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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘obbligatorio’

Servizio civile per i giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

informagiovani“I giovani dai 18 ai 24 anni da oggi sanno che se la sinistra di Renzi tornerà a governare, su di loro, sulla loro vita, graverà una nuova tassa sulla gioventù”. Lo afferma, in una nota, Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della commissione difesa.“Il nuovo servizio di leva obbligatorio annunciato oggi dal PD – continua – sottrarrà forzatamente tempo prezioso ai giovani per la loro formazione. Sarà una tassa ancora più onerosa e odiosa di quelle che già gravano sul reddito, perché sottrae non una parte del proprio avere ma del proprio essere. Oltretutto, si tratta di un’idea anche poco originale, scopiazzata da pagina 193 del programma dell’unione di Prodi del 2006”.“Sarebbe – aggiunge Fontana – un incredibile passo indietro rispetto alla riforma fatta dal governo Berlusconi, che nel 2005 determinò l’abolizione della leva obbligatoria, la creazione di forze armate professionali, adeguate agli impegni internazionali del Paese e all’utilizzo delle moderne tecnologie, ed, infine, l’istituzione di un moderno servizio civile volontario con decine di migliaia volontari”.
“La pseudo-riforma annunciata da, Renzi, invece, creerà solo precariato a spese dello stato , per qualche centinaio di migliaia di ragazze e ragazzi, in perfetta coerenza con il tipico statalismo dirigista della sinistra, che sta cercando di ipotecare anche il futuro delle giovani generazioni”, conclude l’esponente azzurro.

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Bancomat obbligatorio: a settembre decreto con sanzioni

Posted by fidest press agency su martedì, 8 agosto 2017

bancomatIl viceministro dell’Economia, Luigi Casero, ha annunciato l’intenzione, entro settembre, di firmare il decreto che introduce le prime sanzioni per chi rifiuta un pagamento elettronico.”Bene, era ora che si desse finalmente attuazione a quanto previsto fin dal 22 dicembre 2015, con la legge di stabilità 2016. La proposta dell’on Boccadutri, infatti, prevedeva fin dall’inizio le sanzioni, considerato che senza questa sollecitazione i commercianti avrebbero continuato a rifiutare l’uso del bancomat per importi bassi, come puntualmente verificatosi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Solo dando al cliente la possibilità di segnalare la trasgressione, si faranno passi avanti per avere anche nel nostro Paese sistemi moderni di pagamento, dando al consumatore la possibilità di poter pagare come meglio crede” prosegue Dona.

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Casco obbligatorio per i ciclisti?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Nel corso della discussione che si sta svolgendo in Commissione al Senato sulle nuove “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, che dovrebbero introdurre modifiche al Codice della strada in materia di limitazioni nella guida e di sanzioni per talune violazioni, il 15 aprile è stato approvato il seguente emendamento: «Durante la marcia ai conducenti di velocipede è fatto obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme alla normativa tecnica europea in materia. (…)». La notizia, rimbalzata sui media, ha suscitato un certo clamore, giungendo fra l’altro del tutto a sorpresa. Firmatari dell’emendamento sono i senatori: Giaretta, Marco Filippi, Donaggio, Fistarol, Magistrelli, Morri, Papania, Sircana, Vimercati, Zanda. Il primo firmatario, senatore Paolo Giaretta, da noi direttamente interpellato, ha tenuto a chiarire che la sua proposta prevedeva in realtà solo l’obbligo delle bretelle riflettenti nelle ore serali (che difatti è rimasto nel seguito del testo approvato), per favorire la visibilità del ciclista sulle strade, ma non la norma sul casco, su cui lui stesso non è d’accordo, e che viceversa è stata inserita da uno dei firmatari, modificando l’emendamento senza consultare tutti gli altri sottoscrittori. A fronte della introduzione di un obbligo giuridico diventa infatti inevitabile valutare il rapporto costi / benefici da esso derivanti. Occorre avere ben chiaro che non è spostando gli oneri di protezione sull’anello finale della catena (il ciclista, in questo caso) che le nostre strade e le nostre città diventeranno più sicure. D’altro canto, in Europa, nei Paesi a più alta densità di traffico ciclistico (Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, per citarne alcuni), non esiste una norma in questi termini. Si aggiunga che la protezione garantita al ciclista dall’uso del casco in caso di investimenti ad alta velocità è sostanzialmente ininfluente e crea anzi una falsa percezione di sicurezza che non corrisponde all’effettiva protezione, dato che i caschi sono omologati per reggere solo a cadute minori (impatti fino a 23 km/h, al contrario dei caschi per moto, profondamente diversi ma inutilizzabili in bici, che reggono a collisioni a velocità superiori). La Federazione Italiana Amici della Bicicletta sollecita pertanto le autorità e le pubbliche istituzioni a: – focalizzare gli interventi sulle misure che promuovono concretamente la cd. “mobilità dolce”;- assumere piena consapevolezza che la causa (o concausa) più ricorrente della pericolosità delle strade italiane, anche urbane, dipende innanzitutto dalla velocità dei mezzi motorizzati che vi circolano: occorre dunque che questo fattore di rischio sia ridotto e messo sotto controllo con tutte le iniziative possibili. Nell’approssimarsi della Prima Giornata nazionale della bicicletta, indetta dal Ministero dell’Ambiente per il prossimo 9 maggio, la FIAB chiede dunque ai parlamentari di tutti gli schieramenti di adoperarsi affinché una tale norma venga al più presto corretta, prima della sua definitiva approvazione in Aula e della conseguente trasformazione in Legge della Repubblica.

