Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘nosocomio’

Appalto record al Policlinico Umberto I

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2009

Roma. “Sono esterrefatto, senza parole”, così Luigino Smiroldo, viceresponsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, ha esordito nel commentare il maxi appalto indetto dal Policlinico Umberto I di Roma relativo alle attività assistenziali del nosocomio, che verranno affidate in global service a un unico operatore per una somma pari a duecentosedici milioni di euro per nove anni. L’Ugl è sul piede di guerra e contesta sia la durata dell’appalto, sia l’importo. Dello stesso avviso Smiroldo, che ironizza: “A questo punto potevano concederlo per 99 anni. Affidare un servizio a un’unica azienda per più di duecento milioni di euro è una cosa sorprendente. Presumo che le procedure formali per l’aggiudicazione di questo servizio siano in regola, ma rimango comunque sorpreso e amareggiato del fatto che venga delegato un global service a un’unica azienda per un periodo tale. Mi sembra un’esagerazione. Per non parlare delle cifre dell’appalto – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, completamente al di fuori di qualsiasi logica”.

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Vertice dirigenti ospedalieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

Opira Cyprian, neo Direttore Generale del St.  Mary’s  Lacor  Hospital  di  Gulu (Uganda), e Carlo Bonometti, suo omologo  all’Ospedale  di  Bergamo,  si  sono incontrati oggi nella sala Consiliare degli  Ospedali  Riuniti.  Cyprian  e  Bonometti  si  erano conosciuti nel  febbraio  del  2007, quando  il  medico  ugandese,  allora  vicedirettore sanitario  del  St. Mary, era stato ospite dei Riuniti per uno stage. Si è  trattato  del primo di una serie di scambi che si sono succeduti in questi anni  tra  l’Ospedale  di Bergamo e quello di Gulu – l’unica struttura del  Nord  Uganda  in  grado  di offrire  alla  popolazione  locale assistenza  sanitaria  di  qualità  -,  in  virtù  della  convenzione in essere tra il  nosocomio  bergamasco, l’Associazione NEPIOS e l’ASL di Bergamo, stipulata nel 2006 con l’obiettivo di offrire apparecchiature sanitarie e formare il personale dell’ospedale ugandese. Dopo  l’esperienza  del  dottor  Cyprian,  nell’ottobre  del 2007, è stato ospite dei Riuniti Dominiq Ocaka, ingegnere del St. Mary’s, che durante la sua permanenza ha visitato anche il cantiere del nuovo ospedale per vedere di  persona  le  misure  di  sicurezza  adottate nella costruzione e nella predisposizione degli impianti. Nel 2008 è stata la volta di Dorcas Ogwel, capo infermiera  del blocco operatorio del St. Mary’s, che ha frequentato gli  Ospedali Riuniti per vedere da vicino come è organizzata la complessa attività   delle   sale   operatorie,   dalla   gestione   del personale, all’approvvigionamento  dei  materiali,  dalla  compilazione  dei  verbali operatori  alla programmazione  dell’afflusso  dei  pazienti  che  devono sottoporsi ad intervento chirurgico.

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Ospedale del Mare a Napoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali – Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita’ e componente della Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del SSN L’Ospedale del Mare, il piu’ grosso dell’Italia Meridionale (450 posti letto e 190 milioni il costo stimato nel 2004), e’ in costruzione in spregio alle piu’ elementari norme di sicurezza a 8 km dal centro eruttivo del Vesuvio, nel quartiere Ponticelli di Napoli. In zona gialla, a 100 metri dalla zona rossa . La delimitazione della zona rossa (con divieto assoluto di costruzione) e di quella gialla (zona a pericolosita’ differita e da evacuare) intorno al Vesuvio, e’ stata realizzata seguendo i confini amministrativi solo per esigenze logistiche e operative, essendo aree effettivamente a rischio. Solitamente la delimitazione della zona rossa viene fissata con una distanza dal centro del vulcano che oscilla tra 10 e 12 km, e questo avviene per la parte sud-est anche del Vesuvio, non per quella nord-ovest, per cui Ponticelli e l’Ospedale del Mare risultano in zona esclusa dal rischio-invasione della lava. L’appello ora e’ nel tavolo della commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale presieduta dal senatore Ignazio Marino, affinche’ si occupi di un ospedale che, invece di accogliere i feriti di una eruzione, se va bene dovra’ essere evacuato, se va male restera’ sotto la lava. Commissione che gia’ ha aperto inchiesta sull’ospedale de L’Aquila crollato per il terremoto e che forse (come ribadito anche dal sen. Marino) ha maggior senso che si occupi anche dei disastri che possono essere prevenuti. Le eruzioni dei vulcani, i terremoti, gli uragani non possono essere impediti, ma lo Stato ha il dovere di prevenire i rischi e non di mettere a rischio coscientemente la popolazione. Costruire un ospedale in quella zona e’ rendersi complice di tentata strage.

