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Posts Tagged ‘obbligatoria’

Fatturazione elettronica: dal 1° gennaio 2019 obbligatoria per tutti

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2018

Dal 1° gennaio 2019 più di 8 milioni di titolari di partire Iva (liberi professionisti) saranno obbligati alla fatturazione elettronica. Si completa così una rivoluzione digitale – che interessa 6 milioni di imprese italiane – iniziata nel 2015, quando tutti gli operatori economici che avevano un rapporto commerciale con le PA hanno dovuto necessariamente emettere le proprie fatture in formato elettronico. Rivoluzione proseguita nel 2016 e 2017, con l’introduzione della fatturazione elettronica verso imprese e privati.Se ne è parlato in una stracolma sala convegni della Camera di commercio di Bari (più di 500 le registrazioni all’incontro pervenute nei giorni scorsi) nel workshop gratuito organizzato dallo stesso ente barese e dedicato a Fatturazione elettronica e nuovi servizi gratuiti per imprese e professionisti. La giornata è stata promossa da l’Agenzia per l’Italia Digitale, Unioncamere e Infocamere e cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma CEF (progetto .Igor). Il decisivo cambio di rotta in senso digitale della certificazione economica degli scambi ha visto dall’inizio in prima linea le Camere di Commercio italiane che, sin dal 2014 tramite la piattaforma di Infocamere 2014, hanno offerto il servizio base di fatturazione elettronica. Notevole il risparmio di costi che varia da 3 e 8 euro a fattura, come è emerso da un recente studio del Politecnico di Milano.Da aprile di quest’anno il servizio, totalmente gratuito, delle Camere di Commercio si é arricchito di un’ importante novità: la gestione delle fatture anche verso imprese e privati, non più solo verso la Pubblica Amministrazione.”La notevole risposta di pubblico – ha dichiarato il segretario dell’ente Angela Patrizia Partipilo – sta a testimoniare l’interesse per una materia che impatta non solo sulla gestione delle attività di imprese e professionisti, semplificando e facilitando molte operazioni, ma anche sul mercato in senso più ampio, riguardando potenzialmente tutti i consumatori. E ripaga l’attenzione puntuale del nostro ente verso l’introduzione e la promozione di tutti quei servizi che agevolano le imprese e quindi possano contribuire alla loro modernizzazione e competitività”.Fra i vantaggi della fatturazione elettronica, come evidenziato da Alessandro Alfano, dell’Agenzia per l’Italia Digitale: contenimento dell’evasione fiscale, monitoraggio della spesa pubblica certezza dell’avvenuta trasmissione della fattura, garanzia di autenticità ed integrità della fattura, riduzione degli oneri amministrativi, leva per la crescita digitale del Paese.Si è parlato anche di gestione in remoto dei libri sociali, dall’attivazione del cassetto digitale alla richiesta dello Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) con il quale accedere in modalità sicura ai servizi Online della Pubblica Amministrazione.Sono intervenuti all’incontro anche Mario Altavilla, Unioncamere, Area agenda digitale e registro imprese, Salvatore Stanziale, Dir.Sist. informativo della fiscalità, Min. dell’Economia, Dip. delle Finanze; Fabio Massimi, Agenzia per l’Italia Digitale; Maurizio Doni e Rosa Lattanzio di Infocamere.

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Scuola: Docenti, arriva la formazione annuale obbligatoria

