenti non concordati.
9. È diritto del consumatore ricevere – almeno 14 prima della scadenza di pagamento – una richiesta scritta con l’importo esatto della rata da pagare. Il consumatore, dopo il pagamento di almeno due rate, può rescindere unilateralmente il contratto senza incorrere in penali.
Sono state inasprite le sanzioni amministrative, portando quelle pecuniarie sino a cinquemila euro e allungando la durata della sospensione del servizio fino a sei mesi.

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Passa la norma sul processo breve

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una legge salva-premier che blocca i lavori parlamentari”. Così Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, si pronuncia in merito all’emendamento Paniz quattro-bis sul processo breve, approvato ieri dalla Commissione Giustizia della Camera.  “È ovvio che il presidente del Consiglio non se ne possa occupare – evidenzia l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, impegnato com’è sul fronte giudiziario,  ma le priorità del Paese sono evidentemente altre. C’è da chiarire la posizione nazionale sul fronte libico, c’è una crisi economica che continua a travolgere qualsiasi sorta di settore occupazionale, senza dimenticare le riforme strutturali che risultano fondamentali per il rilancio del Paese”. Maurizio Paniz sostiene la validità del suo provvedimento, dichiarando che con esso non intende risolvere i problemi giudiziari del capo di Governo. “Il lavoro non può che essere funzionale alle esigenze del premier – conclude Girlando -, dal momento che Paniz rientra nell’elenco di coloro che, essendo nominati, non  rispondono ai cittadini, ma esclusivamente a Silvio Berlusconi. L’invito che rivolgo al presidente del Consiglio è quello di dimettersi e presentarsi presso il tribunale di Milano per risolvere le sue beghe giudiziarie”.

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Secondo natura o contro?

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

Lettera al direttore Per me che non sono uno scienziato, definire sempre e con esattezza quali azioni umane siano secondo natura e quali contro natura, è impresa ardua. Però, poiché m’intendo un poco di religione e di morale, trovo assurdo stabilire la norma: naturale = morale; innaturale = immorale. Mangiare un piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino a mezzanotte, quando il nostro fisico non ha per niente bisogno, è secondo natura oppure contro natura? Dovrebbe essere contro natura. Nessuno però si sogna di affermare che è azione immorale. Così come nessuno si sogna di sostenere che sia immorale fumare ogni tanto una sigaretta. Desiderare ardentemente di unirsi alla persona amata, ma astenersi dall’amplesso per non procreare, dovrebbe essere contro natura.  Decidere di restare vergini per tutta la vita, pure dovrebbe essere contro natura. Però la  Chiesa Cattolica consiglia di astenersi dall’amplesso nei periodi fecondi al fine di una maternità e paternità responsabili (cf Catechismo, n. 2370). E considera una virtù la verginità (cf Catechismo, n. 1618). Se poi andiamo al n. 2357 del Catechismo, vediamo che gli atti d’omosessualità sono immorali poiché “contrari alla legge naturale”. Un bel pasticcio! Alle volte gli atti contro la legge naturale sono considerati morali, altre  volte immorali. E la masturbazione, condannata dalla Chiesa? Secondo natura o contro natura? E l’atto nefando, riprovevole, senza dubbio immorale, dello stupro? Secondo natura o contro natura? Va contro la persona, però in qualche modo va a vantaggio della specie. Insomma, mi sembra troppo chiaro che non possiamo giudicare la moralità di un atto in base al fatto che vada contro la legge naturale, oppure l’assecondi.(Attilio Doni Genova)

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Milleproroghe: no a norma ad bancam

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

“Italia dei Valori contrasterà in tutti i modi una norma “ad bancam”, presentata sotto forma di emendamento al decreto Milleproproghe in discussione al Senato. Si tratta di un tentativo di legalizzare la possibilità che le fondazioni bancarie possano sottoscrivere capitale delle banche Popolari  portandolo fino al 5% rispetto al limite attualmente previsto (0,5%)”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Antonio Borghesi ed Elio Lannutti, capogruppo Idv in Commissione Finanze al Senato. “Si tratterebbe – spiegano i due dipietristi – di una norma scritta solo per agevolare una pura operazione di potere del sindaco di Verona Tosi e del Presidente della Fondazione Cariverona Biasi. Il primo per mettere le mani sul Banco Popolare ed il secondo che vuol cambiare lo Statuto della Fondazione, essendo sotto processo per reati fallimentari che, in caso di condanna, lo obbligherebbero alle dimissioni. L’operazione è anche priva di vantaggi economici per la Fondazione, che sarebbe costretta a vendere a prezzi attuali l’1% delle azioni Unicredit in suo possesso, con una fortissima perdita che non potrebbe che ricadere sulla futura capacità di intervento in campo e economico,  sociale e culturale nei territori del Veneto occidentale”.

