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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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I numeri dell’emergenza degli edifici scolastici

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Dall’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica emerge che in Italia il patrimonio edilizio scolastico è composto da 40.151 edifici attivi che fanno capo agli Enti locali, 22.000 dei quali costruiti prima del 1970. Ad oggi:
il 46,8% degli edifici non possiede il certificato di collaudo statico (la prima norma che introduce in Italia l’obbligo del certificato di collaudo statico è la legge 5 novembre 1971, n. 1086, il 22,3% degli edifici senza questo certificato è costruito prima del 1970);
il 59,5% non ha quello di prevenzione incendi (oggi SCIA). Il 53,8% non ha quello di agibilità/abitabilità (oggi SCA);
il 21,4% delle scuole non ha il piano di emergenza, ma con il decreto che andrà a sostituire il DM 10/03/98 ci saranno ulteriori novità;
il 42,5% degli edifici non è dotato di accorgimenti per ridurre i consumi energetici;
il 25,5% degli edifici non ha abbattuto le barriere architettoniche per i diversamente abili.
Secondo il sindacato Udir Intorno alla figura del dirigente scolastico persistono gravi incongruenze normative: è attribuita loro la responsabilità della sicurezza in quanto datori di lavoro, ma gli edifici scolastici sono di proprietà degli enti locali (Comuni, Provincie ed aree metropolitane) a la normativa vigente impone a questi Enti gli obblighi relativi agli interventi strutturali per mettere in sicurezza le strutture e di conseguenza studenti e operatori scolastici. Inoltre ai capi d’istituto non è attribuita direttamente alcuna risorsa economica per esercitare eventualmente tale responsabilità o intervenire autonomamente in via ordinaria o straordinaria sui rischi delle strutture scolastiche inadeguate o inefficienti.
Udir ha anche provato a portare avanti le proprie idee sul tema della sicurezza con gli emendamenti presentati al disegno di legge 1586 Bilancio di previsione dello Stato, per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022. E, dopo il recente via libera a un “pacchetto” di emendamenti alla manovra riguardanti l’efficientamento energetico, il giovane sindacato ha sottolineato come ad essere beneficiari di interventi di messa in sicurezza saranno edifici scolastici già a norma. Udir, inoltre, mette a disposizione dei suoi associati apposite diffide, qualora le loro scuole non potessero mettersi in regola entro i termini previsti.

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La medicina, le malattie rare e la logica dei numeri

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 agosto 2019

Oggi esistono 70.000 schede censite di malati rari mentre, da anni, le stime ci parlavano di circa 2.000.000 di malati con patologie definite rare nel nostro Paese, allora è vero che i conti ancora non tornano. Per varare un piano Nazionale c’è bisogno di certezza sui numeri, e il sovrastimare o sottostimare rende impossibile capire il problema e stanziare sufficienti risorse economiche per affrontarlo.
A decine sono le denunce che arrivano all’Osservatorio dell’Associazione Giuseppe Dossetti dedicato ai malati rari “Officina Malattie Rare” per i farmaci che non ci sono, per i farmaci che ci sono ma che il SSN non passa, per le malattie rare non ancora riconosciute dallo Stato, per la legge 104 non concessa.
E, tra l’interrogativo più frequente, “Dove finiscono i fondi stanziati per le malattie rare?”, questa è la domanda che quotidianamente c’è rivolta da chi, oltre alla malattia oggi, per via del disagio esistenziale di molti italiani, vede svanire le possibilità di cura perché ogni giorno la povertà incalza. Questa è la domanda che i malati rari si pongono al risveglio ogni mattina perché risposte ancora non ne vedono.
Perché, come diceva Don Dossetti “non si superi l’insuperabile” e l’insuperabile è il baratro tra malato e Istituzioni. Nel frattempo c’è chi predica che mancano le risorse e c’è chi ci informa degli sprechi.
Il 50% dei farmaci in circolazione è inutile e potrebbe essere eliminato senza problemi. E’ la dura “sentenza” di Silvio Garattini, past direttore dell’Istituto ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che punta il dito anche contro l’uso non appropriato o esagerato di buoni medicinali. Per Garattini la nostra è una società sempre più “farmacocentrica, perché vede la soluzione di tutti i problemi nel medicinale” e dimentica, invece, la prevenzione. Inoltre gli “enormi interessi economici che gravitano attorno alle medicine” e la “tendenza al consumismo sanitario”, sono il quadro in cui si inserisce l’utilizzo non sempre migliore di pillole, fiale e sciroppi.” C’è evidentemente – spiega l’esperto – poca appropriatezza”, che si esprime a diversi livelli. “Il primo è dato dai farmaci totalmente inutili – precisa – come gli epatoprotettori, gli integratori, gli immunostimolanti, i dimagranti, ecc.” “Una paccottiglia che è solo frutto di pubblicità”. Ci sono poi i tanti medicinali “usati solo per curare le cattive abitudini, dal fumo all’eccesso di alcol, dal sovrappeso all’uso di droga.” Anche in questo caso si tratta di una spesa evitabile.
“Il Servizio sanitario nazionale potrebbe risparmiare moltissimo con interventi più decisi sulle abitudini di vita”, dice Garattini, che sottolinea come “non esiste solo un diritto alla salute ma anche un dovere. E’ necessario un lavoro d’informazione e educazione su questo: chi si “procura” una malattia deve sapere che attinge da fonti comuni e sottrae risorse a chi si è ammalato senza colpe.”
Vi è poi un discorso, di più ampia portata, che si rileva dai casi di patologie ambientali prodotte dall’inquinamento chimico, elettromagnetico e da emissioni di CO2. Il tutto si contorna di altri stimoli culturali e informativi quando l’Associazione culturale “Giuseppe Dossetti” affronta il tema su “i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) per aprire il dibattito sui “Farmaci Innovativi, tra Consumismo e Appropriatezza nei 21 Sistemi Diversi di Accesso.” L’appropriatezza dei Farmaci Innovativi non può significare solo qualità nell’indicazione terapeutica, ma deve misurarsi anche con un’accessibilità capillare e veloce su tutto il territorio nazionale per non correre il rischio di permettere solo a chi ha più soldi di curarsi meglio.
In Italia, con l’approvazione del federalismo sanitario ci si potrebbe trovare davanti a diciannove sistemi di sanità diversi, nel senso che ogni regione può permettere, o no, ai propri residenti di accedere ai farmaci nuovi per le migliori terapie di cura. S’intersecano, tra loro, in un mix di ardua comprensione, i diritti del paziente, i tetti di spesa, i prontuari regionali e aziendali, i farmaci anticancro, la prevenzione e l’innovazione. (Riccardo Alfonso)

