Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘nucleare’

Terapia medico nucleare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Le Associazioni Italiane di Fisica Medica (AIFM) e Medicina Nucleare (AIMN), hanno presentato al Ministero della Salute il Documento di Consenso Intersocietario “Terapia medico nucleare: Ottimizzazione su base dosimetrica ai sensi della Direttiva Europea 2013/59/Euratom”. L’introduzione di nuovi radio-farmaci, i progressi scientifici e tecnologici degli ultimi 20 anni, e la Direttiva Europea 2013/59/Euratom rendono oggi inadeguata una terapia medico nucleare basata sulla posologia fissa, e spingono verso un’ottimizzazione personalizzata basata sulla dosimetria. Il presente documento affronta queste tematiche specifiche, differenziando tra le molteplici terapie medico nucleari possibili: paziente adulto o pediatrico, tumori della tiroide non metastatici e metastatici, del fegato, neuroendocrini, linfomi, metastasi ossee, della prostata, ipertiroidismo. In base alla richiesta della Direttiva, ciascuna terapia viene classificata come standardizzata o non standardizzata in base al livello di complessità del tipo di patologia e terapia, del processo di ottimizzazione relativo e dei rischi connessi.Inoltre, assoluta novità e valore aggiunto del documento, rispetto alla Direttiva stessa, è che per ciascun trattamento, viene definito se la dosimetria sia raccomandata oppure opzionale e, dove raccomandata, viene proposto un approccio sistematico, individualizzato e ottimizzato su base dosimetrica alla terapia, simile a quello utilizzato nella radioterapia oncologica, in base al bilancio tra il costo (inteso in termini non solo economici, ma di impegno di risorse in generale) – e il beneficio atteso. Si auspica altresì che, questo ulteriore contributo, sia da stimolo per concludere al più presto la trasposizione della direttiva, recepimento che avrebbe dovuto essere compiuto dagli stati membri entro il 6 febbraio 2018.

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Incidente verificatosi alla centrale nucleare di Zaporizhye

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 dicembre 2014

centrale nucleare di ZaporizhyeIl Primo Ministro Ukraino Arseny Yatseniuk ha confermato che oggi (mercoledì si è verificato un incidente nucleare e che a breve si terrà una conferenza stampa.L’impianto tornerà alla normale attività il 5 dicembre Demcişin ha aggiunto, citato dalla Reuters. “Non c’è alcuna minaccia, nessun problema con i reattori. L’incidente è avvenuto in numero di blocco di tre dello stabilimento di Zaporozhye, al sistema elettrico”, le autorità hanno anche dichiarato che l’incidente non è legato alla produzione di energia elettrico stesso. “E ‘stato un corto circuito,” hanno detto, aggiungendo che l’impianto ora fuori uso è il reattore n.3. “E ‘un guasto tecnico, cui stiamo lavorando ora. Il reattore è stato chiuso e decine di villaggi e città sono rimaste senza elettricitàSecondo l’agenzia Interefax, l’incidente avrebbe comportato nel gruppo 3 di arresto centrale elettrica con una potenza di 1.000 MW, che ha portato a fermare l’alimentazione di alcune aree a est.Lo stabilimento di Zaporozhye ha sei reattori con una capacità totale installata di 6.000 MW.
IAEA Agenzia internazionale dell’energia atomica, con sede a Vienna, non ha fatto nessun commento, secondo AFP. Secondo le convenzioni internazionali adottate dopo l’incidente di Chernobyl 1986, ogni paese deve informare l’AIEA di qualunque incidente nucleare che possono avere un impatto sugli altri paesi. Central in Zaporozhye si trova a circa 2700 km da Roma.

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Africa e nucleare: Quali le prospettive future?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 settembre 2014

