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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

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Mps, ma sappiamo bene chi è e cosa ha fatto? Verso una nuova Alitalia?

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

Mps è il nome di una banca che dovrebbe incutere timore e sicurezza perché nel suo logo primeggia la data di fondazione (1472), evocando la grandezza rinascimentale dei banchieri senesi, Ma oggi è una banca che, in base agli stress test dell’Eba (l’autorità europea di sorveglianza sul sistema bancario) è il peggiore dei 50 istituti analizzati. E per non andare a fondo avrebbe bisogno di 2,5 miliardi; bisogno per il quale si è fatta avanti Unicredit (azionisti di ogni tipo), promossa dall’Eba. Mps è proprietà, dalla fine del secolo scorso (legge Amato per far uscire lo Stato dalla gestione) di una fondazione espressione del potere locale (Comune, Provincia, Regione, Università, tutti di sinistra con in più anche l’Arcidiocesi senese). E’ bene premettere che dal 2017 Mps è al 70% dello Stato italiano. Che ha rimediato alle politiche disastrose per i risparmiatori, smascherate anche da associazioni come Aduc (per cui ci siamo beccati anche delle denunce finite poi nel nulla): “4You” e “My Way”, schemi di indebitamento dei primi anni 2000 per risparmiatori privati che consentivano di investire in Borsa con capitali prestati dalla banca; carta straccia con lo scoppio della bolla speculativa delle dotcom, e Mps, grossomodo, ha dovuto rimborsare. Nonostante questo flop Mps subito dopo si espanse acquistando Antonveneta (16,5 miliardi tra esborso e accollo debiti) a cui rimediò, sempre grazie alla nomea del marketing e con aiuti politici di ogni dove, con un aumento di capitale di 9 miliardi. E poi (crisi finanziaria 2008) Mps attinge ai “Tremonti Bond” (diventati poi “Monti bond”) che riesce a rimborsare solo nel 2015 facendo entrare lo Stato col 4% nel capitale. Non paga, coi prodotti derivati Alexandria e Santorini (tenuti nascosti anche a Bankitalia) fa un nuovo buco di 730 milioni (conseguenza di rilevo: il presunto suicidio del capo della comunicazione David Rossi). Tutto questo, per far fede all’assioma che “le banche non falliscono mai” ha portato lo Stato, nel 2017, ad acquisire appunto il 70% di capitale per evitare il cosiddetto peggio. E siamo all’oggi. Prospettiva Unicredit con ridimensionamento o, come vorrebbero tanti politici con in testa la Regione Toscana che si preoccupa della toscanità, confermarla come carrozzone dello Stato (le nostre tasse) al pari di Alitalia, in vista di una resurrezione che suona impossibile… i fatti sopra elencati sono eloquenti. Fatti che hanno nomi e cognomi, il fior fiore di quelli che una volta si chiamavano boiardi di Stato ma che oggi si chiamano manager privati che rischiano coi soldi dello Stato. Ecco alcuni nomi dei protagonisti passati e attuali: Vincenzo De Bustis, Giuseppe Mussari, Antonio Vigni, Gianluca Baldassarri, Daniele Pirondini, Alessandro Profumo, Massimo Tononi, Fabrizio Viola , Marco Morelli, Alessandro Falciai, Guido Bastianini.Le banche devono continuare a non fallire mai? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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La nuova oncologia chiede più integrazione tra ospedale e territorio

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

«Il futuro dell’oncologia non è domani, è oggi. La risposta all’emergenza oncologica causata indirettamente dalla pandemia da Covid-19 deve arrivare subito. I malati di cancro non possono aspettare, il tempo è scaduto!». E’ questo l’appello di FAVO – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, al quale ha fatto da contraltare quello delle Società scientifiche oncologiche. Agire in fretta è la parola d’ordine ed è più volte ricorsa durante il webinar organizzato da Motore Sanità in collaborazione con FAVO – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, dal titolo “CANCRO E COVID. Il Covid ha posto il problema di screening da recuperare e da potenziare a livello territoriale, come pure l’attività di follow up; ha evidenziato quanto sia necessaria l’integrazione tra ospedale e territorio e quanto sia urgente l’assistenza territoriale quindi la medicina di territorio e di prossimità a supporto dei malati oncologici. Ma la pandemia ha anche posto il problema di una oncologia che vede di molto cambiata la gestione del paziente e che per questo richiede non solo un accesso alle terapie innovative in maniera equa ma anche un tempo di ascolto e di presa in carico del medico oncologo più dedicato. “Nel corso del 2020 sono stati fatti 1milione di interventi chirurgici in meno. Questo arretrato importante è stato gestito in maniera diversa a livello regionale. Il Piano oncologico nazionale deve fare un investimento serio sul fatto che questo carico venga smaltito in tempi reali e non può essere fatto utilizzando le risorse che sono disponibili perché sono già esaurite – ha spiegato Alessandro Gronchi, Presidente Società Italiana Chirurgia Oncologica (SICO) e Responsabile della Chirurgia dei Sarcomi dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. La riorganizzazione oncologica in tempo pandemico è stata importante e ha visto l’impegno di tutti gli operatori ma oggi necessita di una ristrutturazione e un impegno che richiedono un investimento specifico e va inquadrato e organizzato nell’ambito delle Reti oncologiche in cui possono essere gestiti virtualmente moltissimi pazienti che quindi possono evitare di muoversi non solo da Nord a Sud ma anche nelle stesse regioni per facilitare il lavoro con il territorio”.

