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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘normativa’

Nuova normativa che regolamenta il servizio di noleggio

Posted by fidest press agency su sabato, 25 maggio 2019

Il Presidente del Fai, Trasporto persone Alfonso Riva rende noto che: “Ieri mattina il Garante della Privacy ha risposto in merito alla questione di tutela dei dati personali nella nuova normativa che regolamenta il servizio di noleggio con conducente. In particolare, a destare la preoccupazione dell’Autorità è la modifica dell’articolo 11 della legge del 1992 che introduce “l’obbligo di compilazione e tenuta da parte del conducente di un foglio di servizio in formato elettronico”.
Nella segnalazione inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha scritto che: “Le modalità di redazione del foglio di servizio suscitano preoccupazioni sotto il profilo della protezione dei dati personali, in quanto i dati che devono esservi riportati consentono l’identificazione del soggetto che usufruisce del servizio di noleggio e la tracciabilità del percorso effettuato”.
Questa risposta del Garante è la conferma di quanto sia sbagliata questa legge. Una legge chiaramente fatta contro di noi e che mette a repentaglio migliaia di posti di lavoro. Ringraziamo chi, come l’onorevole Massimiliano Salini, si è interessato a questo problema e ci sta aiutando in questa partita sia in Italia che in Europa.”
http://www.faitrasportopersone.it

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Normativa per il funzionamento dei sindacati per la tutela e rappresentatività dei Carabinieri d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Il SIM CARABINIERI, scevro da condizionamenti esterni, in prossimità della chiusura della fase emendativa al PDL 875 Corda esprime massima fiducia ai parlamentari relatori in commissione su quello che sono le richieste emendative presentate nelle diverse modalità, tendenti ad ottenere una normativa adeguata ed attuale per il futuro funzionamento dei “sindacati” che dovranno occuparsi della Tutela e della Rappresentatività dei Carabinieri d’Italia. Appare impossibile ritenere che la nascente norma possa precludere ai Carabinieri i diritti che con la sentenza n.120/2018 della Corte Costituzionale sono stati definitivamente concessi dopo anni di privazione. E’ proprio per questi motivi non accetterà in alcun modo, categoricamente, nulla che possa continuare a ledere la libertà e la tutela di ogni Carabiniere. Uomini, donne, soldati, sbirri e servitori della
Patria, disposti a donare la propria vita affinché si possano continuare ad affermare i principi di onestà e legalità che contraddistinguono da oltre 200 anni l’Arma dei Carabinieri, patrimonio degli Italiani e del mondo intero. Il SIM Carabinieri si offre di continuare ad essere uno strumento di interfaccia con le parti politiche, come è stato fatto sino ad ora, affinché possano giungere ai citati parlamentari tutti i consigli e l’esperienza che ogni Carabiniere serba in se dopo decenni di “essenza”. L’attesa è lunga ed estenuante, ma con saggezza e calma, siamo certi che nessuno deluderà le nostre aspettative. (Il Segretario Generale Nazionale Antonio Serpi)

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Legambiente e Kyoto Club su normativa dell’end of waste

Posted by fidest press agency su sabato, 5 gennaio 2019

«La semplificazione del riciclo dei rifiuti urbani e speciali, la normativa sul cosiddetto end of waste, deve essere reale ed efficace, al contrario di quanto si stava facendo con la legge di bilancio approvata definitivamente nei giorni scorsi con l’intervento maldestro del Parlamento. Bene ha fatto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a stralciare quell’articolo dalla manovra economica per farlo tornare dove era stato inizialmente previsto, cioè nel Decreto Semplificazioni. Il nostro augurio è che ora non si facciano ulteriori pasticci nel passaggio parlamentare complicando il testo governativo sulle materie prime seconde che va, invece, nella direzione giusta».È l’appello lanciato dal presidente di Legambiente Stefano Ciafani e dal Vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante per tradurre finalmente in realtà la norma sull’end of waste sulle materie prime seconde, molte volte annunciata in questi mesi dal ministro dell’ambiente Sergio Costa.Da diversi anni l’Italia, infatti, non riesce a semplificare le operazioni di riciclaggio dei rifiuti come richiesto dall’Europa con le ultime direttive europee sul tema. La mancata emanazione di decreti sul fine vita dei rifiuti che dovrebbe rendere più semplici, solo per fare due esempi, il riciclo dei pannolini (l’unico impianto al mondo per trattare i pannolini e avviarli a recupero di materia è stato realizzato in provincia di Treviso ma è fermo perché manca la norma che dovrebbe emanare il ministero dell’Ambiente) o il granulato dei pneumatici fuori uso (manca da anni il decreto per riciclarli ad esempio nella produzione degli asfalti per le strade o nella realizzazione dei campi sportivi), sta creando un corto circuito che rischia di aumentare i flussi di rifiuti che vanno in discarica o negli inceneritori. Anche la chiusura del mercato cinese all’importazione dei rifiuti dall’estero, che spesso ha fatto emergere traffici illegali, ha di fatto ingolfato il mercato italiano e serve creare urgentemente il mercato interno dei prodotti riciclati che con i decreti “end of waste” sarebbe molto più rilevante nei numeri e nelle applicazioni.«Ci auguriamo che questa sia la volta buona per l’approvazione di una norma che faccia decollare definitivamente il riciclaggio dei rifiuti di provenienza domestica o produttiva come ci chiede il nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, grazie alla semplificazione dell’iter autorizzativo – aggiungono Ciafani e Ferrante –. Non c’è più tempo da perdere se vogliamo evitare la realizzazione di altri termovalorizzatori come paventato dal vicepremier Matteo Salvini. Una sciagura per l’economia circolare italiana che dobbiamo evitare rendendo più economiche le politiche di prevenzione, più semplici le operazioni di riciclo, costruendo tanti nuovi impianti industriali per il recupero di materia, a partire da quelli per la frazione organica dei rifiuti nei moderni digestori anaerobici per la produzione di biometano, e favorendo veramente, come previsto dall’obbligatorietà per legge dei criteri ambientali minimi nelle gare pubbliche d’appalto, i prodotti realizzati con materiali da riciclo».