mama africa di nadia ceriani“Sebbene sia innegabile la necessità di costruire una ulteriore capacità di generazione di carico di base per affrontare i problemi di sicurezza energetica del paese, – scrive Tom Harris di Frost & Sullivan, – non si può fare a meno di sollevare la questione: perché si continua a porre un’attenzione così forte sul nucleare, nonostante molti analisti del settore energia abbiano una visione discordante? Il recente aggiornamento dell’Integrated Resource Plan (IRP) afferma che, per un costo capitale overnight superiore a 6.500 dollari per kilowatt (kW), non sarà creata alcuna nuova capacità nucleare; la capacità, invece, sarà prodotta grazie a energia solare concentrata (CSP), turbine eoliche e turbine a gas a ciclo combinato (CCGT). Ciò è fondamentale, poiché i contratti nucleari più recenti in Europa suggeriscono che la realizzazione di uno scenario di costi così favorevole sarà improbabile, con un costo di capitale superiore a 7.000 dollari per kW. Per quanto riguarda i tempi di implementazione, ci sono ancora poche prove per sostenere la validità della capacità di generazione nucleare. Il nucleare ha tempi di costruzione estremamente lunghi e la costruzione è spesso soggetta a lunghi ritardi. Si sono verificati ritardi pluriennali anche nei paesi sviluppati con forti capacità gestionali, come ad esempio in Francia. Alla luce dei costosi ritardi riscontrati nell’implementazione di Medupi e Kusile, il Sud Africa può davvero permettersi di contare sul fatto che un programma nucleare non andrà incontro a problemi simili a quelli affrontati dalle recenti costruzioni nucleari in Europa? Il rapporto sullo stato dell’industria nucleare mondiale (World Nuclear Industry Status Report) afferma che “le agenzie di rating considerano rischiosi gli investimenti nel nucleare” e riferisce che il 67% delle utilities nucleari valutate tra il 2008 e il 2013 sono state declassate. Pertanto, non si può fare a meno di chiedersi se sia Eskom che il Sud Africa subiranno ulteriori declassamenti del credito, o se sarà implementato un programma di aumento della capacità nucleare guidato da Eskom. Tali declassamenti aumenterebbero ulteriormente i costi di servizio del debito di Eskom e scoraggerebbero gli investimenti nell’economia del Sud Africa già in difficoltà, avendo già sofferto un primo trimestre di contrazione nel 2014. Non esistono altre tecnologie meno rischiose e dai costi competitivi che possono essere messe in produzione in un tempo nettamente inferiore rispetto al nucleare – principalmente, energie rinnovabili e gas? Già oggi, la capacità di stoccaggio dell’energia solare concentrata (CSP) neutralizza in qualche modo l’argomento secondo cui le energie rinnovabili non sono in grado di garantire il carico di base. Anche le tecnologie solari potrebbero essere combinate con altre fonti rinnovabili, come eolico, biogas e piccolo idroelettrico, per creare diversi portafogli di soluzioni rinnovabili che potrebbero contribuire al raggiungimento dei requisiti relativi al carico di base. Se da una parte tali fonti rinnovabili offrono soluzioni energetiche ‘pulite’ attraenti, non si può ignorare il potenziale termico di gas e carbone. Con l’espansione della fornitura di gas naturale, l’economia globale ha assistito a un calo dei prezzi del gas e ad un aumento della convenienza dell’energia termica prodotta da gas. La possibilità del Sud Africa di accedere al potenziale di questa energia richiederà infrastrutture facilitanti; di conseguenza, il Sud Africa ha atteso avidamente il rilascio del piano Gas Utilisation Master Plan (GUMP) del Dipartimento dell’Energia, che determinerà l’evoluzione del settore. Questo sarà di vitale importanza per la pianificazione della capacità energetica, poiché il potenziale di “Big Gas” potrebbe ridurre la necessità di appoggiarsi al nucleare. Finché nel paese sarà disponibile una grande quantità di carbone a buon mercato, anche le centrali elettriche a carbone potrebbero rappresentare una soluzione più economica e più praticabile rispetto al nucleare per affrontare il fabbisogno di base. Tuttavia, gli esecutori del progetto dovranno imparare dagli errori costosi di Medupi e Kusile, e l’opzione migliore potrebbe essere quella di prendere in considerazione una strategia build-operate-transfer (BOT) per tali progetti futuri, piuttosto che permettere che sia nuovamente Eskom a facilitare la costruzione. Il Dipartimento dell’Energia ha mostrato un atteggiamento proattivo allineandosi con la tendenza globale verso la privatizzazione del settore energetico, attraverso l’implementazione di numerosi programmi per l’approvvigionamento di energia da produttori indipendenti (Independent Power Producer Procurement Programme). Tuttavia, il rapporto sullo stato dell’industria nucleare mondiale indica che, in un mercato dell’elettricità veramente competitivo, le centrali nucleari si troveranno a dover lottare per sopravvivere, ed evidenzia che: “tutti gli impianti nucleari la cui costruzione sia iniziata nell’ultimo decennio sono in sistemi di monopolio, solitamente di proprietà dello stato, o protetti da un patto per l’acquisto di energia a lungo termine”. Pertanto, è probabile che un programma sudafricano di costruzione nucleare dovrebbe essere un progetto sostenuto dal settore pubblico, che potrebbe rallentare la transizione verso un settore energetico competitivo e privatizzato. L’aggiornamento più recente dell’IRP sostiene saggiamente che “l’impegno ad effettuare investimenti su larga scala e a lungo raggio dovrebbe essere evitato” al fine di garantire “decisioni meno suscettibili di rammarico”. Indipendentemente dalla propria posizione sul tema dell’energia nucleare, l’apparente divario tra le recenti dichiarazioni del governo e l’IRP porta a chiedersi: che cosa sta realmente accadendo in Sud Africa relativamente allo sviluppo della politica energetica, e in che modo vengono effettivamente prese le decisioni importanti che riguardano l’evoluzione del panorama energetico? Se il governo ha veramente deciso che la capacità prodotta grazie al nucleare è la migliore alternativa per rispondere alla domanda di base di energia elettrica in Sud Africa, i decisori politici farebbero bene ad assicurarsi di poter comunicare chiaramente i fattori che hanno portato a questa conclusione. Ciò dovrebbe comprendere l’identificazione dei parametri chiave e delle variabili considerate – evidenziando le prestazioni del nucleare rispetto a gas, carbone e alternative rinnovabili, insieme alle supposizioni fatte relativamente a tali confronti. Sebbene diversi operatori del settore abbiano ancora opinioni contrastanti, questa trasparenza contribuirebbe notevolmente a migliorare il parere degli investitori. Incoraggerebbe il settore, mostrando che il governo sta seguendo un processo di definizione delle policy più coerente, logico e considerato – piuttosto che guidato da capricci, mode e fantasie di particolari individui”, conclude Frost & Sullivan.

