Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Un nuovo modello di medicina

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Se ci limitiamo a osservare quanto accade nei nosocomi italiani e le metodiche adottate sia dal punto di vista della prestazione sanitaria sia alberghiera, ci chiediamo se sia possibile adottare un modulo diverso per favorire un percorso virtuoso dell’assistenza che tenga in maggior conto il valore della persona e il suo rapporto con i suoi nuovi soggetti: medici, infermieri, personale ausiliario e amministrativo. L’Italia, nello specifico, ha già fatto una scelta di campo con l’assistenza universale affermando la necessità che tutti possano accedervi, a prescindere dalle loro condizioni economiche. Ciò comporta, ovviamente, un costo sociale non indifferente. Lungo questo tragitto “virtuoso” si frappongono, in aggiunta, vari ostacoli. Essi sono ascrivibili non tanto e non solo alla qualità delle prestazioni ma al modo come sono effettuate e ai tempi richiesti, oltre all’utilizzo di personale, in particolare infermieristico specializzato.
A questo punto ci chiediamo se fermo restando la prestazione universalistica non si possa fare di meglio e di diverso. Questo tracciato non solo è auspicabile ma, a mio avviso, è possibile praticarlo se partiamo dall’idea che la prevenzione è la risposta più adeguata per una migliore razionalizzazione delle risorse, per evitare gli sprechi, per favorire l’interdisciplinarietà delle pratiche mediche, il lavoro clinico di ricerca.
In questo caso tutta la filiera assistenziale dovrebbe essere rivista e adeguata a un assunto che vada oltre i tempi di attesa per interventi o controlli di qualsivoglia natura e ponga al centro dell’interesse condiviso sia il malato, cronico o acuto, sia gli altri soggetti che vi ruotano attorno. Un check-up generalizzato dovrebbe permetterci l’esistenza di centri di eccellenza e interdisciplinari che offrano una visione d’insieme delle prestazioni sanitarie e prevedere, invece, altri moduli capaci di adottare terapie ad hoc in casi accertati per i trattamenti mirati. D’altra parte avere circa cento specialità e lasciarle a se stesse senza prevedere una sintesi nel processo terapeutico è un aspetto deformante della medicina che non si può accettare. Ora se questo discorso è possibile affrontarlo senza pregiudizi, prevenzioni o chiusure corporative o interessi di bottega dalla farmaceutica alle imprese produttrici di strumentazioni e apparecchiature sanitarie, di certo potremmo ottenere una risposta capace d’inquadrare meglio le opportunità e anche correggere gli aspetti negativi che ne potrebbero derivare e apporvi possibili correttivi. Sicuramente è suggestiva l’idea che vi sia, nella costanza della vita di ogni individuo, la possibilità di un controllo continuo, quasi automatico, delle sue condizioni di salute. Sarebbe finalizzato a prevenire qualsiasi alterazione del suo status fisico e mentale con una metodica attenta e scrupolosa che permetta, di conseguenza, di avvertire in tempi utili taluni processi degenerativi asintomatici e dai quali possono derivarne effetti perversi e debilitanti e conseguenti percorsi lungodegenziali con l’adozione di farmaci costosi e frequentazioni in centri di riabilitazione motoria e neuronale.
Se i critici o anche i burocrati obiettassero che l’Italia non sarebbe in grado di sobbarcarsi un costo per la prevenzione medica che riguardi tutta la popolazione, dovremmo loro chiedere cosa risparmierebbero evitando di curare a posteriori.
Apriamo un dibattito che sappia coinvolgere uomini e donne di scienza medica e i politici, ma anche sociologi e antropologi. Apriamo il discorso ai media e, tramite loro, all’opinione pubblica affinché si prenda coscienza che è possibile andare oltre l’assistenza universale prevedendo una “prevenzione universale”. Essa oggi è più necessaria che in passato poiché numerose e subdole sono le minacce, per la nostra salute, che ci attraversano e che non vi sono più confini che possono frenare le pandemie o qualsiasi altro pericolo: pensiamo al nucleare ma anche agli agenti chimici irrorati sul terreno a uso agricolo ecc. e che espongono il nostro corpo a infiltrazioni infettive sempre più massive e devastanti. (Riccardo Alfonso)

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Libri scolastici: nuovo e usato