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Roma: da lunedì 12 aprile al via sperimentazione nuova circolazione tra Tangenziale Est e svincolo Autostrada A24

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2021

Prende il via lunedì 12 aprile una nuova sperimentazione per migliorare la sicurezza stradale e la viabilità nel tratto della Tangenziale Est in direzione San Giovanni tra via Tiburtina e l’immissione verso l’Autostrada A24.Cambia la viabilità: per i veicoli provenienti dalla Tangenziale Est non sarà più possibile svoltare a destra in direzione dell’A24, ma avranno la possibilità di girare alla successiva uscita a Largo Settimio Passamonti con inversione di marcia e instradamento diretto verso l’Autostrada.I veicoli provenienti da via Tiburtina e dal Cimitero del Verano potranno rimanere sul lato destro della carreggiata e proseguire per l’A24 e San Giovanni, mentre sarà vietato immettersi nella corsia di sinistra e proseguire sulla Tangenziale Est. L’obiettivo primario è migliorare la sicurezza stradale, riducendo il numero di incidenti provocato dalle intersezioni dei flussi di traffico e, al tempo stesso, diminuire i tempi di attesa per i veicoli in ingresso a Roma dall’A24 e di quelli di accesso all’Autostrada.I flussi di traffico, soprattutto nella fase iniziale della sperimentazione, saranno monitorati costantemente da Roma Servizi per la Mobilità e da Strada dei Parchi.Nei giorni precedenti al cambio di viabilità sono previste comunicazioni sui pannelli a messaggio variabile, sul Grande Raccordo Anulare, sull’Autostrada A24 in ingresso a Roma. Per maggiori informazioni sarà possibile consultare il sito di Roma Servizi per la Mobilità https://romamobilita.it/it.

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Coronavirus, confermata la scoperta in Italia di una nuova variante

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

È stato depositato oggi sui database internazionali il sequenziamento completo del genoma di una nuova variante del virus Coronavirus, scoperta nel laboratorio Cerba HealthCare di Milano dalla taskforce coordinata dal virologo Francesco Broccolo, dell’Università degli Studi Milano Bicocca. Da questo momento tutte le informazioni scientifiche sono disponibili al link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/nuccore/MW852494 Grazie a metodi di Advanced Molecular Diagnostic portati avanti nel laboratorio Cerba HealthCare di Milano, l’equipe di Francesco Broccolo aveva osservato all’inizio di marzo una combinazione di mutazioni mai riscontrate prima, che comprende caratteristiche delle varianti nigeriana e inglese. Il risultato del sequenziamento dell’intero genoma ha confermato che si tratta di una nuova variante. Al momento la nuova variante non sembra essere più contagiosa o più letale rispetto alle altre varianti del virus Sars-Cov-2 conosciute. Il dott. Broccolo e Cerba HealthCare sono a disposizione dei giornalisti per ulteriori informazioni e approfondimenti. Cerba HealthCare Italia – Nata nel 2018 in seguito all’acquisizione di Delta Medica (Rozzano – MI) e Fleming Research (Milano), Cerba HealthCare Italia è la sede italiana del gruppo internazionale Cerba HealthCare dedicato alla diagnostica ambulatoriale con laboratori analisi presenti in 16 nazioni con 750 laboratori operativi e 35 milioni di pazienti l’anno. Cerba HealthCare Italia è specializzata nei settori dei laboratori analisi, medicina dello sport, medicina del lavoro, radiologia, poliambulatori e Service di Laboratorio, intesa questa come l’attività di esecuzione di esami ultra specialistici di cui si avvalgono cliniche, ospedali pubblici e privati. Nel nostro Paese conta oggi 243 dipendenti, 14 centri medici, 3 piattaforme di laboratorio e 34 centri prelievo.www.cerbahealthcare.it

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La nuova presidente dei Focolari

