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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘numero chiuso’

Scuola: Il paradosso del numero chiuso sul TFA Sostegno

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

In tre atenei annullati i test d’accesso. Prove da rifare a dispetto del bisogno di insegnanti specializzati, mentre per il concorso ordinario il governo abbandona la formazione iniziale universitaria, lasciando però la tassa di 500 euro per conseguire i CFU. Anief continua a raccogliere alla mail ricorso.tfa@anief.net segnalazioni su anomalie delle prove nelle altre Universita e ha già deciso di ricorrere per chi ha superato il test con la sufficienza. L’ammissione ai maldistribuiti corsi di specializzazione di sostegno si è trasformata in un affare da 50 milioni di euro, senza contare i soldi pagati dai candidati per effettuare i test tra inefficienze, ritardi, ripetizioni delle prove: si tratta dello stesso sistema formativo nella didattica “speciale” che ha abolito il sistema universitario iniziale di formazione degli insegnanti, introducendo un’ulteriore “tassa” da 500 euro per conseguire i 24 CFU che con la laurea consentono di presentarsi alla preselezione anche in mancanza di abilitazione. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ribadisce che non c’era alcuna ragione per attivare, come fatto dal Miur, un numero chiuso che esclude proprio chi insegna da anni senza specializzazione o chi è di ruolo o abilitato in assenza di docenti specializzati. Ecco perché Anief ha deciso di ricorrere a favore dei docenti non ammessi pur ottenuta la sufficienza (18/30), dando mandato al proprio ufficio legale di valutare le altre anomalie segnalate sulla gestione delle prove d’accesso messe pure in evidenza dalla carta stampata, come da La Repubblica, che parla di “caos per i test irregolari”.
Sono saltati, per palesi problemi organizzativi, i test d’accesso al Tfa sostegno in tre atenei: si dovranno ripetere all’Università della Calabria (Arcavacata, Rende), della Basilicata (Potenza) e di Bari. A riassumere le anomalie in occasione delle preselezioni dei corsi di sostegno con 14.224 posti in palio in questa prima tornata (in tre anni saranno circa 40 mila), è stat il sito Orizzonte Scuola.
Nel primo caso, a Rende, la preselezione per la scuola superiore, è stata annullata quaranta minuti dopo l’inizio del test, perché alcuni questionari erano risultati incompleti: una parte delle domande non erano state stampate; la prova selettiva sarà ripetuta il 27 aprile. A Potenza, 340 candidati hanno dovuto interrompere il test perché in venticinque casi le prove della secondaria di secondo grado erano state scambiate con quelle del primo grado; in questo caso ancora non si conosce la data del nuovo test. A Bari, infine, è stata annullata la prova preliminare, perchè le buste dei test erano vuote. E anche in questo caso non si conosce la data di ripetizione della preselezione.
Ma ci sono anche altre irregolarità lamentate dai partecipanti: domande non attinenti alle tematiche dell’inclusività, controlli superficiali, luoghi non adatti alla prova. Disagi – scrive La Repubblica – sono stati registrati all’Università di Salerno, all’Università del Salento, alla Kore di Enna. E all’Università di Foggia, dove il test è stato costruito da un’azienda privata, l’Ente Fiera ha ospitato tremila candidati per i 600 posti disponibili nei quattro cicli. Per la scuola superiore le domande, hanno raccontato i candidati, “erano fuori tema”: la pentola a pressione di Papin, la pila di Volta, la vita di Nelson Mandela, l’auto ibrida plug-in, la leggenda di Frankestein e ancora gli anni bisestili, le probabilità di ottenere una somma di 14 dal lancio di due dadi (da sei numeri l’uno). “Mesi di studio su riforme, normative, pedagogia, psicologia, leggi, commi e non ci siamo trovati nulla di tutto questo nei quesiti proposti, nulla che fosse inizialmente previsto dal bando”. Controlli superficiali, si è poi detto: candidati al bagno durante la prova, cellulari che squillavano nonostante la richiesta di ritiro dei dispositivi elettronici.
Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, reputa “particolarmente grave che tutto questo sia accaduto a fronte di una necessità estrema di selezionare decine di migliaia di docenti specializzati da formare il prima possibile e da affiancare ad altrettanti alunni con disabilità che ogni anno si ritrovano invece con un insegnante privo di specializzazione. Non bastava introdurre soglie d’accesso ‘mutevoli’ e quindi discriminanti, con l’accesso ai corsi legato non alle effettive competenze ma alla fortuna o sfortuna di avere svolto la prova preselettiva in una sede universitaria con meno partecipanti e con conoscenze sopra la media: una decisione, peraltro, contro la quale Anief si è ufficialmente dichiarata, chiedendo ai candidati esclusi, pur avendo conseguito almeno la sufficienza, pari a 18/30, di impugnare la decisione”.“Adesso – continua il sindacalista autonomo – si scopre anche che pur avendo incassato cifre altisonanti dai candidati, nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, le Università si tirano anche fuori, dichiarandosi non responsabili dell’accaduto. E lo stesso vale per il Ministero dell’Istruzione, che avrebbe ‘appaltato’ l’organizzazione delle prove preselettive a un’istituzione esterna. Fatto sta che a perderci, ancora una volta, saranno non solo i docenti che intendevano specializzarsi, ma tutto il sistema scolastico, la cui organizzazione continua a fare acqua da tutte le parti e i cui studenti continuano ad attendere personale da stabilizzare sui troppi posti vacanti”.