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

Libraccio offre con disponibilità immediata tutto l’anno edizioni sia nuove che usate per la scolastica che, insieme all’offerta di narrativa e saggistica usata, raggiunge sconti fino al 50% sul prezzo di copertina. La scolastica usata è garantita totalmente: se si cambia scuola, se la propria classe viene sciolta, se il professore cambia testo o vuole l’edizione aggiornata, se c’è un errore nella lista, viene offerta la possibilità di ottenere il cambio del volume gratuitamente. Eventuali cambi possono essere richiesti fino a 30 giorni dopo l’inizio della scuola. Il nuovo è proposto accompagnato da un buono sconto pari al 15% del valore dell’acquisto effettuato, spendibileper prodotti di cartoleria come agende, diari e quaderni, zaini, atlanti, dizionari, ma anche libri non scolastici.
Sul sito Libraccio.it si possono interrogare direttamente i dati delle anagrafiche e delle adozioni scolastiche forniti in licenza a Libraccio.it dall’Associazione Italiana Editori con la collaborazione del Ministero della Pubblica Istruzione.Il database è consultabile per area geografica, selezionando progressivamente regione, provincia, comune, istituto, classe e sezione. Quindi si visualizza la lista dei titoli adottati e consigliati dai docenti, corredati dall’immagine delle copertine e dall’indicazione della disponibilità o meno dell’usato.Il sistema consente anche di verificare i libri già in possesso dall’anno precedente e di procedere direttamente all’ordine e all’acquisto online. Gli ordini sono evasi e spediti con corriere espresso in ogni comune e frazione d’Italia con tempi che oscillano da 1 a 7 giorni, a seconda della disponibilità dei titoli acquistati. È possibile pagare con carta di credito, in contanti alla consegna (contrassegno) o attraverso PayPal.

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Un nuovo sistema previdenziale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

inpsPer avere un nuovo sistema previdenziale dovremmo cancellare la parola “previdenza” e sostituirla con “rendita”. Non è solo un aspetto formale bensì sostanziale. La modifica apportabile ci metterebbe nelle condizioni di contemperare due esigenze da parte dei beneficiari: quella di una rendita per quando si esce dal mondo le lavoro e per assicurarsi risorse economiche adeguate in tempi di magra e che oggi chiamiamo “risparmio”.
Il meccanismo può essere così sintetizzato: ogni dieci anni di lavoro si ha diritto a una rendita venticinquennale pari mediamente al 20% delle retribuzioni percepite in quest’arco di tempo. Un importo che può essere reinvestito negli anni successivi o reso disponibile.
Il meccanismo potrà funzionare al meglio se vi aggiungiamo delle variabili. La prima è di adeguare il lavoro alla propria efficienza fisica e attitudinale oltre che intellettiva. L’esempio tipico è dato dal calciatore professionista che tende ad appendere gli scarpini al chiodo intorno ai trenta-cinque anni ma non va di certo in pensione. Si cerca semplicemente un lavoro adeguato alla sua età. Da qui discende la necessità di lavorare secondo “misura” e farlo da adolescente per piccoli lavoretti e lo stesso dicasi da anziano. Quest’allargamento della vita lavorativa ci consentirebbe da una parte di cumulare “rendite” più elevate e, dall’altra, di restare attivi più a lungo, ma anche di consentire aggiornamenti professionali di una certa durata con retribuzioni ridotte per passare ad altri impieghi.
Le linee guida di questa nuova forma di impatto previdenziale e lavorativo sono state analizzate e approfondite dai Centri studi della Fidest e pronte per un progetto pilota che prevede anche le modalità operative per il passaggio da un sistema all’altro in progressione temporale. (Riccardo Alfonso)

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La voce del nuovo partito comunista