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2021

Margaret Karram, della Terra Santa, è stata eletta ieri Presidente dei Focolari con oltre due terzi delle preferenze degli aventi diritto al voto tra i partecipanti all’Assemblea generale del Movimento, composta da 359 rappresentanti di tutto il mondo. Succede alla fondatrice Chiara Lubich e a Maria Voce che è rimasta in carica per 12 anni (due mandati).Margaret Karram ha 58 anni ed è araba, cristiana-cattolica. È nata ad Haifa e si è laureata in Ebraismo all’Università ebraica di Los Angeles (USA). Ha ricoperto vari incarichi di responsabilità per i Focolari a Los Angeles e a Gerusalemme. Ha collaborato anche in diverse commissioni e organizzazioni per la promozione del dialogo tra le tre religioni monoteiste, come la Commissione Episcopale per il dialogo interreligioso, nell’Assemblea dei Cattolici Ordinari della Terra Santa e l’organizzazione ICCI (Interreligious Coordinating Council in Israel). Ha lavorato 14 anni al Consolato generale d’Italia a Gerusalemme.
Dal 2014 è al Centro internazionale dei Focolari come consigliera per l’Italia e l’Albania e corresponsabile per il Dialogo tra Movimenti ecclesiali e nuove Comunità cattoliche. Parla arabo, ebraico, italiano, inglese. Nel 2013 è stata insignita del premio “Mount Zion Award” per la riconciliazione, attribuitole insieme alla studiosa e ricercatrice ebrea Yisca Harani, per l’impegno nello sviluppo del dialogo tra culture e religioni diverse.
Nel 2016 ha ricevuto il Premio internazionale S. Rita per aver favorito il dialogo tra cristiani, ebrei, musulmani, israeliani e palestinesi, partendo dalla quotidianità della vita vissuta. Le elezioni si sono svolte il 31 gennaio 2021, ma la sua nomina è divenuta effettiva solo oggi, in seguito alla conferma da parte del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, come previsto dagli Statuti generali dei Focolari. Nel documento si auspica infine che la nuova Presidente possa assolvere il proprio compito “con fedeltà, spirito di servizio e senso ecclesiale, per il bene dei membri dell’Opera e della Chiesa universale”.In base agli Statuti generali del Movimento, la Presidente, è scelta tra le focolarine (consacrate, a voti perpetui) e sarà sempre una donna. Lei – vi si legge – è “segno dell’unità del Movimento”; ciò significa che rappresenta la grande varietà religiosa, culturale, sociale e geografica di quanti aderiscono alla spiritualità dei Focolari nei 182 Paesi in cui il Movimento è presente e si riconoscono nel messaggio di fraternità che la fondatrice, Chiara Lubich, ha tratto dal Vangelo “Padre, che tutti siano una cosa sola”. (Gv 17, 20-26)

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La nuova era della mobilità

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Il mondo della mobilità è in continua evoluzione. I progressi tecnologici insieme alle nuove necessità dei consumatori, sempre più interessati all’innovazione e attento all’ambiente, hanno portato ad un ripensamento dei sistemi di mobilità, accelerato dall’arrivo della pandemia. Ci dirigiamo verso un nuovo modo di concepire gli spostamenti urbani ed extraurbani, fra nuovi mezzi di trasporto, servizi di sharing mobility, opzioni green e avanguardie tecnologiche, ma la strada verso la sempre più fondamentale transizione ecologica dei trasporti è ancora lunga.In questa cornice emergono numerose nuove possibilità di spostamento. Una delle più discusse degli ultimi tempi è il monopattino elettrico. Nell’arco di un anno c’è stato un incremento delle unità vendute del 36% (vendite a valore +140%), complice il bonus mobilità, la volontà di evitare i mezzi pubblici durante l’emergenza sanitaria, ma anche la propensione ad adottare comportamenti più sostenibili. Altroconsumo, da sempre attenta alle innovazioni del settore mobilità, soprattutto se orientate a un minor impatto ambientale, ha realizzato un test su 17 prodotti, per analizzare gli elementi che deve considerare un consumatore quando acquista e usa uno di questi mezzi, pratici, ecologici ma con alcuni margini di miglioramento. Il prezzo di questi prodotti si è alzato considerevolmente nell’ultimo anno: si è infatti registrato un aumento del prezzo medio del 66%, probabilmente dovuto ai miglioramenti tecnologici e alla maggiore domanda. Dal test di Altroconsumo emerge però un buon rapporto qualità prezzo per i primi prodotti in classifica: i migliori hanno un costo più accessibile (Migliore del Test – 399 euro; Miglior Acquisto – 279 euro), rispetto ad altri prodotti con prestazioni meno soddisfacenti, che arrivano anche a costare oltre 700 euro. Un importante limite emerso dal test è relativo alla batteria: il tempo di ricarica medio è di 4 ore, i monopattini meno performanti ne richiedono fino a 7; quelli più carenti quanto a chilometri percorribili con una ricarica non raggiungono i 17 km medi.Oltre ai monopattini, ci sono diverse possibilità di scelta per i consumatori che vogliono ridurre l’inquinamento prodotto dai trasporti. Altroconsumo, nell’ambito del progetto EVE, ha fotografato la situazione della mobilità green in Italia, percorrendo un viaggio Milano – Roma, andata e ritorno, con un’auto elettrica. L’impatto di questo tipo di veicolo sull’ambiente non è pari a zero, ma si può considerare un mezzo sicuramente più ecologico delle auto “tradizionali” con motore a combustione. A livello di sostenibilità ci sono ancora dei punti di attenzione, specialmente legati alla batteria e alla produzione di energia elettrica, che emergono ancora di più nei lunghi tragitti: nel viaggio sono stati percorsi in totale 1467 km e consumati 264 kWh. Prima di un viaggio è necessario programmare delle tappe in base all’ubicazione delle colonnine di ricarica, ancora non ben distribuite e concentrate nelle aree cittadine[5]. Importante, inoltre, calcolare i tempi delle ricariche in base alla tipologia delle colonnine sul percorso (standard, 3-5 ore, veloce, circa 1 ora e mezza in meno). Infine, un fattore cruciale è l’utilizzo delle app (circa 15 in Italia) per selezionare le colonnine, visionare i prezzi e ricevere assistenza. L’utilizzo dell’auto elettrica, rispetto agli altri tipi di auto, è più conveniente e sostenibile in città, ma resta più impattante di sistemi come la micro-mobilità o lo sharing e mezzi come la bicicletta o il TPL (Trasporto Pubblico Locale). Inoltre, l’utilizzo dell’auto elettrica nel centro urbano non elimina i problemi legati all’utilizzo di veicoli privati come il parcheggio, l’incidentalità o la congestione.

