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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘nulla’

L’ombra del nulla

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

“Lei non sa con chi parla. Io sono…” Quante volte abbiamo sentito una frase di questo genere sino a ridurla ad una amenità per averla sciorinata in alcuni film del grande e piccolo schermo? Tante e continua a non essere infrequente che qualcuno continui ad esprimerla per strapparci un sorrisetto. Ma ci siamo chiesti la ragione che stimola chi pronuncia questa frase e quale possa essere il suo messaggio recondito? La verità, a mio avviso, è che dentro di noi avvertiamo la nostra nullità e vorremmo esorcizzarla volendo lasciar credere negli altri un qualcosa di diverso che ci sollevi dal nostro essere un granello di sabbia confuso in tantissimi altri granelli. E’ forse questo il motivo che ci spinge a primeggiare per crearci, innanzitutto, un nostro spazio vitale? Lo facciamo in famiglia entrando in competizione con i nostri fratelli, nell’eccellere negli studi, per avere lodi e citazioni, o nel primeggiare in asineria volendo in questo generare angustie che permettano di restare, sia pure in negativo, al centro delle attenzioni dei propri cari. Lo facciamo a scuola e gli episodi di bullismo ne sono una dimostrazione. Lo facciamo nel lavoro e in questo caso la fantasia non ci manca e alla fine ci resta “la livella” dove ci imbattiamo con un Totò, alias principe De Curtis, che rende magistrale l’idea del personaggio che vuole restare osannato anche nell’al di là.
Se noi non avremo chiara la nostra posizione e accettassimo con realismo ciò che siamo e non ci smarriamo in sogni di gloria forse riusciremo a dare meglio un senso alla nostra vita dove i valori non si trovano in ciò che si ha ma in ciò che si è, a prescindere. (Riccardo Alfonso)

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Uomini e donne venuti dal nulla per viaggiare nel nulla

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Per anni ho sperato e alla fine ho quasi raggiunto la certezza che un movimento come Cinque stelle sapesse incarnare alla perfezione il disagio esistenziale di un popolo come quello italiano troppo a lungo animato da una grande speranza che, nonostante gli avvisi di segno contrario, riuscisse alla fine a sentirsi in sintonia con la sua classe politica. Senza voler avere la pretesa di andare molto a ritroso nel tempo penso alla svolta impressa al cambiamento dagli scenari mondiali conseguenti al crollo del “sogno comunista” e al risveglio del “perbenismo” con mani pulite in casa nostra. Abbiamo aperto la nostra linea di credito con il berlusconismo intercalandolo con i gruppi che si richiamavano al centro sinistra ora di Prodi e ora di D’alema, ora di Bersani e ora di Renzi-Gentiloni ma tutte le volte ne siamo usciti delusi ma non sconfitti. La speranza, si sa, è l’ultima a morire e la nostra è oramai ottuagenaria. Ma se gli anni passano e la speranza resta ancora forte e incrollabile lo dobbiamo alla grande voglia che è in noi nel cercare non la perfezione, che non è di questo mondo, ma una classe politica che sappia incarnare il sogno di un popolo d’essere governato con saggezza e dirittura morale.
Ora anche i Pentastellati mostrano i segni di un cedimento preoccupante e ci lasciano irrimediabilmente orfani di un punto di riferimento che ci sembrava stesse andando per il giusto verso. Perché? Perché non basta che le idee siano buone occorre trovare gli uomini e le donne giuste. Essi alla fine incarnano quell’ideale che ci siamo fatti e devono saperlo rappresentare con forza e determinazione. E se oggi il progetto politico traballa non è colpa delle idee ma di chi non riesce ad esprimerle concretamente. Ci sta anche bene che vi siano uomini e donne venuti dal nulla a patto però che il loro ruolo non venga umiliato dalla loro mancanza di fermezza, dal vuoto dei loro ideali perché coltivati in superficie e facilmente portati via dal primo alito di vento. E questo, purtroppo, sta accadendo in casa pentastellati. E il rischio è che alla fine anche la speranza non trovi più sponde ove ripararsi. (Riccardo Alfonso)

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Nullo il verbale con l’autovelox se la pattuglia della polizia aveva i lampeggianti spenti