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Scuola – Precariato: la Commissione UE indaga sulla correttezza della normativa nazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Il nostro Paese sotto la lente della Commissione di Bruxelles: sotto inchiesta, in particolare, sono finite la Legge 107/2015 e i suoi decreti attuativi sui concorsi riservati. Con tutto ciò che ne consegue a livello di giurisprudenza scolastica, già nel mirino della Cassazione. Il tutto si formalizza proprio mentre il Decreto Dignità in discussione presso la Camera potrebbe portare al licenziamento di 50 mila insegnanti, senza risolvere il problema della precarietà ed essere dichiarato illegittimo. Sotto l’analisi della Commissione UE, c’è innanzitutto il mancato risarcimento dovuto al personale di ruolo per l’abuso dei contratti a termine del personale scolastico durante le supplenze, ma anche le soluzioni disposte dalla legge 107/2017 in merito ai nuovi concorsi banditi per le sole scuole superiori, in assenza di ragione oggettive per evitare la reiterazione dei contratti a termine. L’art. 4 come innovato al Decreto Dignità estende il sistema dei concorsi riservati dalle superiori alla primaria, senza però dare una risposta chiara e immediata sugli organici, sul mantenimento in servizio del personale che ha superato l’anno di prova o di chi è stato chiamato a fare il supplente da anni attraverso lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento. Il sindacato Anief, pertanto, rinnova il suo appello ai parlamentari: occorre riaprire le graduatorie ad esaurimento per tutto il personale abilitato. Altrimenti a settembre la Corte di Giustizia europea potrebbe dichiarare illegittimi anche i nuovi interventi delle nostre Camere nelle cause Motter e Rossato.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il decreto dignità, per non avere problemi rispetto all’Adunanza plenaria di fine 2017, riesce a scontentare chi non era inserito in graduatoria, perché laureato in Scienze della formazione primaria o abilitato con il TFA o il PAS o all’estero dopo il 2012 ed è stato escluso dal 50% delle immissioni in ruolo che hanno visto 230 mila insegnanti assunti a costo zero, con il raffreddamento della carriera, negli ultimi sei anni. Ma ha dell’incredibile la decisione presa, sempre per decreto, del cambio di cattedra annuale di 100 mila insegnanti che, invece di essere stabilizzati oggi, potrebbero essere licenziati a breve. Nelle prossime ore si voterà non un emendamento, ma il riconoscimento della dignità di chi ha servito lo Stato per anni e che ora vorrebbe rientrare nelle nostre classi con dignità. Al Parlamento italiano la possibilità di non essere ripreso ancora una volta dall’Europa.

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Contratto: il Coisp alla FP denuncia niente soldi per la parte normativa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

“L’Avevamo già detto che questo rinnovo contrattuale sarebbe stato pessimo nei modi, nei tempi e nei risultati, e che sarebbe stato un pessimo affare per il Governo che ce lo ha imposto, a soli fini elettorali, e siamo stati facili profeti visto il risultato delle urne. Oggi questa coda contrattuale ci lascia ancor più perplessi, perché ci troviamo di fronte a numeri che dimostrano quanto sia letteralmente ridicolo lo stanziamento per la parte normativa, e che ci spingono pretendere che si chiarisca chi si assume la responsabilità politica di fronte a impegni assunti evidentemente senza la minima intenzione di rispettarli”.
E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’intervento di Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, nell’ambito della riunione che si è tenuta ieri presso il ministero della Funzione pubblica.
“Ci saremmo aspettati – ha aggiunto Pianese – di sentire ministri che in conferenza stampa avessero parlato di 2 milioni e 550mila euro da destinare alla parte normativa per il rinnovo di questo contratto.
Oggi c’è una riunione programmatica, e allora diteci a cosa dovrebbero essere destinati questi 2 milioni e 550mila euro, e quindi il ministero della Funzione pubblica quale programma ha”.
“Noi – ha argomentato il Segretario generale del Coisp – abbiamo consegnato ben due piattaforme contrattuali, a luglio e a dicembre, rispetto alle quali non c’è stata data la possibilità di entrare nel merito e discutere. Siamo arrivati fin qui con una firma che ci è stata letteralmente estorta per il rinnovo e, oggi, rispetto ai contenti di questo addendum abbiamo fatto una semplice divisione: 2 milioni e 550mila euro divisi per 93.000 appartenenti alla Polizia di Stato, sottratte le ritenute, la somma che risulta è 1 euro e 24 centesimi al mese per dipendente”.
“E’ inevitabile – ha insistito Pianese – che ci domandiamo, allora, quale responsabilità politica c’è rispetto a un Governo che si è assunto la responsabilità di firmare un addendum in cui si parla di riformare indennità di missione, accessorie, di servizio, addirittura di introdurne di nuove, e poi lo stanziamento è ridicolo rispetto agli impegni dichiarati. Allora la linea del ministero della Funzione pubblica qual è rispetto a questa coda contrattuale? Noi non accettiamo che la coda contrattuale venga limitata dallo stanziamento che questo Governo ha in modo colpevolmente ridicolo destinato all’interno del contratto nazionale di lavoro. Pretendiamo che ci si assumano le responsabilità politiche rispetto a quello che si è scritto, agli impegni assunti e a quello che si vuole realizzare. Altrimenti vorrà dire che si è trattato per l’ennesima volta di un tentativo mal riuscito di fare campagna elettorale alla vigilia delle elezioni”.
“Ma noi – ha concluso Pianese – non facciamo attività elettorale in funzione del colore del Governo che ci troviamo di fronte. A noi interessano i fatti, che fino a questo momento non ci sono”.