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JENNIFER CHIAVERINI, L’incantatrice dei numeri

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

Unica figlia legittima di Lord Byron, il più brillante, riverito e scandaloso dei poeti romantici, Ada era destinata alla fama molto prima della sua nascita. Ma sua madre, la matematica Anne Isabella Milbanke, separatasi da Byron quando la bambina ha solo un mese di vita, è determinata a salvare la figlia dal pericoloso patrimonio del padre, che Ada non conoscerà mai. Bandendo fiabe e fantasia dalla sua infanzia, Isabella offre a sua figlia un’educazione rigorosa fondata sulla matematica e la scienza. Qualsiasi stimolante scintilla di immaginazione – o peggio ancora, passione o poesia – viene prontamente estinta. Questo, almeno, è quello che crede sua madre.
Nel 1833, ad un ricevimento tenuto dalla Somerville, la diciassettenne Ada conosce il matematico Charles Babbage, all’epoca già autore della macchina differenziale, restandone ammaliata. Affascinata dall’universalità delle sue idee e, interessatasi al suo lavoro, inizia a studiare i metodi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e la macchina analitica. Anche Babbage resta colpito dall’intelligenza di Ada e dalla sua abilità, soprannominandola l’Incantatrice dei numeri.
Anche se la macchina di Babbage non verrà mai costruita, gli studi di Ada Byron sono importanti per la storia del computer. Ada, con preveggenza, aveva previsto la capacità dei computer di andare al di là del mero calcolo numerico, mentre altri, incluso lo stesso Babbage, si focalizzavano soltanto su questa capacità.
Con una prosa fluida ed elegante, Jennifer Chiaverini rende un sentito omaggio a una delle pioniere dell’informatica, una donna visionaria che ha lottato per la propria indipendenza e il riconoscimento delle proprie idee.Traduzione dall’inglese di Maddalena Togliani
Euro 18,00 448 pagine.
Jennifer Chiaverini insegna scrittura alla Pennsylvania State University e all’Edgewood College. È autrice di numerosi bestseller e della fortunata serie Elm Creek Quilts. Con Neri Pozza ha pubblicato La sarta di Mary Lincoln (2014, BEAT 2016). Attualmente vive a Madison, in Wisconsin, con il marito e due figli. (Neri Pozza editore)

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Jennifer Chiaverini: L’incantatrice dei numeri

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Unica figlia legittima di Lord Byron, il più brillante, riverito e scandaloso dei poeti romantici, Ada era destinata alla fama molto prima della sua nascita. Ma sua madre, la matematica Anne Isabella Milbanke, separatasi da Byron quando la bambina ha solo un mese di vita, è determinata a salvare la figlia dal pericoloso patrimonio del padre, che Ada non conoscerà mai. Bandendo fiabe e fantasia dalla sua infanzia, Isabella offre a sua figlia un’educazione rigorosa fondata sulla matematica e la scienza. Qualsiasi stimolante scintilla di immaginazione – o peggio ancora, passione o poesia – viene prontamente estinta. Questo, almeno, è quello che crede sua madre.
Nel 1833, ad un ricevimento tenuto dalla Somerville, la diciassettenne Ada conosce il matematico Charles Babbage, all’epoca già autore della macchina differenziale, restandone ammaliata. Affascinata dall’universalità delle sue idee e, interessatasi al suo lavoro, inizia a studiare i metodi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e la macchina analitica. Anche Babbage resta colpito dall’intelligenza di Ada e dalla sua abilità, soprannominandola l’Incantatrice dei numeri.
Anche se la macchina di Babbage non verrà mai costruita, gli studi di Ada Byron sono importanti per la storia del computer. Ada, con preveggenza, aveva previsto la capacità dei computer di andare al di là del mero calcolo numerico, mentre altri, incluso lo stesso Babbage, si focalizzavano soltanto su questa capacità.
Con una prosa fluida ed elegante, Jennifer Chiaverini rende un sentito omaggio a una delle pioniere dell’informatica, una donna visionaria che ha lottato per la propria indipendenza e il riconoscimento delle proprie idee.Traduzione dall’inglese di Maddalena Togliani
Euro 18,00 448 pagine.
Jennifer Chiaverini insegna scrittura alla Pennsylvania State University e all’Edgewood College. È autrice di numerosi bestseller e della fortunata serie Elm Creek Quilts. Con Neri Pozza ha pubblicato La sarta di Mary Lincoln (2014, BEAT 2016). Attualmente vive a Madison, in Wisconsin, con il marito e due figli.

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Scuola: i numeri dell’inefficienza

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

A certificarlo è l’Aran con un report che esamina l’evoluzione numerica degli “Occupati nella pubblica amministrazione”: attraverso un’analisi dei dati, risulta che negli ultimi 15 anni sono stati bruciati 35mila posti, ma poi si scopre che nel 2016 – quindi anche dopo il piano straordinario della Buona Scuola voluto dal governo Renzi – c’erano ancora quasi 150 mila docenti e Ata precari chiamati a sottoscrivere contratti di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche; nel 2016, il precariato utilizzato tra gli insegnanti era addirittura del 13,5% e delll’11,6% tra i collaboratori scolastici, gli amministrativi e i tecnici. Considerando che lo scorso anno non si è andati oltre al mero turn over, ad oggi questi dati preoccupanti possono considerarsi confermati se non addirittura rafforzati. Infine, risultano dimezzati i nuovi dirigenti scolastici: 15 anni fa erano 12 mila, oggi ce ne sono in servizio 7 mila e a settembre quasi 2mila posti andranno in reggenza.Sono dati impietosi che confermano la pessima gestione del precariato scolastico e l’irragionevole opposizione dell’amministrazione a stabilizzare tutti coloro che sono stati selezionati, formati e abilitati per entrare nei ruoli dello Stato. A rendere ancora più difficile il quadro è l’inerzia della politica che continua ad assecondare certe scelte insensate. Anzi, negli ultimi anni a peggiorare la situazione ci si è messo di buona lena il legislatore, che ha avallato la riduzione del tempo scuola, ha prodotto una serie di norme che hanno favorito la perdurante disparità di trattamento economica e giuridica subìta dal personale a tempo determinato, sino alla finzione dell’organico di fatto utilizzato in organico di diritto, inclusi i posti in deroga su sostegno, funzionale a far risparmiare lo Stato perché così non assume a tempo indeterminato né paga i mesi estivi.
Marcello Pacifico (presidente Anief): Come si fa a pensare che in queste condizioni, con percentuali altissime di personale precario che ogni anno viene nominato in istituti diversi, cambiando continuamente colleghi e alunni, la scuola italiana possa affrancarsi dai problemi cronici? Come si fa a parlare di continuità didattica se gli insegnanti cambiano in numero così massiccio? Come si può parlare di scuole di qualità se poi non si mette a disposizione per un periodo congruo nemmeno il personale amministrativo, tecnico e ausiliario?