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Bertacco (FdI): contro carenza personale sanitario via numero chiuso a medicina

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

“Tutte le leggi approvate fino ad ora nel settore della Sanità, sono andate nella direzione di restringere le capacità assunzionali, non garantendo un corretto turn over. Per questo la Regione Veneto ha dovuto provvedere ad iniziative che garantissero, giustamente, il livello essenziale di assistenza, perchè non si poteva rischiare il blocco di alcuni reparti strategici” così il senatore di Fratelli d’Italia, Stefano Bertacco. “La sanità ha bisogno di essere liberata da una serie di lacci e lacciuoli che in questi anni hanno provocato questa situazione di stallo. Uno tra tutti: il numero chiuso delle università. Dovrebbe essere il percorso universitario ad essere selettivo. Ed è paradossale non avere abbastanza medici, rispetto alla richiesta nazionale, e lasciare il numero chiuso nelle facoltà di medicina. Ed un altro settore che subirà sicuramente disagi sarà quello dell’istruzione. Infatti, l’importante adesione del personale dell’istruzione alla quota 100 metterà in difficoltà l’avvio del nuovo anno scolastico. Ci auguriamo che questa situazione incentivi lo Stato ad assumere, eliminando i vincoli che finora hanno limitato l’ingresso di nuovo forze nel mondo del lavoro e torni a finanziare le borse di studio per gli specializzandi ” conclude il senatore Bertacco.

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Università: Numero chiuso, crollo dei laureati e carenza di docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

L’Anief: Per invertire la rotta stabilizzare i ricercatori e aumentare gli investimenti, i più bassi in Europa. L’Italia è penultima per numero di laureati mentre neanche un diplomato su due si iscrive dopo le superiori (soltanto il 40%). Non basta aprire le università se non ci sono ricercatori a tempo indeterminato: i millecinquecento promessi dal Governo saranno ancora una volta a termine. In dieci anni, in 20 mila tra assegnisti, dottori di ricerca e docenti a contratto non sono stati più assunti. L’analisi del Corriere della Sera e l’emendamento già chiesto invano dal sindacato all’ultima legge di stabilità.
A causa del numero chiuso delle università, persi 10 mila docenti in 10 anni; infatti, quella che doveva essere un’opzione circoscritta ad alcune facoltà è diventata una scelta obbligata. Da ciò, gli atenei sono costretti a ridurre il numero di studenti perché non hanno abbastanza docenti: dal 2008 a oggi sono scesi da 63.228 a 53.801. Il continuo taglio dei finanziamenti all’università non consente di rimpiazzare i professori che vanno in pensione. Tra l’altro, nella classifica europea per numero di giovani laureati l’Italia è penultima, seguita solo dalla Romania. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La situazione attuale deve necessariamente mutare affinché gli eventi possano raddrizzarsi, poiché, a sei anni dal conseguimento del dottorato, appena il 10% di coloro che conseguono il titolo riesce a svolgere poi la professione dell’insegnante. Certamente la notizia appresa oggi non fa che confermare le nostre perplessità e accrescere il timore di assistere a una diminuzione continua degli investimenti atti a incrementare la formazione e la professionalità dei giovani cittadini. Servono più risorse, molto più di quelle che finora sono state garantite. Le statistiche sono impietose e relegano l’università italiana agli ultimi posti d’Europa per investimenti.