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Scuola – Precari penalizzati: il Tribunale di Trento rinvia la normativa italiana alla Corte di Giustizia UE

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

corte di giustizia europeaQuesto perché nelle ricostruzioni di carriera le supplenze valgono meno? L’obiettivo dei giudici trentini è ‘accertare se ricorra una ragione oggettiva idonea a giustificare un diverso trattamento tra lavoratore a tempo indeterminato e lavoratore a tempo determinato’. Contro il diritto dell’Unione Europea sarebbe, infatti, il cosiddetto ‘raffreddamento’, denunciato dai legali dell’Anief, che riduce la valutazione di un terzo del servizio preruolo svolto dopo i primi quattro anni di servizio. Il sindacato punta anche l’indice sul contratto collettivo nazionale, sottoscritto dai sindacati rappresentativi, e sul Testo Unico della Scuola. In caso di assenso dei giudici transnazionali, saranno a rischio un milione di contratti del comparto scuola, i quali potranno essere impugnati entro dieci anni e disporre risarcimenti a cinque zeri. Alla luce di questa ordinanza e dopo le recenti vittorie nelle Corti di Appello, l’Anief rimette a disposizione il modello di diffida da inviare all’USR di competenza.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono sempre più evidenti i dubbi dei nostri tribunali sul trattamento dei precari, perché in aperto contrasto con la normativa comunitaria. Non solo si continuano a reiterare contratti a tempo determinato su posti vacanti, negando al personale con contratto a termine il diritto alle progressioni stipendiali: si vuole perpetrare la discriminazione, anche quando questo personale, docente e Ata, viene immesso in ruolo. Noi non ci stiamo e per questo motivo continuiamo a promuovere specifici ricorsi per la tutela dei lavoratori precari.

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Ilva, per commissione Ambiente Pe Ancora tanta strada per conformità impianto con normativa comunitaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2016

ilvaAl termine della visita della delegazione di eurodeputati della Commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo all’Ilva di Taranto e dell’incontro col presidente della regione Puglia Michele Emiliano, il capo delegazione On. Giovanni la Via (PPE/IT) ha dichiarato:”C’è ancora molto da fare per rendere l’impianto rispondente alle normative europee e compatibile con gli standard più tecnologicamente avanzati. Tanti interventi sono stati effettuati ma la strada è ancora lunga.”La complessità data dalle dimensioni del sito e dalla maestosità di alcuni interventi necessari, come ad esempio la copertura dei parchi minerari, ci fanno comprendere che i tempi non saranno rapidi.”Si tratta di un sito strategico per la nostra nazione e bisogna intervenire con un obiettivo chiaro: la difesa di un binomio imprescindibile, salute e lavoro.Dobbiamo preservare la salute dei cittadini di Taranto e delle fasce più vulnerabili della popolazione, come i bambini, ma anche quei posti di lavoro che garantiscono a oltre 12.000 famiglie la possibilità di guardare al futuro.La salute dei lavoratori e dei cittadini non è negoziabile. Ci sono ancora delle mancanze gravi, nonostante l’80% di attuazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia).Il nostro compito, come rappresentanti diretti dei cittadini, è proprio quello di fare tesoro di quanto ascoltato e visto in questi giorni, e migliorare il futuro di questa comunità, per ridare speranza alle persone che abbiamo incontrato e che hanno condiviso con noi le loro esperienze e i loro duri racconti di vita in momenti molto toccanti.”Hanno fatto parte della delegazione in visita a Roma, Taranto e Bari fra il 13 e il 15 luglio 2016 i seguenti eurodeputati:
– Giovanni La Via, Presidente della Commissione ENVI al Parlamento europeo e capo delegazione (EPP/IT);
– Massimo Paolucci, Nicola Caputo ed Elena Gentile (S&D/IT);
– Piernicola Pedicini (EFDD/IT);
– Eleonora Forenza (GUE/NGL/IT);
– Nikolay Barekov (ECR/BG);
– Jasenko Selimovic (ALDE/SV).