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Normativa e materiale nucleare

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2011

Strutture di un reattore nucleare RBMK in italiano

Image via Wikipedia

“La giornata di studio sulle normative internazionali che regolano la gestione del materiale nucleare, in corso nel centro ENEA Casaccia, svela ancora una volta l’abbraccio mortale che da sempre avvince il nucleare civile alla sua controparte militare”, dichiara Alfredo Bertocchi, USI-RdB Ricerca.“Un convegno – prosegue il rappresentante USI-RdB – al quale non pensavamo di dover assistere, dopo due referendum che hanno decretato senza ombra di dubbio l’indisponibilità collettiva all’opzione nucleare. E questo avviene mentre i laboratori vengono dismessi e intere linee di ricerca abbandonate, con il blocco delle assunzioni che riguarda anche vincitori di concorso si continua ad insistere sul filone nucleare”. Sottolinea Bertocchi:“I lavoratori ENEA sono stanchi di una gestione miope, arrogante e incapace, che fa carta straccia del futuro di intere generazioni di lavoratori della ricerca, e per questo stamane hanno svolto un presidio davanti al convegno alla Casaccia. La proroga per il terzo anno all’Ing. Giovanni Lelli della gestione commissariale è quanto di più lontano dagli interessi della comunità ENEA. Usi-RdB Ricerca chiede con forza che l’Ing Lelli, pensionato da mesi, vada finalmente a casa. Nello stesso tempo Usi-RdB Ricerca chiede il ritorno ad una gestione ordinaria competente sul piano scientifico, che riporti l’ENEA al suo ruolo di veicolo della ricerca di base in campo energetico per il benessere collettivo e che restituisca salario e dignità ai lavoratori”, conclude Bertocchi.

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Nucleare: e lo stress test?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2011

Simplified illustration of some nuclear safety...

Image via Wikipedia

“Che fine ha fatto l’accordo raggiunto a marzo dall’Unione Europea sugli stress test per le centrali nucleari continentali?”. Lo chiede l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani in una nota, annunciando un’interrogazione alla Commissione a seguito dell’incidente accaduto al sito nucleare francese di Marcoule. Serracchiani osserva che “l’avvio degli stress test è stato annunciato per il 1° giugno, ed è legittimo chiedersi se la Francia abbia inteso sottoporre a verifica il suo più vecchio sito nucleare. Soprattutto è legittimo chiedere che su una materia così delicata come la sicurezza degli impianti nucleari l’Europa abbia poteri molto più sostanziali di quelli attuali. Ricordiamo infatti che il Consiglio europeo ha conferito alla Commissione il mandato di rivedere, entro la fine del 2011, l’attuale quadro legislativo e regolamentare per la sicurezza degli impianti nucleari, e che sempre entro la fine del 2011 il Consiglio europeo dovrà esaminare gli esiti dei test in base a una relazione della Commissione”. Per l’europarlamentare “sembra proprio che l’Europa non riesca a imparare la lezione e che la paura nucleare debba continuare ad aleggiare sul nostro continente. Dopo la sciagura di Fukushima abbiamo creduto che un nuovo vento di consapevolezza avesse cominciato a soffiare anche in Europa, e che il referendum in Italia e le decisioni della Germania di fuoriuscire dall’atomo fossero i segni di una discontinuità che veniva colta anche dagli stessi organismi dell’Unione. In questo senso, l’accordo chiuso dai regolatori europei e dal commissario all’energia Guenther Oettinger sullo svolgimento di test sulla resistenza dei reattori ad eventi come terremoti, inondazioni e incidenti causati dal’uomo è sembrato una prima risposta di fronte all’emergenza giapponese. Probabilmente una risposta ancora troppo cauta – prosegue Serracchiani – e frutto di molti compromessi, dato che è stato previsto che le verifiche si svolgessero solo su base volontaria: è infatti evidente che il carattere stesso del rischio implica misure e normative uniche e richiede una governance sovranazionale. Le legittime preoccupazioni suscitate in Italia da quanto avvenuto a Marcoule in Francia, ma anche da quanto potrebbe un giorno accadere a Krsko in Slovenia – conclude l’europarlamentare – suggeriscono con forza che la competenza sul nucleare non possa continuare a essere affidata ai singoli Stati membri.