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La linea dei numeri e la tavola pitagorica sui banchi di scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Torino Venerdì 6 e sabato 7 aprile al Centro Congressi Santo Volto di Torino Il III convegno nazionale SOS Dislessia lancia il progetto pilota “Tuttaunaltrascuola” con la direzione scientifica del prof. Giacomo Stella alla scuola primaria di Marmorta a Molinella. Tra gli ospiti del convegno anche Lapo Elkann.
Banchi di scuola con la linea dei numeri e la tavola pitagorica. E’ la scuola primaria di Marmorta, a pochi chilometri da Molinella, la prima scuola in Italia a dotarsi di metodi di supporto compensativo per aiutare i bambini con difficoltà di apprendimento. Ne parlerà per la prima volta il professor Giacomo Stella, Professore ordinario di Psicologia Clinica al dipartimento di Educazione e Scienze Umane presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e curatore del progetto, in occasione del III Convegno nazionale SOS Dislessia “Guardare, provare, imparare. Dai neuroni a specchio alla didattica a scuola” in programma venerdì 6 e sabato 7 aprile al Centro Congressi Santo Volto di Torino. La scuola primaria di Marmorta chiusa dal 2016 e recentemente ristrutturata ha accettato di applicare su tutti i banchi gli adesivi studiati dal professor Stella, propedeutici ai metodi di supporto compensativo. Un ritorno nostalgico al passato? Un anacronismo? Niente di tutto questo. Per il prof. Stella, direttore scientifico del III convegno SOS DISLESSIA, si tratta di uno strumento compensativo utile ai ragazzi con DSA ma non solo a loro per favorire i processi di apprendimento. “La scuola deve ritornare ad essere amica dei bambini e cercare di rendere accessibile e piacevole l’apprendimento dell’aritmetica che viene considerata una disciplina ostica. In realtà il bambino nasce con una predisposizione innata a “matematizzare” l’ambiente, come dimostrano le ricerche sulle capacità del neonato di apprezzare le quantità – spiega il prof. Stella – È dunque necessario continuare a favorire questa capacità recuperando gli strumenti di base che facilitano il calcolo e stimolano la voglia di fare esperienza”.
Sabato 7 aprile il convegno promosso da SOS Dislessia in collaborazione con Anastasis e Pearson e patrocinato da Comune di Torino, Università di Torino, Università di Modena e Reggio Emilia, Fondazione Emanuele Scifo e Fondazione LAPS, terrà a battesimo questo importante progetto pilota che verrà inaugurato in contemporanea proprio nell’Open Day della scuola di Molinella. E sarà solo uno dei momenti significativi della due giorni torinese alla quale parteciperanno neuroscienziati, ricercatori ed esperti di DSA provenienti da tutto il mondo. Tante le testimonianze illustri previste tra cui: Lapo Elkann Presidente e Fondatore di Garage Italia e Italia Independent Group, Emanuel Simeoni, fumettista internazionale autore di Batman Eternal per la DC Comics e Francesco Riva, attore e scrittore. Un appuntamento dall’alto valore formativo aperto a clinici e insegnanti al quale prenderanno parte: Leonardo Fogassi Università di Parma, Marco Zorzi Università di Padova, Arnold Wilkins Università di Essex, Maria Luisa Gorno-Tempini Università di San Francisco, Concetta Pacifico Dirigente scolastico, Roberto Trinchero Università di Torino, Graziano Cecchinato Università di Padova, Maurizio Parodi Università di Genova, Giancarlo Cerini Dirigente tecnico, Andrea Marini Università di Udine e Roma Tor Vergata, Luisa Girelli Università di Milano-Bicocca, Gabriele Pallotti Università di Modena e Reggio Emilia, Gaia Scerif Università di Oxford, Antonella Gagliano Università di Messina e Salvatore Giuliano Dirigente scolastico.
Si parlerà di diversi modi di apprendere a partire dall’analisi del funzionamento dei neuroni specchio e delle reti neurali artificiali nella visione e nella lettura, nella grammatica e nella matematica, nell’educazione linguistica ma anche nel comportamento. Nell’occasione si rifletterà anche su modelli didattici che propongono un modo diverso di insegnare più coerente con i modelli di apprendimento. Previste due sessioni poster (venerdì alle 18.00 e sabato alle 13.00) e i laboratori Pearson a cura di Barbata Urdanch “Stu (p) [d] enti I maturandi Dsa spiegano ai docenti come “SI PUÒ FARE!!!” (venerdì 6 ore 17.00) e “Gente che vibra: narrazione da una scuola che ci prova…e ci riesce!” a cura della Dott.ssa Antonella Accili Dirigente scolastica Piandimeleto (sabato 7 ore 14.00).

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I numeri che contano

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Abbiamo un’economia sommersa che vale 270 miliardi, un’evasione di 120 miliardi e una corruzione pubblica che ammonta a settanta miliardi. E’ questa la vera faccia del paese. L’onestà non premia. Il contribuente non è difeso. Si sfruttano le doti meno nobili dell’animo umano incoraggiando l’evasione, favorendo il sommerso, offrendo il voto di scambio e lasciando che gli strumenti a tutela dei cittadini vadano alla malora con milioni di processi in civile e in penale che prima di avere una sentenza definitiva richiedono tra gli otto e i 12 anni, che chi si ammala e vuole essere curato deve sborsare di tasca propria, chi vuole cibarsi di cibi qualitativamente validi deve pagare di più innescando quella spirale perversa che condanna tutti coloro che sono detentori di redditi medio-bassi ad usufruire di servizi e alimenti scadenti fonte di malattie inevitabili sia pure differite nel tempo. Quale sarebbe stato il gesto di “coraggio” di un governo, e lasciamo stare l’eufemismo del governo tecnico che fa ridere i polli, se non quello di adottare una politica fiscale aperta al rimborso delle spese di mantenimento come accade in Germania e nel paesi anglosassoni? Così se a casa arriva l’idraulico o si va dal medico specialista e si è posti di fronte all’alternativa di pagare duecento euro senza ricevuta o 250 se non 300 con la ricevuta, la convenienza e la mancanza di un adeguato scomputo della spesa nella dichiarazione dei redditi, ci convince la soluzione economicamente più vantaggiosa. I politici lo sanno ma preferiscono fare come le scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare perché le corporazioni sono quelle che dettano le fortune o le sfortune dei partiti nei confronti elettorali, mentre gli altri, pur essendo la maggioranza assoluta del paese, sono stati ammansiti dai tanti specchietti per allodole che si chiamano disinformazione, clientelismo, complessi d’inferiorità e diavolerie del genere.
E il meccanismo è così ben oliato che se non si va alla radice del problema la sua soluzione diventa impossibile. Ecco perché si continuerà a evadere di là delle facciate della prima ora con i casi scoperti che a ben vedere sono la minima parte di una componente di ben altra natura.
Ecco perché ci sarebbe voluta una riforma fiscale complessiva che badasse alle aliquote ma anche a tutto il resto. Perché i cittadini devono essere educati a ottenere risultati virtuosi nelle loro operazioni finanziarie, commerciali e negli scambi di servizi. Bisogna incoraggiare e non deprimere. Bisogna offrire opportunità virtuose e non convenienza a evadere. (Riccardo Alfonso)