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Privacy online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 gennaio 2015

BruxellesQuella della privacy online è ormai una delle sfide più urgenti da affrontare che minacciano i delicati equilibri tra gli Stati che le autorità internazionali non possono più rimandare. Basti pensare che appena il 15% delle app online forniscono un’informativa realmente chiara all’utente, come evidenziato recentemente dal Global Privacy Enforcement Network, mentre una ricerca condotta da Federprivacy ha dimostrato che il 67% dei siti italiani tratta i dati degli interessati in violazione al Codice della Privacy.
Inoltre, l’ultimo rapporto del Ponemon Institute, svela che anche gli attacchi informatici sono aumentati del 96% negli ultimi cinque anni, e ogni volta che subiamo una violazione dei nostri dati, porvi rimedio ci costa mediamente circa 118 euro. L’assenza di regole adeguate e di efficaci deterrenti quali sono le sanzioni, si traduce in sfiducia e timore da parte degli utenti che sono sempre più diffidenti quando navigano in rete, con ripercussioni negative sul mercato unico digitale, su cui punta invece il neo commissario europeo Jean-Claude Juncker per risollevare l’economia del vecchio continente. Anche se il semestre di presidenza UE dell’Italia non è stato risolutivo, all’ultimo Consiglio è stato finalmente raggiunto un accordo di massima tra gli Stati membri, e lo scorso 16 dicembre la Commissione ha fissato nel proprio programma l’obiettivo di portare a termine i negoziati interistituzionali sulla riforma della normativa europea sulla protezione dei dati durante il 2015, possibilmente già entro il primo semestre di quest’anno, nel corso della presidenza di turno lituana.
Man forte è arrivata anche dal nuovo Garante europeo per la protezione dei dati, Giovanni Buttarelli, che ha affermato: “Stiamo entrando in una fase cruciale per la protezione dei dati europea. Il rapido sviluppo delle nuove tecnologie richiede soluzioni adeguate. Mi impegno a sostenere pienamente il Legislatore comunitario nel suo lavoro per garantire che la riforma della protezione dei dati sia adottata nel 2015, e che siano applicati meccanismi di protezione dei dati moderni e lungimiranti. Nell’affrontare i problemi legati ai Big Data, è giunto il momento di conseguire una privacy e una protezione dei dati più efficaci nell’ ambiente digitale.”La crescente necessità di proteggere adeguatamente i dati, e l’imminente prospettiva di vedere l’approvazione del regolamento europeo sulla protezione dei dati, ha prodotto un fermento di attività già nell’ultima parte del 2014. Le certificazioni dei cosiddetti “privacy professionals” basate sulla Norma internazionale ISO 17024, hanno infatti segnato in Italia un +86% rispetto all’anno precedente, a partire dai privacy officer, certificati in Italia dal TÜV Examination Institute, che in soli due anni sono più che raddoppiati.
Che una vera e propria categoria professionale si stia delineando, è evidente dalle ultime statistiche dell’ Osservatorio di Federprivacy, secondo cui i professionisti che al 31.12.2014 avevano già conseguito una certificazione in materia di privacy erano 235, con altri 704 in corso per ottenerla, tra cui molti liberi professionisti che rivolgono la loro attenzione alle professioni emergenti, e dipendenti di pmi e pubbliche amministrazioni, che ambiscono ad avere una carta significativa in più da giocare quando sarà approvata la normativa europea. A far pensare che effettivamente i privacy officer stiano per vedere una rapida affermazione anche in Italia, (negli USA esistono già dagli anni ’90), è anche quanto afferma il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, illustrando il piano programmatico delle attività per il 2015 dell’associazione da lui guidata: “Volendo innalzare ulteriormente il grado di preparazione degli addetti ai lavori, abbiamo convenuto con TÜV Examination Institute di implementare lo schema originario del privacy officer, prevedendo alcune certificazioni di secondo livello rivolte ad ambiti specifici. Il primo settore specialistico che è già stato inserito nello schema, è il privacy officer della videosorveglianza, ma ce ne sono altri già in cantiere.Poi, anche per il 2015 saranno previste sei edizioni del Master valido per la certificazione di Privacy Officer riconosciuto da TÜV e accreditato dal Consiglio Nazionale Forense, che quest’anno saranno però concentrate nelle principali città di Roma e Milano.
Inoltre, comprendendo che molti professionisti già esperti della materia hanno difficoltà ad assentarsi dall’ufficio per diversi giorni, abbiamo messo a punto un corso sintetico di 16 ore, propedeutico all’accesso diretto agli esami di certificazione di privacy officer con TÜV. Le edizioni di questo corso saranno circa 30 nel corso di quest’anno, e si svolgeranno in varie città dislocate sul territorio nazionale in modo da ridurre al minimo le trasferte dei partecipanti. Per quanto riguarda il riconoscimento delle figure professionali del settore privacy, da una parte lo scorso maggio abbiamo avuto la soddisfazione di essere iscritti presso il Ministero dello Sviluppo Economico come associazione che rappresenta i privacy officer e poter rilasciare un attestato di qualità ai professionisti ai sensi della Legge 4/2013; purtroppo però la farraginosità del sistema italiano rende molto faticosa l’innovazione di qualsiasi genere, e pur avendo presentato ad UNI la richiesta di iniziare i lavori per la pubblicazione di una norma ad hoc già dal settembre 2013, non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta ufficiale dall’ente nazionale di unificazione. Volendo dare nel frattempo un segnale forte alle istituzioni, abbiamo recentemente costituito una cordata di cinque associazioni, nello specifico l’Istituto Italiano per la Privacy, l’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy, il Movimento per la Difesa del Cittadino, ed Assotel, che insieme a Federprivacy hanno richiesto ufficialmente ad Accredia l’accreditamento dello schema di certificazione del privacy officer, in modo da renderlo pubblicamente fruibile anche da altri organismi per la validazione delle competenze attraverso lo strumento della certificazione accreditata. Auspichiamo che sia UNI che Accredia accolgano le nostre richieste nell’interesse della nostra categoria professionale, e soprattutto per favorire lo sviluppo del mercato digitale nel nostro Paese che rischia di rimanere sempre più arretrato, e per questo dovrebbe attivarsi anche a livello locale come hanno fatto 15 nazioni del nostro continente, che da tempo hanno già regolamentato la figura del privacy officer nei propri ordinamenti, anziché stare sempre ad aspettare le direttive di Bruxelles, che come sappiamo richiedono i loro tempi.”

