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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘nuova frontiera’

Il Messico/Nuova frontiera per l’internazionalizzazione delle nostre imprese verso il continente americano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

“Da quando è iniziata questa pandemia sostengo che, se possiamo vedere un aspetto positivo in questo dramma, è quello di averci abituati ad un uso più opportuno delle tecnologie di cui disponiamo. Venerdì scorso ne ho avuto una ulteriore conferma quando, poco prima di collegarmi in diretta per l’Intercomites, ho potuto assistere ai lavori dell’incontro telematico “Nuove Rotte Internazionali Messico-Italia”. Il secondo appuntamento di una serie di videoconferenze organizzate da Patrizio Baroni – professionista italiano, lungamente residente in Messico – e la Associazione P&B Network, ovvero un gruppo di professionisti che ho avuto il piacere di presentare, lo scorso anno, presso la sala stampa della Camera dei Deputati e che si occupano di assistere le imprese italiane nel complesso processo di internazionalizzazione collaborando, tra l’altro, con i connazionali residenti all’estero.
L’importanza di questo appuntamento, durato tre ore e che ha visto la partecipazione di quasi settanta persone (collegate dall’Italia, dal Messico, dalla Croazia) e realizzato in collaborazione con l’Associazione Messicana dei Segretari allo Sviluppo Economico (ovvero l’Associazione che raduna tutti i Segretari di Economia dei 32 Stati Messicani), il Gruppo Economico delle Regioni del Sud/Sud Est del Messico, la Canaco Servytur di Playa del Carmen (ovvero la Camera di Commercio della nota località turistica, di cui Patrizio Baroni è Consigliere e vicepresidente onorario per le Relazioni Internazionali) oltre la Segreteria di Sviluppo Economico dello Stato del Quintana Roo, è stato quello di presentare tutte le opportunità che l’area geografica del sud del Messico presenta per le imprese italiane ed Europee, anche alla luce del nuovo accordo bilaterale, di libero scambio, che il Messico sta per sottoscrivere con l’Unione Europea.Di questo si era peraltro già parlato, prendendo in esame tutto il Paese, nel primo incontro che vedeva ospite l’Ambasciatore messicano in Italia, S.E. Carlos Garcia de Alba, il quale sottolineava, fra l’altro, l’enorme potenziale inespresso nella relazioni fra i nostri Paesi.Una videoconferenza molto concreta che, se pure a carattere generale, ha presentato agli intervenuti il volto di un Paese estremamente eterogeneo, qual’è il Messico, e che presenta, fra l’altro, molte analogie con il tessuto produttivo e sociale italiano.Mi ha vista, peraltro, totalmente in sintonia l’osservazione di Baroni quando ha sostenuto che questo Paese non va visto solo come un nuovo mercato ma, soprattutto, come un luogo dove trovare partner per dare vita ad una internazionalizzazione produttiva. L’Italia, infatti, vanta un know how unico e la capacità di creare valore aggiunto alle materie che trasforma mentre il Messico gode, per sua stessa natura, di un ampio ventaglio di materie prime.
La nuova frontiera delle crescita del nostro sistema produttivo, quindi, non è quello di ingrandire le nostre imprese (che potrebbero perdere le proprie caratteristiche di eccellenza) ma di esportare, in un paese che ci può offrire una interessante base logistica, il nostro know how e la nostra capacità imprenditoriale, ampliando così la capacità produttiva senza rinunciare alla nostra visione di piccola e media impresa. Una visione, è giusto ricordarlo, che è figlia della nostra storia e della nostra cultura sociale. Un sistema di fare impresa che si contrappone alla massificazione indotta dalla multinazionale e che, viceversa, punta sul valore della persona e difende la differenziazione del sistema sociale.Ciò che trovo altresì affascinante è che questo “sogno” può finalmente trovare il modo di far lavorare assieme gli italiani in Patria e coloro che, nel mondo, hanno incontrato la propria dimensione, anche imprenditoriale.”Lo ha dichiarato l’on.Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Worth Wearing, parte dall’Italia la nuova frontiera del fundraising

