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2 yacht su 3 intestati a nullatenenti

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

“Tornano a solcare i mari italiani i mega Yacht intestati ai nullatenenti. Crescono a dismisura i poveri possidenti, +6,7% nel 2011. Il 64% degli yachts di lusso che circolano in Italia, sono intestati a nullatenenti o a pensionati con la social card, prestanome di facoltosi imprenditori, per evadere le tasse.” Questo è quanto emerge da nuova inchiesta condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto di “Contribuenti.it Magazine”, presentata oggi a Ischia all’apertura del convegno “Fisco in barca”. di Fisco Tour 2011. Sono poveracci, dalle dichiarazioni dei redditi irrisorie, presumibilmente prestanome di imprenditori e professionisti che in questo modo eludono il fisco o, peggio ancora, fanno affari d’oro con la malavita organizzata, i proprietari di dei più bei yacht che circolano in Italia. Secondo lo studio dell’Associazione Contribuent i Italiani che saranno prossimamente pubblicati sul magazine “Contribuenti.it”, elaborato su dati de Lo Sportello del Contribuente e del Ministero delle Finanze, oltre la metà degli italiani ha dichiarato meno di 15.000 euro annui e circa due terzi meno di 20.000 euro; di contro, solo lo 0,95% ha dichiarato oltre 100 mila euro, lo 0,17% più di 200mila euro e solo 15 mila persone ha dichiarato un reddito di oltre 300 euro all’anno.
Una fotografia che stride con i dati relativi alle richieste di posti barca che sono cresciuti del 12,3% e agli acquisti di imbarcazioni di lusso. La spesa è cresciuta in Italia nel 2011 del 6,7%. I “ricchi nullatenenti e i poveri possidenti” anche quest’anno hanno destineranno buona parte della loro spesa nella locazione di ville esclusive o per i cosiddetti “passion investiments” come auto di grossa cilindrata (240.000 fuoriserie e suv), yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante la strategia della tensione messa in atto dall’amministrazione finanzi aria. “L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dagli italiani – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Devono scendere in campo gli 007 del Secit per scoprire chi sono gli effettivi proprietari degli Yachts che puntualmente, nei mesi estivi, solcano i nostri mari sbeffeggiando il fisco italiano”. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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2 yacht su 3 intestati a nullatenenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

“Crescono a dismisura i poveri possidenti, +6,7% nel 2011, che vivono spendendo migliaia di euro per beni di lusso e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente. Il 64% degli yachts che circolano in Italia, sono intestati a nullatenenti o a pensionati con la social card, prestanome di facoltosi imprenditori, per evadere le tasse.” Questo è quanto emerge da nuova inchiesta condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto del magazine “Contribuenti.it” dell’Associazione Contribuenti Italiani, che ha presentato oggi a Capri il nuovo inserto “Nautica & Fisco”. Sono poveracci, dalle dichiarazioni dei redditi irrisorie, presumibilmente prestanome di imprenditori e professionisti che in questo modo eludono il fisco o, peggio ancora, fanno affari d’oro con la malavita organizzata, i proprietari di dei più bei yacht che circolano in Italia.Secondo lo studio dell’Associazione Contribuenti Italiani che saranno prossimamente pubblicati sul magazine “Contribuenti.it”, elaborato su dati de Lo Sportello del Contribuente e del Ministero delle Finanze, oltre la metà degli italiani ha dichiarato meno di 15.000 euro annui e circa due terzi meno di 20.000 euro; di contro, solo lo 0,95% ha dichiarato oltre 100 mila euro, lo 0,17% più di 200mila euro e solo 15 mila persone ha dichiarato un reddito di oltre 300 euro all’anno.Una fotografia che strida con i dati relativi alle richieste di posti barca che sono cresciuti del 12,3% e agli acquisti di imbarcazioni di lusso. La spesa è cresciuta in Italia nel 2011 del 6,7%. I “ricchi nullatenenti e i poveri possidenti” anche quest’anno hanno destineranno buona parte della loro spesa nella locazione di ville esclusive o per i cosiddetti “passion investiments” come auto di grossa cilindrata (240.000 fuoriserie e suv ), yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante la strategia della tensione messa in atto dall’amministrazione finanziaria.  “Da sola la Guardia di Finanza non può combattere l’evasione fiscale che è diventato lo sport più praticato dagli italiani – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Devono scendere in campo gli 007 per scoprire chi sono gli effettivi proprietari degli Yachts che puntualmente, nei mesi estivi, solcano i nostri mari sbeffeggiando il fisco italiano”.Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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2 yacht su 3 intestati a nullatenenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

“Crescono a dismisura i poveri possidenti, +5% nel 2010, che vivono spendendo migliaia di euro per beni di lusso e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente. Il 64% degli yachts che circolano in Italia, sono intestati a nullatenenti, o ad arzilli prestanomi ultraottantenni o a società di comodo, italiane o estere per evadere le tasse”. Lo rileva Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con lo Sportello del Contribuente monitora costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale nella bella Penisola. E’ questo il dato diffuso oggi a Capri da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, alla presentazione dello speciale “Nautica & Fisco”.
Secondo lo studio di Contribuenti.it, elaborato su dati de Lo Sportello del Contribuente e del Ministero delle Finanze, è emerso che la metà degli italiani dichiara non olt re 15.000 euro annui e circa due terzi non più di 20.000 euro; di contro, solo l’1% che dichiara oltre 100 mila euro e lo 0,2% più di 200mila euro.  Una fotografia che strida con i dati relativi ai consumi dei beni di lusso. La spesa per i cosiddetti “passion investiments” è cresciuta in Italia nel 2009 del 2,4% e nel primo semestre del 2010 del 4,8%. I “ricchi nullatenenti ed i poveri possidenti” hanno continuato a destinare nel 2010 buona parte della propria spesa nell’acquisto di beni di lusso tradizionali come auto di grossa cilindrata, yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante l’introduzione del nuovo redditometro da parte del fisco. “Finalmente dopo le nostre numerose denuncie anche l’Agenzia delle Entrate ha iniziato a verificare le numerose società di noleggio nautico – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Speriamo che estenda il raggio di azione anche alle società estere, in particolar modo a quelle residen ti in paradisi fiscali”. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Yacht intestati a nullatenenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