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Allevamento, PE alleggerisce normativa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

Italiano: Un piccolo allevamento di capre.

Italiano: Un piccolo allevamento di capre. (Photo credit: Wikipedia)

Spesso accusato di iper legificazione e iper regolamentazione, il Parlamento europeo ha voluto esprimersi decisamente a favore di normative più leggere per il settore dell’allevamento. Lo scopo è quello di proteggere gli allevatori europei da un uso eccessivo dei brevetti che potrebbe soffocare l’innovazione e la crescita. La settimana scorsa è stata infatti approvata dal Parlamento europeo una risoluzione non legislativa con la quale si stabilisce che prodotti quali broccoli anticancerogeni o vacche da latte a alto rendimento, ottenuti con tecniche di riproduzioni convenzionali, non dovrebbero poter essere brevettati. “La concessione di una tutela eccessivamente ampia mediante brevetti può soffocare l’innovazione e il progresso – recita la risoluzione – e danneggiare i piccoli e medi produttori bloccando l’accesso alle risorse genetiche animali e vegetali”. Nella risoluzione si chiede all’Ufficio europeo dei brevetti di escludere dalla brevettabilità i prodotti derivati da metodi di riproduzione convenzionali, cosi come i metodi stessi. (Piero Tatafiore)(fonte AICCRE)

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Farmindustria: tassa su Aic serva per dare efficienza al sistema

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2012

L’introduzione di una quota annuale di 1.000 euro, a carico del titolare dell’Autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) da corrispondere all’Agenzia del farmaco, prevista dal nuovo regolamento Aifa, ha sollevato dissensi nel mondo della farmaceutica. «Si tratta di una nuova, ulteriore tassa che viene imposta sul nostro settore. Spero almeno che serva a recuperare efficienza» ha commentato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, a margine di un convegno sui medicinali generici tenutosi a Roma, e ha aggiunto: «Se questa tassa servirà a dare impulso allo sviluppo del farmaco, come previsto anche nello statuto dell’Aifa, e anche a dare efficienza al sistema, con tempi di autorizzazione e ispezioni più rapide, almeno avrà avuto un risultato utile». Ma di tutt’altro parere è Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici, la tassa, ha detto, «peserà soprattutto su di noi, che siamo le industrie con il maggior numero di Aic. Quella che guido io, la Teva, ne ha circa 700. Questo significa dunque 700 mila euro l’anno di tasse». Ad alimentare le preoccupazioni di Farmindustria anche l’applicazione del pay back del 35% sull’eventuale sforamento della spesa per farmaci degli ospedali, prevista in una norma contenuta nella manovra di Luglio 2011, da ratificare entro giugno 2012. Scaccabarozzi auspica una deroga a tale norma sulla scia del rinvio a settembre del Patto per la salute: «Per noi diventa fondamentale che questo problema sia risolto prima di giugno a meno che ci sia una deroga anche per noi». D’altronde, conclude Scac cabarozzi, «se c’è stata una deroga del Patto per la salute, che ci sia una deroga anche della norma sul pay back, altrimenti le due cose non vanno in parallelo. In fondo credo che sia una cosa fattibile».(fonte farmacista33)

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Normativa sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

Lo Sportello dei Diritti lancia l’ennesima denuncia contro le discriminazioni e l’inefficienza degli apparati pubblici di controllo: <<Lo sapevate che da ben 13 anni esiste una norma – l’articolo 10, ultimo comma, del DPR 394/1999 (Regolamento di attuazione del testo unico sull’immigrazione)
che obbliga tutti gli alberghi e, più in generale, tutte le strutture ricettive a dotarsi di una trascrizione delle norme sull’immigrazione nelle lingue italiano, francese, inglese, spagnolo e arabo da mettere a disposizione dei cittadini stranieri? Si tratta evidentemente di una norma di grande civiltà – spiega Giovanni componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” – perché idonea a mettere gli stranieri in viaggio o che soggiornano in Italia in condizione di conoscere veramente e concretamente (e non solo attraverso la astratta e un pò ipocrita presunzione di conoscenza della legge sancito dall’art. 5 del codice penale) i loro diritti ed i loro doveri, in modo che non incorrano in spiacevoli inconvenienti (ad esempio, l’espulsione od il rimpatrio coatto) dovuti all’ignoranza della legge italiana che regola la complessa trafila burocratica per avere un titolo per soggiornare, anche per pochi giorni, in Italia. Il fatto è, però – continua Giovanni D’Agata – che questa norma sia rimasta lettera morta, al punto che non solo questa obbligatoria trascrizione non si trova praticamente in nessun albergo, ma ne abbiamo riscontrato l’assenza negli ospedali, negli istituti carcerari, e addirittura nei centri di identificazione ed espulsione e nei centri di assistenza per richiedenti asilo politico; in quelle strutture ricettive, cioè destinate per legge ad accogliere proprio cittadini stranieri.
Eppure – continua D’Agata – esiste una piccola casa editrice salentina che non persegue scopi di lucro – la Circolo Virtuoso Coop. Soc. ONLUS – che ha realizzato la Carta dei diritti e dei doveri dello straniero in Italia con la trascrizione nelle lingue veicolari del testo unico sull’immigrazione e del regolamento di attuazione, mettendola a disposizione delle strutture ricettive al prezzo di 69 euro; un costo che le strutture potrebbero ben sostenere senza difficoltà, specie considerando che sarebbero tenute ad adeguarsi alla legge.
Proprio per questo – conclude D’Agata – stiamo preparando un’interrogazione parlamentare che presenteranno i parlamentari dell’Italia dei Valori per chiedere al Governo perché non promuove, attraverso campagne di informazione, ma anche attraverso controlli ispettivi mirati, l’applicazione di una legge dello Stato, qual è, appunto, l’articolo 10 del regolamento del testo unico sull’immigrazione.

