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Posts Tagged ‘nucleari’

Giornata internazionale contro i test nucleari

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2015

popoli indigeniIn occasione della Giornata Internazionale contro i test nucleari (29 agosto), l’Associazione per i Popoli Minacciati chiede alla comunità internazionale indagini approfondite e complete sulle conseguenze dei test nucleari fatti nel mondo, risarcimenti per le vittime dei test e il controllo e la messa in sicurezza dei giganteschi depositi di scorie nucleari lasciati negli ex-siti per la sperimentazione nucleare. A 19 anni dall’ultimo test atomico, i popoli indigeni del Pacifico, in Nord-Africa e gli Uiguri nella Cina nord-occidentale soffrono tuttora delle gravi conseguenze dei molti test condotti. Il costante controllo dei siti in cui venivano condotti i test e la manutenzione dei depositi di scorie nucleari è fondamentale per assicurare che non ci siano fuoriuscite radioattive, che a loro volta avrebbero conseguenze disastrose per milioni di persone.Solo poco tempo fa, nel luglio 2015, gli abitanti delle Isole Marshall nell’Oceano Pacifico hanno espresso il timore che le forti tempeste potrebbero danneggiare i depositi di scorie nucleari lasciate dai militari statunitensi. I timori della popolazione sono dovuti alle crepe apparse su un deposito nucleare dell’isola Runit dopo il passaggio dell’uragano Nangka. In questo ex-sito di sperimentazione atomica dell’esercito statunitense sono depositati 85.000 metri cubi di materiale radioattivo, tra cui plutonio 239 che continuerà a emettere radiazioni radioattive per almeno altri 24.000 anni. Questi enormi depositi necessitano di manutenzione e di una maggiore messa in sicurezza e costituiscono un grave pericolo per la popolazione che in gran parte vive di pescaLe popolazioni indigene di Tahiti e delle isole vicine così come la popolazione del Sahara aspettano tuttora che la Francia avvii indagini approfondite e complete sulle conseguenze ecologiche, sanitarie e sociali dei testi atomici condotti nelle aree. La Francia continua a promettere risarcimenti alle vittime dei suoi test ma finora ha risarcito solamente gli ex-militari francesi coinvolti nei test e continua ad ignorare i Tuareg e le popolazioni Maohi.Particolarmente difficile si prospetta un’indagine sui 46 test nucleari condotti dalla Cina nel Turkestan orientale/Xinjiang. Il sito per i test nucleari di Lo Nor è grande circa 100.000 km². Secondo medici uiguri nella zona si registra un numero particolarmente alto di malformazioni nei neonati ma non è possibile condurre una vera indagine poiché non è ammesso parlare delle possibili conseguenze dei test sulla popolazione. Con la Giornata Internazionale contro i test nucleari, le Nazioni Unite vogliono ricordare le drammatiche conseguenze dei quasi 2.000 test nucleari condotti da 70 anni nel mondo. (popoli indigeni)

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Nuove centrali nucleari in Europa?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