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Referendum: E’ vittoria della democrazia e dei diritti

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

“Hanno vinto le ragioni dei cittadini, l’acqua è un bene comune non si può privatizzare, il nucleare è pericoloso e inutile. Il voto deve far riflettere, ha un grande valore politico, chi governa con la sindrome del ‘non disturbare il manovratore’ e ascolta solo i grandi interessi sbaglia, i cittadini vanno sentiti, chiedono risposte concrete ai problemi quotidiani -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nelle decine di iniziative di questi mesi di campagna referendaria abbiamo incontrato tante persone motivate ma anche molte disilluse, ed è stato bello e interessante far crescere la partecipazione fino al risultato finale. Il risultato di Roma è straordinario, ma anche nei capoluoghi i numeri sono strabordanti, così come diversi piccoli Comuni hanno dato davvero bei risultati facendo pesare il loro voto che è stato determinante. La sensazione è che si chieda un pubblico più autorevole e capace, amministratori meno arroccati e più trasparenti, ma anche un privato meno ingordo, più interessato all’interesse pubblico e al bene della comunità che solo ai propri affari.”

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Viva la Francia: nucleare ed acqua

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

ECOLOGÍA: Por qué decir NO a las energías nucl...

Image by Librería La Marabunta via Flickr

In queste settimane di incontri, c’è un argomento che spesso mi è stato chiesto: ma se abbiamo centrali per una potenza installata pari a circa 110 mila MW e una richiesta di punta (ovvero la massima richiesta durante l’anno dal Paese) intorno ai 55 mila MW perché mai importiamo energia elettrica dalla Francia? E molti sostenitori del nucleare mi hanno sempre ribattuto che è poco coerente dire no all’atomo in casa nostra e poi importare energia elettrica dall’estero prodotta in tal modo. Dunque riguardo a questa seconda critica, penso che se si voglia l’autarchia nella generazione elettrica lo si dica chiaro, personalmente la trovo ridicola in un mondo globalizzato dove gran parte della merce che consumiamo viene prodotta all’estero. Per coerenza dovremmo tornare a costruire computer in Italia, cellulari, televisori eccetera eccetera. Dovremmo riappropriarci delle emissioni climalteranti che non emettiamo più come Paese e facciamo emettere dai “paesi manifatturieri del mondo”, Cina in primis. Riguardo al primo punto, chi parla ignora che in Italia esiste un mercato elettrico, che ogni mattino alle ore nove si chiude quello chiamato “del giorno dopo” in cui viene determinato il PUN il prezzo medio dell’energia elettrica all’ingrosso, quello stabilito questa mattina ad esempio è di 65,83 euro al MWh e in borsa sono stati “offerti” 535.574 MWh, cui si aggiungono alti 364.646 sulla piattaforma PCE (la piattaforma su cui si registrano i contratti bilaterali), in totale ne sono stati accettati 900.008, sono rimasti invenduti (e quindi domani non produrranno) 660.960 Mwh. Dall’estero sono arrivate offerte in borsa pari a 92.214 MWh (36.82 fuori borsa). Le offerte vengono accettate dal gestore del mercato Elettrico in ordine di convenienza sino a che l’offerta raggiunge la domanda prevista e viene stabilito il prezzo di equilibrio corrispondente al costo “marginale” dichiarato dall’ultimo impianto ammesso alla vendita; detto in altri termini, il prezzo di mercato è quello dell’offerta dell’impianto più costoso accettato in quell’ora. Non esiste nessuno che decide di importare dall’estero, è il sistema che permette che offerte “estere” se convenienti siano accettate, pertanto per prima cosa non importiamo corrente a “caro prezzo” ma al contrario perché risulta più convenienti in alcuni orari (la notte) della produzione nazionale e, secondo punto, se si vuole evitare di importare dall’estero non occorre costruire centrali atomiche, importeremmo comunque, occorre cambiare il sistema delle regole del mercato elettrico. Sono gradite proposte al riguardo. Ultima nota: non siamo un caso anomalo, anzi il futuro su cui tutti i gestori europei stanno puntando è quello di una maggiore integrazione; la tanto citata Francia esporta sì, ma importa pure e non lo fa negli orari “morti” in cui l’energia elettrica costa poco ma in quelli di punta perché la sua potenza atomica la rende vulnerabile nei momenti di picco della domanda (per la chiara scarsa flessibilità della generazione nucleare). Per non essere vago nel 2010 ha importato 37,1 miliardi di kWh (dato Rte.fr) 1,2 dal nostro Paese, poi da Gran Bretagna, Spagna, Belgio, Svizzera e soprattutto dalla Germania (16,1 miliardi di kWh), il suo principale fornitore ed infatti la decisione tedesca di abbandonare il nucleare ha messo in allarme i gestori francesi che sanno di essere vulnerabili in particolare periodi come quello estivo quando in caso di forte aumento delle temperature, molti reattori (quelli costruiti lungo i fiumi) vanno spenti per indisponibilità di acqua (in questi giorni RFE ha segnalato che in caso di emergenza caldo questa estate la Francia dovrà importare la produzione equivalente a 8.000 MW di potenza installata). E visto che stiamo parlando di Francia e di acqua chiudiamo con una notizia che arriva da Bordeaux (Les Echos 10 giugno 2011), dove Lyonnaise des Eaux potrebbe perdere un suo storico contratto (è il suo principale) perché Vincent Feltesse, presidente della comunità urbana ha annunciato l’intenzione di passare ad una gestione pubblica dell’acqua. Il passaggio sarà graduale poiché sono in vigore due contratti distinti, il primo relativo alla depurazione che scade l’anno prossimo, il secondo relativo alla distribuzione, che scade nel 2012.(Roberto Meregalli Beati i costruttori di pace . Comitato Energia Felice)