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149 persone dall’Aquila negli Ospedali di Chieti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

E’ salito a 149 (da 116 che erano venerdì) il bilancio delle persone provenienti dall’Aquila che hanno trovato assistenza sanitaria nei tre ospedali della Asl di Chieti a partire dal 6 aprile scorso. Di queste, due sono decedute la notte scorsa nell’Ospedale di Chieti: un uomo di 79 anni e una donna di 78, ricoverati ieri e morti entrambi per cause naturali, non imputabili ai traumi causati dal terremoto. Al momento sono complessivamente 51 i ricoverati, mentre 23 sono stati dimessi dai reparti di degenza dopo il ricovero e 73 hanno ricevuto solo prestazioni di Pronto soccorso. Nel dettaglio, al Policlinico «SS. Annunziata» di Chieti si sono rivolte finora 99 persone, di cui 40 ancora ricoverate e le due decedute. Quindici sono state dimesse dai reparti, 42 sono state medicate in Pronto soccorso. All’Ospedale «SS. Immacolata» di Guardiagrele sono giunti complessivamente 21 feriti, di cui tre ancora ricoverati, sei dimessi dai reparti e 15 curati in Pronto soccorso. All’Ospedale «G. Bernabeo» di Ortona sono stati trasferiti finora 26 feriti, di cui otto ancora ricoverati, due dimessi dai reparti e 16 assistiti in Pronto soccorso. Va ribadito e sottolineato l’impegno di medici, infermieri, tecnici e di tutte le figure professionali operanti nella Asl di Chieti che hanno rinunciato spontaneamente a ferie e riposi e hanno accettato di lavorare con turni doppi per fare fronte a tutte le esigenze sanitarie dei pazienti giunti dall’Aquila. Le Direzioni sanitarie sono in contatto costante con la Prefettura di Chieti per risolvere tutti i problemi logistici per i pazienti in fase di dimissione. La Asl ringrazia tutte le associazioni, i commercianti e i cittadini che, in vari modi, hanno fornito gratuitamente aiuto ai pazienti ricoverati e ai loro famigliari. La Direzione generale dell’Azienda sanitaria locale di Chieti ha invitato le proprie strutture a evitare qualsiasi intoppo burocratico e a fornire informazioni e supporto ai pazienti provenienti dal territorio della Asl dell’Aquila. Sul territorio è stata rafforzata la risposta sanitaria, tramite i Distretti e grazie alla piena collaborazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, i quali si sono messi direttamente in contatto con gli alberghi e le altre strutture ricettive che assistono le persone giunte dalle aree del sisma, al fine di garantire l’assistenza più rapida ed efficace possibile.

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Il caso del San Camillo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