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

partigianiL’arrivo di una e-mail che mi annuncia l’esistenza di un “nuovo” partito comunista in Italia mi offre l’occasione per cercare di fare chiarezza soprattutto dentro di me e per capire i comportamenti razionali e irrazionali che avverto tra le persone che frequento, il cicaleccio di occasionali conversazioni e gli umori che registro tramite i vari contatti che riscontro sulla rete. Sono stato sempre convinto che il fallimento del “vecchio” partito comunista non sia stato tanto sulle ideologie quanto sugli uomini che le hanno sposate ma che le hanno tradite con i loro comportamenti non conformi. Oggi intravedo la necessità che anche il capitalismo ceda il passo a una nuova forma di gestione della società su valori che, per altro, sulla carta sono ampiamente condivisi: equità sociale, ridistribuzione delle risorse, lotta agli abusi e alla corruzione. In questo ruolo sia il socialismo reale sia il capitalismo hanno fallito per ingordigia. La ciclicità, per altro, delle crisi economiche e finanziarie denota l’ingovernabilità di un sistema poiché non rispetta più le regole del vivere civile. Va anche detto con chiarezza che prima di ingabbiarci in un modello di governance che finisce con il metterci gli uni contro gli altri in conflitti che possono diventare anche cruenti dovremmo capire quale genere di società vogliamo. E non credo che vi siano dubbi quando affermiamo che il diritto alla vita non prescinde da quello del diritto a vivere. Cosa significa? Che noi dobbiamo garantire ai nuovi venuti il diritto all’assistenza sanitaria, all’istruzione, ad avere un tetto sotto cui ripararsi, al lavoro, all’accesso ai beni primari (vitto in primis). Sono cose che non si possono e non si devono negoziare poiché il loro valore è assoluto e indeclinabile, a prescindere dalle condizioni economiche dei soggetti che accolgono i nuovi venuti.
Se questo significa essere comunisti, nuovi o vecchi che siano, io sono comunista.
Se la Chiesa di Roma o di altre “centrali” considera il bene vita come base per il bene vivere, io sono un fedele praticante e osservante.
Se i governi che potrei definire laici perseguono questi fini nell’amministrare i loro popoli io mi sento di appoggiarli incondizionatamente. Se tutti costoro, o parte di essi, predicano bene e razzolano male allora io mi sento di combatterli in forza della regione che è in me e della falsità e dell’ipocrisia da essi mostrata all’atto pratico. Ora resta da capire cosa si deve fare per dare alla società mondiale quel giusto taglio da noi auspicato e per combattere quelle forze che pur minoritarie cercano in vario modo di vanificare le giuste e corrette forme di vita.
E’ di certo un problema educativo. Sappiamo bene che se ci caliamo nella realtà italiana abbiamo una parte, diciamo l’80% della popolazione che è rappresentata da pensionati, lavoratori monoreddito con salari medio bassi, precari, cassa integrati, disoccupati, mentre dall’altra parte vi sono tutti gli altri. Logica vorrebbe che a governare il paese vi fosse la maggioranza che abbiamo indicato mentre sappiamo che è tutto il contrario: è il 20% della popolazione che condiziona la vita politica e istituzionale del popolo italiano con gli effetti perversi che ci ritroviamo.
E allora l’invito è che questa grande maggioranza si riappropri dei suoi diritti, si riconosca nel rispetto dei propri simili, si faccia promotore di un modello di società sempre più aperto e solidale con l’area del disagio e che intraveda nell’essere umano non un bene economico ma un bene sociale e in tale veste sostenerlo senza esitazione alcuna. E’ questa la prima grande rivoluzione che deve maturare dentro di noi, aprirsi alla comprensione altrui, diventare legge universale. Saper convivere con le idee altrui.
.Per quanto posso andare contro corrente, secondo il pensiero che va per la maggiore, ritengo che il proletariato individuato dal marxismo e i mali che hanno denunciato e la stessa nascita del leninismo come costola di un’idea marxista, sono diventati rivoluzionari non per volontà propria ma per necessità. Una società ingessata, molto legata a logiche consumistiche, al profitto, alla competitività come prevaricazione degli interessi deboli e dove il più forte non è il più intelligente, il più colto, il più saggio ma il più ricco, il predatore, non si può scardinare senza uno scossone violento. Sono aneliti di libertà legati al mancato riconoscimento di uno spazio vitale per chi non ha nulla da perdere perché povero, disoccupato, precario con un avvenire incerto, pensionato, cassaintegrato e famiglie che stentano a rincorrere i modesti stipendi al costo della vita e a subire l’esosità dello stato con le sue gabelle. E’ anche un movimento che denota i suoi punti deboli quando è chiamato a governare. Diventa necessariamente una dittatura e questo costituisce la negazione dei suoi principi, della sua vocazione storica. Ha anche la presunzione che un sistema politico non può essere debellato, se lo considera contro gli interessi del popolo che pure lo ha legittimato con il voto, con la stessa arma, ma solo con una rivolta cruenta. Qui non parliamo di paesi che hanno una dittatura, ma del nostro occidente colto, preparato, disposto ad accettare un confronto aperto, ma che non di meno subisce il fascino dell’imbonitore di turno ed è sedotto dall’idea che si possa entrare nella cerchia dei benestanti con un po’ di fortuna e la raccomandazione giusta. Uscire dall’anonimato, dalla povertà, è il sogno di tutti e ognuno per perseguirlo cerca di costruirsi la sua nicchia anche se la miseria batte alla sua porta, anche se ha dei limiti obiettivi non per proprio demerito, ma per chi ti ospita come accade agli immigrati, ma anche per chi vive in una regione, dello stesso stato, e pensa di spostarsi. E’ un sogno che richiede tempo e pazienza. E’ un sogno che fa scalpitare i giovani e rende cinici e amareggiati gli anziani. Da qui l’insofferenza degli abitanti dei quartieri poveri delle città britanniche, francesi, spagnole e greche di questi ultimi mesi. Da qui il disperato grido di dolore dei martiri che nel mondo arabo hanno invocato la libertà e sono stati definiti “briganti” da schiacciare come vermi. Da qui l’appello alla consapevolezza di uomini di cultura che vedono trasformato l’essere umano in qualcosa di disumano sviluppando i più bassi istinti, avvelenato dalle logiche consumistiche e dalla necessità che per soddisfare le sue ambizioni è necessario arricchirsi in fretta. Una società di questo genere è una società drogata, rinunciataria, avvelenata da ideologie aberranti. Non è questo, certo, un modello di vita ma solo di sopravvivenza. Non di speranze ma di rinuncia alla speranza. Non di crescita ma di depressione. E’ anche il più innaturale modo di concepire la vita se vogliamo crescere e maturare secondo valori che esaltano il ruolo dell’essere umano nel suo viaggio terrestre. (Riccardo Alfonso)