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Energie rinnovabili? Sì, grazie

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Energie rinnovabili? Sì, grazie ma l’Italia non si adegua. L’energia nucleare e’ una fonte esauribile e di importazione (non possediamo miniere di uranio e tale risorsa si esaurira’) mentre le energie rinnovabili possono essere una buona prospettiva per il futuro. La Germania ha deciso di chiudere le proprie centrali nucleari, la stessa decisione l’ha presa la Svizzera. In Europa la percentuale delle energie rinnovabili e’ così ripartita:
Italia 9,5%;
Norvegia 42,4%;
Lettonia 36,2%;
Svezia 34,4%;
Austria 27,3%;
Finlandia 23,2%;
Portogallo 19%;
Danimarca 16,7%;
Romania 14,9%;
Svizzera 16,9%;
Estonia 13,5%;
Slovenia 12,7%;
Croazia 10,9%;
Lituania 10,5%;
Spagna 9,3%;
Insomma, spazi di manovra per puntare sulle energie rinnovabili ci sono, occorre perseguirle.

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Referendum: il pasticcio del voto all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

“I dubbi sulla regolarità del voto degli italiani all’estero riguardano tutti e quattro i referendum, non solo quello sul nucleare. La questione non è tanto se chi ha già votato sul nucleare debba o no rivotare, bensì se gli oltre 3 milioni di italiani all’estero sono stati messi effettivamente nella condizione di votare per i quattro referendum. Siamo davvero sicuri che siano stati tutti informati nei loro attuali recapiti della possibilità di votare? Il plico contenente le schede referendarie non è inviato tramite raccomandata, per cui non v’è certezza sulla sua effettiva ricezione. Peraltro, sono sempre di più le segnalazioni che sto ricevendo di italiani all’estero a cui le schede non sono arrivate nonostante al Consolato risultasse di si. Lo stesso voto all’estero avviene con posta ordinaria, per cui chi ha votato non saprà mai se il suo voto è arrivato a destinazione. E poi, quali informazioni di merito e occasioni di conoscenza i Consolati hanno garantito affinché l’interesse a votare non fosse soffocato? Dal momento in cui il quorum condiziona la validità del voto di decine di milioni di italiani, la verifica su cosa accaduto ai 3 milioni di votanti all’estero è condizione essenziale di democrazia. Nel 1999 il referendum che aboliva la quota proporzionale del Mattarellum si fermò al 49,6% solo perché le liste elettorali erano piene di morti e irreperibili, con solo l’1% degli italiani all’estero che aveva effettivamente ricevuto il certificato elettorale.
Il Governo chiarisca subito quanti sono i plichi tornati al mittente e quanti gli italiani che hanno effettivamente ricevuto le schede. Non può essere conteggiato nel quorum dei quattro referendum chi non è stato messo nelle condizioni di esercitare il voto.”