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Legambiente su centrale idroelettrica di Gessopalena

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2012

(Italian version) Category:Maps of Abruzzo Abr...

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Pescara. «La discussione sulla centralina idroelettrica sul fiume Aventino esce dal merito dell’impianto ed assume una connotazione ideologica che rischia di mettere in discussione le fonti rinnovabili. Legambiente dice sì alla centrale sul fiume Aventino nel rispetto delle norme e delle procedure». È netta la posizione di Legambiente Abruzzo sul progetto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile avanzato dal Comune di Gessopalena che, arrivato al termine del suo lungo e complesso percorso autorizzatorio, sta trovando avversione da parte del Comune di Civitella Messer Raimondo e da alcune associazioni e forze politiche.«Considerare le fonti rinnovabili devastanti sull’ambiente, dopo che gli abruzzesi da oltre cinque anni contrastano la deriva petrolifera, dopo che gli italiani hanno scelto il futuro energetico nazionale con la bellissima vittoria al referendum sul nucleare – dichiara Angelo Di Matteo, presidente regionale di Legambiente – è un limite per la politica e per l’ambientalismo, che rischiano di chiudersi dentro una difesa localistica contraria a ogni trasformazione, che giudicano ogni cambiamento un’aggressione, senza distinzione di sorta».Riguardo le perplessità manifestate dal sindaco del Comune di Civitella Messer Raimondo, che ha diffidato la Regione Abruzzo a riformulare i pareri “in senso negativo”, la Soprintendenza a dichiarare non più valido il parere paesaggistico e il Comune di Gessopalena a sospendere il procedimento di aggiudicazione dell’opera, Angelo di Matteo aggiunge che «viene sollevata una serie di questioni che non trovano fondamento nella normativa, dimostrando con ciò anche poca dimestichezza con le procedure».Per Legambiente infatti, l’unica autorizzazione da reiterare è quella paesaggistica, che il Comune di Gessopalena o l’aggiudicatario dell’opera può comunque rinnovare in fase di autorizzazione unica. Resta valido il parere di Valutazione di Impatto Ambientale. Non è richiesta la valutazione di Incidenza Ambientale. «Legambiente dice sì all’impianto nel doveroso rispetto delle norme e delle procedure – conclude Angelo Di Matteo – ed il Comune di Gessopalena nell’ambito del procedimento amministrativo in corso deve, e può, rinnovare l’autorizzazione paesaggistica. L’ambiente non va strumentalizzato per fini politici o peggio ancora contro le rinnovabili. La prospettiva di un modello energetico alternativo va conseguita, evitando una burocraticizzazione del procedimento amministrativo a danno dell’interesse pubblico, qual é anche lo sviluppo delle fonti rinnovabili».

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Federfarma serpeggia lo sconcerto

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2012

English: LED pharmacy cross in full color Fran...

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Cinquemila farmacie in arrivo, anche settemila se si calcolano quelle in aeroporti e centri commerciali. Dalle prime stime ufficiose che circolano in Federfarma e in Fofi, dovrebbe essere questo l’impatto del quorum a tremila ventilato dal Governo nella bozza di decreto diffusa ieri. «Una cifra insostenibile» secondo una nota di Federfarma. Sono calcoli ancora da verificare e dettagliare, ma servono già a dare un’idea di quello che potrebbe accadere tra qualche mese. E dove: secondo le stime del sindacato, infatti, più di due terzi delle nuove aperture dovrebbe concentrarsi nei comuni con più di 9mila abitanti, un migliaio al massimo negli altri. Anzi, c’è chi prevede già che a soffrire maggiormente saranno le farmacie del centro sud, quelle che già oggi patiscono ritardi nei pagamenti e inefficienze varie. «Incomprensibile poi» secondo Federfarma «la previsione di far rientrare dalla finestra la vendita nelle parafarmacie e nei supermercati dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta. Tale possibilità, superata dal Parlamento in occasione della recentissima approvazione del decreto Salva-Italia, verrebbe introdotta a macchia di leopardo, nelle Regioni nelle quali non si dovesse riuscire ad espletare i concorsi e ad assegnare nei ristretti tempi previsti almeno l’80 per cento delle nuove sedi farmaceutiche. In questo modo si creerebbero anche assurde differenziazioni tra Regione e Regione . «Altrettanto assurda è la riduzione da due anni a soli sei mesi del tempo massimo concesso agli eredi per vendere la farmacia in caso di decesso del titolare, con il rischio di chiusura dell’esercizio» conclude il presidente di Federfarma Annarosa Racca. «Apprezziamo comunque che il Governo sembra orientato ad affrontare in modo organico l’ammodernamento del servizio farmaceutico, nel rispetto dei principi generali che sono alla base della normativa attuale e che hanno anche ottenuto l’apprezzamento della Corte di Giustizia Europea».