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Scuola: Diplomati magistrale, in vista delle elezioni primaverili la politica si scontra sul loro destino e sui numeri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 dicembre 2017

consiglio di statoTutti cercano, si impegnano e promettono una soluzione per i maestri condannati a vita a fare i precari. Cresce l’incertezza sul numero effettivo dei coinvolti: sarebbero 5mila per il Pd, 50mila per la Lega, 1.474.000 per l’avvocatura dello Stato. Intanto, cresce il malcontento per l’esito della plenaria emesso la scorsa settimana: subito dopo le festività di fine anno, l’8 gennaio, diverse scuole dell’infanzia e della primaria potrebbero non riprendere le lezioni per l’astensione dei docenti abilitati esclusi dalla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha rinnegato se stesso ed escluso migliaia di precari dall’accesso al ruolo. Viene da chiedersi dove fossero tutti questi benpensanti alla vigilia della Plenaria, quando la politica e non solo davano addosso a questa categoria di precari.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La soluzione c’è e c’è sempre stata, ma prima nessuno voleva trovarla. Con lo sciopero di inizio anno, vogliamo dimostrare che, senza i precari, le scuole resteranno chiuse: perché i diplomati magistrale e tutti i docenti abilitati che non hanno accesso a nessuna graduatoria per il ruolo non tornino ad essere dei fantasmi, numeri da giocare o da tirar fuori all’occorrenza, ma insegnanti a cui ridare dignità e riconoscere rispetto per la professionalità e l’amore per il proprio lavoro che hanno dimostrato e dimostrano ogni giorno e non da ieri, ma da anni. Nel frattempo, il giovane sindacato ha aperto le procedure di preadesione al ricorso gratuito dei docenti diplomati magistrale alla CEDU e quelle per inviare una petizione alla Commissione del Parlamento Europeo. Il sindacato, inoltre, sta predisponendo un reclamo collettivo al Consiglio d’Europa.

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I numeri che contano

Posted by fidest press agency su martedì, 26 settembre 2017

fisco2005aAbbiamo un’economia sommersa che vale 270 miliardi, un’evasione di 180 miliardi e una corruzione pubblica che ammonta a settanta miliardi. E’ questa la vera faccia del paese. L’onestà non premia. Il contribuente non è difeso. Si sfruttano le doti meno nobili dell’animo umano incoraggiando l’evasione, favorendo il sommerso, offrendo il voto di scambio e lasciando che gli strumenti a tutela dei cittadini vadano alla malora con milioni di processi in civile e in penale che prima di avere una sentenza definitiva richiedono tra gli otto e i 12 anni, che chi si ammala e vuole essere curato deve sborsare di tasca propria, chi vuole cibarsi di cibi qualitativamente validi deve pagare di più innescando quella spirale perversa che condanna tutti coloro che sono detentori di redditi medio-bassi ad usufruire di servizi e alimenti scadenti fonte di malattie inevitabili sia pure differite nel tempo. Quale sarebbe stato il gesto di “coraggio” di un governo, e lasciamo stare l’eufemismo del governo tecnico che fa ridere i polli, se non quello di adottare una politica fiscale aperta al rimborso delle spese di mantenimento come accade in Germania e nel paesi anglosassoni? Così se a casa arriva l’idraulico o si va dal medico specialista e si è posti di fronte all’alternativa di pagare duecento euro senza ricevuta o 250 se non 300 con la ricevuta, la convenienza e la mancanza di un adeguato scomputo della spesa nella dichiara-zione dei redditi, ci convince la soluzione economiamente più vantaggiosa. I politici lo sanno ma preferiscono fare come le scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare perché le corporazioni sono quelle che dettano le fortune o le sfortune dei partiti nei confronti elettorali, mentre gli altri, pur essendo la maggioranza assoluta del paese, sono stati ammansiti dai tanti specchietti per allodole che si chiamano disinformazione, clientelismo, complessi d’inferiorità e diavolerie del genere.
E il meccanismo è così ben oliato che se non si va alla radice del problema la sua soluzione diventa impossibile. Ecco perché si continuerà a evadere di là delle facciate della prima ora con i casi scoperti che a ben vedere sono la minima parte di una componente di ben altra natura.
Ecco perché ci sarebbe voluta una riforma fiscale complessiva che badasse alle aliquote ma anche a tutto il resto. Perché i cittadini devono essere educati a ottenere risultati virtuosi nelle loro operazioni finanziarie, commerciali e negli scambi di servizi. Bisogna incoraggiare e non deprimere. Bisogna offrire opportunità virtuose e non convenienza a evadere. (Riccardo Alfonso)

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I numeri del Macerata Opera Festival 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