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Siamo agli albori di una nuova rivoluzione copernicana?

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Questa pandemia ha suscitato in molti di noi un desiderio di cambiamento radicale sul nostro modo di vivere e di interagire con il mondo esterno partendo dai nostri simili all’ecosistema. Ma il rischio serio è dietro l’angolo e si chiama nella locuzione latina: “hic sunt leones”, ovvero il timore che riaffiori un futuro di cui non conosciamo il percorso. Ciò potrebbe indurci a ristabilire la situazione precedente perché “electa una via, non datur recursus ad alteram”. In effetti se vogliamo seriamente seguire la traccia che oggi ci è stata disvelata dobbiamo mettere in conto un cambiamento altamente traumatico se lo compariamo con quello che è stato, sino a qualche giorno fa, il nostro presente. Non è nemmeno comparabile con quella che è stata, nel sedicesimo secolo, la rivoluzione industriale o le traumatiche rivoluzioni da quella francese alla Russa e le due disastrose grandi guerre del XX secolo. Oggi parliamo di una mutazione in chiave tecnologica che riusciamo appena ad immaginare la sua ricaduta sul nostro modo di vivere. Ci rende consapevoli dei nostri limiti esistenziali dove la natalità, in primis, è messa duramente in discussione. Il nostro pianeta non è più in grado di supportare gli attuali sette miliardi di abitanti. Non sono più necessari per irrobustire gli eserciti, per assegnarli ai lavori umili ma indispensabili, per gestire la ricchezza dei pochi sfruttando le risorse delle masse. D’altra parte, sino a quando sarà possibile resistere con l’attuale andazzo senza implodere? Oggi il segnale ci proviene dall’ennesimo virus pandemico e un domani dovremmo prevedere altre calamità probabilmente più virulente e distruttive poiché non insidieranno solo il nostro sistema immunitario ma anche l’ambiente in cui viviamo. È bene incominciare a pensarci seriamente e a cercare una valida inversione di tendenza e soprattutto a non esorcizzare l’esistenza di questo richiamo alla concretezza volendolo in qualche modo negare. (Riccardo Alfonso)

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La voce del nuovo partito comunista