Una notizia shock a livello europeo che potrebbe mettere a dura prova il risultato del referendum italiano contro il nucleare e la politica tedesca per le rinnovabili. A denunciare pubblicamente in Italia lo scempio ambientale che si sta paventando in Europa è lo “Sportello dei Diritti”, nella persona del presidente e fondatore Giovanni D’Agata, dopo aver appreso da fonti estere dell’esistenza, e in particolare a seguito di uno scoop apparso mercoledì scorso sul quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, di un documento comunitario che annuncia finanziamenti a nuovi impianti nucleari.
La Commissione UE, dunque, nonostante Fukushima, il referendum italiano, l’aumento delle misure di sicurezza delle centrali già esistenti sul territorio dei 28 stati membri, e i forti dubbi espressi in seno al consesso europeo anche da membri importanti come la Germania, avrebbe intenzione di incentivare la costruzione di nuove unità di produzione di energia atomica.
L’atto in questione porta la firmato di Joaquin Almunia, Commissario europeo alla concorrenza, e riporterebbe la circostanza che la produzione energetica nucleare risulta essere ancora tra gli obiettivi strategici dell’Unione Europea, e in futuro gli stati nazionali potranno finanziare nuovi impianti. Anche con il sostegno finanziario di contributi europei, che oggi sono riservati alle fonti di energia rinnovabili. Per il giornale teutonico, Gran Bretagna, Francia, Lituania, Repubblica Ceca e Polonia sarebbero d’accordo con questa scelta che riteniamo distruttiva per l’ambiente e non in linea con la necessità di puntare sulle rinnovabili per il futuro energetico dell’intera Unione. Peraltro, sono tutti stati membri nei quali è in programma la costruzione di nuove centrali nei prossimi anni. La Germania avrebbe espresso contrarietà a questa “nuova” strada energetica essendo stata dopo Fukushima, uno degli alfieri mondiali della denuclearizzazione, avendo optato per una diffusione capillare delle energie rinnovabili e una politica ambientale avanzata.
Vale la pena ricordare che la politica energetica è di competenza principalmente degli stati membri, non dei burocrati UE, ma il documento mostrerebbe una direzione abbastanza delineata verso l’affiancamento del nucleare alle fonti energetiche rinnovabili, il cui sviluppo è orientato dalla politica Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e solidale. Per Giovanni D’Agata è il momento che l’Italia faccia sentire la sua voce esprimendo forte contrarietà al documento in questione soprattutto in ragione della manifesta volontà popolare espressasi solo due anni fa nuovamente contro il nucleare senza se e senza ma, con il successo nel referendum abrogativo. Se il governo non dovesse esprimere, al contrario, una forma di dissenso, avallerebbe di fatto la strategia portata in Commissione, ponendosi nuovamente così un nuovo muro tra Palazzo e Popolo e l’Italia potrebbe ritrovarsi ancor più circondata dalle centrali nucleari degli stati vicini.

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Nuove centrali nucleari in Europa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Una notizia shock a livello europeo che potrebbe mettere a dura prova il risultato del referendum italiano contro il nucleare e la politica tedesca per le rinnovabili. A denunciare pubblicamente in Italia lo scempio ambientale che si sta paventando in Europa è lo “Sportello dei Diritti”, nella persona del presidente e fondatore Giovanni D’Agata, dopo aver appreso da fonti estere dell’esistenza, e in particolare a seguito di uno scoop apparso mercoledì scorso sul quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, di un documento comunitario che annuncia finanziamenti a nuovi impianti nucleari.
La Commissione UE, dunque, nonostante Fukushima, il referendum italiano, l’aumento delle misure di sicurezza delle centrali già esistenti sul territorio dei 28 stati membri, e i forti dubbi espressi in seno al consesso europeo anche da membri importanti come la Germania, avrebbe intenzione di incentivare la costruzione di nuove unità di produzione di energia atomica.
L’atto in questione porta la firmato di Joaquin Almunia, Commissario europeo alla concorrenza, e riporterebbe la circostanza che la produzione energetica nucleare risulta essere ancora tra gli obiettivi strategici dell’Unione Europea, e in futuro gli stati nazionali potranno finanziare nuovi impianti. Anche con il sostegno finanziario di contributi europei, che oggi sono riservati alle fonti di energia rinnovabili. Per il giornale teutonico, Gran Bretagna, Francia, Lituania, Repubblica Ceca e Polonia sarebbero d’accordo con questa scelta che riteniamo distruttiva per l’ambiente e non in linea con la necessità di puntare sulle rinnovabili per il futuro energetico dell’intera Unione. Peraltro, sono tutti stati membri nei quali è in programma la costruzione di nuove centrali nei prossimi anni. La Germania avrebbe espresso contrarietà a questa “nuova” strada energetica essendo stata dopo Fukushima, uno degli alfieri mondiali della denuclearizzazione, avendo optato per una diffusione capillare delle energie rinnovabili e una politica ambientale avanzata.
Vale la pena ricordare che la politica energetica è di competenza principalmente degli stati membri, non dei burocrati UE, ma il documento mostrerebbe una direzione abbastanza delineata verso l’affiancamento del nucleare alle fonti energetiche rinnovabili, il cui sviluppo è orientato dalla politica Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e solidale. Per Giovanni D’Agata è il momento che l’Italia faccia sentire la sua voce esprimendo forte contrarietà al documento in questione soprattutto in ragione della manifesta volontà popolare espressasi solo due anni fa nuovamente contro il nucleare senza se e senza ma, con il successo nel referendum abrogativo. Se il governo non dovesse esprimere, al contrario, una forma di dissenso, avallerebbe di fatto la strategia portata in Commissione, ponendosi nuovamente così un nuovo muro tra Palazzo e Popolo e l’Italia potrebbe ritrovarsi ancor più circondata dalle centrali nucleari degli stati vicini.