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“Non bisogna avere paura del nuovo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

auto fordCosì il presidente dell’Autorità dei Trasporti, Andrea Camanzi, parlando dei casi Filxbus e Uber, in occasione della relazione annuale al Parlamento.
“Giustissimo! Aggiungiamo: basta con il difendere i vecchi privilegi. Il presidente Camanzi ha fatto bene a ricordare questi due casi clamorosi e come il legislatore, certo sovrano, abbia finora ostacolato il nuovo invece di promuoverlo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Inoltre ha opportunamente respinto le strumentalizzazioni di chi lo ha accusato di voler aprire indistintamente a Uber. Da sempre, infatti, l’Authority ha proposto una regolamentazione: requisiti di idoneità del guidatore e del veicolo, assicurazione per responsabilità civile aggiuntiva, conducente con più di 21 anni e almeno 3 anni di guida, nessun provvedimento di sospensione della patente, riconduzione al regime del lavoro occasionale delle prestazioni dei conducenti non professionisti” conclude Dona.

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Nuovo clima in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2017

climate_changeLa percezione mediatica di un’Italia assediata da freddo e neve contrasta con la realtà di ampi territori anche meridionali, colpiti dalla siccità: l’analisi è dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) che indica, come esempio, i roghi della Liguria, ma fiamme sono divampate anche in Lombardia e l’allarme incendi è stato lanciato in Veneto, dove le precipitazioni, nell’ultimo mese, sono calate del 97% e tutti i fiumi sono vicini ai minimi storici ad eccezione singolarmente del Po, che ancora gode delle precipitazioni cadute in Novembre sul Piemonte. E’ il primo esempio di una inusuale fotografia “a macchia di leopardo ” della situazione idrica del Paese, dove le nevicate dei giorni scorsi anche sul Centro-Nord hanno solamente lenito la “sete” dei terreni senza, però, apportare sostanziali benefici a deficitari bilanci idrici. Da questa situazione, però, si smarca il lago di Garda, l’unico dei grandi laghi settentrionali sopra la media stagionale, mentre i livelli degli altri (Maggiore, ma soprattutto Iseo e Como) sono largamente deficitari.
Simili anomalie si registrano anche nelle regioni centro-meridionali colpite dal forte maltempo: solo i bacini di Abruzzo e, in parte, di Puglia e Basilicata segnano importanti incrementi di risorsa idrica accumulata. In Sicilia, nonostante il maltempo che ha danneggiato gravemente l’agricoltura, i grandi invasi sono in sofferenza: l’invaso Garcia, sul fiume Belice Sinistro, contiene circa la metà dell’acqua presente lo scorso anno; il bacino Pozzillo, sul fiume Salso, che conteneva a dicembre 2015 oltre 42 milioni di metri cubi, ne sta trattenendo poco più di 6; disponibilità praticamente dimezzata anche nel lago Poma, sul fiume Iato. Ancora peggio va in Sardegna, dove la neve ha portato ristoro ai terreni, ma dove resta deficitaria la situazione di gran parte degli invasi. Particolarmente preoccupante è la situazione in Gallura dove, perdurando l’assenza di interventi strutturali, si preannuncia un’altra stagione con disponibilità irrigua insufficiente ed agricoltura penalizzata.
Secondo l’analisi di ANBI, i cambiamenti climatici stanno evidenziando il verificarsi di “bombe di neve”, che cadono copiosamente su un territorio limitato, creando danni e disagi, ma non apportano sostanziali benefici idrici, che altresì sarebbero garantiti dalle nevicate montane, invece carenti.
“La situazione è preoccupante, ma non ancora grave – commenta Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Attualmente la campagna riposa e c’è ancora tempo, affinchè le riserve idriche si arricchiscano. Certo, ci troviamo davanti al ripetersi di condizioni climatiche finora inconsuete, di cui dobbiamo prendere atto, perseguendo il diffondersi di una cultura del risparmio e della massima efficienza nell’utilizzo dell’acqua, denominatore comune del nuovo Piano Irriguo Nazionale in fase di avvio. Sperando naturalmente che le auspicate precipitazioni delle prossime settimane non siano violente, perché i terreni aridi, come oggi in gran parte d’Italia, aumentano il rischio di criticità idrogeologiche.”