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No all’uso obbligatorio del casco in bicicletta

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

La FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus) si oppone energicamente all’emendamento approvato lo scorso 15 aprile in Commissione Lavori pubblici del Senato, che obbliga tutti coloro che vanno in bicicletta “di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme alla normativa tecnica europea in materia”. La FIAB, in linea con quanto deciso già dall’European Cyclists’ Federation – l’organizzazione europea dei ciclisti che rappresenta 500 mila iscritti in tutta Europa – si era gia espressa in passato contro un’eventuale legge che avrebbe potuto obbligare chi va in bicicletta ad indossare il casco. “In genere siamo noi i primi a raccomandare vivamente l’uso del casco durante uscite e viaggi in bicicletta – dichiara il Presidente della FIAB Antonio Dalla Venezia – tuttavia renderlo obbligatorio per legge non solo è controproducente, perchè allontana le persone dal suo utilizzo, ma non salva nemmeno la vita ai ciclisti se si continuano a costruire strade per le auto e non anche per chi va a piedi e in bicicletta”. Il “pasticcio” è accaduto perchè la Senatrice veneziana Cecilia Donaggio (PD) ha di fatto modificato un emendamento presentato dal Sen. Giaretta, riguardante esclusivamento l’introduzione dell’utilizzo delle bretelline autoriflettenti, ed ha aggiunto anche l’obbligo generalizzato per i ciclisti di indossare un casco protettivo, senza consultarsi con lo stesso Giaretta, che conferma la sua contrarietà all’emendaento della parlamentare veneta e ha già fatto sapere che si adopererà per riportare il testo della norma alla proposta originale. Cosa succederà a chi utilizza il bike sharing, proprio ora che il Ministero dell’Ambiente sta disponendo finanziamenti statali per potenziare i servizi di bici pubbliche nelle città italiane attraverso la Giornata nazionale della Bicicletta che si celebrerà in tutta Italia il prossimo 9 maggio? Saranno noleggiati contestualmente pure i caschi protettivi  omologati? Oppure gli interessato dovranno portarselo da casa? E i prorietari delle bici a pedalata assistita, cosa dicono? Su internet (http://www.fiab-onlus.it/no_casco_obb_senato.htm)

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Caro scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Una tassa occulta pesa sul diritto allo studio per circa 100-150 euro ed è il c.d. “contributo volontario” che le scuole richiedono all’atto dell’iscrizione dello studente, ma che volontario non è. La legge precisa che si tratta di “una erogazione liberale a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado e che deve essere finalizzata all’innovazione tecnologica e all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa”. Il contributo volontario non può pertanto essere considerato obbligatorio ai fini dell’iscrizione alla scuola pubblica, ma le scuole lo richiedono comunque.  Il Ministero ha stabilito dei tetti di spesa per i libri di testo della scuola dell’obbligo e per le medie superiori. Le cifre sono rimaste invariate rispetto all’anno precedente.  Le scuole aggirano, però, tale vincolo con i c.d. testi “consigliati” che, anche in questo caso di fatto, sono acquisiti obbligati. Lo scorso anno circa il 30% ha sforato il tetto, mediamente per un +10-15% rispetto a quanto stabilito dal Ministero. Anche quest’anno si sta ripetendo la stessa situazione.

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