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

ministero pubblica istruzioneDocenti, arriva la formazione annuale obbligatoria: opportunità d’aggiornamento ma anche ulteriore onere fuori dal contratto e a stipendio fermoPer il sindacato, l’aggiornamento professionale costituisce un punto fermo per gli insegnanti che hanno il delicato compito di trasmettere conoscenze, capacità e competenze. Tuttavia, ciò che non è ancora chiaro è prima di tutto la collocazione oraria di tale formazione obbligatoria. Premesso, infatti, che l’orario di lavoro dei docenti è, sino a prova contraria, definito dal contratto collettivo nazionale e si compone di lezioni frontali, più 40 ore annuali per le attività collegiali e altre 40 per lo svolgimento di attività connesse all’insegnamento, viene da sé che la formazione sarà aggiuntiva al “pacchetto” di impegni annuali.Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): qualsiasi impegno aggiuntivo in un ambiente di lavoro, seppur relativo alla formazione, non può essere adottato se non trova spazio all’interno di un contratto nazionale. Non si tratta, infatti, di un’azienda privata ma del più grande comparto pubblico d’Italia: entrando poi nel merito, è un dato di fatto che con la riforma della Buona Scuola che ha ampliato l’autonomia scolastica, gli impegni di tutti i lavoratori che operano nell’istruzione pubblica – docenti, Ata e dirigenti scolastici – sono notevolmente aumentati. La linea adottata dal Miur da un anno a questa parte, però, non è stata quella di far crescere di pari passo anche adeguati compensi per questi oneri aggiuntivi ma, al contrario, di rimanere fermi al contratto del 2009: si aggiungono, di fatto, nuovi doveri e obblighi, continuando a eludere i diritti. Nel frattempo, infatti, il personale continua a percepire buste paga ridicole, ampiamente superate dal costo della vita perché pure l’indennità di vacanza contrattuale è stata incredibilmente congelata.

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Obbligo certificazione energetica degli edifici

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2013

La conversione in legge del Dl 63/2013, avvenuta con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 3/8/2013 della Legge 90/2013, ha confermato la vigenza della nuova certificazione energetica degli edifici APE (attestato di prestazione energetica) che va a sostituire l’ACE (attestato di certificazione energetica).
Le nostre norme, fino all’intervento di questo decreto, non erano conformi ai dettami europei e per questo motivo siamo stati sanzionati.
E’ stata recepita la Direttiva 2010/31/UE, sanando diverse procedure di infrazione che la Comunita’ Europea aveva avviato contro l’Italia per errati o incompleti recepimenti di Direttive. Procedure che lo scorso giugno sono sfociate in una sentenza di condanna della Corte di giustizia europea. Essenzialmente per la mancanza dell’obbligo di consegnare l’attestato energetico in caso di vendita o locazione di un immobile: le nostre norme, pur prevedendo l’obbligo di indicare in contratto di aver ricevuto informazioni e documentazione energetica sull’immobile, prevedevano una deroga per le locazioni se questa documentazione mancasse al momento della firma del contratto. Non solo, ma in caso di edifici con rendimento energetico basso, il proprietario poteva ovviare all’obbligo consegnando un’auto-dichiarazione di appartenenza alla classe energetica piu’ bassa, la “G”.
Dallo scorso 6 giugno e’ quindi in vigore l’obbligo di allegare ai contratti di compravendita immobiliare e di locazione (quelli nuovi) la nuova attestazione energetica denominata APE, pena la nullità dei contratti stessi.
Il decreto prevede un regime di transizione: fino all’emanazione dei decreti ministeriali che fissano i criteri di calcolo dei nuovi parametri tecnici a cui riferirsi (emanazione che dovrebbe avvenire entro Gennaio 2014), si puo’ redigere il documento riferendosi alle precedenti istruzioni tecniche (inclusa la vecchia certificazione ACE in corso di validita’ -dieci anni). In merito, lo scorso 25 giugno, il ministero dello Sviluppo Economico ha emesso una circolare.
Tutto risolto? Sembra di no. In questi giorni infuria la polemica su questo obbligo, soprattutto nei contratti di locazione, e alcune associazioni di categoria hanno chiesto al Governo di toglierlo, e di farlo in fretta. Un “déjà vu”: nel 2008, con il DL 112/08 venne abrogato l’obbligo che il legislatore aveva introdotto nel 2006 con il D.lgs.311/2006 [6]. A chi rimane in mano il cerino? Al cittadino che si trova di fronte al caos, spesso alimentato anche dalla disinformazione. Non entriamo nel merito su quanto sia o meno giusto dover sborsare dei soldi per munirsi di una certificazione che alcuni ritengono inutile. La direttiva europea c’e’, la si puo’ ignorare, la si puo’ accogliere, ma saltare da un “si’” ad un “no” ci sembra pessimo, anche perche’ le multe che vengono inflitte all’Italia, oltre alla brutta figura che ci fanno fare, vengono comunque pagate coi soldi dei contribuenti… e tanto vale pagare e fare bella figura, e non il contrario. Poi, se qualcuno in sede comunitaria riuscira’ a far levare questo obbligo, convincendo gli altri partner comunitari della sua inutilita’, ci adegueremo. L’importante e’ che il singolo cittadino abbia certezza del diritto…. ma, ed è questa l’ennesima dimostrazione, nel nostro Paese questa è una chimera.