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Secoo nuovo finanziamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 agosto 2014

pechinoSecoo.com, la più grande azienda di ecommerce del lusso e della moda di alta gamma in Cina, ha da poco annunciato il completamento di un nuovo giro di finanziamento che ha raccolto circa US$100 milioni . L’evento rappresenta il più grande finanziamento raccolto in una sola volta nel settore ecommerce del lusso e della moda in Cina a tutt’oggi. Il finanziamento è stato guidato da CMC Capital Partners, con la partecipazione di IDG Capital Partners, Ventech China, Crehol Capital (fondo della famiglia Mulliez) e Vangoo Capital. La Silicon Valley Bank ha anche fornito una linea di credito per diverse decine di milioni di dollari all’azienda. Secondo il China Luxury Market Study 2013 pubblicato da Bain & Company, i consumatori cinesi spendono 350 miliardi di yuan (circa US$55 miliardi) all’anno per comprare beni di lusso, circa due terzi dei quali vengono spesi in acquisti all’estero. Da vero leader nell’e-commerce del lusso e della moda di alta gamma in Cina, Secoo ha risposto a questa tendenza del mercato fornendo ai consumatori cinesi abbienti dei servizi professionali di lusso “one-stop”, dall’identificazione, l’apprezzamento e la vendita di prodotti di lusso, alla manutenzione post-vendita e alle aste di beni di lusso. Come risultato di anni di operazioni dedicate, Secoo conta ora più di 3 milioni di iscritti di fascia alta ed ha ricevuto elogi e riconoscimenti dai mercati finanziari. Secoo vende oggi prodotti di centinaia di grandi marchi internazionali. Dopo aver stretto alleanze strategiche con diversi retailers di marchi del lusso europei, americani e giapponesi, ed aver messo a disposizione una collezione di beni di lusso nuovi e limitati tra le più complete del mondo, Secoo.com è ormai la più grande piattaforma di vendite online di prodotti di lusso e moda di alta gamma in Cina. L’azienda ha anche istituito il più grande centro servizi di identificazione del lusso, apprezzamento e manutenzione nel Paese, con dei club off-line sparsi in tutta la Cina continentale, Hong Kong e Tokyo. Secoo è in procinto di aprire altri experience club off-line a Milano, New York e Parigi.Il CEO di Secoo Li Rixue ha affermato, “I fondi saranno principalmente utilizzati nella nostra strategia globale ed espansione del business all’estero, così come un più alto budget sarà impiegato nel marketing per sviluppare la sua infrastruttura informatica. In futuro, faremo del nostro meglio per soddisfare le esigenze dei clienti di fascia alta, sia in Cina che all’estero, offrendo loro prodotti di lusso autentici, stagionali e desiderabili.”