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Mobilitazione contro il nucleare

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Roma 9 giugno alle ore 16.30 a piazza di San Lorenzo in Lucina si terrà un iniziativa informativa e coreografica a sostegno del referendum contro il nucleare del 12 e 13 giugno prossimo.
L iniziativa promossa dal Vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli, dall Assessore alle Infrastrutture e Lavori pubblici della Regione Lazio Luca Malcotti e dall associazione di giovani del Pdl Officina Futura è volta sensibilizzare i cittadini ad andare a votare SI al quesito referendario che dice NO a una politica energetica in Italia basata sul nucleare. Bene ha fatto il Governo ad approvare la moratoria sulla costruzione di centrali nucleari, ma è fondamentale che su questo tema si ascolti la voce e l opinione dei cittadini, dichiara il Vicepresidente del Pe Angelilli.

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“Sull’acqua non si scherza, siamo per il sì”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

“Per i due quesiti referendari sull’acqua siamo per il ‘Sì’ mentre per tutti gli altri non diamo indicazioni di voto”. Lo dichiara Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, spiegando come “su nucleare e giustizia non vogliamo prestarci in alcun modo ad eventuali e inevitabili strumentalizzazioni. Il Paese si sta già ‘perdendo’ in una serie di divisioni, alle quali non vogliamo contribuire”. “Ma sull’acqua – aggiunge Centrella – ci sentiamo obbligati a dichiarare il nostro pensiero perché lo riteniamo un bene pubblico per eccellenza e indispensabile per la collettività, di conseguenza siamo contrari sia ad un affidamento del servizio ad operatori privati sia ad una de¬ter¬mi¬na¬zione della ta¬riffa del ser¬vi¬zio stesso in base all’adeguata re¬mu¬ne¬ra¬zione del ca¬pi¬tale in¬ve¬stito”.

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Italia nostra e il Referendum

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Italia Nostra invita tutti gli italiani a votare per i referendum del 12 e 13 giugno. In gioco ci sono i nostri “beni comuni”, l’acqua e l’ambiente, poiché la scelta sul nucleare incide sul futuro del nostro Paese. Invitiamo tutti gli italiani a votare SI. E’ superfluo sottolineare la grande importanza che per la causa dell’ambientalismo, rivestono i 3 referendum. Abbiamo sensibilizzato tutti i soci di Italia, i nostri direttivi regionali, le sezioni e tutti i nostri militanti e simpatizzanti di adoperarsi per il sì e perché la partecipazione al voto sia la più alta possibile. La vasta rete nazionale è tutta mobilitata affinché i cittadini votino e votino si. Italia Nostra, con il suo prestigio e la sua organizzazione diffusa su tutto il territorio, è in grado di dare un contributo significativo a una battaglia che non è soltanto in difesa dell’ambiente, della salute e dei beni comuni, ma anche a tutela del referendum, uno strumento indispensabile di democrazia diretta. Sarebbe una tragedia per l’Italia se il quorum del 50% dei voti + 1 non venisse raggiunto. (Alessandra Mottola Molfino Presidente nazionale di Italia Nostra)

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Italiani all’estero e voto sul nucleare

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

Il pronunciamento della Suprema Corte di Cassazione che ha confermato il referendum sul nucleare del 12 e 13 giugno, ha altresì stabilito che il voto si esprimerà su un quesito diverso da quello inizialmente proposto. Se pure esprimiamo soddisfazione per la scelta che ha restituito ai cittadini il diritto democratico di scegliere il loro futuro su argomenti essenziali come quello della salute pubblica, manifestiamo seria preoccupazione sulla legittimità delle procedure di voto per i connazionali residenti all’estero. Questi infatti hanno già ricevuto dai rispettivi Consolati il plico con le schede riportanti il vecchio quesito e molti hanno già espresso il loro voto, con il rischio concreto di vederselo annullato. Aderiamo quindi all’iniziativa già messa in atto dal comitato svizzero a sostegno dei referendum di chiedere alla Suprema Corte di Cassazione di lasciare immutato il quesito sul nucleare ed al contempo ci rivolgiamo a tutte le associazioni, i comitati ed i partiti politici che promuovono l’iniziativa referendaria e che sono in indirizzo, affinché mettano in essere tutte le iniziative parlamentari e non, onde evitare che si concretizzi lo scempio democratico di considerare quelli residenti all’estero, cittadini di serie B.