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Conciliazione obbligatoria per condominio e incidenti stradali

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

E’ scattata l’obbligatorieta’, per chi e’ coinvolto in liti condominiali o che riguardano i risarcimenti del danno derivante da incidenti stradali ed intende andare in causa, di tentare, prima di rivolgersi al giudice, di trovare un accordo “amichevole” con la controparte, tramite l’istituto della mediazione (conciliazione).
Esattamente un anno fa tale obbligatorieta’ scatto’ in molti ambiti civili (controversie bancarie, assicurative, di responsabilita’ medica, ereditarie, etc. etc.), grazie al D.lgs. 28/2010, ma per le liti condominiali e per quelle inerenti gli incidenti stradali il termine fu prorogato di un anno. La mediazione, o conciliazione, e’ un sistema con il quale le due parti, colloquiando tra loro anche senza bisogno di rappresentanza legale, cercano di raggiungere un accordo “amichevole” alla presenza del mediatore, un soggetto specializzato nella materia in discussione che fa da “paciere” e cerca di aiutare le parti a concludere positivamente l’incontro. La legge se n’e’ occupata piu’ volte, e con il D.lgs.28/2010 sono state fissate delle regole e procedure uniformi a garanzia degli interessi di ambedue le parti. Il verbale redatto in caso di accordo e’ pienamente vincolante per ambedue le parti ed assume valore di titolo esecutivo una volta omologato dal Tribunale.
Per svolgere la mediazione ci si puo’ rivolgere ad organismi pubblici (come le camere di commercio, classiche figure mediatrici per il consumatore), o privati, riconosciuti ed iscritti in un apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia. In determinati ambiti, come quello bancario e di investimento finanziario, ci si puo’ rivolgere anche ad enti specifici come l’Arbitro Bancario finanziario (ABF) e la CONSOB.
Se ci si rivolge ad organismi pubblici i costi sono fissati dal Ministero della Giustizia. Gli organismi privati non sono vincolati da tali tariffe, con obbligo pero’ di prevedere una riduzione delle proprie indennita’ (di un terzo) se la mediazione svolta e’ tra quelle obbligatorie per legge.

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“Made in”: etichetta obbligatoria

