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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘obbligatorietà’

Vaccino per Covid-19 nei bambini: si discute sui criteri dell’obbligatorietà

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2020

Secondo un’opinione pubblicata su Jama Pediatrics, la decisione sul rendere obbligatoria o meno la vaccinazione contro il coronavirus nei bambini dovrebbe essere presa basandosi su nove criteri standard, a cui dare diversa priorità in base alle nuove scoperte sulla malattia. «Questi criteri possono essere suddivisi in tre categorie, come correlati al vaccino, alla malattia e alla praticabilità» spiega Douglas Opel, della University of Washington School of Medicine, Seattle, primo autore del documento.I criteri relativi al vaccino sono quattro, cioè che il medicinale sia sicuro e che abbia un livello accettabile di effetti avversi, che sia efficace, che abbia un rapporto costo/beneficio simile a quello degli altri vaccini, che abbia qualche relazione con l’aumento della sicurezza nell’ambiente scolastico. Ci sono poi due criteri correlati alla malattia, ovvero il vaccino deve prevenire malattie con significativa morbilità e mortalità in almeno alcuni sottogruppi della popolazione, e deve ridurre il rischio di trasmissione da persona a persona, e altri tre criteri legati alla praticabilità, cioè che sia accettabile per la comunità medica e il pubblico, che gli oneri amministrativi della somministrazione e del monitoraggio del vaccino siano ragionevoli, e che l’onere dell’aderenza sia ragionevole. Il criterio a cui in assoluto bisognerà dare la priorità sarà chiaramente la prova che il vaccino sia sicuro per i bambini. Tra gli altri criteri, al momento attuale quelli prevalenti sembrano essere il peso della malattia che è sostanziale in almeno un sottogruppo della popolazione, e la riduzione del rischio di trasmissione di malattie. Quest’ultimo criterio, tuttavia, si basa sulla comprensione del ruolo dei bambini nella trasmissione di Sars-CoV-2, che è attualmente ancora da valutare. Come criterio successivo al momento gli autori considererebbero la protezione per il bambino da Covid-19 e il fatto che il vaccino non dovrebbe essere gravoso per il bambino o per il genitore o tutore. Se a un certo punto gli studi evidenziassero per esempio che la probabilità e l’entità del danno da Covid-19 sono maggiori nei bambini rispetto a quanto si pensa ora, sarebbe giustificato dare la priorità al criterio dell’efficacia del vaccino nel mitigare tali danni rispetto alla trasmissione della malattia e al carico di aderenza, e così via a seconda di quello le nuove prove mostreranno. (fonte Doctor33)

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Anno giudiziario e mediazione civile

