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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘nutrizionisti’

“Promuoviamo la cultura della prevenzione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Uno stile di vita attivo, sicuro e accessibile a tutti, e scelte alimentari corrette sono la ricetta dell’Italian Wellness Alliance. Il Progetto, nato in accordo con la strategia globale dell’OMS e, in particolare, della NCD Alliance (Non-Communicable Diseases), istituzione operativa a livello internazionale, ha come obiettivo quello di contrastare la diffusione di alcune malattie come il diabete, malattie cardiovascolari, cancro e malattie respiratorie croniche. Ideare e realizzare interventi, con sostenibilità economica, che supportino l’adozione di corrette abitudini alimentari e la riduzione della sedentarietà, sono il fine ultimo per favorire e mantenere lo stato di benessere del singolo individuo, della collettività e dell’ambiente. Già in età infantile, un eccesso di peso può essere associato ad una serie di comorbidità (si può anche parlare di diabete di tipo 2) e soprattutto può costituire un fattore di rischio precoce per morbilità e mortalità nella vita adulta. A maggior ragione nel 2012, anno designato dall’Unione Europea come l’anno dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà Intergenerazionale, dove la popolazione anziana predomina su quella giovanile e si contraddistingue per un’aspettativa di vita allungata: non auspicabile nella società moderna se non si associa a un concomitante miglioramento della qualità di vita. “Con la creazione dell’Italian Wellness Alliance, finalmente, anche l’Italia contribuirà alla crescita e alla diffusione della cultura della prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili (NCD), contrastandone la ormai ben nota diffusione epidemica e il significativo impatto sociale ed economico.” Ha spiegato il prof. Pierpaolo De Feo, Direttore Centro Universitario Ricerca Interdipartimentale Attività Motoria dell’ Università degli Studi di Perugia e Presidente dell’Italian Wellness Alliance. “La creazione dei presupposti per una valida collaborazione tra medici di medicina generale, diabetologi, nutrizionisti, psicologi, laureati in scienze motorie, pediatri, istituzioni scolastiche, servizi territoriali ed associazioni è alla base per la promozione di corretti stili di vita.” Ha concluso De Feo.

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Nutrizionisti italiani riabilitano lo zucchero

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2012

È irresponsabile affermare che lo zucchero sia nocivo e demonizzarne il consumo. È questa la risposta di Federalimentare, la Federazione italiana delle industrie alimentari, allo studio pubblicato sull’ultimo numero di Nature (cfr Farmacista33, 2 febbraio 2012). L’articolo, ha commentato Andrea Poli, direttore scientifico di Nfi – Nutrition foundation of italy, «non presenta alcuna ricerca o studio originale, ma ripropone semplicemente il punto di vista dell’autore sulla tossicità del fruttosio, che assieme al glucosio è uno dei due costituenti dello zucchero da cucina (saccarosio). Si tratta di una visione non condivisa da larga parte della comunità scientifica e delle organizzazioni nazionali e internazionali, che dappertutto promuovono il consumo di frutta, la principale fonte naturale di fruttosio. In Italia, l’Inran suggerisce per esempio il consumo di circa 450 g di frutta al giorno, che contengono in media da 18 a 36 grammi di fruttosio». Ed entrando nel merito dei capi di imputazione:«L’effetto del fruttosio sulla pressione arteriosa, citato dall’autore dell’articolo» ha sottolineato Giuseppe Fatati, presidente di Fondazione Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) «è controverso, ed è sostanzialmente supportato da studi che prevedono la sommistrazione o il consumo di quantitativi irrazionalmente elevati di fruttosio. A Dicembre 2011 su Public health nutrition, è stato pubblicato l’articolo “Mediterranean diet pyramid today. Science and cultural updates” che conferma il ruolo positivo per la salute di un adeguato consumo di frutta e del modello mediterraneo». Infine, riportando alla realtà italiana, Michele Carruba, direttore del Centro di studio e ricerca sull’obesità all’Università degli Studi di Milano, ha sottolineato che in Italia il consumo di zuccheri «non è elevato» e l’obesità «ha radici che affondano forse più nell’inattività che nell’eccessivo apporto di calorie».(fonte farmacista33)