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Bruxelles. Parlamento europeo. I beni importati da fuori l’UE dovrebbero sempre indicare chiaramente il paese d’origine per aiutare i consumatori a compiere una scelta informata, affermano i deputati approvando giovedì una proposta di regolamento che prevede anche sanzioni in caso di violazione delle regole e la possibilità di utilizzare l’inglese sulle etichette ovunque nell’Unione.  Un sistema chiaro e pan-europeo sull’etichettatura sul paese d’origine per prodotti importati da paesi terzi, secondo i deputati, “fornirà ai cittadini dell’Unione maggiori informazioni e un maggiore controllo sulle loro scelte, mettendoli in tal modo al riparo dall’acquisto inconsapevole di prodotti potenzialmente di dubbia qualità”. Una disciplina europea del marchio di origine rafforzerebbe la competitività delle aziende europee e di tutta l’economia europea, sostengono i deputati. La mancanza di norme comunitarie, tranne per alcuni casi specifici nel settore agricolo, e le differenze tra i sistemi in vigore negli Stati membri hanno “fatto sì che, in alcuni settori, la maggior parte dei prodotti importati da paesi terzi e distribuiti sul mercato comunitario risultino non riportare alcuna informazione, o informazioni ingannevoli, relativamente al paese di origine”, dice il testo approvato.
Le parole “Fabbricato in”, insieme con l’indicazione del paese, potrebbero essere scritte, secondo la proposta della Commissione, “in una qualsiasi delle lingue ufficiali delle Comunità europee, in modo tale da risultare facilmente comprensibile per i clienti finali dello Stato membro”.
Secondo il testo approvato, il paese d’origine deve essere impresso su beni destinati al consumatore finale, tranne che nei casi in cui ciò sia tecnicamente impossibile o danneggi il bene stesso. Per i prodotti impacchettati, l’etichetta dovrebbe apparire sia sulla confezione sia sul prodotto. Il regolamento non coprirebbe prodotti agricoli e ittici, ma comprenderebbe, fra altri, tessili, prodotti farmaceutici, strumenti di lavoro, rubinetteria e mobili. La lista potrebbe in seguito essere ampliata dalla Commissione, dopo il parere favorevole di Parlamento e Consiglio.
La proposta della Commissione non prevedeva un regime di sanzioni comuni, nel caso di violazione del regolamento. I deputati chiedono invece alla Commissione di proporre livelli sanzionatori minimi per assicurare l’applicazione uniforme delle nuove disposizioni in tutti i Paesi membri. I deputati chiedono inoltre ala Commissione di presentare uno studio di valutazione sugli effetti del regolamento, tre anni dopo l’entrata in vigore.
Perché il progetto di regolamento diventi legge, il testo deve ora essere approvato dal Consiglio, dove alcuni Stati membri si oppongono all’idea di una legislazione europea sul “Made in”. Una volta che il testo è stato concordato fra Parlamento e Consiglio, le nuove regole entreranno in vigore in tutta l’Unione un anno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE. Dopo 5 anni, il regolamento, secondo un emendamento approvato dalla Aula, scade e toccherà a Parlamento, Commissione e Consiglio decidere se prorogarlo modificarlo.

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Da marzo 2011 obbligatoria la Conciliazione

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

Da marzo 2011 per vari contenziosi fra imprese e fra imprese e consumatori non si potrà celebrare il processo senza aver tentato prima la conciliazione. Dalle controversie condominiali  alla diffamazione a  mezzo stampa, fino a quelle attinenti i diritti reali, le successioni ereditarie, i patti di famiglia, la locazione, il comodato, l’affitto di aziende, nonché il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, vi è l’obbligo di legge di non andare in tribunale prima di aver tentato la composizione del conflitto attraverso questo strumento di giustizia alternativa. Le novità introdotte dal dlgs 28 del 2010, che ridisegna il sistema delle regole in moltissime e frequenti controversie economiche, rilanciando il protagonismo delle Camere di Commercio nella regolazione di mercato, sono state al centro del convegno “La Mediazione Civile e Commerciale,  un’alternativa alla risoluzione delle controversie” ospitato e promosso nel pomeriggio di oggi dalla Camera di Commercio di Bari.  “Cinque milioni e mezzo di processi è un carico pesante per un Paese. A questa nuova disciplina – ha detto Augusta Iannini, capo dell’Ufficio Legislativo del ministero della Giustizia – si è voluta attribuire sì una funzione deflattiva ma anche farne espressione di una scelta culturale: superare le contrapposizioni offrendo alle parti la possibilità di trovare il modo più appropriato per risolvere una controversia, sulla base dei loro interessi più che dell’affermazione dei loro diritti. L’obiettivo è riuscire a risolvere  con questo strumento 600-700mila cause ma anche dare un nuovo mercato alle professioni”. Sugli aspetti formativi dei professionisti della conciliazione l’auspicio del sistema camerale nazionale è che venga gestita in modo puntuale, da organismi accreditati “nella consapevolezza, dati alla mano – ha detto Sabrina Diella, funzionario dell’area relazioni istituzionali di Unioncamere  – che nel 66% dei casi un avvocato preparato sulla materia fa addivenire le parti alla conciliazione”.