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Sicurezza: è legge lo “sfolla carceri”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Il provvedimento contenente misure deflattive per il sovraffollamento delle carceri, terzo pilastro del piano straordinario varato dal governo alcuni mesi fa, è diventato legge. Il Parlamento, infatti, ha dato il via libero definitivo alle norme che consentono ai detenuti di scontare ai domiciliari l’ultimo anno di pena. Spetta al magistrato il controllo dei presupposti per la concessione della misura alternativa al carcere. La norma non si applica ai delinquenti socialmente pericolosi, abituali, o sottoposti a regime di sorveglianza particolare. Quando la pena detentiva da eseguire non è superiore a dodici mesi, il pubblico ministero, sospende l’esecuzione dell’ordine di carcerazione e trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza affinchè disponga che la pena venga eseguita presso il domicilio. Se il condannato è già detenuto, la pena detentiva non superiore a dodici mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, è eseguita presso il proprio domicilio.
Ad esclusione di alcuni casi: se esiste la possibilità che il condannato possa fuggire o commettere altri reati o quando il domicilio non risulti idoneo e effettivo anche rispetto alla tutela delle persone offese dal reato. Rimangono inoltre esclusi i delinquenti socialmente pericolosi, abituali, professionali e quelli sottoposti a regime di sorveglianza particolare. Spetta al magistrato di sorveglianza il controllo dei presupposti per la concessione della misura alternativa. – Nel caso di condannato tossicodipendente o alcol dipendente sottoposto ad un programma di recupero o che ad esso intenda sottoporsi, la pena può essere eseguita presso una struttura sanitaria pubblica o una struttura privata accreditata.

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Agenda sindaco di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Roma 17/9/2010 ore 10: Palazzo Chigi Il sindaco, Gianni Alemanno, partecipa al Consiglio dei Ministri che ha all’ordine del giorno il decreto legislativo “disposizioni recanti attuazione dell’articolo 24 della legge n. 42 del 2009, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale”. Al termine, il Sindaco incontra i giornalisti.

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Intercettazioni rinviate a settembre

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

Se ne riparlerà alla ripresa dei lavori parlamentari dopo le ferie estive. E’ la grande novità dell’estate Scrive in proposito Massimo Donadi, parlamentare Idv: “Ci possiamo concedere il lusso di cantare vittoria, anche se, come diceva qualcuno, abbiamo vinto la prima battaglia e non la guerra ma è già uno straordinario segnale. E’ la dimostrazione che quando di fronte a noi c’è una grande battaglia di democrazia ci dobbiamo credere fino in fondo, perché le buone ragioni dell’opposizione, anche se minoritarie, sono sempre vincenti. E’ la prova che, quando l’opposizione, la società civile, i sindacati, le associazioni uniti in piazza ai semplici cittadini, fanno fronte comune e gridano forte, ad una voce sola, il rifiuto ad  ogni forma di autoritarismo mascherato, ad ogni prevaricazione subdola e strisciante, ad ogni atto di arroganza becero del potente di turno per coprire le sue malefatte e la sua spregiudicatezza politica e morale, si deve combattere. E’ la prova che quando in gioco c’è la difesa delle più elementari libertà dell’uomo che sono sacre e inviolabili, si può vincere. Non è finita qui. Per ora, abbiamo portato a casa un risultato straordinario che ci rende orgogliosi e soddisfatti. Abbiamo vinto la prima grande battaglia di democrazia, costringendo il governo ad una clamorosa sconfitta. Siamo ad un passo dalla Caporetto del Governo, alla Waterloo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sconfitto e umiliato, che subisce l’onta di dover rinviare il provvedimento sulle intercettazioni, che voleva tanto e subito, costretto ad ingoiare un rospo gigante, circostanza per lui inusuale.  Con il ddl intercettazioni, che rimane quello che è, ovvero una colossale, gigantesca, enorme abbaglio – ricordo qui solo per inciso la vergognosa abolizione della norma Falcone e quella antiweb che fanno inorridire – ci rivediamo a settembre, augurandomi con tutto il cuore che il rinvio di oggi sia il primo passo verso l’archiviazione definitiva di questo ennesima legge scellerata del Governo”.