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2011

Grandi titoli sulla crisi della giustizia italiana all’inaugurazione dell’anno giudiziario e tutti  aventi lo stesso tema: “la giustizia è ormai al collasso; alto numero di prescrizioni; processi lenti” e chi ne ha più ne metta, ma tutti gli intervenuti, concordano  sul fatto che  l’unico sistema valido ed efficiente  per combattere questo stato di cose è il neo istituto giuridico della mediazione civile. La relazione di sintesi del  Primo Presidente della Corte di Cassazione in materia di mediazione civile, oltre che dare valore al neo istituto, è andato ben oltre, quando ha affermato che  “uno dei pilastri su cui si fonda il nuovo istituto  è la previsione  dell’obbligatorietà della mediazione per chi intenda introdurre una controversia rientrante tra quelle previste dalla legge”.
In questo contesto anche il Presidente  dell’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato, dell’A.N.P.A.R. si inserisce per dire la sua.
Dice Pecoraro:  il messaggio venuto fuori dalle varie relazioni ed interventi è  chiaro  per tutti: “senza resistenze corporative” (Alfano), “bisogna passare ai fatti” (Palamara), dunque  andare avanti senza tentennamenti al fine di cominciare a costruire “quel pilastro”  dell’obbligatorietà della mediazione  per chi intende  introdurre  una controversie (Lupo).
Il consenso sull’obbligatorietà  si è fatto largo  nei confronti di tutti , gli unici  che esprimono pareri negativi  sono solo i “vertici” dell’O.U.A.  dove alcuni componenti  pur di salvaguardare  interessi personalistici,  si sono avventurati a parlare ai propri colleghi in modo  elementare della  mediazione, dopo essere stati in silenzio, bugiardi  e scettici per oltre un decennio. Migliaia e migliaia di mediatori professionali  iscritti  all’Organismo che rappresento – continua Pecoraro- sono stufi di essere offesi da chi va in giro  parlando di “mediamediazione”, a tal proposito il nostro comitato scientifico-giuridico, sta valutando se  esistono gli estremi per intentare una “class action” nei confronti  di chi  ha deluso e ferito l’orgoglio  di essere professionisti della mediazione coniando ! un temine  di disistima, che  può influire non poco nei confronti di chi  si appresta a risolvere  una  controversia,  attraverso un organismo di conciliazione  – che nel designare un  mediatore professionale  fortemente competente – deve convincere le parti di non trovarsi di fronte ad un “mediamediatore”. Il no già deciso a queste offese  viene dalla categoria  di giovani avvocati che non ci stanno ad essere qualificati “mediavvocati”, solo perché hanno arricchito il loro bagaglio culturale e professionale acquisendo la qualifica di mediatore professionale,in modo da avere  delle opportunità  lavorative in più.
Questa è gente – continua Pecoraro – abituata a diffondere zizzanie per il solo scopo personalistico, hanno detto cose diverse da quello che pensavano ai loro iscritti ed ora sono alla resa dei conti. Adesso, chi glielo dice a quegli avvocati  con anzianità di iscrizione all’albo di 15 anni  – che  fino a Novembre potevano acquisire la qualifica di conciliatore specializzato a semplice domanda –  di frequentare un corso obbligatorio di 50 ore, per non essere fuori dal mercato del  lavoro professionale?  Non è forse questo il motivo per cui chiedono il rinvio dell’obbligatorietà!
Gli organismi di conciliazione esistenti hanno offerto  la loro disponibilità a dialogare da tempo con gli ordini degli avvocati ma i signori ai vertici dell’O.U.A.   l’hanno sempre rifiutata a differenza del C.N.F.  e delle associazioni  autonome dei giovani avvocati  che hanno contribuito e non poco  alla divulgazione della mediazione civile e commerciale. Solo, oggi  con l’apertura dell’anno giudiziario,  dove dalle relazioni dei vari Presidenti  si apprende  della bontà della legge sulla mediazione civile,  hanno cominciato  a chinare il capo  per dire che la mediazione obbligatoria  è una cosa buona ma che  vogliono tempo per  “formare gli avvocati”. Se le stime non sono errate: sono oltre centomila i mediatori professionali  pronti a deflazionare   le cause civili e commerciali da venire e quelle già pendenti, ma, secondo Pecoraro, gli organismi esistenti, non sono sufficienti per tutte le materie obbligatorie  per cui sarebbe opportuno che il ministro Alfano  dettassse una scaletta di effettiva entrata in vigore alle  materie il cui  esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.  Il  20 marzo 2011 potrebbero prendere i! l  via dell’obbligatorietà, per esempio, le seguenti materie: condominio, locazione, comodato, risarcimento del danno derivante dalla  circolazione dei veicoli e natanti,  la responsabilità medica, contratti assicurativi, bancari,  controversie  che i cittadini hanno già affidato alla mediazione a partire dall’entrata in vigore del D. Leg.vo 28/2010,  l’altra metà dovrebbe entrare poi in vigore al massimo dal 20 settembre 2011, magari estendendo l’obbligatorietà anche per altri diritti disponibili,  proprio in considerazione della complessità della materia che richiederebbe almeno un altro poco di monitoraggio, pur essendo molte di queste controversie risolte egregiamente  ancor prima del periodo della citata obbligatorietà.(A. Bove)

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Occorre l’obbligatorietà dell’istituto conciliativo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2009

Già pronte in tutt’Italia le camere di conciliazioni affiancate dalle agenzie di conciliazione, l’organismo unitario dell’avvocatura, i dottori commercialisti, i notai i neo laureati in materie giuridiche ed economiche, enti formativi, organismi di conciliazione, camere di commercio, associazioni di consumatori, invitano il Ministro Alfano a non aspettare l’estate per approvare quanto previsto nell’articolo 39 nel ddl di riforma del processo civile che disciplina e agevola l’istituzione dell’obbligatorietà della conciliazione, se, si vuol rendere effettivamente un servizio al Paese. L’anticipazione dell’intervento legislativo è urgente, per consentire ai conciliatori specializzati di dare risposte alle molteplici richieste di avvio di procedure conciliative non ancora obbligatorie su questo importante strumento per la risoluzione delle controversie giudiziarie, che i cittadini hanno difficoltà ad affrontare.  E’ necessario anche una campagna pubblicitaria attraverso organi di stampa e radiotelevisivi idonea che spieghi come il ricorso obbligatorio alla concilizione – che è un metodo per giungere alla conclusione della vertenza in maniera più flessibile, veloce ed efficace rispetto al ricorso al giudice ordinario e senza che le parti, abbandonano i rispettivi interessi e le proprie aspettative, avvengano, con un conciliatore terzo ed imparziale. Già l’Unione Europea con una Direttiva dell’anno scorso ha reso obbligatorio la conciliazione per le controversie transfrontaliere consentendo una più efficace e rapida tutela dei diritti accessibile a tutti i cittadini europei.E’ bene ricordare – ha concluso Pecoraro – che da circa 15 anni – l’associazione A.N.P.A.R. è in attività su base volontaristica per sistemi ADR, ponendosi, gratuitamente, al servizio della collettività al fine di evitare alle parti il conflitto giudiziario, anche attraverso, il sito http://www.anpar.it. Già da anni quindi, assieme agli ordini professionali degli avvocati e dei dottori commercialisti, diamo risposte ai cittadini in tema di arbitrato e conciliazione, ora, con l’entrata in vigore sull’obbligatorietà della conciliazione in materia civile e commerciale si rafforza questa professionalità e volontarietà.

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