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Quando la Conciliazione è obbligatoria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2010

Bari 1° luglio alla CCIAA ore 15,00 convegno. L’evento è organizzato dalla Camera Arbitrale e della Mediazione dell’ente camerale barese  con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Bari e dell’Ordine dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili di Bari. Di particolare importanza risulta l’esperienza maturata sul campo dalla Camera di Commercio di Bari, impegnata da oltre dieci anni  nella promozione degli strumenti alternativi di giustizia e nella gestione dei procedimenti conciliativi in diversi settori del mercato. Introducono i lavori il  dott. Vito Savino (Presidente Tribunale di Bari), il dott. Luigi Farace  (Presidente C.C.I.A.A. Bari), l’avv. Emmanuele Virgintino  (Presidente Ordine degli Avvocati di Bari), il dott. Giorgio Treglia (Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bari) e il dott. Riccardo Magni (Presidente Camera Arbitrale e della Mediazione di Bari).  Partecipano in qualità di relatori, coordinati dall’avv. Giovanni Santovito vice Presidente della Camera Arbitrale di Bari,  la Pres.  Augusta Iannini    (Capo dell’ Ufficio Legislativo Ministero di Giustizia), la dott.ssa Sabrina Diella (Funzionario Area Relazioni Istituzionali di Unioncamere),  il dott. Pietro Giordano (Segretario Nazionale ADICONSUM), il prof. Diego Comba (Presidente ADR Aequitas) e  il  prof. avv. Giuseppe Trisorio Liuzzi (Ordinario di Diritto processuale civile Università degli Studi di Bari). Secondo la Banca Mondiale, in Italia il tempo stimato per la soluzione di una disputa commerciale è di 1.210 giorni. Questo colloca il Paese al 13° posto della graduatoria generale (insieme allo Sri Lanka, alla Liberia e Gibuti), ben distante dalla Francia (331 giorni), dall’Austria (397) e dalla Grecia (819).  In Puglia – dati Unioncamere nazionale – la durata media per la soluzione di una controversia fra imprese e fra imprese e consumatori attraverso la conciliazione nei primi sei mesi del 2009 è stata di 32 giorni, per una spesa media complessiva di 1.494 euro. In particolare nella regione le conciliazioni gestite dalle Camere di Commercio sono state 489, di cui 158 hanno riguardato controversie fra imprese e 158 controversie fra imprese e consumatori.

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Etichettatura obbligatoria per il tessile?

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2010

Strasburgo Parlamento europeo. Le etichette “Made in” potrebbero diventare obbligatorie per tutti i capi d’abbigliamento commercializzati in Europa, se il Parlamento sosterrà gli emendamenti a una proposta legislativa sul sistema di etichettatura dell’UE approvati dalla commissione per il mercato interno.

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Sicurezza stradale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

«Nel nostro Paese circolano oltre otto milioni di veicoli a due ruote e gli incidenti in cui sono coinvolti rappresentano il 21 % del totale. Mi auguro per questo, che la proposta approvata ieri dalla Commissione Trasporti della Camera, attraverso la quale si rende obbligatoria una prova pratica per il rilascio del patentino per ciclomotori a minorenni, diventi presto legge dello Stato». Lo afferma Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnattimo, la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera.«Purtorppo, ancora oggi – spiega Lentino – ci troviamo sempre piu’ spesso davanti a vite di giovani spezzate mentre sono alla guida di ciclomotori, ed è per questo che gli interventi che vanno nella direzione di una maggiore sicurezza sono sempre più necessari».«Sicurezza e sensibilizzazione – conclude il portavace – sono delle priorità nel nostro Parse, soprattutto quando si tratta di giovani vite, una categoria sempre piu’ colpita».

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