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

Tempo fa l’arrivo di una e-mail che mi annunciava l’esistenza di un “nuovo” partito comunista in Italia mi aveva offerto l’occasione per cercare di fare chiarezza soprattutto dentro di me e per capire i comportamenti razionali e irrazionali che avvertivo tra le persone che frequentavo, il cicaleccio di occasionali conversazioni e gli umori che registravo tramite i vari contatti che mi pervenivano dalla rete. Ora riprendo questo discorso perché alcuni temi che mi furono prospettati li ritengo ancora d’attualità. Sono stato sempre convinto che il fallimento del “vecchio” partito comunista non sia stato tanto sulle ideologie quanto sugli uomini che le hanno sposate ma che le hanno tradite con i loro comportamenti non conformi. Oggi intravedo la necessità che anche il capitalismo ceda il passo a una nuova forma di gestione della società su valori che, per altro, sulla carta appaiono ampiamente condivisi: equità sociale, ridistribuzione delle risorse, lotta agli abusi e alla corruzione. In questo ruolo sia il socialismo reale sia il capitalismo hanno fallito per ingordigia. La ciclicità, per altro, delle crisi economiche e finanziarie denota l’ingovernabilità di un sistema poiché non rispetta più le regole del vivere civile. Va anche detto con chiarezza che prima di ingabbiarci in un modello di governance che finisca con il metterci gli uni contro gli altri in conflitti che possono diventare anche cruenti dovremmo capire quale genere di società vogliamo. E non credo che vi siano dubbi quando affermiamo che il diritto alla vita non prescinde da quello del diritto a vivere. Cosa significa? Che noi dobbiamo garantire ai nuovi venuti il diritto all’assistenza sanitaria, all’istruzione, ad avere un tetto sotto cui ripararsi, al lavoro, all’accesso ai beni primari (vitto in primis). Sono cose che non si possono e non si devono negoziare poiché il loro valore è assoluto e indeclinabile, a prescindere dalle condizioni economiche dei soggetti che accolgono i nuovi venuti.
Se questo significa essere comunisti, nuovi o vecchi che siano, io sono comunista.
Se la Chiesa di Roma o di altre professioni religiose considera il bene vita come base per il bene vivere, io sono un fedele praticante e osservante.
Se i governi che potrei definire laici perseguono questi fini nell’amministrare i loro popoli io mi sento di appoggiarli incondizionatamente. Se tutti costoro, o parte di essi, predicano bene e razzolano male allora io mi sento di combatterli in forza della regione che è in me e della falsità e dell’ipocrisia da essi mostrata all’atto pratico. Ora resta da capire cosa si deve fare per dare alla società mondiale quel giusto taglio da noi auspicato e per combattere quelle forze che pur minoritarie cercano in vario modo di vanificare le giuste e corrette forme di vita.
È di certo un problema educativo. Sappiamo bene che se ci caliamo nella realtà italiana abbiamo una parte, diciamo l’80% della popolazione che è rappresentata da pensionati, lavoratori monoreddito con salari medio bassi, precari, cassa integrati, disoccupati, mentre dall’altra parte vi sono tutti gli altri. Logica vorrebbe che a governare il paese vi fosse la maggioranza che abbiamo indicato mentre sappiamo che è tutto il contrario: è il 20% della popolazione che condiziona la vita politica e istituzionale del popolo italiano con gli effetti perversi che ci ritroviamo.
E allora l’invito è che questa grande maggioranza si riappropri dei suoi diritti, si riconosca nel rispetto dei propri simili, si faccia promotore di un modello di società sempre più aperto e solidale con l’area del disagio e che intraveda nell’essere umano non un bene economico ma un bene sociale e in tale veste sostenerlo senza esitazione alcuna. È questa la prima grande rivoluzione che deve maturare dentro di noi, aprirsi alla comprensione altrui, diventare legge universale.
Per quanto posso andare contro corrente, secondo il pensiero che va per la maggiore, ritengo che il proletariato individuato dal marxismo e i mali che hanno denunciato e la stessa nascita del leninismo come costola di un’idea marxista, sono diventati rivoluzionari non per volontà propria ma per necessità. Una società ingessata, molto legata a logiche consumistiche, al profitto, alla competitività come prevaricazione degli interessi deboli e dove il più forte non è il più intelligente, il più colto, il più saggio ma il più ricco, il predatore, non si può scardinare senza uno scossone violento. Sono aneliti di libertà legati al mancato riconoscimento di uno spazio vitale per chi non ha nulla da perdere perché povero, disoccupato, precario con un avvenire incerto, pensionato, cassaintegrato e famiglie che stentano a rincorrere i modesti stipendi al costo della vita e a subire l’esosità dello stato con le sue gabelle. È anche un movimento che denota i suoi punti deboli quando è chiamato a governare. Diventa necessariamente una dittatura e questo costituisce la negazione dei suoi principi, della sua vocazione storica. Ha anche la presunzione che un sistema politico non può essere debellato, se lo considera contro gli interessi del popolo che pure lo ha legittimato con il voto, con la stessa arma, ma solo con una rivolta cruenta. Qui non parliamo di paesi che hanno una dittatura, ma del nostro occidente colto, preparato, disposto ad accettare un confronto aperto, ma che non di meno subisce il fascino dell’imbonitore di turno ed è sedotto dall’idea che si possa entrare nella cerchia dei benestanti con un po’ di fortuna e la raccomandazione giusta. Uscire dall’anonimato, dalla povertà, è il sogno di tutti e ognuno per perseguirlo cerca di costruirsi la sua nicchia anche se la miseria batte alla sua porta, anche se ha dei limiti obiettivi non per proprio demerito, ma per chi ti ospita come accade agli immigrati, ma anche per chi vive in una regione, dello stesso stato, e pensa di spostarsi. È un sogno che richiede tempo e pazienza. È un sogno che fa scalpitare i giovani e rende cinici e amareggiati gli anziani. Da qui l’insofferenza degli abitanti dei quartieri poveri delle città britanniche, francesi, spagnole e greche di questi ultimi mesi. Da qui il disperato grido di dolore dei martiri che nel mondo arabo hanno invocato la libertà e sono stati definiti “briganti” da schiacciare come vermi. Da qui l’appello alla consapevolezza di uomini di cultura che vedono trasformato l’essere umano in qualcosa di disumano sviluppando i più bassi istinti, avvelenato dalle logiche consumistiche e dalla necessità che per soddisfare le sue ambizioni è necessario arricchirsi in fretta. Una società di questo genere è una società drogata, rinunciataria, avvelenata da ideologie aberranti. Non è questo, certo, un modello di vita ma solo di sopravvivenza. Non di speranze ma di rinuncia alla speranza. Non di crescita ma di depressione. È anche il più innaturale modo di concepire la vita se vogliamo crescere e maturare secondo valori che esaltano il ruolo dell’essere umano nel suo viaggio terrestre. (Riccardo Alfonso)