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Ragionamenti sul nucleare

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

Lettera al direttore. Chicco Testa nella trasmissione di Santoro, ha affermato nella sostanza: siccome le centrali a carbone e l’inquinamento fanno male, molto male, tanto vale che aggiungiamo anche il male del nucleare. Il ragionamento in realtà dovrebbe essere: cerchiamo di eliminare il male che già abbiamo, senza aggiungerne altro. Franco Battaglia, invece ha affermato che abbiamo il dovere di lasciare alle future generazioni energia sufficiente per la sopravvivenza. Giusto, ma abbiamo anche il dovere di non lasciare loro energia mortifera e indistruttibile. Le future generazioni potranno trovare il modo di eliminare le centrali al carbone, ma non avranno la possibilità di eliminare scorie radioattive. Per queste, ringrazieranno gli antenati. Daniela Santanché ha affermato che siccome le centrale le abbiamo nei paesi confinanti, tanto vale metterle anche nel nostro paese. A prescindere dal fatto che le conseguenze di un disastro diminuiscono man mano che si è lontani da esso, il ragionamento dovrebbe essere: cerchiamo di far sì che anche gli altri paesi possano trovare energie alternative meno pericolose. (Elisa Merlo)

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Obiettivo Referendum: scenario post incidente nucleare

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2011

Ostia Domenica 5 giugno, tutti al mare: volantinaggio e banchetto informativo a Ostia Lido e lungo le spiagge del litorale dalle 10 alle 17, con appuntamento da Piazzale Magellano (in caso di maltempo, l’iniziativa sarà trasferita presso le vie adiacenti i Centri Commerciale Parco Leonardo e Da Vinci). Sempre domani, banchetti a Monterotondo (Rm) e Nemi (Rm), convegno sui referendum a Vetralla (Vt) alle 10.30; nel pomeriggio volantinaggio ad Albano (Rm) e alle 16 incontro pubblico a Roma al Parco della Caffarella organizzato dalla Costituente della Casa Internazionale delle Donne di Roma.
“Mancano pochi giorni al voto e c’è tanto bisogno di informazione, è scandalosa l’assenza di discussione su alcune reti RAI e su MEDIASET, ma i cittadini faranno ancora una volta da soli, per questo sono fondamentali le iniziative di informazione -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, partecipando al volantinaggio-. Lanciamo un appello a tutti i comitati di quartiere, le associazioni, i gruppi di qualsiasi natura: ciascuno di noi ha un ruolo determinate per raggiungere il quorum su queste importanti materie, con i referendum decidiamo noi, senza delegare a nessuno le scelte, serve la partecipazione di tutti. E sulla pericolosità del nucleare purtroppo non ci sono proprio dubbi, così come è addirittura ridicolo pensare di cedere l’acqua ai privati.”
Nel pomeriggio nella Capitale, volantinaggio e banchetto informativo al Parco del Pineto, volantinaggio in via Casilina, iniziative alParco Nemorense in occasione della commemorazione per la morte del giovane Ugo Forno. Incontro informativo a Monte San Biagio (Lt), banchetto informativo a Tivoli (Rm), dibattito banchetto e volantinaggio a Sabaudia (Lt), Sgurgola (Fr) e Genzano (Rm), volantinaggio ai mercati di Subiaco (Rm) e Ferentino (Fr), volantinaggio al centro commerciale di Monterotondo (Rm), dibattito pubblico a Roviano (Rm); stasera comizio referendario a Frosinone presso la libreria Utik, stand ad Albano (Rm) e concerto in piazza adAnzio (Rm) in Piazza Garibaldi.

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Referendum sul nucleare

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

La Corte di Cassazione con la sua decisione ha sventato l’imbroglio tentato dal Governo e restituito la parola ai cittadini sulla scelta del ritorno al nucleare. Con il trucco della moratoria Berlusconi ha cercato inutilmente di far fallire l’appuntamento referendario. Il 12 giugno gli italiani invece potranno, votando sì, fermare definitivamente un nucleare obsoleto, costoso e pericoloso come quello che il centrodestra vorrebbe imporre al nostro Paese. Ma il sì al referendum per i vercellesi vale doppio visto che la nostra è la Provincia più nuclearizzata d’Italia per la presenza delle scorie: votare sì significherà dire chiaramente che le scorie a Saluggia non devono più rimanere e che bisogna quanto prima individuare il sito del deposito unico nazionale dove poterle collocare in tutta sicurezza. Lo dichiara l’On. Luigi Bobba.

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Referendum sul nucleare

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Il Partito Pensionati – ha dichiarato Luigi Ferone – esprime soddisfazione per la decisione della Corte di Cassazione di ammettere, il 12 e 13 giugno, il referendum sul nucleare. È giusto che si voti per il rispetto dei tanti italiani che hanno sottoscritto il referendum e di tutti i cittadini che hanno diritto ad esprimere il proprio giudizio su una materia così delicata qual è quella del nucleare.