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Integratori alimentari

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Quali sono le ragioni cliniche, scientifiche e sociali che “legittimano” il ruolo assunto dagli integratori alimentari nella società moderna? Per affrontare questo tema, FederSalus ha chiamato medici, farmacisti, nutrizionisti e industria a una riflessione comune organizzando il convegno “Integratori alimentari e sano stile di vita. Le ragioni scientifiche dell’integrazione nella società moderna”, patrocinato dall’Ordine dei Medici di Regione Lombardia Sanità, che si sta svolgendo a Milano presso la Sala Volta delPalazzo delle Stelline.
Il Convegno, moderato dalla giornalista televisiva Livia Azzariti, è stato articolato in due sessioni. Al mattino sono state presentate le evidenze scientifiche sull’utilità degli integratori alimentari nell’ambito di un corretto stile di vita e in contesti circoscritti quali, ad esempio, situazioni degenerative legate ai processi d’invecchiamento. Gli interventi in programma, pertanto, sono stati focalizzati sull’importanza dell’integrazione in diversi momenti della vita: prevenzione del rischio malattie nella popolazione, attività sportiva, menopausa, invecchiamento. All’apertura dei lavori, introdotti da Romano Marabelli, Dirigente del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza Alimentare – Ministero della Salute, è intervenuta Isabella Cecchini, Direttore del Dipartimento GfK Eurisko HealthCare, che ha messo in evidenza come le campagne di comunicazione di massa sembrino destinate ad acquisire sempre maggiore importanza quali strumenti per la promozione della salute e per la Prevenzione primaria dei principali fattori di rischio. Si tratta di un approccio giustificato non solo dalla rilevanza dell’influenza sociale come fattore di cambiamento, ma anche dal fatto che il fine della prevenzione primaria impone la prospettiva dei grandi numeri, ineliminabile quando l’obiettivo è ridurre l’incidenza delle malattie nella popolazione.
Andrea Poli, Direttore Scientifico di Nutrition Foundation Italy, ha esposto le ragioni per cui oggi non è più possibile fare pieno affidamento sulla convinzione che un’alimentazione variata sia in grado di fornire tutti i macro e micronutrienti indispensabili per la piena efficienza metabolica. In primis, il cambiamento nelle abitudini alimentari e nello stile di vita avvenuti nell’ultimo secolo hanno “desincronizzato” il processo di adattamento evolutivo tra funzioni biologiche dell’uomo e apporto alimentare. Un secondo fattore critico riguarda l’età media elevata che le migliorate condizioni generali di vita hanno consentito di raggiungere, ma alla quale l’organismo umano non è ancora preparato. “Come è nostra tradizione, abbiamo voluto che il convegno offrisse a una platea allargata un momento di approfondimento basato su una panoramica interdisciplinare sulle dinamiche sociali, cliniche e biologiche della società contemporanea che conducono all’attuale, forte domanda di benessere,”- ha dichiarato Germano Scarpa, Presidente FederSalus. “Allo stesso tempo, il convegno è stato l’occasione per rimarcare il ruolo di Federsalus come alleato della ricerca scientifica e delle istituzioni nazionali ed europee nel promuovere il corretto inquadramento degli integratori alimentari, tra farmaci ed alimenti, in modo da fornire a consumatori, medici e farmacisti tutte le garanzie e indicazioni per un uso consapevole, razionale e, quindi, funzionale degli integratori nell’ambito di un sano stile di vita.”