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Nasce il primo portale medico-sanitario italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2013

Nasce il primo sito in Italia per le consulenze medico-sanitarie online, una modalità già molto diffusa negli Stati Uniti che va oltre il semplice consiglio. Webmedicine.it è il primo portale dedicato al tema della salute dove è possibile avere un consulto diretto con uno specialista, mostrare gli esami ed ottenere una consulenza specifica. «Si ha un rapporto diretto con il medico o lo specialista», premette Stefano Davanzo, ideatore del portale Webmedicine. «In internet c’è molta offerta di canali tematici dedicati ai temi della salute. Manca però la possibilità di incontrare in modo diretto – in video conferenza – e riservato uno specialista che possa darci delle indicazioni su specifici temi».Ormai sul web il tema della salute occupa uno spazio molto importante: secondo un’indagine del Forum per la ricerca biomedica del Censis presentata alla fine dell’anno scorso, un italiano su tre utilizza internet per ottenere informazioni sulla salute. Di questi, il 90,4% effettua ricerche su specifiche patologie, il 58,6% cerca medici e strutture cui rivolgersi, il 15,4% prenota visite ed esami attraverso la rete. «Davanti a questa sete di informazioni, il contatto diretto con il medico conserva un’importanza nodale», prosegue Davanzo. «Internet risponde alla crescente esigenza di poter avere più servizi fruibili direttamente da casa propria, nel rispetto dei propri tempi: Webmedicine.it garantisce la tutela della privacy e mette a disposizione personale estremamente qualificato».
Gli specialisti sono accuratamente selezionati e devono rispettare il codice etico che il portale si è dato. «Agli specialisti chiediamo non solo di presentare il proprio curriculum in chiaro, in modo da poter dimostrare la propria esperienza, ma anche di sottoporsi ad un feedback di valutazione al termine di ogni consulenza, così da avere degli elementi di valutazione della prestazione erogata», spiega Filippo Ubaldi, ginecologo, presidente del comitato scientifico di Webmedicine. «Puntiamo ad offrire l’eccellenza in campo medico-sanitario su temi che sono di grande interesse, ma talvolta di anche di grande complessità». Il portale, infatti, al momento offre otto canali tematici che spaziano dalla genetica all’andrologia, dalla psicologia alla patologia clinica, ostetricia, nutrizione, gastroenterologia e consulenza sulle potenzialità delle cellule staminali. Per fine anno il numero delle specialità presenti su Webmedicine sarà triplicato, potenziando al tempo stesso lo staff medico-sanitario. È possibile ottenere consulenze in merito a specifici esami o patologie diagnosticate – incluse le malattie genetiche o rare -, ma anche, per esempio, consigli sull’allattamento e la gestione del neonato, come gestire l’ansia e le patologie comportamentali, o ancora conoscere quali innovative terapie cellulari sono disponibili e come potervi accedere. «Il paziente può presentare gli esami fatti e sottoporli allo specialista – precisa Ubaldi – nell’ottica finale di instaurare un rapporto costruttivo e trasparente nel solo interesse del paziente, rispettando in modo assoluto la sua privacy».
Per richiedere una consulenza è sufficiente registrarsi sul portale, indicare l’area di interesse e lo specialista, infine scegliere data e orario dell’appuntamento. «Sulla base della disponibilità dello specialista, siamo in grado fissare un primo appuntamento in giornata, grazie a una fascia oraria decisamente ampia, che spazia dalle 7 alle 23.30», conclude Davanzo. «Il contatto avviene su una piattaforma riservata, gestita secondo stringenti criteri di rispetto della privacy, dove il paziente incontra lo specialista nella tranquillità della sua abitazione e, mediante una videoconferenza, spiega la propria problematica e riceve la consulenza adeguata».
Webmedicine.it – è il primo portale italiano dedicato alla consulente medico-scientifica online. È stato costituito da persone provenienti da diversi background, con una lunga esperienza nel settore medico-sanitario e unite dall’idea di sviluppare idee innovative e tese a migliorare l’offerta sanitaria. Webmedicine.it è una piattaforma attraverso la quale è possibile ottenere consulenze di indirizzamento in varie specialità come genetica, andrologia, psicologia, cellule staminali, patologia clinica, ostetricia, nutrizione e gastroenterologia. http://www.webmedicine.it

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Il nuovo che (non) avanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