Roma, Regione Lazio. “Per propria ammissione, comunicata anche alla stampa, l’Assessore Montino ammette che aver tolto al San Camillo, di fatto, anche se non lo dice esplicitamente,  al Consorzio COIN e alla cooperativa Capodarco la gestione delle prenotazioni sanitarie ha gettato nel caos l’intero servizio – afferma il capogruppo del PdCI alla regione Lazio Maria Antonietta Grosso – scoprendo la cosiddetta “acqua calda” e facendo finta che non era stato avvertito. In diverse audizioni, attraverso una interrogazione diretta al Presidente, in sede di consiglio regionale e in più occasioni, la sottoscritta e non solo, hanno avuto modo di chiedere a Montino e al presidente Marrazzo se erano consapevoli che le scelte che andavano compiendo al San Camillo e che vorrebbero per decreto imporre all’intero sistema RECUP oltre a condannare al licenziamento lavoratori disabili e professionisti capaci avrebbero creato e creeranno  non pochi problemi all’utenza. I disservizi, riconosciuti da Montino, ed i gravi disagi che si stanno verificando al San Camillo evidenziano l’incapacità di chi vuole dettare regole su cose che non conosce come se esperienza e professionalità si possano improvvisare. Nel servizio operavano 15 disabili e con un lavoro stabile 43 persone ma dal primo aprile non è stato rinnovato il loro contratto per inseguire l’idea malsana di affidare un servizio a chi non è all’altezza per, poi, cospargersi il capo di cenere ma rifiutarsi, al tempo stesso, di fare un dignitoso passo indietro. Non sarà il caso – aggiunge Maria Antonietta Grosso – di riaffidare il servizio a chi ne ha competenza? E non sarà il caso di ragionare per tempo sul RECUP, prima di condannare alla disoccupazione altri duemila operatori e molti disabili, lasciando continuare a svolgere il proprio lavoro a chi ne è stato propositore ed indiscusso gestore? O, forse, Montino e Marrazzo intendono proseguire in scelte sbagliate per poi, forse, ammettere che stanno aggravando la già grave situazione sanitaria della regione Lazio? Non sarà il caso di sedersi attorno ad un tavolo per discutere con Capodarco, dopo la disponibilità data dalla stessa cooperativa, per ragionare su un servizio così importante e come renderlo migliore? Ci auguriamo che anche in questo caso noi non si sia davanti al sordo che non vuole sentire perché intanto i cittadini che avranno disservizi su un tema così delicato come la salute e le migliaia di famiglie che hanno sottoscritto la petizione lanciata da Capodarco se ne ricorderanno, purtroppo giustamente, quando, tra non molto, saranno chiamati alle urne”.

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L’Aquila, inchiesta parlamentare sull’ospedale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

Inchiesta sull’ospedale San Salvatore dell’Aquila, reso inagibile al 90% dal terremoto. Ad annunciarla in una nota è il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Ssn, Ignazio Marino. “Abbiamo deciso all’unanimità – spiega Marino – di avviare un’indagine sul percorso progettuale dell’ospedale, richiedendo la necessaria documentazione al fine di individuare eventuali illeciti nella costruzione o nelle fasi di ristrutturazione e collaudo del nosocomio. Procederemo con l’accertamento di responsabilità penali e politiche – aggiunge – ma senza intralciare i lavori di soccorso. L’autolimitazione temporanea è stata decisa esclusivamente per senso di responsabilità. Questa è l’ora del lutto e della solidarietà nei confronti della popolazione colpita dal terremoto”. Il senatore ripercorre quindi la storia della struttura sanitaria. “La costruzione dell’ospedale, iniziata nel 1972, prevedeva una spesa di circa 11 miliardi di lire. Negli anni successivi i finanziamenti sono lievitati a 164 miliardi, e per l’ultimazione del complesso, avvenuta nel ’99, si è quasi raggiunta quota 200 miliardi. Già nella XIII legislatura – prosegue – la Commissione che ora presiedo riferiva di un ospedale dall’impianto costruttivo obsoleto e irrazionale, denunciava la scarsa qualità dei materiali impiegati e segnalava un’organizzazione del lavoro su percorsi orizzontali che avrebbe contribuito a rendere problematico l’equilibrio finanziario dell’Azienda. Non è questo il momento delle polemiche – conclude Marino – ma non permetteremo che, a riflettori spenti e in fase di ricostruzione, ci si dimentichi degli errori del passato. Se c’è qualcuno che ha sbagliato dovrà pagare”

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Incontri al San Giuseppe

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2009

Il 12 marzo a Montespertoli, il 18 a Montelupo e il 19 a Castelfiorentino proseguiranno per tutto il mese di marzo gli appuntamenti  su “Il nuovo ospedale ‘San Giuseppe’ e il territorio”, l’incontro informativo organizzato dall’Asl 11 in collaborazione con i vari comuni del territorio che ospitano l’iniziativa. Ad ogni incontro sarà presente il sindaco del comune, Antonella Chiavacci per Montespertoli, Rossana Mori per Montelupo Fiorentino e Laura Cantini per Castelfiorentino, nonché la direzione aziendale dell’Asl 11. Lo scopo dell’iniziativa è quello di rendere partecipi i cittadini dei cambiamenti avvenuti nel sistema ospedaliero in seguito all’apertura del nuovo presidio empolese e nel territorio in conseguenza della riorganizzazione dei servizi sanitari. (Fonte Comunicazione e Marketing – Asl 11 di Empoli)

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