“Crescono a dismisura i poveri possidenti, +5% nel 2010, che vivono spendendo migliaia di euro per beni di lusso e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente. Il 64% degli yachts che circolano in Italia, sono intestati a nullatenenti, o ad arzilli prestanomi ultraottantenni o a società di comodo, italiane o estere per evadere le tasse”. Lo rileva Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con lo Sportello del Contribuente monitora costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale nella bella Penisola. E’ questo il dato diffuso oggi a Capri da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, all’apertura del secondo simposio internazionale al quale partecipano i massimi rappresentanti delle associazioni dei contribuenti dei principali paesi europei. Secondo lo studio di Contribuenti.it, elaborato su dati de Lo Sp ortello del Contribuente e del Ministero delle Finanze, è emerso che la metà degli italiani dichiara non oltre 15.000 euro annui e circa due terzi non più di 20.000 euro; di contro, solo l’1% che dichiara oltre 100 mila euro e lo 0,2% più di 200mila euro.  Una fotografia che strida con i dati relativi ai consumi dei beni di lusso. La spesa per i cosiddetti “passion investiments” è cresciuta in Italia nel 2009 del 2,4% e nel primo semestre del 2010 del 4,8%. I “ricchi nullatenenti ed i poveri possidenti” hanno continuato a destinare nel 2010 buona parte della propria spesa nell’acquisto di beni di lusso tradizionali come auto di grossa cilindrata, yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante l’introduzione del nuovo redditometro da parte del fisco. E’ ora di finirla con modeste misure di contrasto all’evasione fiscale, come il nuovo redditometro – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – È necessaria un’illuminante politica di collaborazione con le associazioni dei contribuenti che operano da tempo sul fronte della Tax Compliance, generando una autentica cultura antievasione. Come è accaduto durante la crisi finanziaria del sistema creditizio, è necessario assegnare ai Prefetti un ruolo nel controllo nella lotta all’evasione fiscale con la costituzione di un osservatorio sulla Tax Compliance presso tutte le Prefetture e la partecipazione di tutti i diretti interessati: i rappresentanti delle società, i rappresentati del fisco e degli intermediari, i rappresentanti dei lavoratori ed i rappresentanti dei contribuenti, con il Prefetto che coordinerà il tavolo. L’osservatorio – conclude Carlomagno – dovrà migliorare i rapporti tra fisco e contribuenti, per evitare che l’evasione dilaghi nel nostro paese”. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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2 yacht su 3 intestati a nullatenenti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Mag 2010

“Crescono a dismisura i poveri possidenti, +5% nel 2010. Quasi due terzi delle lussuose barche che circolano sui meri italiani, sono intestate a nullatenenti, a prestanomi 80enni o società di comodo, italiane o estere”. Lo rileva Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con lo Sportello del Contribuente monitora costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale nella Penisola. “Il 64% degli Yacht di lusso, barche a vela sofisticate e auto di grossa cilindrata sono intestati a nullatenenti, a pensionati 80enni o società di comodo, anche estere, per non pagare le tasse”. E’ questo il dato diffuso oggi a Capri, alla presentazione della manifestazione Fisco Tour 2010, da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente rileva costantemente il fenomeno dell’ev asione fiscale in Italia.  Si espande a dismisura il fenomeno dei “ricchi nullatenenti” che vivono spendendo migliaia di euro per beni superflui e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente. Secondo il recente studio di Contribuenti.it, elaborato su dati provvisori del Ministero delle Finanze che fa riferimento alle dichiarazioni fiscali presentate nel 2009, è emerso che la metà degli italiani dichiara non oltre 15.000 euro annui e circa due terzi non più di 20.000 euro; di contro, solo l’1% che dichiara oltre 100 mila euro e lo 0,2% più di 200mila euro. Una fotografia che non forma un “perfetto collage” con quella che riprende i dati relativi alla spesa pubblica. Nello stesso periodo in Italia, venivano immatricolate 151mila vetture tra fuoristrada ed auto di lusso, e addirittura a 27mila italiani sarebbero state rilasciate altrettante patenti nautiche. “E’ ora di finirla con modeste misure di contrasto all’evasione fiscale, come il nuovo redditometro – af ferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – È necessaria un’illuminante politica di collaborazione con le associazioni dei contribuenti che operano da tempo sul fronte della Tax Compliance, generando una autentica cultura antievasione. Come è accaduto durante la crisi finanziaria del sistema creditizio, è necessario assegnare ai Prefetti un ruolo nel controllo nella lotta all’evasione fiscale con la costituzione di un osservatorio sulla Tax Compliance presso tutte le Prefetture e la partecipazione di tutti i diretti interessati: i rappresentanti delle società, i rappresentati del fisco e degli intermediari, i rappresentanti dei lavoratori ed i rappresentanti dei contribuenti, con il Prefetto che coordinerà il tavolo. L’osservatorio – conclude Carlomagno – dovrà migliorare i rapporti tra fisco e contribuenti, per evitare che l’evasione dilaghi nel nostro paese”. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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