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Fecondazione eterologa

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2011

fecondazione in vitro

Image by vignettando con Dario Levi via Flickr

E’ stata resa pubblica la decisione della Grande Camera della Corte di Strasburgo che ritiene non sussistere la violazione dell’art.8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (EDU) da parte dell’Austria e della sua normativa sulla fecondazione assistita, che consente solo la donazione di gamete maschile in vivo, e non in vitro, e fa divieto della donazione di gamete femminile. Costituite nel procedimento anche due associazioni di pazienti italiane: l’Associazione Hera Onlus di Catania e la SOS Infertilità di Milano. “Se oggetto della Corte di Strasburgo fosse stata la legge italiana – ha affermato Francesco Gerardi, Presidente Associazione di Pazienti Hera – probabilmente l’esito sarebbe stato diverso: la legge 40 vieta in assoluto la donazione di gamete e non ammette deroghe e possibilità intermedie come nel caso austriaco. La legge austriaca infatti consente la donazione di gamete maschile in vivo. La Corte ha riconosciuto nuovamente che il diritto a crearsi una famiglia e ad avere bambini con la fecondazione in vitro rientra ed è sotto la protezione dell’art. 8 della Convenzione Edu, che concerne il rispetto della vita privata e famigliare. Se nel caso dell’Austria tale diritto è parzialmente tutelato, in Italia non è ancora così dato il divieto assoluto di eterologa.”
Il collegio di difesa dell’Associazione Hera Onlus di Catania e della SOS Infertilità di Milana, che hanno sostenuto le coppie austriache, era costituito dall’Avv. Maria Paola Costantini del Foro di Firenze e dalla Prof. Marilisa D’Amico del Foro di Milano e Ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Statale di Milano (nel collegio anche i colleghi avv. Sebastiano Papandrea, Massimo Clara, Cesare Pitea). Le Associazioni italiane di pazienti nel procedimento di Strasburgo
“Il fatto che la Corte inviti esplicitamente tutti i Paesi aderente alla CEDU ad adeguarsi ai cambiamenti della società – affermano l’Avv. to Maria Paola Costantini e la Prof. ssa Marilisa D’Amico – è un chiaro monito all’Italia. Ora ci sono i casi portati davanti alla Corte Costituzionale italiana, una coppia siciliana e una milanese con problemi gravi di salute (menopausa precoce e sterilità maschile genetica), profili differenti rispetto alla vicenda austriaca, per i quali si chiede l’eliminazione delle discriminazioni oggi esistenti tra coppie infertili dal punto di vista sanitario ed economico e il riconoscimento di un diritto di autodeterminazione e di scelta sulla propria vita famigliare. La modifica della Legge 40 su questo punto risponderebbe ai criteri di ragionevolezza e di tutela peraltro indicati nella pronuncia di Strasburgo.
Avv. Maria Paola Costantini e Prof. Marilisa D’Amico

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Normativa e materiale nucleare

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2011

Strutture di un reattore nucleare RBMK in italiano

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“La giornata di studio sulle normative internazionali che regolano la gestione del materiale nucleare, in corso nel centro ENEA Casaccia, svela ancora una volta l’abbraccio mortale che da sempre avvince il nucleare civile alla sua controparte militare”, dichiara Alfredo Bertocchi, USI-RdB Ricerca.“Un convegno – prosegue il rappresentante USI-RdB – al quale non pensavamo di dover assistere, dopo due referendum che hanno decretato senza ombra di dubbio l’indisponibilità collettiva all’opzione nucleare. E questo avviene mentre i laboratori vengono dismessi e intere linee di ricerca abbandonate, con il blocco delle assunzioni che riguarda anche vincitori di concorso si continua ad insistere sul filone nucleare”. Sottolinea Bertocchi:“I lavoratori ENEA sono stanchi di una gestione miope, arrogante e incapace, che fa carta straccia del futuro di intere generazioni di lavoratori della ricerca, e per questo stamane hanno svolto un presidio davanti al convegno alla Casaccia. La proroga per il terzo anno all’Ing. Giovanni Lelli della gestione commissariale è quanto di più lontano dagli interessi della comunità ENEA. Usi-RdB Ricerca chiede con forza che l’Ing Lelli, pensionato da mesi, vada finalmente a casa. Nello stesso tempo Usi-RdB Ricerca chiede il ritorno ad una gestione ordinaria competente sul piano scientifico, che riporti l’ENEA al suo ruolo di veicolo della ricerca di base in campo energetico per il benessere collettivo e che restituisca salario e dignità ai lavoratori”, conclude Bertocchi.

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Alimenti e giocattoli: nuova normativa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Oggi entra in vigore la Direttiva europea 2009/48 sui giocattoli abbinati agli alimenti (uova, patatine, dolci, ecc.). I piccoli giocattoli abbinati ai prodotti alimentari possono essere pericolosi perchè, specie nei bambini piu’ piccoli, vengono scambiati per cibo, portati alla bocca e ingeriti. Proprio il mese scorso si e’ verificato un incidente con un giocattolo contenuto in un sacchetto di patatine, che e’ stato inghiottito, il che ha provocato un successivo intervento medico. I giocattoli devono essere inclusi in una confezione tale da non essere inghiottiti e non devono contenere sostanze nocive o allergizzanti. Inoltre, e’ prevista l’indicazione della sorveglianza di un adulto quando si utilizzano giocattoli collegati agli alimenti.