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Expo Casa: Le nuove date

Posted by fidest press agency su domenica, 24 Maggio 2020

La XXXVIII edizione di Expo Casa, il Salone nazionale Edilizia e Arredamento, è rimandata al prossimo anno. L’esposizione si terrà presso il centro Umbriafiere di Bastia Umbra dal 27 febbraio al 7 marzo 2021.Epta Confcommercio Umbria, società organizzatrice della manifestazione, è giunta a questa decisione prendendosi tutto il tempo utile per valutare con attenzione e prudenza la difficile situazione degli ultimi mesi, e ha scelto di rimandare l’evento al 2021 per garantire il mantenimento degli standard qualitativi e quantitativi e le presenze di aziende e pubblico anche da fuori regione. Abbiamo preso questa decisione – dichiara Aldo Amoni, presidente di Epta – perché questa manifestazione è un indiscusso punto di riferimento, per visitatori, aziende ed operatori di settore da ben quattro decenni. Expo Casa rappresenta e continuerà a rappresentare qualità e innovazione e resterà strumento utile alle imprese di settore per promuoversi e dimostrare tutta la loro professionalità e capacità di rispondere alle esigenze dei clienti.Per restare aggiornati sulle novità in programmazione per il 2021, visitare il sito: http://www.expo-casa.com e la pagina facebook: @expocasaitalia

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Una nuova cristianità?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

La premessa è che noi non facciamo teologia, però osserviamo i movimenti della storia. Questa volta vi scriviamo dall’ospedale dove chi scrive si trova non per il virus ma per una banale diverticolite, il che gli permette però di condividere più intensamente una condizione divenuta oggi molto comune, quella degli “spogliati”. Tanto comune che ci si mette anche il papa.
Abbiamo letto l’intervista di papa Francesco “al mondo di lingua inglese” duramente colpito dalla pandemia, raccontata in italiano da padre Spadaro sulla Civiltà Cattolica. Appena potremo la metteremo sul sito, ma intanto è reperibile ovunque. Il pensiero o ipotesi che ne abbiamo tratto è che uscendo, come ne siamo usciti a fatica, dalla “cristianità”, si stia profilando e abbozzando (e sempre che l’abbozzo riesca) una nuova cristianità, che forse il secolo non chiamerà così ma rappresenterà un altro modo, soave e ricchissimo, di deposito dell’annuncio cristiano nel mondo. La cristianità è quella che ha avuto corso legale nel mondo dalla riforma gregoriana dell’XI secolo al Concilio ecumenico Vaticano II, dopo il precedente fondativo di Teodosio, il primo Imperatore cristiano. Per fortuna la cristianità non ha esaurito in se stessa tutto il cristianesimo e la Chiesa, che sono stati in questo millennio fecondissimi, però ha preteso racchiudere in se stessa tutto il mondo via via conosciuto. Da essa ha preso congedo dottrinalmente l’ultimo Concilio, ed esplicitamente papa Francesco in uno dei punti più alti del suo magistero, parlando ai Capi d’Europa, compreso il Re di Spagna, venuti da lui a conferirgli il premio Carlo Magno (!). Ora la nuova “cristianità” che si intravvede non è in lizza per annettersi la totalità, non quella planetaria, sapendo ormai che “il tempo è superiore allo spazio”. Non è proselitistica. Gesù ce l’aveva con chi batteva mare e terra per fare un proselite e lo rendeva poi peggiore di prima. E, anche al meglio che si possa pensare, intendere gli altri come proseliti significa viverli come una mancanza, un’estraneità, un’assenza che ci priva di una ricchezza, di un compimento, e così, prima di farli propri, significa farne degli scarti. Invece per Dio non è scartato nessuno, quella totalità che la cristianità presumeva di realizzare in realtà già c’era, l’aveva rivelata Gesù, l’ebreo, stendendo le braccia sulla croce. È vero che poi ha detto di andare fino agli estremi confini della terra, ma per dare la notizia, perché tutti sapessero una cosa che comunque già c’era, l’abbraccio di Dio per l’umanità intera; perché a saperlo certo si è più felici e anche si può e forse si sa essere più giusti e la storia va meglio. E dunque così potrebbe essere la cristianità che domani riappaia, avendo molti nomi, e non c’è paura che ne manchino, tanti essendo i nomi di Dio. Sarà un farsi abbracciare da lui, facendosi un po’ lui, anche senza saperlo, quando molta più gente sarà stata raggiunta dalla notizia che Dio è amore senza gelosia, e se Dio fosse giustizia ma non misericordia, “non sarebbe neanche un Dio”, come attesta papa Francesco. Ma non si deve pensare che il prezzo di questa nuova cristianità immedesimata nel pleroma dell’umanità amata da Dio sia la deistituzionalizzazione della Chiesa. Non c’è vita senza istituzione; ma come ha spiegato Francesco nell’intervista dal suo confinamemto per il virus, la Chiesa è istituzionalizzata dallo Spirito Santo il quale con i carismi crea il disordine, ma poi da lì crea l’armonia. C’è il momento di scuotere le istituzioni (ce l’ha insegnato Ivan Illich) e c’è quello dI inverare le istituzioni, come dal manicomio alla riforma psichiatrica, da Creonte ad Antigone. Lo Spirito Santo fa questo. E sono operazioni di “cristianità”. (fonte: Chiesa di tutti Chiesa dei poveri)