(Europa pag 8 di Massimiliano Iervolino in sintesi) È notevole l’attenzione mediatica con cui, ogni giorno, i vari Zingaretti, Vendola, Renzi ed alcuni altri, vengono seguiti. Le loro parole, seppur molte volte condivisibili, mancano di una lettura storica della (non) democrazia italiana. Per esempio, se non si affronta seriamente il ruolo dei partiti che, dal primo gennaio 1948 ad oggi, hanno abusivamente occupato la nostra repubblica, difficilmente si potrà affiancare la parola nuovo al proprio cognome.  Un reale rinnovamento non può prescindere da due fondamentali questioni.
La prima è l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. La democrazia all’interno delle forze politiche è fondamentale per dare l’opportunità all’individuo di affermarsi con le proprie idee e con la propria storia. Questo era il grande pensiero di chi scrisse quella Carta ma che, con la sola eccezione radicale, non ha mai trovato compimento. La seconda: risulta difficile richiamarsi al “popolo”, come fanno Vendola e gli altri, senza dire parole chiare di denuncia in merito alla distruzione della seconda scheda avvenuta ad opera dei partiti e della corte costituzionale.
I cittadini sulle grandi questioni civili, e quindi sociali, si sono sempre schierati in modo conforme alle migliori democrazie laiche ed anglosassoni, ma il parlamento ha sempre disatteso il voto popolare. Un esempio su tutti è il quesito sul finanziamento pubblico dei partiti, abrogato a stragrande maggioranza e trasformato dalla partitocrazia in rimborso elettorale, una vera e propria truffa bipartisan, ma nessun leader dice nulla su questo. Così come non viene detto nulla sul ruolo della corte costituzionale che, a partire dalla sentenza n. 16 del 2 febbraio del 1978, inaugura la giurisprudenza anti-referendum e anti-Costituzione. Nel giudicare l’ammissibilità di otto referendum radicali volti ad abrogare, tra l’altro, il Concordato tra Stato e Chiesa, la Corte si distacca da una lettura tassativa dei limiti previsti dall’articolo 75 per sostenere l’esistenza di una miriade di ulteriori limiti, frutto di un’interpretazione estensiva di quelli espressamente enunciati dalla Costituzione, ravvisandone sempre di nuovi di carattere implicito. È dal 1978 che la corte costituzionale aiuta i partiti a far fuori numerosi referendum che avrebbero cambiato questo paese. Il combinato disposto partiti/corte costituzionale ha allontanato milioni di italiani dalla vita civica della nostra repubblica. Chi oggi si richiama alla partecipazione e alla riscossa civica non può non tenerne conto. Il ruolo delle forze politiche e la seconda scheda elettorale sono solo due degli argomenti che chiunque voglia dare durata a una reale alternativa dovrebbe affrontare.

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Un nuovo modo di leggere e scrivere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

Roma 19 luglio, 16.30 – 19.30 Camera dei Deputati Sala di Via della Mercede, 55 Nasce ebook.it, il portale per la promozione e la diffusione del libro elettronico.  Il nuovo sito sarà presentato lunedì 19 luglio alla Camera dei Deputati, alla presenza di autori, editori, esponenti politici, manager, professori.  Nel corso del workshop sarà discusso il libro “Gli Anni della New TV”, di Andrea Materia, il primo vero ebook italiano (150 pagine, 66 video embedded e 999 link). Al workshop parteciperanno, tra gli altri, Agostino Quadrino (Garamond), Vincenzo Vita (Senatore Comm. Cultura del Senato), Massimo Melica (Centro Studi Informatica Giuridica Italia), Guido Scorza (Istituto per le politiche dell’Innovazione), Cristina Mussinelli (AIE-Associazione Italiana Editori), Paolo Gentiloni (Parlamentare), Gianni Celata (Uniroma1), Layla Pavone (IAB Italia), Lorenzo Barbantini Scanni (Engineering), Dario Melpignano (Neos/mobc3), Cesare Massarenti (Università Bicocca di Milano), Enrico Menduni (Uniroma 3).  L’evento, infine, aprirà una riflessione sul prezzo dell’editoria libraria digitale, oggi tassata come un qualsiasi prodotto software.  Sarà infatti lanciata la campagna nazionale promossa da Key4biz per la riduzione dell’IVA degli ebook, dall’attuale 20% (del software) al 4% (dei libri cartacei), con una petizione che potrà essere firmata dal 19 luglio.

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Nuovo TG1

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2010

Roma 9 giugno Ore 11.00 TG1 Palazzina A Nord Largo Villy de Luca, 4  – Saxa Rubra  Conferenza stampa per la presentazione del Nuovo TG1 Il Direttore Augusto Minzolini presenta il nuovo studio, la nuova grafica, le nuove sigle del Telegiornale, delle sue rubriche e il nuovo sito web della testata.