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Cassazione: validità del referendum

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

La legge truffa approvata dal Parlamento contro la celebrazione del referendum sul nucleare non ha funzionato. La Consulta restituisce ai cittadini il diritto di decidere sul nucleare e del proprio futuro. L’Ufficio elettorale della Corte di Cassazione ha stabilito che le modifiche apportate dal governo alle norme sul nucleare non precludono la celebrazione della consultazione popolare.
Il Governo parla di nucleare sicuro ma non dice che un bimbo che abita a 5 chilometri da una centrale rischia 2,2 volte di più di ammalarsi di leucemia. Il Presidente delle Regione Piemonte Cota e l’assessore Giordano hanno dichiarato di non essere contrari all’insediamento di una centrale nucleare nella nostra Regione. Sostengono che non possiamo fare a meno nel nucleare ma è un energia in declino da anni, nel 1999 rappresentava il 17% della produzione elettrica mondiale oggi meno del 13%. In Italia, in 3 anni, i nuovi impianti eolici, quelli fotovoltaici e il risparmio energetico hanno dato elettricità come 3 centrali. Vogliono farci credere che il nucleare è conveniente ma nel 2020, quando sarà forse pronto il primo impianto italiano, costerà il 75% in più del gas e il 27% in più dell’eolico. In Germania gli occupati nel nucleare sono 30mila quelli nelle rinnovabili 340mila. Dicevano che Chernobyl non si sarebbe ripetuto invece a Fukushima, come 25 anni fa, è la reazione nucleare stessa ad essere incontrollabile. Le centrali Giapponesi erano considerate le più sicure del mondo e anche i nuovi impianti francesi non risolvono i problemi di sicurezza. In questi ultimi giorni è necessario moltiplicare gli sforzi per fare in modo che i cittadini siano informati circa i contenuti dei referendum e partecipino alla consultazione per fare in modo che sia superato il quorum. A quel punto non ci saranno dubbi sul fatto che gli italiani impediranno il piano del Governo di riattivare o aprire nuove centrali nucleari spente oltre 20 anni fa.
Il Partito Democratico del Piemonte è impegnato con i propri dirigenti e amministratori a sostegno del SI’ attraverso le tantissime tavole rotonde organizzate dai circoli del partito in tutta la regione. (Gianfranco Morgando Segretario Regionale PD Piemonte)

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Nucleare: ottima decisione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Emma Bonino, vice Presidente del Senato, ed Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale in Commissione Ambiente, sulla sentenza della Cassazione che ha trasferito il referendum sulle parti del decreto omnibus che mantengono aperta la possibilità del ritorno al nucleare, hanno dichiarato: “Ottima la decisione della Corte di Cassazione di mantenere il referendum sul nucleare perché i cittadini possano esprimersi su una questione così importante. La sentenza sgombra il campo dall’intento del Premier, anche pubblicamente manifestato, di prendere nuovamente in considerazione il nucleare magari tra un anno, ritenendo gli italiani “non idonei” a pronunciarsi. A questo punto serve però garantire il massimo dell’informazione sull’imminente scadenza referendaria, recuperando il tempo perso anche con approfondimenti nelle trasmissioni di massimo ascolto senza escludere trasmissioni ad hoc da organizzare in prima serata in vista del voto.”

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Lifegate sul referendum nucleare

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Marco Roveda, Fondatore e Presidente di LifeGate si esprime sul referendum “Non sono preoccupato: il nucleare in Italia non si farà mai. Ma LifeGate utilizzerà tutti i propri mezzi per invitare a votare contro il nucleare nel prossimo referendum. Innanzitutto per far capire a chi governa che ormai è la stragrande maggioranza dei cittadini del paese e d’Europa a chiedere efficienza energetica e rinnovabili. In secondo luogo per evitare che vengano sprecati inutilmente altri soldi in progetti e studi per preparare la strada ad impianti nucleari che resteranno solo sulla carta. Simone Molteni, Direttore Scientifico di LifeGate e già Membro del consiglio di amministrazione di ENEA sottolinea: “La politica energetica è una delle scelte strategiche più importanti per un paese. Con essa si influenza la struttura economica dei prossimi 50 anni. E’ avvilente vedere come in Italia si stia gestendo questa scelta complessa senza un’informazione adeguata, senza onestà intellettuale e senza il supporto delle competenze necessarie. E’ come sedersi tutti su un aereo, scegliere di farlo guidare al primo che passa e -non contenti- aspettare l’ultimo momento per dire al malcapitato che dovrebbe andare a cercarsi in tutta fretta un qualche manuale di volo.”

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