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Bombe nucleari americane in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

I capi di stato della NATO s’incontreranno in Portogallo questo fine settimana per discutere un piano segreto: raggruppare tutte le bombe nucleari americane presenti in Europa in Turchia e in Italia, che ne conta già 80. Nonostante il mondo vada verso il disarmo nucleare, e la Germania e il Belgio abbiano chiesto lo smantellamento degli armamenti nucleari americani dopo un allarme sicurezza, il segretario della NATO e altre voci influenti vogliono mantenere l’arsenale europeo a tutti i costi. E il nostro governo sembra disponibile a trasformare l’Italia in un enorme magazzino nucleare per la NATO. http://www.avaaz.org/it/no_nucleare_italia/?vl
Sul suolo europeo ci sono ancora 200 bombe nucleari americane, che originariamente servivano da deterrente durante la guerra fredda. Secondo le stime degli esperti in Italia ci sarebbero dalle 70 alle 90 bombe, alcune addirittura 10 volte più potenti di quella di Hiroshima. L’anno scorso il Presidente Obama fece un appello globale per un mondo libero dalle armi nucleari. Da allora, il Belgio, la Germania e l’Olanda sono stati contagiati dallo slancio per il disarmo e i loro parlamenti e alti funzionari hanno richiesto alla NATO di ritirare le bombe nucleari americane. Ora, lontani dall’attenzione dei media, i leader della NATO potrebbero lanciare un nuovo piano per raggruppare in un unico sito tutte le armi nucleari, e ci sono forti indicazioni che potrebbero portare proprio all’Italia e alla Turchia. ( n.r. Questa notizia ci è pervenuta da  Luis Morago – Avaaz.org e abbiamo cercato di verificarne l’autenticità ma gli organismi interessati: Ministero della Difesa, presidenza del consiglio, ministero degli Esteri non hanno inteso rilasciare dichiarazioni)

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Scorie nucleari

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Dichiarazione dell’On. Massimo Fiorio, e dell’On. Mario Lovelli (PD). Apprendiamo che la Sogin, la società costituita per gestire in sicurezza la chiusura del ciclo di vita delle installazioni nucleari italiane e le scorie nucleari, sta definendo la mappa dei luoghi migliori per ospitare il sito del deposito. Tra questi luoghi, risulterebbe esserci il Monferrato e la zona appenninica delle Bormide. Premesso che è indispensabile giungere quanto prima all’individuazione del deposito unico nazionale dove trasferire le scorie attualmente presenti sul territorio piemontese (il 75% delle scorie nucleari italiane si trova a Saluggia e Trino) e che non siamo in alcun modo sostenitori della scuola di pensiero ‘nimby’, tuttavia definire il Monferrato e le Bormide come luoghi idonei ad ospitare il deposito ci pare assolutamente scriteriato.  Se Sogin, nella predisposizione della mappa, ha escluso le zone troppo abitate e quelle con rischi sismici e geologici, allora non ha senso prendere in considerazione il Monferrato (che è zona sismica, fortemente antropizzata e sede di un importante acquedotto) né tanto meno le Bormide, che sono area montana che hanno conosciuto una complessa opera di bonifica da poco conclusa. Ricordiamo, inoltre, che è in via di conclusione l’iter per il riconoscimento del Monferrato insieme ai territori di Langhe e Roero a patrimonio dell’Unesco.  Auspichiamo che la mappatura dei luoghi idonei ad ospitare il deposito nazionale sia realizzata secondo criteri davvero ragionevoli. Infine, ricordiamo al Governo che il Piemonte attende da anni di essere liberato dalla presenza delle vecchie scorie. Il conto nucleare in Piemonte lo abbiamo già pagato, continuiamo a farlo e non è il caso di ipotizzare altri depositi sui nostri territori.