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Generazioni del nuovo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Bologna 28 aprile 2010 ore 17ai Laboratori DMS, via Azzo Gardino 65/a  Una tavola rotonda a conclusione del progetto Interscenario, con la presentazione volume a cura di Cristina Valenti che fotografa i linguaggi delle nuove generazioni teatrali, indagando tre anni di presenze al Premio Scenario; non solo un concorso ma un osservatorio nazionale, in grado di monitorare flussi e tendenze del teatro di oggi. Questo progetto si inserisce nella rassegna La Soffitta 2010 organizzata dal Dipartimento di Musica e Spettacolo – Centro La Soffitta. Partecipano i curatori del progetto INTERSCENARIO Stefano Casi, Andrea Paolucci, Cristina Valenti e Cira Santoro; i curatori delle indagini statistiche (Anna Giuriola, Francesca Bortoletti, Alessandra Consolli e Fabio Tomaselli) e l’autore dei DVD. Coordina l’incontro, la curatrice Cristina Valenti. La prima parte del volume è dedicata alle edizioni del Premio Scenario del triennio 2005/2007 e raccoglie i risultati delle indagini statistiche sui partecipanti. La seconda parte contiene le testimonianze degli artisti premiati e di quanti hanno fatto parte dell’osservatorio critico e della giuria: esperti teatrali (critici, operatori e studiosi), intellettuali, pedagogisti, scrittori, poeti, drammaturghi, cineasti. Completano il volume una sezione di immagini fotografiche e una raccolta di materiali relativi alle diverse fasi dei premi sviluppati nel triennio e agli artisti vincitori e segnalati.  Con questo libro la ricca esperienza del premio si fa per la prima volta documento e si rende disponibile alla storia e a quanti, a loro volta, vorranno  leggerla e raccontarla.
il Premio Scenario, dal 1987 ad oggi, ha rivelato importanti protagonisti della scena contemporanea, da Emma Dante a Babilonia Teatri.  E’ dedicato ai nuovi linguaggi e alle giovani generazioni teatrali, nato all’insegna della molteplicità e delle differenze, ed ha aperto negli anni ulteriori edizioni dedicate all’impegno civile e  al pubblico dell’infanzia e dell’adolescenza.
Cristina Valenti insegna Storia del Nuovo Teatro presso l’Università di Bologna. Dal 2003 è direttore artistico dell’Associazione Scenario. Si occupa in particolare di teatro di interazione sociale (handicap, carcere, comunità), teatro di impegno civile e ricerca teatrale delle giovani generazioni.

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Accuse sorte contro l’Eolico

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2009

«L’energia è una delle priorità per la civiltà, anzi il primo fabbisogno per alimentare la nostra società interdipendente, in cui ognuno dipende dal lavoro e dalle operazioni altrui. In Italia solo ora si stanno comprendendo i confini dell’emergenza ambientale. Stiamo migliorando, un po’ a fatica, forse anche perché il problema ambientale è un problema relativamente nuovo. Per quanto riguarda le pale eoliche: tutti a dire che non sono belle, rovinano l’ambiente. Ma allora, quando è arrivata l’elettricità, i pali della luce non avevano lo stesso impatto visivo? Eppure ora sono ovunque. È solo un problema di apertura mentale, e un peccato di presunzione di cultura, che denota solo una mancanza di consapevolezza in campo eco-ambientale» commenta Marco Roveda. « Dire che il paesaggio sarebbe più bello senza le pale eoliche è come dire che, vedere un bel corpo nudo sia meglio che vederlo con un cappotto,  protetto  dal freddo. Siamo obbligati a proteggerci dal freddo in inverno, così come lo siamo a produrre energia. Mi infastidiscono molto di più le migliaia di brutti, vecchi tralicci che portano i cavi della corrente ad alta tensione, piuttosto che la rasserenante visione di queste girandole. Sono più preoccupato dello scempio architettonico di brutte case e capannoni, giustificati semplicemente col “ci vogliono”». «A chi è preoccupato  per gli uccelli – conclude Marco – possiamo  affermare che il problema è marginale se gli impianti non saranno collocati sulle rotte migratorie e comunque ricordare che muoiono molti più uccelli contro i vetri dei palazzi: e allora cosa facciamo, togliamo le finestre?  Produrre invece energia convenzionale inquinante vorrà dire non sacrificare qualche uccello ma farli morire tutti e non solo loro!”

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