conferenzastampaLa 53a edizione del Macerata Opera Festival si chiude con ottimi e inattesi risultati sia per gli incassi che per le presenze degli spettatori paganti. Due i record significativi, in un anno difficile per tutto il territorio dopo il pesante sciame sismico del 2016: oltre 1.250.000 euro l’incasso lordo, con più di 31mila spettatori paganti. “Abbiamo consolidato e ampliato il dato del 2016, il migliore fino ad oggi – dichiara il sovrintendente Luciano Messi -”. Per la prima volta, un’opera fa registrare quattro tutto esaurito consecutivi: è il caso di Turandot con 8987 presenze paganti”.“La musica ha battuto le preoccupazioni e i dubbi – afferma il presidente dell’Associazione Arena Sferisterio, Romano Carancini -. Dopo il terremoto avevamo dei dati che ci annunciavano una stagione complicata, ma lo Sferisterio è andato oltre, grazie alla capacità di attrarre pubblici diversi, generazioni differenti che hanno assistito ai vari spettacoli: le opere, lo spettacolo per i Sibillini, il concerto di Bollani, il Festival Off con i nuovi Concerti in Cantina in collaborazione con IMT. Tutto questo è potuto accadere grazie alla maturità del teatro, dell’intero staff che ci ha lavorato. Nel 2017 abbiamo realizzato il record di presenze di spettatori paganti, il mio augurio è che il 2018 sia ancora migliore. Francesco Micheli ci lascia un’identità fortissima”.Interessanti i dati derivanti dalle vendite on line che fanno conoscere in proporzione uno spaccato del pubblico che ha riempito lo Sferisterio durante questo mese di attività: confrontando i dati del 2016 con quelli del 2017 stessi acquisti dal maceratese, in crescita quelli da tutto il territorio nazionale e stabili quelli dall’estero. Il pubblico non organizzato è in controtendenza rispetto ai gruppi, in cui si è notato invece un aumento delle presenze italiane e una diminuzione di quelle straniere, le cui prenotazioni hanno coinciso con le scosse degli ultimi mesi del 2016; tuttavia è stato più vivace che mai l’interesse degli operatori turistici tedeschi e austriaci che sono stati presenti in gran numero durante queste settimane per valutare gli acquisti del 2018.Sui dati positivi interviene anche Antonio Pettinari, vicepresidente dell’Associazione Arena Sferisterio: “Superare nei numeri le stagioni positive degli ultimi 6 anni vuol dire che il Macerata Opera Festival è una realtà importante, un evento culturale di riferimento per il pubblico italiano e straniero. Sono molto soddisfatto per la partecipazione di tutta la comunità provinciale e la quarta recita di Aida è l’emblema del legame con il territorio, con il coinvolgimento delle persone che hanno subito più di tutti i danni del terremoto”.Va in archivio un’altra stagione piena di soddisfazioni, in cui lo Sferisterio ha offerto oltre un mese di grandi eventi, dalle opere al Festival Off che è uscito anche dalla provincia di Macerata con i Concerti in Cantina. “Il Macerata Opera Festival ha acquisto una prospettiva di guida di impresa della comunità cittadina – sostiene l’assessore alla Cultura, Stefania Monteverde -. Si chiude la stagione lirica, ma sta per partire il cartellone Sferisterio Live, costruito insieme, e in autunno riprende con un fitto calendario di eventi il programma del Teatro Lauro Rossi, che vede la collaborazione dell’Associazione Arena Sferisterio. Insieme si aprono nuovi scenari”.La forza della squadra, il lavoro con il CDA e il coinvolgimento del conferenzastampa1territorio sono gli elementi che caratterizzano sempre di più la stagione operistica maceratese. “In sei anni abbiamo realizzato una formula che piace molto al pubblico, con ingredienti sani e speciali – dice il direttore artistico, Francesco Micheli – . Il primo è il territorio, e a seguire l’esperienza collettiva che fa interagire i tanti elementi che contribuiscono al risultato finale, un cantiere attivo dove tutti sono importanti. Poi ci sono la presenza dei giovani, che aumentano di anno in anno, e Shi (Si faccia), la nuova commissione del Macerata Opera Festival che ha riscosso un successo incredibile e non scontato. Abbiamo ideato la migliore ricetta per un festival italiano: da domani non sarò più chef ma uno degli ingredienti”.Questa “ricetta” ha portato allo Sferisterio più di 31mila persone paganti. “Nel 2012 abbiamo avuto una stagione analoga – spiega Messi – con 3 opere allo Sferisterio e 12 serate e per questo le compariamo. Quell’anno il titolo più seguito fu La traviata, come quest’anno Turandot; le due produzioni si dividono i miglior risultati. L’incasso totale di Traviata fu di 455.885 euro, mentre quello di Turandot è stato di 449.000 euro, ma questa seconda ha registrato il numero più alto di presenze: 8987 contro gli 8083. L’ultima recita di Turandot ha segnato il terzo risultato per presenze di spettatori paganti da quando abbiamo la nuova pianta, con 2283 biglietti staccati. Il primo posto è della Traviata del 2014 con 2302. Gli omaggi sono in linea con gli altri anni, sempre sotto al 5%”.Felice anche il presidente Anffas, Marco Scarponi: “il mio ringraziamento va allo Sferisterio che ci ha scelto come charity partner 2017 e che ci ha dato l’opportunità di farci conoscere ulteriormente in occasione del nostro cinquantesimo. È il segno che questa città ha l’inclusione e l’accoglienza come elementi identitari”. (foto: conferenzastampa)

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I numeri del cancro in Italia nel 2016

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2016

aiomRoma nell’Auditorium del Ministero della Salute (Lungotevere Ripa 1) martedì 27 settembre alle 11 in una conferenza stampa dal prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM, dalla prof.ssa Lucia Mangone, presidente AIRTUM, e dalla dott.ssa Stefania Gori, presidente eletto AIOM. Interverrà anche il prof. Mario Melazzini, presidente AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). È stato invitato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Un’analisi a 360 gradi sui numeri del cancro relativi all’anno in corso permette a tutti gli attori della sanità di pianificare al meglio gli interventi necessari. Quanti nuovi tumori saranno diagnosticati in Italia nel 2016? Saranno più colpiti gli uomini o le donne? Quanti saranno i decessi? Quanti sono oggi i giovani malati? Esistono differenze nella incidenza, mortalità e sopravvivenza tra Nord, Centro e Sud? Sono solo alcune delle domande a cui risponde il volume “I numeri del cancro in Italia 2016”, il censimento ufficiale in grado di offrire una panoramica aggiornata sui numeri delle neoplasie relativi all’anno in corso. Questa pubblicazione, firmata dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), rappresenta un appuntamento annuale, indispensabile sia per gli addetti ai lavori che per i cittadini per conoscere l’impatto dei tumori con i dati epidemiologici relativi agli ultimi 12 mesi. (foto. aiom)

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Occupati e disoccupati. Giovani, anziani, percentuali, numeri, ecc. Chi ci ha capito qualcosa?