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Il nucleare e le regionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Mentre l’appello contro il nucleare di Greenpeace tocca le 40mila firme, Polverini e altri cinque candidati del centrodestra giocano a “palla avvelenata”con il nucleare, dichiarando che lo vogliono, ma non nelle regioni in cui si presentano. Oltre alla Polverini (Lazio), lo hanno fatto Formigoni (Lombardia), Zaia (Veneto), Caldoro (Campania), Palese (Puglia) e Pagliuca (Basilicata): sanno tutti che il nucleare fa perdere voti. «Appoggiare i piani nucleari del governo e poi dichiarare che la propria regione sarebbe esclusa da questi piani, significa prendere in giro i propri elettori con promesse che non si potranno mantenere», dichiara Andrea Lepore, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace. Secondo la legge 99 varata dal governo nel 2009 e secondo l’ultimo decreto del 10 febbraio scorso, le regioni sono infatti escluse dalle scelte relative all’individuazione dei siti per la localizzazione delle centrali. Una volta eletti, questi candidati non si schiereranno mai contro il ‘loro governo’ e contro il nucleare che dicono di sostenere. È adesso che devono prendere posizione contro piani nucleari e legge 99. Intanto il Ministro dello Sviluppo Scajola, mentre richiama all’ordine i candidati della sua coalizione, continua la campagna di disinformazione del governo, affermando che il nucleare serve a combattere il cambiamento climatico. Il nucleare è una falsa soluzione per i cambiamenti climatici. Gli effetti della costruzione di nuove centrali sui cambiamenti climatici sono minimi, dato che se anche si raddoppiasse di qui al 2030 il numero di tutte le centrali presenti al mondo, allacciando un nuovo reattore ogni due settimane per vent’anni, il risultato sarebbe una riduzione di solo il  5% di emissioni di CO2. « Il nucleare non è una soluzione al problema dei cambiamenti climatici, che ha bisogno di risposte immediate. – Continua Lepore- Misure efficaci sull’efficienza energetica in Italia  eguaglierebbero la produzione di 20 centrali da 1000 MW.  L’Italia è in ritardo anche sulle rinnovabili che secondo l’Ue dovrebbero produrre altri 50 TWh entro il 2020. Bisogna quindi investire su efficienza e rinnovabili invece di sprecare tempo e risorse col nucleare». Greenpeace continua la raccolta delle firme per l’appello ai candidati contro il nucleare su http://www.nuclearlifestyle.it.

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L’Fns dice “no” alle centrali nucleari in Sicilia

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2010

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu respingono al mittente la ipotesi di allocare a Palma Montechiaro in provincia di Agrigento – o in qualsiasi altra parte della Sicilia – una centrale nucleare. In questi giorni alcuni organi di informazione hanno dato infatti per scontato che una centrale nucleare verrebbe realizzata anche in Sicilia. Il tutto senza tenere in alcuna considerazione la volonta’ , le esigenze ed i diritti costituzionali del popolo siciliano; senza alcun rispetto per le vocazioni del territorio; senza tenere conto del fatto che proprio la  sicilia – l’intero arcipelago siciliano cioè – ( terra  del  sole, per antonomasia) , in quanto a fonti energetiche rinnovabili, ha potenzialità immense e variegate che soltanto la inadeguatezza della classe politica pseudo-dirigente degli ultimi sessant’anni ha impedito di valorizzare e di utilizzare come, queste fonti, avrebbero meritato. E senza tenere conto delle notizie secondo le quali, ancora oggi, la Sicilia esporterebbe energia elettrica. Un’ultima puntualizzazione. Nell’esprimere  apprezzamento per le proteste espresse  e per gli ordini del giorno approvati dal COMUNE Di PALMA Montechiaro (al quale indirizziamo i nostri sentimenti di forte  solidarietà) e dall’ARS e dal Governo Regionale, l’ FNS ritiene che si debba e  si possa esercitare ,con assoluta priorità, il diritto-dovere di impugnare  presso la corte costituzionale- (in attesa che venga ripristinata l’alta corte per la regione siciliana, prevista dallo statuto- ogni provvedimento legislativo o amministrativo dello Stato, mirante alla costruzione, in Sicilia ,di centrali nucleari.  E, ferma restando la opportunità  di mettere in atto da parte dei Siciliani tutti, in prima persona,  e delle istituzioni rappresentative siciliane,- contemporaneamente,- altre forme di protesta e di azioni legali e politiche.

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