Posted by fidest press agency su domenica, 9 marzo 2014

Ancora una decisione che bacchetta quegli enti, in particolare i comuni, che non segnalano le postazioni per il rilevamento elettronico delle infrazioni come quelle a mezzo autovelox e simili. Per il giudice di pace di Gallarate il verbale elevato a seguito di rilevazione con autovelox dev’essere annullato quando si scopre che la postazione per il rilevamento elettronico non è visibile o segnalata con congruo anticipo ai veicoli in transito: come quando l’auto della pattuglia della polizia ha i lampeggianti spenti.
Con la sentenza 101/14 del giudice di Pace del comune del varesotto, è stato accolto il ricorso di un presunto trasgressore e quindi annullato il verbale elevato dalla Municipale per violazione dell’articolo 142, comma 8 del Codice della Strada per aver superato il limite massimo di velocità per soli undici chilometri orari.
Il magistrato onorario Laura Sardini ha infatti, rilevato che l’accertamento non è stato effettuato ottemperando alla normativa che regola l’accertamento delle violazioni al codice della strada eseguito con apparecchiature che dispensano gli agenti dalla contestazione immediata di cui all’articolo 201, comma 1 bis, Cds: in particolare, il Decreto Ministeriale del 15 agosto 2007, della circolare del 3 agosto 2007 del Ministero dell’Interno e della arcinota direttiva Maroni che è intervenuta a regolamentare la materia.
Nella fattispecie, peraltro, l’apparecchiatura elettronica è posta su di un’auto che sembra a tutti gli effetti civile, perché ha solo delle scritte calamitate “Polizia Locale”, mentre la vera pattuglia della Municipale è parcheggiata soltanto indietro all’altra vettura, con i lampeggianti spenti, e non risulta ben visibile ai veicoli che circolano sulla via. Una prassi evidentemente illegittima, che ricorda Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è spesso utilizzata da molti comuni per effettuare multe seriali.
Peraltro, l’agente accertatore ascoltato come testimone conferma, anche se indirettamente, una serie di circostanze favorevoli al conducente multato, ad esempio il fatto che il segnale di rilevamento automatico della velocità che si trova a soli 150 metri dalla postazione, dunque ben al di sotto dai minimi di legge.
È certo che se il cartello si fosse trovato alla distanza minima di 400 metri l’auto sanzionata avrebbe potuto rallentare e la multa non applicata. È, infatti, lo stesso articolo 142 del Codice a imporre che lo strumento di rilevazione deve essere distinguibile da lontano-

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Quattro parole: dal niente al nulla

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2010

Tra breve uscirà il libro di Luana de Rossi che si preannuncia graffiante come ci ha abituati l’autrice con i suoi scritti su Namir. Intanto riprendiamo qualche passo del suo ultimo scritto. Per Luana “a far cadere la Grecia sono stati i politici che hanno mangiato la spesa pubblica, esattamente come avviene da noi. Ma soprattutto sono stati 3 faccendieri che avendo visto la Greciain crisi hanno giocato in borsa al ribasso tentando di spolparla viva”. E ancora: “Per governare il mondo dalla formazione delle prime società ad  oggi sono bastate quattro parole utilizzate  da sempre e sempre riprodotte sia nelle piccole che nelle complesse strutture organizzate. Potere – Religione – Lavoro – Ignoranza. Il potere lo detiene chi attraverso alcune azioni e oggetti dimostra di essere il piů abile e nella sua abilità deve successivamente difendere quanto detiene… come i signori sopra scritti. La religione nasce nel tentativo di dare ipotetiche riposte a quanto gli uomini si domandano … cosa avviene dopo il decesso e cosa nei cieli ? … due misteri che qualche intelligentone ha messo insieme per inventare storie di sostegno al potere e tener buoni coloro che prima o poi avrebbero tentato di avere stessi privilegi. Lavoro – se vai a raccogliere dieci banane e me ne dai nove io ti do qualcosa equivalente ad una banana in questo modo ti occupo tutta la giornata e  continuo ad avere il potere delle banane senza che tu rompa. La sera sarai affaticato e penserai poco ai tuoi diritti e al fatto che mi dai 9 banane e ne  mangi un sola divisa per tutta la famiglia …addirittura ringrazierai.
Ignoranza – se non istruisci il popolo il popolo continuerà a credere ciecamente alle altre tre parole… è giusto che ci sia un capo… è giusto lavorare perché il lavoro nobilita l’uomo e la fede poi è una gran cosa  che ci aiuta a vivere soprattutto la fase finale della vita quella in cui il corpo cade a pezzi omologandosi alla testa. Per avere totale ignoranza basta non assumere le insegnanti … mandare le maestre a casa … ridurre la spesa pubblica per l’istruzione e mettere un ministro alla cultura che di cultura non ne ha. In questo modo i bambini non hanno tempo a disposizione… le donne rimarranno a casa e senza lavoro dovranno badare alla famiglia monoreddito ritornando piů o meno alla non cultura degli anni cinquanta. Fuori da quelle quattro parole c’era un voce …ragazzi ragazziiiii venite è pronto da mangiare… non sentono quando giocano tutti insieme sono felici…può crollare il mondo e non se ne accorgono. Dentro quelle quattro parole hai paura che il mondo crolli con tutto quello che hai anche se stare uniti e di felicità non conosci esistenza.  guardando bene cio’ di cui ti circondi non serve a un cazzo  e non vale quanto un sorriso sincero … ma non sai valutare non hai capacità critica. La libertà ha un caro prezzo tutti i giorni bisogna confrontarsi amare gli altri …cultura e contestazioni.  l’unico modo per non aver paura della fame è aprire la scatola dei sogni. Leggere un libro disegnare un foglio guardare con ammirazione come nasce un fiore comprendere la rivoluzione che tutti i giorni madre natura impone di fare. Una magia l’unica che puň sostituire l’oro …e’ dare tempo a chi tempo non ne ha. Anche la pancia piena e l’oro …senza questa magia del tempo …non hanno senso QuindI…cari siamo… sulla strada sbagliata”.(Luana de rossi) (n.r. abbiamo provveduto a qualche omissis ma chi vorrà leggere il testo integrale può farlo collegandosi al giornale namir)

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