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

opportunita-lavoroEt voila’, l’occupazione e’ aumentata, no, anzi, e’ la disoccupazione che e’ aumentata. Anzi, sono aumentati gli occupati ma anche i disoccupati. Ce la mettono tutta, i media, e i comunicatori per non farci capire un bel niente. Dunque, com’e’ la situazione? Un grafico, elaborato dall’associazione Adapt, puo’ aiutarci. Se consideriamo il tasso di occupazione per fasce di eta’, dal 2008 (annus horribilis per l’economia), fino ai giorni nostri, si nota che l’occupazione dei 15-24 enni, dei 25-34 enni e dei 35-49 enni e’ dimunuita, con una tendenza alla stabilizzazione, quella dei 50-64 enni e’ aumentata. Insomma, i giovani e parte degli adulti stentano a trovare una occupazione, mentre sono favoriti gli adulti piu’ maturi. La ripresa non e’ dietro l’angolo, anche se ci sono stati miglioramenti. Come tutti possono immaginare, la paura del futuro impedisce ai consumatori di spendere e, per questo, la meta’ degli investimenti italiani e’ costituita da depositi bancari e postali. Insomma, gli italiani pensano che e’ meglio avere a portata di mano i soldi, non si sa mai, ma se non aumentano i consumi, non si attiva il ciclo economico, non aumenta il Pil e aumenta il debito pubblico.
Come abbiamo detto, i media ce la mettono tutta (in particolare la RAI) per creare ansia, apprensione, paura: basta vedere un telegiornale o sfogliare un giornale per averne la prova. Come si dice, le notizie cattive si vendono meglio di quelle buone. A danno di tutti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Tutti i numeri del salone tematico in Fiera del Levante

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2015

Fiera-del-Levante“L’obiettivo di OASI è stato raggiunto. Siamo riusciti a puntare i riflettori sull’albero di ulivo e su tutte le sue declinazioni, coinvolgendo non solo la filiera dell’olio ma anche quella sociale e culturale. E soprattutto il grande pubblico: nella tre giorni 8000 visitatori, con 1000 scolari solo il primo giorno, 80 espositori, più di 30 eventi. Con una incisiva presenza web: sul sito, una media di 1000 accessi al giorno nell’ultima settimana; su Facebook, 1400 like, 200 post caricati e info fornite in tempo reale. Siamo più che soddisfatti. Ha vinto l’ulivo e ha funzionato il gioco di squadra”.
Così Alessandro Ambrosi, presidente della Camera di Commercio di Bari, a consuntivo di OASI, il Salone dell’Olivo, dell’Ambiente, della Salute e dell’Innovazione, ospitato dalla Fiera del Levante dal 24 al 26 aprile. L’iniziativa in partnership fra l’ente camerale barese e l’assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, col contributo tecnico del CIBi e la collaborazione di Unioncamere Puglia e Fiera del Levante, è stato il primo evento in Puglia interamente dedicato alla pianta e ai suoi frutti, dall’impiego alimentare a quello cosmetico e artistico.
“Facendo fronte comune – aggiunge l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni – siamo riusciti a trasformare il momento di debolezza del comparto, a causa della Xylella, in un punto di forza. La manifestazione ha incarnato la Puglia migliore, la Puglia che reagisce, a livello istituzionale con azioni e misure specifiche, anche per dimostrare che la qualità del nostro olio resta la migliore. Sottolineando, con la grande affluenza di pubblico, il senso di unità e di appartenenza a una terra che affida da sempre la sua storia ma anche il suo domani a una pianta simbolo, all’albero per eccellenza”.
Il Salone, su uno spazio espositivo di 2400 mq, ha declinato i sui contenuti in dodici aree tematiche: “OASI – sottolinea Nino Paparella, presidente del CIBi – ha coinvolto tutti: il pubblico professionale, ossia olivicoltori, frantoiani e tecnici agronomi giunti anche da altre regioni del Sud, ma anche famiglie e bambini. Si è partiti con le premiazioni internazionali del Premio Biol e la giornata dei mille scolari del progetto BiolKids, avviando in parallelo i molti incontri tematici: da quello sull’emergenza Xylella, che ha fatto il punto sulle azioni comunitarie e nazionali ormai improrogabili, al Patto Città Campagna in ambito ambientale e paesaggistico in lancio a Bari; dal binomio innovazione e giovani agricoltori, agli aggiornamenti su nuova Pac e Psr Puglia; dalla cosmesi in chiave salutistica, analizzata dai pionieri del settore, all’approfondimento sull’olivo nelle religioni monoteiste”.
A completare il ricco quadro delle attività, i seminari sull’etichettatura, sulla sicurezza, sulla formazione professionale e i focus group sul marketing olivicolo; i press tour per la stampa, i corsi per assaggiatori d’olio in collaborazione con l’Ifoc e gli incontri di avviamento all’assaggio aperti ai profani, le performance info-didattiche di Pino Africano, i vari momenti di spettacolo con il gruppo Terrae, il cantastorie Tonino Zurlo, l’attore e agricoltore Nicola Conversano. E ancora, le analisi in diretta degli oli da cucina portati da casa dai visitatori, la neonata biblioteca aperta GiUlivi Lettori, gli spettacoli e le animazioni – dai burattini del Granteatrino alla ContTurBand -, i colorati laboratori di educazione sostenibile per bambini e famiglie, i continui cicli di showcooking e degustazioni – anche grazie a chef e studenti dell’Istituto Majorana – che hanno coinvolto i visitatori, tra aromi e sapori della terra di Puglia, esaltati nell’affollata mostra mercato dei produttori biologici locali legati ai gruppi di acquisto solidale.
Per Ugo Patroni Griffi, presidente della Fiera del Levante, “si è dunque trattato di una specializzata a tutti gli effetti, un passo importante anche per il rilancio della Fiera. E’ stato piantato il seme di una piattaforma per lo sviluppo non solo del comparto olivicolo ma, attraverso di esso, di tutto il territorio pugliese, ripartendo dall’albero simbolo della nostra storia, e soprattutto hanno lavorato benissimo insieme istituzioni, produttori, associazioni e consumatori”. (foto: fiera del levante)