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Diabete e celiachia

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

Il diabete di tipo I e la celiachia sono due patologie sempre più spesso associate poiché hanno una radice comune, entrambe strettamente correlate con i processi autoimmunitari, proprie soprattutto dei giovani in generale e delle giovani donne in particolare. Il diabete di tipo I è il primo a essere diagnosticato, mentre la celiachia può anche comparire a distanza di anni, motivo per cui gli esperti consigliano a chi soffre di Diabete di Tipo I lo screening per la celiachia una volta l’anno. In questi casi si pone il problema di gestire un regime dietetico complesso. Infatti, secondo dietisti e nutrizionisti, gli alimenti che vengono utilizzati per comporre i menù quotidiani non devono contenere glutine (per essere idonei al celiaco) e al tempo stesso debbono garantire sia un basso apporto di zuccheri semplici che un elevato apporto di zuccheri complessi quali la fibra alimentare (per essere idonei al diabetico). Secondo gli esperti il rebus trova soluzione nella dieta mediterranea, con l’accorgimento di eliminare i cereali che contengono glutine e sostituire pane, pasta, pizza e altri prodotti da forno con quelli gluten-free. «Essa coniuga le due esigenze essendo caratterizzata da un’abbondanza di alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, ortaggi, erbe aromatiche e legumi); olio di oliva, come unico condimento, quantitativi moderati di pesce, pollame, latticini e bassi quantitativi di carne rossa» spiega Letizia Saturni, specialista in Scienze dell’alimentazione. (fonte farmacista33)

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Parma la 15° edizione di cibus

Posted by fidest press agency su sabato, 8 maggio 2010

Si apre lunedì 10 maggio la 15° edizione di Cibus, il Salone internazionale dell’alimentazione, che, assieme al complementare Salone del dolciario, Sarà inaugurato, alle ore 13, da Ferruccio Fazio, Ministro della Salute e da John Dalli, Commissario europeo della Salute. Dolce Italia, si preannuncia ricco di novità ed aspettative: 2500 espositori, 60mila operatori in visita, di cui circa il 20% dall’estero e tra quest’ultimi circa mille buyer invitati e finanziati da Fiere di Parma. “Tema centrale di questa edizione sarà come migliorare l’export del food italiano – spiega Elda Ghiretti, Cibus Manager – mentre le altre direttrici principali saranno i rapporti tra industria agroalimentare italiana e Grande Distribuzione europea; la ristorazione “fuori casa” e la ristorazione commerciale; la sicurezza alimentare con l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che a Parma ha sede e che, proprio a Cibus 2010, illustra le sue linee guida su Ogm, sostenibilità e sicurezza”.  Fra gli eventi pubblici, va segnalato l’altro appuntamento importante del 10 maggio, ossia il convegno di Federalimentare, alle ore 14, intitolato “Fattore Export: tradizione, qualità, internazionalizzazione per cogliere per primi i segnali di ripresa dell’economia”, con interventi, fra gli altri, di Ferruccio
Fazio, Gian Domenico Auricchio (Presidente di Federalimentare), Umberto Vattani Presidente dell’ICE (Istituto Commercio Estero), Giampaolo Galli (Direttore generale Confindustria). Nel corso delle quattro giornate della manifestazione, si terranno decine di altri convegni, il cui elenco completo si può trovare in cartella stampa o sul sito Cibus.it. Per quanto riguarda, invece, gli eventi principali della fiera ricordiamo: la Piazza dei Prodotti Dop e Igp dove 69 Consorzi italiani esporranno i principali prodotti alimentari a denominazione d’origine, come pure faranno alcuni Consorzi europei, e dove verrà presentata la quarta edizione dell’Atlante europeo dei prodotti agroalimentari; la Agorà allestita da Fipe/Confcommercio con la ristorazione fuori casa e la ristorazione commerciale, dove si terranno presentazioni e degustazioni sul tema della prima colazione, dell’aperitivo, dell’happy hour, del cibo a mensa ed un convegno sulla ristorazione nelle autostrade, stazioni, aeroporti e porti.  Ed infine, Pianeta Nutrizione, organizzato da Akesios in contemporanea con Cibus 2010 con quattro giorni di corsi e seminari sulla sana nutrizione, rivolti a medici, biologi, dietisti e nutrizionisti.

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