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Opera: Norma

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Toronto July 30th Garden of the Consulate General of Italy  136 Beverley St.,  (Dundas entrance) Free admission  Subtitles in English Screening of  Norma by Vincenzo Bellini (Directed by Patrizia Carmine  – 2008 – 162 min.)  Starring: Daniela Dessi, Fabio Armiliato Gates will open at 7:00 p.m. with the screening beginning at dusk (around 9:00pm) Guests are invited to bring friends, family, blankets, and a picnic and are encouraged to dress in their  finest operatic picnic attire for an evening that promises to be full of culture and entertainment.  In case of rain or strong winds the screening is postponed to the evening of Sunday.

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Assunzioni invalidi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Una sentenza che farà discutere la n. 6017/2010 della Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, secondo il parere di Giovanni D’Agata – componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori – che se da una parte pone dei punti fermi sulla necessità di evitare lavori mortificanti per i diversamente abili, dall’altra introduce la possibilità di una limitazione del diritto al lavoro degli stessi. I giudici di piazza Cavour, infatti, con la decisione in oggetto riguardo al collocamento obbligatorio, delineano il principio secondo cui l’imprenditore può rifiutare l’assunzione del disabile se il profilo richiesto non è in linea con la qualifica del lavoratore.  Secondo la Cassazione, in particolare, la norma, la cui ratio parte dal presupposto di considerare l’invalido una «risorsa» per l’azienda al pari degli altri lavoratori e non un «peso», è tesa a fare sì che la collocazione di un diversamente abile nell’organizzazione aziendale «sia utile all’impresa e che nello stesso tempo, per consentire l’espletamento delle mansioni per le quali il lavoratore è stato assunto, non si traduca in una lesione della sua professionalità e dignità». Pertanto, «il datore di lavoro può legittimamente rifiutare l’assunzione non soltanto di un lavoratore» disabile «con qualifica diversa, ma anche di un lavoratore con qualifica “simile” a quella richiesta, in mancanza di un suo previo addestramento o tirocinio da svolgere secondo le modalità previste dall’art. 12 della legge 68 del 1999» norma regolatoria della materia del diritto al lavoro dei disabili. Gli ermellini hanno definito, quindi, il ruolo dei datori di lavoro nei confronti dei diversamente abili accogliendo il ricorso di una società di costruzioni romana alla quale nei giudizi di merito era stato imposto l’obbligo di assumere un lavoratore disabile inserito dalla Provincia nella lista dei lavoratori diversamente abili che la società avrebbe dovuto assumere come “manovale”. Qualifica non richiesta dall’azienda, alla quale occorrevano “operai specializzati”, e che per questo aveva rifiutato l’assunzione dell’invalido. Un comportamento che sei nei primi due gradi di giudizio era stato ritenuto illegittimo è stato poi sconfessato dai giudici di legittimità che interpretando la ratio della legge del ’99 hanno ritenuto che con la stessa «il legislatore con la legge ha inteso trovare un nuovo e più giusto equilibrio tra le aspirazioni dell’invalido ad un posto di lavoro, che sia più confacente alle proprie professionalità, e l’interesse dell’impresa ad un inserimento realmente proficuo dei lavoratori nella compagine aziendale». Secondo la Cassazione la nuova disciplina sul collocamento degli invalidi ha introdotto «un sistema che non vede nel disabile un soggetto avente diritto ad un posto in virtù di un intervento meramente assistenziale dello Stato, che sia volto ad addossare alle imprese la responsabilità finale della doverosa tutela di alcuni cittadini, ma che in un’ottica diversa individui nel disabile una risorsa per la stessa impresa assicurandogli nello stesso tempo una giusta collocazione in azienda funzionalizzata, nel pieno rispetto della sua personalità, ad attestarne le sue capacità professionali e la effettiva utilità delle sue prestazioni lavorative». La Cassazione ha puntualizzato che la nuova normativa ha posto un «radicale cambiamento» rispetto alle precedenti leggi in tema di collocazione dei diversamente abili ed ha introdotto nelle sue “linee guida” la «specificazione delle capacità tecnico-professionali di cui deve essere provvisto il disabile assumendo» perchè così si pone riparo alla «frequente insoddisfazione dei disabili per una collocazione mortificante perchè non di rado avvertiva come un peso da sopportare per non essere di alcuna effettiva utilità».

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