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Parma: Una nuova piattaforma

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

Parma. E’ online il sito https://attrezzature.unipr.it/, una nuova piattaforma predisposta dall’Università che permette a chiunque di visionare le numerose attrezzature scientifiche dell’Ateneo, sia navigando fra le strutture dipartimentali e i Centri, sia facendo una ricerca libera partendo dal nome dell’apparecchiatura.Per ogni attrezzatura è visualizzabile una scheda che riporta il responsabile scientifico, i referenti per eventuali informazioni tecniche, la struttura universitaria di riferimento, il tipo di strumento e il suo campo di utilizzo, le modalità di utilizzo da parte di esterni.Conoscere le dotazioni esistenti, il loro campo d’azione e i loro referenti costituisce un grande passo verso l’ottimizzazione dell’uso delle risorse strumentali universitarie.«La necessità di censire il vasto patrimonio strumentale esistente nel nostro Ateneo era da tempo sentita per evitare di duplicare attrezzature esistenti e per stimolare nuove collaborazioni fra i gruppi di ricerca di diversi Dipartimenti e Centri. Oltre a costituire un grandissimo supporto alla ricerca sperimentale, questo database potrà contribuire ad intensificare i rapporti con le imprese, in special modo quelle del nostro territorio, producendo anche positive ricadute in termini di servizi conto terzi», spiega il Pro Rettore per la Ricerca Roberto Fornari.É la prima volta che l’Ateneo si dota di un tale database, uno strumento prezioso la cui realizzazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione di alcuni uffici dell’Ateneo: l’Area Servizi Informativi, la UO Ricerca e Trasferimento Tecnologico e l’Area Economico-Finanziaria.

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Prossima pubblicazione del settimanale on-line “Forumnews”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2012

Una nuova sfida editoriale e giornalistica che da voce alla nuova generazione: questa l’idea alla base del settimanale Forum on line da Giovedì 8 Marzo all’indirizzo http://www.forumnews.it. Una testata giornalistica registrata nel 1990 dall’Associazione ambientalista “Italia Nostra”, il primo periodico on line della Provincia di Latina, che dopo 23 anni, completamente ripensato e ristrutturato, riparte per dare spazio a giovani aspiranti giornalisti, a giovani pubblicisti, a giovani penne incisive e sincere che hanno voglia di raccontare l’attualità, la politica, lo sport, il sociale, la cultura, le personalità e gli eventi del Golfo. Cronisti e osservatori in erba dai 16 ai 35 anni che si rimboccano le maniche per raccontare il territorio dal loro oblò, per dare spazio ad un tesoro inesplorato che ha voglia di farsi sentire e di mettersi in gioco. Edito da Gian Paolo Caliman e diretto dalla giornalista Simona Gionta, Forum gode di una redazione vivace e sincera per una vera informazione giovane. Una cadenza settimanale per raccontare e commentare i diversi colori della vita nelle nostre città corredati da rubriche speciali su alcuni interessi dei nostri giovani: informatica e tecnologia, libri, musica e moda. Una sferzata contro il giornalismo del “copia incolla”, della semplice cronaca dell’ultimo omicidio, dell’ultimo cambio di casacca o il riassunto dell’ultimo libro presentato ma un’analisi critica di quello che ci circonda. Una sezione particolare verrà dedicata alle segnalazioni che potranno arrivare tramite i contatti e mail, telefonici o i social network in un’ottica costruttiva, giovani cittadini che denunciano e propongono per una cittadinanza attiva propositiva e non polemica. Non si poteva non optare per il canale di comunicazione più utilizzato e conosciuto dalle nuove generazioni, più immediato e divulgativo: il web. Non per perdersi nei meandri della rete ma per rendere la sfida sostenibile e, soprattutto, alla portata di tutti. Nella speranza di contribuire a risvegliare cuori e menti si tenterà di rendere ancora possibile una sana informazione. Indro Montanelli rivolgendosi ai giovani affermò: “Battetevi sempre per le cose in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Una sola potere vincerne: quella che s’ingaggia ogni mattina, quando ci si fa la barba, davanti allo specchio. Se vi ci potete guardare senza arrossire, contentatevi”. Forse falliremo ma potremmo guardarci sempre allo specchio.