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Medicina: “Si trovi coraggio per eliminare il numero chiuso”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

“Per risolvere il problema della carenza dei medici serve coraggio, quello stesso coraggio che i Cinque Stelle, smentendo il comunicato del Cdm sull’abolizione del numero chiuso, hanno chiaramente dimostrato di non possedere. Nei prossimi cinque anni, i medici italiani che andranno in pensione saranno 45mila, e tra dieci anni la cifra totale dei medici pensionati raggiungerà le 80mila unità. Stiamo parlando di circa 48mila medici ospedalieri e di 47mila medici di famiglia, un vero e proprio esercito. Per fronteggiare queste perdite, dal mio punto di vista, l’unica soluzione è rappresentata da un’eliminazione del numero chiuso per le facoltà di Medicina, non c’è nessuna alternativa. È del tutto inutile sperare di risolvere il problema aumentando il numero di borse di studio: il primo passo da compiere, per risolvere la mancanza di medici, consiste nel rivoluzionare completamente le modalità d’accesso alle facoltà, partendo dall’abolizione del numero chiuso”. E’ quanto dichiara l’On. Maullu europarlamentare di FI.

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Università Parma: accessi e numero chiuso

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

il comunicato stampa relativo ai dati sulle domande di accesso ai corsi di studio a numero programmato, sia a livello nazionale che locale, dell’Università di Parma, e sui luoghi in cui si svolgeranno le prove. Si tratta di 13 corsi di laurea, 5 corsi di laurea magistrale a ciclo unico,
1 corso di laurea magistrale e 1 corso di laurea specialistica delle professioni sanitarie (già istituito ai sensi del D.M. 509/99). Risultano in notevole aumento, per l’a.a. 2009/2010, le domande al corso di laurea triennale in Scienze dell’Architettura e ai corsi di laurea triennali delle Professioni Sanitarie. Gli esami di ammissione avranno inizio giovedì 2 settembre con il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e il corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche, a cui seguiranno venerdì 3 settembre il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Odontoiatria e protesi dentaria, lunedì 6 settembre il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria, martedì 7 settembre il corso di laurea in Scienze dell’Architettura, mercoledì 8 settembre i corsi di laurea triennali delle Professioni Sanitarie e per finire venerdì 10 settembre i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia e in Chimica e tecnologia farmaceutiche. Più avanti, martedì 21 settembre, la prova per il corso di laurea in Scienze Motorie, Sport e Salute.

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Test ingresso università Pavia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

Dal 1 al 15 settembre all’Università di Pavia si terranno i  test d’ingresso ai corsi di laurea a numero programmato: Medicina, Odontoiatria, Professioni sanitarie, Scienze e tecniche psicologiche, Ingegneria edile-architettura, Economia. In programma anche le prove non selettive per iscriversi a Farmacia e Ingegneria.
Con 6671 iscritti totali, si sono chiuse alla mezzanotte di ieri, 25 agosto, le iscrizioni ai test di ammissione ai corsi di laurea (triennali e a ciclo unico) a numero chiuso (locale e nazionale) dell’Università di Pavia. Fanno eccezione i corsi della facoltà di Economia, che ha prorogato fino al 6 settembre la data di iscrizione al test e i corsi interfacoltà in Scienze Motorie, che hanno prorogato all’8 settembre.

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