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Immigrazione: tra Pdl e Lega cambia solo colore cravatta

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

“Il voto della Camera sulla direttiva rimpatri, nell’ambito della legge comunitaria, ha dimostrato stamattina quello che in molti temevamo: sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza, purtroppo, l’unica differenza tra Pdl e Lega sta nel colore della cravatta”. Così Andrea Sarubbi, deputato del Pd, commenta la bocciatura dell’emendamento presentato in Aula sull’adeguamento dell’Italia alla normativa europea in materia di rimpatrio degli immigrati irregolari. “Pdl e Lega – afferma Sarubbi – proseguono la loro campagna elettorale permanente, convinti che la faccia feroce paghi più della ragionevolezza: stamattina hanno votato contro il rispetto degli obblighi in materia di protezione dei rifugiati e dei diritti umani, la tutela dell’interesse superiore del bambino e il rispetto della vita familiare, il mantenimento delle disposizioni nazionali più favorevoli con particolare riguardo ai minori non accompagnati. Dov’è finito quel grande partito liberale e moderato, sensibile alle istanze del mondo cattolico, che riappare in ogni campagna elettorale, per poi sparire tra le nebbie padane?”

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Codice antimafia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Con l’obiettivo immediato di ottenere un punto di riferimento normativo completo e di semplificare l’attività dell’interprete è stato approvato dal Consiglio dei ministri il Codice antimafia. Il testo unico raccoglie tutta la normativa vigente in tema di misure di prevenzione, aggiornata secondo le prescrizioni della legge delega, migliorando in tal modo l’efficienza delle procedure di gestione, di destinazione ed assegnazione dei beni confiscati. Il nuovo Codice completa la riforma della legislazione antimafia avviata dal Governo tra il 2008 e il 2010, in particolare con riguardo a: applicazione della normativa antimafia a tutti i reati di ‘competenza’ delle D.D.A. e attribuzione alle stesse delle indagini patrimoniali e del potere di proporre le misure di prevenzione; possibilità di applicare separatamente le misure patrimoniali e personali. I patrimoni mafiosi possono essere aggrediti anche in caso di morte; rafforzamento del ruolo del Procuratore nazionale antimafia (può fare applicare propri magistrati alle procure distrettuali per la trattazione di singoli procedimenti di prevenzione); istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

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La Russa riferisca su difesa spa

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2011

“E’ stato finalmente pubblicato in gazzetta il decreto attuativo di Difesa Servizi Spa, peccato che manca dei nominativi dei componenti del Cda e del collegio sindacale, malgrado la legge ne preveda la pubblicità”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato Fli e proponente di una interrogazione al Ministro La Russa concernente alcune incongruenze normative sulla nuova Spa. “Malgrado il silenzio del decreto – spiega Di Biagio – sulla stampa sono circolati alcuni nominativi dei componenti del CdA, tutti – guarda un po’- esponenti del mondo militare, imprenditoriale ed economico milanese”. “A ciò si aggiunge il fatto che la Spa è una vera e propria esternalizzazione della PA – evidenzia – nella quale confluiscono anche attività ed operazione estranee a questa e collocabili nella fattispecie di società a regime privatistico con tutte le conseguenze in termini di controllo e monitoraggio pubblico soprattutto di contabilità, e in termini di discrezionalità ed autonomia procedurale in materia di committenza e di nomine, ovviamente scevri dai controlli in sede parlamentare sulla legittimità e congruenza di queste”. “Per questo chiedo al Ministro – conclude – se non ritiene di dover giustificare questa discrepanza normativa e procedurale, dando immediata pubblicità dei nominativi dei componenti degli organi societari, nonché delle modalità di selezione e di scelta di tali nominativi e se non ritenga che questa mutazione privatistica possa alterare in maniera vistosa e deleteria la fisionomia del Ministero tale da comprometterne l’ imparzialità, il buon andamento delle attività, la trasparenza e l’efficienza”. (Ufficio stampa On. Aldo Di Biagio dal sito Unac)

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Regolamento sulla bioedilizia

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

«Il regolamento sulla bioedilizia, che con soddisfazione è stato approvato ieri con voto unanime in Assemblea capitolina, rappresenta un elemento rivoluzionario nelle politiche ambientali della Capitale e pone la città all’avanguardia nel settore, perché introduce norme ancor più stringenti rispetto alla stessa normativa regionale e nazionale di riferimento. Grazie alla delibera, infatti, da oggi in poi per ottenere l’agibilità degli edifici diventa obbligatorio il certificato di qualificazione energetica. Si introducono inoltre parametri precisi per il risparmio energetico e delle risorse idriche, regolando l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Tra i nuovi obblighi introdotti e validi anche in caso di ristrutturazione di interi edifici ci sono la produzione di acqua calda sanitaria da fonti di energia rinnovabile in misura non inferiore al 50% e la creazione di serbatoi idrici interrati da riutilizzare per impieghi condominiali. La nuova delibera prevede inoltre che sia gli impianti di illuminazione che riscaldamento debbano essere orientati al risparmio energetico. Per il riscaldamento, in particolare, si prevede l’obbligo di sistemi centralizzati con una gestione individuale dei consumi. Il calcolo dell’efficienza energetica dei nuovi edifici non avverrà in base alla potenza dell’impianto installato, ma alla reale produzione di energia. A vigilare sull’applicazione del regolamento, sarà una specifica commissione tecnica comunale».  Così in una nota il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Andrea De Priamo.  «Con questo provvedimento, si conferma l’impegno di Roma Capitale sul fronte della sostenibilità energetica, collocando la bioedilizia come tema cardine dell’azione amministrativa. Un intervento strategico e di sistema, orientato ai principi stabiliti dal masterplan energetico del prof. Rifkin, stimolo di crescita e sviluppo della “green economy” in città», ha concluso De Priamo.

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