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 novembre 2014

T-SHIRT_calcio_retroLa nuova frontiera del fundraising è arrivata e parte proprio dall’Italia. Lanciato in questi giorni, Worth Wearing è un innovativo prodotto per il fundraising e il merchandising. L’idea è semplice e innovativa: una piattaforma gratuita per la stampa di t-shirt a sostegno di cause sociali e culturali. “Tutti indossiamo t-shirt e la nostra identità passa anche da come ci vestiamo”, racconta Salvatore Barbera, ideatore del progetto. Toscano nel sangue e una vita dedicata all’attivismo, ha passato 17 anni in Greenpeace tra Amsterdam, Instanbul e l’Italia per poi fondare Latte Creative, giovanissima agenzia dedicata al campaigning e alla comunicazione per le ONG. Worth Wearing è il primo progetto totalmente ideato, sviluppato e realizzato dall’agenzia. “Il nostro sogno è che chiunque abbia un’idea la possa finanziare creando una semplice t-shirt e vendendola sul nostro sito a tutti coloro che credono in quel progetto”. Il team, giovanissimo e internazionale, lavora tra Roma e Bruxelles e ha scelto l’Italia per fare innovazione. La piattaforma permetterà di creare un negozio online per vendere magliette senza alcun costo, aiutando la propria causa con il ricavato ma anche diffondendo il messaggio di una campagna e di un’organizzazione tra i potenziali sostenitori e chiunque condivida quegli ideali. “Ci siamo posti l’obiettivo di creare il sito di riferimento per tutto il merchandising sociale in Italia, dalle grandi ONG ai singoli individui con una buona idea”, dice Silvio Cianciullo, che per Worth Wearing cura il marketing e la logistica. “Un posto per chi voglia comprare una maglietta etica e sostenere una buona causa”. Insomma, chiunque abbia un’idea “worth”, “degna” – sociale, ambientale o personale – può semplicemente “caricare sul sito una grafica, un testo, un’illustrazione da stampare per poi destinare il ricavato delle vendite al finanziamento della propria causa”, aggiunge il Design Director Andrea Pinchi. “Non ci sono costi: caricare il disegno e la grafica della propria campagna non costa nulla”, aggiunge Mara Visinescu, Project Manager di Worth Wearing, arrivata in Italia da Bucarest meno di due anni fa, a 22 anni, con il sogno di unire arte e management al servizio dell’innovazione nel mondo dell’attivismo. “Chi lancia una t-shirt su Worth Wearing ha solo da guadagnarci grazie al sistema di stampa ‘on demand’, guadagnando ogni volta che le magliette vengono comprate dagli utenti”.Worth Wearing nasce da un’intuizione ma anche da un’analisi approfondita del mercato, dell’attivismo e del web. “Vogliamo creare un altro strumento per il campaigning accanto a quelli tradizionali, un nuovo sistema versatile di donazioni tramite magliette che si possa affiancare liberamente agli altri tipi di fundraising già esistenti”, dice Sedef Yilmaer, Web Strategist e creativa. Classe 1990, innamorata di Istanbul, la sua città, Sedef lavora a Roma con Latte Creative da due anni. Il sito è “semplice, innovativo e intuitivo, facilmente accessibile per chi lo usa e per tutti gli attivisti che vorranno acquistare”, aggiunge Angelo Baldicchi, Software Engineer del progetto.“Abbiamo lanciato in questi giorni la nostra campagna di crowdfunding per ottenere gli ultimi fondi per partire e farci conoscere”, spiega da Bruxelles Michela Locati, Digital Copywriter ed esperta di integrazione crossmediale. “Stiamo comunque già cercando i primi soggetti da coinvolgere e vediamo che il progetto riscuote interesse e curiosità. Non solo: il periodo natalizio ormai alle porte è un momento dell’anno favorevole per le ONG e il fundraising. Ecco perché per la campagna di crowdfunding prevediamo per chi dona anche dei “premi” come ad esempio la nostra consulenza in anteprima e speciali set di magliette WW”.

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Una nuova frontiera per la farmacologia?