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I numeri che contano

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 maggio 2012

Abbiamo una economia sommersa che vale 270 miliardi, una evasione di 120 miliardi e una corruzione pubblica che ammonta a 60 miliardi. E’ questa la vera faccia del paese. L’onestà non premia. Il contribuente non è difeso. Si sfruttano le doti meno nobili dell’animo umano incoraggiando l’evasione, favorendo il sommerso, offrendo il voto di scambio e lasciando che gli strumenti a tutela dei cittadini vadano alla malora con milioni di processi in civile e in penale che prima di avere una sentenza definitiva richiedono tra gli otto e i 12 anni, che chi si ammala e vuole essere curato deve sborsare di tasca propria, chi vuole cibarsi di cibi qualitativamente validi deve pagare di più innescando quella spirale perversa che condanna tutti coloro che sono detentori di redditi medio-bassi ad usufruire di servizi e alimenti scadenti fonte di malattie inevitabili sia pure differite nel tempo. Quale sarebbe stato il gesto di “coraggio” di un governo, e lasciamo perdere l’eufemismo del governo tecnico che fa ridere i polli, se non quello di adottare una politica fiscale aperta al rimborso delle spese di mantenimento come accade in Germania e nel paesi anglosassoni? Così se a casa arriva l’idraulico o si va dal medico specialista e si è posti di fronte all’alternativa di pagare duecento euro senza ricevuta o 250 se non 300 con la ricevuta, la convenienza e la mancanza di un adeguato scomputo della spesa nella dichiarazione dei redditi, ci convince la soluzione economicamente più vantaggiosa. I politici lo sanno ma preferiscono fare come le scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare perché le corporazioni sono quelle che dettano le fortune o le sfortune dei partiti nei confronti elettorali, mentre gli altri, pur essendo la maggioranza assoluta del paese, sono stati ammansiti dai tanti specchietti per allodole che si chiamano disinformazione, clientelismo, complessi d’inferiorità e diavolerie del genere. E il meccanismo è così ben oliato che se non si va alla radice del problema la sua soluzione diventa impossibile. Ecco perché si continuerà ad evadere di là delle facciate della prima ora con i casi scoperti che a ben vedere sono la minima parte di una componente di ben altra natura.
Ecco perché ci sarebbe voluta una riforma fiscale complessiva che badasse alle aliquote ma anche a tutto il resto. Perché i cittadini devono essere educati ad ottenere risultati virtuosi nelle loro operazioni finanziarie, commerciali e negli scambi di servizi. Bisogna incoraggiare e non deprimere. Bisogna offrire opportunità virtuose e non convenienza ad evadere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it – tutti gli articoli di Riccardo Alfonso possono essere letti su: https://www.google.com/bookmarks/lookup)

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I valori e i numeri delle Bcc

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

«Nel 2010, le oltre 400 Bcc italiane hanno continuato ad aumentare gli impieghi al ritmo del 6 per cento, contro lo 0,6 per cento registrato dal sistema bancario complessivo», ha detto Alessandro Azzi, presidente di Federcasse, intervenendo all’incontro annuale della Federazione delle Bcc del Fvg, rivolto per la prima volta a tutti i collaboratori delle Bcc regionali. Solo una delle tante declinazioni dell’”Attualità dei valori cooperativi in un mondo che cambia” che era il tema su cui si è sviluppata l’intera mattinata alla quale hanno portato il loro contributo anche Vera Negri Zamagni, professore ordinario di Storia economica all’Università di Bologna e Giulio Caselli, direttore Area studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna. Un teatro-convegno, come è stato ribattezzato, all’insegna delle riflessioni suggerite dalle idee “differenti” e controcorrente di un grande corregionale come Giorgio Gaber: partecipazione, consapevolezza, utopia, realizzazione di sé in un più ampio “noi”. «Bisogna ritornare a mettere al centro del nostro agire economico l’uomo», ha sottolineato l’assessore regionale alla cooperazione, Roberto Molinaro, mettendosi in sintonia con la platea gremita di amministratori e collaboratori delle 15 banche del sistema del Credito Cooperativo. «La prima cooperativa regionale, una latteria, è nata a Collina di Forni Avoltri nel 1880 – ha ricordato ancora Molinaro – e oggi, in regione, vi sono 1.200 imprese cooperative che fatturano 1.675 milioni di euro (Bcc escluse). Le cooperative svolgono anche un’importante funzione di coesione sociale e operano per il benessere diffuso delle comunità», ha concluso l’assessore. Il presidente della Federazione, Giuseppe Graffi Brunoro, ha spiegato che, seppure in flessione, il sistema regionale della Bcc, nel 2010, ha prodotto utili per 11,8 milioni di euro e ha rafforzato il proprio patrimonio aggregato portando il Tier 1 Ratio al 16,3 per cento, ben oltre i livelli prescritti dalla normativa e superiori pure al 14 per cento espresso dal sistema Bcc Italia. «Negli ultimi tre anni – ha aggiunto – i nostri collaboratori sono cresciuti del 7,5 per cento (raggiungendo quota 1.455), a fronte di un costante ridimensionamento del personale del restante sistema bancario. Dopo aver dimostrato la sua tenuta nei decenni – ha concluso Graffi Brunoro – il modello cooperativo non deve smarrire la propria identità di comunità e di valori, ma deve andare incontro al futuro ragionando su come passare correttamente da un modello di crescita a uno di sviluppo, mentre il suo lavoro competitivo dovrà sviluppare una crescita di mercato verticale piuttosto che orizzontale».

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Fiducia: uno spaccato di discussione parlamentare