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Grande Sud: nascita nuova costituente

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

“Grande Sud non pensa ad alcuna confederazione né di sinistra, né di centro, né tantomeno di destra.” Lo afferma in una nota l’On. Marco Pugliese, membro della VI Commissione Finanze e Parlamentare Nazionale di Grande Sud, movimento politico che fa capo all’On. Gianfranco Miccichè. “Grande Sud – prosegue Pugliese – è un movimento politico nato esclusivamente con l’unico obiettivo di valorizzare e salvaguardare il Sud, affinché si attui una vera e propria rivoluzione culturale e sociale per il Mezzogiorno del Paese.” Secondo il Parlamentare di Grande Sud, Marco Pugliese le dichiarazioni della Poli Bortone costituiscono una destabilizzazione non solo per la nostra missione politica, ma anche per i nostri rappresentanti territoriali che, con fatica, si battono quotidianamente, per il raggiungimento di una dignitosa coesione sociale, Nazionale e territoriale. L’On. Pugliese conclude: “la Poli Bortone farebbe meglio ad essere meno nostalgica nei confronti del suo passato, e lavorare oggi, marcando un “percorso valoriale per il Sud”, tanto auspicato da una larga maggioranza di Italiani, al solo fine di far rinascere il nostro Meridione.”

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Nuova stagione di Genia Ballet

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

Montarioso, periferia nord di Siena, in via Montarioso 9 riapre il 15 settembre Genia Ballet, scuola di danza diretta da Massimo Andaloro, per vent’anni ballerino solista del MaggioDanza al Teatro Comunale di Firenze ed oggi impegnato come maestro e coreografo.
La scuola di Massimo Andaloro è un luogo in cui gli allievi potranno imparare ad esprimersi liberamente – “perchè la danza non è solo tecnica, ma anche la capacità di dialogare con il proprio corpo e farsi guidare dall’istinto” – ma soprattutto di confrontarsi con ballerini di chiara fama nazionale e internazionale, amici e colleghi dello stesso direttore artistico, che interverranno  con stage aperti anche a studenti di altre scuole e a professionisti.
Il programma è dunque denso di opportunità e corsi da frequentare: lezioni di danza classica e contemporanea, laboratori coreografici, lezioni di passo a due, lezioni di punta, lezioni di classico (tecnica maschile) per soli uomini, lezioni di hip hop con Alice Valentini, ballerina senese vincitrice di varie competizioni come street dancer, funky, teatro danza e altre danza di stile, lezioni individuali di repertorio classico e moderno per audizioni.
Sul sito http://www.geniaballet.it saranno pubblicati il programma delle lezioni e degli stage previsti per l’anno 2010/2011

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La nuova televisione

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2010

Roma 28 maggio ore 11.00 Sala A viale Mazzini, 14 Presentazione del libro La nuova televisione Il passaggio al digitale terrestre di Alberto Guarnieri e Angiolino Lonardi Edito da Odoya – Rai Eri Zone  Ne discutono con gli autori: On. Paolo Bonaiuti, Sottosegretario alla Presidenza  del Consiglio con delega all’Editoria On. Paolo Gentiloni, Responsabile Comunicazione Pd  e già  Ministro delle Comunicazioni Prof. Antonio Pilati, Autorità Antitrust Parteciperà:  Corrado Calabrò,  Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni Modera: Giancarlo Leone, Vice Direttore Generale Rai

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Bcc di Basiliano: nuova filiale di Basaldella

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

Piazza Umberto I, numero 5. È il nuovo indirizzo della filiale di Basaldella della Bcc di Basiliano, recentemente trasferita in un locale attiguo alla sede in cui si era insediata nel 1999, all’interno di un immobile di particolare pregio architettonico. «Il trasferimento – ha affermato il presidente della Bcc, Luca Occhialini, durante la cerimonia d’inaugurazione alla quale sono intervenuti anche l’assessore regionale Claudio Violino, il consigliere regionale Giorgio Venier Romano, il sindaco di Campoformido, Andrea Zuliani e il parroco di Basaldella, don Dario Molinaro, che ha impartito la benedizione ai locali – è stato dettato dalla necessità di spazi operativi più ampi, dovuti all’incremento dei rapporti tra filiale e clientela: segna quindi una nuova partenza per l’attività di sviluppo intrapresa a Basaldella, “piazza” nella quale siamo presenti da un decennio».  Diretta da Marco Selenati, che nella gestione dell’agenzia è coadiuvato da Luigino Mattiussi ed Elisa Della Schiava, la nuova filiale si sviluppa su una superficie di 140 metri quadrati (erano 80 nella sistemazione precedente) ed è dotata di 4 postazioni: due destinate alle attività di sportello, una alla consulenza e la quarta alla direzione. Più confortevole anche l’atrio per l’accoglienza dei clienti, dove è stato posizionato un video con tecnologia touch screen attraverso il quale è possibile consultare i fogli informativi sui vari servizi della banca. Collocato nell’area della prima periferia udinese, lo sportello di Basaldella serve un pacchetto di clienti di composizione eterogenea in cui, al fianco delle piccole imprese e delle famiglie, ci sono anche realtà di grandi dimensioni insediate nelle adiacenti zone industriali di Pavia di Udine e Pasian di Prato.

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