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2011

In altri termini dopo aver avuto generazioni di persone che hanno associato il loro star bene ad una pilloletta, ad una cialda, ad un liquido iniettato in endovena, intramuscolo, ad una flebo, possiamo immaginare questi stessi soggetti o i loro figli e nipoti buttare alle ortiche tutte queste metodiche e convincersi che la salute possa passare da un’altra strada? Lo possono fare, ad esempio, evitando minori ansietà, nello stabilire un ciclo alimentare virtuoso, nel fare lunghe passeggiate, nel rendere le metropoli più vivibili, nel garantire un’aria salubre, nel lavorare di meno e fare più sport ecc.? D’altra parte la medicina dei nostri antenati era sovente più fatta di erbe mediche e di un uso più sapiente dei prodotti alimentari che di derivati da processi chimici da laboratorio. Oggi si usa e si abusa di un farmaco. Le malattie esantematiche sono prevenute con i vaccini. Appena la febbre sale un esercito di pillole sono pronte a debellarla. Un dolore reumatico o un’artrosi si blocca con il cortisone e via di questo passo. Si dice che le società farmaceutiche hanno tutto l’interesse ad avere una popolazione di malati cronici per vendere i loro “salva vita”. Ma se è vero non dovremmo scandalizzarci più di tanto. D’altra parte tutto il sistema economico è fondato sulla logica delle produzioni e dei consumi. Vi sono, tuttavia, dei beni primari considerati tali in quanto il loro uso è fondamentale per l’esistenza umana come l’acqua, il cibo, l’aria che respiriamo, un tetto dove ripararsi dalle intemperie, una scuola dove istruirci. E le medicine diventano anch’esse primarie per tenerci in salute ma con una sola differenza ed è che non lo è più la natura a darceli direttamente ma li facciamo passare dai laboratori e dai loro alambicchi, modifichiamo, a volte le loro molecole e finiamo con il procurare effetti collaterali indesiderati ed è logico presumere che i loro “difetti” diventino una manna dal cielo per le società farmaceutiche in quanto permettono loro di fabbricare altre medicine di contrasto. Oggi se si va dal medico e riscontra un qualcosa che non va nella nostra salute è pronto ad prescriverci una serie di medicine, esami clinici, visite specialistiche ecc, Non pensa ai prodotti omeopatici, alla fitoterapia, ad una intelligente dieta alimentare, ad una diagnosi più personale e meno strumentale. E il paziente, a sua volta, se non riceve la sua buona dose di medicine non si sente sicuro. Il tutto diventa un circolo vizioso che prima o poi deve essere spezzato per evitare che la nostra società si trasformi in una società di farmaco dipendenti. E’ tempo, oramai di pensarci seriamente e di agire di conseguenza prima che il nostro destino diventi quello del malato cronico a vita. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La nuova frontiera italiana: innovazione

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2009

L’innovazione sarà la frontiera della crescita per l’Italia e per il mondo nei prossimi anni. Innovazione nei profili professionali del lavoro, nell’ambiente e sviluppo ecosostenibile, nelle tecnologie per migliorare la qualità della vita, nel sociale. Su questi quattro pilastri si incentrano i road show  promossi dai Giovani di Confindustria, attraverso la Commissione Internazionalizzazione coordinata da Antimo Caputo, in collaborazione con il Comitato Yes, in vista dell’evento finale del Progetto G8 Young Business Summit, in programma a Stresa nel prossimo luglio. L’evento di Stresa rappresenterà il Summit dei Giovani Imprenditori di tutto il mondo, che si terrà nell’ambito del G8 e che svilupperà le proposte di cambiamento di quella che sarà la classe dirigente del futuro. Dopo i primi appuntamenti di Milano (innovazione negli skill) e Palermo (innovazione nel green), e prima dell’appuntamento di Cagliari (innovazione nel sociale), lunedì 27 aprile, con inizio alle ore 15.30, è in programma presso l’Unione Industriali di Napoli (piazza dei Martiri 58) il terzo incontro del Road Show. Si tratta di una Tavola rotonda sul tema “Tech Innovation, l’applicazione dell’idrogeno nella mobilità”.  Introdurranno i lavori il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali di Napoli, Andrea Bachrach, e la Delegata all’Internazionalizzazione di Confindustria Campania, Nunzia Petrosino. Seguirà l’intervento del Presidente della Commissione Internazionalizzazione dei Giovani d Confindustria, Antimo Caputo. Alla successiva Tavola rotonda parteciperanno Maurizio Cheli del Dipartimento Marketing Strategico di Alenia, il Presidente di H2U Università dell’Idrogeno Nicola Conenna, l’Amministratore Delegato Elasis Nevio Di Giusto, Gennaro Irace del Consorzio Nautico Regione Campania, il Presidente del polo Hi-tech Norberto Salza. Modererà i lavori l’economista Massimo Lo Cicero.

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