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

Sta per concludersi alla Camera la discussione sulla mozione di sfiducia a Berlrusconi. Proponiamo integralmente il testo dell’intervento dell’onle Antonio Borghesi dell’Italia dei valori.  Rappresenta bene il clima politico in atto nel nostro paese entro e fuori le aule parlamentari. Questo stato di tensioni ruota attorno alla figura del Presidente del consiglio ed è ragionevole pensare che di là del voto di fiducia, che i numeri sembrano accordargli, continua ad essere fonte di discordia nel Paese e causa di continue fibrillazioni sociali e culturali.
“Signor Presidente, il berlusconismo rappresenta uno stile di vita e un modello di società che è la negazione dei valori che stanno alla base dello sviluppo morale e materiale di una nazione.
Il modello Berlusconi è quello della «cricca» che si spartisce i soldi pubblici destinati ai terremotati. Il modello Berlusconi è quello del Ministro Scajola, che scopre che altri gli hanno pagato la casa a sua insaputa. Il modello Berlusconi è quello del sottosegretario Cosentino su cui pende la richiesta di arresto per i suoi rapporti con la camorra. Il modello Berlusconi è quello del sottosegretario Brancher promosso Ministro per farlo sfuggire alla giustizia. Il modello Berlusconi è quello del Ministro Fitto, rinviato a giudizio per peculato, concussione, corruzione e falso. Il modello Berlusconi è quello delle leggi ad personam, come il cosiddetto lodo Alfano, il legittimo impedimento, il processo breve, fatte per sfuggire all’inevitabile condanna per corruzione in atti giudiziari del processo Mills. Il modello Berlusconi è quello delle leggi pro Mediaset fatte apposta per favorire le sue aziende, come il cosiddetto decreto Romani. Il modello Berlusconi è quello di tutti i «berluschini» sindaci ed amministratori locali che usano l’ente locale per i loro affari e, in particolare, per le speculazioni immobiliari. Il modello Berlusconi è quello delle leggi illiberali che favoriscono monopoli ed oligopoli a scapito della libera concorrenza o, come lo scudo fiscale, emanate per favorire i poteri forti dell’economia, gli evasori fiscali, la criminalità organizzata. Il modello Berlusconi è quello delle donne considerate solo in quanto oggetto del piacere del principe, come le escort e le prostitute di casa in via Grazioli o delle serate del «bunga-bunga» ad Arcore (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
PRESIDENTE. Onorevole Borghesi, la prego di usare un linguaggio consono a quest’Aula.
ANTONIO BORGHESI. Il modello Berlusconi è quello del porcile creato a Roma dal sindaco Alemanno dove il merito per essere assunti è quello di essere parenti di qualche amico suo o di qualche amico di un suo amico: duemila in due anni (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Il modello Berlusconi è quello del Ministro Bondi che fa assumere il figlio della sua compagna e dà una consulenza al suo ex marito dicendo che sono casi umani. Ma non sono casi più umani i 500 mila lavoratori che hanno già perso il posto di lavoro e i 600 mila cassa integrati che stanno per perderlo dopo aver visto i loro redditi ridursi di 8 mila euro all’anno (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori – Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà)?
Il modello Berlusconi è quello della nuova loggia P3 (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà) di Flavio Carboni, del giudice Lombardi, dell’imprenditore Martino, ma anche del deputato e coordinatore del PdL Verdini, del sottosegretario Caliendo, del magistrato Marconi, del capo degli ispettori del Ministero della giustizia Miller. Il modello Berlusconi è quello dove i forti vengono aiutati a danno dei deboli, i furbi a danno di chi rispetta le regole, i disonesti a danno degli onesti, i mediocri a danno di coloro che meritano.Insomma, il modello Berlusconi è quello della società feudale dove il principe e la sua corte gozzovigliano succhiando il sangue ai cittadini novelli servi della gleba. E siccome il termine feudo deriva dal latino feudum, che a sua volta riprende la radice germanica fè, che significa bestiame, si capisce come si tratti di un principe che ha nel suo DNA il mercato delle vacche e che, quindi, sa bene come muoversi nella vergognosa compravendita di parlamentari grazie alla quale forse otterrà la fiducia. Sicuramente, però, non avrà quella del gruppo dell’Italia dei Valori (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori – Congratulazioni – Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

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Nomi e numeri contro la mafia

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

Locri 7 dicembre 2010 – ore 11.00 presso l’Agenzia di Inclusione Sociale “Vincenzo Grasso” conferenza stampa. L’associazione LIBERA – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, in occasione della giornata del 9 dicembre, Giornata Mondiale contro la Corruzione, ha pensato di lanciare una grande ed importante mobilitazione (in collaborazione con Avviso Pubblico) per sensibilizzare l’opinione pubblica e richiedere urgentemente azioni concrete da parte dello Stato. La campagna prevede la distribuzione di almeno 1 milione di cartoline da far sottoscrivere ai cittadini e da inviare al Capo dello Stato con la proposta di ratifica ed applicazione immediata dei trattati internazionali sulla corruzione. La distribuzione delle cartoline, accompagnata da un depliant illustrativo, avrà luogo in decine di piazze italiane, con appositi gazebo o banchetti allestiti dai nostri volontari.Il Coordinamento di Libera Locride intende promuovere tale iniziativa anche nel nostro territorio contribuendo attivamente al raggiungimento dell’importante obiettivo descritto sopra. Al fine di presentare adeguatamente l’iniziativa in questione, il coordinamento ha pensato di convocare una conferenza stampa, in concomitanza con la conferenza stampa nazionale.

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Autovie venete: tutti i numeri sul traffico

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Oltre 430 mila veicoli il primo fine settimana di agosto, più di  462 mila quello successivo.  E’ il volume di traffico che ha impegnato l’autostrada A4 dal venerdì alla domenica sera. Una fiumana di veicoli diretti soprattutto verso Slovenia e Croazia che hanno letteralmente invaso la rete autostradale gestita da Autovie Venete. I dati del traffico e i commenti del presidente di Autovie Emilio Terpin e dell’assessore ai trasporti e vice commissario per l’emergenza in A4 Riccardo Riccardi, nell’articolo di apertura di Qui Autovie, il magazine del Concessionaria on line da oggi.  In prima linea, per la gestione dei flussi, il personale di Autovie Venete (oltre 200 persone), impegnato per garantire la sicurezza, intervenire tempestivamente in caso di necessità, assicurare il veloce ripristino di guasti ai sistemi tecnologici o la ripavimentazione dell’autostrada in caso di incidenti. Compiti, ruoli e formazione di questi professionisti nei servizi di approfondimento. E ancora: apertura tecnica della A28 in funzione di by-pass e i servizi offerti all’utenza dai Centri di Assistenza Clienti.

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No numeri per un governo transizione

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

“Parlare di campagna acquisti è improprio, è un momento in cui molti devono decidere dove collocarsi, non c’è nulla di male se Berlusconi invita alla coerenza chi è stato eletto nel Pdl”. Lo ha detto il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri intervenendo nel corso di “Trnews mattina”, programma dell’emittente regionale salentina TeleRama. Intervento disponibile al link: http://www.youtube.com/watch?v=MWw84OGnN8Y Gasparri ha detto che “non ci sono i numeri in Parlamento per un Governo di transizione e che sarebbe meglio andare a votare”. Sulla sfiducia a Caliendo: “non ci sono gli elementi per votarla”. Sul gruppo dei finiani al Senato dice: “è un problema soprattutto per chi fa questa scelta, contrariamente al mandato ricevuto dagli elettori. Conosco molti di loro e sono delle persone responsabili”. Infine Gasparri interviene sulla candidatura di Nichi Vendola alle primarie del centrosinistra: “una candidatura che crea più problemi al centrosinistra e non al centrodestra. Il Pd non l’ha accolta con molto entusiasmo. Ha spiazzato soprattutto Bersani e non Berlusconi.” Ma il centrodestra chi preferirebbe come sfidante di Berlusconi tra Bersani e Vendola? “Per noi meglio Vendola, perchè i settori moderati del centrosinistra avrebbero difficoltà a sostenerlo”.

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I misteri dei numeri Ouaknin M.A.

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2010

380 pagine CODICE IBIS 34199 Prezzo  € 28,00  M.A. Ouaknin I Misteri dei numeri 380 pag. 28,00 e Quando e dove sono nati i numeri? Come fu inventato lo zero? Chi era Pitagora? Perchè il 6 è considerato un numero perfetto? Che cosa è la cabala? Il Rabbino e grande studioso di filosofie Marc-Alain Ouaknin ci parla di questi e altri misteri legati ai numeri.

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